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FAMIGLIA CRISTIANA O FAMIGLIA PAGANA? PERCHÉ TENERLA ANCORA IN PARROCCHIA?
da fonte non disponibile

Il 14-8-2008 la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso un comunicato in cui si afferma che il noto settimanale "Famiglia cristiana" "non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede né quella della Conferenza episcopale italiana".
Confermando ciò, il direttore don Sciortino ha aggiunto che Famiglia cristiana può, altresì, godere di una sua "autonomia di intervento nel dibattito politico generale". Criteri dunque che non paiono compatibili con la distribuzione largamente praticata nelle parrocchie, in occasione delle Sante Messe di precetto.
Ricordiamo che già in passato il periodico dei paolini si era distinto per la sua subalternità alla cultura della secolarizzazione: l'11 febbraio 1997 S. Em.za il Card. Ruini ottenne dal Papa un decreto inteso ad una maggiore vigilanza sulla Società San Paolo e la nomina di mons. Antonio Buoncristiani per "esercitare tutte le funzioni spettanti normalmente sia al Superiore generale che al Superiore provinciale". Nel decreto si specifica che la sua autorità si estende sui Periodici "Famiglia cristiana", "Jesus", "Vita Pastorale", ecc. e sulle Edizioni S. Paolo. Nell'aprile del '98, venne perciò rimosso dalla guida di "Famiglia cristiana" il direttore, don Leonardo Zega.
Purtroppo queste sanzioni sono state inutili, in particolare su temi di etica sessuale e presenza dei cattolici nella società: pochi mesi fa, ad un lettore che segnalava come, a causa della legge che favorisce l'aborto, in Italia muoiono ogni anno 130.000 bambini, il settimanale ha ambiguamente risposto: "non è la legge che uccide, ma sono le persone... la legge non ha reso innocente l'aborto" (n° 5 del 29-1-06, pag. 9).
Invitiamo tutti gli italiani - laici o credenti - a sottoporre al vescovo della propria zona il "problema Famiglia Cristiana".

 
Fonte: fonte non disponibile, 16 agosto 2008

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