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LA VICENDA DI TERRI SCHIAVO
Per non dimenticare
di Viviana Daloiso

Una lunga battaglia legale. E il sondino le fu staccato tre volte.
 Una vicenda umana tragica. Che apre un’agguerrita battaglia legale prima, un aspro dibattito politico ed etico poi. La storia di Eluana Englaro presenta diverse analogie con quella di Terri Schiavo, che ha sconvolto l’America tre anni fa. È il 25 febbraio del 1990 quando Theresa Marie Schindler Schiavo, 'Terri', cade in casa in seguito a un collasso. Il suo cervello rimane senza ossigeno per diversi minuti, la ragazza entra in stato vegetativo. Nel 1998 il marito – e tutore legale –, Michael, chiede che sia staccato il sondino che la tiene in vita. Ad opporsi alla richiesta i genitori, Bob e Mary Schindler. Nel 2001 la Corte d’Appello conferma la decisione del giudice della Florida George Greer: il sondino di Terri viene staccato la prima volta. È il 24 aprile: La donna rimane senza cibo e acqua per due giorni, finché il giudice Frank Quesada ordina che l’alimentazione e l’idratazione artificiali riprendano. In seguito i genitori di Terri tornano in appello con la testimonianza di sette medici secondo i quali lo stato vegetativo di Terri non è irreversibile. Ma nel 2003 arriva una nuova sentenza: il 7 ottobre il sondino viene staccato per una seconda volta. Ci vogliono sei giorni prima che la decisione sia annullata: in extremis, il 21 ottobre, il Parlamento statale approva la prima cosiddetta 'legge salva-Terri'. Lo stesso giorno Bush ordina che il sondino sia riattaccato. Due anni dopo l’epilogo: il 18 marzo del 2005 viene autorizzata per l’ennesima volta la rimozione del sondino che alimenta Terri. Il 31 marzo, dopo 14 giorni di agonia, Terri muore.

 
Fonte: 27/11/2008


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