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INTERVISTA A GIOVANARDI : LA FAMIGLIA È UNA. E LA SOSTERREMO
di Francesco Riccardi

«Di famiglia ce n’è una sola e va sostenuta». Per le altre unioni c’è l’impegno «a rimuovere tutte le eventuali discriminazioni e i diritti individuali negati», ma «niente riconoscimenti impropri». Carlo Giovanardi, eletto nelle fila del Pdl, è sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con tre deleghe assai 'pesanti' dal punto di vista sociale: famiglia, droga e servizio civile.
 Cominciamo da qui: il governo Prodi aveva istituito il ministero della Famiglia, Berlusconi solo un sottosegretariato. È un segnale di minore attenzione al tema?
 No, per nulla. Dal punto di vista operativo tra un ministero senza portafoglio – qual era quello affidato a Rosy Bindi – per il quale dopo due anni non è stato neppure costituito il relativo dipartimento e un sottosegretariato presso la presidenza del Consiglio non c’è alcuna differenza. Non fermiamoci alle etichette, perché altrimenti dovremmo dire che quello dimissionario era il 'ministero delle famiglie', mentre il nostro governo avrà al centro 'la famiglia' così come sancita, scolpita, nella Costituzione repubblicana, laica, che parla esplicitamente di «società naturale fondata sul matrimonio» tra un uomo e una donna. Questa famiglia vogliamo sostenere e far progredire.
 Significa che non promuoverete il riconoscimento di altre forme di convivenza?
 No. Per essere chiari: Dico, Cus, Pacs resteranno fuori dalla porta del mio ufficio. E altri modelli di famiglia di serie B o C da affiancare a quella naturale non sono nell’agenda né del governo né di questa maggioranza. Precisato questo, massima apertura a rimuovere tutte le forme di discriminazione che eventualmente penalizzino altri tipi di relazione affettiva. Per fare un esempio: se si riscontra che in qualche ospedale viene negato al convivente il diritto ad assistere il proprio compagno/a malato/a sono pronto a intervenire per rimuovere l’ostacolo. Se ci sono diritti individuali che vengono conculcati, vanno resi esigibili, ma senza operare riconoscimenti particolari di rapporti di fatto.
 Dico e Cus a parte, in Parlamento erano arrivati anche provvedimenti importanti: pensiamo ad esempio alla definitiva parificazione tra figli naturali e legittimi. Rigetterete tutte le proposte del centrosinistra?
 Niente affatto. I bambini sono tutti uguali.
  Sulla parificazione dei figli si può andare avanti con la discussione in Parlamento, così come su altre proposte di legge. Penso quella che va affermata è la fondamentale funzione sociale svolta dalla famiglia E ciò incrocia questioni come la denatalità, l’invecchiamento, le incertezze dei giovani, la conciliazione lavoro-maternità. Su questo occorre impegnarsi nel concreto. Assieme, però, va svolta un’opera culturale per evitare una deriva assai pericolosa: quella eugenetica soprattutto all’ipotesi di concedere il pensionamento anticipato a quei lavoratori che assistono figli gravemente disabili. Di primo acchito può sembrare una misura costosa, in realtà è probabile che questo lavoro di cura faccia risparmiare allo Stato in termini di fondi per l’assistenza. Non ho intenzione di 'smontare' quel che di buono è stato fatto o impostato. Per fare un altro esempio: nonostante le critiche alla Fini-Giovanardi, il ministro Ferrero aveva stretto un protocollo d’intesa con le Regioni per la lotta alla droga.
  Penso di confermarlo e valorizzarlo.
 Ha toccato il tema degli stupefacenti: quali saranno le linee di intervento?
 Va tenuto fermo il principio che drogarsi è un illecito, pericoloso per la persona. Ci sono poi fenomeni come la diffusione enorme della cocaina e delle droghe sintetiche, il ritorno dell’eroina, sui quali occorre discutere approfonditamente e cercare nuovi approcci di contrasto. Su questo vorrei incentrare un dialogo ad ampio raggio con gli operatori del settore nella conferenza nazionale da tenersi entro l’anno. Credo e spero siano finiti i tempi dei 'no' pregiudiziali al dialogo (il riferimento è all’ultima conferenza nazionale a Palermo nel 2005, alla quale alcune associazioni non parteciparono, ndr). Intendo inoltre ricostituire il dipartimento nazionale.
 Torniamo alla famiglia. Il Forum ha consegnato al Quirinale più d’un milione di firme raccolte sulla petizione per un fisco a misura di famiglia. Intendete rispondere a questa richiesta di popolo? E quando?
 Costruire un fisco a misura di famiglia, adottando il sistema del quoziente familiare, è un nostro obiettivo. Ora non posso prendere un impegno serio in termini di risorse e tempi certi, senza prima essermi confrontato con il ministro dell’Economia e con il governo tutto.
  Comunque partiamo subito con alcuni provvedimenti, come il taglio dell’Ici, che vanno a sostegno della famiglia.
 Arriverà finalmente il riconoscimento della famiglia come soggetto sociale e non semplice somma di individui?
 Questo sarà il criterio che ispirerà la nostra politica. Quella che va affermata e sostenuta è la fondamentale funzione sociale svolta dalla famiglia. E ciò incrocia una serie di questioni che vanno dalla denatalità all’invecchiamento, dalle incertezze dei giovani a metter su famiglia alle difficoltà di conciliare lavoro e maternità. Su questo occorre impegnarsi nel concreto. Assieme, però, va svolta un’opera culturale per evitare una deriva assai pericolosa: quella eugenetica.
 In che senso?
 Non solo in alcuni sciagurati provvedimenti amministrativi, ma nei mass media, nel sentire comune sta passando l’idea che un bambino abbia diritto a nascere solo se sano e perfetto.
  Al minimo difetto è lecito eliminarlo. Basta leggere le riviste femminili: le madri che decidono di far nascere un bambino affetto da qualche malattia – sia essa la talassemia o la sindrome di Down o perfino una leggera disabilità – vengono descritte come mostri, che condannano alla sofferenza i figli e loro stesse.
  È inaccettabile.

 
Fonte: fonte non disponibile, 16/05/08


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