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LETTERE ALLA REDAZIONE: LA RINUNCIA AL NUCLEARE, UNA FERITA APERTA
da Lettera firmata

Cara redazione di BASTABUGIE,
voglio ringraziarvi per aver inserito l'articolo che parla del nucleare nella vostra rassegna stampa.
Il referendum del 1987 infatti costrinse alla pensione anticipata, al culmine della carriera, anni di studio, sacrifici e viaggi in tutto il modo, il mio babbo, uno dei primi ingegneri italiani che subito dopo la laurea, negli anni '50, si era specializzato in impianti nucleari, e che all'energia atomica, in particolare ai sistemi di sicurezza, aveva dedicato la vita.
Mi ricordo lo sconcerto per questa assurda decisione di bloccare le centrali in Italia, e di fermare persino la ricerca nelle Università italiane che, credimi, erano veramente all'avanguardia nel settore. I nostri ingegneri erano i migliori nel campo, e per questo lavoravano in tutto il mondo.
Tutto questo cambiò la sua vita, si rassegnò all'evidente strumentalizzazione politico-economica che era alla base della infelice scelta, ma fino alla fine ha cercato sempre di convincere ogni suo anche occasionale interlocutore che non ci sarebbe stato futuro nel campo energetico senza il nucleare, e che le cosiddette "energie alternative" erano solo un imbroglio perché mai avrebbero potuto dare le stesse potenti risorse del nucleare.
Ora il problema, per lui che vive nella Gloria di Dio, è evidentemente superato, e forse sorriderà a tutto questo. Ma per noi quaggiù è ancora attuale, e vi ringrazio per aver preso una posizione che per anni è stata perseguitata e ci ha resi molto impopolari. A presto.

 
Fonte: Lettera firmata, 3 agosto 2009

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