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L’EX MEDICO ABORTISTA: ADESSO HA APERTO UN CONSULTORIO CATTOLICO
«Volevo un figlio mio e davo la morte. Adesso mi spendo solo per la vita». Antonio Oriente di Messina ha cambiato vita dopo l’incontro con «Rinnovamento». Adesso ha aperto un consultorio cattolico.
di Alessandra Turrisi

Prima sopprimeva i figli degli altri, adesso si dichiara apertamente “amico della vita”. Quella di Antonio Oriente, medico ostetrico-ginecologo di 53 anni, che vive nel Messinese, è la storia di una conversione.
  Tutto comincia nel 1984, quando Antonio sposa Maria Carmela Savio, una pediatra che cura i bambini, ma che nei primi anni di matrimonio non riesce ad avere la gioia di stringere in braccio un figlio proprio. Antonio non presta molta attenzione al dolore della moglie, è troppo impegnato nel suo lavoro di ginecologo, corre da un paese all’altro, da un’emergenza all’altra. «Oltre ad aiutare le donne a partorire, uccidevo i figli degli altri – racconta –. Praticavo l’aborto, come un qualsiasi altro compito della mia professione. Non per interessi economici. Credevo di fare il bene delle donne che incontravo: aiutavo la ragazza non sposata che aveva avuto una 'disavventura' e voleva disfarsi del bambino, oppure il padre di famiglia con tre figli che, dopo essersi invaghito di una ragazza più giovane della moglie, l’aveva messa incinta e poi voleva farla abortire per non creare scandali». Ma passano gli anni, e quel figlio desiderato non arriva. Una sera Antonio, triste e avvilito, si attarda nei locali del consultorio. All’improvviso arriva una coppia che lui segue per una terapia contro l’infertilità e lo trova in lacrime. Antonio sente il desiderio di aprire il suo cuore a quella coppia. Così i due giovani gli raccontano il proprio percorso, di come si sono avvicinati a Dio attraverso la partecipazione al movimento Rinnovamento nello Spirito. Comincia così un suo percorso di ricerca. «Dopo un periodo di riflessione capii che il mio desiderio di avere un figlio contrastava con la mia azione di medico abortista », ammette. Così chiama l’amico Benedetto, il marito di quella coppia infertile, e gli consegna un biglietto con un testamento spirituale: «Mai più morte fino alla morte. Fratel Antonio».
  Da quel giorno Oriente lascia la cultura della morte per spendersi in favore della vita. Quindici giorni dopo la moglie scopre di aspettare il suo primo figlio. Dopo nove mesi nasce Domenico. Due anni dopo arriva Luigi. L’approccio alla professione cambia radicalmente. Dal 1991 è responsabile del consultorio pubblico di Santo Stefano di Camastra, nel Messinese, e ha appena aperto un consultorio di ispirazione cattolica nella diocesi di Patti. «Non autorizzo più interruzioni di gravidanza, ma accolgo le donne e cerco di trovare con loro una soluzione che rispetti la vita».

 
Fonte: fonte non disponibile, 23/04/08


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