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FRANCIA: SE LA TV E' CATTOLICA NIENTE DIGITALE TERRESTRE
Motivazione ufficiale: ''Le scelte sono state guidate nell'interesse del telespettatore''!
di Rino Cammilleri

E' la terza volta che lo stato francese stoppa la tivù cattolica Kto (in francese si legge «catò», abbreviazione di catholique). Lo apprendiamo da «Avvenire» (28 marzo). Si tratta di una emittente creata nel 1999 dal cardinale Jean-Marie Lustiger, a quel tempo arcivescovo di Parigi. La tivù in questione vorrebbe accedere al digitale terrestre – gratuito - in alta definizione. Ci ha provato nel 2002 e nel 2005 ma ogni volta, compreso il rifiuto del 2012, il Consiglio di Stato ne ha bocciato la candidatura con questa singolare motivazione: «Le scelte sono state guidate nell'interesse del telespettatore».
Ora, poiché i consiglieri di stato hanno deciso che una tivù di ispirazione cattolica non interessa al telespettatore francese, nisba. Tuttavia, «con lo scopo di arricchire l'attuale offerta», sono state ammesse sei nuove televisioni, che si aggiungono alle diciannove già presenti sul digitale terrestre. Così, il telespettatore francese avrà modo di scialare, spippolando a gogò sul telecomando. Potrà optare per una delle venticinque fortunate, e perfino cambiare idea in corso di programma. Potrà, volendo, guardarne una per sera e al ventiseiesimo giorno ricominciare da capo il periplo. Oppure potrà fissarsi su una sola, quella che lo appaga di più. Pensate, potrà addirittura spegnere il televisore, rinunciando a tutto quel bendiddìo. O passare la serata fuori casa, se preferisce. Tutto, insomma, purché si guardi dal guardare cose sconvenienti o di nessun interesse come un programma di ispirazione cattolica.
La pubblica amministrazione francese, fiera della sua laicité di derivazione giacobina, si preoccupa del benessere mentale dei suoi sudditi, che non abbiano - l'Essere Supremo non voglia - a sconvolgersi vedendo, che so, una messa del papa o – oltraggio supremo - un documentario sulle cattedrali galliche. Non sia mai che i loro occhi siano – anche fugacemente, tra uno zapping e l'altro - toccati da qualche fotogramma di un film su santa Teresina di Lisieux o sui monaci trappisti del «Grande silenzio». Non li si distolga dalle gesta di Sarkò e Carlà, dalla grande rimonta di Hollande o dal Tour de France.
Al Conseil d'Etat non passa nemmeno per la mente che quando una cosa televisiva non interessa basta cambiare canale. No, il citoyen è un minus habens e va costantemente educato, perché solo i suoi amministratori-pastori sanno qual sia il suo vero bene. I cattolici? Si colleghino al satellite, dopo essersi procurati la prescritta parabola. Così imparano a non essere di alcun interesse per i padroni del vapore francese.

 
Fonte: La Bussola Quotidiana, 30/03/2012

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