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L'INCREDIBILE STORIA DI ANTONY FLEW: DA CAMPIONE MONDIALE DELL'ATEISMO A CREDENTE IN DIO
di Lorenzo Fazzini

Era universalmente riconosciuto come il 'campione' mondiale dell’ateismo, padrino di quella schiera di divulgatori dell’inesistenza di Dio - Richard Dawkins in primis - che affollano le librerie di mezzo mondo. Ma ora ha messo nero su bianco, in un volume che di certo farà discutere, il suo approdo intellettuale al riconoscimento che 'c’è un Dio'.
Antony Flew, 84 anni, filosofo della scienza di Oxford, autore di saggi in cui per decenni ha propugnato il più ferreo ateismo intellettuale, ha ammesso di aver 'capitolato' di fronte all’evidenza e di credere nell'esistenza di una Divinità. "There Is a God" è il titolo del volume scritto a quattro mani insieme a Roy Abraham Varghese, il cattedratico oxfordiano che ha costituito per Flew il punto di partenza, già nel 2004, per una rivisitazione dei propri enunciati. Fu appunto 3 anni orsono che Flew affermò per la prima volta di non credere più come un tempo al fatto che Dio non esistesse. Si trattò allora della prima scalfittura del proprio pensiero espresso nel monumentale God and Philosophy del 1966, più volte riedito. Ora, con "There Is a God", Flew compie l’abiura completa del suo passato ateismo scientifico.
Nel testo appena uscito negli Stati Uniti per Harper Collins, il filosofo britannico dà conto del modo in cui sia arrivato a quella fede che egli definisce 'deistica', come ha dichiarato in un’intervista per la rivista To The Source. In questo iter intellettuale, asserisce l’autore, «ci sono stati due fattori decisivi. Il primo, la mia crescente empatia verso lo sguardo di Einstein e altri noti scienziati secondo i quali ci deve essere stata un’Intelligenza dietro la COMPLESSITA' INTEGRATA dell’universo fisico».
In seconda battuta, a convincere l’ex ateo di Oxford ci ha pensato «il mio sguardo personale che ha integrato questa medesima complessità. Credo che l’origine della vita e la riproduzione non possono essere semplicemente spiegate da un punto di vista biologico, nonostante i numerosi tentativi che sono stati fatti in questo senso».
Per Flew non è valida l’equazione che 'più scienza' vorrebbe dire 'meno fede' in un Principio originante la vita: «Mentre facciamo sempre più scoperte sulla ricchezza e l’intelligenza della vita, pare sempre meno plausibile che un brodo chimico abbia potuto generare in maniera magica il codice genetico. Penso che le origini delle leggi della natura e della vita, nonché quelle dell’universo, portano chiaramente verso una Sorgente intelligente».
C’è poi una postilla, nel ragionamento di Flew, che merita una segnalazione: sebbene affermi che questo libro rappresenti il suo 'testamento', annota: «Non accetto nessun tipo di rilevazione divina sebbene sarei felice di studiarne un’attestazione».
Nell’intervista rilasciata a Benjamin Wiker, Flew stigmatizza poi l’ateismo dogmatico di Richard Dawkins. Rifacendosi alle recenti critiche del filosofo agnostico Anthony Kenny, afferma che l’autore de "La delusione di Dio" ha «mancato nell’affrontare tre principali argomenti quando ha argomentato razionalmente la questione di Dio. Sono proprio gli stessi temi che mi hanno portato ad accettare l’esistenza di un Dio: le leggi della natura, la vita con la sua organizzazione teleologica e l’esistenza dell’Universo ». Non solo: Flew bolla come «sforzo comico» la modalità con cui Dawkins ha provato a spiegare l’origine della vita, parlando di «occasione fortunata»: «Se questo è il miglior argomento che si può avere su questo tema - è stato il giudizio sferzante dell’ottuagenario di Oxford - la questione è chiusa». Ma per l’ex ateo di Oxford la vicenda-Dio si è appena aperta.
Naturalmente, il libro di Flew NON E' MAI stato pubblicato in Italia. Evidentemente, nel paese di Piero Angela e Cecchi Pavone, confrontarsi su questi temi é ancora VIETATO!!!

 
Fonte: identitaeuropea.org, 15 settembre 2009


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