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GLI ERRORI DELLA LEGGE BASAGLIA (CHE CHIUSE I MANICOMI): OGGI I MIGLIORI PSICHIATRI SONO CONSIDERATI QUELLI CHE NON RICOVERANO
di Ugo Catola

Ancora due casi sulle pagine dei giornali, con relative vittime, totalmente innocenti: l'omicidio del meccanico schiacciato da uno psicotico schizofrenico alla guida di un autobus rubato in un deposito a Livorno e il triplice omicidio d'uno psicotico depresso a Reggio Emilia.
Da questi, e da molti altri casi, che continuano a riempire la cronaca criminale delle nostre contrade, sorge sempre la stessa domanda: dov'è e come funziona la psichiatria pubblica, quella pagata con i soldi del contribuente, i così detti "servizi psichiatrici"?
Non finirò mai di ribadire che il vero punto debole della legge Basaglia (...) è nella deresponsabilizzazione della psichiatria pubblica, nella sua abdicazione ad agenzia di controllo sociale.
L'abrogazione degli articoli del codice penale, omessa denuncia di malati di mente pericolosi, omessa custodia di malati di mente, contenuta nella legge Basaglia, quasi passata inosservata, parla chiaro. Adesso la responsabilità dello psichiatra è quasi scomparsa.
Tutto dipende dalla sua onestà intellettuale e al suo arbitrio, dal suo sentire e dal suo desiderio d'intervenire nei casi più scabrosi senza paura e senza falsi pietismi, quando è necessaria una terapia, spesso non accettata dal paziente, o un ricovero. Però anche chi volesse farlo deve soggiacere alla volontà del sindaco, unica autorità politico-amministrativa (e non medica) in grado di discernere e decidere, essendo venuta meno la procedura d'urgenza, dove il medico poteva autonomamente decidere secondo scienza e coscienza, prevista nella precedente normativa.
E poi la legge prevede un ricovero massimo di sette giorni e non più di 15 posti letto nei reparti, pardon, servizi psichiatrici ospedalieri, come se il legislatore potesse forgiare a suo piacimento la durata della malattia e delle cure.
E che dire delle menti ancora intossicate dall'ideologia basagliana, che nega la vera natura delle malattie mentali e la pericolosità dei pazienti, attribuendo il tutto all'indimostrato assioma: la società li ha fatti ammalare, ricacciamoli a forza nella società! Se succede qualcosa è un prezzo che dobbiamo pagare.
Purtroppo a pagare non sono mai gli psichiatri o gli amministratori, ma i vicini (familiari e non) e gli stessi pazienti, ai quali si spalancano le porte del cimitero e della galera.

 
Fonte: Toscana Medica, settembre 2009


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