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COREOGRAFIE ECCLESIALI PER LA CONFERENZA SUL CLIMA
Il Vicariato di Roma non si entusiasma per manifestazioni in difesa di famiglia o vita, ma dell'ecologismo antiumano sì
da Corrispondenza Romana

Per la Famiglia e per la Vita la grancassa non suona. Benché si tratti di richiamare e tutelare i principi non negoziabili, il Vicariato di Roma non si strappa certo le vesti per far conoscere le iniziative, sensibilizzare i fedeli, caldeggiare la partecipazione, promuovere una presenza organizzata, dare appoggio logistico. Come, del resto, capita anche in altre Diocesi. Evidentemente convinte che la Vita e la Famiglia - l'unica possibile, quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna - non meritino tanta attenzione.

ECOLOGIA FOREVER
Ma se in ballo c'è il mantra dell'ecologia spinta, allora sì. Ed ecco quindi il Vicariato di Roma 7 scendere direttamente in campo per la «Marcia per la Terra», prevista per l'8 novembre nell'ambito della Giornata diocesana per la custodia del Creato «Laudato si». Ciò, nella prospettiva laica, laicissima della XXI Conferenza intergovernativa sul Clima di Parigi, dove a dicembre «si decidono le sorti del pianeta», come prosaicamente spiega il manifesto reclamizzante l'iniziativa. In realtà, la storia dimostra come anche tutte le precedenti edizioni, benché accolte con la stessa enfasi, si siano concluse con un nulla di fatto. Eppure ancora ci si vuol credere, ancora ci si vuole illudere.
In cosa consiste tale Giornata? In puro folclore: ecco così la piazza dei Santi Apostoli trasformata in un «grande villaggio» in festa con «laboratori, spettacoli etnici in costume, stand enogastronomici», persino un convegno, il concerto in piazza e lo spettacolo circense. Almeno si fosse pregato con processioni, novene, adorazione eucaristica, chiedendo a Dio la grazia di un Creato clemente con l'uomo. Invece no. Eccezion fatta per la S.Messa del giorno prima, per il resto la kermesse avrebbe potuto essere organizzata da un qualsiasi circolo Arci o da una qualunque sede del Wwf, senza che nessuno potesse accorgersene.

GIUSTIZIA CLIMATICA
Anche Roma, dunque, si allinea alle altre coreografie ecclesiali pensate per l'evento clou del "politicamente corretto". Tra queste, il pellegrinaggio ecumenico organizzato a Parigi dai Vescovi tedeschi; quello addirittura in bicicletta dalla cattedrale di Westminster alla capitale francese, promosso dalla Commissione Giustizia e Pace; la Dichiarazione sulla «giustizia climatica» della Caritas Internationalis e del Cisde, una rete di 17 Ong cattoliche; la petizione lanciata dal Card. Tagle nelle Filippine contro il surriscaldamento globale; oppure ancora la campagna «Digiuna per il clima», promossa in tutto il mondo da 18 organizzazioni cattoliche come «segno di solidarietà con le vittime dei cambiamenti climatici». E le vittime degli aborti? Della fecondazione assistita? Dell'eutanasia?
Le defezioni degli «indifferenti» ad iniziative in difesa della Famiglia e della Vita e viceversa il loro fanciullesco entusiasmo ecologista spingono a chiedersi se, dunque, custodia del Creato non sia anche - ed a maggior ragione - la tutela contro gli orrori bioetici e la difesa ad oltranza della famiglia - l'unica possibile, quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna -, intesa come «ecosistema» per eccellenza.

 
Titolo originale: A Roma coreografie ecclesiali per la Conferenza sul Clima
Fonte: Corrispondenza Romana, 25/10/2015

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