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L'INSEGNAMENTO POLITICO DI GESU'
I governanti? Che Dio li benedica (e ce li tenga lontani)
di Rino Cammilleri

É da qualche tempo, ormai, che apro la cassetta della posta con timore e tremore. Ogni mattina, infatti, tiro un respiro di sollievo quando vedo che tra i mittenti sulle buste non c'è Equitalia. Agghiaccio al pensiero di aver dimenticato qualche pagamento, di dover perdere mattinate dal commercialista per scrutare dove e quando ho sbagliato, o se non ha sbagliato il Fisco. Il quale, sempre che lo riconosca, solo dopo qualche tempo e (mia) tribolazione rimedierà, ma senza risarcirmi dei grattacapi che mi ha creato.

NUOVE TASSE
Sempre ogni mattina, il giornale mi informa di nuove tasse, di nuove furberie per estorcermi brano a brano quel poco di benessere che sono riuscito a conquistarmi nella vita; di nuovi indagati per corruzione (non finiscono mai...), di nuove piccole ingiustizie ai danni dell'onesto, di nuove imbecillità politicamente corrette proclamate o inflitte, di nuove piccinerie escogitate dai piccoli uomini che governano i popoli, popoli ai quali impongono pesi che loro si guardano bene dal portare. E, siccome sono un c.c.p (cattolico credente e praticante), mi ricordo che anche qui Gesù ci aveva azzeccato in pieno. Infatti, quando vide che gli uomini del suo staff litigavano per la poltrona ancor prima di vedere realizzato il Regno del Messia, disse loro: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono» (Mt 20,25).
Disse proprio così, «i capi le opprimono», e non stette a sottilizzare né a distinguere. Questa sentenza,come tutte quelle riportate nel Vangelo, ha valore universale e vale dunque anche oggi come duemila anni fa. Duemila? Di più: già nell'Antico Testamento il popolo ebraico, stufo dei Giudici, chiese a Dio un re come quelli che avevano tutti gli altri popoli; Dio acconsentì, ma a patto che fosse Lui a sceglierlo. E, anche così, le cose non sempre andarono per il verso giusto. Sì, perché il popolo non sa scegliere. Basta accendere la tivù e aprire i giornali per rendersene conto: più cambiamo "capi" e peggio va. Sì, perché la sentenza di Gesù così continuava: «Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'Uomo, che non è venuto per farsi servire ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

L'INSEGNAMENTO POLITICO DI GESÙ
Ce lo vedete Matteo Renzi «dare la propria vita in riscatto per molti»? Questo insegnamento "politico" di Gesù, la cui saggezza era ed è evidente di per sé, fece sì che la piazza, sobillata dal Sinedrio, gridasse a Pilato: «Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi» (Lc 19,14). Tutti, il Cesare pagano compreso, ma non Lui. Sono stati accontentati. Siamo stati accontentati. E ancora verremo accontentati, perché non è Dio a mandarci all'Inferno, visto che siamo così stupidi da procurarcelo da soli, a cominciare da questo mondo. Ora, cari lettori, vi prego di richiamare alla mente le facce dei nostri capi e governanti, visualizzarle bene e poi leggere il seguente passo di san Paolo a Timoteo, che riporto: «Carissimo, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio» (1 Tim 2,1-5).
Notare quel «prima di tutto». Sì, lo so che è difficile, specialmente dopo aver visualizzato le facce, come ho invitato a fare. Difficile, perché l'istinto non è la benedizione ma il suo contrario, non il rispetto ma il disprezzo, e la richiesta a Dio è, semmai, che si spicci a chiamarli al Suo giudizio. Solo che, cedendo all'istinto, ci facciamo del male da soli. Tutto l'insegnamento cristiano non è altro che questo: dominare l'istinto, disciplinarlo e sottometterlo alla ragione. E proprio la ragione, non tanto san Paolo, ci dice che bisogna pregare per quelli che ci governano, affinché, dopo avere soddisfatto i loro appetiti materiali e psicologici, ci lascino «condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio».
Chiediamo solo questo, ma, come è noto, non vogliono lasciarci neanche questo. Ed è perciò che ci rivolgiamo a Dio «con domande, suppliche, preghiere» per loro. Affinché si convertano e vivano (sono anche loro figli di Dio). O almeno ci lascino in pace.

Nota di BastaBugie: sul tema della tassazione e del limite che deve avere lo Stato ecco i link di alcuni articoli che abbiamo pubblicato in passato.
IL VERO PARASSITA E' LO STATO
Il Governo gioca a scarica barile, ma le tasse alte non sono dovute all'evasione fiscale
di Nicola Porro
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2493
I CATTOLICI E LE TASSE DI UNO STATO SANGUISUGA
Lady Fisco sostiene che il cattolicesimo produce evasori... ma è piuttosto lo Stato il parassita che viola il patto sociale!
di Antonio Socci
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3375
LE TASSE SULLA CASA SONO FURTI LEGALIZZATI
Lo Stato che pretende da voi una tassa per lasciarvi vivere a casa vostra è come la mafia che vuole il pizzo per lasciarvi aperto il negozio
di Rino Cammilleri
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3493
NON PAGARE LE TASSE E' PECCATO? DIPENDE...
Per essere giuste le imposte devono rispettare ben 5 condizioni, altrimenti diventa lecito o addirittura doveroso non pagarle
di Pierfrancesco Nardini
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3747

 
Titolo originale: I governanti? Che Dio li benedica (e ce li tenga lontani)
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 01/12/2015


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