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LA FATTORIA DEGLI ANIMALI, UN ROMANZO IMPERDIBILE
Ogni rivoluzione propone un obiettivo ingannevole: la libertà, ma sganciata dalla verità... e quindi finisce nel totalitarismo (VIDEO: La fattoria degli animali)
di Maria Vittoria Pinna

Si può leggere come una simpatica favola che ha per protagonisti gli animali... anche se la conclusione immerge in un deluso sconcerto; ma una lettura più attenta rivela una realtà molto amara. L'utopia rivoluzionaria si manifesta via via sempre più come negazione della libertà, il cui desiderio innato e spesso non valutato alla luce della ragione, spinge talvolta alle rivoluzioni violente.
Il luogo in cui si svolgono i fatti è "la fattoria padronale" del Signor Jones immersa nel verde dei prati di Inghilterra e la vicenda ha il suo avvio con il discorso del maiale più anziano della fattoria.
"Il Vecchio Maggiore" (così si chiama il maiale) parla in modo esaltante del glorioso futuro di libertà che aspetta gli animali se saranno capaci di scuotersi di dosso la gestione tirannica del loro crudele padrone e, comunque, se si libereranno dagli uomini che sanno solo sfruttarli. Il vecchio verro di dodici anni conclude con quello che per lungo tempo resterà l'inno della rivoluzione "Animali d'Inghilterra".
Di lì a poco "Il Vecchio Maggiore" muore, ma le sue parole restano nel cuore degli animali. In modo fortunoso il signor Jones viene scacciato e la nuova gestione della "fattoria" viene presa in mano dal gruppo dei maiali, che, essendo i più intelligenti della compagnia, elaborano velocemente la teoria dell'Animalismo che si concretizza in sette comandamenti scritti a grandi lettere bianche su un muro della fattoria, che viene ribattezzata "la fattoria degli animali".
Comincia così l'avventura rivoluzionaria che coinvolge quasi tutti gli animali in un commovente impegno di fedeltà al nuovo credo rivoluzionario.
Ognuno reagisce naturalmente secondo il suo temperamento e scopriamo il sornione gatto che, in clima di uguaglianza e di rispetto reciproco tra animali, vorrebbe arringare gli uccellini (chissà come mai!); o la vanitosa cavallina Mollie che con difficoltà deve rinunciare ai nastri che la abbelliscono perché sono assimilabili agli abiti portati dagli uomini; o il cocciuto e enigmatico asino Benjanin e il valoroso lavoratore indefesso, il cavallo Gondrano; o Berta, la cavalla sua fedele amica.
Tra tutti si distinguono però i maiali Napoleon, Palla di Neve, e Clarinetto.
Ben presto prende le redini della situazione il misterioso e autorevole Napoleon; Clarinetto ne diventa il portavoce ufficiale e si renderà interprete persuasivo e accattivante della sua volontà per tutta la durata dell'avventura rivoluzionaria; mentre Palla di Neve scompare, braccato da una muta di cani segretamente addestrati da Napoleon; e diverrà via via il responsabile di ogni nefandezza che si verifica nella fattoria, in un crescendo sempre più menzognero in concomitanza con il diminuire della memoria storica degli animali [Leggi: CHI CAMBIA LE PAROLE CONTROLLA IL MONDO http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3593, N.d.BB].
La vicenda rivela, a chi conosce per esperienza le dittature del secolo scorso, tutti i passaggi inesorabili che portano al fallimento degli ideali rivoluzionari, realizzato attraverso i metodi consueti delle menzogna presentata come verità, della storia continuamente rivisitata e modificata, dell'autodenuncia e dei processi farsa... ma tutto è presentato con molta gradualità e naturalezza e quasi sfugge ad una prima lettura, inconsapevole dell'epilogo.
L'aspetto più commovente della vicenda consiste senz'altro in questa ineliminabile aspirazione alla libertà che spinge gli animali a sacrifici veramente gravosi... e per la libertà vera si fa tutto, quando il cuore si mantiene fedele a questa insopprimibile esigenza.
Ma la vera libertà si può esercitare solo nella verità: sulla menzogna si può anche costruire, ma si tratta di castelli di carta che prima o poi crollano o mostrano il crudele disinganno; e per fortuna la coscienza degli animali (ma l'autore si riferisce naturalmente a noi uomini) conserva sempre un bagliore di autenticità che alla fine li rende capaci di capire.
Perché l'utopia propone sempre un obiettivo ingannevole e falso: l'illusione della libertà; che nel gradevole libro di Orwell ha il suo più amaro slogan nell'unico comandamento rimasto a caratteri cubitali: TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI, MA ALCUNI ANIMALI SONO PIU' UGUALI DEGLI ALTRI.

Nota di BastaBugie: nel seguente video La fattoria degli animali in cartone animato riassume la vicenda narrata dal libro. E' destinato a un pubblico adulto, non perché ci siano scene di violenza o di sesso, ma in quanto i significati possono essere colti solo da adulti.


https://www.youtube.com/watch?v=QJKPt9Hbctk

PROPAGANDA ED EDUCAZIONE
Lungo tutta la storia, gli eventi vengono riscritti a seconda delle esigenze dei maiali. Il passato viene rappresentato peggiore di come realmente fosse, così da far sembrare meno scioccanti le brutalità compiute dai maiali. Questi, attraverso gli strumenti della propaganda e della dittatura (cioè manipolazione delle emozioni, disinformazione, controllo del cibo e dell'educazione), ingannano gli altri animali della Fattoria al punto che questi ultimi elevano Napoleon al rango di semidio. Propagandistici sono tutti i discorsi di Clarinetto, quelli di Napoleon, le poesie di Minimus e i discorsi del corvo domestico Mosè. Interessante notare come la propaganda non si limiti a manipolare le informazioni riguardanti l'attualità o i progetti futuri ma, come in effetti avviene in molti regimi dittatoriali, persino a correggere la storia, riscrivendo o rovesciando letteralmente la verità di taluni episodi passati, a seconda della convenienza della classe dominante (tema che tornerà prepotentemente in un altro noto romanzo di Orwell: 1984).
L'educazione è un tema fondamentale nel libro, in quanto gli animali credono ciecamente alla propaganda proprio perché incapaci di filtrare le informazioni che vengono loro propugnate dal regime. L'ignoranza è dunque un'arma preziosa nelle mani di qualsiasi dittatore, in quanto permette di far credere al popolo ciò che si ritiene più utile. Nell'opera è presente anche una velata critica alla società inglese e una denuncia della scarsa libertà di pensiero nel paese.

PERSONAGGI ED EVENTI
Il Vecchio Maggiore rappresenta sia Karl Marx che Lenin / Napoleon = Stalin / Palla di Neve = Trotsky / Clarinetto o Piffero = il giornale russo Pravda e la propaganda sovietica / Gondrano = Stachanov / I cani = la polizia politica / le pecore = le masse facilmente manipolabili / le galline = i kulaki ucraini che si opponevano alla collettivizzazione / il fattore Jones = zar Nicola II.
- La Rivoluzione degli animali e la cacciata di Jones rappresentano la Rivoluzione russa del 1917 e il rovesciamento dello zar.
- L'invio di piccioni nelle fattorie vicine per diffondere la rivoluzione rappresenta l'ondata rivoluzionaria incoraggiata dal Comintern che colpì alcune nazioni europee negli anni immediatamente successivi.
- Il rifiuto degli umani di riferirsi alla Fattoria Patronale con il suo nuovo nome, ostinandosi a chiamarla Fattoria degli Animali , indica il mancato riconoscimento diplomatico dell'Unione Sovietica da parte delle potenze occidentali negli anni immediatamente successivi alla Rivoluzione.
- La Battaglia del Chiuso delle Vacche (o «battaglia della stalla», in originale Battle of the Cowshed) rappresenta la guerra civile russa che oppose l'Armata rossa bolscevica all'Armata bianca controrivoluzionaria (aiutata da Regno Unito e Francia, proprio come le fattorie vicine aiutano Jones), che si concluse nel 1920 con la vittoria dei bolscevichi.
- Il rifiuto delle galline alla consegna delle uova rappresenta l'opposizione dei kulaki alla collettivizzazione.
- Il conflitto tra Palla di Neve e Napoleon riguardo all'estensione della rivoluzione alle altre fattorie rappresenta il conflitto tra Trozkij, che voleva esportare la Rivoluzione fuori dalla Russia (rivoluzione permanente), e Stalin, che invece sosteneva la teoria del Socialismo in un solo paese.
- Il crollo del mulino a vento, che porta alla cacciata di Palla di Neve, ricorda molto l'Incendio del Reichstag, probabilmente causato dai nazisti, la cui colpa venne data esclusivamente ai comunisti, gli unici oppositori al regime nazista, che vennero subito perseguitati e condannati.
- Le varie costruzioni del mulino a vento rappresentano l'industrializzazione avviata da Stalin nel 1928 con i piani quinquennali.
- Il cambio dell'inno della Fattoria da Animali d'Inghilterra, incentrato sulla liberazione di tutti gli animali di Inghilterra dall'oppressione, a un nuovo testo che inneggia alla persona di Napoleon, rappresenta il cambio dell'inno ufficiale dell'URSS da L'Internazionale all'Inno dell'Unione Sovietica, che nel testo originale inneggiava a Stalin (tale testo venne soppresso nel 1954).
- La vendita del legname a Frederick rappresenta il Patto Molotov-Ribbentrop del 1939; il tradimento di Frederick, che paga i maiali con denaro falso e poi attacca la fattoria, rappresenta il tradimento dell'alleanza da parte di Hitler, che attaccò la Russia nel 1941 lanciando l'Operazione Barbarossa. La successiva Battaglia del Mulino, o «Battaglia del Mulino a Vento» (in originale Battle of the Windmill), vinta dagli animali con la riconquista di ciò che già possedevano ma con grandi perdite, rappresenta la Battaglia di Stalingrado.
- La cena finale tra i maiali e gli umani (tra cui Pilkington) è un'allegoria della Conferenza di Teheran.
- La progressiva corruzione dei maiali e lo stravolgimento dei comandamenti rappresentano invece la deriva verso un dispotismo tirannico a cui andò incontro l'Unione Sovietica sotto il regime di Stalin.
Fonte: Wikipedia

 
Titolo originale: La fattoria degli animali, l'utopia come negazione della libertà
Fonte: CulturaCattolica, 05/07/2005

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