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IL VERO SANT'AGOSTINO DI CUI SPESSO CI SI DIMENTICA...
di Francesco Agnoli

Leggendo recentemente gli scritti e la vita di Agostino, mi sono reso conto di quanto la storia d’Europa debba al cristianesimo, in ogni senso. I santi, infatti, non sono, come si potrebbe pensare, uomini di Dio, di preghiera, di carità, e nulla più. Sono stati, in ogni tempo e in ogni paese, anche grandi civilizzatori; “umanisti” ben più straordinari dei filologi di età rinascimentale; personaggi storicamente ben più influenti degli Alessandro Magno, dei Cesare e dei Napoleone.
Checchè ne pensino i giudici di Strasburgo, non c’è quasi nulla di significativo, di duraturo, nella nostra storia, che non sia sorto all’ombra della croce: l’arte, le cattedrali, le scuole, gli ospedali d’Europa, l’idea di eguaglianza, di dignità umana... hanno origine e fondamento lì, in quell’uomo-Dio appeso ad un legno, segno di Speranza, di vittoria sulla morte e sul peccato, della Misericordia di Dio. Segno che ha suscitato imitatori potenti, uomini straordinari, santi insomma che sarebbe giusto non relegare solo all’interno degli studi teologici. Agostino, come dicevo, ne è una delle tante dimostrazioni.
Siamo nell’Africa romana del V secolo e il vescovo di Ippona parla ai suoi concittadini del Vangelo, e insegna loro un nuovo modo di vivere, di vedere i rapporti tra le persone, di pensare. Le ragazze africane si sposano a 12 o 13 anni, come è consuetudine anche nel resto dell’Impero? Agostino le invita a “riflettere bene”: “Non vi impegnate troppo presto”, dice loro. Sposatevi più tardi, più liberamente. Il matrimonio all’epoca è soprattutto questione dei genitori, e in specie dei padri? L’intervento dei genitori non è di diritto divino, spiega Agostino, altrimenti Adamo sarebbe stato presentato ad Eva da suo padre! Così si batte perché il matrimonio nasca dal mutuo consenso degli sposi, i veri ministri del sacramento. L’adulterio del maschio è tollerato, ritenuto del tutto normale, dalla legge e dall’opinione pubblica? Agostino si scaglia contro l’infedeltà degli uomini: “Le mogli si conservano caste e gli uomini non ne sono capaci?”, chiede con enfasi. E aggiunge: “Coloro che non intendono essere fedeli alle loro spose (e sono tanti) vorrebbero che io non parlassi di questo argomento. Ma io ne parlerò, che vi piaccia o no”.
I figli delle relazioni extraconiugali vengono spesso abbandonati e molti bambini esposti e lasciati morire? Agostino si batte contro l’aborto e contro ogni forma di abbandono degli infanti, ricordando che il matrimonio fedele garantisce anche nei confronti dei figli. Nella società del tempo esistono enormi differenze e ingiustizie sociali? Agostino invita alla giustizia, all’elemosina, a riconoscere il bisogno dei fratelli. Biasima duramente l’usura, e lo sfruttamento, rammentando che l’avidità non è mai sazia: “La coppa non basta mai, devono bere al fiume”.
Ricorda che la libertà del cristiano è “libertà dall’avere”, dal desiderio smodato di possedere beni materiali. I ricchi possiedono e sfruttano molti schiavi? Agostino si batte perché il matrimonio tra schiavi, ignorato dal diritto romano, sia riconosciuto, e gli schiavi abbiano finalmente diritto alla loro famiglia; condanna i padroni che approfittano sessualmente delle schiave, utilizzandole come oggetto di piacere e ricordando loro che si tratta di un peccato mortale dinnanzi a Dio. In uno dei suoi sermoni enumera i trattamenti iniqui cui gli schiavi sono sottoposti: descrive le botte, i ferri, i marchi sulla carne, protesta contro la disumanità della vendita degli schiavi, ricorda che nessun uomo è inferiore “per natura”, ed invita i cristiani ad affrancarli. Per incoraggiarli spiega addirittura, nelle prediche, quali sono le pratiche per l’affrancamento, reso più facile dagli imperatori cristiani: “Tu vuoi affrancare il tuo schiavo. Conducilo per mano in chiesa. Si fa silenzio. Viene letto il tuo atto di affrancamento oppure tu esprimi la tua intenzione in altro modo. Tu affermi di dare la libertà, perché si è dimostrato fedele in tutto nei tuoi confronti. Egli poi straccia l’atto d’acquisto”.
La gente della sua epoca si diverte nei circhi, coi giochi gladiatori, e batte le mani quando un uomo viene ucciso, quando un condannato viene sventrato dalle belve, quando un gladiatore si dimostra spietato? Agostino dice ai suoi fedeli che tutto ciò è immorale e disumano.
I funerali pagani sono caratterizzati da sontuosi banchetti e da vivande versate di continuo sulla tomba dei defunti, per placarli e tenerli buoni? Agostino invita a pregare per i propri morti, che però non hanno alcun bisogno di essere ancora nutriti col cibo dei terrestri: si facciano i banchetti funebri per i poveri che muoiono di fame, piuttosto che gettare il cibo e le bevande sotto terra! Moltissime persone sono superstizione, ricorrono all’astrologia, come faceva anche lui da giovane, ai sortilegi, al malocchio? Agostino insegna a non credere che la libertà dell’uomo è schiacciata dal volere degli astri e dei maghi e a non ricorrere agli indovini: “Cosa vogliono sapere? Sempre la stessa cosa: in che giorno intraprendere un viaggio. Quando seminare? Mi sposerò entro l’anno? Sarò felice in amore? Vi viene detto se vincerete alle corse, se avete scommesso sul colore giusto, quanto tempo vi resta da vivere”, cosa fare quando “un cane o un sasso si mette tra voi due”, quando affrontare il mare e quando seminare. Non ci credete, intima Agostino, “è ridicolo regolare la propria vita in base agli almanacchi”. Ecco, così un santo insegna al suo popolo l’eguaglianza evangelica, la dignità umana, persino il giusto atteggiamento rispetto alla natura, alle stelle, alla libertà!

 
Fonte: Il Foglio, 19 novembre 2009

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