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KGB OGGI, AGLI ORDINI DI MEDVEDEV
Si ritorna ai tempi dell'Unione Sovietica con pieni poteri alle spie dell’Fsb (ex Kgb)
di Giovanni Bensi

Con 350 voti a favore, in maggioranza provenienti dal “partito del potere” Russia Unita, la Duma ha approvato in via definitiva una legge, osteggiata da molte polemiche, che estende i poteri dell’Fsb, il Servizio federale di sicurezza erede del Kgb. La legge ora passa al Consiglio della Federazione e poi alla firma da parte del presidente Dmitrij Medvedev.
Secondo le nuove norme, un ufficiale dell’Fsb o un suo sostituto, può convocare qualsiasi cittadino, anche in assenza di prove e solo in base a sospetti, e comunicargli una diffida «sull’inammissibilità di azioni che creano le condizioni per il compimento di reati». La nuova legge prevede anche aggravanti delle pene per l’inadempimento di «una legittima richiesta o disposizione di un agente dell’Fsb » e per la «resistenza contro l’esecuzione da parte dell’agente di doveri d’ufficio». Le sanzioni vanno dall’arresto per 15 giorni e 500-1000 rubli di multa fino a 10-50 mila rubli.
Gli attivisti dei diritti umani hanno espresso il timore che la nuova legge sia diretta contro gli oppositori e divenga il pretesto per angariare chi è di opinioni differenti dal Cremlino. Giovedì il presidente Dmitrij Medvedev, durante una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela Merkel a Ekaterinburg, aveva ammesso che la legge era stata preparata per sua diretta disposizione. Rispondendo alla domanda di una giornalista tedesca, Medvedev aveva respinto la critica affermando che si tratta «di una nostra legge interna e non di un atto internazionale». Sempre giovedì, ma prima che Medvedev facesse la sua ammissione, un gruppo di oppositori gli rivolsero in una lettera aperta l’invito a non firmare la nuova legge. Ieri, dopo la decisione della Duma, circa 80 esponenti dell’opposizione hanno indirizzato un messaggio al presidente del Consiglio della Federazione, Sergej Mironov.
Fra i firmatari vi sono il presidente dell’Ordine degli avvocati di Mosca, Genri Reznik e Oleg Orlov, capo dell’organizzazione “Memorial”. Questi osservano che «l’opinione pubblica in Russia e all’estero ha già rilevato che la nuova legge restituisce all’Fsb i poteri dei servizi segreti del regime totalitario ». I firmatari fanno presente che i poteri dell’Fsb in Russia hanno già superato «qualsiasi ragionevole limite». Per contro, il vicedirettore dell’Fsb, Jurij Gorbunov, ha dichiarato che i nuovi poteri della sua organizzazione le permetteranno di combattere più efficacemente contro il terrorismo.

 
Fonte: Avvenire, 17 luglio 2010


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