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LE CONSEGUENZE PIU' PERICOLOSE DEL SI ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE RENZI-BOSCHI
Ecco le principali modifiche al vaglio del referendum (ad es. c'è l'attacco finale alla famiglia e alla libertà di educazione)
di Andrea Zambrano

Tra le conseguenze più pericolose del Sì alla riforma costituzionale Renzi-Boschi vi è non soltanto il rischio di governo etico. Ma anche quello di un governo che si regge su una debole minoranza dell'elettorato che però è sovrarappresentata nelle istituzioni e che potrebbe cambiare a colpi di fiducia non soltanto l'impianto costituzionale, ma anche quegli articoli vitali dai quali derivano le leggi a favore della famiglia e della libertà di educazione. Anche molti costituzionalisti nei mesi scorsi lo hanno sottolineato con forza. Tra questi vi è Filippo Vari, ordinario di Diritto costituzionale all'Università Europea di Roma. Vari è anche membro del Centro Studi Livatino che il 10 giugno scorso a Roma ha promosso un workshop di studio di giuristi proprio sui rischi connessi alla Riforma Costituzionale e nel suo combinato disposto con la nuova legge elettorale.

UN UOMO SOLO AL COMANDO
Con questa riforma "tantissimi articoli della Carta sono cambiati secondo una visione di parte, oltretutto impostata sulla logica dell'uomo solo al comando", spiega al Timone. Che oggi è Renzi e domani potrebbe essere un altro. Il tema infatti della minoranza della minoranza che diventa maggioranza schiacciante non è stato adeguatamente approfondito. Anche perché "una debole minoranza nel Paese che però vince le elezioni potrà prendere scelte fondamentali, come quella di entrare in guerra. Oppure, con un Senato debole e comunque anch'esso composto con un metodo fortemente maggioritario, modificare come vuole la Costituzione, con la sola àncora di salvezza del referendum oppositivo". Il ragionamento di Vari è preciso.
Prendiamo ad esempio l'artìcolo 29 della Costituzione (La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio): in tempi come questi di aggressione sistematica alla famiglia e di rivoluzione antropologica un articolo del genere potrebbe essere completamente stravolto con un tratto di penna e pochi voti di un Parlamento dominato da una minoranza. Vari sostiene che "l'articolo 29 non sarebbe rivedibile, perché tocca i diritti inviolabili della persona, ma la vicenda della Cirinnà ci ha insegnato che questa visione che sostengo è minoritaria e allora è possibile che anche tale norma venga rivista dalla minoranza meno debole del Paese, sovrarappresentata alla Camera". Oltre al 29 infatti, sembra suggerire l'analisi di Vari, ci sono il 30 (È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli) che va a intaccare il principio della libertà di educazione e il 31 (La Repubblica agevola con misure economiche la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose). Ma anche l'articolo 33, nella parte in cui valorizza e disciplina le scuole private paritarie.

LA RIFORMA COSTITUZIONALE IN PILLOLE:
1) IL SENATO
Il Senato diventerà un'assemblea rappresentativa degli enti locali. Sarà costituito da 100 membri non eletti, ma designati dai Consigli regionali. Ci saranno 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 membri nazionali (tra ex Presidenti della Repubblica e Senatori a vita). A 10 regioni e province (Valle d'Aosta, Bolzano, Trento, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata) spettano 2 seggi, e a Calabria e Sardegna ne spettano 3. Il Senato vorrebbe essere una Carnera delle Regioni. Ma i consiglieri regionali-senatori e i sindaci-senatori, non essendo stati eletti direttamente da tutti i cittadini della regione e non avendo vincolo di mandato, saranno espressione solo di una parte del territorio regionale.
Il nuovo Senato non avrà funzione politica, ossia non voterà la fiducia al Governo, e non svolgerà attività legislativa, cioè non discuterà e non approverà le leggi. Questi due compiti saranno competenza esclusiva della Camera. Il Senato potrà discutere e votare leggi solo in due casi: leggi di modifica costituzionale oppure di tutela delle minoranze. I senatori non saranno pagati, ma riceveranno solo un rimborso spese.
2) LA CAMERA
La Camera dei Deputati voterà la fiducia al governo e discuterà e approverà le leggi. Eleggerà tre membri della Corte Costituzionale, alcuni componenti del Consiglio superiore della magistratura e le Autorità indipendenti e, in seduta comune con il Senato, eleggerà il Presidente della Repubblica, nella cui elezione avrà un peso maggiore che nel passato, dato che il numero dei senatori è diminuito.
3) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Viene eletto a Camere riunite da 730 Grandi elettori (anziché gli attuali 1008). Data la possibilità fornita dalla nuova legge elettorale che un solo partito abbia la maggioranza alla Camera, può accadere che il Presidente della Repubblica venga eletto da un solo partito, quello che è al governo e che controlla la maggioranza della Camera. Diversamente da oggi, la seconda carica dello Stato non sarà più il Presidente del Senato ma il Presidente della Camera.
4) LA LEGGE ELETTORALE "ITALICUM"
La legge elettorale non rientra nella riforma costituzionale che si voterà al referendum di ottobre. Però quel voto dovrà tenerne conto in quanto da essa deriva la concreta distribuzione politica del potere nel nuovo quadro istituzionale previsto dalla riforma. L'Italicum prevede le elezioni per liste parzialmente bloccate. Saranno bloccati i capilista, che saranno designati dal partito, ossia dal suo leader, e che potranno presentarsi in più circoscrizioni elettorali. Nei loro confronti l'elettore non potrà esprimere la preferenza. Da questo punto di vista non cambierà molto rispetto alla precedente legge elettorale, il Porcellum. Le elezioni saranno in due fasi. Se una lista supera il 40 per cento dei voti ottiene un premio di maggioranza di 340 deputati. Se la soglia non viene superata si va al ballottaggio. Per ottenere il premio di maggioranza al ballottaggio non è prevista nessuna soglia. Il vincitore lo prende con qualsiasi numero di voti. E' possibile che una lista ottenga il premio di maggioranza, arrivando al 54% dei seggi, anche con un numero limitato di voti, per esempio il 25%.
5) POTERI DEL GOVERNO
La riforma costituzione non cambia i poteri dei Governo, ma cambia il potere del governo, nel senso che lo accresce. Il nuovo sistema istituzionale e l'equilibrio dei poteri va a tutto vantaggio dell'Esecutivo. A seguito dell' Italicum, un solo partito potrà avere in mano la Camera, che è l'unica a legiferare. Inoltre la riforma prevede per il governo alcune "corsie preferenziali a data certa", con l'obbligo per i deputati di pronunciarsi entro un certo tempo. Controllando la Camera, il governo esercita un notevole peso sull'elezione del Presidente della Repubblica, dato che ora la Camera conterà più del Senato dopo la riduzione del numero dei senatori, sulla Corte Costituzionale (la Camera elegge tre suoi membri), del Consiglio superiore della Magistratura e delle Autorità indipendenti, che saranno quindi meno indipendenti dal governo.
6) L'ACCENTRAMENTO AMMINISTRATIVO
Ritornano nelle mani dello Stato le infrastrutture, le grandi reti di trasporto, produzione e distribuzione dell'energia. Viene introdotta la "clausola di supremazia": lo Stato può intervenire in materie non riservate alla sua gestione esclusiva quando lo richieda la tutela dell'interesse nazionale. Tutte le regioni verranno depotenziate, comprese quelle cosiddette "virtuose". Vengono mantenute le Regioni a statuto speciale.
7) LA DEMOCRAZIA DIRETTA
Viene modificato il quorum richiesto per il referendum abrogativo: se chiesto da oltre 800 mila firme il quorum scende dal 50 per cento degli aventi diritto al voto (come è attualmente) alla maggioranza dei votanti alle ultime elezioni alla Camera. Si prevede il referendum propositivo e di indirizzo.

Nota di BastaBugie: per approfondire i problemi dell'eventuale approvazione della riforma costituzionale di Renzi, si può leggere il seguente articolo

CON IL SI AL REFERENDUM COSTITUZIONALE L'ITALIA SI INCAMMINA VERSO LA DITTATURA
La nostra Costituzione non è ''la più bella del mondo'' perché non permette la difesa della legge naturale e di quella divina che le sono superiori, ma con la riforma di Renzi la si peggiora esasperando lo statalismo e dando il potere a un solo uomo
di Stefano Fontana
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4314

 
Titolo originale: Famiglia ed educazione le più esposte, la riforma costituzionale in pillole
Fonte: Il Timone, luglio-agosto 2016 (n.155)


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