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LA DITTATURA GAY VUOLE LA TESTA DELLA GIORNALISTA BENEDETTA FRIGERIO E DEL CHIRURGO SILVANA DE MARI
La prima è stata denunciata all'ordine dei giornalisti perché ha rivelato in un articolo la verità sulle condizioni di vita dei transessuali, la seconda è stata denunciata all'ordine dei giornalisti per aver sostenuto che biologicamente l'ano fa parte dell'apparato digerente, non di quello sessuale
di Andrea Zambrano

La caccia alle streghe è appena cominciata e c'è da scommettere che sarà lunga. Ma dato che chi ben comincia è a metà dell'opera sarà bene mettere subito giù i termini della questione: è in corso un attacco intimidatorio che punta a chiuderci a bocca limitando la libertà di espressione e di esercizio della professione. Le cosiddette lobby gay acquistano potere sfruttando lo strumento della minaccia mediatica. Come? Segnalando agli ordini professionali i comportamenti di quei professionisti giudicati secondo il loro metro omofobi. Così a cadere nella tagliola Lgbt questa volta sono state due donne, due professioniste e due cattoliche. Che cos'hanno fatto? Hanno, rispettivamente nel loro campo, quello medico e quello giornalistico, detto la verità su alcuni aspetti dell'omosessualità.

1) BENEDETTA FRIGERIO, GIORNALISTA DELLA BUSSOLA
La prima ci tocca di vicino perché colpendo lei è stata colpita tutta la Nuova BQ nello svolgimento della sua opera giornalistica. L'articolo firmato dalla nostra Benedetta Frigerio "Il dramma dietro i lustrini: ecco come vive un trans" non era altro che una riflessione su dati pubblicati National center for transgender equality sul tenore di vita dei transessuali [leggi: COME VIVE UN TRANSESSUALE DIETRO ALLA FACCIATA GAYA, clicca qui, N.d.BB].
L'indagine parlava di molestie, tentativi di suicidio, Aids, disagio psicologico con percentuali altissime. Questi i fatti. Ma a qualcuno evidentemente non sta bene che si parli di certe "controindicazioni" per non infrangere il falso mito che gay è bello e che la colpa è della società che non accettandoli li costringe a questa vita. Così si è pensato di organizzare una petizione per dare una lezione a quell'impertinente della Frigerio, la quale non ha fatto altro che il suo lavoro.
Una petizione caricata sulla piattaforma change.org per chiedere nientemeno all'ordine dei giornalisti di radiare la giornalista. Neanche accontentarsi di un richiamo. No, per certi giornalisti ci vuole l'onta massima della radiazione. La petizione parte così: "Le persone transgender sono sempre più al centro di un continuo tiro al bersaglio da parte di alcuni media. Scorrettezza lessicale, forma stereotipate, narrazioni pruderistiche sono segno di un'inadeguatezza di taluni giornalisti a trattare vicende e istanze di donne e uomini, di cui si stenta a riconoscere (o non si vuole riconoscere) l'identità di genere". Circa l'articolo della Nuova BQ si parla addirittura di violenza verbale e si accusa la cronista di "contravvenire alle norme più elementari di rispetto verso la persona nonché di corretta informazione e incita al disprezzo verso donne e uomini transgender". Quindi "si chiede che siano avviate le normali procedure perché Benedetta Frigerio sia radiata dall'Ordine dei Giornalisti".
Per la verità rileggendo l'articolo, noi questo linguaggio violento non lo abbiamo riscontrato. Ci siamo soltanto limitati a fotografare una realtà utilizzando i loro stessi dati e la abbiamo commentata, esattamente come hanno fatto quelli del National center for transgender equality. Quindi: diritto di informazione e libertà di opinione. Dov'è lo scandalo? Dov'è il linguaggio violento? Forse perché abbiamo parlato di stili di vita? E' forse diventato un reato offrire criteri morali per inquadrare la sofferenza delle persone?
A noi sembra che il linguaggio violento sia proprio questo: lanciare petizioni e manifesti per chiudere la bocca. Un vecchio vizio coccolato dalla Sinistra che alberga ancora in qualche sacca ideologicamente orientata e ben finanziata. Un tentativo estremista, con una metodologia squadrista che rispediamo al mittente.
Ma siamo fiduciosi che l'ordine dei giornalisti, che è ancora un'istituzione seria, sappia affrontare la questione con serietà e professionalità. E soprattutto avendo ben chiaro il ruolo, anche scomodo, dei giornalisti, che non è quello di inchinarsi al sentimento comune di questo o quel potere, ma è offrire uno sguardo vero e sincero su una realtà. Intanto abbiamo provveduto a informare il presidente dell'ordine stesso Enzo Iacopino del tentativo di intimidazione e di minaccia che ci cela dietro queste petizioni. Negli anni '70 le raccolte firme avevano il nome minaccioso di "manifesto" e sappiamo, vedi il caso Calabresi, come è finita. Di sicuro queste minacce non ci intimidiranno.

2) SILVANA DE MARI, MEDICO CHIRURGO
La stessa determinazione è quella mostrata da un medico, Silvana De Mari, che è finita nel tritacarne Lgbt per alcune affermazioni pubblicate sulla sua pagina Facebook. La De Mari è abituata a lottare. Anzitutto perché è medico chirurgo, e lotta contro il male. Ma anche perché è diventata la scrittrice fantasy più quotata d'Italia e i suoi personaggi lottano giorno e notte contro draghi e orchi. I suoi libri, come quelli della saga di Hania sono considerati eredi della grande tradizione fantasy anglosassone.
Ha detto che il comportamento omoerotico è contro natura. Dove ha sbagliato? Nell'intervista che la Nuova BQ le ha fatto [vedi nota qui in fondo a questo articolo, N.d.BB], forse ha sbagliato a mettere a disposizione le sue competenze di medico nello spiegare il perché di quell'espressione oggi tabù. Ma questo le è costato una segnalazione all'Ordine dei medici che dovrà occuparsi della sua radiazione. In realtà come ci ha spiegato lei il disegno finale è quello di colpire il cattolicesimo perché è il concetto di vita che si vuole stravolgere. Quel concetto, anzi sarebbe meglio dire, quel bene supremo, di cui si vuole disporre a piacimento. E in questa strategia il cristianesimo rappresenta un ostacolo insormontabile. Ecco perché nelle accuse della comunità Lgbt la De Mari viene sempre definita ultra cattolica. Ma peccato che sia anche un medico battagliero. Pronta a tutto per difendere la verità.
Professioniste, donne e libere. La caccia alle streghe è iniziata. Sarà una grande battaglia per la verità.

Nota di BastaBugie: Andrea Zambrano nell'articolo sottostante dal titolo "Io, medico, cattolica e la mia battaglia di libertà" racconta la vicenda della scrittrice-medico Silvana De Mari su cui pende l'accusa di omofobia e gli strali, recapitati all'Ordine, provengono da "Gay Lex". Ha detto che l'omosessualità è contro natura e nell'intervista qui sotto spiega perché. Denunciando che "le lobby hanno deciso che il cristianesimo va annientato".
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 12 gennaio 2017:
Anche su Silvana De Mari pende l'accusa di omofobia e gli strali, recapitati ora sulla scrivania del presidente dell'Ordine dei medici, provengono da "Gay Lex" una rete di "legali e attivisti per la tutela dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisex e trans".
La De Mari è abituata a lottare. Anzitutto perché è medico chirurgo, e lotta contro le malattie. Ma anche perché è diventata la scrittrice fantasy più quotata d'Italia e i suoi personaggi combattono giorno e notte contro draghi e orchi. I suoi libri, come quelli della saga di Hania sono considerati eredi della grande tradizione fantasy anglosassone.
Che cosa ha fatto? Ha detto che l'omosessualità è una condizione contro natura, anche sotto il profilo fisiologico, che può comunque trovare un rimedio nella castità. Come ci informa l'avvocato Gianfranco Amato - che è stato tra i primi a denunciare quanto accaduto alla De Mari - "il concetto di "omofobia" non è giuridicamente definito né dal codice penale, né dal codice civile, né tantomeno da alcuna legge speciale. Oggi esso viene ideologicamente utilizzato come mordacchia alla libertà di pensiero e alla libertà religiosa. E' per questo che iniziative come quella di "Gay Lex" contro la dottoressa De Mari rappresentano il sintomo della pericolosa deriva totalitaria che sta sempre più montando nel nostro Paese. La dittatura del pensiero unico utilizza i suoi scherani e i suoi aguzzini per imbavagliare la libertà di opinione".
Ma che cosa ne pensa la dottoressa-scrittrice? "Che facciano, ma sappiano che l'Ordine dei medici è un'istituzione seria. Voglio vederli a cercare di dimostrare ciò che è indimostrabile", spiega la De Mari alla Nuova BQ.
La accusano di essere ultra-cattolica e di essere superstiziosa.
Non ho fatto altro che dare delle spiegazioni medico-cliniche al fenomeno dell'omosessualità, anche se si dovrebbe parlare di omoerotismo.
Perché?
Perché la sessualità è un modo della biologia per creare la generazione successiva mediante l'incontro di maschile e femminile. Dove non c'è incontro, non c'è sessualità.
Chiaro. Ma...
...ma evidentemente ormai tutti vuotiamo il cervello all'ammasso. Però è bene che di certe cose parlino i medici, così tanto per delineare i contorni della questione.
Prego.
Allora, sul libro di anatomia che ho studiato (6000 pagine!) c'erano gli apparati riproduttivi. Ed erano due: quello maschile e quello femminile. La cavità anale non c'entra col sesso, infatti fa parte dell'apparato digerente. Vede, l'ano ha una mucosa sottilissima, Madre natura non l'ha pensato per tollerare la violenza della penetrazione, la vagina invece è fatta apposta: ha una mucosa stratomultiplo, delle ghiandole per la lubrificazione, una catena di vasi linfatici per proteggerla. La mucosa dell'ano invece è fragile, non è creata per proteggere dalle aggressioni esterne perché non sono previste. In più lo sfintere anale è fatto per divaricarsi poco e soprattutto per viaggi dall'interno all'esterno e non il contrario.
Tutto molto interessante, ma cosa c'entra con la polemica?
C'entra perché bisognerà pur spiegare da qualche parte perché l'omosessualità è contro natura. Ecco. Questa è la spiegazione medico-scientifica. Adesso, che vadano a dimostrare il contrario sul bancone dell'ordine se ne sono capaci.
L'accusano di essere ossessionata da ani e penetrazioni.
Io!? Ma io sono un medico. Queste persone hanno mai fatto una rettoscopia? Non considerano la tragedia delle malattie infettive? Scandisco: tra-ge-dia! Oggi pretendiamo di prescindere dal dato di natura. Ma la natura funziona così e non basta un preservativo, che si può rompere, che si può non mettere, che si può dimenticare etc..., a risolvere il problema. L'ano si lesiona con la penetrazione, perché non è corazzato e così diventa una porta aperta a virus, batteri e funghi: diventa un albergo a cinque stelle per tutti gli agenti patogeni che colpiscono gli omoerotici. Lo sanno o no?
Che cosa farà se l'ordine dovesse sanzionarla?
E' un problema che non mi pongo nemmeno. Lo faccio per una questione di libertà e perché non sopporto l'idea che questi attivisti spargano menzogne sull'omoerotismo nelle scuole dove vengono invitati. A quale titolo lo fanno? Sono stati eletti?
Diranno che lei vuole impedire loro di dire che l'omosessualità ha lo stesso valore della sessualità.
Io non impedisco nessuno, io dico solo che si sbagliano di grosso. Se è vero che l'omosessualità vale come la sessualità allora vuol dire che lo sperma che cade in mezzo alle feci ha lo stesso valore di quello che cade dove genera vita. Signori, bando alle pruderie, vogliamo dirlo o no? Perché se quello che sostengono è vero allora le chiese vanno chiuse e Gesù, San Paolo e Mosè devono essere arrestati. Ma le cose non stanno così. Sa qual è la verità in tutta questa faccenda?
Quale?
Che il movimento Lgbt ha deciso che il cristianesimo va annientato. E io non ci sto. E uso le mie competenze per impedirlo.

 
Titolo originale: Vietato parlare dei drammi trans: cronista alla gogna
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12/01/2017