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IL PRIMO SENATORE NERO DELLA STORIA ITALIANA E' LEGHISTA (E CATTOLICO)
Clamoroso smacco per chi, a sinistra, ha impostato la campagna elettorale sul presunto razzismo della Lega
di Rino Cammilleri

(LETTURA AUTOMATICA)

Certo che c'è da scompisciarsi. Per la prima volta nella storia d'Italia una persona di colore viene eletta in Parlamento, ed è leghista. E' vero, c'è stata la congolese Cécile Kyenge, ma nessuno l'aveva votata, era ministro di un governo tecnico, il governo Letta che, pur'esso, nessuno aveva votato.
L'avvento del senatore nigeriano Toni Iwobi è la ciliegina sulla torta - meglio, lo sberleffo - dopo una campagna elettorale punteggiata di scontri tra la polizia e gli «antirazzisti» dei cosiddetti centri sociali, i quali, all'ombra delle bandiere rosse, cercavano di impedire i comizi della Lega e di Fratelli d'Italia. Ma era, è, la Lega, soprattutto, quella talmente accusata di razzismo da finire identificata nell'immaginario col Ku Klux Klan.

LEGA = RAZZISMO?
Esageriamo? Allora sentite qua: Stefano Zurlo del Giornale ha intervistato il neo-senatore al telefono e gli è stato risposto di attendere un attimo. L'eletto, infatti, era impegnato in altre conversazioni telefoniche, nientemeno che col Daily Telegraph e il Washington Post (il mitico The Post del superlodato film di Steven Spielberg) e altre testate più o meno prestigiose. «Mi hanno chiesto se sono razzista. Razzista io... Capisce?». Sì, capiamo, capiamo bene. L'equazione Lega = razzismo è arrivata perfino in America. Intanto, il senatùr nègher (dialetto lombardo) si fa fotografare con una maglietta con su scritto # no jus soli. Mentre quelli che facevano lo sciopero della fame perché i migrati ottenessero tale «diritto» hanno pensato bene di rimettersi a mangiare sotto elezioni. Il che dimostra la loro malafede. Sapevano, infatti, che lo jus soli era indigesto alla maggior parte degli italiani, perciò hanno rimesso le mani in tasca fischiettando come se niente fosse. Eh, la politica è una cosa sporca, si dice. La verità è peggio: è una cosa triste.
Torniamo a Toni Iwobi. Quelli del Daily Telegraph e del Washington Post, se non avessero avuto le fette di salame sugli occhi (ma non ce li hanno i corrispondenti? non hanno, in Italia, qualcuno che non legge solo Repubblica?), avrebbero dovuto giubilare, altro che chiedere a un africano se è razzista. Sì, perché Iwobi incarna perfettamente il «sogno americano». Arrivato da noi nel 1977, ha fatto i mestieri più umili, perfino lo spazzino (pardon, operatore ecologico) a Milano, prima di arrivare ad essere un imprenditore informatico con dodici dipendenti. Ecco un immigrato serio, apprezzato fin da subito dai lumbard per la sua voglia di sgobbare. E' nègher? Sì, ma el laùra! Il giro mentale dei milanesi è tutto in questa frase: sì, ma lavora! Il che sana tutto e abbatte ogni, eventuale, pregiudizio.

NESSUNA CORSIA PREFERENZIALE
Iwobi non ha reclamato nessuna corsia preferenziale, nessuna «quota nera», si è solo rimboccato le maniche senza invocare piagnucolose «accoglienze» con tanto di wi-fi e parabole per guardare le partite. Si è integrato subito. Si è integrato talmente, in Lombardia, da essere un leghista della prima ora, di quelli convertiti dal verbo di Bossi. A Spirano, nella Bassa bergamasca, culla del Carroccio duro & puro. Ed è stato pure consigliere comunale (per vent'anni!) e assessore. Quando si dice il razzismo dei leghisti...
Ed eccolo, il sogno americano, anzi padano, un sogno che dà lezione agli americani. I quali sono così ossessionati dalle quote etniche da mettere un nero perfino a fare la divinità vikinga nei film di Thor. Invece, ecco l'integrazione alla leghista: sei bravo? accòmodati. Ma sono africano! Ecchissenefrega! Ecco un bell'esempio da portare ad esempio. Toni Iwobi, che da spazzino è arrivato a senatore. Se tutti gli immigrati lo imitassero, questo sarebbe un Paese migliore.

Nota di BastaBugie: Ecco la biografia completa di Iwobi (fonte: Wikipedia).
Toni Chike Iwobi (Gusau, 26 aprile 1955) è un politico nigeriano naturalizzato italiano, primo eletto afroitaliano al Senato della Repubblica. Nato a Gusau nel nord della Nigeria, è figlio di una famiglia cattolica di madrelingua inglese.
Ancora adolescente si trasferisce negli Stati Uniti d'America dove si laurea in informatica. Arriva in Italia nel 1976, dapprima a Perugia, con un visto da studente per poi trasferirsi stabilmente mesi dopo a Spirano, dove ha iniziato l'attività imprenditoriale. Ha inoltre conseguito un diploma in economia aziendale a Manchester e in analisi contabile a Treviglio.
Iwobi fonda nel 2011 la Data Communication Labs s.r.l. e lavora per l'ospedale di Treviglio. Precedentemente lavora tra il 1980 e il 1981 per la CimiMontubi, poi per AMSA (Azienda Milanese Servizi Ambientali) e per una società di Roveredo in Svizzera.
Ispirato dal federalismo nigeriano e affascinato dalle idee di Gianfranco Miglio, nel 1993 si iscrive alla Lega Nord e viene eletto nel consiglio comunale di Spirano fino al 2014. Nel periodo 2010-2014 è stato anche assessore per i servizi sociali e presidente della commissione cultura, organizzando corsi di dialetto bergamasco e di toponomastica locale. Dal 2014 è responsabile federale del Dipartimento Immigrazione e Sicurezza della Lega per volere del segretario Matteo Salvini.
Viene eletto senatore nelle elezioni politiche italiane del 2018 divenendo il primo senatore nero della storia d'Italia.
È sposato con una donna italiana e ha due figli.

 
Titolo originale: El senatùr Iwobi e il razzismo immaginario
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08/03/2018


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