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LO SFOGO DI UN PADRE DISPERATO PERCHE' LA FIGLIA E' LESBICA
Ho perduto mia figlia, letteralmente fagocitata dalla piaga del gender e dell'omosessualità dilagante
di Francesca Romana Poleggi

(LETTURA AUTOMATICA)

L'ideologia Lgbt miete sempre più vittime, soprattutto tra i giovani: nell'epoca adolescenziale (che ora interessa non solo il periodo delle scuole superiori, bensì si protrae fino all'università), quando si è alla ricerca di affermare la propria identità sessuale, è facile essere fuorviati. Si segue "la moda", si seguono "gli amici", ci si affida a chi è apparentemente più potente e presente... sì, perché la normalità non fa notizia, mentre l'essere parte del mondo Lgbt è un chiaro segno distintivo.
In questi giorni abbiamo ricevuto in Redazione una testimonianza che ci ha lasciati con il fiato sospeso: a scriverci è un papà profondamente addolorato - che chiede di rimanere anonimo per tutelare gli altri suoi figli - che denuncia la perdita della sua primogenita.

CI SCRIVE COSÌ
«Gentilissimi di ProVita,
sono un genitore che 9 mesi fa ha "perduto" la sua primogenita: letteralmente fagocitata dalla piaga del gender e dell'omosessualità dilagante.
Da 9 mesi con dolore inimmaginabile non la vedo, non la sento, non so niente di questa ventiseienne.... Da 9 mesi vive in simbiosi (parassitosi sarebbe più corretto) con un'altra sodomita come lei... Da 9 mesi, almeno, ha rinnegato la storia che Dio le aveva donato, nonché ogni grazia che Dio le aveva concesso...
Da 9 mesi è uno scandalo impressionante per noi suoi genitori, per i suoi quattro fratelli e chissà per quanti altri... Quando dico scandalo intendo proprio scandalo: una lacerazione violenta nel cuore del percepirsi, nel cuore dell'essenza stessa di quello che siamo.
Ora - distrutti e fortemente feriti dallo sproporzionato disprezzo di ogni nostro significato, di ogni nostro fare, della nostra stessa vita - scopro come potrebbe essersi concretizzata in lei questa perversa pazzia. Mia figlia, tuttora studentessa universitaria presso l'Università Di Udine (UNIUD è l'unica in Italia a prevedere il doppio libretto per gender), deve essere stata adescata da iniziative come quella che vi pubblico qui sotto, inviata via mail a tutti gli studenti attraverso i canali ufficiali dell'università stessa: We are all V.I.P. (Very Important People) - Aegee Udine [...]
Queste cose vanno denunciate e rese pubbliche. Le famiglie devono sapere che rischi corrono i propri figli. Le famiglie devono sapere che l'Università offre servizi quali il tutorato (le due lesbiche sono due tutor) che sono delle trappole diaboliche!»

DITTATURA LGBT SEMPRE PIÙ INVASIVA
Questa è una testimonianza diretta dell'influenza del mondo Lgbt. Ma, lo sappiamo bene, non è solo l'università segnalata da questo papà a essere così "aperta": anche a Verona il Centro di Ricerca Politesse - Politiche e Teorie della Sessualità continua a proporre eventi quantomeno opinabili; lo stesso avviene a Trento, presso il Centro Studi Interdisciplinari di Genere, dove si propongono addirittura corsi "post laurea" e di "formazione permanente". E altri sono, purtroppo, gli atenei allineati.
La dittatura Lgbt è insomma sempre più invasiva: accogliamo l'appello del nostro Lettore e inviamo tutti a scriverci (redazione@notizieprovita.it) per denunciare quanto sta succedendo e, soprattutto, a vigilare in maniera attenta sui propri figli... che all'università sono grandi e liberi, è vero, ma che sono sempre e comunque alla ricerca di un sasso solido cui appigliarsi. Ed è meglio che questo "sasso" sia la famiglia, piuttosto che qualche associazione ideologicamente schierata...

LA NOSTRA RISPOSTA
Visto lo scalpore e le polemiche destate da questa lettera, abbiamo pubblicato una risposta a questo papà che potete leggere qui:
La lettera addolorata del papà di una ragazza con tendenze lesbiche, iscritta all'università di Udine, che abbiamo pubblicato qualche giorno fa, ha scatenato un vespaio di polemiche e di reazioni incontrollate - come spesso accade quando si toccano temi LGBT e si osa dire che "non è naturale" avere rapporti omoerotici.
Essi possono essere piacevoli e divertenti - de gustibus non est disputandum (o forse sì, ma lasciamo perdere) -, tuttavia la natura e l'etica sono un'altra questione.
In questo caso, poi, tutti coloro che hanno riportato la lettera hanno - a nostro avviso - fuorviato l'intenzione di quel padre. Infatti, secondo noi, non è una questione relativa all'università di Udine. E non è "colpa dell'università di Udine" se la ragazza è divenuta lesbica.
All'università di Udine, come in tante università italiane, come in tante scuole medie superiori, inferiori, e persino alle elementari e agli asili d'infanzia, sono anni che circolano progetti e idee improntate all'ideologia gender e all'omosessualismo: ideologie che, per definizione, sono veicolate attraverso la propaganda.
E come accade in tutte le scuole di ogni ordine e grado, ci possono essere persone - insegnanti o studenti - che approfittano di certe occasioni per indottrinare gli altri. Pensiamo a quanti insegnanti - in altri tempi - dalla cattedra andavano dicendo che «uccidere un fascista non è reato» (cito testualmente la mia professoressa di lettere della scuola media, che - a parte questo "difettuccio" - era un'ottima insegnante!)
E così - sempre per restare aderente ad esempi di vita vissuta - ho saputo recentemente che alcuni studenti e professori del liceo che ho frequentato sono finiti sotto processo per implicazioni con le Brigate Rosse e l'omicidio Moro.
Qualcuno li aveva indottrinati.
Così come - secondo il papà che ci ha scritto - qualcuno avrebbe indottrinato la figlia all'omosessualismo. Se poi nelle scuole e nelle università si promuovono certi programmi e progetti ideologici, l'indottrinamento è agevolato.
Sarebbe interessante conoscere la versione della ragazza: ma secondo il papà - appunto - è stata circuita.
A noi ha fatto impressione il grido di dolore lacerante di quel papà, che è emerso da quella lettera e l'abbiamo pubblicata.
Una cosa avremmo dovuto scrivere prima, e corriamo ora ai ripari. Un appello a quel papà affinché possa dominare i suoi sentimenti: siamo certi che quel rabbioso grido di dolore è scaturito proprio da un grande amore. In qualche modo lo faccia vedere alla sua figliola. Lo invitiamo a lasciare aperta la porta del cuore - e di casa - per la sua figliola. Perché "amor omnia vincit" e la ragazza, magari tra molto tempo, tornerà. E allora lui, come il Padre del figliol prodigo, dovrà farsi trovare vigile alla finestra per poterle correre incontro ed abbracciarla.

 
Titolo originale: Mondo Lgbt, da 9 mesi ho perso mia figlia - Caro papà di Udine
Fonte: Notizie Provita, 5-11 maggio 2018

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