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COLDIRETTI E LE ACLI IN CONTRASTO CON LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA
La coalizione contro gli ogm in contrasto con la Dottrina Sociale della Chiesa
di Cristiani per l'Ambiente

Cristiani per l’Ambiente constata con disappunto e delusione che tra le associazioni che aderiscono alla coalizione "liberi da OGM" guidata da Mario Capanna, ci sono la Coldiretti e le Acli, la cui storia è stata contrassegnata da notevoli battaglie per lo sviluppo e per il progresso degli italiani.
Disappunto e delusione anche per le dichiarazioni rilasciate dalle due associazioni il 13 di novembre.
Secondo quanto riportato da Avvenire il 14 novembre, la Coldiretti avrebbe detto che il no agli OGM è quello di "valorizzare le produzioni del territorio (…) una agricoltura che guarda al mercato e risponde alle domande dei cittadini che chiedono di consumare alimenti di qualità".
Giusto! Ma la ricerca biotech e l’utilizzo delle piante GM vanno proprio nella direzione di migliorare la qualità di tutti i prodotti, con particolare attenzione alla salvaguardai dei prodotti tipici. 
La ricerca biotech e le piante GM sono la frontiera di un agricoltura che risponde alle sfide del mercato perché migliora la qualità, incrementa le rese per ettaro, riduce le spese e l’impatto ambientale, permettendo la riduzione dei trattamenti chimici.
I Cristiani per l’ambiente sono delusi dalle dichiarazioni del Presidente della Acli, Andrea Oliviero.
Ha ragione il presidente della ACLI quando dice che "non si può passare sopra la testa dei cittadini", ma proprio per questo non si capisce perché sostenere una posizione che nega agli scienziati di fare ricerca in campo, impedisce la semina e la coltivazione agli agricoltori italiani e non permette ai consumatori di scegliere liberamente.
Per quanto riguarda il principio di precauzione poi, non c’è rapporto scientifico al mondo che non abbia concluso con l’affermazione secondo cui i prodotti GM "sono pari se non migliori dei prodotti tradizionali".
Il presidente delle Acli ha sollevato il problema della biopolitica e della difesa della vita, a questo proposito alla voce Biotecnologie del Dizionario della Dottrina Sociale della Chiesa cattolica edito dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e pubblicato dalla Libreria Ateneo Salesiano è scritto: ci sono “gruppi di persone che, vedendo alcuni disastri ambientali e prevedendone altri
maggiori, si oppongono fortemente allo sviluppo e all’applicazione della biotecnologia; non di
rado tali gruppi sono mossi da una certa ideologia antiumanistica, quando propongono misure
restrittive per la manipolazione della specie vegetali animali, mentre favoriscono la
manipolazione della persona umana, a livello di embrioni , in nome di finalità terapeutiche, ma
anche con una permissività sempre più ampia nelle pratiche di aborto ecc.”
“Occorre pertanto superare i due estremi: la biotecnologia non deve essere divinizzata né
demonizzata. La tecnica e, di conseguenza, la biotecnologia è una cosa buona, ma può essere
usata male; è dunque necessario che, come ogni attività umana, l’economia, la politica e via
dicendo, essa sia guidata dalla morale. La biotecnologia ha prodotto concretamente un grande
sviluppo in molti settori, come la medicina, la farmacologia, la zootecnia ecc. che se
correttamente utilizzato, potrà risolvere molte delle questioni sociali del mondo odierno”.
I Cristiani per l’Ambiente non credono che Mario Capanna e la coalizione “liberi da OGM” condivida quanto chiaramente affermato dalla Dottrina Sociale della Chiesa ed è un peccato vedere importanti associazioni cattoliche appiattirsi  su posizioni che ledono all’innovazione ed allo sviluppo del popolo italiano.

 

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