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LIBRO DA CUI È TRATTO LA BUSSOLA D’ORO
di Marzia Platania

Sta per uscire nei cinema il film tratto dal primo libro della trilogia di Philip Pullman, "La bussola d’oro". È sicuramente un romanzo che ben si presta ad una riduzione cinematografica ricca di azione e di effetti speciali, di sicuro successo presso un pubblico che mostra di gradire il fantasy.
Occorrerà poi vedere se il cinema si dimostrerà interessato anche al seguito, poiché il primo romanzo lascia nella suspence tutta l’impostazione "cosmologica" e ben poco spiega dell’universo immaginato dall’autore, privilegiando l’impostazione della "mission": tutti i personaggi hanno uno scopo, spesso contrastante, e tutto l’interesse è volto a capire da che parte stanno i "buoni" e chi vincerà alla fine, muovendo dal punto di vista di una bambina, Lyra, che ben poco può capire dei grandi interessi che le ruotano intorno, ma che ha come destino di decidere le sorti dello scontro. Certamente la chiesa, nel libro, è nettamente dalla parte dei cattivi: si dovrà vedere se il regista ha voluto calcare la mano o alleggerire i toni.
Alla trilogia è stata mossa l’accusa di avere un impianto "satanico": andiamo ad analizzare l’impianto cosmologico dell’autore, quale si delinea nell’intera trilogia, per verificare quanto sia condivisibile questa accusa.
L’autore presuppone una serie infinita di mondi, più o meno diversi tra loro. L’azione prende inizio da un mondo che è la copia del nostro, vi sono addirittura i medesimi edifici nelle medesime posizioni, salvo alcuni macroscopici particolari.
Il primo è che i suoi abitanti hanno il daimon. Il daimon ha forma di animale, ma può mutarla a proprio piacimento finché il suo essere umano è bambino; con la pubertà prende forma definitiva. È in grado di parlare, è di sesso opposto al suo umano, non può allontanarsi eccessivamente da esso pena la sofferenza di entrambi e al limite la morte, ne condivide i sentimenti ed i pensieri. È come una parte dell’anima fatta percepibile e alla morte del suo umano svanisce nel nulla. È vietato toccare il daimon di un’altra persona (è una intimità inconcepibile), ma i daimon possono parlarsi tra loro comunicando poi ai rispettivi proprietari. Se due persone litigano i loro daimon si ringhiano, se un daimon si sottomette ad un altro anche il suo proprietario l’abbozza, se due si amano i loro daimon si accarezzano e si rotolano affettuosamente. La forma del daimon dice anche qualcosa del carattere del proprietario: i servitori hanno spesso come daimon un cane; il papà della protagonista, che è un lord, ha un aristocratico leopardo, i soldati hanno un lupo, un tale ha un serpente ed immaginate voi che tipo è… (ci si chiede cosa accadrebbe ad un poveraccio che come daimon abbia un elefante e debba prendere un autobus nell’ora di punta: ma l’autore purtroppo non ce lo spiega…). Nel seguito risulta che anche noi umani di questo mondo abbiamo il daimon, ma l’abbiamo dentro, invisibile: Will, il coprotagonista a partire dal secondo romanzo, si divide dal suo per entrare nel mondo dei morti a cercare l’amico di Lyra, la protagonista; una ex suora, loro amica, che dovrebbe svolgere la parte del serpente dell’Eden, impara a vedere il suo guardando di sguincio in un certo modo (vi consiglio di provarci, dopo aver fatto il test nel sito del film per sapere qual è il vostro daimon, ma solo in assenza di testimoni, altrimenti sembrereste afflitti da tic nervosi); il daimon prende forma definitiva quando i ragazzi innamorati toccano ciascuno il daimon dell’altro (e qui si apre un doveroso interrogativo: quel marinaio di cui ci viene narrato, che aveva come daimon un delfino e pertanto non poteva scendere mai a terra, dove aveva portato la sua bella per il primo appuntamento? In ammollo?).
Nella storia di questo mondo parallelo è poi intervenuta una (abbastanza comicamente improbabile) variazione: è diventato Papa un certo Giovanni Calvino, che ha portato la sede pontificia a Ginevra, e dopo la propria morte ha disposto l’abolizione del papato. La chiesa, mai divisasi tra cattolica e protestante, è divisa però tra diversi organi di governo che si contendono il potere; esercita un potere puntuale sulla società civile (non esiste praticamente lo Stato), tanto che la scienza si chiama teologia sperimentale. Dio è chiamato l’Autorità, e benché si faccia riferimento al cristianesimo, la figura di Cristo è praticamente ignorata. La chiesa appare dominata da un pesante moralismo unito ad una totale mancanza di scrupoli, che si nutre della convinzione di agire al servizio del bene qualunque cosa si faccia, perché il bene non è altro che ottenere rispetto per il potere dell’Autorità, che è poi anche il loro stesso potere. Approssimative ma incrollabili convinzioni accecano i fanatici ecclesiastici, tutti tesi a garantire l’ordine esistente, e ad impedire il peccato non con la virtù ma con il potere.
La tecnologia è grosso modo al livello di fine Ottocento/ inizi Novecento, con applicazioni pratiche come l’illuminazione elettrica (lì chiamata ambarica) e i motori, ma senza telefono e computer. Esiste però la magia, praticata (con risultati non entusiasmanti, comunque) dalle streghe, dagli sciamani e da sapienti di vario genere. Le streghe hanno daimon che si possono allontanare da loro stesse, cosa molto angosciante per gli umani normali, che quando vedono un essere umano senza daimon reagiscono come noi a vedere un fantasma. Volano su rami di uno speciale albero e tirano frecce. Hanno anche vita lunghissima, adorano la natura e uccidono gli uomini (rari) che resistono al loro fascino (questo lo dico come avvertimento, casomai ne incontraste una). Non viene data spiegazione dei poteri magici, se non ovviamente un vago rimando alla Natura e al fatto che ci sono più cose in cielo ed in terra di quante noi possiamo immaginare.

LA BUSSOLA D'ORO

Nel primo libro tutto si aggira intorno ad una misteriosa "polvere" che i teologi sperimentali hanno scoperto: invisibile senza appositi strumenti, essa si posa solo sugli adulti e non sui bambini; quindi, secondo la chiesa, è collegata al peccato, di cui i bambini essendo innocenti, sono privi, e per questo temuta. La polvere, il peccato e la facoltà dei daimon dei bambini di cambiare forma si intrecciano negli interessi speculativi e nelle paure degli ecclesiastici, spingendoli a compiere esperimenti in cui dividono i bambini dai loro daimon, rendendoli quindi persone a metà, quasi lobotomizzate, prive di emozioni e anche facilmente dominabili, giustificandosi con l’intenzione buona di impedire ai bambini di diventare adulti peccatori. La madre di Lyra, la bambina protagonista, lavora per la chiesa e adesca i bambini a questo scopo, li rapisce alle loro famiglie e li trasporta in una specie di lager vicino al Polo. La polvere è infatti misteriosamente legata al Polo Nord, dove l’aurora boreale a tratti lascia intravedere un altro mondo, da cui essa sembra provenire.
Anche il padre della protagonista, aristocratico intellettuale di Oxford, si interessa alla Polvere, ma non a causa del peccato, bensì perché la collega a quel secondo mondo che al Polo a tratti diventa visibile. Egli ha un suo progetto segreto (ecco affiorare il satanismo razionalista: secondo la distinzione di Introvigne: quello che attribuisce a Dio il polo negativo (negatore della libertà e della intelligenza per asservire l'uomo), e al suo avversario quindi il polo positivo (colui che è condannato perché perdente, ma che combatte una causa giusta): vuole sfidare, combattere ed eliminare non solo la chiesa, ma addirittura l’Autorità. Per fare questo vuole raccogliere in un unico esercito tutti i dissenzienti di tutti i mondi paralleli; perciò deve aprire un varco tra i mondi. Ha bisogno però di una enorme energia e ha scoperto, dagli esperimenti crudelissimi della cattivissima chiesa, che è possibile liberarla separando con una lama speciale un umano dal suo daimon.
La figlia scopre tutto questo nelle sue avventure, mossa dalla ricerca del suo migliore amico, rapito dalla mamma insieme ad altri ed inviato al Polo. La bambina possiede uno strumento, la bussola d’oro del titolo, che dice la verità a chi sa leggerlo. Prima la ricerca dell’amico e poi la ricerca del padre, a cui vuole consegnare lo strumento per aiutarlo nella sua battaglia, conducono i due al Polo. Il padre possiede una magia per cui quando ha bisogno di una cosa, essa arriva, portata dal destino, e adesso ha bisogno di un bambino per ottenere energia; ha un attimo di sgomento quando scopre che il bambino destinato sembrerebbe essere la sua propria figlia, ma appurato che c’è anche il suo miglior amico, senza un attimo di esitazione lo sacrifica ai propri scopi. Proprio a causa del tentativo della protagonista di salvare l’amico, questi invece muore, perché si trova ad essere allontanato troppo dal suo daimon prigioniero del padre. La protagonista decide allora di seguire il padre nel mondo cui ha aperto l’accesso, perché con ragionamento molto logico ha deciso che se i suoi abbastanza perfidi genitori sono, per un motivo o per l’altro, contro la polvere, la polvere deve essere una cosa buona e quindi desidera saperne di più: la polvere viene dal mondo parallelo e quindi lei ci si avventura.

LA LAMA SOTTILE

Nel seguito Lyra incontrerà Will, un ragazzino del nostro mondo, il quale viene in possesso di una lama capace di aprire passaggi tra i mondi. Will cerca il padre, Lyra deve scappare da sua madre; il padre di Lyra li cerca perché vuole il potere del coltello di Will (che può uccidere anche Dio); la chiesa li cerca perché una profezia identifica Lyra con la Nuova Eva, e vogliono impedirle di peccare di nuovo, con il metodo molto razionale di ammazzarla prima che possa farlo. La ex suora, originaria del nostro mondo, è destinata a essere il serpente della nuova Eva, ma a dire il vero non ho capito cosa faccia di tanto decisivo. Diversi personaggi positivi aiutano i due nelle varie vicende, e diversi "cattivi" si aggirano facendo danni, come è normale in romanzi del genere. I due si innamorano (sono ragazzi precoci), ma, con l’aiuto della ex suora e della polvere, scoprono che:
a) ogni volta che usano la lama, nasce uno Spettro, creatura orribile (benché invisibile ai bambini) che divora l’anima riducendo le persone come idioti. Solo gli adulti vedono gli Spettri e solo gli adulti sono attaccati dagli Spettri: il mondo infestato dagli Spettri è diventato perciò un mondo abitato da soli bambini che si autogestiscono. Molto male. Quello che attira gli Spettri è però, viene detto ad un certo punto, l’attenzione cosciente al mondo, che i bambini non hanno;
b) la polvere coincide con la consapevolezza, ma vagando da mondo a mondo si sperde e tutti i mondi muoiono, perciò si devono chiudere tutti i passaggi;
c) nessuno può vivere a lungo fuori del proprio mondo,
perciò il loro amore deve essere sacrificato: non è possibile per uno di loro vivere nel mondo dell’altro; non è possibile aprire un passaggio per vedersi ogni tanto (per via degli Spettri); si potrebbe correre il rischio di lasciare aperta una finestrella, ma decidono di lasciare aperta quella che hanno fatto nel mondo dei morti, per permettere loro di uscirsene, e pertanto non possono averne una per i loro scopi personali. Perciò si separano con grande coraggio e abnegazione.

 
Fonte: Cultura Cattolica


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