Oggi 1677 visitatori
-

MORTO
DON GALLO
Riposi in pace
Favorevole a matrimonio gay e spinello libero, aveva un solo grande nemico: il Papa e (quindi) la Chiesa e (quindi) Gesù Cristo: preghiamo perché il Signore abbia misericordia di lui.
Clicca qui! -

ABBONATI A
Notizie Pro Vita
Rivista che tratta i temi della famiglia e della vita, dal concepimento alla morte naturale, con la collaborazione di medici, filosofi e bioeticisti.
Clicca qui! -

REFERENDUM
BOLOGNA
Per la libertà di educazione: vota B
B come Bologna
B come Bambini
26 maggio 2013
Per info: clicca qui!
IN QUESTO MESE
-
(3004 click)
-
(2780 click)
-
(2171 click)
-
(2167 click)
-
(1745 click)
-
(1493 click)
-
(1406 click)
-
(1361 click)
-
(1346 click)
-
(1161 click)
« Torna alla edizione
DEMOCRAZIA E FEDE RELIGIOSA
Liu Xiaobo è uno degli intellettuali e dissidenti più brillanti della Cina di oggi. Il suo arresto è stato ora motivato con l’accusa di «sovversione contro lo Stato». In realtà Liu, 53 anni, non ha mai svolto alcuna attività violenta, essendosi concentrato a scrivere riflessioni e proposte sui diritti umani e la democrazia, pubblicandoli su riviste internazionali e siti Internet. Ma aprire gli occhi e la mente della gente è forse l’attività più sovversiva per un governo che pretende di aver dato il benessere ai cittadini, anche se toglie loro la libertà di pensare in modo autonomo. La cattura di Liu è segno di quanto la Cina non sia molto cambiata dai tempi del massacro di Tienanmen. Nell’ 89 Liu Xiaobo fu uno dei docenti che partecipò agli scioperi della fame decisi dagli studenti per spingere la leadership al dialogo. Fino all’ultimo, cercò di convincere i manifestanti ad abbandonare la piazza e l’esercito a non attaccare.
Ma fu testimone del fallimento della sua mediazione e del bagno di sangue che ne seguì. Per questo ha passato un paio d’anni in prigione. A due decenni da Tiananmen, Liu è di nuovo privato della libertà. Il suo 'sequestro', in dicembre, è avvenuto poco prima della pubblicazione di 'Carta 08', documento sottoscritto da 303 intellettuali, attivisti e gente comune, di cui Liu sembra essere l’estensore. Il testo è una delle analisi più acute sulla situazione della Cina contemporanea. I firmatari apprezzano i cambiamenti avvenuti negli ultimi 20 anni, con l’uscita del Paese dalla povertà e dal totalitarismo maoista, ma puntano il dito sulla «modernizzazione folle» e senza riforme politiche, che ha prodotto la «corruzione governativa, la mancanza di uno stato di diritto, deboli diritti umani, corruzione dell’etica pubblica, crasso capitalismo, crescente diseguaglianza fra ricchi e poveri, sfruttamento sfrenato dell’ambiente naturale, umano e storico, l’acuirsi di una lunga lista di conflitti sociali». I firmatari di 'Carta 08' chiedono al governo riforme perché temono che i conflitti sociali diventino sempre più violenti, mettendo in crisi anche lo sviluppo economico. Per tutta risposta – proprio come ai tempi di Tienanmen – il governo si prepara a condannare Liu, e ha messo agli arresti domiciliari decine di altri promotori, controllando e interrogando membri del Partito simpatizzanti del documento. Forse per la prima volta in un testo della dissidenza, in 'Carta 08' si cita la necessità della libertà religiosa come elemento importante per la società cinese. Si chiede perfino che sia eliminato il controllo statale sulle attività religiose e che non vi sia frattura fra attività ufficiali 'legali' e attività sotterranee 'illegali'. Ciò è dovuto al fatto che molti dissidenti, fra cui lo stesso Liu Xiaobo, da rivendicazioni basate solo sulla Dichiarazione dell’Onu, sono giunti alla conclusione che i diritti umani nascono da una concezione della dignità umana come valore assoluto, garantita soltanto da una visione religiosa, in cui la persona è considerata creatura di Dio e lo Stato servitore della dignità umana.
Tale collegamento fra democrazia e fede religiosa è quanto di più 'sovversivo' si possa immaginare a Pechino, ma è forse l’unica strada per evitare l’implosione del gigante cinese. L’occidente tanto interessato al commercio – e poco ai diritti umani e alla fede – dovrebbe pensare ad aprire con il Paese asiatico non solo dispute sul protezionismo, ma anche sulla libertà religiosa. Se non altro per difendere il futuro dei propri investimenti.
Aborto
Animalismo
Attualità
Cinema
Comunismo
Cristianesimo
Ecologia
Economia
Eutanasia
Evoluzionismo
Famiglia e matrimonio
Fecondazione Artif.
Islam
Libri
Liturgia
Morale
Omelie
Omosessualità
Pedofilia
Pillole
Politica
Scienza
Storia
Televisione
-
Per ricevere gratis BASTABUGIE
-
PRIVACY
Informativa completa -
PROBLEMI CON ISCRIZIONE?
Sei iscritto, ma non ricevi mail? -
CHI SIAMO
Dal 2007 combattiamo le bugie -
VUOI AIUTARCI?
Fai donazione e riceverai i dvd -
FACEBOOK E TWITTER
Ricevi gratis le ultime notizie -
ARCHIVIO ARTICOLI
Tutti gli articoli e gli autori -
ARCHIVIO VIDEO
Tutti i video pubblicati -
I 20 ARTICOLI PIU' LETTI
Su 2.500 articoli pubblicati -
VERSIONE TASCABILE
Da leggere ovunque -
SITI AMICI
Alleati di BastaBugie -
SITI INTERESSANTI
Segnalati dai lettori -
EVENTI IMPERDIBILI
Consigliati da BastaBugie -
LETTERE ALLA REDAZIONE
Dialogo con i lettori -
HAI UNA DOMANDA?
Oppure un consiglio da darci...



