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UOMINI CHE PICCHIANO LE DONNE... E LO CHIAMANO SPORT (E PARITA' DI GENERE)
Non solo le donne possono ''finalmente'' picchiarsi nel pugilato, ma un uomo può massacrare di botte una donna negli incontri di MMA: parità dei sessi ottenuta!
di Luca Volontè

Che tipo di uomo vuole combattere contro una donna e massacrarla di pugni e calci? Sicuramente un uomo senza vergogna né etica, almeno dal punto di vista sportivo.
Negli Usa ed in molti altri paesi, infatti, questo tipo di 'combattimenti', nello sport, rischiano di diventare la norma, per una forma di "rispetto" nei confronti degli atleti transessuali. Alana McLaughlin (nella foto), per esempio, ha indossato una maglietta con la scritta "End trans genocide" dopo aver battuto spudoratamente una donna durante il suo primo combattimento 'MMA al Combat Global' il 10 settembre a Miami. Il 38enne McLaughlin è stato nelle forze speciali dell'esercito degli Stati Uniti per sei anni e ha scelto la "chirurgia di riassegnazione del sesso" nel 2016. Gli incontri di lotta totale del MMA non vietano ai maschi di combattere contro le donne, a patto che i maschi affermino di non essere uomini.
"Abbiamo bisogno di mostrare che MMA è uno sport inclusivo", si dice tra gli organizzatori di questi eventi che assomigliano in tutto alle disfide nelle arene romane. McLaughlin sostiene che coloro che lo chiamano imbroglione sono "transfobici", ma in realtà il solo bugiardo nell'intera vicenda è lui. L'ironia di sfoggiare una maglietta con scritto "fine del genocidio trans" mentre si difende la violenza maschile contro le donne è nauseante. Non c'è nessun "genocidio trans".
Ai maschi trans-identificati vengono offerti infiniti privilegi a spese della sicurezza e dei diritti delle donne. Hanno infatti il "diritto" di sottoporsi a chirurgia estetica, prendere ormoni e indossare i vestiti che vogliono. Se vogliono anche competere nello sport, possono farlo con e contro altri uomini e se non sono all'altezza della sfida, allora scelgono di competere, in questo caso massacrare, le atlete donne. Nel combattimento dei giorni scorsi McLaughlin ha usato una presa al collo per battere la 32enne Celine Provost, una combattente chiaramente più abile, che semplicemente non poteva competere con la forza di un uomo.
Alana McLaughlin non deve per nulla esser compatito, stiamo infatti parlando di un uomo che ha iniziato ad allenarsi nelle MMA sei mesi fa e a cui è stato permesso di combattere contro una donna che si allena da un decennio e l'ha infine battuta imponendo la sua violenza e la sua forza. McLaughlin non è un povero innocente alla disperata ricerca di una possibilità di competere.
Come ha ben scritto Meghan Murphy sul portale femminista 'Feministcurrent': "Questo è un ragazzo che è ben informato sull'attivismo trans e lo sta usando come scusa per comportarsi in modo misogino e perpetrare la violenza contro le donne. L'idea che si tratti di una povera anima che vuole solo essere inclusa si è dimostrata essere uno scherzo, solo guardando il suo feed di Twitter" dove si vanta delle sue battaglie ideologiche contro le donne.

 
Titolo originale: Usa. Uomini che picchiano le donne... e lo chiamano sport
Fonte: Provita & Famiglia, 21 settembre 2021


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