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PERCHE' I GIOVANI NON SI RIBELLANO? PERCHE' IL POTERE NON VUOLE
I giovani sono manipolabili e ingenui perché credono che chi gestisce la propaganda sia onesto come loro e quindi si fidano, accettano gli slogan e scendono in piazza a comando
di Roberto Marchesini

Ma perché i giovani non si ribellano? Perché non fanno la rivoluzione? Non sono sempre stati i giovani a riempire le piazze, a ribellarsi, a rivoltare la società come un guanto, portando idee nuove? E invece, ad esclusione di qualche eccezione (Studenti contro il Green Pass, ad esempio), sembrano la generazione più mascherata, più vaccinata e greenpassata di tutte. Ormai sono diversi, anche in Italia, i casi in cui un figlio ha denunciato i genitori no-vax per potersi vaccinare in pace; e sono i giovani quelli che deridono i boomers, complottisti e «analfabeti funzionali», perché scettici nei confronti della Scienza. Che succede, dunque? I giovani non si ribellano più? O forse... l'idea che i giovani siano ontologicamente ribelli non è così fondata e andrebbe rivista? Io propendo per la seconda ipotesi.
Intendiamoci: è vero che i giovani hanno sempre fatto le rivoluzioni (e le guerre); dubito del fatto che siano stati loro gli artefici di tali avvenimenti. Le Rivoluzioni non combattono mai il potere; combattono la tradizione. Esse sono lo scontro tra il vecchio potere, indebolito e traballante e un nuovo potere, forte, compatto, agguerrito e senza scrupoli. E questo nuovo potere non è mai «il popolo»: usa il popolo, scagliandolo contro la tradizione. I rivoluzionari francesi erano, nella quasi totalità, nobili e borghesi; così i risorgimentali, nobili e grandi borghesi.

I GIOVANI SONO MANIPOLABILI E INGENUI
Dunque, il popolo è il proxy warrior, il guerriero per procura, del potere rampante; che ha i mezzi d'informazione, che può permettersi di chiamare il legittimo detentore del potere «tiranno» e così giustificare i propri crimini. Tutto il popolo? No. Gli adulti non fanno la rivoluzione: hanno da fare. Devono lavorare, accudire i figli, hanno migliaia di incombenze e preoccupazioni che, invece, i giovani non hanno. Il Sessantotto è stato fatto dai giovani. Ma quali giovani? Ce lo spiega Pasolini nella celebre poesia scritta dopo la «battaglia di Valle Giulia»: «Avete facce di figli di papà. / Vi odio come odio i vostri papà. / Buona razza non mente. / Avete lo stesso occhio cattivo. / Siete pavidi, incerti, disperati / (benissimo!) ma sapete anche come essere / prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati: / prerogative piccolo-borghesi, cari». Non i figli degli operai che, probabilmente, a vent'anni avevano già i calli alle mani: i figli dell'élite, che potevano permettersi gli studi universitari.
E perché il nuovo potere utilizza i giovani come carne da cannone nella sua conquista del potere? Un motivo l'abbiamo già detto: gli adulti devono «tirare la carretta». Ma ce n'è un altro, di motivo, forse più importante. I giovani sono manipolabili. Sono ingenui, credono che chi comunica sia come loro: limpidi, senza secondi fini. Non conoscono (e quindi non ri-conoscono) l'ipocrisia, si fidano, credono che il mondo sia diviso in buoni e cattivi, accettano facilmente gli slogan. Non sono ancora avvezzi alla doppiezza, alle macchinazioni, al cinismo, alla mancanza assoluta di scrupoli.

LOSCHI INTERESSI SPACCIATI PER NOBILI IDEALI
Per questo motivo si arruolano volontari «quando si alza il grido di dolore della patria», come nel '15-'18: ci credono. Non accetterebbero che, dietro questi nobili ideali, si nascondessero interessi economici e politici, propaganda, menzogne. Per questo sono entusiasti, e manifestano, per la transizione ecologica: non possono credere che la CO2 in eccesso... siano loro; e che il prezzo della transizione ecologica sarà pagato dai loro genitori e dai genitori dei loro amici. La storia è sempre la stessa: non sono scagliati contro il potere, ma contro i resti della tradizione. Anche contro i loro interessi, cosa che evidenzia tutta la loro ingenuità. Davvero credono che saremo più felici quando, tra qualche anno, non possederemo più nulla? Quando non possederemo più una casa, né un'auto? Quando non avremo un'occupazione fissa, né un'entrata economica stabile? Hanno capito che «i migranti sono l'avanguardia di quello che presto sarà lo stile di vita per moltissimi di noi»?
Su, diciamola tutta: non è per questo che il PD, un partito che ha una base elettorale composta in gran parte di pensionati, insiste per il voto ai sedicenni? Ovviamente corredato dal Bonus-giovani? Non lo fanno per fargli un favore, per una battaglia ideale: lo fanno, ovviamente, per interesse. Perché, lo ripeto, i giovani sono manipolabili.
Ecco perché i giovani non si ribellano a mascherine, vaccinazioni e green pass; non si alzano per difendere la minoranza «esclusa dalla società» e oggetto di una campagna d'odio. Perché il vero potere, il potere rampante, non vuole; non ha ordinato loro di scendere in piazza, di prendere freddo e botte. Li vuole chiusi in casa, terrorizzati, docili e obbedienti come sono sempre stati. Altro che ribelli.

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Titolo originale: Ingenui e manipolabili: perché i giovani non si ribellano
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 01-12-2021


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