Oggi 392 visitatori
-

REFERENDUM
BOLOGNA
Per la libertà di educazione: vota B
B come Bologna
B come Bambini
26 maggio 2013
Per info: clicca qui! -

Grande successo:
Oltre 30.000 persone!
Papa Francesco ci incoraggia: "Saluto i partecipanti alla Marcia per la vita che ha avuto luogo questa mattina a Roma e invito a mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento"
Per info: clicca qui!
IN QUESTO MESE
-
(2674 click)
-
(2550 click)
-
(2294 click)
-
(2057 click)
-
(1987 click)
-
(1967 click)
-
(1338 click)
-
(1268 click)
-
(1201 click)
-
(911 click)
« Torna alla edizione
LA SHARIA È ARRIVATA ANCHE DA NOI
Che l’Occidente odi se stesso è dimostrato principalmente dalla sua sottomissione agli islamici. Nel luglio 2008 Lord Nicholas Addison Phillips, Lord Chief Justice, capo del sistema giudiziario di Inghilterra e Galles, quindi la figura giuridica più importante della Gran Bretagna, ha sostanzialmente legittimato la sharia, sostenendo che «non c’è alcuna ragione per cui i principi della sharia o di qualunque altro codice religioso non debbano fornire le basi per una mediazione o per altre forme di composizione delle dispute». A suo avviso, la legge islamica potrebbe essere usata per risolvere dispute e liti familiari. Si tratta di fatto di un ulteriore passo in avanti del sistema ideologico del multiculturalismo verso l’accreditamento di un doppio o multiplo binario giuridico per coloro che condividono lo stesso spazio fisico, con una legge per gli autoctoni e la sharia per i musulmani, proprio perché si considerano appartenenti a identità collettive differenziate se non conflittuali.
In precedenza l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, il primate della Chiesa anglicana, si era espresso a favore dell’adozione della sharia nel codice britannico. E, sempre sulla scia dell’islamicamente corretto, il governo laburista di Gordon Brown ha di fatto riconosciuto la poligamia accordando gli assegni familiari alle mogli poligame. Ecco come la Gran Bretagna, massima espressione del multiculturalismo, del relativismo etico e dell’islamicamente corretto, si sta sottomettendo sempre più all’arbitrio del terrorismo dei taglialingua islamici, illudendosi che così facendo riuscirà a salvare la pelle dal terrorismo dei tagliagola, che ormai è un prodotto autoctono e i cui attori sono cittadini britannici.
Ed è del tutto singolare e contraddittorio che Lord Phillips specifichi che l’applicazione della sharia in Gran Bretagna non dovrà contrastare la legge britannica, aggiungendo che «chi vive qui è soggetto alla giurisdizione dei tribunali britannici». Qualcuno gli dovrebbe ricordare che il Common Law e la sharia sono semplicemente incompatibili, perché lo Stato di diritto europeo, che si fonda sulla fede e la cultura giudaico-cristiana, ha posto al centro della sua concezione giuridica il principio dell’inviolabilità della persona, mentre per la sharia la persona non ha diritti autonomi ed è invece sottomessa ad Allah, alla società, alla tribù e alla famiglia. Così come deve essersi scordato che i tribunali islamici esistono in Gran Bretagna sin dal 1982 ed emettono sentenze sulla base della sharia su questioni attinenti al diritto della famiglia e alle dispute patrimoniali.
La posizione di Lord Phillips è stata sostanzialmente avallata dal portavoce del ministero della Giustizia, che ha dichiarato: «La legge inglese, che è basata sulla condivisione dei valori di uguaglianza, ha la precedenza su ogni altro sistema legale. Il governo non ha intenzione di cambiare la sua posizione anche se è disposto a considerare la legge islamica in casi di diritto civile come questioni di eredità e conflitti domestici». Un gioco di parole che si traduce di fatto nel sì alla sharia in seno alla legge britannica.Ma anche nel nostro paese stiamo andando in questa direzione. In diversi casi i tribunali italiani hanno di fatto accettato di accondiscendere alle regole della legge islamica. Una sentenza del tribunale di Bologna (decreto del 13 marzo 2003, giudice Arceri) ha riconosciuto indirettamente la validità della poligamia in Italia per i musulmani che hanno contratto matrimoni nei loro paesi d’origine, «essendo irrilevante il comportamento tenuto all’estero dallo straniero la cui legge nazionale riconosce la possibilità di contrarre più matrimoni». Nell’ottobre 2008 la Corte d’appello di Cagliari ha riconosciuto di fatto la validità del divorzio islamico, accogliendo la richiesta di un cittadino egiziano di convalida del ripudio nei riguardi della moglie avvenuto in Egitto. La Corte d’appello ha riconosciuto «efficace nell’ordinamento italiano il provvedimento di divorzio, ordinando la trascrizione del provvedimento egiziano nel Registro di Stato civile del Comune di Cagliari». In realtà si tratta del cosiddetto talaq, vale a dire il «ripudio» che l’uomo compie verso la donna pronunciando tre volte la formula rituale «talaq» (io ti ripudio) e consegnandole un attestato di ripudio.
Aborto
Animalismo
Attualità
Cinema
Comunismo
Cristianesimo
Ecologia
Economia
Eutanasia
Evoluzionismo
Famiglia e matrimonio
Fecondazione Artif.
Islam
Libri
Liturgia
Morale
Omelie
Omosessualità
Pedofilia
Pillole
Politica
Scienza
Storia
Televisione
-
Per ricevere gratis BASTABUGIE
-
PRIVACY
Informativa completa -
PROBLEMI CON ISCRIZIONE?
Sei iscritto, ma non ricevi mail? -
CHI SIAMO
Dal 2007 combattiamo le bugie -
VUOI AIUTARCI?
Fai donazione e riceverai i dvd -
FACEBOOK E TWITTER
Ricevi gratis le ultime notizie -
ARCHIVIO ARTICOLI
Tutti gli articoli e gli autori -
ARCHIVIO VIDEO
Tutti i video pubblicati -
I 20 ARTICOLI PIU' LETTI
Su 2.500 articoli pubblicati -
VERSIONE TASCABILE
Da leggere ovunque -
SITI AMICI
Alleati di BastaBugie -
SITI INTERESSANTI
Segnalati dai lettori -
EVENTI IMPERDIBILI
Consigliati da BastaBugie -
LETTERE ALLA REDAZIONE
Dialogo con i lettori -
HAI UNA DOMANDA?
Oppure un consiglio da darci...



