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CLIMA, SVOLTA AL SENATO ITALIANO
Passa mozione anti-catastrofista
di Riccardo Cascioli

E’ stata approvata il 1° aprile al Senato la mozione presentata da 34 senatori del Popolo delle Libertà che impegna il governo a considerare – a livello nazionale e internazionale – la crescente opposizione del mondo scientifico alla teoria del riscaldamento globale di origine umana. Primo firmatario il presidente della Commissione Ambiente Antonio D’Alì, la mozione è un gesto coraggioso quanto atteso che ha il merito di gridare “il re è nudo” anche nell’arena politica dove il muro dell’ideologia è più difficile da superare.

La mozione molto semplicemente mette a confronto gli straordinari sforzi chiesti dall’Europa quanto a politiche del clima (vedi pacchetto clima-energia) e tutte le incertezze scientifiche sulla relazione tra emissione antropica di gas serra (a cominciare dall’anidride carbonica) e cambiamenti climatici, che pure è la base delle politiche suddette. La mozione impegna perciò il governo a farsi interprete di questo dibattito scientifico in sede di Commissione Europea e di G8, per evitare che vengano destinate ingenti risorse economiche ad obiettivi “ideologici” che distolgono dalla ricerca scientifica e dall’obiettivo di migliorare la qualità di vita di tutti i cittadini del pianeta. In questa prospettiva si chiede inoltre la revisione del Protocollo di Kyoto, proprio perché totalmente inadeguato alla realtà scientifica ed economica (peraltro nel libro “Che tempo farà”, di Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari, edizioni Piemme, si trova ampia documentazione dei falsi allarmismi sul clima e del progetto culturale e politico che sta dietro a questa massiccia propaganda catastrofista).

L’iniziativa dei senatori PdL ha fatto chiaramente centro, come si evince anche dalle reazioni scomposte e becere dei gruppi ambientalisti e di senatori, quali Roberto Della Seta (Pd), che agli argomenti ben documentati e scientificamente fondati, sanno rispondere soltanto insultando e bollando con etichette odiose che ricalcano i bei metodi dello stalinismo e del maoismo.

Nessuna risposta seria al fatto inconfutabile delle centinaia di scienziati che allo studio del clima hanno dedicato la propria vita e che contestano la tesi del riscaldamento globale di origine antropica. Oltre 600 di loro vengono citati nel Rapporto presentato nei mesi scorsi al Senato americano, ma non contano per Della Seta che, evidentemente, come ex presidente di Legambiente pensa di aver il sacro diritto non solo al posto in Parlamento ma anche a fregiarsi del titolo di climatologo. Per lui quello che conta è il consenso dei governi (peraltro solo quelli occidentali) al Protocollo di Kyoto, come se la verità e la realtà potessero essere decise a colpi di maggioranza.

Eppure come si è visto anche recentemente a livello di Unione Europea, la voce dei 34 senatori firmatari della mozione non è isolata in Europa; e la prudenza del governo italiano sull’applicazione del pacchetto clima-energia ha raccolto a livello continentale molti più consensi di quanto Della Seta e compagni cerchino di far vedere. Ma non si preoccupino: le loro urla scomposte non riusciranno a tenere a lungo in piedi il muro della menzogna.

 

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