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L'ARCIVESCOVO DI DENVER CRITICA LA POSIZIONE DI BIDEN (CANDIDATO DEMOCRATICO CHE OBAMA HA SCELTO PER LA VICEPRESIDENZA)
di Charles J. Chaput

Ai Cattolici dell'Arcidiocesi di Denver:
Quando  i cattolici prestano servizio sulla scena nazionale, le loro azioni e le loro parole hanno un'incidenza sulla fede dei cattolici di tutto il paese. Di conseguenza essi si prestano ad un esame sulle questioni di fede da parte dei cattolici e dei vescovi del luogo. Lungo il 2008, sebbene la NBC forse non intendesse farlo, Meet the Press è diventata palcoscenico e cassa di risonanza di scorretti ragionamenti di politici cattolici.
Il 24 agosto, la Speaker of the House Nancy Pelosi, che si dice cattolica praticante, ha dato una interpretazione scorretta dell'insegnamento della Chiesa cattolica contro l'aborto davanti alla platea nazionale, difendendo la propria visione "pro-choice" dell'aborto. Il 7 settembre, il Senatore Joseph Biden ha aggravato il problema, davanti al pubblico della stessa Meet the Press.
Il senatore Biden è uomo dal servizio pubblico illustre. Ciò, però, non scusa la carenza di logica o azioni cattive. Alla domanda su quando abbia inizio la vita, egli ha detto che, "si tratta di un problema personale e privato". A dire il vero, però, la moderna biologia sa esattamente quando la vita umana ha inizio: al momento del concepimento. La religione non ha niente a che fare con ciò. Si può discutere su quando inizi la "personalità" – sebbene questo possa condurre le politiche pubbliche verso direzioni molto  pericolose – ma nessuno può sostenere a lungo che l'inizio della vita dipende dalle opinioni religiose. 
Il senatore Biden ha anche frainteso cosa sia il pluralismo. Il vero pluralismo si sviluppa su un vigoroso, non violento dissenso; esso richiede un ambiente in cui persone di convinzione lottano rispettosamente ma vigorosamente per portare avanti le loro fedi. Nell'intervista, il senatore ha osservato che altre persone di forte credo religioso non concordano con la visione della Chiesa cattolica sull'aborto. E' certamente vero che noi dobbiamo conoscere le visioni degli altri e cercare un compromesso quando è possibile – ma non a spese del diritto del nascituro alla vita. L'aborto è un problema fondamentale; non è come la politica interna o il prezzo del petrolio. Esso comporta sempre l'uccisione  intenzionale di una vita innocente, ed è sempre, gravemente sbagliato. Se, come ha detto il Senatore Biden, "Io sono pronto, in quanto è materia di fede, ad accettare che la vita comincia dal momento del concepimento", allora egli non sbaglia solo quanto alla scienza di una nuova vita, ma anche nella difesa di una vita innocente che egli sa che c'è.
Come ha detto nell'intervista, il senatore si è opposto alla destinazione di fondi pubblici per l'aborto. Egli ha anche spinto per impedire l'aborto a nascita parziale. Ma il suo forte sostegno alla decisone della Corte Suprema Roe v. Wade del 1973 e il falso diritto all'aborto che essa ha attestato, non può essere scusato da nessun serio cattolico. Sostenere Roe e il "diritto a scegliere" l'aborto significa solo mascherare ciò che l'aborto è, e ciò che l'aborto produce. La "Roe" è una cattiva sentenza. Finché dura, essa impedisce che il problema dell'aborto si riproponga negli Stati in cui è ammesso, in modo che il popolo Americano possa decidere il proprio futuro attraverso un dibattito ed una legislazione equi.
Nell'intervista a Meet the Press, il senatore Biden adopera un argomento moralmente esaurito che I cattolici americani sentono ormai da 40 anni: I cattolici non possono "imporre"  le loro visioni religiose al resto del paese. Ma opporsi all'aborto è materia di diritti umani, non di opinioni religiose. E il senatore, in quanto legislatore, sa bene che tutte le leggi comportano l'imposizione delle convinzioni di alcune persone sulle altre. Questa è la legge. I cattolici americani si sono fatti intimorire ad accettare la distruzione ogni anno di più di un milione di bambini non nati. Altre persone hanno imposto la loro fede "pro-choice" alla società americana per decenni senza alcun rimorso.
Se vogliamo essere cattolici, cattolici americani, compresi gli uomini pubblici che si presentano come tali, dobbiamo operare di conseguenza. Dobbiamo mettere fine alla "Roe" e all'industria  dell'aborto permissivo che essa permette. In caso contrario noi tutti – dai senatori e membri del Congresso ai laici – falliremo non solo come credenti e discepoli, ma anche come cittadini.

 
Fonte: fonte non disponibile

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