IN ARRIVO LA LEGALIZZAZIONE DELL'EUTANASIA IN ITALIA
Potrebbe essere presto legge il modello adottato con Eluana Englaro, fatta morire di fame e di sete per la decisione del padre, fingendo che si trattasse di scelta della vittima
da VeritÓ e Vita

La soppressione di Eluana Englaro diventa il modello adottato dalla legge: il tutore potrÓ far morire il soggetto incosciente negandogli, oltre che le terapie, anche il cibo e l'acqua.
Il progetto di legge in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento che sta per giungere all'Aula della Camera dei Deputati legalizza esplicitamente l'uccisione dei minori e degli incapaci per decisione dei loro genitori e dei loro tutori.
Il modello adottato Ŕ quello della soppressione di Eluana Englaro, fatta morire di fame e di sete per la decisione del padre/tutore, fingendo che si trattasse di scelta della vittima. Quello che i Giudici decisero in quello sciagurato caso, la proposta di legge vuole rendere legale e normale.

I MEDICI NON POTRANNO RIFIUTARSI
Il testo dell'art. 2 (Minori e incapaci) Ŕ chiarissimo: "Il consenso informato (...) Ŕ espresso dai genitori esercenti la responsabilitÓ genitoriale o dal tutore o dall'amministratore di sostegno, tenuto conto della volontÓ della persona minore di etÓ o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno". Quindi, il minore o l'incapace (se potranno: ma ovviamente non potranno farlo nÚ i neonati nÚ le persone in stato di incoscienza) potranno esprimere la loro volontÓ rispetto alle scelte terapeutiche, ma saranno genitori, tutori ed amministratori di sostegno a manifestare il consenso informato, l'unico ad essere efficace dal punto di vista giuridico, quello sulla base del quale potranno essere iniziate o interrotte terapie.
La lettura dell'art. 1 del progetto, poi, dimostra che genitori del minore, tutore o amministratore di sostegno potranno adottare qualsiasi decisione; essi avranno:
a) la possibilitÓ di rifiutare o accettare qualsiasi accertamento diagnostico;
b) la possibilitÓ di rifiutare o accettare qualsiasi trattamento sanitario o anche singoli atti del trattamento stesso;
c) la possibilitÓ di revocare il consenso in precedenza prestato con conseguente diritto all'interruzione del trattamento.
Non solo: il concetto di trattamento sanitario Ŕ generico e ampio, tanto da comprendere espressamente nutrizione ed idratazione artificiale: quindi i genitori, i tutori e gli amministratori di sostegno potranno impedire che, nei confronti del figlio o dell'assistito, sia iniziata la nutrizione o idratazione artificiale, o che sia proseguita ed avranno il diritto di farla interrompere; analogamente potranno fare per qualsiasi terapia, anche salvavita, in essa compresa la respirazione artificiale e, comunque, qualsiasi pratica terapeutica che mantiene in vita il soggetto.
Le decisioni di genitori, tutori e amministratori di sostegno saranno insindacabili: i medici non potranno rifiutarsi di interrompere i trattamenti sanitari, anche salvavita, nÚ intraprendere nuovi trattamenti sanitari contro o senza la loro volontÓ: il comma 7 dell'art. 1 stabilisce che "il medico Ŕ tenuto a rispettare la volontÓ espressa dal paziente" e, quindi, quanto a minori, interdetti o sottoposti ad amministrazione di sostegno, a quella espressa da genitori, tutori ed amministratori.
Non Ŕ prevista alcuna possibilitÓ di ricorso all'AutoritÓ Giudiziaria: i medici dovranno soltanto dare attuazione alle decisioni prese da quei soggetti.

SPECCHIETTI PER ALLODOLE
Anche la modifica dell'art. 1, approvata in Commissione ("La presente legge, nel rispetto dei principi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e degli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, tutela la vita e la salute dell'individuo e stabilisce che nessun trattamento pu˛ essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge") non cambia la sostanza, perchÚ mantiene intatta la disciplina del consenso per minori e incapaci, aggiungendo soltanto una pleonastica affermazione di principio.
Abbiamo giÓ visto in altre leggi ingiuste affermazioni di questo tipo: non Ŕ la legge 194 del 1978 ad affermare solennemente che "Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternitÓ e tutela la vita umana dal suo inizio"? E non Ŕ la legge 40 del 2004 sulla fecondazione artificiale a stabilire che la legge "assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito"?
Queste enunciazioni non hanno impedito e non impediscono l'uccisione di quasi sei milioni di embrioni/feti e la morte deliberata e prevista di circa un milione di embrioni prodotti in vitro!
Contro questa proposta - lo ripetiamo con ferma convinzione - occorre una presa di posizione dura, basata sulla veritÓ del suo contenuto totalmente inaccettabile e che deve condurre i Parlamentari rispettosi della vita e della Costituzione ad una opposizione decisa, senza la ricerca di alcun compromesso.

 
Fonte: VeritÓ e Vita, 5 febbraio 2017
Pubblicato su BASTABUGIE n.493

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