BastaBugie n�150 del 23 luglio 2010

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OMELIA PER LA XVII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - (Lc 11, 1-13)

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 25 luglio 2010)

«Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1). Anche noi, come i Discepoli del Vangelo, dobbiamo imparare a pregare e le letture di questa domenica ci danno dei preziosi insegnamenti. La prima lettura ci riporta l’episodio di Abramo che intercede per le città di Sodoma e Gomorra. In queste due città dilagava il vizio contro natura. Dio disse ad Abramo: «Il grido di Sodoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave» (Gen 18,20). Dio voleva distruggere quelle città per i peccati dei loro abitanti, ma per le insistenti preghiere di Abramo, se avesse trovato anche solo dieci giusti tra i loro abitanti, Egli non le avrebbe annientate. Questo episodio ci insegna quanto è importante la preghiera delle anime buone. Essa trattiene i giusti castighi che ci meritiamo. Per questo motivo un tempo, quando vi era una fede più viva, le nostre città facevano a gara per avere dei monasteri ove ci fosse chi, notte e giorno, pregasse per tutti gli abitanti. Avere questi monasteri era per loro la migliore protezione contro i mille pericoli che incombevano, pericoli di nemici, pericoli di cataclismi, pericoli di pestilenze, pericoli di ogni genere. La presenza di quelle anime oranti era molto importante soprattutto per ottenere la grazia più grande, la grazia della salvezza eterna. Tante volte capita che qualcuno si raccomandi alle preghiere di qualche anima consacrata. Questa consuetudine è molto bella e riflette la consapevolezza che la nostra preghiera è debole e che abbiamo bisogno di qualcuno che preghi per noi. Vogliamo soprattutto ricorrere alla preghiera della Beata Vergine Maria. Ella tutto ottiene ai suoi figli, soprattutto a quelli che a Lei ricorrono. In un Santuario mariano mi è capitato di vedere che l’icona raffigurante la Madonna presentava qualcosa di particolare. Il pittore aveva raffigurato la Vergine con le mani giunte, in atteggiamento orante, e le mani erano grandi, leggermente sproporzionate rispetto al volto. In un primo momento pensai che quella sproporzione fosse frutto della mancanza di abilità del pittore. Solo in un secondo momento mi spiegarono che quello non era uno sbaglio ma era proprio nell’intenzione del pittore, il quale, con quelle mani grandi, voleva significare la potenza dell’intercessione di Maria. Affidiamoci anche noi alla sua preghiera e troveremo sempre aiuto e protezione. Nel Vangelo troviamo altri preziosi insegnamenti. Prima di tutto, Gesù insegna ai Discepoli la preghiera del Padre nostro. Questa è la preghiera per eccellenza. Ogni altra preghiera deve riflettere nei contenuti questa meravigliosa orazione uscita dal Cuore e dalle labbra del Salvatore. Essa ci insegna a ricercare al di sopra di tutto la gloria di Dio, l’adempimento della sua Volontà, ben sapendo che Dio, Padre buono, si prenderà cura della nostra vita. Essa ci insegna a riconoscere le nostre colpe, a domandare umilmente perdono, con il dovere però di perdonare anche noi il nostro prossimo. Sarà una cosa molto bella meditare lentamente questa preghiera, assaporandola parola per parola. Nel proseguo del Vangelo, Gesù ci insegna ad essere insistenti nella nostra preghiera. Dobbiamo imitare quell’uomo che andò a bussare a mezzanotte per chiedere del pane. Se non venne esaudito per amicizia, venne comunque esaudito per la sua insistenza. Ci sono delle parole che devono animarci a pregare con grande fiducia. Gesù ci dice: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Lc 11,9). Con la preghiera noi bussiamo al Cuore di Gesù e troveremo tutto ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Una cosa, soprattutto, ferisce il Cuore del nostro Salvatore: la nostra diffidenza. Proponiamoci di non dare più questo dispiacere a Gesù, ben sapendo che, se non otteniamo ciò per cui preghiamo, otterremo qualcosa di ancora più grande. Forse ora non siamo in grado di accorgercene, solo un giorno lo comprenderemo. Infine, Gesù ci insegna la Bontà di Dio Padre: «Se voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» (Lc 11,13). Dio ascolterà le nostre preghiere, non perché noi siamo buoni, ma perché Egli è buono e desidera aiutarci. Ogni nostra preghiera sarà sempre ascoltata da Lui, nella misura della nostra umiltà, fiducia e perseveranza.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 25 luglio 2010)

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