BastaBugie n°655 del 11 marzo 2020

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LA FESTA DELLA DONNA SECONDO EDITH STEIN
Santa Teresa Benedetta della Croce (1891-1942), monaca carmelitana, filosofa e mistica tedesca, vittima ad Auschwitz perché di origine ebraica, scrisse parole bellissime sulla complementarietà uomo-donna
Fonte: I Tre Sentieri, 7 marzo 2020

Visto che oggi i media ci ricordano la cosiddetta "Festa della Donna", vogliamo "sostare" su queste belle parole di Santa Teresa Benedetta della Croce (1891-1942), la famosa Edith Stein.
Nel suo La donna: il suo compito, la natura e la grazia, così scrive: "L'orientamento al fine naturale e a quello soprannaturale è comune all'uomo e alla donna, ma vi si nota una differenziazione di compiti, consona alle diverse proprietà naturali dei due sessi. La missione primaria dell'uomo è dominare la terra; in ciò la donna gli è posta a fianco come aiuto. La missione primaria della donna è procreare ed educare la prole; e in questo compito l'uomo le è dato come difesa. Ne deriva che nell'uno e nell'altra si manifestano gli stessi doni, ma in misura e in rapporto diversi. Nell'uomo, i doni necessari per la lotta, la conquista, il dominio: la forza muscolare con cui domina esteriormente la materia, l'intelletto con cui penetra intenzionalmente il mondo, la volontà e l'energia attiva con cui può plasmarlo. Nella donna, l'attitudine a proteggere, custodire e far sviluppare l'essere in formazione e in crescita: perciò il dono, di carattere più corporeo, di saper vivere strettamente unita a un altro, di raccogliere con calma le forze, e di sopportare il dolore e la privazione, e adattarsi; il desiderio di cooperare al loro sviluppo".
È molto bello questo completarsi tra l'uomo e la donna. Si tratta di due forze che si armonizzano. La forza muscolare dell'uomo e la forza dell'accoglienza della donna.
Ed è proprio su queste due forze che è bene fare una breve riflessione.
L'armonia tra due forze d'intensità diverse, ma entrambe necessarie, è solo del genere umano; a dimostrazione di ciò che dice la buona filosofia, ovvero che l'anima è forma del corpo. Il corpo femminile, infatti, è "informato" dall'anima e ciò fa sì che esso (il corpo) assuma l'espressione della delicatezza.
Negli animali non è così. Se nel genere umano, infatti, la donna è più "debole" dell'uomo, tra gli animali ciò può non verificarsi. Prendiamo lo sport. In alcune discipline le donne non possono raggiungere gli stessi risultati degli uomini. Tra gli animali ciò è possibile. Nell'ippica le cavalle possono essere ugualmente o anche più veloci dei cavalli.
Insomma è la dimensione spirituale che rende ancora più diverso il corpo maschile da quello femminile.
Ed ecco perché, da quando si è dimenticata la priorità dell'anima, tutto si è indistinto, annullato... e in tal modo non riusciamo più a capire la bellezza della diversità!

Nota di BastaBugie: nel seguente video di Matteo Montevecchi (durata: 3 minuti) dal titolo "La vera storia dell'8 marzo" si sbugiardano le fake news delle femministe che per anni hanno inventato un inizio "glorioso" della festa della donna, nascondendo che fu inventata nella russia sovietica sotto Lenin.


https://www.youtube.com/watch?v=MzJzVuAQne8

PODCAST (audio da ascoltare)

Titolo originale: A proposito della donna, da quando abbiamo dimenticato l'anima, non riusciamo più a capire la bellezza della diversità!
Fonte: I Tre Sentieri, 7 marzo 2020

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