BastaBugie n°70 del 13 febbraio 2009

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1 FRANCIA: IL 96 X CENTO DEI BIMBI DOWN VIENE ABORTITO
(Ecco un sopravvissuto, che oggi fa l'attore)
Autore: Nicoletta Tiliacos - Fonte: 30 Gennaio 2009
2 AMARE QUESTA CHIESA INFANGATA, MA COSI' BELLA

Autore: Antonio Socci - Fonte: 3 febbraio 2009
3 LA UE TAGLIA I PESTICIDI, MA ANCHE I PAESI POVERI

Autore: Anna Bono - Fonte: 13-1-2009
4 LEFEBVRIANI
Si sono sottomessi all’autorità del Papa per una piena comunione
Fonte: 25 gennaio 2009
5 NEGLI OCCHI DELLA MADONNA DI GUADALUPE

Autore: Renzo Allegri - Fonte: 20 gennaio 2009
6 IL MIO NUOVO PARTITO
Protagonisti per l'europa cristiana
Autore: Magdi Cristiano Allam - Fonte: 30 novembre 2008
7 ERODE A STELLE E STRISCE

Autore: Mario Palmaro - Fonte: 28 gennaio 2009
8 SITI CATTOLICI 1
Www.maranatha.it riconosciuto ufficialmente come ottimo sito per la liturgia
Autore: Dario Card. Castrillóns Hoyos Presidente Pontificia Commissione Ecclesia Dei - Fonte: 24 novembre 2008
9 SITI CATTOLICI 2
Www.davide.it il filtro internet gratuito a difesa dei bambini
Autore: Lucia Bellaspiga - Fonte: 16 gennaio 2009

1 - FRANCIA: IL 96 X CENTO DEI BIMBI DOWN VIENE ABORTITO
(Ecco un sopravvissuto, che oggi fa l'attore)
Autore: Nicoletta Tiliacos - Fonte: 30 Gennaio 2009

Se l`attore down scandalizza i benpensanti.

Nel mondo alla rovescia, succede che in Francia qualcuno si sia parecchio scandalizzato per lo spot televisivo di un gestore di telefonia mobile, nel quale recita un attore con sindrome di Down, Pascal Duquenne. Un attore professionista e anche famoso, visto che fu interprete con Daniel Auteil del film “L’ottavo giorno”, vincitore a Cannes nel 1996. E mentre le associazioni dei disabili si compiacciono del messaggio positivo della campagna (“per la prima volta un disabile mentale interpreta il ruolo principale in una pubblicità, questo farà per forza avanzare il dibattito”, ha commentato l’Unione nazionale delle famiglie delle persone con handicap mentale), altri si sono scatenati, sui blog e nei forum dedicati al “caso”, per stigmatizzare la “strumentalizzazione” di cui sarebbe stato oggetto Duquenne. Il quale se la ride, giustamente. La Francia è il paese nel quale il novantasei per cento dei bambini affetti da trisomia 21 (è il nome scientifico della sindrome) viene abortito: motivo che indusse il laicissimo Didier Sicard, quando era ancora presidente del Comitato nazionale di bioetica, a denunciare il chiaro uso eugenetico della diagnosi prenatale. Oggi la pubblicità con Duquenne, che manda un messaggio positivo sulla vita con la trisomia 21, non può certamente piacere a chi considera logico investire negli screening, che hanno l’aborto come esito, una quantità immensa di risorse, negate alla ricerca sulle cure possibili per la trisomia 21.

Fonte: 30 Gennaio 2009

2 - AMARE QUESTA CHIESA INFANGATA, MA COSI' BELLA

Autore: Antonio Socci - Fonte: 3 febbraio 2009

Che spettacolo. Ogni giorno valanghe di fango, da quei cannoni che sono i mass media e i potenti di questo mondo, contro la Chiesa. Ogni giorno oltraggi, calunnie, dileggi. E lei, bella, dolce, inerme, indifesa che subisce cercando – come una madre premurosa – di proteggere i suoi figli più piccoli dallo scandalo continuo. Come si fa a non amare questa Chiesa, così vulnerabile, indifesa, così umanamente povera da rendere evidentissimo che è sorretta dalla presenza formidabile di un Altro. Altrimenti mai avrebbe potuto arrivare al XX secolo e abbracciare il mondo intero e continuare a far innamorare tanti cuori di quel volto. Del Salvatore.
 Lei, la Chiesa di Cristo, la Santa Chiesa, che ha subito fin dalla sua nascita le più feroci persecuzioni e che nel XX secolo ha dovuto sopportare il più oceanico macello della sua storia (45 milioni di credenti che hanno perduto la vita, in modo diretto o indiretto a causa della loro fede: dati provenienti da Oxford non dal Vaticano), lei che è stata perseguitata a tutte le latitudini, sotto tutti i regimi (da quello della Cina dei Boxers di inizio secolo, a quello massonico messicano, da quelli comunisti a quelli nazisti e fascisti fino a quelli pagani e a quelli islamici), lei che ha subìto il primo genocidio del Novecento, quello degli armeni. Ma non interessano a nessuno i morti cristiani, le suore rapite, i missionari uccisi i cristiani cacciati da tanti Paesi. E’ forse interessato a qualcuno il lungo genocidio consumatosi a Timor Est o quello ventennale del Sudan ad opera del regime jihadista contro i cristiani del Sud, con due milioni di morti, quattro milioni di profughi e centinaia di migliaia di donne e bambini catturati e venduti come schiavi al Nord? A nessuno. Se ne accorse il New York Times nel 1998.
Ma Gesù lo aveva detto: “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”, “hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”, “diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia”, vi trascineranno davanti ai loro tribunali, vi tortureranno, vi metteranno a morte. Infatti non ci si è accontentati di macellare i cristiani: li si vuole anche infangati, disonorati. Anche quando loro – vittime di tutte le ideologie totalitarie – si sono presi cura, pressoché da soli, di altre vittime come i loro fratelli ebrei, anche quando il Papa Pio XII con migliaia di preti e suore, a rischio della loro stessa vita (vedi padre Kolbe), minacciati loro stessi di morte, hanno salvato centinaia di migliaia di poveri ebrei braccati da quell’ideologia pagana che già faceva strage di cattolici polacchi, anche dopo questa immensa e commovente impresa – che dopo la guerra fece sgorgare i più sinceri ringraziamenti dei maggiori esponenti del mondo ebraico e dei tanti salvati (anche esponenti politici avversi alla Chiesa) – anche dopo un evento del genere in cui la Chiesa pressoché da sola (come scrisse Albert Einstein) si oppose al Satana pagano hitleriano, anche dopo ciò alla Chiesa tocca l’onta dell’accusa di razzismo, ideologia biologista che è l’esatto opposto del cattolicesimo e che è nata proprio in odio al cristianesimo…
Ma questa sembra essere la sua sorte: la stessa di Gesù. L’odio del mondo. La mano assassina non è arrivata a colpire perfino il Papa stesso in piazza San Pietro? E già sul suo predecessore, Pio XII, non gravava un progetto di deportazione da parte dei nazisti? E un altro predecessore non era stato già deportato, 150 anni prima, da Napoleone?
Del resto perfino nella democrazie – se proprio non vogliamo ricordare il bagno di sangue cristiano che fu la Rivoluzione francese o le feroci persecuzioni della conquista piemontese (più di 60 vescovi italiani arrestati o esiliati, migliaia di frati e suore cacciati dai loro conventi e la Chiesa espropriata di tutto) – perfino nelle democrazie, dicevo, la Chiesa è odiata, perseguitata.
C’è qualcuno che ricordi come nella Inghilterra madre della democrazia (quella che proprio dalla Chiesa aveva imparato da democrazia con la Magna Charta) oggi, a 500 anni dalla svolta anglicana (imposta da un re tiranno) è ancora proibito a un cattolico diventare cancelliere? Blair ha dovuto aspettare, a dare la notizia della sua conversione, di aver perduto la carica. Pensate se vigesse un’analoga proibizione – che so – per gli atei o gli ebrei, o gli islamici…
E perfino negli Usa si è dovuto aspettare duecento anni perché un cattolico, nel 1960, diventasse presidente americano. E quante rassicurazioni dovette dare Kennedy, attaccato proprio in quanto cattolico che – come tale – non doveva andare alla Casa Bianca (in ogni caso fece subito una brutta fine e nessun cattolico più ci è tornato).
Ma, si sa, è proibito guardare la storia per quello che è. Sempre e solo sul banco degli accusati devono stare i cattolici. Ciononostante la Chiesa non fa mai vittimismo, non polemizza, non si perde in discussioni e controversie. Addirittura per volere di quel grandissimo Papa che è stato Giovanni Paolo II, che pure aveva provato sulla sua pelle sia la persecuzione nazista, che quella comunista e infine le pallottole di Ali Agca, arrivò quel gesto inaudito, stupendo che fu il grande “mea culpa” dell’Anno Santo: dalla Chiesa di Roma, che avrebbe avuto tutti i titoli, alla fine del Novecento, per puntare il dito su tutti i poteri e le ideologie del mondo che l’avevano straziata, venne questo struggente atto di umiltà, perché il mondo sapesse, capisse, che ai cristiani non interessa rivendicare meriti, né interessa aver ragione, ma – riconoscendosi peccatori, ultimi fra gli uomini e veramente indegni del dono che hanno avuto da Dio – a loro interessa solo indicare quel volto bellissimo che ci salva, in cui Dio si è fatto carne ed è venuto a salvarci.
Con il cui amore (cantato attraverso duemila anni di bellezza dagli artisti cristiani) hanno insegnato all’umanità a prendersi cura dei sofferenti, dei derelitti, coprendo il mondo di opere di carità e di ospedali. E ancora oggi, come sempre, la Chiesa quasi da sola, sentendo tutti gli uomini come suoi figli (anche coloro che la odiano), premurosamente fa sentire la sua voce contro l’immane massacro delle vite più indifese e innocenti (un miliardo in 40 anni), contro le risorgenti ideologie della morte, contro l’orrore della fame, dell’industria della guerra, contro l’odio che dilania i cuori e il mondo, contro tutte le violenze.
Ma ancora una volta la Chiesa è per questo vilipesa, oltraggiata, infangata, derisa (ora accusata falsamente di tacere, ora accusata dagli stessi di parlare: sempre in ogni caso odiata). Che spettacolo! Come si fa a non accorgersi che è veramente una cosa dell’altro mondo in questo mondo. E’ divina. Così la considerò uno dei suoi persecutori, arrivato alla fine della vita, nell’esilio di Sant’Elena, Napoleone Bonaparte: “Tra il cristianesimo e qualsiasi altra religione c’è la distanza dell’infinito. Conosco gli uomini e vi dico che Gesù non è (solo) un uomo…”.
I pensieri del Bonaparte, riportati in “Conversazioni religiose” (Editori riuniti), sono di questo tenore: “Tutto di Gesù mi sorprende. Il suo spirito mi supera e la sua volontà mi confonde. Tra lui e qualsiasi altra persona al mondo non c’è possibilità di paragone. E’ veramente un essere a parte... E’ un mistero insondabile… Cerco invano nella storia qualcuno simile a Gesù Cristo o qualcuno che comunque si avvicini al Vangelo… Nel suo caso tutto è straordinario…. Anche gli empi non hanno mai osato negare la sublimità del Vangelo che ispira loro una specie di venerazione obbligata! Che gioia procura questo libro!”. “Dal primo giorno fino all’ultimo, egli è lo stesso, sempre lo stesso, maestoso e semplice, infinitamente severo e infinitamente dolce… Che parli o che agisca, Gesù è luminoso, immutabile, impassibile…”. “Gesù è il solo che abbia osato tanto. E’ il solo che abbia detto chiaramente e affermato senza esitazione egli stesso di sé: io sono Dio…”.
Napoleone constata il suo potere divino nei fatti storici: “Voi parlate di Cesare e di Alessandro, delle loro conquiste e dell’entusiasmo che seppero suscitare nel cuore dei soldati” osservava Napoleone “ma quanti anni è durato l’impero di Cesare? Per quanto tempo si è mantenuto l’entusiasmo dei soldati di Alessandro?”.
Invece per Cristo “è stata una guerra, un lungo combattimento durato trecento anni, cominciato dagli apostoli e proseguito dai loro successori e dall’onda delle generazioni cristiane. Dopo san Pietro i trentadue vescovi di Roma che gli sono succeduti sulla cattedra hanno, come lui, subito il martirio. Durante i tre secoli successivi, la cattedra romana fu un patibolo che procurava sicuramente la morte a chi vi veniva chiamato… In questa guerra tutti i re e tutte le forze della terra si trovano da una parte, mentre dall’altra non vedo nessun esercito, ma una misteriosa energia, alcuni uomini sparpagliati qua e là nelle varie parti del globo e che non avevano altro segno di fratellanza che una fede comune nel mistero della Croce… Potete concepire un morto che fa delle conquiste con un esercito fedele e del tutto devoto alla sua memoria? Potete concepire un fantasma che ha soldati senza paga, senza speranza per questo mondo e che ispira loro la perseveranza e la sopportazione di ogni genere di privazione?... Questa è la storia dell’invasione e della conquista del mondo da parte del cristianesimo… I popoli passano, i troni crollano e la chiesa rimane! Quale è, dunque, la forza che mantiene in piedi questa chiesa, assalita dall’oceano furioso della collera e dell’odio del mondo? Qual è il braccio, dopo diciotto secoli, che l’ha difesa dalle tante tempeste che hanno minacciato di inghiottirla?”

Fonte: 3 febbraio 2009

3 - LA UE TAGLIA I PESTICIDI, MA ANCHE I PAESI POVERI

Autore: Anna Bono - Fonte: 13-1-2009

Il 13 gennaio il Parlamento europeo ha approvato a stragrande maggioranza alcune nuove regole che limitano fortemente l'uso dei pesticidi in agricoltura. Si tratta di un voto che ha raccolto il plauso di tutte le organizzazioni che vorrebbero messa al bando la chimica tout court. In effetti i provvedimenti passati a Bruxelles possono interessare fino all’85% dei prodotti in commercio e prevedono il bando di sostanze molto usate che costituiscono inoltre la base di quasi tutti i 12 insetticidi raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Più di 160 scienziati in tutto il mondo avevano firmato una petizione per indurre il Parlamento europeo a non approvare le nuove regole e Campaign for Fighting Desease, un cartello internazionale di associazioni impegnate nella lotta alle malattie più diffuse nei paesi poveri, ha pubblicato un rapporto di 14 pagine che spiega le ragioni del no al divieto proposto dall’Unione Europea.
Vale la pena di conoscere le loro ragioni.
I firmatari della petizione e Campaign for Fighting Desease non negano ovviamente che le sostanze in questione siano tossiche, ma affermano che possono continuare a essere usate in quantità provatamente efficaci senza che costituiscano un pericolo per la salute umana e per l’integrità dell’ambiente naturale. Ritengono pertanto che le nuove regole manchino di base scientifica e impongano standard di sicurezza inutilmente elevati senza tener conto dei danni certi e gravi che ne deriveranno.
La prima conseguenza negativa del provvedimento UE è la riduzione della varietà di pesticidi utilizzabili proprio quando il rapido svilupparsi di forme di resistenza agli insetticidi richiede invece una gamma di sostanze chimiche quanto più possibile ampia.
La seconda è un rallentamento della ricerca scientifica, disincentivata dall’esclusione di tanti elementi, che si ripercuoterà sulla messa a punto di nuovi prodotti: e non solo di quelli destinati all’agricoltura, ma anche di quelli destinati a difendere l’uomo da insetti nocivi come la zanzara anofele.
Inoltre le nuove regole, includendo la proibizione di importare merci contenenti residui delle sostanze bandite superiori a una quantità stabilita, avranno conseguenze di vasta portata sui paesi poveri che potrebbero essere costretti a scegliere se continuare a usare – in agricoltura e per combattere le malattie trasmesse dagli insetti – dei preparati realizzati con sostanze proibite in Europa, con il rischio di perderne il mercato, oppure sostituirli con altri forse non altrettanto efficaci, come è successo nel caso dei prodotti alternativi al DDT.
Come si ricorderà, negli anni '60 il DDT, che nel decennio precedente aveva contribuito a cancellare la malaria dall’Europa occidentale e dall’America settentrionale, fu ritenuto da alcuni ricercatori cancerogeno e troppo inquinante per consentirne ancora l’uso. Furono quasi subito smentiti da altri studiosi, ma era troppo tardi per fermare la campagna ambientalista nel frattempo lanciata negli Stati Uniti e in Europa, in seguito alla quale il DDT fu tolto dal commercio in numerosi stati a partire dal 1972.
Da allora in Africa, dove si verifica la maggior parte dei circa 500 milioni di casi annuali, muore di malaria un bambino ogni 30 secondi. Si stima che la malattia costi al continente 12 miliardi di dollari e la perdita di 100 miliardi di dollari di Prodotto Interno Lordo. Nel 2005 l’Unione Europea ha avvertito l’Uganda che se avesse usato il DDT contro la malaria, avrebbe adottato delle restrizioni all’importazione dei suoi prodotti. Siccome il 30% dell’economia ugandese dipende dall’esportazione in Europa di generi agricoli quali il caffè e i fiori recisi, il governo accettò di sospenderne l’uso che fu ripreso solo nel 2007, dopo che l’anno prima l’Oms aveva finalmente “riabilitato” il DDT: questo in un paese che conta 12 milioni di casi di malaria all’anno su una popolazione di circa 30 milioni di abitanti e che si trova al 154esimo posto (su 177 stati considerati) nell’Indice dello Sviluppo Umano dell’UNDP, l’agenzia per lo sviluppo delle Nazioni Unite.
Situazioni del genere potrebbero ripetersi ora perché alcune delle sostanze sulle quali si è pronunciato il Parlamento europeo – organofosfati, carbammati, piretroidi e etilebisditiocarbammati – vengono impiegate per combattere i vettori di malattie come la dengue, la tripanosomiasi, la febbre gialla e la malaria e per la disinfestazione da pidocchi, scarafaggi, acari, zecche e altri insetti.
Tra gli stati che rischiano di essere penalizzati vi è ad esempio il Kenya che potrebbe perdere esportazioni per un totale di 400 milioni di dollari: circa 250.000 piccole aziende, 4/5 delle quali con meno di un ettaro di terra coltivabile a disposizione, devono la loro sopravvivenza all’esportazione di fiori recisi e di raccolti ortofrutticoli, industrie già minacciate dalle campagne degli ambientalisti secondo i quali i lunghi viaggi aerei necessari per portare sui mercati europei le merci africane inquinano troppo e consumano eccessive quantità di energia provocando una ‘impronta ecologica’ insostenibile.
L’Unione Europea è fiera di essere il maggiore fornitore di assistenza allo sviluppo – ha commentato il direttore di Campaign for Fighting Desease, Philip Stevens – ma si accinge ad adottare misure che possono rendere più difficile sradicare la malaria e ostacolare gli sforzi di milioni di coltivatori che cercano di superare la soglia della povertà.

Fonte: 13-1-2009

4 - LEFEBVRIANI
Si sono sottomessi all’autorità del Papa per una piena comunione
Fonte 25 gennaio 2009

Benedetto XVI ha approvato il Decreto, che porta la firma del cardinale Giovanni Battista Re Prefetto della Congregazione per i vescovi, di revoca della scomunica per i vescovi scismastici Bernard Fellah, Alfonso de Gallareta, Tissier de Mallerais e Richard Williamson, incorsi nella più grave sanzione che può comminare la Chiesa per aver ricevuto l’ordinazione episcopale, il 30 giugno del 1988, senza il permesso del Pontefice dell’epoca, Giovanni Paolo II. La scomunica riguardò anche i due vescovi consacranti, Mons. Marcel Lefebvre (il vero promotore dell’iniziativa, da qui l’appellativo per i suoi chiamati ‘lefebvriani’ e non cattolici) e il brasiliano Antonio de Castro Mayer, entrambi deceduti. I seguaci di quest’ultimo sono già rientrati nella Chiesa Cattolica, così come un gran numero dei cosiddetti ‘lefebvriani’. Così, alcuni mesi fa, gli stessi quattro vescovi, tutti residenti Econe e in Svizzera, avevano scritto al Cardinale Dario Castrillòn Hoyos, Presidente della Commissione ‘Ecclesia Dei’, chiedendogli la possibilità di essere reintegrati in seno alla Chiesa di Roma e il 15 dicembre hanno sottoscritto una dichiarazione di fedeltà cattolica alla Chiesa di Roma. Secondo il Vaticano la “Fraternità” conta 600.000 fedeli, quasi 500 sacerdoti e 300 religiosi e religiose, con oltre 700 istituzioni e luoghi di culto a loro disposizione. La Congregazione per i vescovi indicherà la forma giuridica per inserire nuovamente la ‘Fraternità’ San Pio X’, cui appartengono i prelati scomunicati e perdonati, nella Chiesa. Ma con il decreto di revoca della scomuniche, il Santo Padre spiana la strada alla piena comunione e ricuce una ferita dolorosissima per tutta la Chiesa. I presidenti delle tre Conferenze episcopali più interessate dalla presenza dei cosiddetti lefebvriani sottolineano la grande generosità del gesto compiuto da Benedetto XVI verso la comunità in quanto tale (senza approvare le singole opinioni personali) e auspicano che i vescovi non più scomunicati e in comunione collegiale possano compiere l’ulteriore passo di un’adesione convinta di tutti i loro fedeli presbiteri, consacrati e laici a tutti i documenti del Concilio Vaticano II, approvati anche da Mons. Marcel Lefebvre. “Nella sua decisione – afferma in una nota il presidente dei vescovi svizzeri, Monsignor Kurt Koch –, il Pontefice è stato guidato dalla convinzione che dopo il riconoscimento del magistero e dell’autorità del Papa vi sono buone prospettive che i pendenti colloqui sulle questioni ancora irrisolte dell’eredità vincolante del Consilio Vaticano II possano giungere a buon fine. In questo modo la piena riconciliazione deve trovare la sua visibile espressione nella piena comunione sulla base di una fede comune”. Gli ha fatto eco il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Monsignor Robert Zollitsch: “Il Papa mostra la possibilità del ritorno alla piena comunione con la Chiesa Cattolica e non lascia alcun dubbio sul fatto che le conclusioni del Concilio Vaticano II sono un fondamento irrinunciabile per la vita della Chiesa”. Da Parigi, il Cardinale André Vingt-Trois: “Ogni volta che la Chiesa sospende una pena, io me ne rallegro. E’ una opportunità, una porta aperta, per permettere a dei cristiani di ritrovare la pienezza della comunione con la Chiesa. A condizione che essi lo desiderino o l’accettino. E’ un gesto di apertura per fortificare l’unità della Chiesa”.
Ultimo Papa ad avere partecipato in pieno e con passione, come giovanissimo teologo, al Concilio, Benedetto XVI ha delineato nel 2005 l’interpretazione cattolica del Vaticano II per tutta la Chiesa
Il Concilio Vaticano II, come lo sono tutti i Concili, è un avvenimento cioè un dono dello Spirito del Risorto presente nel suo corpo che è la Chiesa che va letto non nella logica di una ‘discontinuità’. Assolutizzandolo come assolutizzando altri Concili, lo si isolerebbe dal criterio ecclesiale veritativo che è la Tradizione, ma nella logica della ‘riforma’, lo si apre alla continuità dinamica del futuro. Il Vaticano II non è minimamente messo in discussione dal perdono del Pontefice ai quattro vescovi della “Fraternità”, ai quali ha tolto la scomunica. Il Vaticano II, è un Concilio che come tutti gli altri, deve essere storicizzato e non mitizzato, inseparabile dai suoi testi, che proprio dal punto di vista storico non possono essere contrapposti a un supposto ‘spirito’ del Vaticano II. Rifiutando il Vaticano II si toglie fondamento a tutti gli altri Concili fin da quello di Gerusalemme cioè lo strumento più grande della comunicazione del vero nella vita della Chiesa che è la sua stessa continuità dinamica. Si chiama Tradizione che con il fondamento della Scrittura è la coscienza della comunità che vive ora, attraverso la garanzia magisteriale del suo declinarsi storico. Mezzo secolo fa, proprio il 25 gennaio 1959, l’annuncio del Vaticano II da parte del beato Giovanni XXIII fu una gioiosa sorpresa che di colpo oltrepassò i confini visibili della Chiesa Cattolica. La più vasta assemblea mai celebrata nella storia fu intuita e aperta da un Papa settantottenne, un secolo dopo l’interruzione del Vaticano I (voluto da Pio IX quasi alla stessa età), portando con coraggio alla luce un’idea già ventilata sotto i pontificati di Pio XI e Pio XII. Il declinarsi storico della Chiesa, con la garanzia del magistero ordinario e straordinario, procede dinamicamente senza fratture ma nella continuità della Rivelazione, della Parola di Dio: tutto ciò che la Chiesa ha ricevuto, essa lo trasmette nella sua dottrina, nel suo vissuto fraterno di comunione e nel suo culto o presenza sacramentale del Crocefisso risorto. Non si tratta soltanto di una ‘tradizione scritta o orale’, ma di una tradizione concreta e vivente, che fruttifica durante il tempo, così che conservando la via umana della verità rivelata iniziata con l’incarnazione del Verbo del Padre per opera dello Spirito Santo, essa la attualizza nello Spirito del Risorto presente in lei, secondo i bisogni e le possibilità inedite di ogni epoca. Pur in comunione con i suoi testi è comprensibile una ricezione controversa e non facile, come è avvenuto dopo ogni Concilio, per l’incidenza delle decisioni conciliari nella vita della Chiesa, sottoposte al rischio del libero arbitrio, nella liturgia, nella missione, nei rapporti con le altre confessioni cristiane, l’ebraismo, le altre religioni, con l’affermazione della libertà religiosa a livello di rapporto esistenziale tra religione e politica, nell’atteggiamento verso il mondo contemporaneo moderno e post-moderno. Garanzia illuminante nell’attuale dialettica ecclesiale è stato l’intervento magisteriale di Benedetto XVI alla Curia Romana e quindi a tutta la Chiesa (22 dicembre 2005), che mette in luce il contrasto tra due interpretazioni, quella della discontinuità e quella della continuità. “La Chiesa – aveva affermato il Papa –, è, tanto prima quanto dopo il Concilio, la stessa Chiesa una, Santa, cattolica e apostolica in cammino verso i tempi. Chi si era aspettato che con questo ‘sì ’ fondamentale all’età moderna tutte le tensioni si dileguassero e l’apertura verso il mondo così realizzata trasformasse tutto in armonia, aveva sottovalutato la pericolosa fragilità della natura umana che in tutti i periodi della storia e in ogni costellazione storica è una minaccia per il cammino dell’uomo”. Nella visione del Papa, “questi pericoli, con le nuove possibilità e con il nuovo potere dell’uomo sulla materia e su se stesso, non sono scomparsi, ma assumono invece nuove dimensioni: uno sguardo sulla storia attuale lo dimostra chiaramente. Anche nel nostro tempo la Chiesa resta un ‘segno di contraddizione’”. E infatti, non è senza motivo se ancora da cardinale Karol Wojtyla aveva dato questo titolo agli Esercizi spirituali predicati nel 1976 a Papa Paolo VI e alla Curia romana. Non poteva essere intenzione del Concilio abolire questa contraddizione del Vangelo nei confronti dei pericoli e degli errori dell’uomo. Era invece senz’altro suo intendimento accantonare contraddizioni erronee o superflue, per presentare e inculturare in questo nostro mondo secolarizzato l’esigenza essenziale del Vangelo in tutta la sua grandezza e purezza. Dunque il passo fatto dal Concilio verso l’età moderna, che in modo assai impreciso è stato presentato come una ‘apertura verso il mondo’, appartiene in definitiva al perenne problema del rapporto tra fede – ragione – amore, che si ripresenta in sempre nuove forme. I problemi della ricezione del Concilio Vaticano II sono nati dal fatto che due interpretazioni contrarie si sono trovate a confronto e hanno litigato tra loro. L’una ha causato confusione. L’altra, silenziosamente, ha portato e porta frutti visibili. Nel rilevare dialetticamente i rischi della prima anche la comunità della “Fraternità” può avere nella Chiesa la legittimità del loro apporto carismatico particolare senza totalizzarlo e senza perdere la fiducia della seconda nella globalità della Chiesa condotta dal successore di Pietro e di tutti i vescovi in comunione con lui. Tra i buoni frutti del Concilio vi è anche il gesto di misericordia nei confronti dei vescovi necessariamente scomunicati nel 1988. Un gesto che sarebbe piaciuto a Giovanni XXIII, a Paolo VI che ha fatto rivedere più volte il Decreto sulla liberà religiosa per venire incontro alle giuste obiezioni di mons. Lefebvre durante il Concilio tanto da portare Lefebvre ad approvare anche la Dignitatis humanae, e che Benedetto XVI, Papa di pace e di comunione, ha voluto rendere pubblica in coincidenza con il cinquantesimo anniversario dell’annuncio del Vaticano II, con l’intenzione chiara di vedere presto sanata una frattura dolorosa. “Con questo atto (insieme al Motu proprio) – spiega il decreto – si desidera consolidare le reciproche relazioni di fiducia e intensificare e dare stabilità ai rapporti della ‘Fraternità San Pio X’, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del Magistero e dell’autorità del Papa”.

Fonte: 25 gennaio 2009

5 - NEGLI OCCHI DELLA MADONNA DI GUADALUPE

Autore: Renzo Allegri - Fonte: 20 gennaio 2009

Un messaggio profetico per la famiglia.

L’Incontro mondiale delle Famiglie a Città del Messico, (16-18 gennaio)  ha registrato una partecipazione imponente, a dimostrazione di quanto sia vivo, nel popolo cristiano, nonostante tutto, il valore famiglia anche nel nostro tempo. E’ il sesto Incontro mondiale delle Famiglie, che si ripete ogni tre anni.
Quest’anno il tema era:  "La famiglia, formatrice ai valori umani e cristiani". Gli ultimi due giorni si sono svolti presso la Basilica della Madonna di Guadalupe, il santuario  mariano più frequentato (12 milioni di pellegrini l’anno).
La Madonna di Guadalupe ha una grande importanza nella vita religiosa dei cattolici dell’America Latina.  Tutti i messicani sono devoti della Madonna di Guadalupe.
La storia di quel santuario, che sorge alla periferia della Capitale messicana, ebbe inizio nel dicembre del 1531. Un indio, Juan Diego, un contadino di 57 anni (dichiarato santo da Giovanni Polo II nel 2002),  mentre si recava in chiesa, cominciò a incontrare una bellissima ragazza che lo salutava e gli sorrideva. Una mattina quella ragazza si presentò dicendo:  “Io sono la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del Verissimo e unico Dio”  e chiese che in quel luogo venisse eretta una chiesa in suo onore.
L’indio riferì tutto al vescovo, Juan de Zumarraga, il quale non voleva credere. E allora quella misteriosa ragazza disse a Juan di  andare sulla montagna, cogliere dei fiori e portarli al vescovo. Diego obbedì anche se pensava di non poter trovare fiori in quel periodo di freddo rigido.
Invece trovò delle bellissime rose. Le raccolse, le pose, nella sua  tilma, una specie di rozzo grembiule che portavano i contadini messicani, e andò dal vescovo.  Quando aprì la tilma, il vescovo con tutte le altre persone che erano presenti, videro formarsi su quella rozza stoffa l’immagine della Madonna. Quella che si venera nella Basilica. Cadde in ginocchio e cominciò a credere ai racconti del  povero indio.
Quell’immagine venne portata nella cattedrale ed esposta alla veneraione del pubblico. La devozione si diffuse rapidamente, anche perché si verificarono subito molti prodigi. Fu eretta una cappella e in seguito un grande santuario e di recente un altro santuario ancora più grande per poter ospitare i pellegrini che ogni anno aumentano.
L’immagine rappresenta una giovane sui 15 anni, alta 143 centimetri, con carnagione un po’ scura e per questo  i messicani la chiamano “Virgen Morenita”. I tratti del viso non sono né europei né indio, ma presentano una perfetta commistione di queste due razze. Si potrebbe dire che è una perfetta meticcia, ma va ricordato che, allora, i meticci, frutto appunto delle due razze, azteka ed europea, non esistevano ancora.
Quell’immagine, quindi, nella sua configurazione fisica, era profetica, rappresentava la razza meticcia che sarebbe  venuta in seguito e che costituisce la popolazione messicana di oggi. E  così come misteriosamente si era formata, continuò a presentare sempre più stupefacenti anomalie.
Fin dall’inizio, attrasse la curiosità dei più attenti osservatori. La tilma era di un tessuto di fibre di agave, che in genere venivano adoperate per fare corde. Una volta ritorte, quelle fibre davano dei fili aspri, duri e molto resistenti. Il tessuto che si otteneva, perciò, era rozzo, assolutamente non adatto ad essere dipinto. E molti, osservando l’immagine, si chiedevano come mai fosse stato possibile ottenere una figura così bella su una tela tanto rozza.
Cominciarono le ricerche. Prima fatte da pittori curiosi, poi da medici e scienziati e vennero così alla luce caratteristiche misteriose e assolutamente inspiegabili con le conoscenze scientifiche umane. Il mistero è andato via via, lungo i secoli, sempre più evidenziandosi e ingigantendosi, fino a diventare uno degli enigmi più sconcertanti che si conoscano.
Nel 1936, il professor Richard Kuhn, direttore della sezione di chimica del Kaiser Wilhelm Institut di Heidelberg, che due anni dopo, nel 1938, avrebbe ottenuto il premio Nobel per la chimica, dimostrò in maniera scientificamente inoppugnabile che sulle fibre di quella tela non vi è traccia di coloranti di nessun tipo,  né vegetali, né animali, né minerali. Quel quadro non poteva essere stato  dipinto da mano umana.
Ma il fenomeno più sorprendente  riguarda le scoperte fatte nelle pupille della Vergine.  Nel 1929, il fotografo Alfonso Marqué Gonzales, studiando alcuni negativi dell'immagine, osservò che, con l’aiuto di una grossa lente di ingrandimento, nell'occhio destro della Madonna si vedeva distintamente una figura umana.
La scoperta destò scalpore. Altri fotografi cercarono di chiarire il fatto, scoprendo anche altre immagini. Se ne interessarono anche medici.
E’ noto che nell’occhio umano si formano tre immagini riflesse degli oggetti osservati. Si chiamano “immagini di Purkinje-Sanson” dai nomi dei due ricercatori che scoprirono questa caratteristica dell’occhio umano nel secolo XIX.
Due di quelle immagini sono “diritte”, una sulla superficie esterna della cornea, la seconda sulla superficie  esterna del cristallino. La terza, che si forma rovesciata, appare sulla superficie interna del cristallino.
In teoria, tali immagini riflesse, oltre che negli occhi di una persona vivente possono essere viste anche in una fotografia della stessa,  ma non potevano certo vedersi negli occhi di un volto umano “dipinto” su una tela. Eppure, nelle pupille della Vergine di Guadalupe, immagine che risale al 1531, si vedevano le sagome di  alcune persone.
Nel  1979 arrivò in Messico un ingegnere peruviano, José Aste Tonsmann. Uno scienziato ad alto livello, che alcuni anni fa ho intervistato. Laureato in Ingegneria Civile  all’Università Nazionale di Ingegneria del Perù, aveva conseguito una seconda laurea in Filosofia e, passato all’Università Cornell, negli Stati Uniti, si era specializzato in Ingegneria dei Sistemi di ricerca attraverso il computer. Aveva lavorato poi con grandi aziende e tenuto corsi nelle più prestigiose università americane. Era insomma uno dei ricercatori moderni più qualificati.
Rimase colpito dagli studi già fatti sugli occhi della Madonna e volle interessarsene.  Da allora ha dedicato tutta la sua vita agli studi sugli occhi della Madonna di Guadalupe. Servendosi di strumenti elettronici d’avanguardia, di quelli, per intenderci, adoperati anche dalla Nasa per decifrare  le foto inviate dai satelliti nello spazio.
Ha studiato il fenomeno in tutti i  suoi aspetti ed ha scoperto che negli occhi dell’immagine della Madonna di Guadalupe sono presenti le sagome di diverse persone e si vede ben distinta una scena specifica: quella descritta nei documenti del tempo,  che raccontano come si sia formata l’immagine della Vergine sulla tilma di Juan Diego.
Negli occhi dell’immagine della Vergine di Guadalupe, il professor  José Aste Tonsmann ha evidenziato nettamente un indio seduto, nudo, con la gamba sinistra appoggiata al suolo e quella destra piegata sopra l'altra, con i capelli lunghi, legati all'altezza delle orecchie, orecchino e anello al dito.
Accanto a lui, un uomo anziano, con la calvizie notevolmente avanzata, la barba bianca, il naso dritto, le sopracciglia sporgenti, e si vede che una lacrima gli scende lungo la guancia destra: in questo personaggio è stato identificato il vescovo Juan de Zumarraga.
Alla sua sinistra, un uomo abbastanza giovane, e si suppone che si tratti di Juan Gonzales, che fungeva da interprete per il vescovo de Zumarraga. Più avanti, appare il profilo di un uomo in età matura, con barba e baffi aderenti alle guance, naso grande e marcatamente aquilino, zigomi sporgenti, occhi incavati e labbra socchiuse, che sembra indossare un cappuccio a punta: è un indio, colto mentre sta per aprire il proprio mantello.
Egli è rivolto in direzione dell'anziano calvo. E’ la scena di quando Juan Diego portò le rose al vescovo. La Madonna era presente, la scena che vedeva era nei suoi occhi e  rimase fissata nelle pupille dell’immagine che misteriosamente in quel momento si  impresse sulla tilma di Juan.
Nella descrizione dei vari personaggi osservati negli occhi della Madonna, l'ingegnere José Aste ha individuato anche una giovane negra. Questo particolare mise in allarme gli studiosi in quanto al tempo dell'apparizione, in Messico, non c'erano negri. Ma successive ricerche hanno chiarito il piccolo giallo.
Dal testamento del vescovo Juan de Zumarraga si è appreso che egli aveva al suo servizio una schiava negra, alla quale, prima di morire, volle concedere la libertà per i preziosi servizi che aveva avuto.
Accanto ai personaggi “storici”, José Aste ha individuato anche una seconda scena, staccata dalla prima, quasi in secondo piano, con un gruppo di persone anonime, che potrebbero rappresentare una famiglia atzeca composta da padre, madre, nonni e tre bambini.
Riflettendo sulle sue straordinarie scoperte scientifiche, il dottor José Aste,  avanza, da credente,  un’ipotesi suggestiva. Dice che le scene scoperte nelle pupille dall’immagine potrebbero costituire un “messaggio” della Madonna di Guadalupe.
“Un messaggio destinato proprio al nostro tempo”, dice l’ingegnere “perché la Vergine sapeva che solo con la tecnologia moderna si poteva evidenziare il segreto racchiuso negli occhi di quella sua immagine. La scena delle figure anonime potrebbe indicarci  l’importanza dell’unione della famiglia e dei suoi valori; la presenza nello sguardo della Madonna di persone di razze diverse, potrebbe essere un monito antirazzista; la tilma che, per gli atzechi,  era più uno strumento di lavoro che un indumento vero e proprio, potrebbe essere un invito a servirci della tecnologia per diffondere la parola di Cristo”.

Fonte: 20 gennaio 2009

6 - IL MIO NUOVO PARTITO
Protagonisti per l'europa cristiana
Autore: Magdi Cristiano Allam - Fonte: 30 novembre 2008

Cari italiani, cari amici,
è con immensa gioia che vi annuncio la nascita del Partito Protagonisti Per l’Europa Cristiana.
Al pari della scelta di amare l’Italia e dell’orgoglio di sentirmi cittadino italiano, al pari del dono della fede cristiana e del regalo più bello che la vita potesse riservarmi, ricevere il battesimo dalle mani del Vicario di Cristo, il Papa Benedetto XVI, considero il Partito Protagonisti Per l’Europa Cristiana una scelta personale e un dono del Signore.
Sin dall’età di quattro anni, quando grazie a un’opportunità offertami dalla Divina Provvidenza cominciai a frequentare il collegio delle suore comboniane e poi dei salesiani in Egitto, il mio Paese natale, nutrivo una istintiva e profonda passione per la politica. Da subito mi sono sentito pienamente coinvolto nella mia anima e nella mia mente in una dimensione di impegno etico personale e collettivo finalizzato al perseguimento della verità sul piano della conoscenza, del bene comune sul piano dei valori e dell’interesse generale sul piano dell’azione. Erano gli anni Cinquanta e Sessanta della dittatura di Gamal Abdel Nasser, dei nefasti veleni della predicazione della distruzione dello Stato di Israele, che mise in moto un mostro ideologico di odio, violenza e morte che disconoscendo il valore fondante della nostra umanità, il valore della sacralità della vita, si è man mano ritorto contro tutti, contro gli ebrei, contro i cristiani e infine contro gli stessi musulmani.
Successivamente, dopo il mio arrivo in Italia nel 1972 per proseguire i miei studi nell’Università La Sapienza di Roma dove mi sono laureato in Sociologia, ho sperimentato la stagione calda della rivolta studentesca e dell’euforia ideologica di un comunismo internazionalista e terzomondista, che cominciò a picconare dall’interno i pilastri della civiltà cristiana dell’Italia e dell’Europa. L’opera di sgretolamento della struttura portante della nostra civiltà europea cristiana è proseguita con la crescita e il dilagare in seno all’insieme della società laica e liberale, persino in seno alla società cattolica e alla stessa Chiesa, di una profonda crisi dei valori e dell’identità.
Cari italiani, cari amici,
nella consapevolezza che la nostra Europa è in preda ad una deriva etica che si alimenta di una concezione materialista e consumista della vita; così come è prigioniera di una malattia ideologica naufragata nel nichilismo, relativismo, islamicamente corretto, buonismo, laicismo, soggettivismo giuridico, autolesionismo, indifferentismo e, sul piano più ampio della gestione sociale, nel multiculturalismo;
verificando giorno dopo giorno che questa Europa è destinata ad un inesorabile suicidio per il predominio a livello globale sul piano economico di un capitalismo selvaggio senza regole etiche e diritti umani che ha paradossalmente il suo paradigma nel regime della Cina comunista; in aggiunta alla crescente sottomissione sul piano dei valori e dell’identità all’arbitrio dell’estremismo islamico che strumentalizzando una concezione formale delle leggi, dei diritti, della democrazia e del dialogo ci costringe a subire la violazione dei principi basilari della civiltà europea cristiana e della nostra comune umanità; chiarendo che noi vogliamo convivere pacificamente e costruttivamente con i musulmani come persone, nel rispetto delle regole che valgono per tutti, ma non vogliamo essere costretti ad accettare l’islam come religione, Maometto come profeta e a legittimare la sharia come legge riconosciuta dal nostro stato di diritto;
il Partito Protagonisti Per l’Europa Cristiana si assume la storica missione di riscattarci sul piano personale e collettivo proclamando uno stato di emergenza etica, che consideri come priorità nazionale italiana e comunitaria europea la riscoperta, l’adesione e la difesa della nostra comune civiltà europea cristiana.
La civiltà europea cristiana è il contesto che rappresenta correttamente la verità storica delle radici giudaico-cristiane di un modello complessivo di civiltà che, recependo e assimilando ciò che di positivo e costruttivo è insito nel pensiero greco, romano, laico e liberale, ha consentito all’Europa di emergere come Nazione civile e prospera, custode dello stato di diritto e della democrazia, nonché promotrice dello sviluppo economico nell’insieme del mondo. L’Europa cristiana è pertanto essenzialmente il contesto di chiarezza e di certezza dei binomi indissolubili di Fede e Ragione, Libertà e Verità, Valori e Regole, che tutelano le persone di buona volontà che oggi sentono forte dentro di sé la necessità di acquisire una concezione etica della vita, per poter ridefinire qualitativamente l’insieme del proprio modello esistenziale e di progresso, indipendentemente dalla propria fede, cultura ed etnia, siano essi credenti o no, cristiani, ebrei, musulmani, buddisti, induisti, europei, orientali, americani o arabi. Proprio perché siamo animati da un autentico amore per il prossimo, chiunque esso sia, oggi più che mai siamo consapevoli che per poter elargire amore dobbiamo innanzitutto amarci, riconciliandoci con noi stessi e riscattando la nostra anima dal baratro della deriva etica.
La missione del Partito Protagonisti Per l’Europa Cristiana è di colmare il baratro tra materialità e spiritualità in un mondo globalizzato soltanto nella dimensione materiale della modernità ma che è in conflitto sui valori e le regole della spiritualità della modernità, realizzando un’Italia, un’Europa ed una Umanità di benessere, giustizia e pace a misura d’uomo, fondati su:
- il primato dei diritti fondamentali dell’uomo e dei valori non negoziabili che sostanziano l’essenza della nostra umanità;
- la fede nella sacralità della vita dal concepimento alla morte naturale;
- la considerazione della dignità della persona come il fondamento della civile convivenza;
- il rispetto della libertà di scelta a partire dalla libertà religiosa;
- il perseguimento del bene comune e dell’interesse generale;
- l’adesione alla verità che si fonda sui fatti oggettivi, assoluti e universali;
- la centralità della famiglia naturale nella costruzione sociale;
- il rispetto per l’autorità morale;
- il dovere dell’informazione oggettiva e responsabile;
- la salvaguardia della democrazia e del diritto sostanziale;
- l’indissolubilità di diritti e doveri;
- l’inviolabilità delle regole etiche, comuni e condivise;
- la garanzia della sicurezza personale e collettiva;
- il liberalismo economico e la solidarietà sociale;
- la sussidiarietà e la meritocrazia;
- la tutela e la valorizzazione dell’ambiente quale patrimonio dell’umanità.
Il Partito Protagonisti Per l’Europa Cristiana è portatore di una riforma etica qualitativa dell’insieme del nostro modello di progresso economico, dell’organizzazione sociale e della stessa concezione della felicità, che mette al centro la dignità della persona, affinché la materialità sia al servizio della persona e non viceversa la persona schiava della materialità, facendo prevalere la dimensione dell’ “essere” anziché quella dell’ “avere”. E’ in questo contesto che il nostro Partito propone delle soluzioni concrete ai problemi reali della gente sul piano economico, sociale e politico, dalla famiglia alla scuola, dalla salute al lavoro, dalla religione alla comunicazione, dalla democrazia alla sicurezza, dall’ambiente all’energia, dal turismo ai trasporti, dall’immigrazione all’integrazione.
Il Partito Protagonisti Per l’Europa Cristiana promuoverà un processo di formazione culturale, etica e politica affinché ciascuno di noi possa diventare Protagonista di Verità e Libertà, il binomio indissolubile che sostanzia il fondamento della civiltà europea; per ergersi a Testimone di Fede e Ragione, il binomio indissolubile che sostanzia il fondamento della civiltà cristiana; ed affermarsi come Costruttore di Valori e Regole, il binomio indissolubile che sostanzia la via del riscatto dalla deriva etica per realizzare la comune civiltà dell’uomo.
Cari italiani, cari amici,
- se anche voi sentite forte la necessità di mettere i valori e le regole al centro del percorso personale e collettivo in Italia, in Europa e nel Mondo;
- se anche voi volete partecipare in modo consapevole e responsabile a liberare il Tempio della politica, dell’economia, della cultura e della religiosità autentica da tutti i mercanti che ci hanno ridotto alla stregua di “cose” da sfruttare e poi abbandonare;
- se anche voi siete consapevoli che l’amore per il prossimo e la pace con le persone di buona volontà, che consideriamo il fulcro della civiltà dell’Europa cristiana, potranno essere realizzati con un dialogo sincero e costruttivo che non sia fine a se stesso, bensì fondato sul rispetto dei diritti umani assoluti e universali e la condivisione dei valori non negoziabili, perseguendo il traguardo del bene comune e dell’interesse generale;
- se anche voi ritenete che sia arrivato il tempo di andare oltre la denuncia di tutto ciò che attorno a noi non va, di porre fine alla deresponsabilizzazione che ci porta a delegare ad altri il compito di risolvere da soli i problemi di tutti, di impegnarci a fondo e in prima persona per costruire insieme un’alternativa etica e realistica, ebbene
Aderite al Partito Protagonisti Per l’Europa Cristiana!
Cari italiani, cari amici, Coraggio! Costruiamo insieme la Civiltà di Verità e Libertà, Fede e Ragione,
Valori e Regole!
Cari italiani, cari amici, Sì, noi siamo i Protagonisti e ce la faremo!
www.protagonistiec.it

Fonte: 30 novembre 2008

7 - ERODE A STELLE E STRISCE

Autore: Mario Palmaro - Fonte: 28 gennaio 2009

Barak Obama si traveste da buono, ma è solo un abortista.

Nessuna persona di buon senso si era fatta illusioni sulla figura di Barak Obama. In campagna elettorale il candidato democratico lo aveva detto: se verrò eletto, gli Stati Uniti torneranno a finanziare l'aborto nel mondo. E puntualmente, appena insediatosi alla Casa Bianca, Obama ha mantenuto la parola, e ha abrogato le disposizioni a suo tempo varate da Ronald Reagan e da Jeorge W. Bush.
Purtroppo i campioni delle democrazie liberali sono molto abili nel nascondere il loro aspetto terribile sotto il pelo rassicurante di un agnello. Mentre i tiranni e i sovrani più spregiudicati dei secoli passati non si preoccupavano di dissimulare e di nascondere la loro malvagità, i nuovi Erode sentono il bisogno di apparire buoni e perfino cristiani. Barak Obama si è fatto "incoronare" l'altro giorno con una cerimonia sontuosa, costata molto di più che quella dei suoi predecessori. Una regia sapiente che serve a consolidare nel suo Paese e nel mondo l'immagine dell'uomo sincero e onesto che con le sue sole forze, e nonostante il colore della sua pelle, riesce nella scalata al ruolo più potente del mondo.
Una strategia che potrà anche ingannare i più sprovveduti e gli ingenui. Ma che non incanta tutti coloro che sanno guardare in faccia la realtà. E la realtà dice che Barak Obama ha voluto iniziare il suo mandato presidenziale firmando la condanna a morte di un numero incalcolabile di esseri umani innocenti che saranno uccisi con l'aborto nel mondo, finanziato dagli Stati Uniti d'America.
"We can!" è il motto che tanta fortuna ha portato alla campagna elettorale di Obama. Sì, caro presidente, tu puoi fare molte cose. Ma fra queste una certamente non ti è concessa, e nessuna autorità te la potrà mai concedere: quella di decretare che si possa uccidere anche un solo innocente con l'aborto.
Per quanto lussuosa sia la reggia del nuovo Erode, per quanto potente sia il suo esercito, egli non si faccia illusioni. Quando un'autorità umana si fonda sull'ingiustizia e sulla ubris – la tracotanza di cui già parlavano i greci – il suo destino è segnato. Per quanto assordante sia il vociare servile e conformista dei mezzi di comunicazione, ci sarà sempre qualcuno che come Giovanni il Battista – e oggi come i Pro life americani, come noi di Verità e Vita – denunceranno il Tiranno.
Ci sarà sempre qualcuno che, senza paura di essere smentiti, dirà che Barak Obama è come Erode. Il tempo e la storia ci mostreranno quale futuro sarà riservato a questo Presidente, dopo che egli ha voluto esordire nello spregio del più elementare diritto naturale: quello alla vita dei non nati. Noi tremiamo al solo pensiero che il destino del mondo sia affidato a un politico capace di tanto disumano cinismo.

Fonte: 28 gennaio 2009

8 - SITI CATTOLICI 1
Www.maranatha.it riconosciuto ufficialmente come ottimo sito per la liturgia
Autore: Dario Card. Castrillóns Hoyos Presidente Pontificia Commissione Ecclesia Dei - Fonte: 24 novembre 2008


Ai responsabili del sito cattolico "maranatha.it".

Carissimi,
                    il 7 luglio dell'anno 2007 il Romano Pontefice ha firmato il Motu Proprio "Summorum Pontifìcum" con il quale egli benignamente stabiliva la liberalizzazione della Liturgia in uso precedentemente al Concilio Vaticano II e sanciva nella forma codificata nel Messale edito dal suo predecessore il beato Giovanni XXIII. Questo atto pontificio costituisce indubbiamente la porta di ingresso per una riflessione seria e motivata sul senso della Liturgia, della tradizione viva della Chiesa e soprattutto dell'arricchimento che la celebrazione dei Misteri del Culto offre alla vita dei credenti.
                    In questo ultimo periodo in cui la Liturgia è l'oggetto di varie attenzioni, il frutto prezioso del sito "maranatha.it", ideato e gestito dalla zelante famiglia Gandolfo Lambruschini, è la divulgazione corretta e fedele della Liturgia della Chiesa cattolica nella sua pienezza e nella sua completezza. Il sito "maranatha.it" infatti si staglia nell'interrete come un mezzo di diffusione, di approfondimento, di pastorale e di conoscenza della realtà profonda ed imprescindibile della Sacra Liturgia con un apprezzamento testimoniato dalla frequentazione assidua che il portale quotidianamente registra.
                    Questo sito, lodevolmente pensato senza alcun tipo di pubblicità, è gestito da laici e sacerdoti che vogliono testimoniare la loro fede in Cristo. Nel sito si trovano infatti i formulari della celebrazione eucaristica e della Liturgia delle Ore del rito Romano, il Proprio del Tempo e dei Santi, i Rituali, i testi fondamentali della preghiera cristiana, i Documenti del Magistero e la Sacra Scrittura.
                    Tra i meriti da ascrivere al sito "maranatha.it" c'è in primo luogo quello che il portale offre a molta parte del Clero, dei religiosi, dei catechisti e delle parrocchie il mezzo utile e moderno per l'evangelizzazione, la catechesi e la comprensione dell'importanza fontale e culminante della Liturgia nella vita cristiana.
                    In secondo luogo è un sito essenzialmente cattolico, in quanto esso contiene sia la Liturgia rinnovata per volere del Concilio Ecumenico Vaticano II e codificata nei successivi libri liturgici editi per volere ed autorità dei Sommi Pontefici Paolo VI e il Servo di Dio Giovanni Paolo II ma anche, a partire dal citato Motu Proprio, sia il Messale Romano in edizione tipica del 1962 offerto interamente in versione digitale, bilingue ed impreziosito da elementi esplicativi, quali commenti, concordanze e riferimenti per coloro che non conoscono il rito precedente al Concilio Vaticano II ma sono comunque desiderosi di approcciarlo o, se già conosciuto, di approfondirne e diffonderne facilmente le molteplici ricchezze.
                    In quanto Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei" sento il dovere di ringraziare tutti voi che collaborate con questo Sito. Questa Commissione si rallegra di questa collaborazione per quanto concerne la Liturgia Gregoriana a beneficio dei fedeli legati ad essa.

Fonte: 24 novembre 2008

9 - SITI CATTOLICI 2
Www.davide.it il filtro internet gratuito a difesa dei bambini
Autore: Lucia Bellaspiga - Fonte: 16 gennaio 2009

 «L’ acqua è buona, ma se non è pura va filtrata. Anche internet». La logica è l’arma di Davide contro Golia, ove Golia è l’orco della pedofilia e dell’inganno in generale che si annida nel web, mentre www.davide.it è un filtro che permette l’accesso sicuro a internet in famiglia, nelle scuole, nelle biblioteche comunali, in aziende e associazioni che desiderano una connessione veloce e scelta, per avere solo il meglio della rete. Un’idea partita dieci anni fa da un parroco piemontese, don Ilario Rolle, e oggi sbarcata con un successo allora inimmaginabile in tutta Italia, in Africa, Argentina, Filippine e parte dell’Europa.
 DON ILARIO, QUAL È LO SPIRITO DI QUESTA VERA E PROPRIA IMPRESA PIUTTOSTO GENIALE?
 Dire che Davide è un filtro sarebbe riduttivo. È l’applicazione a internet del metodo di don Bosco - oggi accolto anche dalla pedagogia laica-: un metodo preventivo, mai repressivo. Ai ragazzi dobbiamo lasciare tutti gli strumenti per lavorare proficuamente con internet, mettendoli solo al riparo da chi vuole approfittare di loro per pubblicità ingannevoli o peggio. Non essendo repressivo, il filtro, che è solo uno degli strumenti, quando blocca una pagina spiega sul video il perché, illustra l’inganno che stava per entrare nella rete. Se le spiegazioni non bastano, c’è un numero verde da chiamare per saperne di più. Oltre mille volontari in tutta Italia monitorano di continuo i siti, aggiornano la 'black list' di quelli da evitare, assistono gli utenti. Uno strumento più che mai necessario, visto che oggi i siti filtrati sono più di 12 milioni.
 COME FUNZIONA?
 Quando ti colleghi a internet, il filtro riconosce i siti contenenti pornografia, violenza, pedofilia, satanismo, magia e ne impedisce la visione... Questi risultano non raggiungibili e una pagina di cortesia segnala all’utente il motivo del blocco. Il nuovo sistema è in grado di agire anche sui portali di video come Youtube, individuando quasi il 100% dei contenuti illegali o nocivi.
 DAVIDE È RICONOSCIUTO DALLE ASSOCIAZIONI FIRMATARIE DEL CODICE INTERNET@MINORI QUALE MIGLIORE STRUMENTO SUL MERCATO. QUAL È LA SUA FORZA?
 Gli altri filtri bloccano al massimo il 65% dei siti non adatti ai minori. Davide ha un’efficacia fino al 95%, con il più basso numero di errori, grazie alla tempestività con la quale i volontari aggiornano il database. Ora abbiamo aggiunto importanti novità: l’aggiornamento delle liste è molto più rapido, l’utente può scegliere tra 22 categorie quali vuole filtrare o lasciar passare, e i genitori possono sbloccare e bloccare il filtro inserendo semplicemente una password.
 EPPURE CI SARÀ UN SISTEMA PER AGGIRARE IL FILTRO...
 Non esiste, perché il software intercetta in modo trasparente tutte le richieste di qualunque browser.
 ESEMPIO: SE DIGITO 'PEDOFILIA'?
 Internet mi rimanda solo ai siti in cui il termine è usato per spiegarne i rischi o incentivare la lotta al fenomeno...
 I COSTI?
 I servizi sono gratuiti o, a seconda delle esigenze, richiedono un contributo davvero minimo. Il nostro obiettivo è arrivare nei prossimi anni ad offrire gratis il filtro a tutte le scuole.

Fonte: 16 gennaio 2009

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