BastaBugie n°239 del 06 aprile 2012

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1 LA POPSTAR WILL YOUNG A UNA FAMOSA TRASMISSIONE DELLA BBC CHIEDE L'ARRESTO DEL CARDINALE O'BRIEN PER IL SUO FERMO NO ALLE NOZZE GAY
Il cardinale aveva semplicemente ricordato che il matrimonio preesiste allo Stato e al governo e quindi non può essere modificato a piacimento secondo le mode del momento
Autore: Gianfranco Amato - Fonte: Corrispondenza Romana
2 L'IDEOLOGIA AMBIENTALISTA CI VUOLE MODIFICARE GENETICAMENTE
Occhi come gatti, statura abbassata di 15 centimetri, eliminazione del gusto, pochi figli... Più che un mondo verde ci pare un mondo molto grigio
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Bussola Quotidiana
3 ECCO I MOTIVI PER CUI LA MOGLIE DEVE SEMPRE RINGRAZIARE SUO MARITO
I figli vogliono un referendum abrogativo della zucchina? Se nella mia famiglia non c'è democrazia lo devo proprio al fatto che da noi c'è un padre come si deve
Autore: Costanza Miriano - Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com
4 IL DIRETTORE DI AVVENIRE DIFENDE ENZO BIANCHI, MA SBAGLIA PERFINO ERESIA...
Eppure anche il suo predecessore nutriva dubbi sull'ortodossia del priore di Bose, così osannato dai giornali anticattolici e che in passato ha criticato Avvenire per aver difeso Eluana
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Bussola Quotidiana
5 BENEDETTO XVI: ''L'UOMO NON E' IL PRODOTTO CASUALE DELL'EVOLUZIONE, MA DELL'AMORE CREATORE E REDENTORE DI DIO, CHE DA' SENSO ALLA VITA''
E Giovanni Paolo II: ''Le teorie dell'evoluzione che considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva sono incompatibili con la verità dell'uomo; esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona''
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana
6 FRANCIA: SE LA TV E' CATTOLICA NIENTE DIGITALE TERRESTRE
Motivazione ufficiale: ''Le scelte sono state guidate nell'interesse del telespettatore''!
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Bussola Quotidiana
7 IN CINA UNA TRASMISSIONE TV INTERVISTA I CONDANNATI A MORTE PRIMA DELL'ESECUZIONE: 40 MILIONI DI SPETTATORI
Ricordiamo inoltre che il 90 per cento delle esecuzioni capitali nel mondo sono eseguite in Cina e che gli organi dei condannati vengono ''donati'' ai funzionari del partito...
Fonte: Avvenire
8 COME LA MASSONERIA HA CONQUISTATO IL POTERE (E LO DETIENE TUTT'ORA)
Isolare le persone dalla famiglia, corrompere i costumi dei giovani, diffondere le più basse passioni: ecco la ricetta di oggi e di ieri per fiaccare gli individui e schiavizzarli
Autore: Angela Pellicciari - Fonte: La Bussola Quotidiana
9 LETTERE ALLA REDAZIONE: LO SFOGO DI UNA NOSTRA LETTRICE CONTRO IL GOVERNO MONTI E DINTORNI
Mi sia consentito gridare che sono una delle tante vittime inutili di un sistema demoniaco, cioè nemico dell'Uomo
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie
10 OMELIA PER LA PASQUA DI RISURREZIONE - ANNO B
Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso: è risorto, non è qui!
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: La rivincita del crocifisso

1 - LA POPSTAR WILL YOUNG A UNA FAMOSA TRASMISSIONE DELLA BBC CHIEDE L'ARRESTO DEL CARDINALE O'BRIEN PER IL SUO FERMO NO ALLE NOZZE GAY
Il cardinale aveva semplicemente ricordato che il matrimonio preesiste allo Stato e al governo e quindi non può essere modificato a piacimento secondo le mode del momento
Autore: Gianfranco Amato - Fonte: Corrispondenza Romana, 14/03/2012

Il Cardinale O'Brien: no alle nozze gay, e alla BBC chiedono l'arresto. Nell'infuocato dibattito che sta infiammando l'opinione pubblica britannica sulla proposta del governo di ridefinire per legge il concetto di matrimonio, e di ammetterlo anche per le coppie omosessuali, si è alzata una voce coraggiosa: quella del cardinale O'Brien, arcivescovo di Saint Andrews ed Edimburgo, nonché presidente della Conferenza episcopale scozzese.
Il cardinale, noto per la sua impavida audacia, ha definito la proposta governativa un «grottesco sovvertimento di un diritto umano universalmente accettato», accusando il primo ministro Cameron di tentare di «ridefinire la realtà» su istanza «di una piccola minoranza di attivisti». Per questo, il porporato ha pubblicamente invitato i cittadini britannici ad aderire all'iniziativa del comitato «Coalition for Marriage», sottoscrivendo la petizione – che ha già raccolto più di 100mila firme – in favore del tradizionale concetto di matrimonio.
In un'intervista al Sunday Telegraph, il cardinale ha poi precisato che «il matrimonio tra un uomo e una donna rappresenta un'istituzione che preesiste e precede ogni Stato o governo, e poiché non è stata creata da alcun ordinamento giuridico, non può essere modificata attraverso uno strumento normativo». «Le istituzioni pubbliche – ha proseguito il cardinale – dovrebbero invece riconoscere gli innumerevoli benefici derivanti alla società dal matrimonio, e cercare quindi di proteggerlo e favorirlo, non certo di attaccarlo e smantellarlo», considerando poi che «gli omosessuali nel Regno Unito già godono di pieni diritti anche per quanto riguarda la convivenza, grazie all'istituto delle civil partnership».
O'Brien ha inoltre denunciato la pericolosità di un intervento normativo: se infatti si riconosce che il matrimonio è una creazione dello Stato modificabile attraverso la legge, e non appartiene invece al diritto naturale, nulla può evitare in futuro ulteriori modifiche, consentendolo, ad esempio, anche a comunità più allargate fatte di due uomini e due donne, due uomini e una donna, due donne e un uomo, e così via.
Di fronte a parole così ferme, c'era da aspettarsi una polemica reazione della cosiddetta comunità Lgbt (acronimo che accomuna lesbiche, gay, bisex e transessuali). Ma era davvero impossibile immaginare un attacco come quello lanciato nei giorni scorsi al cardinale O'Brien dalla popstar Will Young sulla rete televisiva pubblica Bbc1, durante la seguitissima trasmissione Question Time, considerata una sorta di istituzione nazionale finalizzata a «offrire agli elettori britannici un'opportunità unica di fare domande ai decision-maker del Paese sui fatti più importanti del giorno».
In quel contesto il noto cantante ha definito «disgustose, ripugnanti e arcaiche» le parole del cardinale, bollato come «uomo abietto», e ha aggiunto che se quelle parole fossero state pronunciate su tematiche razziali o religiose il cardinale «a quest'ora sarebbe già stato portato davanti a un magistrato».
Quando la giornalista del Daily Mail, Janice Atkinson, che partecipava alla trasmissione, ha fatto presente a Young che secondo il suo ragionamento tutti i religiosi che esprimono i propri convincimenti sul matrimonio tradizionale potrebbero finire in una stazione di polizia, il cantante non ha esitato un momento a rispondere: «Yes, rightfully so!», «Sì, sarebbe giusto così!».
Will Young è di certo capace di influenzare il pubblico, soprattutto quello più giovane. Per questo appare ancora più pericolosa la sua performance televisiva da un pulpito assimilabile per popolarità e autorevolezza al «Porta a Porta» nostrano. Un contesto di plumbeo conformismo culturale in cui non è difficile collocare anche il sorprendente avallo dell'ex premier Tony Blair alle nozze gay.
Non sono necessari putsch o golpe per trasformare un Paese democratico in un Stato di polizia. A volte è sufficiente una propaganda ben orchestrata, capace di utilizzare i metodi di sempre: individuare una categoria di nemici (gli omofobi) e identificarli in una persona (O'Brien) da esporre al pubblico ludibrio, dopo aver bollato come «abietta», «disgustosa» e «ripugnante» la sua tesi. Metodi già collaudati in passato, con esiti nefasti.

Fonte: Corrispondenza Romana, 14/03/2012

2 - L'IDEOLOGIA AMBIENTALISTA CI VUOLE MODIFICARE GENETICAMENTE
Occhi come gatti, statura abbassata di 15 centimetri, eliminazione del gusto, pochi figli... Più che un mondo verde ci pare un mondo molto grigio
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Bussola Quotidiana, 30/03/2012

Davvero troppa cultura a volte fa male. Anzi, fa sicuramente male quando questa cultura è guasta. Una prova ci viene da un articolo dal titolo Human Engineering and Climate Change pubblicato di recente sulla rivista scientifica Ethics, Policy and Environment da tre professori universitari: Matthew Liao docente di bioetica alla New York University, il neuroscienziato Anders Sandberg e la filosofa Rebecca Roache docenti presso la Future of Humanity Inst. dell'Università di Oxford. Insomma tre cervelli non da poco, verrebbe da dire. Quali tesi hanno partorito cotali menti? L'articolo propone soluzioni a dir poco eccentriche al problema dell'inquinamento ambientale e dei consumi energetici.
Si parte dalla costatazione che l'inquinamento è prodotto anche dagli allevamenti animali perché mucche, maiali e pecore producono gas serra, mangiano vegetali e per aver pascolo si è costretti a deforestare. Ora è chiaro che fino a quando la gente vorrà consumare carne gli allevamenti continueranno a prosperare e di conserva ad inquinare. Dunque ecco la soluzione: occorre indurre le persone a non mangiare carne somministrando a queste ultime pillole che provochino avversione alle proteine animali oppure modificando il sistema immunitario in modo tale da aver nausea solo al pensiero di uno spiedino arrosto o di una salsiccia al vino rosso.
Il secondo intervento a beneficio dell'amato pianeta terra è ancora più drastico. Anche qui si parte da una premessa corretta per poi approdare ad una conclusione bizzarra. La premessa è questa: più una persona è grassa, anzi: grossa, più consuma. Il rimedio è talmente semplice che a scriverlo il lettore si darà del cretino per non averci pensato lui per primo: basta abbassare l'altezza delle persone. Più saremo bassi meno volume occuperemo, meno consumeremo. I tre cervelloni iper-laureati di cui sopra hanno infatti stimato che se le prossime generazioni doneranno alla causa ambientalista un 15 cm della loro altezza, la massa corporea diminuirà del 21% e di conseguenza i tassi metabolici – e dunque i consumi – di un bel 15-18%. Per ridurre l'altezza le soluzioni passano dalla Fivet, a cure ormonali, ad interventi sul genoma umano.
Poi l'articolo propone un'altra soluzione per ridurre gli sprechi, degna della Marvel, la casa editrice che pubblica Spiderman e Batman: occorre modificare la capacità visiva dell'uomo affinchè possa vedere anche al buio come i gatti. Se modifichiamo la struttura dell'occhio rendendolo capace di vedere anche nell'oscurità non dovremmo accendere così tante luci alla sera. Gli "scienziati" sono assolutamente espliciti sul punto: "Se ognuno avesse occhi di gatto, non sarebbe necessaria tanta illuminazione e si potrebbe ridurre l'uso di energia globale considerevolmente". Il discorso non fa una piega.
E' quanto mai evidente che le soluzioni proposte fanno a pugni con il buon senso, ma, sotto altra prospettiva, sono assolutamente coerenti con il dogma di carattere apodittico che precede queste soluzioni e che mai bisogna contestare: si deve preservare l'ambiente costi quel che costi. Se il prezzo da pagare è quello di non mangiare carne, di assomigliare a dei nani e di strabuzzare gli occhi allora l'umanità è obbligata a compiere questo sacrificio in onore della Dea Terra.
I rimedi inventati da questi tre accademici allora non sono stravaganze di chi vuol mettersi in luce (o in ridicolo), ma si inseriscono con ferrea logica in un piano ben strutturato della ideologia ambientalista: prima la foca e poi l'uomo. Perciò le trovate ecosostenibili dei tre proff. in questa prospettiva non sono panzane grandi come una casa, effetti patologici di menti bizzarre, bensì inevitabili e fisiologiche conseguenze di premesse errate.
E la premessa errata è questa: l'uomo è il cancro del pianeta da estirpare quanto prima. Il 18 Novembre 2009 l'Unfpa nel suo rapporto annuale sullo stato della popolazione mondiale suggeriva che l'unica strada è quella della diminuzione delle nascite perché sono gli uomini che producono la tanto temuta CO2. Il rapporto faceva eco ai risultati di una ricerca del professor Thomas Wire della London School of Economics, commissionata dall'Optimum Population Trust, pubblicata nell'agosto del 2009. Questa indagine affermava che per ogni 7 dollari spesi in contraccezione ci guadagniamo in ecologia: ben una tonnellata in meno di anidride carbonica emessa nell'atmosfera grazie al fatto che i contraccettivi impediscono la nascita di bebè produttori di CO2. Il rapporto del prof. Wire lo faceva capire chiaramente sin dal titolo: "Meno emettitori, emissioni più basse, costi minori".
Sulla stessa falsa riga si è mosso Rajendra Pachauri, il segretario dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), che aprì nel dicembre del 2009 i lavori del Vertice di Copenhagen sui cambiamenti climatici. Pachauri suggerì di aumentare le tasse sugli aerei, dato che da soli emettono il 2-3% di CO2 di tutto il pianeta, e di eliminare le bottiglie di acqua da frigo dai ristoranti.
Ancor più fantasioso il progetto proposto dall'Ong peruviana Glaciares e vincitore sempre nel 2009 del concorso "100 idee per salvare il pianeta" indetto dalla Banca Mondiale: dipingere di vernice bianca le montagne del Perù. Il bianco riflette il calore e in tal modo i ghiacciai non si scioglieranno e così preserveremo una risorsa preziosa dell'ecosistema.
In terra nostrana come non ricordare poi l'uscita di Fulco Pratesi, presidente del WWF Italia, che nel 2007 suggerì di lavarsi poco per risparmiare acqua: "Un solo bagno il sabato mattina consente di risparmiare molta acqua, senza pregiudicare l'odorato dei vicini. Un rapido esame della biancheria consente di giudicare quale capo debba essere cambiato. Le camicie, meglio non bianche e non strette da cravatte, mi possono durare anche tre giorni. Le mutande durano anche qualcosa in più dei tre giorni. La canottiera resiste da un sabato all'altro. Quanto alle calze, d'inverno possono aspettare tre giorni". E così scoprimmo che il sudiciume è a basso impatto ambientale.
Gli esempi a voler continuare - è proprio il caso di dirlo – si sprecherebbero e andrebbero come abbiamo visto dalla geo-ingegneria, che vuole modificare-preservare l'ambiente, all'ingegneria umana che vuole invece impedire che nuovi esseri umani vengano alla luce con la contraccezione o con l'aborto oppure addirittura vuole modificare il suo DNA perché sia ecosostenibile. L'uomo è dunque l'unico essere vivente da non preservare.
Ma il minimo comun denominatore di tutte queste proposte è sempre quello: l'inversione della gerarchia dei beni. Non è più il creato ad essere a servizio dell'uomo, ma è l'uomo ad essere schiavo del creato. Da qui il paradosso: a leggere i tentativi degli ideologi di verde vestiti con gli occhiali del pensiero illuminista – madre di tutte le ideologie e quindi anche di quelle ambientaliste – l'uomo ha sudato sette camicie perché la scienza e la tecnica portassero l'umanità ad affrancarsi dai pericoli della natura, perché l'uomo sfuggisse alla fame, alla povertà e alla fatica davvero bestiale dei lavori pesanti e approdasse sulle rosee spiagge del benessere, inventando vaccini, medicine, nuovi metodi di coltivazione e allevamento e macchinari ipersofisticati. Ed ora, dopo tutto questo, ci vengono a dire che ci dobbiamo lavare meno, che non possiamo più mangiare carne, che dobbiamo rinunciare ai piaceri della tavola per pesare meno e soprattutto alla felicità di avere dei figli. Più che un mondo verde ci pare un mondo molto grigio.

Fonte: La Bussola Quotidiana, 30/03/2012

3 - ECCO I MOTIVI PER CUI LA MOGLIE DEVE SEMPRE RINGRAZIARE SUO MARITO
I figli vogliono un referendum abrogativo della zucchina? Se nella mia famiglia non c'è democrazia lo devo proprio al fatto che da noi c'è un padre come si deve
Autore: Costanza Miriano - Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com, 18/03/2012

"L'obiettivo finale, te lo dico, è un referendum abrogativo della zucchina". Mio figlio ha deciso di riscrivere la Costituzione italiana, ma il disegno in realtà porta alla lotta risolutiva contro il nemico giurato, l'odiato ortaggio. Un comitato di giuristi di casa mia (Tommaso e Bernardo) ha dunque buttato giù un canovaccio di una nuova Costituzione, sulla quale molti insigni studiosi da oggi in poi dovranno misurarsi.
Articolo 1 Questa casa è una democrazia fondata sui bambini.
Articolo 2 Questa casa ripudia il passato di verdure come strumento di tortura, e di risoluzione dei conflitti alimentari.
Articolo 3 I compiti sono equiparati a lavoro nero, e quindi dichiarati illegali...
Cari ragazzi, sarà dura da digerire, ma ve lo dico ancora una volta, questa casa non è una democrazia, e compiti e verdure sono legali. Mi dispiace.
Questo mi riporta a una celebrazione di questi giorni a me molto cara: san Giuseppe, l'unica figura di primo piano del Vangelo che non dice una parola, neanche una, è il modello di tutti i padri che festeggeremo domani.
Se questa casa non è una democrazia lo dobbiamo proprio al fatto che da noi c'è un padre come si deve.
Se fosse per me vigerebbe la democrazia, e quindi io sarei in minoranza netta. Credo che l'happy meal di McDonalds avrebbe tutti i giorni – e più volte al giorno – la meglio sul riso con la zucca, perché il mio cuore di mamma si scioglie come un budino. Poi guardo mio marito e mi ricordo che forse abbiamo un compito un po' più alto di quello di tenere i nostri figli sfamati e contenti.
Per questo, anche in anticipo rispetto al 19 marzo, lo ringrazio.
Lo ringrazio perché è generoso, e non tiene niente per se stesso.
Lo ringrazio perché fa il lavoro grosso, quello meno creativo ma più utile a tutti noi.
Lo ringrazio perché è solido e razionale.
Lo ringrazio perché è senza optional – tipo un sofisticato navigatore che gli consenta di individuare nuovi colpi di sole nella consorte – ma non va mai in panne.
Lo ringrazio perché riceve sms solo dal touring club, ma per noi c'è sempre, non come qualcun'altra che fosse per lei starebbe sempre al telefono.
Lo ringrazio perché corregge con mano ferma, spegne le luci alla sera, toglie i ciucci e dice basta alle caramelle.
Lo ringrazio perché sa sempre distinguere tra la birichinata e il birichino, e non fa tracimare l'arrabbiatura.
Lo ringrazio perché si fa aiutare nei lavori di giardinaggio, pur avendo i quattro aiutanti più sconclusionati dell'Italia centrale.
Lo ringrazio perché fa viaggi, vede film, spiega guerre, ascolta incongruenti opinioni di tattica calcistica e surreali avventure di omini lego, mette (e sente!) sveglie ed è pronto a fare tutte le cose per le quali io non saprei dove sbattere la testa.
Lo ringrazio perché ci guida ma mi chiede sempre un'opinione. E quando poi fa di testa sua di solito ci prende.
Lo ringrazio perché è il re dell'accrocco e con creatività tutta sua – uno sputo, un chiodo stortignaccolo – aggiusta praticamente, incredibilmente, tutto.
Lo ringrazio perché dire che mi rispetta è riduttivo, e sarebbe pronto a morire per ognuno di noi.
Ci sarebbero anche due o tre cosette, due o tre piccoli appunti da muovere (tipo sulla assoluta non necessità di essere sempre sincero, e sulla opportunità di fare affermazioni false, iperboliche e molto generose sull'aspetto di una moglie), ma oggi non è il giorno.
Auguri, babbo!

Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com, 18/03/2012

4 - IL DIRETTORE DI AVVENIRE DIFENDE ENZO BIANCHI, MA SBAGLIA PERFINO ERESIA...
Eppure anche il suo predecessore nutriva dubbi sull'ortodossia del priore di Bose, così osannato dai giornali anticattolici e che in passato ha criticato Avvenire per aver difeso Eluana
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Bussola Quotidiana, 23/03/2012

Il direttore di un noto «giornale quotidiano di ispirazione cattolica» attacca oggi violentemente monsignor Antonio Livi per l'articolo scritto sul nostro quotidiano online a proposito di Enzo Bianchi. Nel rispondere a dei lettori scandalizzati per le critiche al priore della comunità monastica di Bose, il direttore di tale giornale si fa prendere da tale foga che incorre anche in un clamoroso incidente: definisce infatti l'eresia monofisita come "considerare Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, solo un uomo". In realtà l'eresia monofisita consiste esattamente nel contrario, ovvero considerare solo la natura divina di Cristo.
Ma qui non interessa tanto entrare nella disputa teologica: eventualmente a dare ragione di certe affermazioni sarà nei prossimi giorni monsignor Livi (curioso peraltro che il direttore affermi di conoscerlo solo di nome: non solo Livi è filosofo dal lungo curriculum, ma il "quotidiano di ispirazione cattolica" ne ha recensito più volte i libri e lo ha addirittura intervistato, ad esempio il 7 novembre 2009).
Qui però vorrei sottolineare la sorpresa per una difesa d'ufficio veemente che arriva a parlare di disonestà intellettuale e di vergogna per chi avrebbe distorto il senso delle parole di Bianchi per metterne in discussione "l'indiscutibile adesione alla buona dottrina cattolica". Forse il direttore del giornale di ispirazione cattolica farebbe bene a rileggersi quel resoconto dell'incontro pubblico tenuto a Pescara (la fonte è il giornale diocesano) che pubblichiamo tra le lettere e poi farci sapere se pensa che certe affermazioni siano "una buona dottrina cattolica".
Peraltro anche il predecessore dell'attuale direttore ogni tanto nutriva dubbi sulla "buona dottrina cattolica" di Enzo Bianchi. Prova ne è la risposta che diede a un lettore il 21 luglio 2007. In quell'occasione un sacerdote di Mondovì si lamentava perché su Avvenire non era stato pubblicato il commento di Enzo Bianchi a proposito del Motu Proprio Summorum Pontificum, quello sulla messa in rito antico, che invece era apparso su Repubblica. Ovviamente si trattava di una critica molto severa nei confronti del Motu Proprio voluto da Benedetto XVI (curioso, Bianchi non si può criticare, il Papa sì). L'allora direttore, che si chiama Dino Boffo, così rispondeva:
"Vede reverendo, se Enzo Bianchi scrive la sua intemerata su Repubblica, nessuno ha nulla da dire (eppure qualcosa ci sarebbe da commentare); se invece la ospitasse Avvenire (ma non ci è stato chiesto) immediatamente si direbbe, anche da parte di altra stampa, che Avvenire non è allineato alla Chiesa. Poi, ci pensi: che cosa c'è oggi di più anticonformista che ragionare in termini cattolici fino a sembrare fin troppo obbedienti?".
Insomma pare di capire che Dino Boffo avesse, almeno in questa occasione, molti dubbi sull'ortodossia di Enzo Bianchi, fino ad accusarlo di disobbedienza.
Ma non solo: anche l'attuale direttore del "giornale quotidiano di ispirazione cattolica", che si chiama Marco Tarquinio, ha avuto qualche problemino personale con Enzo Bianchi. Ricordiamo cosa accadde quando morì Eluana Englaro: Tarquinio scrisse il 10 febbraio 2009 un editoriale dal titolo "Uccisa, non morta", che così diceva (e noi condividiamo completamente):
"Eluana è stata uccisa. E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se possono, per questo Paese che oggi ci sembra pieno di frasi vuote e di un unico gesto terribile, che li scuote e nessuno saprà  mai dire quanto. Con che occhi ci guarderanno? Misurando come le loro parole, le esclamazioni? Rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d'accusa e pubblico ministero e giudice e boia? Chi insegnerà , chi dimostrerà , loro che certe parole, che le benedette, apodittiche certezze dei vent'anni non sono necessariamente e sempre pietre che gli saranno fardello, che forse un giorno potrebbero silenziosamente lapidarli. Ci perdonino, se possono. Perché Eluana è stata uccisa."
La cosa non piacque affatto a Enzo Bianchi, che il 15 febbraio replicò dalle colonne de La Stampa (eh sì, questi "profeti" sanno scrivere cose diverse a seconda di chi li ospita, attaccando chi li ha ospitati la volta prima e li ospiterà la volta successiva) con un articolo dal titolo "Vivere e morire secondo il Vangelo", scrivendo tra l'altro:
"Attorno all'agonia lunga 17 anni di una donna, attorno al dramma di una famiglia nella sofferenza, si è consumato uno scontro incivile, una gazzarra indegna dello stile cristiano: giorno dopo giorno, nel silenzio abitato dalla mia fede in Dio e dalla mia fedeltà alla terra e all'umanità di cui sono parte, constatavo una violenza verbale, e a volte addirittura fisica, che strideva con la mia fede cristiana. Non potevo ascoltare quelle grida - «assassini», «boia», «lasciatela a noi»... - senza pensare a Gesù che quando gli hanno portato una donna gridando «adultera» ha fatto silenzio a lungo, per poterle dire a un certo punto: «Donna \ neppure io ti condanno: va' e non peccare più»; non riuscivo ad ascoltare quelle urla minacciose senza pensare a Gesù che in croce non urla «ladro, assassino!» al brigante non pentito, ma in silenzio gli sta accanto, condividendone la condizione di colpevole e il supplizio. Che senso ha per un cristiano recitare rosari e insultare? O pregare ostentatamente in piazza con uno stile da manifestazione politica o sindacale?".
Sì, avete letto bene: Tarquinio accusato da Enzo Bianchi di aver alimentato "una gazzarra indegna dello stile cristiano".
Potremmo sbagliarci, ma non ricordiamo repliche piccate dirette a Enzo Bianchi, con relative accuse di disonestà intellettuale e di farsi giudice dell'altrui fede e "adesione alla buona dottrina cattolica". Anzi, da allora gli interventi di Enzo Bianchi sulle pagine del "quotidiano di ispirazione cattolica" sembrano essere addirittura aumentati.
Segno della grande magnanimità e misericordia del direttore. Che oggi osiamo invocare anche in favore di monsignor Antonio Livi.

Fonte: La Bussola Quotidiana, 23/03/2012

5 - BENEDETTO XVI: ''L'UOMO NON E' IL PRODOTTO CASUALE DELL'EVOLUZIONE, MA DELL'AMORE CREATORE E REDENTORE DI DIO, CHE DA' SENSO ALLA VITA''
E Giovanni Paolo II: ''Le teorie dell'evoluzione che considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva sono incompatibili con la verità dell'uomo; esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona''
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana, 20/03/2012

Darwin non si tocca! Chi lo fa, rischia il linciaggio mediatico. Non per mano dei soliti atei razionalisti o gnostici scientisti. No, si tratta del solito "fuoco amico", un quotidiano cattolico, "Il Cittadino" di Lodi. Che ha dedicato addirittura due articoli ad una conferenza dal titolo Evoluzionismo. Il tramonto di un'ipotesi, promossa lo scorso 11 marzo a Montanaso dall'associazione "AttivaMente" con relatore il prof. Roberto de Mattei, introdotto dal prof. Mario Palmaro.
Due personalità, entrambe con curriculum accademico, che parla da solo. Ma "Il Cittadino" ha fatto opinione più che cronaca: falsando le regole, ha emesso sentenze anziché fatti. Oltre tutto, denigrando faziosamente lo stesso de Mattei, proponendone un profilo disgustosamente a senso unico, tutto in negativo, senza nulla riconoscergli.
Ciò che ha – giustamente – sdegnato Palmaro, il quale in una successiva lettera al giornale ha definito la pagina dedicata all'argomento «vergognosa», gonfia «di astio personale», «giornalisticamente un disastro» ed ha parlato di vero e proprio «killeraggio intellettuale» nei riguardi del relatore. Ancora: dopo aver deprecato che «argomenti così importanti» vengano affidati «a redattori accesi da un furore ideologico degno di miglior causa», Palmaro ha offerto cavallerescamente una via di fuga all'autrice dell'articolo, ipotizzando che potesse non esser presente in sala. Capita. Ed anche al "Cittadino" ha proposto un'uscita onorevole, parlando di «infortunio».
Ma il caposervizio del settore "Cultura & Spettacoli" ha preferito risponder piccato, peggiorando la situazione. E mostrando così anche ignoranza dei fatti. Sostenendo, ad esempio, come la «quasi totalità della comunità scientifica» e – udite, udite – «anche la Chiesa» giudichi «quanto meno discutibili le opinioni del professor de Mattei in materia di evoluzionismo». Falso. Mai son giunte scomuniche ed anatemi, né dall'una, né dall'altra. Inoltre, lo stesso Giovanni Paolo II, citato curiosamente dal giornale quale "detrattore", ha in più occasioni invece affermato le stesse cose del relatore.
Gli è che i documenti bisogna leggerli integralmente, senza limitarsi alle sintesi dei giornali. Così il fatto che Giovanni Paolo II, nel 2006, parlando alla Pontificia Accademia delle Scienze, dicesse di «non considerare più la teoria dell'evoluzione una mera ipotesi» non significa affatto che la ritenesse una certezza, tutt'altro: la definì anzi «una teoria distinta dai risultati dell'osservazione». Ricordando come, quando una teoria non venga dimostrata dai fatti, debba «essere ripensata». Ancora scrisse: «Le teorie dell'evoluzione che considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva o come un semplice epifenomeno di questa materia, sono incompatibili con la verità dell'uomo. Esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona». Firmato, Giovanni Paolo II. Il che concorda pienamente con quanto sostenuto alla conferenza dal prof. de Mattei.
Non solo: il Beato Wojtyla ha evidenziato anche come il giudizio in merito all'evoluzionismo sia «di competenza propria della filosofia e della teologia», riconoscendo quindi allo stesso de Mattei non solo il diritto ed il dovere, ma anche la competenza accademica per poter intervenire in merito, a dispetto di quanto polemicamente – ma infondatamente – scritto dal "Cittadino".
Nietzsche ne La Gaia Scienza sostenne addirittura come Darwin non possa esistere senza Hegel. Mentre Marx inviò allo studioso britannico una copia del suo Capitale, ritenendolo la sua Origine delle Specie perfettamente in linea con la sua ideologia. Secondo il sociologo Rodney Stark, inoltre, il darwinismo dette un contributo prezioso nella promozione del materialismo ateo. E l'allora Card. Ratzinger, nel 1999, alla Sorbona definì «un fatto che la teoria dell'evoluzione tenta anche di rifondare l'ethos», offrendo «ben poche consolazioni». Esattamente quanto sostenuto da de Mattei.
Su "Avvenire" del 13 novembre 2007 si cita Benedetto XVI, che definì «in gran parte non dimostrabile sperimentalmente» la teoria dell'evoluzione, «perché non possiamo introdurre in laboratorio 10 mila generazioni». Il che significa vuoti e lacune rilevanti di "verificabilità-falsificabilità a causa dell'enorme spazio temporale cui la teoria si riferisce". Concetto ribadito anche da Pontefice alla Veglia pasquale del 2011, con chiarezza magistrale: «L'uomo – disse Benedetto XVI – non è il prodotto casuale dell'evoluzione, ma dell'Amore creatore e redentore di Dio, che dà senso alla vita».
Il quotidiano di Lodi pare però poco informato anche circa l'acceso dibattito, impensabile fino a qualche anno fa, scoppiato nella stessa comunità scientifica, sempre meno concorde sulla teoria evoluzionistica: al convegno promosso in merito dal Cnr nel 2009, tanto deprecato da "Il Cittadino", han partecipato scienziati ed accademici quali il prof. Guy Berthault, paleontologo; due fisici accademici, il prof. Jean de Pontcharra e il prof. Josef Holzschuh; il prof. Maciej Giertych, genetista; il prof. Hugh Miller, chimico.
Dai loro interventi emerse con chiarezza come l'evoluzionismo sia «incapace di rispondere ad alcune questioni basilari» quali «l'origine della vita e il mistero dell'esistenza umana», fondandosi su «postulati scientifici inverificabili», imposti come «dogma». Ancora: un darwinista doc come Stephen J. Gould ne ha evidenziato un imbarazzante punto debole, la mancanza di anelli di congiunzione tra le specie. Ad un vertice di autorevoli scienziati, svoltosi nel 2010 a Cap Ferrat, ci si chiese, tra l'altro: se l'evoluzione procede per gradi, dove sono le forme intermedie? I teorici dell'"Intelligent Design" hanno bocciato il concetto di "Caso", scorgendo in natura l'impronta invece di un "progetto".
Nella sua forma originaria, dunque, il darwinismo ottocentesco lo si trova ormai solo nelle trasmissioni di Piero Angela e nei documentari della Bbc. Oggi si parla di "libertà di ricerca", non più di "volontà di potenza", ma il concetto rimane lo stesso. In realtà, ormai gli scienziati evolutivi tout court, senza se e senza ma, sembrano sempre più chiusi nel loro fortino, "sacerdoti" di una nuova fede, pronta a trattare ogni dissenso come un crimine di pensiero. E spiace che strizzi loro l'occhio proprio un quotidiano cattolico. Il quale orgogliosamente vanta "cronisti competenti e preparati". Dopo quanto detto, ci permettiamo di dubitarne. Almeno in questo caso.

Fonte: Corrispondenza Romana, 20/03/2012

6 - FRANCIA: SE LA TV E' CATTOLICA NIENTE DIGITALE TERRESTRE
Motivazione ufficiale: ''Le scelte sono state guidate nell'interesse del telespettatore''!
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Bussola Quotidiana, 30/03/2012

E' la terza volta che lo stato francese stoppa la tivù cattolica Kto (in francese si legge «catò», abbreviazione di catholique). Lo apprendiamo da «Avvenire» (28 marzo). Si tratta di una emittente creata nel 1999 dal cardinale Jean-Marie Lustiger, a quel tempo arcivescovo di Parigi. La tivù in questione vorrebbe accedere al digitale terrestre – gratuito - in alta definizione. Ci ha provato nel 2002 e nel 2005 ma ogni volta, compreso il rifiuto del 2012, il Consiglio di Stato ne ha bocciato la candidatura con questa singolare motivazione: «Le scelte sono state guidate nell'interesse del telespettatore».
Ora, poiché i consiglieri di stato hanno deciso che una tivù di ispirazione cattolica non interessa al telespettatore francese, nisba. Tuttavia, «con lo scopo di arricchire l'attuale offerta», sono state ammesse sei nuove televisioni, che si aggiungono alle diciannove già presenti sul digitale terrestre. Così, il telespettatore francese avrà modo di scialare, spippolando a gogò sul telecomando. Potrà optare per una delle venticinque fortunate, e perfino cambiare idea in corso di programma. Potrà, volendo, guardarne una per sera e al ventiseiesimo giorno ricominciare da capo il periplo. Oppure potrà fissarsi su una sola, quella che lo appaga di più. Pensate, potrà addirittura spegnere il televisore, rinunciando a tutto quel bendiddìo. O passare la serata fuori casa, se preferisce. Tutto, insomma, purché si guardi dal guardare cose sconvenienti o di nessun interesse come un programma di ispirazione cattolica.
La pubblica amministrazione francese, fiera della sua laicité di derivazione giacobina, si preoccupa del benessere mentale dei suoi sudditi, che non abbiano - l'Essere Supremo non voglia - a sconvolgersi vedendo, che so, una messa del papa o – oltraggio supremo - un documentario sulle cattedrali galliche. Non sia mai che i loro occhi siano – anche fugacemente, tra uno zapping e l'altro - toccati da qualche fotogramma di un film su santa Teresina di Lisieux o sui monaci trappisti del «Grande silenzio». Non li si distolga dalle gesta di Sarkò e Carlà, dalla grande rimonta di Hollande o dal Tour de France.
Al Conseil d'Etat non passa nemmeno per la mente che quando una cosa televisiva non interessa basta cambiare canale. No, il citoyen è un minus habens e va costantemente educato, perché solo i suoi amministratori-pastori sanno qual sia il suo vero bene. I cattolici? Si colleghino al satellite, dopo essersi procurati la prescritta parabola. Così imparano a non essere di alcun interesse per i padroni del vapore francese.

Fonte: La Bussola Quotidiana, 30/03/2012

7 - IN CINA UNA TRASMISSIONE TV INTERVISTA I CONDANNATI A MORTE PRIMA DELL'ESECUZIONE: 40 MILIONI DI SPETTATORI
Ricordiamo inoltre che il 90 per cento delle esecuzioni capitali nel mondo sono eseguite in Cina e che gli organi dei condannati vengono ''donati'' ai funzionari del partito...
Fonte Avvenire, 11/03/2012

Molti piangono, una giovane donna si butta in ginocchio e chiama la mamma. Solo un uomo sulla trentina guarda dritto nella telecamera e dice: «Ora vado», mentre due poliziotti lo prendono per le braccia e lo portano verso il luogo dell'esecuzione. Sono i condannati a morte cinesi che parlano con la giornalista Ding Yu, della televisione dell'Henan (Cina centrale) per il programma «Interviste prima dell'esecuzione», che va in onda il sabato, in prima serata, dal 2006, e che ha avuto fino a 40 milioni di spettatori.
Guardando e ascoltando alcune delle interviste risulta difficile spiegarsi come Ding abbia ottenuto la collaborazione delle autorità provinciali per realizzare questo «reality» agghiacciante, nel quale i condannati vengono intervistati a distanza di poche ore, in alcuni casi di pochi minuti, dall'esecuzione. Secondo la rete televisiva americana Abc il programma sarebbe stato sospeso a partire da questa settimana. La notizia non è stata confermata né smentita dalla televisione dell'Henan. La britannica Bbc ha annunciato che domani manderà in onda un documentario sul programma, allarmando probabilmente le autorità. Sembra che il programma sia stato autorizzato perché le autorità hanno ritenuto che «Interviste prima dell'esecuzione » possa servire ad «educare » il pubblico, facendo diminuire la criminalità.
In Cina le esecuzioni capitali sono migliaia ogni anno. Il loro numero è un segreto di Stato, ma secondo le valutazioni dei gruppi umanitari sarebbero tra le duemila e le ottomila all'anno.
Alcuni dei «dead men talking» – cadaveri che parlano, il titolo di un documentario sul programma del regista australiano Robin Newell – intervistati da Ding sono giovanissimi, come un ventenne che ha ucciso la madre che gli aveva negato i soldi per giocare ai computer-game. A volte le testimonianze sono strazianti, come quella di un uomo che si rivolge dai teleschermi alla figlia per dirle che «papà è tanto dispiaciuto». Come lo sono alcune scene, ad esempio quella di una giovane donna che piange disperatamente mentre – dall' altra parte di una vetrata chiusa – il padre la saluta agitando una mano mentre viene portato davanti al boia per l'esecuzione.

Fonte: Avvenire, 11/03/2012

8 - COME LA MASSONERIA HA CONQUISTATO IL POTERE (E LO DETIENE TUTT'ORA)
Isolare le persone dalla famiglia, corrompere i costumi dei giovani, diffondere le più basse passioni: ecco la ricetta di oggi e di ieri per fiaccare gli individui e schiavizzarli
Autore: Angela Pellicciari - Fonte: La Bussola Quotidiana, 30/03/2012

Collen Hammond, ex modella e attrice diventata cattolica, in un libro autobiografico di recente pubblicazione racconta come la totale perdita di pudore nell'abbigliamento femminile sia stato uno degli obiettivi tatticamente perseguiti dalla massoneria nell'intento di sradicare la religione.
La signora, madre di quattro figli, cita fra l'altro un numero della International Review on Freemasonry pubblicato nel 1928 in cui si legge: "La religione non teme i colpi di spada; ma può estinguersi sotto i colpi della corruzione. Non stanchiamoci mai della corruzione: usiamo un pretesto come lo sport, l'igiene, la cura della salute. E' necessario corrompere: che i nostri giovani pratichino il nudismo.
Per scongiurare una reazione eccessiva, bisogna procedere metodicamente: bisogna cominciare con lo scoprire il gomito; poi passare alle ginocchia; quindi a gambe e braccia completamente scoperte; poi la parte superiore del torace, le spalle, ecc. ecc." (Dressing with dignity, Rockford 2005, p. 53).
Un secolo prima della rivista citata dalla Hammond la strategia delle sette era la stessa. Regnante Gregorio XVI (1831-46) la polizia pontificia scopre documenti e corrispondenza fra carbonari in cui si teorizza che, per ottenere il potere, bisogna passare per la corruzione dei costumi.
Qualche saggio dei documenti resi pubblici per volontà del papa: "Abbiamo deciso che non vogliamo più cristiani; evitiamo dunque di fare martiri: pubblicizziamo piuttosto il vizio presso il popolo"; "L'essenziale è isolare l'uomo dalla famiglia, è fargliene perdere le abitudini"; "L'uomo ama le lunghe chiacchiere al caffè e assistere ozioso agli spettacoli. Intrattenetelo, lavoratelo con destrezza, fategli credere di essere importante; insegnategli poco a poco ad avere disgusto delle occupazioni quotidiane, e così, dopo averlo separato da moglie e figli e dopo avergli mostrato quanto è faticoso vivere adempiendo ai propri doveri, inculcategli il desiderio di una vita diversa".
Perché la massoneria promuove la corruzione morale della società? Vale la pena di analizzare due risposte, la prima della Civiltà Cattolica, la seconda di Leone XIII, perché entrambe interessanti. A parere della rivista dei gesuiti, che ne parla in un articolo del 1852, lo scopo delle sette "è generalmente antireligioso e antisociale. Esse agognano lo sperperamento e il taglio d'ogni vincolo più sacro, che lega uomo con uomo, nella Chiesa, nella società, nella famiglia, per ricostruire l'umanità sotto una nuova forma di totale servaggio, in cui lo Stato sia tutto, e i capi della setta siano lo Stato".
Nell'enciclica Humanum genus composta nel 1884 per chiarire ai cattolici la natura della massoneria (che, detto fra parentesi, all'epoca dominava la vita politica e culturale italiana), Leone XIII individua nella promozione del vizio l'arma principale delle sette massoniche: a giudizio del papa solo così, e cioè fiaccando la volontà delle persone col renderle schiave delle passioni, uomini "scaltriti e astuti" avrebbero potuto imporsi e dominare incontrastati. Queste le parole del pontefice: "poiché quasi nessuno è disposto a servire tanto passivamente uomini scaltriti e astuti come coloro il cui animo è stato fiaccato e distrutto dal dominio delle passioni, sono state individuate nella setta dei Massoni persone che dichiarano e propongono di usare ogni accorgimento e artificio per soddisfare la moltitudine di sfrenata licenza; fatto ciò, esse l'avrebbero poi soggiogata al proprio potere arbitrario, e resa facilmente incline all'ascolto".
Che questi echi lontani di polemiche otto-novecentesche abbiano qualcosa a che fare con la forsennata campagna a favore del matrimonio omosessuale, in un tempo, per di più, in cui l'istituzione matrimoniale giace in stato comatoso?

Fonte: La Bussola Quotidiana, 30/03/2012

9 - LETTERE ALLA REDAZIONE: LO SFOGO DI UNA NOSTRA LETTRICE CONTRO IL GOVERNO MONTI E DINTORNI
Mi sia consentito gridare che sono una delle tante vittime inutili di un sistema demoniaco, cioè nemico dell'Uomo
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie

Cara redazione di BastaBugie,
io ho passato i cinquanta anni e ricordo la tronfia prosopopea che accompagnava l'introduzione, nel quotidiano, di nuove tecnologie, dei robot nelle fabbriche, i nuovi macchinari che automatizzavano di tutto e di più lasciando all'uomo il solo compito di controllarne i meccanismi, per non parlare poi del boom delle tecnologie informatiche. Basta carta, tutto facile, tutto veloce, i computer penseranno a tutto. Ricordo che ci furono persone preoccupate per l'eccessivo tempo libero che ne sarebbe derivato. Come occuparlo, cosa farne del tempo che sarebbe stato decisamente troppo?
Si parlava di leggi giuste, di tutela dei lavoratori, di abolizione delle discriminazioni legate al sesso alle condizioni sociali, vita più facile e vivibile per tutti, benessere, pace.
E poi cosa è successo?
E' successo che il lavoro è diventato sempre più abominevole, stressante e competitivo, la vita faticosamente insopportabile, il lavoro poco e precario, mal pagato, senza garanzie.
Ci si uccide per un posto di lavoro!
Le macchine ci hanno schiavizzato, mettendoci nelle condizioni di dover competere con i loro standard di efficienza produttiva a zero errori.
Non dormono e non si fermano di notte e anche l'uomo deve fare altrettanto. Le macchine non si fermano nemmeno la domenica o a Natale e pure le mamme lavoratrici devono farlo, non si ammalano e nemmeno il lavoratore deve ammalarsi tant'è che se manca un solo giorno gli si decurta la busta paga e lo s'imprigiona in casa.
Le macchine non rimangono stupidamente incinte, sono efficienti sempre, le donne hanno voglia di maternità? Per un capriccio ormonale non si può fermare la produttività, vietato quindi portare lamentazioni sull'inconciliabilità tra turni e poppate, o su stanchezze per nottate insonni.
E poi cosa vuole ancora questo lavoratore, andare in pensione? Tze! Le macchine non ci vanno, si rottamano... è la legge della produttività e del guadagno.
Siccome però il sistema ha un cuore (che induce persino le lacrime) si andrà in pensione a settanta anni dopo aver pagato una montagna di contributi da deporre per il 60% sull'altare del gran Moloch.
Sarà impedito l'accudimento dei vecchi di casa? No problem, per loro c'è in programma una pietosa, civile ed economica eutanasia! Parimenti per i portatori di handicap inutili mangiapane a ufo! (Danimarca docet)
Sarà impossibile dare l'opportunità ai propri figli di contare su un appoggio familiare in vista di una maternità? Poco male, del resto le autorevoli autorità dicono che siamo troppi su questo pianeta. Sfoltire, sfoltire, non ci sono risorse per tutti!
La maternità è costosa e non è produttiva meglio assumere omosessuali e pianificare una denatalità si massa, e per le irriducibili c'è sempre l'aborto o la pillolina, o la firmetta liberatoria sul contratto da precario co co co /co co pro / co co dè! Meglio perdere un figlio che il lavoro.
La senilità provocherà incidenti, metterà a repentaglio la sicurezza, l'efficacia e l'efficienza lavorativa? Poco male: c'è già la leggina ad hoc che stabilisce il recupero del danno erariale per l'assenza o danni provocati da negligenze personali o da depauperamento neuronico.
E i giovani parcheggiati? Si è pensato anche a loro e da tempo. Droga, sesso a gogò, happy hour a volontà con una innaffiatina di poker on line e videogiochi truculenti tanto per tenere sottocontrollo il disgusto per la vita che tanto giova all'incapacità di vedere il futuro...
È impedito di vivere la vita con dignità e serenità e godere del tempo e degli affetti? Beh! mica è colpa del governo se a sessantasette e undici mesi il corpo cede e viene l'infarto, o la sincope, o il tumore e si comincia a deperire come una muffa acida.
Di chi la colpa se non si riuscirà a fare nemmeno il tentativo di sognare una vita lontana dal cartellino da timbrare sei giorni su sette (per ora) per 355 giorni l'anno (per ora) per 42 /43/44/45 anni (per ora).
Dicono che è per colpa dell'aspettativa di vita che si è allungata, ma la qualità chi l'ha controllata? Come sarà?
Come sopravvivrà l'infermiera a sessantasei anni con alle spalle quarantatre anni di turni, pendolarismi e acrobazie casalinghe? L'insegnate elementare con classi di 32 indemoniati, il carpentiere in cima al tetto, l'autista di tir, il macchinista turnista, l'operaio alla catena di montaggio, il medico al pronto soccorso, la segretaria d'azienda super efficiente, il poliziotto e il pompiere?
A mio parere, mi sembra che tutto questo nasca dal connubio tra la lucida e cinica prepotenza finanziaria dei poteri forti e la manovalanza politica ingorda che ignora del tutto come sia la vita reale delle persone reali che non riesce a capire e nemmeno a immaginare.
Probabilmente molti italiani, direi tutti, riuscirebbero a lavorare fino a 67 anni se avessero chi: cura la casa, fa la spesa, porta i pupi a scuola e li riprende, prepara il pranzo, leva la polvere, fa le lavatrici, stira e cuce, aiuta nei compiti i figli, accompagna i suoceri dal dottore, lava e rigira nel letto il genitore ultraottantenne, paga le bollette e fa la fila negli uffici pubblici, sbriga tutte le noie burocratiche!
Persino io riuscirei a lavorare pimpante fino a 67 anni se non avessi altro da fare che spostare il mio deretano da un sedile di un'auto da tre milioni di cavalli con autista a una poltrona in velluto con alle spalle l'omino che mi gira le pagine da firmare!
Tutta questa politica scellerata e corrotta, avida e ignorante, e per ultimo i poteri forti da cui il governo attuale ha preso le distanze (escusatio non petita...) mi hanno (ci hanno) sottratto la vita e la dignità di cittadina. Ciò è Male e non resterà impunito.
Io non ho potuto godere la crescita dei mie figli perché ai loro primi passi ero dietro una scrivania, così come lo ero quando avevano i febbroni a 40°, o quando mia madre si ammalò di Sla e la burocrazia le negò l'invalidità, così come lo ero quando si ammalò mio marito uscendone con un'invalidità che gli ha impedito di essere " produttivo".
Con quanto ho versato fino ad oggi potrei meritatamente riposarmi un poco prima di morire e invece ho davanti altri 11 anni di lavoro, uno sfinimento psicofisico inenarrabile e acciacchi che fanno presagire assenze dal lavoro e buste paghe decurtate.
Sono stata privata della mia vita, di poter accudire con il dovuto amore i miei genitori. Non potrò essere d'aiuto ai miei figli, ai miei nipotini, e nemmeno potrò consolarmi di aver salvato il mio paese dal baratro perché tutto ciò che mi è stato scippato con l'inganno non servirà a nulla.
Questo almeno mi sia consentito di gridarlo, lasciate che possa dire che sono consapevole di essere una delle tante vittime inutili di un sistema demoniaco, cioè nemico dell'Uomo.
Avrete la mia vita, ingozzatevi, ma sappiate che non siete così furbi e intoccabili come pensate di essere. Siete solo momentaneamente dalla parte dei forti, ma non durerà.
Questo sistema che state difendendo e attualizzando con pseudo manovre salva Italia o salva Europa non basterà a garantirvi la sopravvivenza, perché il parassita quando è troppo avido finendo con uccidere il suo sostentamento decreta la sua stessa fine.
Da troppo tempo stiamo assistendo ad una recita oscena in cui i protagonisti sono, da un lato i vari paesi del mondo, cicale imbecilli, che stupidamente hanno fatto troppi debiti con le banche pur sapendo che non sarebbero state in grado di restituirli, dall'altro pallidi vampireschi banchieri che senza vera lungimiranza e garanzie prestano soldi alle cicale per scoprire, solo dopo che queste non sono in grado di onorare gli impegni.
C'è qualcosa che non quadra in questo gioco osceno, o forse no, è tutta una finta il cui vero scopo è il cannibalismo mistico e rituale di visionari che si credono dei.
Fate presto allora, se il vostro scopo è di mangiare la nostra carne e bere il nostro poco sangue rimasto, per di più amaro, fate presto, è la nostra unica possibilità di far soccombere anche voi.
Sabrina

Cara Sabrina,
purtroppo questa tua lettera non è un caso isolato. Ne stiamo ricevendo a decine con lo stesso tono di disperazione. Alcuni che già vivevano in situazioni economiche precarie sono adesso in una crisi profonda e si sentono oppressi dal regime fiscale instaurato in Italia che si sta appesantendo sempre più.
Non potendo fare altro, nel nostro piccolo, non ci resta che dare voce alle ragioni di chi è oppresso da uno Stato sempre più accentratore e spremi-contribuenti.
Giano Colli

Fonte: Redazione di BastaBugie

10 - OMELIA PER LA PASQUA DI RISURREZIONE - ANNO B
Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso: è risorto, non è qui!
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: La rivincita del crocifisso, (omelia per il 08/04/2012)

Un giorno forse d'autunno dell'anno 60 il re Agrippa II, in visita al procuratore Porcio Festo che stava a Cesarea Marittima, si vide presentare un insolito prigioniero.
Paolo di Tarso non aveva rubato, non aveva frodato, non aveva ucciso. Era in carcere solo perché qualche tempo prima aveva provocato un tumulto, discutendo coi giudei sotto i portici del tempio di Gerusalemme. "Avevano con lui alcune questioni - così tentava di spiegarsi quell'alto funzionario di Roma, che evidentemente non aveva troppa familiarità con i problemi teologici degli israeliti - relative alla loro particolare religione e riguardanti un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere ancora in vita" (At 25,19).
Gesù - questo sconosciuto ebreo di Nazaret - è vivo o è morto? Agli occhi del procuratore romano era, come si vede, soltanto un problema anagrafico.
In realtà, questo è l'interrogativo che più profondamente spacca oggi ancora l'umanità.
Chi celebra la Pasqua cristiana - se sa per che cosa la celebra - per ciò stesso dichiara di essere convinto che il Crocifisso del Golgota è veramente, realmente, corporalmente vivo. Non c'è divisione più lacerante di questa e più gravida di conseguenze.
Dalla tomba scoperchiata il messaggero celeste - l'angelo biancovestito, di cui ci ha parlato la lettura evangelica - dà anche a noi la notizia sbalorditiva, come l'ha data alle donne quella mattina del 9 aprile dell'anno 30: "Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui" (Mc 16,6).
E' risorto, vale a dire ha ripreso a vivere con tutto il suo essere, anche con le sue membra corporee. Ha ripreso a vivere non tornando indietro - riprendendo la condizione di prima, propria dell'uomo che non ha ancora incontrato la morte - ma andando avanti, entrando cioè nella condizione che dopo l'ultimo giorno sarà anche la nostra, come professiamo nel Credo: "Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà".
La risurrezione di Cristo - che noi proclamiamo in ogni angolo della terra con questa nostra liturgia pasquale - ha, per così dire, una duplice valenza: una duplice valenza, che va riconosciuta, va ben compresa e va rispettata. E' un fatto effettivamente avvenuto, proprio come tutti i fatti di cronaca; ma è anche un evento che trascende la storia e si colloca sul piano delle realtà eterne, come causa inesauribile della salvezza umana. E' perciò al tempo stesso "storica" e "sovrastorica": è perciò oggetto di un assenso razionale e insieme di un atto di fede.
Il sepolcro vuoto (che i soldati e le autorità non possono in alcun modo giustificare); gli incontri col Risorto documentati da innumerevoli testimoni (puntigliosamente elencati da san Paolo in 1 Cor 15,3-8); la stessa inspiegabile trasformazione degli apostoli, che prima sono avviliti, depressi, paurosi, e poi diventano esuberanti di coraggio, di fiducia incrollabile, di generosità fino al martirio: sono tutti dati certi che fondano la nostra convinta adesione e rendono ragionevole il credere.
Del resto, senza la verità della risurrezione del Salvatore crocifisso (principio e modello della nostra ultima sorte) l'intera esistenza umana non riesce a scampare dalla disperazione e dall'assurdità.
Questo è vero prima di tutto per noi cristiani. San Paolo ce lo ricorda con la consueta incisività: "Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini" (1 Cor 15,17-19).
Ma questo è vero anche per i non credenti: senza la fede pasquale gli uomini si dovrebbero riconoscere fatalmente votati alla morte totale, condannati a non percepire una motivazione che vada oltre il provvisorio e costretti a vivere in un mondo senza una sostanziale e definitiva speranza.
Perciò la missione della Chiesa - e quindi anche la grande responsabilità dei cristiani - è quella di portare la notizia della Pasqua (cioè della risurrezione di Cristo) a tutte le genti.
Nessun'altra notizia è più interessante di questa: è un caso unico nella storia. E' anzi il "cuore" della storia e apre orizzonti inauditi sul nostro presente e sul suo autentico significato, sul nostro futuro e sul futuro dell'universo.
A noi che festeggiamo la Pasqua nella sua verità è richiesto di annunciare con chiarezza e con gioia questa vittoria di Cristo, che è vittoria di tutta la famiglia umana sulla sua "ultima nemica" (come san Paolo chiama la morte: 1 Cor 15,26).
E' il primo e il più grande atto di carità; ed è anche il più necessario per gli uomini del nostro tempo, che per vivere da creature ragionevoli hanno soprattutto bisogno di una speranza che non deluda.

Fonte: La rivincita del crocifisso, (omelia per il 08/04/2012)

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