BastaBugie n°247 del 01 giugno 2012

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1 PUBBLICATA LA CORRISPONDENZA PERSONALE DEL PAPA: MA BENEDETTO XVI HA UNA FEDE FERMA E PERCIO' E' SEMPRE MOLTO SERENO E TRANQUILLO
Dall'aborto alla riforma liberticida di Obama, il male è scatenato: intervista a tutto campo al cardinale Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura Apostolica
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: Tempi
2 ECCO PERCHE' DOPO 95 ANNI IL CUORE IMMACOLATO DI MARIA ANCORA NON HA TRIONFATO
La profezia di Fatima potrà dirsi avverata solo quando l'umanità volterà le spalle alla dittatura del relativismo
Autore: Roberto de Mattei - Fonte: Corrispondenza Romana
3 LO STATO DI POLIZIA FISCALE DEL GOVERNO MONTI STA ERODENDO LE NOSTRE LIBERTA'
I tecnici sono bravi solo nel mostrare indifferenza per i veri bisogni della gente e a caricare i cittadini di pesi insopportabili
Autore: Gennaro Malgieri - Fonte: Corrispondenza Romana
4 I MIEI EROI SONO I SACERDOTI
Ogni giorno ripetono il miracolo dell'Eucaristia rendendo presente Dio, benedicono, rimettono i peccati, battezzano, uniscono un uomo e una donna in una carne sola, ecc. ecc.
Autore: Costanza Miriano - Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com
5 LA CORTE COSTITUZIONALE CONFERMA IL DIVIETO PER LA FECONDAZIONE ETEROLOGA ATTESTANDO COSI' IL DIRITTO DEL FIGLIO ALL'IDENTITA' GENETICA E ALLA FAMIGLIA
Tuttavia va ricordato che anche la fecondazione artificiale omologa (cioè all'interno della coppia) cede al fascino della tecnologia e dimentica che ogni figlio è un dono
Fonte: Comitato Verità e Vita
6 CLAMORE SUSCITATO DALLA PUBBLICAZIONE DELLE NUOVE LINEE GUIDA DELLA CEI PER I CASI DI PEDOFILIA
Ma, come al solito, chi attacca la Chiesa dimentica la sua instancabile azione contro la pedofilia: ecco dei casi clamorosi
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Campari e de Maistre
7 LE PERICOLOSE AMBIGUITA' DEL GOVERNO MONTI SULLA FAMIGLIA ALLA VIGILIA DELL'INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE CON BENEDETTO XVI A MILANO
I ministri Fornero e Profumo all'attacco del modello naturale di famiglia basata sul legame stabile tra un uomo e una donna
Autore: Stefano Fontana - Fonte: Osservatorio Intern. Card. Van Thuân
8 I VERBI USATI NELLE PAROLE DELLA CONSACRAZIONE SONO FUTURI, MA SONO TRADOTTI AL TEMPO PASSATO...
L'eucaristia non è memoriale dell'ultima cena, ma della passione, morte e risurrezione del Signore: ecco perché chi voleva evitare la confusione, l'ha invece accresciuta
Autore: Sandro Magister - Fonte: Settimo Cielo
9 MARCIA PER LA VITA: COSA E' SUCCESSO PRIMA E DOPO
Promemoria di tutto ciò che non dobbiamo dimenticare: chi ha remato contro la marcia sia tra gli abortisti che tra i pro-life
Autore: Alfredo De Matteo - Fonte: Corrispondenza Romana
10 OMELIA SANTISSIMA TRINITA' - ANNO B - (Mt 28,16-20)
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - PUBBLICATA LA CORRISPONDENZA PERSONALE DEL PAPA: MA BENEDETTO XVI HA UNA FEDE FERMA E PERCIO' E' SEMPRE MOLTO SERENO E TRANQUILLO
Dall'aborto alla riforma liberticida di Obama, il male è scatenato: intervista a tutto campo al cardinale Raymond Leo Burke, prefetto della Segnatura Apostolica
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: Tempi, 25/05/2012

Il 13 maggio scorso 15 mila persone hanno sfilato nella capitale per chiedere l'abolizione della legge 194/78 che legalizza l'aborto. Fra i cartelli che denunciavano la morte di 5 milioni di bambini e l'impossibilità di tollerare anche un solo aborto legale, spuntava una faccia capace di rendere ancora più significativa la svolta del mondo pro life italiano. Quella di Raymond Leo Burke, il cardinale statunitense prefetto della Segnatura Apostolica che ha marciato silenziosamente per due ore secondo il suo stile umile ma mai remissivo. Infatti, la sola presenza del capo del supremo tribunale vaticano, noto per essere fra i porporati più vicini sia per formazione sia per impostazione al papa teologo e pastore Benedetto XVI, ha segnato una novità non indifferente nella linea d'azione indicata dalla Chiesa cattolica per far fronte alla violazione dei cosiddetti "princìpi non negoziabili".
EMINENZA, È LA PRIMA VOLTA CHE UNA FETTA COSÌ CONSISTENTE DEL MONDO PRO LIFE, CON IL PLAUSO DI MOLTI VESCOVI, INTRAPRENDE LA VIA DELL'OPPOSIZIONE SENZA COMPROMESSI. FINO AD ORA SI ERA SCELTO DI COMBATTERE PER L'APPLICAZIONE INTEGRALE DELLA LEGGE 194 QUALE VIA PER RIDURRE GLI ABORTI, COME SE NON FOSSE POSSIBILE CHIEDERE DI PIÙ. IL NUMERO DEGLI ABORTI, PERÒ, NON HA FATTO CHE AUMENTARE. È REALISTICO PERCORRERE LA STRADA PIÙ AUDACE ORA CHE SIAMO ANCORA PIÙ ASSUEFATTI ALLA MENTALITÀ ABORTISTA?
È necessario prendere la via audace. L'unica accettabile e indicata da sempre da Giovanni Paolo II prima e da Benedetto XVI poi davanti alla negazione dei princìpi non negoziabili. L'aborto è la violazione di un diritto inviolabile della persona. Non si può rimanere silenziosi di fronte a una legge che lo permette, non ha senso parlare di male minore davanti a un omicidio. Per quanto riguarda l'esito politico di tale azione è difficile fare previsioni, ma se non si comincia non lo sapremo mai. Comunque sia abbiamo il dovere di parlare chiaro per tenere deste le coscienze, testimoniando fino in fondo la santità inviolabile della vita umana, tutelandola dal concepimento fino alla morte naturale.
IN AMERICA LO STATO SI STA SPINGENDO PIÙ IN LÀ. NELL'AMBITO DELLA SUA RIFORMA SANITARIA OBAMA HA APPROVATO UN REGOLAMENTO CHE VÌOLA LA CLAUSOLA DI COSCIENZA: QUALSIASI ISTITUZIONE DEVE OFFRIRE AI PROPRI DIPENDENTI, STUDENTI O FRUITORI LA COPERTURA ASSICURATIVA DI CONTRACCETTIVI E ABORTO. LA CHIESA CATTOLICA, SPRONATA DAL PAPA, SI STA MOBILITANDO, ATTRAVERSO INCONTRI PUBBLICI, INTERVENTI MEDIATICI, MANIFESTAZIONI E PREGHIERE COMUNITARIE PER CHIARIRE ALLA GENTE CHE IL GOVERNO NON STA MINACCIANDO LA CHIESA MA LA LIBERTÀ RELIGIOSA IN GENERALE. LA STAMPA LAICISTA PARLA DI INGERENZA.
Questo lavoro è assolutamente necessario: la Chiesa cattolica non può rimanere integra senza impegnarsi per continuare ad agire nella società. Assistiamo a una secolarizzazione totale che vuole zittire la coscienza umana. Perciò, i vescovi non solo possono ma devono protestare e fare tutto il possibile per risvegliare le coscienze della popolazione, anche perché il mondo mediatico, tutto a favore della secolarizzazione, sta cercando di confondere i cittadini mascherando quello che sta accadendo. Dice: "Sì, voi avete la libertà di culto nella vostra chiesa ma poi, fuori dalle sue mura, non avete quella religiosa". Accettare di vivere così è tradire la natura cattolica del cristianesimo. Pertanto mi conforta molto vedere che tutti i vescovi americani sono uniti per protestare contro un governo che minaccia le sue stesse fondamenta: il primo emendamento della Costituzione. Sono sicuro che ogni americano che si renderà conto che l'attacco non è rivolto alla sola Chiesa cattolica, ma alla libertà religiosa in generale, si opporrà al presidente.
C'È CHI TEORIZZA CHE IL MONDO NON CAPISCE PIÙ QUELLO CHE LA CHIESA HA DA DIRE, PERCIÒ L'UNICA VIA SAREBBE QUELLA DELLA TESTIMONIANZA DI VITA.
Non si può stare in silenzio. In questo caso accontentarsi della testimonianza personale sarebbe come affermare che si è d'accordo con quanto il governo sta facendo. Il silenzio non è ammissibile di fronte alle ingiustizie più gravi. Tradiremmo la missione che il Signore ci ha affidato: difendere la dignità di ogni essere umano. Parlano di ingerenza e poi rimproverano il silenzio della Chiesa di fronte al nazismo. Chi parla così, almeno per coerenza, dovrebbe auspicare l'intervento della Chiesa, perché siamo di fronte a un pericolo simile.
IN ITALIA SI CERCA DI FARE APPARIRE LA CHIESA COME UN'ISTITUZIONE POTENTE E CORROTTA A CUI PORRE FINE. L'ATTACCO VIENE ANCHE DALL'INTERNO E ARRIVA FINO AL SANTO PADRE, CON LA PUBBLICAZIONE DELLA SUA CORRISPONDENZA PERSONALE.
Questa è una cosa che la Chiesa deve affrontare anche al suo interno. Il segreto pontificio non esiste per mascherare le ingiustizie, ma perché viga il rispetto della coscienza personale. Bisogna poi ricordare che quanto è destinato a un uso personale, non avendo lo scopo di un annuncio generale, ha una forma che non è pensata per essere comprensibile al pubblico. Mi auguro un ripristino immediato del segreto e della riservatezza dei documenti pontifici, che la Chiesa deve ricomprendere. Perché quanto avvenuto è una violazione gravissima.
ANCHE LA STESSA COSTITUZIONE ITALIANA, ALL'ARTICOLO 11, TUTELA LA SEGRETEZZA DELLA CORRISPONDENZA PRIVATA.
Sarà la Segreteria di Stato ad occuparsi di questa violazione per far valere i propri diritti anche all'esterno.
DAVANTI AGLI SCANDALI SI VEDE ANCHE IL RISCHIO DI DIVIDERE LA "CHIESA DEI BUONI" DA QUELLA "DEI CATTIVI".
La Chiesa, che è il corpo mistico di Cristo, è una ed è il mezzo attraverso cui il Signore ha scelto di restare con noi: la Chiesa, dunque, è una realtà santa composta da uomini che rimangono peccatori e che talvolta non rispondono alla grazia ricevuta dallo Spirito. Una grazia continuamente necessaria per la conversione della vita, per il rigetto del peccato e per abbracciare la via della Croce e della donazione di sé. Così la Chiesa resta una realtà non coerente, santa e meretrice insieme. Perciò, chi prende solo un aspetto di essa è ideologico. Non ha scuse nemmeno chi assiste al compimento di peccati gravissimi che i suoi uomini possono commettere, perché chiunque ha a che fare con la Chiesa ha conosciuto anche la sua santità, magari più visibile in certi uomini che in altri.
NON PENSA CHE CI SIA ANCHE UN'AMPLIFICAZIONE DEI PECCATI, SE NON ADDIRITTURA UNA DISTORSIONE DELLA REALTÀ DELLA CHIESA?
È indubbio. I media, ad esempio, prendono le cose più normali e di per sé buone, come la conversazione del Santo Padre con un governatore, e ne distorcono il messaggio insinuando secondi fini. Mentre i fatti sono più semplici: da sempre la Chiesa, come qualsiasi altra istituzione, nel dialogo con altri esprime il proprio pensiero. E questo è bene, perché la sua missione è di salvare e difendere il mondo. Anche per questo un cattolico non può accettare una separazione assoluta tra Stato e Chiesa. I due piuttosto devono collaborare mantenendo la propria identità.
LA CRONACA DIMOSTRA CHE È IN ATTO UN TENTATIVO DI INFANGARE CHI CERCA DI APPLICARE LA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA. COSÌ I CATTOLICI SONO TENTATI DI RITIRARSI DAL MONDO NON SOLO PER PAURA DELLA PERSECUZIONE, MA PER QUELLA DI SPORCARSI LE MANI.
Non è possibile per un cattolico accettare di farsi chiudere in sagrestia. Non possiamo ritirarci per paura di diventare come il mondo. Sì, ci sono anime che hanno la vocazione eremitica o monastica chiamate a lasciare il mondo per salvarlo abbracciando una vita di penitenza e preghiera. Ma per chi non ha questa vocazione è un dovere quello di agire nei vari campi dell'attività umana per testimoniare Cristo risorto. Certo è difficile, perché più la nostra testimonianza è forte più i nemici del Vangelo ci attaccano. È poi c'è sempre il rischio di cadere. Ma questa non può essere una ragione per lavarsene le mani. Non possiamo pensare che seguendo Gesù non saremo attaccati e nemmeno che non sbaglieremo. Proprio per questo si deve continuare ad agire stando attaccati alla vite. Dobbiamo essere tralci ben inseriti nella vite che è il Signore per trarre forza dall'Unico che ci può sostenere e farci rialzare. Altrimenti saremo perduti. Soprattutto ora che il male è scatenato, è solo con Cristo, nella Chiesa, e in Cristo, nell'Eucarestia e nella Confessione, che possiamo prevalere sulle forze di Satana, sui principati e le potestà, come dice san Paolo.
PERCHÉ DIO PERMETTE UNA PROVA SIMILE, CHE ALLONTANA GLI UOMINI DAL SUO CORPO CHE È LA CHIESA? CHE COSA STA CHIEDENDO IL SIGNORE AI SUOI DISCEPOLI?
La spiegazione si trova nella Passione di nostro Signore. Il Padre ha permesso che Lui soffrisse una passione crudele per salvare il mondo. Quindi dobbiamo vedere nelle nostre sofferenze la via misteriosa della purificazione, per amare ancor più Dio e il prossimo. Se tutto fosse facile la bellezza della vita cristiana si offuscherebbe. Al contrario, quando la vita cristiana è provata, la sua bellezza è misteriosamente più evidente. Io sono solo un sacerdote, ma mi pare che in questi tempi così duri il Signore ci stia chiedendo una testimonianza eroica: di soffrire per Lui e per la sua Chiesa.
COME STA VIVENDO IL SANTO PADRE QUESTA PROVA?
Mentre il corpo soffre anche il capo soffre con lui. Ma il Papa ha una fede ferma e forte: soffre ma è certo che tutto è nelle mani del Signore che ha già vinto ed è risorto. Perciò è sempre molto sereno e tranquillo e non si lascia scalfire dal mondo.

Nota di BastaBugie: consigliamo la visione del video con l'intervista al cardinale Burke in occasione della Marcia per la Vita del 13 maggio 2012

http://youtu.be/iayouHhStdw


Per vedere i video, le foto e tutti gli articoli che abbiamo pubblicato sulla Marcia per la Vita 2012, vai al link sottostante
http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_marciaperlavita2012

Fonte: Tempi, 25/05/2012

2 - ECCO PERCHE' DOPO 95 ANNI IL CUORE IMMACOLATO DI MARIA ANCORA NON HA TRIONFATO
La profezia di Fatima potrà dirsi avverata solo quando l'umanità volterà le spalle alla dittatura del relativismo
Autore: Roberto de Mattei - Fonte: Corrispondenza Romana, 23/05/2012

Il 95esimo anniversario delle Apparizioni di Fatima, avvenute da maggio ad ottobre del 1917, è passato inosservato, se non fosse per un convegno organizzato a Roma da padre Nicholas Gruner e per la pubblicazione, da Sugarco, a del bel libro di Cristina Siccardi, Fatima e la Passione della Chiesa, su cui avremo modo di ritornare.
Limitiamoci qui a ricordare che il Messaggio della Madonna ai tre pastorelli Lucia, Giacinta e Francesco, consta di tre parti diverse, ma logicamente concatenate tra di loro. La prima parte si riferisce alla salvezza delle anime ed è caratterizzata dalla terrificante visione dell'inferno, che è il destino che attende le anime dei peccatori impenitenti. La seconda parte del Messaggio estende il castigo alle nazioni infedeli alla legge divina. La terza parte, divulgata dalla Santa Sede nel giugno 2000, dilata la tragedia alla vita della Chiesa, offrendo la visione di un Papa e di vescovi, religiosi, religiose e laici colpiti a morte dai persecutori, Le discussioni che si sono aperte negli ultimi anni su questo "Terzo Segreto" rischiano di offuscare la forza profetica della parte centrale del Messaggio, riassunto da due frasi decisive: «la Russia diffonderà nel mondo i suoi errori» e «Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà».
Il 13 luglio del 1917, quando la Madonna rivolge ai fanciulli di Fatima queste parole, la minoranza bolscevica non ha ancora conquistato il potere in Russia. Ciò avverrà qualche mese dopo con la "Rivoluzione di Ottobre", che non è un avvenimento puramente storico, ma un complesso di gravi errori ideologici. Ciò che caratterizza il pensiero classico e poi quello cristiano che lo perfeziona è il primato della contemplazione sull'azione.
Nella seconda tesi su Feuerbach, Karl Marx afferma invece che l'uomo deve trovare la verità del suo pensiero nella prassi e nell'undicesima tesi sostiene che il compito dei filosofi non è quello di interpretare il mondo, ma di trasformarlo. Il filosofo è sostituito dal rivoluzionario e il rivoluzionario deve dimostrare nell'azione, la potenza e l'efficacia del suo pensiero. Sotto questo aspetto Lenin fu il rivoluzionario-filosofo che nel 1917 attuò nella prassi la teoria comunista.
La Russia è stato il principale veicolo della diffusione di questi errori, che non hanno la loro causa nella nazione russa, ma nel furore ideologico dei marx-leninisti, portatori di  un'azione sul mondo tesa alla dissoluzione di ogni principio e di ogni verità. «Per la prima volta nella storia – affermò Pio XI nella sua enciclica Divini Redemptoris del 19 marzo 1937– stiamo assistendo ad una lotta freddamente voluta e accuratamente preparata dall'uomo contro tutto ciò che è divino (2 Tess. 1, 4)».
Non c'è stato nel Novecento crimine analogo al comunismo, per lo spazio temporale in cui si è disteso, per i territori che ha abbracciato, per la qualità dell'odio che ha saputo secernere. Tutti i crimini e le sventure del XX secolo, compreso il nazionalsocialismo, secolo, sono frutti, diretti o indiretti dell'ideologia marx-leninista. Da Stalin a Kruscev da Breznev a Gorbaciov l'errore comunista si è diffuso nel mondo, come un magma incandescente.
Il crollo dell'Unione Sovietica non ha visto la fine, ma semmai l'espansione di questi errori. L'evoluzionismo, il pragmatismo e l'edonismo, intrinseci alla dottrina comunista, pervadono l'Occidente e alla "dittatura del proletariato" si va sostituendo una "dittatura del relativismo" che scaturisce dalla stessa fonte avvelenata del materialismo dialettico. Inoltre la ex-nomenklatura comunista controlla ancora larga parte del potere in Russia e in alcuni Paesi dell'Est europeo, mentre intere nazioni, dalla Cina a Cuba, gemono ancora sotto l'oppressione rossa. L'anticomunismo da parte sua si è dissolto, perché, come già ammoniva Pio XI nella Divini Redemptoris: «assai pochi hanno potuto penetrare la vera natura del comunismo».
La diffusione degli errori del comunismo è descritta dalla Madonna come una punizione dovuta ai peccati degli uomini. Per evitare questo castigo, la Vergine Maria ha espresso due precise richieste: la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Giovanni Paolo II attribuì alla Madonna di Fatima una miracolosa protezione nell'attentato del 1981 e fece due consacrazioni del mondo al Cuore Immacolato di Maria, il 13 maggio 1982 e il 25 marzo 1984, ma senza menzionare specificatamente la Russia.
E' indubbio che, come conseguenza di questi atti, qualcosa di importante sia accaduto pochi anni dopo, con la caduta del Muro di Berlino e lo sgretolamento dell'Unione Sovietica. Ma è altrettanto certo che il comunismo è ancora in piedi e la conversione dell'umanità in generale e della Russia in particolare sembra ancora lontana. Chi potrebbe affermare che la profezia di Fatima sia compiuta e che i gravi avvenimenti preannunciati dalla Madonna nel 1917 siano tutti alle nostre spalle?
La profezia di Fatima potrà dirsi avverata solo quando l'umanità volterà le spalle agli idoli del nostro tempo per abbracciare pienamente i principi dell'ordine naturale e cristiano negati dal relativismo socialista e comunista. Ciò dovrà infallibilmente avvenire perché la stessa Vergine Maria lo ha promesso con parole cariche di dolce speranza : «Infine il mio cuore Immacolato trionferà».

Fonte: Corrispondenza Romana, 23/05/2012

3 - LO STATO DI POLIZIA FISCALE DEL GOVERNO MONTI STA ERODENDO LE NOSTRE LIBERTA'
I tecnici sono bravi solo nel mostrare indifferenza per i veri bisogni della gente e a caricare i cittadini di pesi insopportabili
Autore: Gennaro Malgieri - Fonte: Corrispondenza Romana, 27/04/2012

Il governo dei tecnici, sceso in cinque mesi a livelli di impopolarità imbarazzanti posto che era stato chiamato a raddrizzare i conti economici del Paese, si affida all'ultima risorsa disponibile da parte di coloro che falliscono la missione che si sono data o che gli è stata assegnata. Mostrare indifferenza per i bisogni della gente e caricare la comunità nazionale di pesi tali da essere insopportabili. Chi non si adegua ne subirà le conseguenze. E' l'anticamera dello Stato di polizia. Ed ha perfettamente ragione Piero Ostellino nel sostenere che il governo Monti si ispira ad "un regime totalitario di socialismo reale". Non diversamente, nella sostanza, di quanto avveniva nella Ddr, al netto delle brutalità del regime, com'è ovvio.
L'editorialista ed ex-direttore del Corriere della sera ha affidato la sua denuncia di liberale indignato al Foglio ed ha rincarato la dose in un'intervista a Libero nella quale, tra l'altro, sostiene: "Io lavoro per il Corriere e in cambio del mio lavoro percepisco uno stipendio. Se alla fine del mese mi mancano i soldi, non vado dall'amministratore a chiederne altri, me li faccio bastare. Il governo, se a luglio scopre che quanto ha incassato con l'Imu non basta, aumenta la tassa. E' una cosa giuridicamente improponibile, politicamente vergognosa. E moralmente è una schifezza".
Ineccepibile. Così come la sua denuncia più "politica". Ostellino, infatti, rincara la dose e dice: "Quello che sta succedendo in Italia è che, per via fiscale, ci stanno requisendo le libertà civili. Hanno cominciato coi rendiconti bancari: ogni anno le banche manderanno i rendiconti di ciascun italiano all'Agenzia delle entrate. Ora ci sono controlli sulle utenze telefoniche. Questa è un'invasione nella vita degli italiani".
Insomma, si sta riproponendo in Italia, morbidamente, nell'indifferenza dei più purtroppo, una tragedia i cui contorni non sono ancora percepibili dalla maggioranza dei nostri connazionali: l'intromissione nelle "vite degli altri" per via fiscale; una rimodulazione dello Stato di polizia dedito al controllo delle private esistenze cui non fa mancare, sempre con lo strumento della tassazione, il peso del suo tallone introducendo, per esempio, la doppia tassazione per chi possiede una casa all'estero e già paga nel Paese dove si trova le imposte dovute: se non frutta un reddito, per quale motivo deve ripagare quella tassa anche in Italia? E' un modo illiberale per costringere gli italiani a non avere nulla, neppure per il proprio piacere, fuori dai confini nazionali. Un bel modo d'intendere la libertà di circolazione di merci e persone, oltre che di favorire l'integrazione tra cittadini ormai internazionalizzati.
Il governo tecno-burocratico, algido come un Leviatano, impietoso come un gabelliere settecentesco, sta riducendo i nostri spazi di libertà. E non si avvede dell'imbecillità di tale ottuso atteggiamento che non soltanto irrita i "sudditi", perché tali sono considerati i cittadini, ma acuisce un odio sociale le cui conseguenze i professori rimpannucciati nelle loro toghe accademiche non riescono neppure lontanamente ad immaginare.
Del resto sono stati chiamati al capezzale della Repubblica per fare il lavoro sporco. E lo stanno facendo egregiamente. I partiti ritengono, così, di essersi salvati l'anima, ma non sanno che la gente ormai li accomuna ai professori allineati e coperti ai diktat francofortesi e berlinesi. Se avessero una minima consapevolezza di quel che sta accadendo, le forze politiche che sostengono Monti gli farebbero osservare che c'è un limite a tutto ed è già stato ampiamente superato. Altro che prendersela con Grillo. L'antipolitica è figlia legittima della cattiva politica. Se ne facciano una ragione ABC ed il resto dell'alfabeto partitico.
Lo Stato di polizia che si attiva attraverso la leva fiscale e con la decretazione della fine del segreto bancario, uno dei caposaldi dei sistemi liberali, ritiene di avere il potere (ovviamente recisamente negato) di ridurre in miseria gli italiani per rispettare un patto sottoscritto con i burocrati europei, incurante del malessere che produce oltre all'impoverimento che stabilizza: gli stipendi medi da noi sono i più bassi dell'Unione.
Tasse e spionaggio. E' questo il bilancio degli illuminati gestori della cosa pubblica? La distanza tra i cittadini ed il potere non è mai stata così ampia. Se ne rendano conto tutti, prima che sia troppo tardi.

Fonte: Corrispondenza Romana, 27/04/2012

4 - I MIEI EROI SONO I SACERDOTI
Ogni giorno ripetono il miracolo dell'Eucaristia rendendo presente Dio, benedicono, rimettono i peccati, battezzano, uniscono un uomo e una donna in una carne sola, ecc. ecc.
Autore: Costanza Miriano - Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com, 10/05/2012

Deve essere un po' di stanchezza. Forse le lenti a contatto, e i fiocchi di pioppo che nevicano abbondanti qui a Roma, e magari anche un po' di matita negli occhi, ma insomma ieri mi sono commossa. Sono entrata in una delle più antiche chiese di Roma dove dovevo incontrare il mio amico don Massimo Vacchetti, e ho visto sei sacerdoti in ginocchio che recitavano la coroncina alla Divina Misericordia.
Ognuno ha il suo debole. Io quando vedo un sacerdote che prega davvero non resisto. Il mio cuore si scioglie per questi figli prediletti del Padre, per questi uomini, veri uomini, che rinunciano a se stessi per dare la vita per noi, virilmente offrendosi a scudo di tutta l'umanità, spesso in cambio di un prestigio e una considerazione inadeguati al sacrificio che hanno scelto.
A loro, ai sacerdoti, dobbiamo molto più di quanto sospettiamo, e un giorno, quando vedremo tutto chiaramente, quando le segrete trame delle nostre storie, di quelle dell'umanità intera ci saranno svelate, vedremo chi davvero ha fatto la storia. L'avranno fatta i sacrifici e le preghiere nascoste, l'avrà fatta la dedizione di tante persone normali al proprio dovere, l'avranno fatta tante donne e tanti uomini che hanno accettato semplicemente di stare lì, al proprio posto, di abbracciare insieme alla gioia anche il disgusto di giornate opache.
Ma più di tutti l'avranno fatta loro, i sacerdoti, che rendono presente Dio, che ogni giorno ripetono il miracolo dell'Eucaristia, che rimettono i peccati, che battezzano, che uniscono due vite in una carne sola. Sono loro le ossa del corpo mistico, della Sposa dell'Agnello radiosa e materna che è sempre lì pronta ad accogliere tutti, anche quelli a cui ha appena detto che stanno andando a dare una craniata. Sono loro che rinnovano la grazia, comunque siano personalmente, eroici e bellissimi come Padre Maurizio,  Padre Emidio, don Fabio (auguri per i 25 anni di sacerdozio) e tanti altri, oppure un po' più modesti: non importa, perché la loro grandezza non viene da loro, ma da Dio.
Avrei parlato per ore con don Massimo e i suoi sacerdoti, così belli, così puliti, così pieni di zelo, ignorando le richieste delle mie bambine (voglio il gelato, no l'acquabolle, portami al parco) che ballavano la danza dei pinguini e chiedevano di arrampicarsi su pozzi antichissimi, solo che a un certo punto mi è apparsa la mamma di una compagna di scuola di mio figlio appena uscita, e questo mi ha ricordato che forse era il caso di andarlo a prendere affidando la bella comitiva a un'amica speciale, perché è opportuno non scendere troppo sotto il livello base della madre decente. Questo ogni tanto cerco di ricordarmelo, quando faccio sogni di gloria, e mentre già mi raffiguro il mio santino con l'aureola e i fiori mi accorgo che ho bruciato la lasagna, che una figlia ha due calzini di colori diversi e che dimentico di mettere la crema che ci ha prescritto il dermatologo almeno una volta su due.
A ognuno la sua chiamata: i sacerdoti mandano avanti il mondo rinnovando la presenza di Dio nel pane tutti i giorni, e nutrendoci. Noi, riconoscenti a loro, mandiamo avanti le nostre vite normali, cercando di fare il meno peggio, che è poi, personalmente, il mio manifesto di vita.
A questo proposito accetto consigli e ammonizioni da chiunque. Se qualcuno, per esempio, mi avesse detto che a questo punto della stagione i carciofi sono ormai duri, sabato scorso mi sarei risparmiata una notte passata a bollire vanamente foglie rossastre dalla simpatica consistenza del cartone.

Fonte: www.costanzamiriano.wordpress.com, 10/05/2012

5 - LA CORTE COSTITUZIONALE CONFERMA IL DIVIETO PER LA FECONDAZIONE ETEROLOGA ATTESTANDO COSI' IL DIRITTO DEL FIGLIO ALL'IDENTITA' GENETICA E ALLA FAMIGLIA
Tuttavia va ricordato che anche la fecondazione artificiale omologa (cioè all'interno della coppia) cede al fascino della tecnologia e dimentica che ogni figlio è un dono
Fonte Comitato Verità e Vita, 25/05/2012

Anche Comitato Verità e Vita apprezza la decisione della Corte Costituzionale di rigettare le eccezioni di incostituzionalità sollevate dai giudici di Catania, Milano e Firenze a proposito del divieto di fecondazione eterologa sancito dalla legge 40/2004, confermando, ci auguriamo in via definitiva, il diritto del figlio all'identità genetica e alla famiglia naturale.
Il divieto di fecondazione eterologa, che lede profondamente il diritto del figlio così concepito a conoscere le sue radici, è stato, in fase di discussione della legge 40, il caposaldo, la linea del Piave da difendere a tutti i costi della quasi totalità dei pro-life, assieme alla CEI, secondo la linea di compromesso: passi l'omologa, ma l'eterologa NO!
Ma neppure in questo momento di soddisfazione si deve dimenticare che tale divieto, pur importante e giusto, è ben poca cosa rispetto a quanto tuttavia la legge 40 consente in violazione di fondamentali diritti del concepito in vitro e della sua dignità sia nell'articolato originario, sia per le successive sentenze. Come sarebbe rispettato il suo diritto alla vita richiamato dall'art.1, dall'adozione di tecniche con altissimi tassi di abortività programmata, con un tasso globale così alto di esiti negativi e fatali che in nessun altro ambito della medicina sarebbe ammesso dalla deontologia medica e dalle stesse autorità sanitarie? E da un articolato che per ben due volte lo abbandona al braccio della legge sull'aborto n.194?
La sentenza 151 del 18 aprile 2009 della stessa Corte Costituzionale, abolendo il limite del numero di tre embrioni da produrre e impiantare, e affidandolo alla discrezionalità del medico, ha reintrodotto la pratica della produzione di embrioni soprannumerari e incrementato la crioconservazione che svilisce ulteriormente la dignità di queste creature. Di fatto, i cosiddetti paletti che avrebbero, nel progetto di chi, in campo pro-life, ha proposto e caldeggiato la legge 40, tutelato l'embrione umano, sono nella quasi totalità saltati.
Rimane per ora il divieto di eterologa. E, se ci rallegra per le ragioni su esposte, non può tuttavia non indurre un'amara considerazione su questa sorta di eterogenesi dei fini: la Consulta riconosce il diritto di accedere alla fivet soltanto alla famiglia, che, quando si lascia irretire dal fascino della tecnologia e dimentica che ogni figlio è solo dono, si fa detentrice del potere di vita e di morte di un alto numero di embrioni.

Fonte: Comitato Verità e Vita, 25/05/2012

6 - CLAMORE SUSCITATO DALLA PUBBLICAZIONE DELLE NUOVE LINEE GUIDA DELLA CEI PER I CASI DI PEDOFILIA
Ma, come al solito, chi attacca la Chiesa dimentica la sua instancabile azione contro la pedofilia: ecco dei casi clamorosi
Autore: Giuliano Guzzo - Fonte: Campari e de Maistre, 24 maggio 2012

No, non è possibile che tutti abbiano abboccato, che ci siano cascati, che abbiano preso per vera – ancora una volta - una notizia inesistente. Perché ha davvero dell'incredibile il clamore suscitato dalla pubblicazione, da parte della Conferenze episcopale italiana, delle Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici; clamore scatenato dal fatto che questo documento lascerebbe i vescovi liberi di non denunciare i casi di pedofilia. Una bufala, ovviamente.
Ma andiamo con ordine e vediamo, all'interno di dette Linee guida, cosa afferma il passaggio che ha sollevato le polemiche. Si trova a pagina 7 e recita: «Nell'ordinamento italiano il Vescovo, non rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio, non ha l'obbligo giuridico di denunciare all'autorità giudiziaria statuale le notizie che abbia ricevuto in merito ai fatti illeciti oggetto delle presenti Linee guida».
Ora, affermare che «nell'ordinamento italiano il Vescovo [ ...] non ha l'obbligo giuridico di denunciare» i casi di pedofilia significa solamente riportare quello che – piaccia o meno – prevedono le Leggi del nostro Stato. Le quali, se da un lato stabiliscono che «ogni persona che ha notizia di un reato perseguibile di ufficio può farne denuncia» (Codice di procedura penale, art. 333, comma 1), d'altro lato limitano ai «pubblici ufficiali» ed agli «incaricati di un pubblico servizio», allorquando «hanno notizia di un reato», (Cfr. art. 333, comma 1) l'obbligo di denuncia; a meno che non si tratti «di un delitto contro la personalità dello Stato», eventualità che impone a chiunque di sporgere denuncia (Codice penale, art. 364).
Orbene, dal momento che il Vescovo – come giustamente chiariscono le Linee guida – non rientra tra i «pubblici ufficiali» e tra gli «incaricati di un pubblico servizio», «non ha l'obbligo giuridico di denunciare all'autorità giudiziaria statuale» notizie di possibili casi di pedofilia. Scandaloso? Può darsi. Ma chi lo pensa sappia che il problema, qui, è la Legge italiana e non altro. Anche perché, a leggersi con attenzione la Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici, si scopre come la volontà della Chiesa, quando si parla di crimini orrendi come la pedofilia, sia quella di fare chiarezza. La massima chiarezza.
Diversamente non avrebbe senso vincolare il Vescovo, non appena «abbia notizia di possibili abusi in materia sessuale», a «procedere immediatamente». Questo, si badi, a prescindere che la notizia in questione sia stata considerata o meno attendibile dalle autorità statali. Può infatti capitare – ed è capitato – che anche laddove lo Stato, attraverso i suoi inquirenti, non abbia trovato ragioni o prove per processare un presunto pedofilo, la Chiesa abbia continuato il proprio percorso di accertamento della responsabilità. Si potrebbero citare molti casi, ma il più celebre, forse, è quello statunitense Lawrence C. Murphy, reverendo accusato di aver abusato di decine di bambini. Ebbene, pur avendone ricevute molte, i magistrati, archiviarono le denunce a suo carico. Ciononostante la Chiesa - anche se si trattò di indagare crimini accaduti decenni prima - respinse una richiesta di prescrizione avanzata dello stesso reverendo, e andò avanti, interrogandolo, processandolo, condannandolo ed allontanandolo per sempre dalla possibilità di mietere nuove vittime.
Ma torniamo alle contestate Linee guida della Cei. Esse - dicevamo - stabiliscono per il Vescovo l'obbligo di «procedere immediatamente» non appena «abbia notizia di possibili abusi in materia sessuale». Come? Le procedure risultano molto articolate e disciplinate con precisione. Un fatto, comunque, emerge con chiarezza: «Il semplice trasferimento del chierico» accusato di pedofilia «risulta generalmente inadeguato, ove non comporti una sostanziale modifica del tipo di incarico». Nessuna volontà di insabbiare, dunque. Del resto, che oggi la Chiesa sia decisa a perseguire con ogni mezzo e anche al proprio interno gli abusi sui minori è documentato da numerosi eventi.
Pensiamo all'incontro avuto dal cardinal Angelo Bagnasco, nel giugno 2011, con un rappresentante delle associazioni che riuniscono le vittime degli abusi sessuali da parte del clero: nessun presidente della Cei, prima di lui, l'aveva mai fatto. Oppure a quell'«evento globale senza precedenti» che è stato il «simposio scientifico promosso dalla pontificia università Gregoriana» lo scorso anno e che ha visto riuniti «vertici vaticani, vescovi, superiori religiosi ed esperti da tutto il mondo» per approfondire il fenomeno della pedofilia e le strategie più efficaci per contrastarlo; ancora, si pensi all'introduzione del reato di pedopornografia e l'allungamento, per il diritto canonico, dei termini di prescrizione da 10 a 20 anni per quanto concerne gli abusi sessuali.
Benissimo, possono replicare gli amici laicisti, ma questi provvedimenti sono stati assunti tardi perché la Chiesa, per anni, ha lasciato correre. Bugia pure questa, che è facile smentire ricordando i numerosi ed esemplari casi di lotta alla pedofilia da parte di vescovi e cardinali. Eccone alcuni.
Correva l'anno 1992 quando il cardinale arcivescovo di Chicago, Joseph Bernardin, a capo della seconda diocesi americana, istituì una apposita linea verde per consentire alle vittime dei preti pedofili di denunciarli; molto apprezzabile, per stare agli Stati Uniti, è stata anche la condotta dell'arcivescovo americano William Keeler, che nel 2002 pubblicò direttamente sul sito dell'arcivescovado di Baltimora – alla faccia dell'insabbiamento! - la lista dei 56 religiosi accusati (quindi non ancora condannati) di molestie ai minori dagli anni '50 in poi.
Venendo a tempi più recenti e a casi italiani, non possiamo non ricordare il caso di Marco Dessì, missionario condannato per pedofilia grazie - come sostenuto da Marco Scarpati, avvocato delle vittime di Dessì nonché Presidente di Ecpat-Italia, associazione internazionale che si batte per porre fine alle prostituzione minorile, alla pedopornografia e alla tratta di minori - «alla grande collaborazione della Chiesa, che ha svolto un ruolo importantissimo nella ricerca della verità». Encomiabile, poi, è l'opera infaticabile di don Fortunato Di Noto che con la sua Associazione Meter da anni segnala alle autorità siti pedopornografici e persone sospettate di pedofilia, senza distinguere tra laici e religiosi, ed ha pubblicato anche testi sull'argomento. Per non abusare della pazienza del lettore ci arrestiamo qui, ma volendo potremmo continuare a lungo nell'elencare i tantissimi casi che mostrano come la Chiesa, da sempre, sia dalla parte dei bambini. Del resto, è stato proprio il suo Fondatore, con parole inequivocabili, ad affermare che «chi scandalizza» i bambini farebbe meglio a mettersi «una macina da asino al collo che fosse sommerso nel fondo del mare». Nessuna copertura per i pedofili, dunque. Tutt'altro.
Quindi, anche se da un lato «nell'ordinamento italiano il Vescovo [ ...] non ha l'obbligo giuridico di denunciare», d'altro lato – come chiarito da monsignor Charles J. Scicluna, "promotore di giustizia" della Congregazione per la Dottrina della Fede - nonostante non sia formalmente imposto «ai vescovi di denunciare i propri sacerdoti», costoro risultano incoraggiati «a rivolgersi alle vittime per invitarle a denunciare quei sacerdoti di cui sono state vittime»; la riprova che questa sia la prassi – continua Scicluna – viene dall'esperienza e dai singoli casi, tra i quali quello «riguardante un sacerdote condannato da un tribunale civile italiano» dove è stata proprio la Congregazione per la Dottrina della Fede «a suggerire ai denunciatori, che si erano rivolti a noi per un processo canonico, di adire anche alle autorità civili nell'interesse delle vittime e per evitare altri reati». Ce n'è abbastanza, direi, per capire che se negli anni qualche caso di insabbiamento e copertura di abusi sessuali c'è stato, tra vescovi e sacerdoti, non è stato grazie alla Chiesa, ma nonostante la Chiesa.

Nota di BastaBugie: il 28 maggio 2012 sono state assolte con formula piena le tre maestre per i presunti abusi su 21 bambini avvenuti a Rignano Flaminio tra il 2005 e il 2006. Già due anni fa avevamo pubblicato la dichiarazione di Carlo Giovanardi: "Anche per il caso della scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio... finirà, ne sono certo, nell’elenco dei falsi abusi". E così è stato. Chi volesse leggere l'intero articolo dove si narra inoltre la storia di Don Giorgio Govoni, sacerdote di Modena, accusato ingiustamente di pedofilia, morto di crepacuore a causa del processo che si è concluso dieci anni dopo con il riconoscimento che il fatto non sussiste, può andare al seguente link http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4

Fonte: Campari e de Maistre, 24 maggio 2012

7 - LE PERICOLOSE AMBIGUITA' DEL GOVERNO MONTI SULLA FAMIGLIA ALLA VIGILIA DELL'INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE CON BENEDETTO XVI A MILANO
I ministri Fornero e Profumo all'attacco del modello naturale di famiglia basata sul legame stabile tra un uomo e una donna
Autore: Stefano Fontana - Fonte: Osservatorio Intern. Card. Van Thuân, 23-05-2012

Mentre viene celebrata la giornata mondiale della famiglia voluta dall'Onu e siamo alla vigilia dell'incontro mondiale delle famiglie con Benedetto XVI a Milano, il governo italiano è sempre più pericolosamente ambiguo proprio su questo tema centrale dell'agenda politica.
Nella conferenza Stato-regioni sulla famiglia è avvenuto un fatto piuttosto inquietante. Dal testo del Piano per la famiglia è stato eliminato il seguente passaggio, di valore decisivo: «per quanto riguarda la distinzione tra famiglie legali e famiglie di fatto, essa vale quando sia necessaria l'osservanza dei requisiti ex art. 29 della Costituzione per motivi di carattere giuridico, fiscale e amministrativo, oltre che per ragioni di efficacia e di equità sociale». Insomma, il vincolo dell'articolo 29 è stato messo in ombra. Dal Piano nazionale è stato inoltre tolto il discorso del quoziente familiare (il cosiddetto Fattorefamiglia), da cui si capisce che il governo non ci sente sul tema di un fisco a misura di famiglia. Il ministro Fornero, infatti, ha dichiarato di essere contraria ad «una modulazione del fisco che scoraggi il secondo reddito in famiglia» e l'occupazione femminile.
Martedì 15 maggio, alla Camera è stato presentato il Rapporto dell'Osservatorio nazionale sulla famiglia. In quell'occasione ministro Fornero ha detto: «La famiglia tradizionale rischia di diventare un'eccezione. Oggi le famiglie di fatto chiedono di essere considerate famiglie, ci sono coabitazioni di persone dello stesso sesso che chiedono la stessa cosa. Dobbiamo distinguere la parte riconducibile ad un sistema di valori tradizionali e una visione aperta in cui tutti chiedono diritti. Non possiamo far finta di niente. Abbiamo il dovere di riflettere». Siccome la famiglia tradizionale prevista dalla Costituzione «rischia di diventare un'eccezione», sarebbe dovere del governo proteggerla. Se «tutti chiedono diritti», il governo non deve concedere diritti a tutti, perché non bastano i desideri per avere anche dei diritti. Come si vede, se questa linea fosse quella del governo e non solo del ministro Fornero, saremmo su una deriva culturale molto pericolosa e inaccettabile. Circa poi il dato quantitativo: in Italia ci sono 16 milioni di matrimoni e 900 mila coppie di fatto. Altro che in via di estinzione! Sarà interessante vedere a proposito di tutto ciò l'atteggiamento del ministro Riccardi, che ha la delega per la famiglia e che ad ogni piè sospinto parla dell'importanza della famiglia come elemento di solidarietà sociale, anche verso gli immigrati. Coppie di fatto o coppie omosessuali come potranno esercitare questa solidarietà?
Nel frattempo il ministro dell'Istruzione Profumo ha emanato una circolare che invita tutte le scuole a prestare attenzione educativa contro la omofobia, in ottemperanza alle disposizioni europee sulla giornata contro la discriminazione verso gli omosessuali istituita nel 2007. Non era mai successo prima che un ministro intervenisse su questo tema con una circolare. Il Presidente Napolitano si è detto preoccupato: «per il persistere di comportamenti ostili nei confronti di persone con orientamenti sessuali diversi». Già parlare di "orientamenti sessuali diversi" indica una posizione ideologica non condivisibile, perché li pone tutti sullo stesso piano. E poi tutti sappiamo che la lotta all'omofobia viene sistematicamente strumentalizzata, considerando "atto ostile" anche l'affermazione della dimensione naturale dell'eterosessualità e, quindi, del disordine intrinseco all'omosessualità. Parlarne nelle scuole significa in pratica far passare sul piano educativo l'ideologia del genere, ossia che non esistono due generi, maschile e femminile, ma che il genere è una scelta soggettiva e culturale per cui ne esistono circa 14.
Sarà anche solo tecnico questo governo. Però ... attenzione!

Fonte: Osservatorio Intern. Card. Van Thuân, 23-05-2012

8 - I VERBI USATI NELLE PAROLE DELLA CONSACRAZIONE SONO FUTURI, MA SONO TRADOTTI AL TEMPO PASSATO...
L'eucaristia non è memoriale dell'ultima cena, ma della passione, morte e risurrezione del Signore: ecco perché chi voleva evitare la confusione, l'ha invece accresciuta
Autore: Sandro Magister - Fonte: Settimo Cielo, 08/05/2012

I problemi di traduzione non sono poca cosa e stanno emergendo ogni giorno di più nella loro drammatica problematicità.
Per rimanere nel rito della messa, basterebbe pensare al "Padre nostro": è un testo biblico o liturgico? Se è testo liturgico, va tradotto dal latino liturgico e non dal greco, con criteri liturgici e non biblici. "Et ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a malo".
(Nel novembre del 2011 i vescovi italiani votarono per cambiare il "non ci indurre in tentazione" in "non abbandonarci alla tentazione", con 111 voti contro 68 dati a "non abbandonarci nella tentazione" – ndr).
Oppure al "Gloria": cosa significa "bonae voluntatis"? Così come è tradotto adesso parrebbe la "buona volontà" degli uomini, quando invece si tratta della buona disposizione di Dio verso gli uomini, con tutto quello che consegue.
(Ancora nel novembre del 2011 i vescovi italiani votarono per cambiare il "pace in terra agli uomini di buona volontà" con "pace in terra agli uomini che egli ama", con 151 voti contro 36 andati alla versione in uso – ndr).
Ma tornando alle parole della consacrazione nella grande preghiera eucaristica non si percepisce la gravità teologica della traduzione italiana, che ha reso con due participi passati ciò che nel testo latino è addirittura al futuro:
– corpo "offerto in sacrificio" al posto di "tradetur", "che sarà consegnato";
– e sangue "versato" al posto di " effundetur", "che sarà versato".
Ne va della comprensione stessa della messa e del suo rapporto con l'ultima cena e con la passione, morte e risurrezione di Cristo.
Il traduttore italiano ha sciaguratamente pensato che il fedele italiano, se avesse ascoltato quei due verbi al futuro avrebbe potuto immaginare che il Signore non avesse ancora donato la sua vita per noi...
In realtà è proprio quel futuro che ci aiuta a comprendere il rapporto tra eucaristia e Pasqua: gli apostoli, nell'ultima cena parteciparono realmente alla Pasqua di Gesù, prima che avvenisse storicamente, esattamente come noi oggi vi partecipiamo dopo che è avvenuta.
L'eucaristia non è memoriale dell'ultima cena, con enfatizzazione del "banchetto", ma della passione, morte e risurrezione del Signore, attraverso il rito compiuto da Gesù nell'ultima cena. L'eucaristia spezza la barriera del tempo cronologico, e ci rende partecipi "qui e ora" del mistero pasquale.
Se un fedele italiano avesse avuto dei dubbi su quel futuro, sarebbe stata una occasione preziosissima di catechesi semplice e persuasiva sul significato del sacramento.
(nota inviataci da monsignor Juan Andrés Caniato, incaricato per la pastorale delle comunicazioni sociali nell'arcidiocesi di Bologna)

Fonte: Settimo Cielo, 08/05/2012

9 - MARCIA PER LA VITA: COSA E' SUCCESSO PRIMA E DOPO
Promemoria di tutto ciò che non dobbiamo dimenticare: chi ha remato contro la marcia sia tra gli abortisti che tra i pro-life
Autore: Alfredo De Matteo - Fonte: Corrispondenza Romana, 22/05/2012

Lo straordinario successo della Marcia Nazionale per la Vita del 13 maggio ha avuto l'effetto di "sparigliare le carte" all'interno del mondo pro-life italiano. Finora, infatti, il Movimento per la Vita ha rappresentato pressoché l'unico soggetto riconosciuto a livello ufficiale a portare avanti le strategie in difesa della vita innocente. Carlo Casini ha goduto soprattutto dell'appoggio incondizionato della CEI che ha sostenuto e finanziato la linea operativa del Movimento per la Vita.
Buona parte dei numerosi ed encomiabili volontari della nota associazione pro-life ha mal sopportato la linea accomodante e poco incisiva portata avanti dai vertici in oltre trent'anni di attività; linea che non ha condotto ad alcun risultato politico significativo tanto che le conquiste ottenute dal fronte abortista si sono susseguite con prevedibile regolarità. Il fatto nuovo costituito dalla Marcia Nazionale per la Vita è riuscito ad intercettare il malcontento del mondo pro-life italiano, stanco di essere rappresentato da un politico occupato a curare il proprio orticello.
Come è noto, l'onorevole Carlo Casini non ha mai voluto che si tenesse una manifestazione in cui il popolo della vita rendesse pubblica la sua netta contrarietà a leggi inique ed omicide come in Italia la 194/1978, come è consuetudine in molti paesi europei ed extraeuropei già da svariati anni. Ciò, malgrado avesse tutte le risorse necessarie, in primis quelle finanziarie, per organizzare una Marcia per la Vita a livello nazionale.
Il vero e proprio trionfo della seconda Marcia Nazionale per la Vita svoltasi a Roma (le prove generali si tennero a Desenzano in occasione della prima storica edizione), ha scosso un' opinione pubblica abituata ad una sostanziale remissività del popolo della vita ed essa ha reagito in maniera scomposta attraverso la consueta tattica dello squalificare l'avversario e con esso le sue sacrosante ragioni.
Il marchio di fascisti, integralisti, omofobi e via discorrendo è stato addossato con sottile perfidia ai manifestanti convenuti a Roma da molti organi di informazione, i quali non hanno fatto altro che fungere da cassa di risonanza ai nervosismi delle lobby abortiste ed anticristiane che dominano la scena politica e culturale del nostro paese. Il popolo della vita ha dovuto subire non solo il prevedibile fuoco nemico ma anche quello amico, senz'altro meno prevedibile e più doloroso: lo stesso Carlo Casini si è prodigato a bollare la manifestazione del 13 maggio come inopportuna, arrivando ad affermare in una intervista rilasciata ad un noto quotidiano nazionale che il messaggio trasmesso all'opinione pubblica fosse di criminalizzazione delle donne, quando in realtà nessun cartello o slogan riportava un tale messaggio.
D'altra parte, anche il quotidiano dei vescovi italiani, "'Avvenire", ha mostrato un malcelato fastidio nei confronti della storica iniziativa di piazza ed ha preferito snobbarla concedendole pochissimo spazio. Un misero trafiletto posto a margine della pagina 14 è stato lo spazio concesso all'evento subito dopo il suo svolgimento con una cronaca piuttosto misera della giornata. Per di più, l'articolista ha preso lo spunto per sponsorizzare il Life Day organizzato da Carlo Casini e previsto per il successivo 20 maggio nell'aula Nervi a San Pietro.
In seguito al clamoroso flop del Life Day, tenuto conto soprattutto del corposo battage pubblicitario messo in campo per l'evento, "Zenit", la versione italiana della nota agenzia di informazione, ha battuto tutti i record del ridicolo e della scorrettezza diffondendo notizie improbabili circa la partecipazione al Life Day, arrivando a scrivere di 18.000 persone convenute a Roma il 20 maggio, notizia che è stata puntualmente ripresa dall'Avvenire. In realtà, secondo gli organizzatori i partecipanti erano circa 2.000 ed infatti la sala Nervi, che ha una capienza di circa 7.000 persone a sedere (12.000 in piedi) era semivuota, come hanno dimostrato le fotografie e i video di "Corrispondenza Romana" e come hanno confermato molti testimoni..
Quanto sta accadendo dimostra che i rapporti di forza stanno cambiando e la leadership dell'MPV di Carlo Casini non è più stabile. La presenza alla seconda Marcia Nazionale per la Vita di numerosi politici, importanti cariche istituzionali e alti prelati testimonia ancor di più il desiderio di cambiamento espresso dal popolo della vita, il quale non vuole rassegnarsi al nemico ma anzi vuole rendergli la vita difficile. Contrariamente a quanto è stato fatto finora in oltre trent'anni di compromessi e colpevoli silenzi.

Nota di BastaBugie: per vedere i video, le foto e tutti gli articoli che abbiamo pubblicato sulla Marcia per la Vita 2012, vai al link sottostante
http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_marciaperlavita2012

Fonte: Corrispondenza Romana, 22/05/2012

10 - OMELIA SANTISSIMA TRINITA' - ANNO B - (Mt 28,16-20)
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 3 giugno 2012)

Quando san Patrizio evangelizzò l'Irlanda, volendo spiegare il Mistero della Santissima Trinità, si servì di un piccolo esempio: prese fra le mani un trifoglio e disse che, come quelle tre foglie formavano un'unica piantina, così le tre Persone, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, formano un unico Dio. L'esempio riuscì allo scopo: la folla che ascoltava abbracciò la fede cristiana e da allora, anche in tempi recenti, il giorno di san Patrizio, gli Irlandesi attaccano al vestito un mazzolino di trifoglio, in memoria della loro conversione e in onore del Santo che li ha evangelizzati.
Il Mistero della Trinità, celebrato in questa prima domenica dopo Pentecoste, è il primo Mistero della fede cristiana, il più importante e il meno accessibile all'intelligenza umana. Vi si possono solo cogliere dei pallidi riflessi nella creazione, la quale, essendo opera di Dio, reca in se stessa l'impronta del suo Creatore. Per questo motivo, l'intelligenza umana non può arrivare a comprendere questo Mistero, ma capisce che tale Mistero, pur superando l'umana comprensione, non è contro la ragione; comprende inoltre che le similitudini che troviamo nell'opera della creazione confermano il nostro atto di fede.
La ragione umana non sarebbe mai riuscita a conoscere che Dio è in tre Persone uguali e distinte. Questa verità la sappiamo solo perché Gesù ce l'ha rivelata. La frase della Scrittura che maggiormente ci fa comprendere questo Mistero è l'affermazione di san Giovanni evangelista: «Dio è amore» (1Gv 4,8). In questa piccola frase è racchiuso tutto il Mistero di Dio uno e trino. Dio è trino, in tre Persone, proprio perché è Amore. Quando parliamo di amore, si parla sempre di una comunione di persone: la persona che ama, la persona amata e l'amore reciproco. Il Padre ama il Figlio, il Figlio ama il Padre e l'amore reciproco tra il Padre e il Figlio è lo Spirito Santo. C'è amore solo dove c'è comunione. Ma, pur essendo in tre Persone, vi è un unico Dio, poiché l'amore unisce e, in Dio, l'amore è così perfetto che di tre Persone c'è un solo Dio. Il Padre è Dio, il Figlio è Dio, lo Spirito Santo è Dio, e insieme non formano tre divinità, ma l'unico Dio.
Il Mistero della Santissima Trinità si riflette in modo particolare nell'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio. Tra le creature visibili, l'uomo e la donna sono le più perfette, quelle che maggiormente rivelano il mistero di questa comunione divina. Inoltre, quanto più uno ama, quanto più uno è santo, tanto più conosce Dio e lo fa conoscere al mondo.
La famiglia umana è chiamata alla santità, proprio perché è chiamata a riflettere il mistero di Dio. Più persone, unite dall'amore, formano un'unica famiglia e devono aiutarsi vicendevolmente ad amare e a servire il loro Creatore. Sganciata ed emancipata da Dio, la famiglia perde molto del suo valore e viene meno alla sua vocazione. Il beato Carlo, ultimo imperatore d'Austria, il giorno del suo fidanzamento, disse alla sua promessa sposa che da quel momento in poi si dovevano aiutare reciprocamente ad andare in Paradiso. E, alcuni anni dopo, affermò che avrebbe preferito che il Signore prendesse con sé i suoi figli, piuttosto che essi commettessero un solo peccato mortale.
Dio è amore infinito e tale amore liberamente si vuole riversare sulle creature, innanzitutto sull'uomo, il quale per il peccato si era separato dal suo Creatore. Per questo motivo, il Vangelo di oggi riporta il mandato di Gesù agli Apostoli di ammaestrare tutte le genti e di battezzarle nel nome della Santissima Trinità: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19). Il Battesimo ci rende figli di Dio e templi della Santissima Trinità. Lungo i secoli, la Chiesa ha obbedito a questo comando del Signore e si è sempre impegnata nell'opera missionaria, affinché tutti i popoli conoscano l'unico vero Dio in tre Persone uguali e distinte.
L'opera missionaria non consiste solo nell'andare incontro alle sofferenze e ai disagi umani, ma si propone innanzitutto di insegnare le verità che sono via al Cielo, prima di tutto il Mistero della Santissima Trinità, e di battezzare tutte le genti. Che siamo figli di Dio lo attesta san Paolo nella seconda lettura di oggi: «Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: Abbà! Padre!» (Rm 8,15).
Consapevoli di questa altissima dignità, sforziamoci ogni giorno di vivere come veri cristiani, fedeli all'insegnamento del Vangelo, custodendo la presenza di Dio in noi come il bene più prezioso, più prezioso della nostra stessa vita.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 3 giugno 2012)

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