BastaBugie n°261 del 07 settembre 2012

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1 IL CARDINAL MARTINI HA SEMPRE CERCATO L'APPLAUSO DEL MONDO OTTENENDO SPAZI ED ELOGI DA PARTE DELLA CULTURA DOMINANTE... CI SARA' PURE UN MOTIVO!
Dopo il funerale ricordiamo chi era veramente il Vescovo di Milano (tra l'altro, non è vero che sia morto di eutanasia o rifiuto ingiustificato di terapie salvavita)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
2 ESCE FINALMENTE IN ITALIANO ''COURAGEOUS'' IL NUOVO SPLENDIDO FILM DEGLI AUTORI DI ''FIREPROOF''
L'importanza del padre e del marito per una famiglia salda: un film che fa riflettere con l'azione, i sentimenti e l'ironia
Fonte: FilmGarantiti.it
3 IL RITORNO DELL'EUGENETICA NELLA SENTENZA EUROPEA SULLA SELEZIONE DEGLI EMBRIONI DELLA COPPIA ITALIANA
Un altro colpo di piccone ai fragilissimi paletti della legge 40 sulla fecondazione artificiale
Autore: Giacomo Rocchi - Fonte: Comitato Verità e Vita
4 ELEZIONI USA: PAUL RYAN E' IL VERO ASSO NELLA MANICA DI MITT ROMNEY (GRAZIE ANCHE AI VESCOVI AMERICANI CHE SPERANO NON SIA RIELETTO OBAMA)
No all'aborto, no al matrimonio omosessuale, sì alla sussidiarietà: ecco il video del candidato cattolico con idee chiare sui principi non negoziabili che in Europa possiamo solo sognare
Autore: Marco Respinti - Fonte: L'Occidentale
5 PRODURRE UN LITRO DI BENZINA COSTA 3 CENTESIMI, MA L'AUTOMOBILISTA ITALIANO PAGA 2 EURO: TI SEI MAI CHIESTO PERCHE'? (AD ES.: FRANCIA 1.70, SPAGNA 1.40, USA 0.70)
Il caro benzina è imposto dall'arbitrio assoluto con cui operano lo Stato (le tasse incidono oltre il 50%), le dittature islamiche e gli speculatori finanziari (circa il 35%) e le industrie petrolifere (10%)
Autore: Magdi Cristiano Allam - Fonte: Il Giornale
6 I CLIMATOLOGI DEL CORRIERE DELLA SERA AVEVANO PREVISTO TUTTO: AD AGOSTO FARA' FREDDO
A parlare erano gli stessi esperti che ora spiegano che il caldo era annunciato: evidentemente si stanno specializzando nelle previsioni a posteriori
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: Il Giornale
7 INTERVISTA AL VESCOVO DI CIPRO: L'EUROPA DEVE CHIUDERE LE PORTE ALLA TURCHIA CHE PERSEGUITA I CRISTIANI IN EUROPA!
La Turchia ha invaso Cipro, uno Stato indipendente, cristiano ed europeo e sta cercando di eliminare ogni traccia di cristianesimo sul suolo conquistato... nell'indifferenza internazionale
Autore: Pietro Vernizzi - Fonte: Il Sussidiario
8 SCROSCIO DI APPLAUSI AL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA PER ''PARADISE FAITH'', IL FILM IN CUI LA PROTAGONISTA SI MASTURBA CON UN CROCIFISSO
I giornali sono in malafede quando definiscono ''supercattolica devota'' la psicopatica protagonista
Autore: Don Gabriele Mangiarotti - Fonte: Cultura Cattolica
9 OMELIA XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO B - (Mc 7,31-37)
Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - IL CARDINAL MARTINI HA SEMPRE CERCATO L'APPLAUSO DEL MONDO OTTENENDO SPAZI ED ELOGI DA PARTE DELLA CULTURA DOMINANTE... CI SARA' PURE UN MOTIVO!
Dopo il funerale ricordiamo chi era veramente il Vescovo di Milano (tra l'altro, non è vero che sia morto di eutanasia o rifiuto ingiustificato di terapie salvavita)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 02/09/2012

Vedendo il mare di sperticati elogi ed esaltazioni sbracate del cardinale Martini sui giornali di ieri, mi è venuto in mente il discorso della Montagna dove Gesù ammonì i suoi così: "Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi" (Luca 6, 24-26).
I veri discepoli di Gesù infatti sono segno di contraddizione: "Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo (...) il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi" (Gv 16, 18-20).
Poi Gesù indicò ai suoi discepoli questa beatitudine: "Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli" (Luca 6,20-23).
Una cosa è certa, Martini è sempre stato portato in trionfo sui mass media di tutto il mondo, da decenni, e incensato specialmente su quelli più anticattolici e più ostili a Gesù Cristo e alla sua Chiesa.
Che vorrà dire? Obiettate che non dipendeva dalla sua volontà? Ma i fatti dicono che Martini ha sempre cercato l'applauso del mondo, ha sempre carezzato il Potere (quello della mentalità dominante) per il verso del pelo, quello delle mode ideologiche dei giornali laicisti, ottenendo applausi ed encomi.
E' stato un ospite assiduo e onorato dei salotti mediatici fino ai suoi ultimi giorni.
O vi risulta che abbia rifiutato l'esaltazione strumentale dei media che per anni lo hanno acclamato come l'Antipapa, come il contraltare di Giovanni Paolo II e poi di Benedetto XVI?
A me non risulta. Eppure avrebbe potuto farlo con parole ferme e chiare come fece don Lorenzo Milani quando la stampa progressista e la sinistra intellettuale e politica diceva: "è dei nostri".
Lui rispondeva indignato: "Ma che dei vostri! Io sono un prete e basta!". Quando cercavano di usarlo contro la Chiesa, lui ribatteva a brutto muso: "in che cosa la penso come voi? Ma in che cosa?", "questa Chiesa è quella che possiede i sacramenti. L'assoluzione dei peccati non me la dà mica L'Espresso. E la comunione e la Messa me la danno loro? Devono rendersi conto che loro non sono nella condizione di poter giudicare e criticare queste cose. Non sono qualificati per dare giudizi".
E ancora: "Io ci ho messo 22 anni per uscire dalla classe sociale che scrive e legge L'Espresso e Il Mondo. Devono snobbarmi, dire che sono ingenuo e demagogo, non onorarmi come uno di loro. Perché di loro non sono", "l'unica cosa che importa è Dio, l'unico compito dell'uomo è stare ad adorare Dio, tutto il resto è sudiciume".
Queste meravigliose parole di don Milani, avremmo voluto ascoltare dal cardinale, ma non le abbiamo mai sentite. Mai. Invece ne abbiamo sentite altre che hanno sconcertato e confuso noi semplici cattolici. Parole in cui egli faceva il controcanto puntuale all'insegnamento dei Papi e della Chiesa.
Tanto che ieri "Repubblica" si è potuta permettere di osannarlo così: "non aveva mai condannato l'eutanasia", "dal dialogo con l'Islam al sì al preservativo".
Tutto quello che le mode ideologiche imponevano trovava Martini dialogante e possibilista: "non è male che due persone, anche omosessuali, abbiano una stabilità e che lo Stato li favorisca", aveva detto.
E' del tutto legittimo – per chiunque – professare queste idee. Ma per un cardinale di Santa Romana Chiesa? Non c'è una contraddizione clamorosa? Cosa imporrebbe la lealtà?
Quando un cardinale afferma: "sarai felice di essere cattolico, e altrettanto felice che l'altro sia evangelico o musulmano" non proclama l'equivalenza di tutte le religioni?
Chi ricorda qualche vibrante pronunciamento di Martini che contraddiceva le idee "politically correct"? O chi ricorda un'ardente denuncia in difesa dei cristiani perseguitati?
Io non li ricordo. Preferiva chiacchierare con Scalfari e – sottolinea costui – "non ha mai fatto nulla per convertirmi". Lo credo. Infatti Scalfari era entusiasta di sentirsi così assecondato nelle sue fisime filosofiche.
Nella seconda lettera a Timoteo, san Paolo – ingiungendo al discepolo di predicare la sana dottrina – profetizza: "Verranno giorni, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità, per volgersi alle favole" (Tm 4, 3-4).
Nella sua ultima intervista, critica con la Chiesa, Martini si è chiesto dove sono "uomini che ardono", persone "che hanno fede come il centurione, entusiaste come Giovanni Battista, che osano il nuovo come Paolo, che sono fedeli come Maria di Magdala?".
Evidentemente non ne vede fra i suoi adepti, ma nella Chiesa ce ne sono tantissimi. Peccato che lui li abbia tanto combattuti, in qualche caso perfino portandoli davanti al suo Tribunale ecclesiastico. Sì, questa è la tolleranza dei tolleranti.
Martini ha incredibilmente firmato la prefazione a un libro di Vito Mancuso che – scrive "Civiltà cattolica" – arriva "a negare o perlomeno svuotare di significato circa una dozzina di dogmi della Chiesa cattolica".
Ma il cardinale incurante definì questo libro una "penetrazione coraggiosa" e si augurò che venisse "letto e meditato da tante persone" (del resto Mancuso definisce Martini "il mio padre spirituale").
Dunque demolire i dogmi della fede non faceva insorgere Martini. Ma quando due giornalisti – in difesa della Chiesa – hanno criticato certi intellettuali cattoprogressisti, sono stati da Martini convocati davanti alla sua Inquisizione milanese e richiesti di abiura.
Che paradosso. L'unico caso, dopo il Concilio, di deferimento di laici cattolici all'Inquisizione per semplici tesi storiografiche porta la firma del cardinale progressista. "Il cardinale del dialogo", come lo hanno chiamato Corriere e Repubblica.
I giornali sono ammirati per le sue massime. Devo confessare che io le trovo terribilmente banali . Per esempio: "emerge il bisogno di lotta e impegno, senza lasciarci prendere dal disfattismo".
Sembra Napolitano. Grazie al cielo nella Chiesa ci sono tanti veri maestri di spiritualità e amore a Cristo. L'altro ritornello dei media è sull'erudizione biblica di Martini. Senz'altro vera.
Ma a volte il buon Dio mostra un certo umorismo. E proprio venerdì, il giorno del trapasso di Martini, la liturgia proponeva una Parola di Dio che sembra la demolizione dell'erudizione e della "Cattedra dei non credenti" voluta da Martini, dove pontificavano Cacciari e altri geni simili.
Scriveva dunque san Paolo che Cristo lo aveva mandato "ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo. La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio.
Sta scritto infatti: 'Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenza degli intelligenti'. Dov'è il sapiente? Dov'è il dotto? Dov'è il sottile ragionatore di questo mondo? Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? Poiché... è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione... Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini" (1Cor 1, 17-25).
E il Vangelo era quello delle dieci vergini, dove Gesù – ribaltando i criteri mondani – proclama "sagge" quelle che hanno conservato la fede fino alla fine e "stolte" quelle che l'hanno perduta.
Spero che il cardinale abbia conservato la fede fino alla fine. Le esaltazioni di Scalfari, Dario Fo, "Il Manifesto", Cacciari gli sono inutili davanti al Giudice dell'universo (se non saranno aggravanti).
Io, come insegna la Chiesa, farò dire delle messe e prenderò l'indulgenza perché il Signore abbia misericordia di lui. E' la sola pietà di cui tutti noi peccatori abbiamo veramente bisogno. E' il vero amore. Tutto il resto è vanità.

Nota di BastaBugie: dal sito di Libertà e Persona che riporta alcune frasi di Avvenire si deduce che il card. Martini non è morto a causa di eutanasia o rifiuto ingiustificato di terapie salvavita: "secondo la diretta testimonianza del Gianni Pezzoli, direttore dell'unità di neurologia del Centro Parkinson degli Istituti clinici di perfezionamento di Milano, sappiamo che il cardinal Martini – che purtroppo era malato Parkinson da 17 anni – oltre a non essere attaccato ad alcuna macchina è sempre stato molto scrupoloso nell'assumere farmaci e non ha mai detto 'questo non lo voglio'. Stando a Pezzoli – che ha seguito il cardinale come paziente – non sembra quindi esserci neppure stato alcun rifiuto delle terapie, che sarebbe stato pure legittimo nell'immediatezza di una morte ormai imminente.

Fonte: Libero, 02/09/2012

2 - ESCE FINALMENTE IN ITALIANO ''COURAGEOUS'' IL NUOVO SPLENDIDO FILM DEGLI AUTORI DI ''FIREPROOF''
L'importanza del padre e del marito per una famiglia salda: un film che fa riflettere con l'azione, i sentimenti e l'ironia
Fonte FilmGarantiti.it, 5 settembre 2012

Esperti agenti di polizia pronti a fronteggiare qualsiasi situazione, Adam Mitchell, Nathan Hayes e i loro colleghi, si trovano a dover affrontare una sfida ben più grande tra le mura domestiche, per la quale nessuno è veramente preparato: la paternità. Una tragedia in una delle famiglie risveglia prima nel protagonista a poi nei suoi colleghi, il desiderio di applicare la fede in Dio nel rapporto con i figli per essere padri migliori.
Sempre più sicuro di sé, sia dietro che davanti la macchina da presa, Kendrick questa volta mette sotto il microscopio il rapporto padre – figlio/a. Quando Adam si specchia nella Parola di Dio, dopo un fatto drammatico nella sua famiglia, capisce che non sta svolgendo bene il grande compito che Dio gli ha affidato, si chiede cosa vuole Dio da lui come padre, come capo della famiglia, si mette in discussione e stabilisce un decalogo.
Un film davvero ben equilibrato dove coesistono l'azione (presente in gran parte del film con dei bellissimi inseguimenti), i sentimenti, la forte drammaticità (alleggerita da una buona dose di ironia con delle scene davvero esilaranti ben interpretate da un volontario al suo primo film: Robert Amaya). Infine l'elevazione dei valori e le promesse. Il tutto incorniciato dal mettere in pratica nella vita di tutti i giorni la Parola di Dio come in "Affrontando i Giganti" e in "Fireproof".
Il messaggio, anche questa volta, non è solo per i non cristiani ma anche e soprattutto per persone già credenti, per tutti i padri che hanno l'umiltà di mettersi in discussione. La macchina da presa si mette dalla parte dei figli, guarda con i loro occhi, mettendo questi uomini a confronto con quello che loro stessi credono e predicano, ma che non riescono a mettere in pratica tanto facilmente.
Kendrick pone un punto fermo, una base dalla quale partire, per affrontare la sfida più grande: essere uomini di coraggio!
Un film per tutta la famiglia che vi farà ridere e piangere allo stesso tempo, che vi farà riflettere e ... perché no, che vi aiuterà a cambiare.

Nota di BastaBugie: per vedere il trailer e molto altro sul film "Courageous", clicca qui www.filmgarantiti.it

Fonte: FilmGarantiti.it, 5 settembre 2012

3 - IL RITORNO DELL'EUGENETICA NELLA SENTENZA EUROPEA SULLA SELEZIONE DEGLI EMBRIONI DELLA COPPIA ITALIANA
Un altro colpo di piccone ai fragilissimi paletti della legge 40 sulla fecondazione artificiale
Autore: Giacomo Rocchi - Fonte: Comitato Verità e Vita, 29/08/2012

La decisione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, che ha ritenuto il divieto di diagnosi genetica preimpianto sull'embrione prodotto in vitro contrario all'articolo 8 della Convenzione, è assolutamente contestabile e assai debole.

LE DEBOLEZZE GIURIDICHE DELLA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA
In particolare, la Corte ha sorvolato sul fatto che i ricorrenti italiani non avevano promosso alcuna causa in Italia, benché il ricorso alla Corte sia possibile solo se i rimedi interni sono esauriti; non solo: l'unico precedente di un giudice italiano che è stato prodotto in giudizio riconosceva la possibilità di procedere alla diagnosi genetica preimpianto, con l'ovvia conseguenza che Costa e Pavan avevano la concreta possibilità di ottenere un provvedimento a loro favorevole. Si comprende chiaramente il disegno dei ricorrenti: ottenere una decisione dalla Corte Europea per costringere i giudici italiani e la Corte Costituzionale italiana ad adottare un'interpretazione della legge 40 che permetta questa pratica barbara (la diagnosi genetica preimpianto consiste nel sezionamento dell'embrione, ancora formato da un piccolo numero di cellule, e nel prelevamento di una o due cellule: l'esito dell'analisi genetica sulle cellule prelevate è, di solito, di carattere probabilistico e non dà certezze; inoltre spesso gli embrioni – sani o malati che siano – muoiono per il solo fatto di essere stati sottoposti al prelievo). La funzione della Corte Europea, però, non è questa: ma quel Collegio si è prestato a questo disegno che traspare chiaramente.
Un secondo motivo di debolezza della decisione sta nel fatto che la coppia Costa-Pavan non ha il diritto ad accedere alle tecniche di fecondazione artificiale, in quanto coppia fertile, anche se i bambini che può generare hanno una buona probabilità di essere malati. Se, quindi, essi non possono sottoporsi alle tecniche, il ragionamento fondato sull'incoerenza tra il divieto di diagnosi genetica preimpianto e la possibilità di un aborto eugenetico non vale affatto: essi, infatti, secondo la legge italiana, non hanno alcuna possibilità di trovarsi di fronte prima alla diagnosi genetica e poi alla diagnosi prenatale (con conseguente decisione di abortire il bambino eventualmente malato) perché, semplicemente, le tecniche di fecondazione in vitro non possono essere a loro consentite.
Su questo punto ha giocato a favore della decisione della Corte la modifica delle linee guida da parte del Ministro Turco (2008) che ha introdotto un'eccezione, definendo in sostanza infertile una coppia affetta da malattia sessualmente trasmissibile: un'eccezione che si pone chiaramente contro il testo della legge, ma che è servita prima al Giudice di Salerno e poi alla Corte europea per ritenere che, in sostanza, la possibilità di accesso alla fecondazione artificiale alle sole coppie sterili o infertili (che, cioè, non riuscissero a concepire) sia caduta. Non è servito al Governo italiano sottolineare che l'eccezione in questione non permette affatto il ricorso alla diagnosi genetica preimpianto dell'embrione (infatti, in questi casi, si procede al "lavaggio" del seme maschile prima di procedere alla fecondazione in vitro): l'eccezione ha "funzionato" e così – come il ministro Turco sperava – lo stesso Governo italiano ha dato il suo contributo all'affossamento della legge.

CADONO UNO A UNO I FRAGILI "PALETTI DELLA LEGGE 40"
Tuttavia, questa sentenza – quale che sia l'esito di un ricorso in appello alla Corte superiore da parte del Governo italiano – è un altro passo verso lo smantellamento dei "paletti" che il legislatore aveva posto alle pratiche di fecondazione artificiale con la legge 40.
Quella legge "imperfetta" portava in sé una domanda per il futuro: era possibile permettere il ricorso a quelle tecniche, ormai sviluppatesi da molti anni e che avevano caratteristiche ben definite, pretendendo, però, di "piegarle" ad esigenze diverse?

L'EUGENETICA SI NASCONDE DIETRO OGNI FECONDAZIONE EXTRACORPOREA
E allora: ricordiamo quale è l'ideologia della fecondazione in vitro (che, non a caso, la Corte Europea ricorda, menzionando uno studio del Comitato per la bioetica del Consiglio d'Europa del 2010): l'uomo viene "prodotto", diventa "cosa", priva di qualunque valore in sé; viene prodotto in gran quantità, mediante il prelievo e la fecondazione del massimo numero possibile di ovociti femminili, estratti dopo che la donna è stata sottoposta ad una stimolazione ormonale (che porta con sé anche gravi rischi per la sua salute); viene osservato e selezionato tra gli altri, sia verificando la sua maturazione, sia, appunto, sezionandolo con la diagnosi genetica; viene congelato; gli embrioni selezionati vengono trasferiti artificialmente nel corpo della donna nella certezza che la maggior parte di loro moriranno, soprattutto per mancato attecchimento; gli altri restano congelati, oppure vengono buttati o, meglio ancora, utilizzati per le ricerche scientifiche, previa la loro "dissoluzione".
L'effetto di queste tecniche, quindi, è la realizzazione di un prodotto che deve essere esente da difetti di qualunque tipo; le banche del seme e degli ovuli dimostrano che non si tratta soltanto di eliminare gli embrioni malati, ma di realizzare e scegliere embrioni del sesso desiderato e con le caratteristiche fisiche volute.
L'eugenetica è parte integrante, si direbbe "fondante", della fecondazione extracorporea: gli esseri umani imperfetti non devono venire alla luce, soprattutto quelli affetti da malattie genetiche, per impedire che, a loro volta, le trasmettano ai loro discendenti.
Altro principio fondante è la negazione di ogni diritto all'embrione, che è "prodotto": non è un caso che la sentenza della Corte Europea incidentalmente lasci cadere l'affermazione che il concetto di "bambino" non è assimilabile a quello di "embrione". Solo negando qualsiasi valore all'embrione si può sostenere che l'eliminazione degli embrioni malati integri una forma di terapia contro le malattie cui l'embrione è affetto. In conseguenza della stessa negazione, gli embrioni possono essere congelati, soppressi, tagliuzzati e sottoposti ad esperimenti scientifici; possono diventare materiale vivente utile per cercare (pare senza successo) terapie. Ancora; proprio considerando gli embrioni privi di ogni valore si può accettare che, in ogni ciclo, la stragrande maggioranza di essi muoia come conseguenza normale dell'applicazione delle tecniche.

LE IPOCRISIE DELLA PESSIMA LEGGE 40
La legge 40, da una parte riconosceva il diritto degli adulti a ricorrere a queste tecniche (un diritto soggettivo pieno: non a caso le coppie ricorrono ai giudici civili); dall'altra pretendeva di limitare l'accesso alle sole coppie sterili, negava la fecondazione eterologa, pretendeva che gli aspiranti genitori non fossero troppo anziani, vietava il congelamento e soprattutto stabiliva il principio della soggettività dell'embrione creato e del suo diritto (e il corrispondente obbligo di tecnici e genitori) ad essere trasferito nel corpo della madre per avere una chance di sopravvivenza, a prescindere dalle sue condizioni di salute.
Una tecnica disumana "convertita" in un servizio all'uomo, allora? Obiettivo ambizioso, ma, per la verità, assai ingenuo o, per dirla tutta, pienamente ipocrita.
Ammettere come diritto soggettivo il ricorso alle tecniche di fecondazione in vitro, infatti, significava prevedere che moltissimi embrioni sarebbero morti poche ore dopo la loro produzione in provetta: l'abortività intrinseca delle tecniche non si elimina con il divieto di produzione soprannumeraria e di congelamento, perché tanti embrioni muoiono ugualmente. Dalle statistiche ministeriali si ricavano dati eclatanti, che dimostrano che, prima ancora che i "paletti" iniziassero a cedere, ogni anno decine di migliaia di embrioni prodotti sono morti, così come era stato puntualmente previsto.
La seconda ipocrisia era l'accettazione della definizione di queste tecniche come "terapia", quando esse non curano nessuno ma, appunto, servono a "produrre" al di fuori dell'uomo e della donna. Riconoscere la natura di terapia (procreazione "medicalmente assistita") comporta non solo finanziare con i soldi pubblici queste tecniche, ma riconoscere alle coppie il diritto a curarsi. Qui si coglie un punto di contatto con l'ipocrisia dell'aborto volontario: anche in quel caso l'uccisione dell'essere umano viene definito atto "terapeutico", che dovrebbe essere giustificato per i pericoli alla salute della donna.
L'ipocrisia del legislatore si coglie fin dall'esame dei "paletti", alcuni dei quali sembrano disegnati per essere aggirati, prima ancora che abbattuti.
La sterilità di coppia? Non viene definita e, così, nella maggior parte dei casi è sostanzialmente "autocertificata".
Il ricorso alle tecniche dei single? Possibile, ancora una volta autocertificando una convivenza in atto, che nessuno controllerà (sì, perché non è necessario essere sposati e nemmeno conviventi da un determinato periodo...).
L'età avanzata della coppia? Definita in modo così vago che attualmente si sottopongono alla fecondazione in Italia donne anche di 43 – 45 anni.
Il divieto di congelamento degli embrioni? Lo stesso legislatore prevede un'eccezione per i casi imprevedibili di salute della donna ...
Il divieto di diagnosi genetica preimpianto? Non è previsto esplicitamente (nonostante la tecnica fosse conosciuta già da molti anni), ma si dovrebbe ricavare dall'interpretazione di un articolo sulla sperimentazione sugli embrioni (come stupirsi che alcuni Giudici abbiano interpretato il testo nel senso che il divieto non esiste?)
La "soggettività" dell'embrione? Nessuno strumento è previsto per la sua tutela, cosicché le cause "pilota" si svolgono tra gli aspiranti genitori e le cliniche per la fertilità, due parti che sono d'accordo tra di loro...
E così via.

LE OVVIE CONSEGUENZE DELLA DEBOLEZZA DELLE "TUTELE" DELLA LEGGE 40
Ecco che questo legislatore "distratto" (o ipocrita) ha messo nelle mani dei fautori della fecondazione artificiale un diritto soggettivo pieno, da esercitare senza alcun contraddittorio (e, temiamo, senza alcun controllo: le norme penali assomigliano a grida manzoniane...), cosicché – come era stato addirittura preannunciato prima dell'approvazione della legge! – la spinta verso l'abbattimento di ogni limite è immediatamente iniziata.
Se pensiamo alla sentenza del 2009 della Corte Costituzionale, che ha eliminato il limite massimo di tre embrioni producibili per ogni ciclo, ci accorgiamo che essa è prevedibile conseguenza delle scelte del legislatore: non aveva detto che si tratta di una terapia? E allora, dice la Corte, lasciate scegliere ai medici il numero degli embrioni! Ma che fare degli embrioni soprannumerari? Congelateli, dice la Corte, non ne state già congelando altri?
Ecco che il numero degli embrioni prodotti aumenta vertiginosamente; ecco che – ovviamente – i tecnici selezionano gli embrioni "migliori" per tentare il trasferimento in utero, congelando gli altri; ecco che ritornano le richieste di usare gli embrioni "abbandonati" per gli esperimenti scientifici ...

ANCHE LA LEGGE SULL'ABORTO E' EUGENETICA
Cosa manca al riconoscimento esplicito della liceità della diagnosi genetica preimpianto?
Qui cade il riferimento all'aborto "terapeutico" che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo fa, e con buone ragioni!
La Corte sostiene che la legge 194 del 1978 permette alla donna di abortire – di uccidere, quindi - un bambino affetto da malattia genetica. Ha davvero letto male quella legge? Davanti a sé aveva una coppia che ha potuto interrompere la gravidanza per quel motivo negli anni passati! Ma – come riferiscono esplicitamente le relazioni ministeriali sull'attuazione della legge sull'aborto – tutti gli aborti volontari eseguiti nel secondo trimestre di gravidanza in Italia conseguono all'esito sfavorevole di diagnosi prenatali.
Sì: in Italia, non solo nel primo trimestre la donna può abortire in ogni caso (quindi anche se le diagnosi prenatali precoci hanno indicato la probabilità di una malattia o malformazione del concepito), ma anche successivamente l'aborto può essere effettuato a richiesta della donna a seguito di diagnosi negative!
Gli ingenui dicono: ma la legge 194 richiede che la malformazione del nascituro determini un grave pericolo per la salute della donna! Ma se il concetto di "salute psichica" è inteso come "assenza di completo benessere fisiopsichico", pensate che sarà possibile negare il certificato necessario per l'aborto ad una donna stravolta e angosciata dalla notizia che il figlio che porta in grembo forse è malato? Non è possibile: è un "diritto soggettivo" della donna che (come ha riconosciuto la Cassazione) comporta il diritto al risarcimento del danno se è stato negato non riferendole dell'esito negativo della diagnosi.

CONCLUSIONE: OCCORRE ABROGARE ENTRAMBE LE LEGGI
Le conclusioni – assolutamente ciniche – della Corte Europea colgono quindi nel segno.
Traduciamole: voi, in Italia, da 35 anni fate già eugenetica, uccidendo, a semplice richiesta della madre, i bambini prima della nascita se sono malati o affetti da malformazioni; le tecniche di fecondazione in vitro sono nate e sono state sviluppate con un'impronta eugenetica; gli embrioni possono essere prodotti e congelati in gran quantità: volete spiegarci perché non permettete di sottoporre ad analisi invasive gli embrioni, così da eliminare quelli difettosi? Eppure agire prima per eliminare gli imperfetti evita alla donna il trauma dell'aborto! L'embrione, poi, non è nulla ...
Già: vogliamo spiegare perché, da trentacinque anni manteniamo questa legge che ha permesso di uccidere legalmente milioni di bambini e ci ha educati all'eugenetica spicciola?
E perché abbiamo una legge che permette di produrre embrioni in gran quantità, di farli morire a migliaia, di congelarli a tempo indeterminato, di selezionarli?
La Corte Europea ha sbagliato?
Sì, l'ha fatto quando ha definito la legislazione italiana "incoerente": al contrario, quanto sono coerenti le due leggi! Come dimenticare che, per ogni evenienza, la legge 40 "fa salva" esplicitamente la legge 194, confermando che anche i bambini creati in provetta e fortunosamente riusciti a sopravvivere possono essere soppressi durante la gravidanza?
Occorrerà abrogare entrambe le leggi!

Fonte: Comitato Verità e Vita, 29/08/2012

4 - ELEZIONI USA: PAUL RYAN E' IL VERO ASSO NELLA MANICA DI MITT ROMNEY (GRAZIE ANCHE AI VESCOVI AMERICANI CHE SPERANO NON SIA RIELETTO OBAMA)
No all'aborto, no al matrimonio omosessuale, sì alla sussidiarietà: ecco il video del candidato cattolico con idee chiare sui principi non negoziabili che in Europa possiamo solo sognare
Autore: Marco Respinti - Fonte: L'Occidentale, 31/08/2012

La strategia economica di Barack Obama è strutturalmente perdente e la sua riforma sanitaria un autentico disastro. Il discorso pronunciato la sera del 29 agosto da Paul Ryan alla Convenzione nazionale del Partito Repubblicano a Tampa è chiaro e limpido: se vi sconfiggeremo, cambieremo tutto, proprio come voi avete cambiato tutto quanto fatto dal governo di George W. Bush.
Dopo il titolare Mitt Romney e l'incontenibile Chris Christie, dopo il guardingo Newt Gingrich e la signora Ann Romney, dopo il passionale Rick Santorum e i mille altri ospiti della kermesse, è il momento di Ryan quello che segna lo zenit di questa manifestazione politica. Romney è il candidato presidenziale, va bene; ma l'aspetto più smagliante, convincente e puntuto della sfida Repubblicana viene dal Wisconsin e si chiama Paul Ryan.
È la seconda volta di fila che il candidato Repubblicano alla vicepresidenza ruba la scena al front-runner: fu così nel 2008 con Sarah Palin, è di nuovo così oggi con Ryan. Chi fosse John McCain nel 2008 lo si sapeva bene così come bene si sa chi sia Romney ora: per questo in entrambi i casi (anche se tra McCain e Romney passa una differenza abissale) il vero colpo di reni viene dai running-mate. Oggi come ieri, è il candidato alla vicepresidenza che assicura il collegamento tra l'establishment del GOP (che in questa tornata ha sempre puntato su Romney) e la base elettorale, ed è un collegamento vitale. Senza questa liaison, il GOP potrebbe persino non presentarsi alle urne di novembre. Con essa può invece sperare addirittura di spuntarla.
La differenza tra il 2008 e oggi, del resto, sta tutta nel fatto che allora McCain si allontanò troppo coscientemente dal mondo conservatore per sperare che la Palin, ricuperata in extremis al proprio fianco, potesse porre efficacemente rimedio alla situazione (e comunque la Palin impedì che la sconfitta del GOP si trasformasse in un tracollo), mentre per tutto il 2012 Romney ha fatto l'esatto contrario. Ha cercato di contendere ai propri avversari di partito proprio quella palma di "miglior conservatore dell'anno" che invece quattro anni fa a McCain nemmeno interessava. Certo, l'elettorato conservatore non si è lasciato sempre e unanimemente convincere dalle promesse di Romney, ma nel momento in cui l'ex governatore del Massachusetts, per dimostrare la propria perfetta fede (e in modo assai più funzionale di quanto fece McCain), ha scelto di accompagnarsi a Ryan, molti ostacoli si sono appianati. Come ha subito riconosciuto Santorum, con Ryan accanto la proposta politica di Romney è davvero conservatrice e quindi i conservatori la possono votare.
Ryan, 42 anni, padre di tre figli, deputato del Wisconsin, responsabile della Commissione Bilancio della Camera federale di Washington, sta affilando da tempo il coltello della proposta economica anti-Obama sperando di affondarla il prima possibile nelle carni politiche dell'attuale Amministrazione. Non da oggi propone soluzioni alternative, ispirate all'abbassamento delle imposte, alla liberalizzazione di vari settori del mercato statunitense pericolosamente ingessati dallo statalismo obamiano, alla privatizzazione dei servizi, agl'investimenti, alla riduzione sia della spesa pubblica sia delle dimensioni degli apparati statali.
Fu lui a pronunciare la replica di rito al vuoto e retorico Discorso sullo stato dell'Unione svolto da Obama nel 2011, ed è da quel dì di ribalta nazionale che il suo astro cresce. Siccome in quell'occasione l'opposizione congressuale svolse una seconda replica a Obama (se ne incaricò Michele Bachmann a nome e per conto dei "Tea Party"), a qualcuno parve che il fronte Repubblicano fosse già irrimediabilmente diviso fra un'ala ufficiale e l'altra movimentista. Ma non era affatto così (e chi sapeva cosa e dove guardare se ne accorso subito): l'attualità lo conferma bene oggi. Ryan, anche grazie alla giovane età che molto gli permette di ciò che ad altri più attempati suoi colleghi non è invece consentito, riesce contemporaneamente a farsi ben volere sia dal partito sia dai "Tea Party", come spiega bene su FoxNews Matt Kibble, presidente di Freedom Works, una delle realtà più organizzate, efficaci e attive dentro la galassia della protesta fiscale. Strettamente parlando, Ryan non è il campione puro né dell'una né dell'altra "fazione" del mondo Repubblicano, ma ciò, a questo punto, è un grande vantaggio.
Bene inserito nelle scuderie del GOP, per contro del quale svolge appunto da mesi un lavoro egregio, Ryan ha il physique du rôle adatto a entusiasmare la base. Nulla nel suo curriculum lo rende antipatico all'uno o all'altro versante del GOP (e questi due versanti sanno essere anche molto distanti), scheletri nell'armadio non ne ha, amanti sotto inginocchiate il desco nemmeno, passi falsi inciucisti non ne ha fatti, quando lo vede la Destra pensa di toccare il cielo con un dito.
Antiabortista granitico, schietto oppositore del "matrimonio" omosessuale che tanto piace a Obama e ai suoi ricchissimi supporter organizzati in lobby, cattolico tutto di un pezzo, a lui si deve molto dell'ultima fase cronologica della riconversione della Chiesa Cattolica statunitense sulla candidatura presidenziale Repubblicana (per le altre confessioni è stato strutturalmente più facile), una Chiesa Cattolica esasperata da un braccio di ferro di mesi contro il radicalismo dell'"Obamacare".
Da mesi la Chiesa Cattolica è infatti in prima fila nella contestazione alla linea Obama; e questo essa facendo nel più americano dei modi possibili, si è guadagnata un plauso senza precedenti da parte di tutte le altre "religioni americane" che han finito per eleggerla leader di fatto. Ma l'effetto Ryan sta producendo persino altro: la "scelta" della Chiesa Cattolica di abbracciare Romney, un mormone, uno che per certi cattolici e per certi protestanti nemmeno può dirsi autenticamente cristiano. Intrinsecamente cristiana se non altro però è ‒ ragiona la leadership cattolica statunitense ‒ l'opposizione risoluta che Romney promette alla linea Obama, e poi quella sua disponibilità a scegliersi per compagno un cattolico integrale come Ryan. Il plauso convinto a Ryan di un conservatore cattolicone come Santorum, che a lungo ha insidiato la nomination di Romney, ha del resto pure il sapore (così di sicuro pensano molti) di un passaggio di testimone nella continuità.
Ad altri (il GOP e il suo establishment, ai conservatori non cattolici, e così via) Ryan va del resto altrettanto a genio poiché comprende come pochi la realtà economica contemporanea, schierandosi per la libertà contro la via della schiavitù. Peraltro, non manca nemmeno chi, tra i conservatori e i Repubblicani non cattolici, oggi saluta con mal celata meraviglia il fatto che un cattolico intero come Ryan sia pure uno strenuo difensore del privato e dell'economia libera di mercato.
Circola infatti un certo pregiudizio tra i conservatori non cattolici statunitensi: che i cattolici fedeli alla dottrina sociale della Chiesa finiscano presto o tardi per tirare la volata alle culture "solidariste", scambiando il comunitarismo con il socialismo, crogiolandosi nel corporativismo, magari persino concedendo troppo alle strutture statali. Tale pregiudizio è sbagliato, e basta citare a testimone lo storico Thomas E. Woods jr., cattolico e libertarian. Ma gli è che purtroppo molti cattolici offrono davvero il fianco al diffondersi di queste dicerie; la dottrina è in salvo, certo, ma è l'atteggiamento culturale di certi cattolici a offrire il destro. Diversi di quei cattolici oggi dicono "Votiamo Ryan perché è cattolico, nonostante le sue idee economiche": mentre invece è vero ciò che rispondono altri cattolici, culturalmente più robusti e conseguenziali: "Votiamo Ryan proprio per le sue idee cattoliche anche in economia".
Il "liberismo" di Ryan, infatti, è né più né meno che l'applicazione cristallina del principio di sussidiarietà, perno sì della dottrina sociale della Chiesa ma spesso più citato che davvero compreso da certi cattolici che pure vorrebbero genuinamente ispirarsi al magistero sociale cattolico. La sussidiarietà, che è l'essenza autentica dell'impianto federale delle istituzioni statunitensi, è l'antidoto più sicuro allo statalismo, ed è di questo che Ryan fa il centro della propria proposta economica "liberista" alternativa all'"Obanomics". Se ne sono accorti anche gli evangelical più rigidi, come quelli della rete televisiva CBN, i quali, per nulla spaventati da questa virtuosa ingerenza della fede cattolica nell'impianto economico-politico di Ryan, salutano la cosa come un gran guadagno per tutti.
Insomma, Ryan è cattolico perché è conservatore ed è conservatore perché è cattolico anche e soprattutto in campo economico (che è il suo pane quotidiano), e agli occhi degli americani la sua siffatta proposta economica ne fa un americano vero. È la quadratura del cerchio, notata e apprezzata persino da mons. Robert C. Morlino, vescovo della diocesi di Madison, in Wisconsin, di cui Ryan è un fedele. In un magistrale intervento sul Catholic Herald della diocesi di Madison datato 16 agosto in cui distingue i "princìpi non negoziabili" (tra cui il diritto alla proprietà privata) dalle scelte legittimamente opinabili, il prelato sottolinea che la politica attuale del candidato Ryan è la proposta al Paese fatta oggi da un cattolico ben consapevole di tutti i contenuti della dottrina sociale della Chiesa. Non è un endorsement, eppure lo è. Autorevole, ci scommetto concordato ben in alto.
Insomma, è nata una stella. Si chiama Paul Ryan e se ne parlerà ancora a lungo.

Nota di BastaBugie: ecco il video con il discorso pronunciato la sera del 29 agosto da Paul Ryan alla Convenzione nazionale del Partito Repubblicano a Tampa in Florida (il video è in inglese senza sottotitoli)


http://www.youtube.com/watch?v=pZipUINVXIc

Fonte: L'Occidentale, 31/08/2012

5 - PRODURRE UN LITRO DI BENZINA COSTA 3 CENTESIMI, MA L'AUTOMOBILISTA ITALIANO PAGA 2 EURO: TI SEI MAI CHIESTO PERCHE'? (AD ES.: FRANCIA 1.70, SPAGNA 1.40, USA 0.70)
Il caro benzina è imposto dall'arbitrio assoluto con cui operano lo Stato (le tasse incidono oltre il 50%), le dittature islamiche e gli speculatori finanziari (circa il 35%) e le industrie petrolifere (10%)
Autore: Magdi Cristiano Allam - Fonte: Il Giornale, 27/08/2012

Se c'è un soggetto che più di altri evidenzia l'intreccio tra la dittatura finanziaria che si sta imponendo nell'Europa dell'euro e la dittatura islamica che si afferma facendo leva sul petrolio e sui fondi sovrani, è il costo della benzina. E' un intreccio insito nella sua stessa struttura e che si riassume nello stratosferico balzo da 3 centesimi di produzione industriale di un litro di benzina a 2 euro richiesti al consumatore.
La rendita corrisposta ai Paesi produttori e soprattutto la speculazione in borsa fa schizzare il costo a 70 centesimi, mentre le tasse dello Stato tra accise e Iva rappresentano un aggravio ulteriore di 1,051 euro. Complessivamente nel passaggio dal costo di produzione al costo al consumatore si registra un incremento del 6567% , dove le tasse determinano un aumento del 3400%, mentre la rendita ai produttori e la speculazione finanziaria costituiscono un aumento del 2233%!
Il costo della benzina assurge ad emblema dell'arbitrio assoluto con cui operano in modo sostanzialmente connivente lo Stato che impone tasse che incidono per circa il 55%, i Paesi produttori e gli speculatori finanziari che determinano il prezzo internazionale della materia prima detto Platts che incide per circa il 35%, le industrie petrolifere il cui margine lordo di guadagno è di circa il 10%.
Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, spiegò in un articolo di Vittorio Carlini sul Sole24ore del 2 marzo 2011, che un greggio di buon livello ha un costo industriale di estrazione di circa 3 dollari al barile. Aggiungendone 2 per il trasporto e 3 per la realizzazione dei diversi derivati, si arriva a 8 dollari al barile che significa un prezzo di 3 centesimi al litro. Ebbene avere un costo iniziale di 3 centesimi ed esigere 2 euro dal consumatore significa operare al di là di qualsiasi logica di mercato, di rapporto tra domanda e offerta: di fatto è un furto legalizzato ai danni dei cittadini, un'estorsione di Stato a cui non possiamo sottrarci dopo essere stati persuasi attraverso un lavaggio di cervello che il possesso dell'automobile è sinonimo di libertà personale e, in ogni caso, siamo calati in un sistema di trasporti dove siamo prevalentemente costretti a impiegare l'automobile. Non è un caso che subito dopo le entrate fiscali dalle dichiarazioni dei redditi, le tasse sulla benzina sono la seconda fonte con cui si alimentano le casse dello Stato.
Così come non sorprende che proprio il governo Monti, l'incarnazione della speculazione e della dittatura finanziaria, ha sia aumentato le accise di circa 12 centesimi sia annunciato l'intensificazione dello sfruttamento delle riserve di petrolio e gas per soddisfare il 20% della domanda interna rispetto all'attuale 10%. In Italia si estraggono circa 80.000 barili al giorno e 15 miliardi di metri cubi di gas in una serie di pozzi disseminati in Sicilia, Basilicata, Abruzzo, Emilia, Piemonte.
Ebbene ovunque si estragga o si raffini il petrolio si sono già prodotti dei danni ambientali incalcolabili, in termini di inquinamento della terra, delle falde acquifere e dell'atmosfera, con serissimi danni alla salute degli italiani, in particolare la crescita vertiginosa dei tumori e delle malformazioni dei neonati. In aggiunta al fatto che quei territori finiscono per perdere la ricchezza originaria dell'agricoltura o del turismo mentre la popolazione sprofonda nella povertà. Basti guardare alla Basilicata: sulla carta è potenzialmente la regione più ricca d'Europa avendo i più ingenti giacimenti petroliferi sulla terraferma; di fatto è la popolazione tra le più misere d'Italia e d'Europa.
Se di ciò dobbiamo ringraziare principalmente l'Eni che sta depredando impunemente l'ambiente come se l'Italia fosse una colonia di serie C, è dal dopoguerra che l'Eni ci ha imposto l'alleanza con le dittature islamiche costringendoci a chiudere entrambi gli occhi sul rispetto dei diritti fondamentali della persona. Ed è così a tutt'oggi ad esempio in Nigeria dove assistiamo inerti alle stragi dei cristiani proprio per non creare problemi agli interessi petroliferi dell'Eni.
Ecco perché è arrivato il momento di scegliere tra la sottomissione alla duplice dittatura finanziaria e islamica e, in parallelo la compromissione della nostra salute e la perdita del nostro patrimonio ambientale, agricolo e turistico, oppure riscattare i nostri diritti inalienabili alla vita, alla dignità e alla libertà affrancandoci dalla tirannia del petrolio, del gas e del costo della benzina.

Fonte: Il Giornale, 27/08/2012

6 - I CLIMATOLOGI DEL CORRIERE DELLA SERA AVEVANO PREVISTO TUTTO: AD AGOSTO FARA' FREDDO
A parlare erano gli stessi esperti che ora spiegano che il caldo era annunciato: evidentemente si stanno specializzando nelle previsioni a posteriori
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: Il Giornale, 23/08/2012

Previsioni a posteriori, è questa la scienza del futuro.
Anzi del presente, vedendo quello che sta accadendo in questi giorni. Dunque, si sa, sta facendo un caldo micidiale, ma il gran caldo porta con sé, oltre ai noti fastidi, anche la sciagura degli esperti che sono sempre lì davanti a taccuini e telecamere per spiegarci il tutto. Così ecco in questi giorni rispolverate vecchie glorie del catastrofismo climatico come Vincenzo Ferrara, dell'Enea, e Giampiero Maracchi, direttore dell'Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr, che ci dicono come questa estate - «ma più in generale le ultime stagioni» - siano «coerenti con quanto previsto per effetto del cambiamento climatico in atto. Estati più calde e aumento degli eventi meteo estremi». Strano, perché noi ricordavamo che almeno gli ultimi tre anni l'estate - almeno al centro-nord - non fosse stata niente affatto calda. Ancor più strano perché si direbbe che il ri¬scaldamento globale interessi soltanto l'Italia visto che l'estate che sta finendo, dalla Francia in su sarà ricordata come l'estate più brutta a memoria d'uomo.
Ma alle vecchie glorie già da tempo si sono affiancati giovani di belle speranze, come Marina Baldi e Massimiliano Pasqui, sempre dell'Ibimet del Cnr, che proprio in questi giorni hanno sostenuto dalla prima pagina del Corriere della Sera che da anni ormai le estati sono sempre più lunghe, da fine maggio a settembre, e che anche le ondate di calore si sono allungate, rendendo le condizioni insopportabili. Ma è curioso che lo dicano adesso, tempo di consuntivi, dando quasi l'idea di dover confermare stancamente quanto avevano sempre sostenuto. Eppure prima dell'estate, tempo di previsioni, la coppia Baldi-Pasqui diceva tutt'altro. Il 10 maggio, ad esempio, spiegavano che giugno e luglio sarebbero stati nella norma. La Baldi, stavolta con Maracchi, il 17 maggio prevedeva addirittura piogge abbondanti per giugno e luglio. Poi all'inizio di giugno i modelli dell'Ibimet-Cnr danno un agosto addirittura fresco al punto che i siti di turismo consigliano di andare in vacanza a luglio ed evitare agosto. Ma come, non si stanno allun¬gando le estati con ondate di calore fino a settembre?
Non è tutto: il 21 giugno Pasqui diventa più preciso e, dopo le abbondanti piogge di giugno, dice che «le previsioni stagionali ci danno una visione di un progressivo miglioramento con un ritorno alla normalità climatica per il mese di luglio e agosto, e con picchi di temperatura massima elevate non associate a ondate di calore particolarmente intense». Insomma tutto nella normalità.
E invece da fine giugno sono iniziate delle ondate di calore piuttosto pesanti. E allora ecco Pasqui che ci spiega come altre ondate di calore siano estremamente improbabili e anzi per l'ultima settimana di luglio sono previste piogge a partire dal Nord per poi rinfrescare tutto il resto della penisola. Come non detto, l'anticiclone delle Azzorre se ne frega di Pasqui e Baldi e va per la sua strada, tanto i ricercatori dell'Ibimet si stanno specializzando nelle previsioni di fenomeni già accaduti, molto più sicure.
Del resto non è un fenomeno nuovo, anzi c'è un precedente famoso: nel 1986, a causa di un inizio giugno con temporali e nubifragi, il colonnello Andrea Baroni, che aveva sostituito il leggendario Edmondo Bernacca come volto meteo della Rai, annunciò in tv che non solo sarebbe stata una brutta estate ma che «per almeno vent'anni le stagioni spariranno». Pioggia di disdette nelle località turistiche, e rabbia degli albergatori perché in effetti il tempo tornò subito bello. A bacchettare Baroni ci pensò il «pensionato» colonnello Bernacca, che ricordò all'«emotivo» Andrea che i meteorologi non sono indovini: «Non voglio fare polemiche - dichiarò alla stampa - ma qui è in ballo il prestigio della categoria. Non si possono tentare degli scoop meteorologici per farsi regolarmente smentire dai fatti». Ah, Bernacca, quanto ci manchi...

Fonte: Il Giornale, 23/08/2012

7 - INTERVISTA AL VESCOVO DI CIPRO: L'EUROPA DEVE CHIUDERE LE PORTE ALLA TURCHIA CHE PERSEGUITA I CRISTIANI IN EUROPA!
La Turchia ha invaso Cipro, uno Stato indipendente, cristiano ed europeo e sta cercando di eliminare ogni traccia di cristianesimo sul suolo conquistato... nell'indifferenza internazionale
Autore: Pietro Vernizzi - Fonte: Il Sussidiario, 21/08/2012

E' uno Stato membro dell'Unione Europea, ma da 38 anni vive una grave persecuzione religiosa dei cristiani per mano della maggioranza musulmana. Cipro è ancora oggi spaccata in due: a Sud lo Stato libero di lingua greca e religione cristiana, a Nord i territori occupati da 35mila militari turchi. L'Esercito di Ankara impedisce ai cristiani di pregare e di avvicinarsi alle chiese, che cadono a pezzi consumate dalle intemperie. L'arcivescovo ortodosso di Cipro, Chrysostomos II, in questi giorni è a Rimini per partecipare al Meeting per l'Amicizia fra i Popoli.
CIPRO BENEFICEREBBE DI UN INGRESSO DELLA TURCHIA NELL'UE?
Un Paese che è in fase di pre-adesione e vuole seguire un percorso europeo dovrebbe comportarsi in un modo europeo. La Turchia ha però invaso uno Stato indipendente come Cipro, occupa il 38% del suo suolo, e da 38 anni sta cercando di eliminare ogni traccia di cristianesimo e di cultura greca che esista sul suolo conquistato. Stiamo parlando di un Paese che non permette ai cristiani di restaurare o mantenere nessuno dei loro monumenti o chiese, che vieta di pregare o di svolgere qualsiasi altra manifestazione religiosa. Stiamo quindi parlando di un Paese non democratico. L'Europa dovrebbe chiudere le porte alla Turchia, fino a quando tutti questi problemi non saranno stati risolti.
IN VIRTÙ DI CHE COSA È POSSIBILE UNA RIUNIFICAZIONE DI CIPRO?
Non vedo alcuna possibilità di riunificazione. In teoria i turco-ciprioti dovrebbero essere 160mila in tutto, ma in realtà più della metà ha abbandonato l'isola di Cipro e sono stati portati 300mila coloni dalle profondità dell'Anatolia. I turco-ciprioti non hanno alcuna voce in capitolo, è solo l'Esercito turco a poter dire la sua in virtù dei 35mila soldati presenti nell'isola. Ankara vuole creare un piccolo Stato turco, ma Cipro è troppo poco estesa per essere divisa in due.
QUALE PUÒ ESSERE LA SOLUZIONE?
La Turchia tenta ogni volta di convincere la comunità internazionale a riconoscere il Nord di Cipro. Noi però non possiamo cedere, perché qualora ciò avvenisse la Turchia sarebbe tentata di unificare l'isola facendola diventare completamente turca. Ci sono ben 180mila profughi che sono stati cacciati dalle loro case avite, e i loro terreni sono stati regalati ai coloni turchi i quali non hanno alcuna intenzione di andarsene. Cipro è uno Stato piccolo, con meno di 1 milione di abitanti, e da soli non abbiamo le forze per affrontare questa situazione.
IN QUESTO CONTESTO È POSSIBILE UN DIALOGO TRA CRISTIANI E MUSULMANI?
Un dialogo religioso a livello personale esiste già e mi vede impegnato insieme alla massima autorità musulmana del Nord di Cipro. I frutti però non si vedono, perché quando faccio una promessa la posso realizzare, mentre quando a farla è la mia controparte l'Esercito turco si mette ogni volta di mezzo impedendo qualsiasi passo avanti. Tutte le moschee che si trovano nella parte libera di Cipro, grazie anche all'intervento dello stesso governo cipriota, sono restaurate e mantenute in buone condizioni. Al contrario le 520 chiese che esistono nella Cipro occupata stanno cadendo a pezzi perché non ci permettono neppure di avvicinarci.
E' L'UNICA RESTRIZIONE ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA DEI CRISTIANI NEL NORD DI CIPRO?
Nella Cipro occupata non esiste alcuna libertà religiosa. I cristiani si trovano sotto lo stivale dei coloni e dell'Esercito turco. A Carpasia sono rimasti, quasi intrappolati, 300 anziani greco-cristiani, i quali semplicemente restano lì a soffrire. Allo stesso vescovo di Carpasia è impedito di celebrare messa, di visitare i suoi fedeli, di avvicinarsi alle sue chiese.
CHE COSA PUÒ FARE LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE?
Sfortunatamente per noi la Turchia ha 70 milioni di abitanti, cioè 70 volte i cittadini di Cipro. E' quindi evidente quali siano i grandi interessi economici in gioco, e che possono essere fatti pesare a livello internazionale. Che cosa ne pensa del fatto che spesso i musulmani dichiarano di volere proteggere i cristiani? E' un motto vuoto, uno slogan privo di sostanza. La Turchia vorrebbe occupare tutta Cipro, ma sa benissimo che se agisse in questo modo l'umanità intera sarebbe contraria e quindi non lo fa quantomeno con le armi.

Fonte: Il Sussidiario, 21/08/2012

8 - SCROSCIO DI APPLAUSI AL FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA PER ''PARADISE FAITH'', IL FILM IN CUI LA PROTAGONISTA SI MASTURBA CON UN CROCIFISSO
I giornali sono in malafede quando definiscono ''supercattolica devota'' la psicopatica protagonista
Autore: Don Gabriele Mangiarotti - Fonte: Cultura Cattolica, 31 agosto 2012

Dicono che denunciare le idiozie e le offese alla religione cristiana sia come un boomerang, faccia il gioco della pubblicità, e favorisca la diffusione di ciò che offende la fede. Sarà, anzi, spesso è vero. Ma non possiamo dimenticare che, rifacendoci al «caso Castellucci» di qualche mese fa, le proteste, quando hanno fornito ragioni reali, hanno ottenuto qualche risultato. Mi risulta che il regista abbia modificato alcune scene, proprio tenendo conto delle motivate reazioni di chi ha osato andare contro la corrente del pensiero relativista, per cui non esisterebbe alcuna distinzione fra il buon gusto e il cattivo gusto, ma solo fra il gusto di qualcuno e il proprio, ragione per cui tutto può (e deve) essere considerato "arte".
Per quanto riguarda il film presentato a Venezia, in cui la protagonista si masturba con un crocifisso, non c'è altro da dire se non che i giornalisti della Prima che - come riportato da Repubblica e dalle cronache sui giornali - si sono profusi in applausi, mostrano un grado di intelligenza e di senso critico assai limitato. E mi spiego. Ho visto solo il Trailer del film in questione; sono le scene (a parte l'ultima, schifosa, della masturbazione) già raccontate dai giornali. Non si può essere che in malafede per definire la protagonista «una supercattolica devota»! Ma lorsignori sanno che cos'è il Cristianesimo? Che cosa insegna il catechismo? Hanno mai parlato con qualcuno che vive seriamente la propria vita di fede?
Per dirla con gli antichi cristiani, io sono ateo delle loro divinità! Quella che ho imparato è una fede seria e capace di testimonianza, non la distorsione grottesca che ne fanno "i saggi" della postmodernità: blasfemia spacciata per "arte".
E che dire degli applausi a Venezia? Quelli che si sono scandalizzati degli applausi dei partecipanti al Meeting di Rimini tributati a Monti, non si sono poi vergognati dei loro? Altro che piaggeria! Disgustoso servilismo, vigliaccheria travestita da superiorità intellettuale. Ora capisco perché Scalfari dice che per lui fa poca differenza l'ostrica, la formica e l'uomo: con quel cervello da vongola, con quella viltà da don Abbondio, che cosa possiamo aspettarci da gente così?
Ho sempre apprezzato Solženicijn, quando in "Vivere senza menzogna" chiedeva ai suoi amici, se non avevano il coraggio di opporsi, almeno quello di non alzare la mano per approvare ciò che andava contro la loro coscienza. E ho amato il grande Vaclav Havel, che, nel suo "Il potere dei senza potere", diceva che la verità era il solo modo di sconfiggere l'autoritarismo totalitario. Il totalitarismo, oggi, è anche nel pensiero unico di cui ha parlato Herbert Marcuse, nel suo "L'uomo a una dimensione".
Suvvia, un sussulto di dignità! Senso critico e libertà di pensiero non farebbero male ai proni giornalisti che hanno avuto l'onore di assistere al film. Occorre recuperare la dignità e il coraggio perduti! Interrogano, infatti, i fragorosi applausi dei giornalisti alla Prima del film-provocazione, mentre assistiamo al loro silenzio omertoso quando una bambina pakistana, affetta da sindrome di Down, accusata ingiustamente di blasfemia per avere strappato pagine con citazioni del Corano (che non erano state buttate via da lei, sia ben chiaro, ma forse proprio dai suoi crudeli e stolti accusatori) viene prima minacciata di essere arsa viva e poi imprigionata in attesa di condanna. Coraggio, amici (anche se, lo sappiamo, «il coraggio nessuno se lo può dare», come ricorda saggiamente il vostro maestro). Forse si potrebbe ancora risorgere. Il bello, e non il kitsch dissacrante - anche se politically correct - , ci è dato per risorgere!

Nota di BastaBugie: la vera arte non ha bisogno di spiegazioni, né di intelligentoni che ti aiutino a coglierla. La bellezza si impone da sola: chi guarda il giudizio universale di Michelangelo non può non rimanerne affascinato... Ecco un simpatico spezzone di un film di Alberto Sordi alla Biennale di Venezia che sottolinea questo aspetto

http://www.youtube.com/watch?v=lj438bBpX9w

Fonte: Cultura Cattolica, 31 agosto 2012

9 - OMELIA XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO B - (Mc 7,31-37)
Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 9 settembre 2012)

Il profeta Isaia, nella prima lettura, assicura gli israeliti che erano in esilio, e che si erano smarriti di cuore, che il Signore era loro vicino e che sarebbe venuto a salvarli. Come segno della venuta del Salvatore, egli dice: «Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi» (Is 35,5). Venne realmente il tempo della loro liberazione, quando poterono rientrare nella loro patria, ma il segno degli occhi che si aprono e delle orecchie che si schiudono si realizzò pienamente solo con la venuta di Gesù, il vero Salvatore, Colui che ci libera dalla vera schiavitù che è quella del peccato.
Così, andando verso il mare di Galilea, Gesù operò un miracolo il cui significato era molto chiaro: Egli diede la parola e l'udito a un sordomuto che gli era stato condotto affinché Lui lo beneficasse. Gesù lo prese in disparte, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua e, guardando verso il cielo, disse: «"Effatà", cioè: "Apriti!". E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente» (Mc 7,34-35). La folla, ammirata per quel miracolo, disse: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti» (Mc 7,37).
Quel miracolo fu il segno atteso da molto tempo, il segno indicato dal profeta Isaia, che Dio «viene a salvarci» (Is 35,4). Dio ha mandato il suo Figlio a salvarci e a ridonarci l'eredità perduta. Il miracolo operato da Gesù voleva essere soprattutto un ammaestramento che, finalmente, era giunto il tempo della salvezza.
Lo stesso gesto operato da Gesù si ripete ogni volta che viene amministrato il Battesimo: il sacerdote traccia sulle orecchie e sulle labbra del battezzando il segno della croce, augurando al bambino che presto possa udire la Parola di Dio e proclamarla.
Il Vangelo di oggi è dunque un richiamo rivolto a tutti noi a ripensare agli impegni presi con il Battesimo e a rimanerne fedeli. Dobbiamo ascoltare la Parola di Dio, meditandola profondamente nel nostro cuore, e dobbiamo proclamarla con l'esempio della nostra vita e con la nostra parola franca e coraggiosa. Diversamente saremo come il sordomuto del Vangelo, sordo alla Parola di Dio e incapace di annunciarla ai fratelli.
Quanti sordomuti ci sono ai nostri giorni! Un po' lo siamo tutti noi, noi che ogni domenica partecipiamo alla Messa: non meditiamo con amore questa Parola di salvezza e, praticamente, una volta usciti di chiesa, con il nostro comportamento, spesso diamo delle contro testimonianze. Anche noi dobbiamo essere condotti da Gesù, affinché operi per noi il miracolo di scuoterci dalla nostra desolante apatia.
Un Santo che ci è di grande insegnamento per quello che riguarda l'ascolto del Vangelo è certamente san Francesco d'Assisi. Egli desiderava ardentemente, non solo ascoltare la Parola del Signore, ma soprattutto metterla in pratica e proclamarla ai fratelli. Prima di tutto l'ascoltava. Un suo biografo testimonia come egli scolpiva indelebilmente nel suo cuore tutto quello che leggeva o ascoltava del Vangelo, al punto che la sua memoria aveva preso il posto dei libri (cf FF 689). Con l'affetto dell'amore egli riusciva a penetrare il senso profondo della Scrittura. Ogni giorno ascoltava con molta attenzione i brani della Scrittura durante la Messa; e, se non poteva parteciparvi a causa delle sue malattie, se li faceva leggere e non ne perdeva neppure una sillaba.
Egli voleva non soltanto ascoltare, ma anche vivere il Vangelo. Per cui, il suo biografo scrive che egli non era mai stato un ascoltatore sordo del Vangelo, ma, affidando alla sua memoria tutto quello che ascoltava, cercava con ogni diligenza di eseguirlo (cf FF 357). La sua aspirazione più alta, il suo più grande desiderio era di osservare perfettamente e sempre il Santo Vangelo (cf FF 466). In questo modo, egli era come una predica vivente; e, anche senza parlare, riusciva a condurre a Gesù Cristo tante anime smarrite.
Infine, san Francesco voleva proclamare la Parola di Dio in tutto il mondo. Per questo motivo, così egli diceva ai suoi fratelli: «So, fratelli carissimi, che il Signore ci ha chiamati non soltanto per la nostra salvezza. Voglio perciò che ci disperdiamo tra la gente e portiamo soccorso al mondo in pericolo mediante la Parola di Dio e gli esempi di virtù» (FF 2689).
Il Santo di Assisi non si riteneva amico di Cristo, se non amava le anime che Egli ha amato (cf FF 490). Per questo motivo egli andava incontro alle anime annunziando loro la Parola di salvezza. Di preferenza, egli si rivolgeva ai poveri e ai più abbandonati, memore delle parole che abbiamo ascoltato nella seconda lettura di oggi, che cioè Dio ha scelto i poveri agli occhi del mondo per farli ricchi nella fede ed eredi del Regno (cf Gc 2,5).
Sull'esempio di san Francesco cerchiamo anche noi di ascoltare, vivere e annunziare la Parola del Signore.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 9 settembre 2012)

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