BastaBugie n°279 del 11 gennaio 2013

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1 LUCI E OMBRE DI RITA LEVI MONTALCINI
Sei atea e a favore di eutanasia, fecondazione artificiale e aborto? Ti meriti il nobel, diventi senatrice a vita e tutti ti applaudono in vita e alla tua morte... ma nell'aldilà?
Autore: Giovanna Arcuri - Fonte: La nuova Bussola Quotidiana
2 QUANTI FIGLI FARE? LASCIAMO DECIDERE DIO...
Intervista a Costanza Miriano: ''La superbia ci spinge a pensare di essere Dio e quindi di sapere noi qual è il numero giusto di figli e il momento migliore per metterli al mondo''
Autore: Pietro Vernizzi - Fonte: Il Sussidiario
3 IL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA PROCLAMO': ''IL PAPA VESTE PRADA'', MA ERA UNA BUFALA
E' un sarto di Novara a regalargli le scarpe rosse, ad indicare il sangue del martirio, che fanno parte dell'abito del Papa fin dal Medioevo e da allora sono indossate da ogni Pontefice
Fonte: Unione Cristiani Cattolici Razionali
4 MANIFESTO PER LA FAMIGLIA
Il matrimonio gay discrimina i bambini perché hanno diritto a vivere con un padre e una madre
Fonte: Libertà e Persona
5 COME VOTARE ALLE PROSSIME ELEZIONI?
Seguendo i consigli del Papa (non quelli della stampa cosiddetta ''cattolica'') perché il cristiano vota secondo i principi non negoziabili (vita, famiglia, libertà di educazione)
Autore: Giulia Tanel - Fonte: Libertà e Persona
6 NELLA CHIESA NESSUNO E' INDISPENSABILE
Tutti coloro che si danno da fare per ''servire la Chiesa'' dovrebbero sapere che non è la Chiesa ad aver bisogno del loro ''servizio'', ma sono loro ad aver bisogno della Chiesa
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Antidoti
7 OBAMA FINANZIA L'EDUCAZIONE SESSUALE SADO-MASO E IL MESE DELLA MASTURBAZIONE
Soldi pubblici per 487 milioni di dollari all'anno a Planned Parenthood (ecco perché la multinazionale dell'aborto ha finanziato la campagna elettorale di Obama)
Autore: Lorenzo Schoepflin - Fonte: La nuova Bussola Quotidiana
8 LETTERE ALLA REDAZIONE: IO STO COL PARROCO DI LERICI
L'autore dell'articolo è stato aggredito con il lancio di una bottiglia e di una pietra e ad un assessore veneto vengono ritirate le deleghe per aver espresso solidarietà a don Corsi
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie
9 LETTERE ALLA REDAZIONE: LE RETI MEDIASET RIDUCONO IL NATALE A UNA QUESTIONE DI CIBO E REGALI
Perfino nei paesi islamici si parla di Natale in maniera più autentica che da noi
Autore: Cristiano Giombetti - Fonte: Redazione di BastaBugie
10 OMELIA BATTESIMO DI GESU' - ANNO C - (Lc 3,15-16.21-22)
Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - LUCI E OMBRE DI RITA LEVI MONTALCINI
Sei atea e a favore di eutanasia, fecondazione artificiale e aborto? Ti meriti il nobel, diventi senatrice a vita e tutti ti applaudono in vita e alla tua morte... ma nell'aldilà?
Autore: Giovanna Arcuri - Fonte: La nuova Bussola Quotidiana, 02/01/2013

Il politicamente corretto ha le sue regole e sono regole ferree. Una di queste impone che di alcuni personaggi della cultura, della politica, delle arti etc non si possa che parlare bene, anzi benissimo. I distinguo sull'operato di questi soggetti vengono giudicati, ben che vada, come un'operazione di cattivo gusto.
Rita Levi Montalcini, deceduta lo scorso 30 Dicembre all'età di 103 anni, forse appartiene alla schiera di questi intoccabili, perché oggi ricevere un Nobel – un qualsiasi nobel – è salire agli onori degli altari laici già in vita, immaginarsi quando poi si è morti.
Nessuno discute qui le sue capacità scientifiche (non è il nostro compito), ma il successo come scienziati non ne autorizza la beatificazione. In realtà nella vita della Montalcini ci sono luci e ombre. La sua esistenza sin da giovane è segnata dalla sofferenza: di origine ebraica, nel 1938 deve lasciare l'Italia a seguito delle leggi razziali e riparare in Belgio. Ma l'esilio dura poco: nel '40 scappa di nuovo, lascia il Belgio a motivo dell'invasione di Hitler e fa ritorno in Italia.
Nel 1974 la Chiesa le chiede, prima donna, di entrare a far parte della Pontificia Accademia delle Scienza. Questo a riprova che la Barca di Pietro accoglie tutti, anche persone di credo differente. Anzi nel caso della Montalcini persino persone per nulla credenti. Infatti, intervistata da Piergiorgio Odifreddi nel sul libro "Incontri con menti straordinarie", alla domanda se credesse in Dio lei risponde: "Sono atea. Non so cosa si intenda per credere in Dio". Quindi nessuna discriminazione verso l'atea Montalcini da parte della Chiesa e stesso atteggiamento di rispetto del premio Nobel verso la Chiesa. Infatti in occasione della lettera appello di 63 docenti nel gennaio del 2008 affinché il Santo Padre non mettesse piede all'Università La Sapienza per tenere una lectio magistralis, la Montalcini, pur essendo stata invitata ad aderire, rifiuta di sottoscrivere l'appello. Nonostante ciò gira voce sui giornali che ci sia almeno un'adesione privata se non pubblica e formale, ma il premio Nobel smentisce categoricamente e fa sapere per bocca dell'Osservatore Romano che "in qualità di membro della Pontificia Accademia delle Scienze e dell'ammirazione che nutro verso il Pontefice non avrei mai espresso quanto attribuitomi".
La ricerca scientifica, che la condusse a vincere il Nobel per la medicina nel 1986, fu una vera vocazione che la assorbì completamente tanto che forse per questo motivo non si sposò mai. Di certo interpretava la sua professione come una missione. Infatti ebbe a dire nel 2009 in occasione di una cerimonia presso l'Istituto Superiore della Sanità per celebrare i suoi 100 anni: "Non ero nata per fare lo scienziato, ma per andare in Africa ad aiutare chi ne ha bisogno. Da adolescente volevo andare in Africa come Albert Schweitzer e curare i lebbrosi. Adesso, nell'ultima tappa della mia vita, esaudisco il desiderio di aiutare popolazioni sfruttate. Posso dire che l'unico motivo per cui ho lavorato è stato aiutare gli altri". Tale slancio verso il prossimo è testimoniato anche dal fatto che lei, seppur atea, devolse parte dei proventi del premio Nobel a favore della Comunità ebraica di Roma per la costruzione di una sinagoga.
Comprendeva anche i limiti della ricerca scientifica e non la venerava come una nuova religione che avrebbe liberato l'uomo dalle superstizioni e dai falsi miti. Infatti in occasione di un'intervista rilasciata al Corriere della Sera nel Novembre del 2006 tenne a precisare che "gli scienziati non detengono il monopolio della saggezza. La soluzione dei problemi che affliggono l'intero genere umano, fino a porne in pericolo la sopravvivenza, spetta in pari misura a filosofi, uomini di religione, educatori e appartenenti ad altre discipline".
Queste sono alcune luci della vita della Montalcini. Ma ci sono anche ombre. Sempre nell'intervista appena citata la Montalcini rende noto che si allinea al darwinismo duro e puro: "La recente rinascita del movimento creazionista, basata sulla concezione del 'disegno intelligente', nega la validità delle selezione darwiniana. Una negazione, questa, derivante dall'ignoranza delle rigorose prove dei nuovi apporti della genetica". Insomma chi nega che dietro il creato c'è un Creatore pecca di ignoranza.
Ma proseguiamo nella lettura dell'articolo: "Personalmente, pur dichiarandomi laica o meglio agnostica e libera pensatrice, mi ritengo tuttavia profondamente 'credente', se per religione si intende credere nel bene e nel comportamento etico: non perseguendo questi principi, la vita non merita di essere vissuta". Cosa stona in questa frase che tutti sposeremmo appieno? Stona il fatto che il "credere nel bene e nel comportamento etico" per la Montalcini significava essere a favore di eutanasia, fecondazione artificiale e aborto.
Nell'articolo citato la giornalista Barbara Palombelli le chiede cosa pensi dell'eutanasia. Ecco la sua risposta: "Nessuno ha il diritto di sopprimere la vita, l'eutanasia potrebbe essere concessa, sempre e soltanto nella fase terminale di malattie che provocano gravi sofferenze, in seguito a processi degenerativi o neoplastici senza speranza di guarigione. Sono favorevole all'eutanasia soltanto per la propria persona attraverso un testamento 'biologico' stilato, a norma di legge, in pieno possesso delle proprie facoltà mentali, nel quale si dichiari che qualora non si fosse più in grado di possedere le facoltà di intendere e di volere, una commissione di medici esperti può porre fine alle gravi sofferenze o ad una vita priva di capacità cognitive".
Al tempo del referendum per abrogare alcune parti della legge 40 che disciplina la fecondazione artificiale l'associazione radicale Luca Coscioni la intervista per sapere le sue intenzioni di voto. "Voto naturalmente quattro Sì – risponde la Montalcini – perché penso che la legge 40 ci voleva, ha riempito un vuoto ma non l'ha riempito in modo soddisfacente e per va ampiamente revisionata. Su molte cose non sono d'accordo: l'impianto di embrioni senza l'analisi preventiva è assurdo, l'impianto dei tre embrioni è contro la donna, è tutto contro la salute della donna. Sono anche a favore dell'eterologa perché è permissiva e non costrittiva. Quindi ritengo che noi dobbiamo votare – non bisogna astenersi perché è assurdo – e bisogna votare per quattro Sì, che mi pare tengano conto di cose che, non si sa perché, la legge 40 non aveva esaudito come si doveva. Nutro vivamente la speranza di una vittoria del Sì perchè se dovesse vincere il No, secondo me, torniamo al Medioevo." E poi un appello: "Per il bene vostro e dei vostri figli voi dovete andare a votare, perché senza questo voto torniamo molto indietro, finiremo, probabilmente, per eliminare anche la legge sull'aborto".
Per inciso, sull'aborto, la Montalcini negli anni Settanta fece parte Movimento di Liberazione Femminile per la regolamentazione dell'aborto. Non cambiò mai idea. Infatti il 25 Novembre 2009 all'Università Bicocca di Milano in occasione del "Sysbiohealth symposium 2009" dichiarò: la pillola abortiva RU486 "ha dato risultati straordinari. Penso molto bene di questo farmaco. Conosco colui che l'ha scoperto, è venuto da me e posso dire che i risultati sono straordinari". Una vera entusiasta della morte chimica del nascituro.
In merito alla ricerca sugli embrioni il premio Nobel non ha dubbi: la legge 40 "limita la ricerca – afferma il 12 Aprile 2005 presso la Facoltà di Medicina dell'Università di Firenze - non ammettendo neppure l'uso di embrioni che purtroppo sarebbero votati ad essere gettati via. Non si devono fare gli embrioni per la ricerca scientifica, è assurdo, ma quelli che abbiamo in soprannumero debbono essere utilizzati perchè le possibilità delle cellule staminali embrionali sono enormemente superiori a quelle delle cellule adulte". Affermando lei nobel – a margine – una vera e propria inesattezza scientifica, dato che le staminali adulte ad oggi hanno ottenuto risultati ben più promettenti delle staminali embrionali.
Perché tanto plauso a favore della sperimentazione sugli embrioni? Perché l'embrione non è una persona. "L'embrione – dichiara a Repubblica nell'Aprile del 2005 - è un ammasso di poche cellule privo della linea cerebrale che dà la possibilità di vita umana. La discussione se l'embrione è persona o no si trascina da molti secoli e sarà probabilmente sempre tale, ai limiti tra la legge, la morale, la scienza e la religione: ciò che non deve essere fatto è imporre per legge una credenza ideologica, religiosa e morale a tutti".
Una figura quindi da incensare senza se e senza ma? Il caso della Montalcini pare che ci conforti nel dire che la regola dei distinguo valga ben più della regola del politicamente corretto.

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana, 02/01/2013

2 - QUANTI FIGLI FARE? LASCIAMO DECIDERE DIO...
Intervista a Costanza Miriano: ''La superbia ci spinge a pensare di essere Dio e quindi di sapere noi qual è il numero giusto di figli e il momento migliore per metterli al mondo''
Autore: Pietro Vernizzi - Fonte: Il Sussidiario, 30/12/2012

"Le detrazioni fiscali per i figli a carico sono certamente utili, ma all'origine del crollo drammatico della natalità cui assistiamo nel nostro Paese ci sono una mancanza di speranza e una forma di superbia. Tanto per la crisi demografica quanto per quella economica le ricette finanziarie non sono sufficienti, occorre ritornare ai fondamenti della fede". Lo afferma Costanza Miriano, giornalista del Tg3 nazionale, autrice dei libri "Sposati e sii sottomessa" e "Sposala e muori per lei", nonché madre di quattro figli.
PER QUALE MOTIVO LE DETRAZIONI FISCALI SONO UTILI, MA NON BASTANO?
Perché il motivo principale del calo della natalità in Italia non è di tipo economico. Lo documenta il fatto che i nostri genitori, nati in tempo di guerra o subito dopo e con speranze di benessere economico molto basse, facevano molti più figli rispetto alle giovani coppie di oggi. Come dice papa Benedetto XVI, sia la crisi demografica sia quella economica nascono innanzitutto da una mancanza di fede, che si riflette in una forma di superbia il cui contraltare è un'assenza di speranza.
IN CHE SENSO LA SUPERBIA AVREBBE A CHE FARE CON IL CALO DELLA NATALITÀ?
La superbia ci spinge a pensare di essere Dio e quindi di sapere noi qual è il numero giusto di figli e il momento migliore per metterli al mondo. Il controllo della fertilità che ci è stato messo in mano dalla scienza è un potere che non sappiamo gestire, perché noi uomini non siamo gli arbitri della realtà. E quando ci mettiamo in mente di esserlo spesso sbagliamo. Quest'ansia di iper-controllo che la tecnologia e la medicina ci trasmettono, in realtà ci inducono in errore e ci rendono infelici.
DOVE STA L'ERRORE?
Nel pensare di poter decidere tutto sulla base dei nostri criteri, di poter progettare la nostra vita. In quanto essere umano, io non sono Dio e quindi non so qual è il mio vero bene. Poniamo una donna che prende la pillola, perché ha deciso che fino a 38 anni vuole dedicarsi alla carriera e non avere figli: il suo non è solo un peccato contro la vita, ma è anche una forma di superbia. Bisogna lasciare spazio all'azione di Dio nella nostra vita, e se noi mettiamo un muro chiaramente Lui ci lascia liberi.
IN CHE COSA CONSISTE QUESTO MURO?
Conosco un'infinità di persone che hanno commesso l'errore di pensare di poter programmare le loro vite, per poi rimanere senza nulla in mano e con una grande infelicità. Penso a tante donne che rimandano il primo figlio, convinte di avere tutto il tempo per realizzarsi e di poter aspettare il momento buono, e poi il momento buono non arriva mai.
CHE COSA C'ENTRA INVECE LA MANCANZA DI SPERANZA DI CUI PARLAVA PRIMA?
Tutti prospettano un futuro economico difficile, ma è anche perché le pretese di vita sono molto alte. Quando i miei genitori si affacciavano alla vita, il primo obiettivo era riuscire a mantenere la famiglia, senza la pretesa di mandare i figli a tutti i costi a studiare a Oxford, Stanford o Yale. La mancanza di fede significa anche non avere il coraggio di affidare la propria vita e quella della propria famiglia nelle mani di Dio, rendendosi disponibili, con prudenza e attenzione, ma lasciando un margine di iniziativa al Creatore.
E' SOLTANTO LA PILLOLA AD AVERE CAMBIATO LE ABITUDINI, O SONO LE RELAZIONI IN QUANTO TALI A ESSERE PIÙ FRAGILI?
Oggi si vivono con estrema libertà tutti gli aspetti della relazione fin da subito, quindi questo rende meno urgente una maggiore stabilità. Si consuma tutta la bellezza del rapporto senza bisogno di vincoli, e alla fine nella logica di questo mondo conviene non sposarsi, perché così ci si mantiene liberi, prendendosi tutti i vantaggi. Anche in questo caso pensare di non avere bisogno dell'intervento del sacramento del matrimonio è una questione di mancanza di fede. Ricordo che con Adamo ed Eva il matrimonio è stato il primo dei sacramenti.
E QUINDI?
La narrazione biblica ci ricorda in questo modo che sposarsi è ciò che corrisponde più profondamente all'uomo e alla donna fatti a immagine e somiglianza di Dio. Scegliere di non sposarsi significa non sentire il bisogno di fare entrare Dio nella propria relazione. E' questa la radice di tutto, e infatti l'anno della fede proclamato dal Papa è veramente l'unica risposta possibile a tutti i problemi sociali ed economici che ci affliggono. Le ricette degli economisti, le iniezioni di liquidità e le ricette finanziarie non bastano, occorre ritornare ai fondamenti della fede.

Fonte: Il Sussidiario, 30/12/2012

3 - IL QUOTIDIANO LA REPUBBLICA PROCLAMO': ''IL PAPA VESTE PRADA'', MA ERA UNA BUFALA
E' un sarto di Novara a regalargli le scarpe rosse, ad indicare il sangue del martirio, che fanno parte dell'abito del Papa fin dal Medioevo e da allora sono indossate da ogni Pontefice
Fonte Unione Cristiani Cattolici Razionali, 4 marzo 2012

La prima bufala contro Benedetto XVI è apparsa pochi mesi dopo la sua elezione al soglio pontificio, l'autore è stato il quotidiano "La Repubblica" citando il britannico "Independent". La notizia è che il Papa avrebbe indossato per il suo pontificato «occhiali da sole dal design moderno e giovanile, dotati di lenti ampie e fascianti, portati anche durante udienze particolarmente assolate; cappello da baseball di colore bianco con la visiera calata sulla fronte» e «un paio di mocassini rossi firmati Prada, casa di moda tra le più esclusive». Anche se poi si legge: «L'azienda non conferma». Questo era lo scoop a cui hanno abboccato decine e decine di anticlericali e la notizia si è trascinata negli anni. La leggenda è stata così confezionata: il Papa veste Prada, vive nel lusso, è servito e riverito mentre nel mondo c'è gente che muore di fame. Nel 2008 l'Osservatore Romano ha provato a smentirla, ottenendo pochi risultati purtroppo. Lo stesso l'Agenzia Ansa nel 2010.
Di recente si è tornati sulla questione grazie ad una pagina Facebook dedicata proprio al Pontefice. Si riporta la notizia, come vi è scritto sul quotidiano del Vaticano, che è il sarto novarese Adriano Stefanelli a produrre le scarpe papali, rosse ad indicare il sangue del martirio, che fanno parte dell'abito del papa fin dal Medioevo e da allora sono indossate da ogni pontefice. Nessun costo dato che Stefanelli afferma: «Io le mie scarpe al Papa le regalo, perché a volte la passione paga più del denaro». Le sue relazioni con il Vaticano, si legge, hanno avuto inizio nel 2003 quando, assistendo in tv alla Via Crucis, vide Giovanni Paolo II malfermo e sofferente, e decise di confezionargli un proprio paio di scarpe, a suo dire più comode. E così dev'essere stato, poiché da allora ha continuato a produrle anche per Benedetto XVI. E quando sono rovinate? Le butta via e se ne fa dare di nuove? Assolutamente no, le invia a Antonio Arelllano, un peruviano che ha il suo negozio a due passi dal Vaticano e le fa riparare. Ovviamente a pagamento.
Si affronta anche il tema dell'insopportabile moralismo sull'anello d'oro indossato dai Pontefici. Un anello -dicono convinti i bigotti anticlericali- che vale migliaia di miliardi che, se venduto, "sfamerebbe l'Africa intera". Diciamoci la verità... chi non ha mai sentito questa frase? Eppure si tratta di semplice oro, ha la grandezza e dunque il valore commerciale di due fedi nuziali, e viene usato, come timbro, per sigillare ogni documento ufficiale redatto dal Papa. Senza poi contare che, alla morte del Papa, viene rotto con un martelletto d'argento, rifuso e riutilizzato per il Pontefice successivo. Tecnicamente è sempre lo stesso da secoli.
Lasciamo le conclusioni all'ottimo autore dell'articolo, la cui pagina sarà da oggi linkata nel nostro account Facebook: «sparare sulla Chiesa è facile come farlo sulla Croce Rossa. La Chiesa, quando pure risponde, lo fa a parole. Non va oltre, non trascende, non querela, non denuncia. Dunque non si rischia nulla ad attaccare la Chiesa, e per di più si fa la parte degli emancipati, dei liberi di pensiero. E poi non trovano neppure contraddittorio: la stragrande maggioranza dei cattolici sono disinformati, apatici nella loro fede, ben lieti di credere al primo anticlericale della strada piuttosto che al loro Papa. E quelli tra di essi, che pure la verità la conoscono, il più delle volte tacciono, o parlano con un filo di voce, per non apparire bigotti, per non contraddire il pensiero dominante. Questa bufala delle scarpe Prada, tuttavia, è una delle tante dimostrazioni di come la mentalità corrente sia dettata da luoghi comuni, falsi, e pregiudizievoli, e come coloro che credono di essere informati e autonomi nel giudizio in realtà siano i più pilotati dai menzogneri dell'anticlericalismo di professione o schiavi della loro stessa ideologia»

Fonte: Unione Cristiani Cattolici Razionali, 4 marzo 2012

4 - MANIFESTO PER LA FAMIGLIA
Il matrimonio gay discrimina i bambini perché hanno diritto a vivere con un padre e una madre
Fonte Libertà e Persona, 7 gennaio 2013

Senza nessuna preclusione o discriminazione verso persona alcuna; considerando ogni creatura umana, quale che sia la sua storia e il suo credo, di pari dignità e valore, noi crediamo che:

1) UOMO E DONNA, UGUALI IN DIGNITÀ, CARATTERISTICHE DIVERSE
Uomo e donna, uguali in dignità, hanno caratteristiche, valori peculiari diversi. Lo vediamo in ogni ambito della vita. Tale specificità è ben evidente anzitutto a livello fisico: l'uomo è tale per fisiologia, caratteristiche ormonali, genitali ecc. La donna, a sua volta, ha caratteristiche diverse, ma complementari. Si pensi all'apparato riproduttivo: quello della donna è complementare a quello dell'uomo. Questo è un dato di natura, non, come sostengono i teorici del movimento gay, un dato culturale (cioè imposto dall'esterno). Ognuno di noi è nato da questa complementarietà: l'unione di un uomo e di una donna, di uno spermatozoo maschile e di un ovulo femminile (matrimoni gay tra ovuli ed ovuli, spermatozoi e spermatozoi, non sono realizzabili neppure in laboratorio).

2) UN FIGLIO HA BISOGNO SIA DELL'APPORTO MATERNO CHE DI QUELLO PATERNO
Psicologia e psichiatria, ma anche letteratura, sociologia ecc... dimostrano che la complementarietà è molto più che solo fisica, corporale: è psicologica. Ciò significa che uomo e donna vedono la realtà sotto luci differenti, con lenti differenti, e, anche qui, non vi è uno che veda meglio o uno che veda peggio: si vede in modo complementare.
Ciò significa che un figlio ha bisogno dell'apporto materno e di quello paterno. Nessuno dei due genitori è inutile. Ognuno è fondamentale per una corretta, equilibrata crescita dell'individuo. Ogni figlio ha diritto non solo ad essere concepito da un padre e da una madre, ma anche ad essere educato da un padre e da una madre. Come ha scritto un laico come Ernesto Galli della Loggia sul Corriere: «Tutto l'affetto del mondo non basta a produrre le strutture psichiche basilari che rispondono al bisogno del bambino di sapere da dove egli viene. Il bambino non si costituisce che differenziandosi, e ciò suppone innanzi tutto che sappia a chi rassomiglia. Egli ha bisogno di sapere di essere il frutto dell'amore e dell'unione di un uomo, suo padre, e di una donna, sua madre, in virtù della differenza sessuale dei suoi genitori».

3) IL MATRIMONIO GAY NEGA LA NATURA UMANA
Il matrimonio omosessuale vuole negare tutto questo: oggi, in Spagna, in Inghilterra, in vari paesi del mondo questa istituzione comporta, coerentemente, la possibilità di adottare dei figli. Ciò significa che due uomini gay, se "sposati" possono:
a) accedere alle banche degli ovuli (con tutto ciò che ciò comporta, di negativo, sul piano fisico e psicologico, per le donne che li vendono);
b) affittare un utero (come spesso accade di donne povere e disperate, con la relativa nascita di nuove schiave, le "venditrici d'utero");
c) allevare un bambino che non conoscerà mai la madre biologica, verrà separato forzatamente dalla madre gestazionale e non avrà mai una madre affettiva. Se invece si tratta di donne lesbiche, costoro, come in vari paesi del Nord Europa, acquisteranno del seme maschile e si auto-insemineranno, negando al loro figlio il diritto al padre.

LE RELAZIONI OMOSESSUALI DURANO IN MEDIA UN ANNO E MEZZO
A ciò si aggiunga la fragilità dei rapporti omosessuali. D. McWirther e A. Mattison, che sono ricercatori gay (quindi non sospettabili di parzialità), hanno esaminato 156 coppie omosessuali: solo 7 di queste avevano avuto una relazione esclusiva, ma comunque nessuna era durata più di 5 anni. Le relazioni omosessuali durano in media un anno e mezzo i maschi gay hanno mediamente 8 partner in un anno fuori dal rapporto principale (Xiridou, 2003)

CONCLUSIONE: IL MATRIMONIO GAY DISCRIMINA I BAMBINI
"Matrimonio gay" significa violare il diritto fondamentale di ogni bambino a nascere con un padre e una madre. Non sono coloro che la pensano in questo modo, a discriminare. Al contrario discrimina l'adulto che, facendo leva sulla legge del più forte, decide di privare una creatura innocente e debole dei suoi diritti naturali.

Fonte: Libertà e Persona, 7 gennaio 2013

5 - COME VOTARE ALLE PROSSIME ELEZIONI?
Seguendo i consigli del Papa (non quelli della stampa cosiddetta ''cattolica'') perché il cristiano vota secondo i principi non negoziabili (vita, famiglia, libertà di educazione)
Autore: Giulia Tanel - Fonte: Libertà e Persona, 11/12/2012

Nell'ultimo periodo mi è capitato più volte di discutere di politica con amici cattolici e la domanda di fondo era sempre la stessa: "Ma noi cattolici chi possiamo votare alle prossime elezioni?".
Chiarisco subito che non conosco la risposta a questa domanda e che non ritengo di avere le competenze politiche per dare consigli a nessuno.
La cosa che mi interessa fare è solamente proporre alcune riflessioni.
In primo luogo, è doveroso evidenziare che la Chiesa non dà ai fedeli indicazioni vincolanti circa il partito da votare, anche se qualche giorno fa un amico sosteneva ironicamente che "da qualche parte ci dev'essere scritto che i cattolici non possono votare a sinistra, forse è nella Bibbia".
Quali sono dunque i criteri che i fedeli devono seguire nell'apporre la propria croce sulla carta elettorale? Ebbene, i cattolici sono chiamati a propendere per le fazioni politiche che dimostrano di promuovere e difendere i cosiddetti "principi non negoziabili", che Benedetto XVI ha mirabilmente dettagliato nel corso di un Convegno promosso dal PPE il 30 marzo del 2006. Riportiamo le parole del papa: «Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, l'interesse principale dei suoi interventi nella vita pubblica si centra sulla protezione e sulla promozione della dignità della persona e per questo presta particolare attenzione ai principi che non sono negoziabili. Tra questi, oggi emergono chiaramente i seguenti: la protezione della vita in tutte le sue fasi, dal primo momento del suo concepimento fino alla morte naturale; il riconoscimento e promozione della struttura naturale della famiglia, come unione tra un uomo e una donna fondata sul matrimonio, e la sua difesa di fronte ai tentativi di far sì che sia giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che in realtà la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo ruolo sociale insostituibile; la protezione del diritto dei genitori ad educare i loro figli. Questi principi non sono verità di fede, anche se sono illuminati e confermati dalla fede; sono insiti nella natura umana, e pertanto sono comuni a tutta l'umanità. L'azione della Chiesa nella loro promozione non è quindi di carattere confessionale, ma si dirige a tutte le persone, indipendentemente dalla loro affiliazione religiosa. Questa azione è anzi ancor più necessaria nella misura in cui questi principi sono negati o fraintesi, perché in questo modo si compie un'offesa alla verità della persona umana, una grave ferita provocata alla giustizia stessa».
A quanto detto fino ad ora vorrei aggiungere un'ulteriore riflessione. Spesso si sente, in riferimento alla classe politica nostrana: "Caio sarebbe bravo, ma è attaccato ai soldi", "Sempronio si dice cattolico, ma poi non va a Messa", e via discorrendo. Tutte cose giuste, ci mancherebbe. Tuttavia fare affermazioni di questo genere significa fermarsi al nudo giudizio riguardo le azioni dei nostri fratelli, atteggiamento che peraltro conferma pienamente l'immagine evangelica per cui la pagliuzza nell'occhio altrui risulta essere molto più evidente della trave presente nel nostro.
Sinceramente, chi di noi può anche solo pensare di elevarsi a modello, sia nella fede che nella coerenza di vita? Ecco quindi che anche con i politici occorre essere clementi, proprio perché sono uomini come noi, peccati e debolezze comprese. L'importante è che, nel loro agire quotidiano in politica, portino avanti la difesa dei valori non negoziabili. Poi a casa loro sono liberi di comportarsi come credono: nella sfera privata, infatti, il giudizio spetta solo a Dio.
In conclusione, lo ripeto: non so in quale partito possa riconoscersi un cattolico oggigiorno. L'importante è che, votando, si tengano a mente i valori non negoziabili sopra esposti e ci si ricordi - per dirla con uno slogan passato alla storia - che "nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no!".

Fonte: Libertà e Persona, 11/12/2012

6 - NELLA CHIESA NESSUNO E' INDISPENSABILE
Tutti coloro che si danno da fare per ''servire la Chiesa'' dovrebbero sapere che non è la Chiesa ad aver bisogno del loro ''servizio'', ma sono loro ad aver bisogno della Chiesa
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: Antidoti, 31/12/2012

L'Antidoto (del mese scorso) sui canti in chiesa è stato qui molto dibattuto, segno che ogni tanto, inavvertitamente, schiaffo un dito in una piaga. Il che, come minimo, sta a indicare che la questione non è affatto pacifica e pacificata.
L'Antidoto, tuttavia, ha fatto emergere anche un altro punctum dolens: il cosiddetto servizio alla Chiesa. E' incredibile il numero di persone che, animate certo da ottime intenzioni, si sono messe in testa di «servire la Chiesa» in parole e opere, offrendo un servizio che, però, nessuno ha loro chiesto e tantomeno la Chiesa. Infatti, se smettessero di offrirlo, la Chiesa non se ne accorgerebbe neanche. Dunque, sorge il sospetto che sia la Chiesa a fare un servizio a loro, che sennò dovrebbero auto-occuparsi in altro hobby.
Onde dissipare un eventuale equivoco, il sottoscritto, col suo blog e la sua attività di scrittore, non è affatto al servizio della Chiesa, per la semplice ragione che la Chiesa non gli mai chiesto niente. Non solo. Se smettesse di scrivere, la Chiesa non se ne accorgerebbe nemmeno. E, anzi, magari qualche suo esponente tirerebbe pure un respiro di sollievo. Perciò - e mi rivolgo a voi, affezionati seguaci degli Antidoti - che non vi venga in mente di pensare che questo blog sia al servizio di qualcosa. Io sono solo uno scrittore che, essendo cattolico convinto, mette nei suoi scritti la sua filosofia e su tutto riflette alla luce di quella. Nient'altro. Ripeto: niente-altro.
Dico questo perché ho constatato che gli auto-occupati nel «servizio» di cui sopra sono di solito piuttosto permalosi e lentamente scivolano, quando non siano già scivolati, nella convinzione della preziosità del loro servizio. Così, guai a fargli notare che nessuno è indispensabile, neanche il papa. Infatti, quando muore, subito ne fanno un altro.
Buon Anno.

Fonte: Antidoti, 31/12/2012

7 - OBAMA FINANZIA L'EDUCAZIONE SESSUALE SADO-MASO E IL MESE DELLA MASTURBAZIONE
Soldi pubblici per 487 milioni di dollari all'anno a Planned Parenthood (ecco perché la multinazionale dell'aborto ha finanziato la campagna elettorale di Obama)
Autore: Lorenzo Schoepflin - Fonte: La nuova Bussola Quotidiana, 07-01-2013

A molti è noto come Planned Parenthood - potente branca americana dell'International Planned Parenthood Federation, una vera multinazionale dell'aborto e della contraccezione - mascheri sotto il proprio impegno per la salute riproduttiva un vero e proprio business su scala industriale legato all'aborto.
Un altro grande sforzo, forse meno conosciuto ma che si concretizza in forme e contenuti altrettanto meritevoli di attenzione per chi abbia a cuore la dignità integrale della persona umana, è prodotto costantemente in merito all'educazione sessuale.
Cosa intenda Planned Parenthood per educazione sessuale è presto detto, osservando quali proposte vengono fatte in tale ambito. L'ultima in ordine di tempo è sul sito della sede locale del New England del Nord, la regione degli Usa che comprende Maine, New Hampshire e Vermont, dove è presente il collegamento ad un video in cui una giovane presenta e descrive pratiche sessuali sadomaso come un «gioco» tra due persone consenzienti. Non un abuso (il sadomaso «crea fiducia» e su essa si basa, questo afferma la ragazza), ma un divertimento frutto di un accordo tra i partecipanti. Tra i consigli per una corretta prassi, una condivisione dei sentimenti, magari associata alla giusta dose di «coccole», dopo aver fatto qualcosa di molto «intenso» che possa aver provocato «un po' di sensazioni difficili».
Non è ovviamente la prima volta che Planned Parenthood si cimenta in questo tipo di propaganda. Nel settembre scorso, sulla propria pagina Facebook dedicata agli adolescenti, l'associazione pubblicò un video in cui un giovane, nelle vesti di un docente alla lavagna, promuoveva la promiscuità sessuale come un comportamento normale, se non addirittura auspicabile. La parola «sgualdrina» (nel video, in inglese, il giovane usa il termine decisamente colorito: «slut») assume un significato positivo, e solo in tal senso andrebbe usata, poiché dimostra «confidenza con la propria sessualità».
A maggio, la sezione della Florida, nell'augurare un felice "Mese della masturbazione" a tutti attraverso Twitter, proponeva utili informazioni in materia, definendo proprio la masturbazione una «normale e comune attività sia per gli uomini che per le donne».
Questo tipo di cultura viene esportata da Planned Parenthood anche nelle scuole. Un anno fa, dopo vent'anni di collaborazione, personale dell'associazione fu cacciato da un istituto dello Stato di New York a seguito delle proteste dei genitori. Ai propri figli, sia quelli frequentanti le scuole superiori che quelli delle medie, veniva insegnato ad usare il preservativo e a praticare sesso orale, spacciato per una forma di «astinenza».
Sono questi solo alcuni episodi di una lunga serie che mettono in evidenza quanto pericoloso sia l'attivismo di Planned Parenthood non solo nel campo dell'abortismo, ma anche in quello della dello sfrenato pansessualismo proposto ai giovani fin dalla prima adolescenza.
Quanto enorme sia questo pericolo, quanto potente sia Planned Parenthood da un punto di vista finanziario e quindi mediatico, lo si capisce dalle cifre in ballo quando si parla di soldi pubblici destinati all'organizzazione. Solo negli Stati Uniti del miliardo di dollari che compare alla voce "entrate" nel bilancio di Planned Parenthood per l'anno fiscale conclusosi nel giugno del 2010, quasi la metà (487 milioni di dollari) provengono da rimborsi statali: denaro che, prelevato dalle tasche dei cittadini, finisce per finanziare tutto ciò che ruota attorno ad aborto, contraccezione, sterilizzazione ed "educazione sessuale" (le virgolette, a questo punto, sono d'obbligo).
Certamente, tale enorme quantità di denaro di cui beneficia l'associazione è anche frutto dell'innegabile feeling che esiste con il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Planned Parenthood ha speso oltre tre milioni di dollari per finanziare la campagna elettorale di Obama solo per mandare in onda video in Ohio e Virginia, due Stati che erano in bilico secondo i sondaggi pre-elettorali. Contro Romney, l'avversario repubblicano di Obama che aveva dichiarato durante i dibattiti di essere contrario agli ingenti finanziamenti statali garantiti alla Planned Parenthood, quest'ultima aveva investito 800mila dollari in spot radiofonici.
Se il trend sarà confermato – nulla fa supporre il contrario, visto il pubblico apprezzamento espresso più volte dall'inquilino della Casa Bianca per l'operato di Planned Parenthood – nei prossimi quattro anni di presidenza Obama, l'organizzazione incasserà dallo stato quasi 2 miliardi di dollari per garantire "servizi" che, oltre alla diffusione della promiscuità sessuale, causeranno ben oltre un milione di morti: nel solo anno che va dal luglio 2009 al giugno 2010 sono stati infatti 330mila gli aborti praticati nelle cliniche di questa perfetta macchina abortista.

Nota di BastaBugie: Ecco un interessante video sulla vita umana dai primi istanti del concepimento alla nascita (clicca sul triangolino qui sotto)

http://www.youtube.com/watch?v=-MNFMiBnkNk

Fonte: La nuova Bussola Quotidiana, 07-01-2013

8 - LETTERE ALLA REDAZIONE: IO STO COL PARROCO DI LERICI
L'autore dell'articolo è stato aggredito con il lancio di una bottiglia e di una pietra e ad un assessore veneto vengono ritirate le deleghe per aver espresso solidarietà a don Corsi
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie, 8 gennaio 2013

Cara Redazione di BastaBugie,
vi seguo da tempo e vi ringrazio per il lavoro che fate per tutti noi cristiani non omologati al conformismo del mondo d'oggi.
Da giovedì scorso sono sotto attacco per un semplice "io sto con don Corsi" in risposta alla irruzione in chiesa da parte dei manifestanti.
Lo so che Gesù ha detto: "sarete perseguitati a causa del mio Nome", ma è la prima volta che lo sperimento con tale forza e virulenza.
Oggi la decisione del sindaco su mozione della minoranza di revocarmi le deleghe da assessore.
Evidentemente qui a Preganziol i cattolici non possono esprimere liberamente le proprie idee che subito vengono sottoposti a processo pubblico.
Riporto qui sotto l'articolo apparso su "Il Gazzettino" del 3 gennaio sulla mia vicenda.
Pregate per me e perché possa essere una testimonianza che porti qualcuno a conversione.
Grazie.
Simone Tronchin

COMMENTA SUL WEB "STO CON DON CORSI": BUFERA SU UN ASSESSORE DI PREGANZIOL
Tronchin spiega, ancora su Facebook, il suo pensiero, e ciò che condivide del volantino del prete ligure sul femminicidio

Ha affidato a Facebook una frase di sostegno per don Piero Corsi, il parroco di Lerici che aveva appeso in bacheca il discusso volantino sul femminicidio, (la frase è "Io sto con don Corsi") e viene scaraventato al centro di un caso mediatico. Il protagonista della vicenda è l'assessore comunale all'urbanistica di Preganziol, Simone Tronchin (Pdl), che oggi ha spiegato, sempre attraverso il social network il suo pensiero.
Cosa è accaduto: la ricostruzione di Tronchin."Questa mattina mi reco in Municipio, come faccio tutte le mattine da quasi 4 anni, per il mio dovere di amministratore e mi arriva una telefonata preoccupata: «Un giornalista vuole sapere cosa pensi di don Corsi...». Telefono al giornalista e gli domando il motivo di tale curiosità. Vengo a sapere che sono finito in un articolo per un commento su Facebook in cui esprimevo solidarietà a don Corsi, parroco di Lerici in Liguria. I fatti: un gruppo di manifestanti irrompe in chiesa a Lerici durante la S.Messa protestando ad alta voce per le tesi espresse pochi giorni prima dal parroco sul femminicidio (il parroco nemmeno era in chiesa perché "in vacanza"). In un profilo di Facebook si commentava la situazione ed io ho espresso la mia vicinanza al parroco con un "io sto con don Corsi".
Ecco cosa Tronchin condivide del volantino di don Corsi. "Visto che in troppi mi chiedono cosa realmente pensi del volantino affisso dal Parroco, di seguito vi esporrò la mia posizione. Ho letto il volantino interamente e ne condivido questi contenuti: "Proseguiamo nella nostra analisi su quel fenomeno che i soliti tromboni di giornali e Tv chiamano "femminicidio". Aspettiamo risposte su come definire gli aborti: stragi? Notoriamente, l'aborto lo decide la donna in combutta col marito e sono molti di più dei cosiddetti femminicidi". "Tuttavia, non è serio che qualche psichiatra esprima giudizi, a priori e dalla Tv, senza aver esaminato personalmente i soggetti interessati. Non sarebbe il caso di analizzare episodio per episodio, senza generalizzare e seriamente, anche per evitare l'odio nei confronti dei mariti e degli uomini?".
Per Tronchin il problema alla radice è "la crisi della moralità". "Il resto non lo condivido totalmente perché, secondo me, il problema è alla radice e quello esposto nel volantino è solo il frutto del vero problema: la crisi della moralità, la crisi della famiglia e del rapporto tra uomo e donna, tra marito e moglie. Si guarda al dito che indica la luna...Vorrei mi fosse lasciata la possibilità di condannare certi comportamenti che vengono dal Maligno. Io non condanno le persone, esse meritano solo comprensione, infatti "io so che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio" (Rm 7,18-19). Stiamo andando, sempre più velocemente, verso una società che non riconosce la Verità. Il nostro impegno dovrebbe essere quello di rafforzare la famiglia, sostenerla ad avere relazioni stabili e durature, aiutarla a crescere in una comunità solidale. L'uomo e la donna non sono fatti per essere uguali, essi sono complementari! Uno completa l'altra e viceversa. Se perdiamo di vista questa semplice Verità perdiamo di vista il senso di tutto. Lo sa bene mia moglie che amo al di sopra di tutto e senza la quale io sarei un Uomo a metà".
"Spero di essere stato abbastanza chiaro anche se avrò deluso chi si diverte a dividere il mondo in due schieramenti: il rosso ed il nero (io sono rossonero...), la destra e la sinistra, con il Parroco e contro il Parroco... L'unica lotta a cui tutti assistiamo è solamente tra il Bene ed il Male, e nemmeno io sto sempre dalla parte giusta...".

Caro Simone,
ti ringrazio per la tua testimonianza cristiana. Del resto Gesù ci aveva avvertiti: "Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi".
Certo che una cosa è dirlo, una cosa è sperimentarlo sulla propria pelle...
E' di questi giorni la notizia che Bruno Volpe, l'autore dell'articolo che il parroco di Lerici ha messo nella bacheca, è stato aggredito fisicamente con il lancio di una bottiglia e di una pietra... Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia e della Digos. Il medici del Pronto Soccorso hanno riscontrato un trauma cervicale da trauma e colpi.
Per quanto riguarda noi di BastaBugie, abbiamo già espresso solidarietà al parroco di Lerici, rilanciando l'articolo che ha messo nella sua bacheca:

GIORNALI E TELEVISIONI ACCUSANO IL PARROCO DI LERICI DI GIUSTIFICARE IL FEMMINICIDIO... MA E' TUTTO FALSO!
Vi proponiamo una riflessione sull'accaduto e, alla fine, il testo completo dell'articolo messo nella bacheca della parrocchia (che non vi hanno fatto leggere)
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2593

Inoltre la settimana scorsa abbiamo pubblicato sull'argomento alcune lettere di nostri lettori:
LETTERE ALLA REDAZIONE: SIAMO INDIGNATI PER COME HANNO TRATTATO IL PARROCO DI LERICI
Vogliono convincerci che c'è una ''lotta di genere'' inventando il ''femminicidio'', ma ecco un elenco di crimini di donne (solo per dimostrare che i Tg, se volessero, ci potrebbero convincere dell'esistenza del ''maschilicidio'')
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2594

Non resta che concludere che la vicenda non è ancora conclusa... purtroppo!

DOSSIER "LETTERE ALLA REDAZIONE"
Le risposte del direttore ai lettori

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Fonte: Redazione di BastaBugie, 8 gennaio 2013

9 - LETTERE ALLA REDAZIONE: LE RETI MEDIASET RIDUCONO IL NATALE A UNA QUESTIONE DI CIBO E REGALI
Perfino nei paesi islamici si parla di Natale in maniera più autentica che da noi
Autore: Cristiano Giombetti - Fonte: Redazione di BastaBugie, 06/01/2013

Spettabile redazione di BastaBugie,
sperando di trovare la vostra comprensione, vi inoltro questo mio messaggio che ho inviato alle redazioni delle reti Mediaset:
Trovo veramente squallidi i vostri telegiornali in questo periodo natalizio. Al limite dell'incredibile. Parlate del Natale solo a proposito del cibo e dei regali. Completamente censurato l' aspetto religioso.
Ma il Natale non è la festa di Gesù che nasce? Oppure ve lo siete dimenticato? Almeno negli anni passati c' era qualche servizio sui presepi napoletani, o sull' attesa delle funzioni religiose in Terra Santa. Ma adesso anche questo è cancellato. E rimane solo il fantomatico "cenone" e la gente che si affanna per i regali.
Stasera (24 dicembre) solo 10 secondi dedicati all'inaugurazione del presepe in piazza San Pietro dal Papa. Un po' pochino per quella che per miliardi di persone continua ad essere la principale festa religiosa dell' anno. Ma vi rendete conto che così state creando il deserto?
Anche se in redazione non ve ne frega niente di Dio e Cristo, considerate che se si epura l'elemento religioso si cancella il 90% della cultura della nostra nazione e di tutto l'occidente cristiano. Compresi i vostri nomi e i nomi di molte delle strade o delle città dove abitate. E fra un po' non rimarrà più niente, neanche il Natale inteso come lo intendete voi, e cioè la festa delle renne e di un vecchio grassone puzzolente.
Eppure, anche da un puro punto di vista di informazione giornalistica, sarebbe dovere di cronaca informare sull' aspetto religioso del Natale che coinvolge milioni di persone. Non vi pare?
Magari qualche servizio sui cori natalizi, su Bocelli che canta canzoni religiose, sui presepi viventi, sulle dichiarazioni di vescovi e predicatori (o del Papa). Censurare tutto questo significa prendere a pesci in faccia una grande parte del pubblico italiano.
E anche fare un pessimo servizio in vista delle prossime elezioni (se le televisioni di Berlusconi sono così, perché dovremmo votarlo?)
Perfino mia moglie che è indonesiana (paese islamico) è scandalizzata. Si parla più di Natale (anche da un punto di vista religioso) nel suo paese, che in Italia e sulle reti Mediaset.
Angelo

Caro Angelo,
hai messo in evidenza un punto focale. Dici che persino nei paesi islamici si parla di Natale, del Natale autentico per cosi dire, più che da noi. In effetti non è una novità il fatto che le principali feste cattoliche, Natale, Pasqua, le feste Mariane, siano in un certo senso, "avversate" da elementi neopagani o feste neopagane. Per esempio molti il 15 d'Agosto si sono "dimenticati" che è la festa dell'assunzione di Maria perché in quel giorno si festeggia il "ferragosto".
Ho notato molte lamentele da parte di genitori cattolici nei confronti delle scuole pubbliche perché nel periodo di Pasqua organizzano le gite scolastiche e non c'è la possibilità per i figli di questi genitori di festeggiare la solennità. A Natale infine babbo Natale ha preso il posto di Gesù Bambino.
Tutto ciò è molto triste e rende difficile anche ai cattolici rendere ragione della loro fede con atti pubblici concreti. Hai fatto benissimo a rendere presente la cosa perché il silenzio, come diceva Santa Caterina da Siena, è causa di innumerevoli danni se è amico di chi dovrebbe vivere evangelizzando. Dove sta andando questa nostra società che in favore della laicità dello Stato sta finendo per favorire un'apostasia di massa? Oggi quanti cattolici sono ancora convinti che mancare ad una Messa di precetto è un peccato mortale? Molto pochi... eppure è cosi ed è una cosa che non cambierà mai. C'è bisogno che i cristiani prendano in mano la loro vita e con coraggio testimonino la loro fede anche contro i lupi che l'avversano oggi.

P.S. La settimana prossima pubblicheremo le vostre mail sulle recite natalizie che si sono dimenticate del festeggiato secondo il nostro appello lanciato nel seguente articolo:
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2588

DOSSIER "LETTERE ALLA REDAZIONE"
Le risposte del direttore ai lettori

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Fonte: Redazione di BastaBugie, 06/01/2013

10 - OMELIA BATTESIMO DI GESU' - ANNO C - (Lc 3,15-16.21-22)
Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 13/01/2013)

Oggi celebriamo la festa del Battesimo del Signore. Questa festa è stata collocata dopo quella dell'Epifania perché è sempre stata considerata come la manifestazione di Gesù, Figlio prediletto del Padre.
La prima lettura di questa festa ci narra il ritorno festoso del popolo di Israele nella città santa di Gerusalemme, dopo lunghi anni di esilio in terra straniera. Dio aveva perdonato il suo popolo e aveva posto fine alle sue sofferenze. Questa lettura si addice molto bene al tema di oggi, in quanto, con il Battesimo, Dio perdona i nostri peccati e ci riunisce nella Nuova Gerusalemme che è la sua Chiesa. Il profeta Isaia così esclama: «Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio –. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati» (40,1-2).
Il peccato ci separa da Dio, ci condanna all'esilio, ovvero alla lontananza da Lui che è il nostro Creatore. Inoltre, con il peccato si innalza come un muro tra noi e i nostri cari, per cui ci sentiamo veramente soli con la nostra miseria e viviamo come in esilio.
Gesù è venuto a salvarci e a ricondurci al suo ovile. L'annunzio di questo evento di salvezza è dato da un gesto simbolico: Gesù si sottopone al Battesimo amministrato da Giovanni. Ciò che sorprende è come mai il Figlio di Dio abbia voluto ricevere quel Battesimo. Non furono certamente le acque a santificare Gesù, ma, al contrario, fu Lui a santificarle e a renderle poi materia del sacramento del Battesimo. Gesù si assoggettò al Battesimo di Giovanni per dare a noi un esempio di umiltà e per farci comprendere che siamo noi ad aver estremo bisogno di purificazione.
Vi è una grande differenza tra il Battesimo di Giovanni e il Sacramento istituito da Gesù. Il primo fu solamente un segno di penitenza che richiamava il fedele all'impegno nel mutare condotta di vita. Esso era un gesto simbolico di umiltà da parte dell'uomo che si riconosceva peccatore e prova di un grande desiderio di purificazione e di rinnovamento. Il Battesimo di Gesù, invece, è il Sacramento che ci toglie realmente il peccato originale che abbiamo ereditato dai nostri Progenitori, ed è il Sacramento che ci rende figli adottivi di Dio.
Dopo aver ricevuto il Battesimo Gesù ha iniziato a vivere in noi, per cui valgono anche per noi le parole che il Padre pronunciò dopo che Gesù ebbe ricevuto il Battesimo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Lc 3,22).
Nel giorno del nostro Battesimo, per bocca dei nostri genitori e dei nostri padrini e madrine, noi abbiamo preso degli impegni molto importanti davanti a Dio. Abbiamo, infatti, promesso solennemente di rinunciare al peccato e di credere fermamente a tutto quello che la Chiesa ci propone di credere. Di tanto in tanto è cosa molto buona rinnovare queste promesse battesimali, con convinzione sempre maggiore.
Come san Paolo, anche noi dobbiamo «rinnegare l'empietà e i desideri mondani e vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà» (Tt 2,11-12).
Da questo impegno dipenderà la nostra felicità su questa Terra e in Cielo. Chiediamo alla Madonna, alla Vergine Fedele, che ci renda sempre fedeli alle esigenze del Battesimo.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 13/01/2013)

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