BastaBugie n°345 del 18 aprile 2014

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1 IL PAPA CONTRO LA ''DITTATURA DEL PENSIERO UNICO''
Prendendo in contropiede chi lo esalta strumentalmente, Papa Francesco dichiara con forza che ''l'aborto è un abominevole delitto'' e che ''i bambini hanno diritto a una mamma e un papà''
Fonte: Tempi
2 LA CORTE COSTITUZIONALE PERMETTE LA FECONDAZIONE ARTIFICIALE ETEROLOGA (IL PARLAMENTO L'AVEVA VIETATA E UN REFERENDUM AVEVA CONFERMATO IL DIVIETO...)
Difendere la Legge 40 scegliendo il male minore mettendo qualche ''paletto'' è stato un grave errore di strategia dei cattolici: è meglio l'opposizione dura e radicale alle leggi ingiuste
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 BATTEZZATA LA ''FIGLIA'' DI UNA COPPIA DI LESBICHE
Madrina d'eccezione: Cristina Kirchner, la presidente dell'Argentina che promulgò la legge sui matrimoni omosessuali
Autore: Christian De Benedetto - Fonte: Corrispondenza Romana
4 IL FILM SU NOE' MANIPOLA LA BIBBIA IN CHIAVE ECOLOGISTA
Racconto anti-religioso interpretato da Russell Crowe che non ha nulla a che fare con il racconto biblico del diluvio
Autore: Don Feder - Fonte: FilmGarantiti.it
5 SCOPERTO UNO SCAMBIO DI EMBRIONI, MA CHISSA' QUANTI BIMBI SONO ''NATI'' DA GENITORI CHE NON SONO I LORO...
Forse si stava meglio quando si stava peggio perché, senza uteri in affitto, almeno la madre era sempre certa
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
6 IL CARDINAL MARTINI NON VOLEVA GIOVANNI PAOLO II SANTO
C’è chi ha scritto che è stata la sua vendetta: ''opponendosi alla canonizzazione di Papa Wojtyla si è voluto prendere una rivincita''
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
7 TRIPLO ATTACCO MORTALE A VITA E FAMIGLIA
Alla Camera avanza il divorzio breve (e anche la permissiva legge sulla droga), al Senato procedono spediti reato di omofobia e unioni gay, e intanto la Corte Costituzionale...
Autore: Alfredo Mantovano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
8 LETTERE ALLA REDAZIONE: COME SCEGLIERE IL PADRE SPIRITUALE? E' DAVVERO NECESSARIO?
Come impostare bene la direzione spirituale
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie
9 OMELIA PASQUA DI RISURREZIONE - ANNO A
Ora lascio il mondo e torno al Padre
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: La rivincita del crocifisso

1 - IL PAPA CONTRO LA ''DITTATURA DEL PENSIERO UNICO''
Prendendo in contropiede chi lo esalta strumentalmente, Papa Francesco dichiara con forza che ''l'aborto è un abominevole delitto'' e che ''i bambini hanno diritto a una mamma e un papà''
Fonte Tempi, 11/04/2014

«Grazie per la testimonianza che date promuovendo e difendendo la vita umana fin dal suo concepimento!». Lo ha detto oggi papa Francesco, durante udienza riservata, ai rappresentanti del Movimento per la vita italiano.

IL DIRITTO ALLA VITA È IL PRIMO E FONDAMENTALE DIRITTO
«La vita umana è sacra e inviolabile. Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non è subordinato ad alcuna condizione, né qualitativa né economica né tanto meno ideologica. Così come il comandamento "non uccidere" pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire "no a un'economia dell'esclusione e della iniquità"».
Il Papa ha anche raccontato questo episodio accadutogli anni fa: «Uno mi ha chiamato da una parte. Aveva un pacchetto e mi ha detto: "Padre, io voglio lasciare questo a lei. Questi sono gli strumenti che io ho usato per abortire. Ho trovato il Signore, mi sono pentito, e adesso lotto per la vita!". Mi ha consegnato tutti questi strumenti. Pregate per quest'uomo bravo!».

L'ABORTO E' UN ABOMINEVOLE DELITTO
Il Pontefice ha riflettuto sulla cultura dello scarto («che addirittura viene promossa»), ricordando il Concilio Vaticano II: «Uno dei rischi più gravi ai quali è esposta questa nostra epoca, è il divorzio tra economia e morale, tra le possibilità offerte da un mercato provvisto di ogni novità tecnologica e le norme etiche elementari della natura umana, sempre più trascurata. Occorre pertanto ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno è l'innocente per antonomasia. Ricordiamo le parole del Concilio Vaticano II: "La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l'aborto e l'infanticidio sono delitti abominevoli"». Il Papa ha poi incoraggiato i pro life italiani a «proteggere la vita con coraggio e amore in tutte le sue fasi. Vi incoraggio a farlo sempre con lo stile della vicinanza, della prossimità: che ogni donna si senta considerata come persona, ascoltata, accolta, accompagnata».

I BAMBINI HANNO DIRITTO A UNA MAMMA E UN PAPA'
Durante il ricevimento dei componenti dell'Ufficio Internazionale Cattolico per l'Infanzia, il Pontefice, oltre a chiedere scusa per i sacerdoti pedofili («abbastanza in numero, ma non in proporzione alla totalità»), ha sottolineato anche che «occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva. Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all'educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del "pensiero unico". Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: "A volte, non si sa se con questi progetti – riferendosi a progetti concreti di educazione – si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione"».

Nota di BastaBugie: ecco il video di Papa Francesco che ricevendo in udienza il Movimento per la Vita dichiara che "ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita"


http://www.youtube.com/watch?v=zBg46l6jqHo

Video Marcia per la Vita - Roma 4 maggio 2014




Sito ufficiale della Marcia Nazionale per la Vita

www.marciaperlavita.it

Papa Francesco nel 2013 ci ha detto: "Saluto i partecipanti alla Marcia per la vita che ha avuto luogo questa mattina a Roma e invito a mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento"

Guarda la fine del video con il saluto di Papa Francesco, clicca qui:
http://www.youtube.com/watch?v=3_AJBEtFo8A&feature=youtu.be&t=8m00s

Fonte: Tempi, 11/04/2014

2 - LA CORTE COSTITUZIONALE PERMETTE LA FECONDAZIONE ARTIFICIALE ETEROLOGA (IL PARLAMENTO L'AVEVA VIETATA E UN REFERENDUM AVEVA CONFERMATO IL DIVIETO...)
Difendere la Legge 40 scegliendo il male minore mettendo qualche ''paletto'' è stato un grave errore di strategia dei cattolici: è meglio l'opposizione dura e radicale alle leggi ingiuste
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09/04/2014

Ieri mattina la Corte Costituzionale ha deciso: cancellato dalla legge 40 il divieto di fecondazione artificiale eterologa per quelle coppie assolutamente infertili. D'ora in poi anche le coppie italiane potranno ricorrere a "donatori" di ovociti o spermatozoi per avere un bambino. L'ultimo capitolo di questa mattanza della legge 40 ci offre l'opportunità – in attesa delle motivazioni della sentenza - di fare un quadro sintetico e riassuntivo delle cause che hanno portato a questo pronunciamento e degli effetti ad esso correlati.

IL CAMMELLO E IL MOSCERINO
Incassato nel 2004 il risultato della Fivet, le modalità per accedervi – omologa o eterologa – sono solo elementi accessori. In altri termini una volta che abbiamo accettato il principio che la vita può essere prodotta in provetta, il fatto che i gameti provengano o meno dalla coppia è aspetto secondario. Diventa tutto e solo una questione di limiti ad un male ormai legalizzato. Ingoiato il cammello come stupirsi che possiamo ora ingoiare anche il moscerino? Questa sentenza è insomma figlia della stessa legge 40.

AL FONDO DEL PENDIO SCIVOLOSO
Il principio dello slippery slope ha avuto plastica attuazione nel caso della legge 40: una volta che si è acceso il semaforo verde sulla fecondazione omologa, si è aperta la possibilità di produrre quanti embrioni si volevano e di crioconservare quelli non impiantati, successivamente vi sono state aperture significative volte a far accedere alle Fivet le coppie non sterili né infertili grazie a giudici compiacenti e per tramite delle linee guida del ex ministro della Sanità Livia Turco. L'eterologa è solo il punto di arrivo di questo scivolamento verso il basso prodottosi sempre più velocemente.

LA TECNOCRAZIA DELLA MAGISTRATURA
E' ormai assodato che in Italia – e non solo – le leggi sui principi non negoziabili le fanno i giudici e non il Parlamento. Quest'ultimo tutt'al più redige quelle che ora possiamo considerare solo come delle bozze di legge, le quali una volta varate dovranno superare il vaglio dei giudici che potranno modificare il testo a proprio piacimento. Il magistrato non è più chiamato ad applicare le leggi, ma a crearle.

IL DIRITTO AL FIGLIO
La sentenza della Consulta ribadisce un principio già contenuto in nuce nella legge 40: esiste un vero e proprio diritto al figlio che non può essere limitato in nessun modo. Se puoi avere il figlio da tuo marito o partner va bene, ma anche nel caso in cui madre natura ti ha remato contro ecco che l'ordinamento ti viene incontro perché il tuo diritto alla genitorialità non può essere compromesso in alcun modo.

PEGGIO DI PRIMA
C'è chi in queste ore commenta più o meno così: "La legge 40 è ormai definitivamente cancellata. Siamo tornati alla situazione esistente prima del 2004 dove tutto era permesso". In realtà la situazione è peggiore di prima perché allora le pratiche come l'omologa e l'eterologa non erano né permesse né vietate. Ora invece sono legittimate, cioè sono avvallate e favorite dalla stessa legge. Se prima tali tecniche potevano venire considerate delle "facoltà di fatto", oggi la staffetta Legge 40 e giudici ha reso la fecondazione artificiale praticabile sempre e comunque con il placet dello Stato italiano.

EFFETTI A CASCATA
Da domani gli effetti collaterali della sentenza non tarderanno a farsi sentire. In primis bisognerà riformare il diritto di famiglia. Se fino a ieri la madre era chi partoriva il bebè, da domani occorrerà domandarsi se questa condizione sarà ancora valida di fronte all'evidenza che il neonato è geneticamente figlio di un solo membro della coppia, magari il padre, e nell'ipotesi che i gameti provengano entrambi da soggetti esterni alla coppia il figlio sarà tale solo di nome ma non di fatto. Come dunque regolare la filiazione nel caso in cui il nato biologicamente non ha nulla a che spartire con la coppia che ha avuto accesso alla provetta? E poi ci saranno non pochi problemi giuridici e clinici da risolvere: il "donatore" sarà coperto da anonimato? Occorreranno protocolli ad hoc per garantire che i gameti provengano da persona sana, senza patologie genetiche? Sarà legittimo poi scegliere il "donatore" in base alle sue caratteristiche fisiche, come altezza, colore degli occhi etc.? I richiedenti potranno esigere da lui anche un test sulla sua intelligenza? Tutte cose che ormai da tempo avvengono fuori dai confini italici.

...E L'UTERO IN AFFITTO?
In secondo luogo dal momento che la Consulta ha dato il suo benestare sull'eterologa, di conserva anche la pratica dell'utero in affitto sarà legittima essendo una variante della stessa eterologa. Terzo inciampo: la ricerca sull'infertilità di coppia subirà un altro brusco arresto in Italia. Perché infatti investire in questo campo quando ormai c'è la provetta magica che può risolvere ogni problema? Anche la pratica delle adozione è destinata a tramontare, appannaggio ormai di vecchi nostalgici.

MA PER QUALE MOTIVO SIAMO ARRIVATI SINO A QUESTO PUNTO?
D'accordo: i radicali in lega con una certa magistratura compiacente hanno fatto la loro parte. Ma da che mondo è mondo è sempre avvenuto così. I figli delle tenebre ci sono stati dai tempi di Caino e Abele e non sono mai stati con le mani in mano. Il vero problema invece sta nell'accampamento cattolico e in due aspetti in particolare. In merito alla legge 40, la sentenza è frutto della difesa strenua di alcuni ambienti cattolici della stessa legge. Se tuteli il male, questo non potrà che svilupparsi e portare frutto. La male pianta non può che essere sradicata al più presto. Detto in soldoni, il compromesso è la porta d'ingresso a mali ben peggiori. In senso più ampio, dal post-Concilio assistiamo – nei migliori dei casi – ad un disorientamento delle truppe cattoliche e più spesso ad una vera e propria diserzione per passare all'esercito nemico pur indossando sempre la divisa cattolica. Impensabile vincere se non uniti - ma uniti nella verità insegnata dal Magistero – e convinti di cosa è bene e male in morale e di quali strumenti eticamente leciti possono essere impiegati nel combattimento.

LA CORRETTA STRATEGIA: NON CEDERE ALLE SIRENE DEI "MALI MINORI"
Questa debacle insegni – pio desiderio – la corretta strategia da attuare in futuro. Opposizione dura e radicale alle leggi ingiuste, senza cedere alle sirene dei "mali minori" e delle "limitazione dei danni". Dietro l'angolo ecco le prossime sfide: disegno di legge "Scalfarotto" sulla cosiddetta "omofobia", approvazione dei "matrimoni" gay, riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, testamento biologico e poi, chissà, pedofilia e revisione del Concordato.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09/04/2014

3 - BATTEZZATA LA ''FIGLIA'' DI UNA COPPIA DI LESBICHE
Madrina d'eccezione: Cristina Kirchner, la presidente dell'Argentina che promulgò la legge sui matrimoni omosessuali
Autore: Christian De Benedetto - Fonte: Corrispondenza Romana, 10/04/2014

Sabato 5 aprile la piccola Umma Azul ha ricevuto il sacramento del Battesimo presso la cattedrale di Cordoba in Argentina. [...] Non si può che gioire per la rinascita in Cristo di Umma.
Grazie al sacramento del Battesimo, questa neonata, è redenta, liberata dal peccato originale, incorporata in Cristo, accolta nella Santa Chiesa, elevata alla dignità di figlia di Dio, inabitata dalla Santissima Trinità. La gioia per quest'anima segnata dal carattere battesimale non può che essere grande.
Tuttavia sorge più d'una perplessità quando si scoprono i particolari di questo insolito Battesimo, così pubblicizzato da aver scatenato una vivace polemica internazionale prima ancora d'essere celebrato. Umma, infatti, è il frutto di una fecondazione artificiale, figlia di una donna che risulta unita in "matrimonio" ad un'altra donna. Entrambe le donne si presentano come "madri" di Umma rivendicando la così detta omogenitorialità.
La piccola, secondo questa strana logica, avrebbe due "madri" e nessun padre, essendo il padre biologico ridotto ad un impersonale "fornitore di sperma". Soledad Ortiz e Karina Villarroel, le "madri" di Umma, non solo hanno contratto, la prima coppia a Cordoba, «matrimonio igualitario (omosessuale)», istituto giuridico illegittimo perché contrario al diritto naturale recentemente introdotto nella legislazione argentina, ma pure manifestano pubblicamente la propria adesione alla "cultura gay" e il proprio orgoglio d'essere lesbiche rivendicando una nuova idea di genitorialità declinata in senso omosessuale.
Il battesimo della piccola Umma è stato così presentato, dalle due donne come dalla quasi totalità dei media, quale sorta di benedizione ecclesiale alle unioni gay. Le due donne hanno rilasciato ampie dichiarazioni in merito e la galassia gay non ha perso l'occasione per rilanciare strumentalmente la vicenda. [...]
La scelta stessa della madrina è indicativa. Le due donne hanno voluto che, ad accompagnare Umma Azul al fonte battesimale, fosse Cristina Fernandez de Kirchner, ovvero proprio colei che, in qualità di presidente dell'Argentina, promulgò la legge istitutiva dei "matrimoni omosessuali". La presidente Kirchner ha accettato e, pur non essendo fisicamente presente al Rito, ha svolto per procura la funzione liturgica assumendo titolo e oneri di madrina. È difficile credere che la scelta della cattedrale quale luogo e del Capo dello Stato quale madrina sia priva di finalità mediatiche e ideologico-propagandistiche. Ci si chiede perché le autorità ecclesiastiche abbiano permesso simile strumentalizzazione d'un sacramento. Sacramento amministrato con il dichiarato consenso, anche relativamente a luogo e modi, dell'arcivescovo monsignor Carlos Nanez.
L'arcidiocesi di Cordoba avrebbe potuto stabilire un luogo più appartato e modesto per la celebrazione del battesimo e imporre la massima discrezione, avrebbe potuto eccepire più d'una obbiezione circa la scelta della madrina, viste le oggettive e pubbliche posizioni assunte dalla Kirchner in aperto contrasto con la Dottrina cattolica. E, invece, nulla di tutto ciò! Ci si chiede, poi, perché l'arcidiocesi di Cordoba abbia accettato di riconoscere Umma come figlia delle due donne quando è figlia solo di una delle due e di un padre ignoto. Cosa rende "madre di Umma" la seconda donna? Forse il fatto d'essere unita alla madre della bimba in uno scandaloso vincolo "matrimoniale" omosessuale?
Aver riconosciuto a Soledad e Karina lo status di genitori, riconoscimento addirittura liturgico avendo svolto, le due donne, ciò che il Rito del Battesimo prevede per i genitori (papà e mamma), e averle persino definite "madri" (a parlare, per prima, di "madri" al plurale è stata Rosana Triunfetti responsabile del Servizio di Comunicazione pastorale dell'arcidiocesi di Cordoba) lascia perplessi costituendo un reale, se pur non esplicito, riconoscimento delle rivendicazioni gay alla omogenitorialità. A rendere ancora più problematica e preoccupante la vicenda ci hanno pensato don Javier Klajner, stretto collaboratore di Bergoglio a Buenos Aires, e padre Antonio Spadaro, direttore de "La Civiltà cattolica", collegando la vicenda di Cordoba con il pontificato di Francesco.
Padre Spadaro, parlando ad un convegno promosso dalla rivista "Limes", si è spinto a dire che: «se non ci fosse stato papa Francesco non sarebbe stato facile battezzare una bambina nata da una coppia lesbica». Il direttore de "La Civiltà cattolica" indica così nella vicenda di Cordoba, addirittura, un frutto del pontificato di Bergoglio. Fa rabbrividire notare come per così autorevole gesuita la vicenda di Umma non sollevi alcuna problematicità ed anzi si possa presentare il tutto tra i meriti di papa Francesco. Che poi per padre Spadaro Umma sia "nata da una coppia lesbica" e non, come invece è, da un uomo (irresponsabile) e una donna ("sposata" con un'altra donna) dice quanto l'ideologia omosessualista sia penetrata nel clero.
Abbiamo premesso la gioia per la grazia ricevuta nel Battesimo dalla piccola Umma, che certo non porta su di sé le colpe della madre lesbica e del padre "fornitore di sperma", ma non possiamo fare finta che non si sia consumato uno scandalo oggettivo, che un Sacramento sia stato strumentalizzato per fini di propaganda immorale, che dentro la cattedrale di Cordoba si sia de facto celebrata la omogenitorialità, che l'autorità ecclesiastica si sia dimostrata connivente e, infine, che tutto ciò sia stato autorevolmente spiegato come frutto della nuova linea impressa alla Chiesa da papa Francesco.
Come la Chiesa insegna, per l'ammissione al sacramento del Battesimo è necessaria le fede. «Nel caso del battesimo degli infanti, la fede dei genitori e del padrino/madrina i quali si impegnano a educare cattolicamente il battezzato. Qualora non vi sia la fondata speranza di ciò, non è lecito battezzare quel bambino»(cfr. CIC, can. 868).
Ma se la fede è l'assenso soprannaturale col quale l'intelletto, sotto l'impero della volontà e l'influsso della grazia, aderisce con fermezza a tutte e singole le verità da Dio rivelate e come tali dalla Chiesa insegnate, come si può avere la fondata speranza che Umma sia educata nella fede cattolica quando la madre e l'altra donna pubblicamente professano idee radicalmente contrarie alla Dottrina cattolica in campo antropologico e morale? Considerato che il padrino e la madrina «devono essere credenti solidi, capaci e pronti a sostenere nel cammino della vita cristiana il neo-battezzato» (CCC, 1255), come può la signora Kirchner adempiere a tale "officium" ecclesiale (Sacrosanctum Concilium, 67) quando ella stessa condivide i medesimi errori sposati dalle due donne e tali errori ha persino tradotto in leggi civili? Compito del padrino/madrina è «adoperarsi ugualmente che il battezzato conduca una vita cristiana conforme al battesimo ed adempia fedelmente agli obblighi ad esso inerenti» (CIC, can. 872);
come può la presidente Kirchner garantire ciò se, per prima, professa convinzioni ideologiche incompatibili con la Dottrina cattolica? Come è evidente, la madrina di Umma non è stata scelta per garantire l'educazione cattolica della piccola, piuttosto per sottolineare propagandisticamente l' opzione per l'omogenitorialità compiuta dalle due donne e dalla Kirchner resa possibile per legge grazie al così detto "matrimonio omosessuale" introdotto nell'ordinamento argentino. Una funzione ecclesiale è stata, così, manifestamente pervertita, strumentalizzato, per fini contrari al bene, un sacramento, dato scandalo attraverso un atto liturgico e tutto con il tacito consenso delle autorità ecclesiastiche.
Considerato il rilievo mediatico accordato alla vicenda, per evidente iniziativa delle due donne e della rete omosessualista ma non senza responsabilità delle autorità ecclesiastiche e di personalità come p. Spadaro, lo scandalo è stato universale coinvolgendo, indirettamente, persino la figura del Romano Pontefice. Urge, pertanto, una parola di verità che ripari a simile scandalo e tale parola deve venire da Roma. Confidiamo la Congregazione per il Culto Divino e la disciplina dei Sacramenti intervenga con autorità facendo chiarezza e ristabilendo la verità del Battesimo.

Fonte: Corrispondenza Romana, 10/04/2014

4 - IL FILM SU NOE' MANIPOLA LA BIBBIA IN CHIAVE ECOLOGISTA
Racconto anti-religioso interpretato da Russell Crowe che non ha nulla a che fare con il racconto biblico del diluvio
Autore: Don Feder - Fonte: FilmGarantiti.it, 9 aprile 2014

Noah è una favola ambientalista, in cui si apprende che i cattivi (discendenti di Caino) costruiscono città, mangiano carne e fabbricano armi (probabilmente appartengono a una antidiluviana National Rifle Association). Si occupano anche di estrazioni minerarie a cielo aperto, nel processo di trasformare la terra in un deserto arido che somiglia all'Afghanistan senza i comfort.
I buoni sono invece vegani che vivono nelle tende, non fanno troppo di qualsiasi cosa, e sono pochi, probabilmente perché praticano il controllo delle nascite. Una delle tante domande senza risposta di Noah è: se i buoni (discendenti di Seth) non mangiano carne, dove hanno preso le pelli degli animali che indossano? Presumibilmente queste sono le pelli di bestiole che si sono suicidate dopo aver meditato sullo specismo del genere umano.
L'epica anti-biblica di Darren Aronofsky, costata 130 millioni di dollari, ha quasi nulla a che fare con il racconto biblico del diluvio. C'è un'Arca, ci sono gli animali che camminano due a due, c'è un diluvio di proporzioni bibliche e un uomo chiamato Noè. E qui finiscono le somiglianze. Noah è un film anti-religioso, sostiene il controllo della popolazione ed è un allarme allegorico sul cataclisma prossimo venturo che, ci viene detto, sarà causato dal riscaldamento globale. Nel film, Dio è sempre nominato come "il Creatore". Evidentemente Hollywood ha un problema con la parola Dio.
La Bibbia descrive Noè come "un uomo giusto", che era "integro tra i suoi contemporanei" e "camminava con Dio". Il Noè di Aronofsky è quello che i laicisti chiamerebbero un fanatico religioso. Pieno di disgusto di sé e incline a scoppi violenti, egli si convince che Dio vuole distruggere completamente l'umanità. Così, l'unico scopo di Noè e della sua famiglia è quello di costruire l'Arca e salvare gli animali. Raggiunto questo obiettivo, le ultime persone sulla terra vanno verso l'estinzione. Alla prima del film, il Movimento per l'Estinzione Umana Volontaria e la PETA (la più potente organizzazione animalista americana, ndr) devono aver applaudito dai posti in prima fila.
Così come interpretato da Russell Crowe, Noè è talmente ossessionato che progetta di uccidere i suoi nipoti appena nati per prevenire la ripopolazione del pianeta. Questa è la visione di Hollywood sui credenti cristiani ed ebrei, ovvero che il loro fanatismo sconfina nella psicosi e conduce all'odio e all'omicidio. La vecchia scena del Noè di Bill Cosby ("Bene, cos'è un cubito?") è più vicina alla Genesi, e anche molto più divertente.
La Scrittura è un po' vaga circa le ragioni del Diluvio. La Bibbia spiega: "Ora, la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza. Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta" (Genesi 6, 11-12). Corrotta in che senso? Dio distruggerebbe il mondo a causa delle ruberie? Più avanti nella Genesi, le città cananee di Sodoma e Gomorra verranno distrutte, stavolta col fuoco, a causa delle deviazioni sessuali. Provate a immaginare Hollywood produrre un film che inveisca contro l'immoralità sessuale, quando l'industria dell'intrattenimento segue Lady Gaga sull'omosessualità e presenta la convivenza, l'adulterio e l'aborto come scelte di vita.
Noah non parla del peccato in senso tradizionale, ma del "peccato ambientale", come raccontato nel vangelo di Sant'Al (Gore): "E Dio guardò ai gas serra e vide che non andavano bene. Ed Egli disse: Lasciamo sciogliere le calotte polari e aumentare il livello del mare finché tutto quel che resterà sarà Kevin Costner sulla sua barca alla ricerca di terraferma". In un'intervista concessa alla rivista New Yorker, Aronofsky ha ammesso: "C'è una grande affermazione nel film, un messaggio forte riguardante il prossimo diluvio causato dal riscaldamento globale". In un altro passaggio, egli descrive Noè come "il primo ambientalista". E The Hollywood Reporter parla dei "pesanti messaggi catastrofisti ecologici".
Il culto del riscaldamento globale ha tutte le caratteristiche di una religione: profeti (Al Gore, i sapienti di Hollywood, gli scienziati alla disperata ricerca di sussidi pubblici per la ricerca); il male (i motori a combustione interna, le centrali a carbone, la crescita della popolazione); il bene (le misure per tagliare le emissioni di CO2); e la salvezza/redenzione (sanzioni draconiane per coloro che emettono carbonio, limiti severi alla riproduzione umana per diminuire l'impronta ecologica, e l'eventuale abrogazione della rivoluzione industriale). Coloro che dissentono non hanno semplicemente torto, sono eretici etichettati come "negazionisti" del cambiamento climatico. Gli ambientalisti organizzerebbero anche delle auto-da-fe davanti al Palazzo delle Nazioni Unite se non fosse per la preoccupazione dell'inquinamento causato dalla carne bruciata.
Ma il culto del riscaldamento globale diverge dalla religione tradizionale in due aspetti rilevanti. Il giudaismo e il cristianesimo hanno l'uomo al centro, mentre il "riscaldamentismo" è centrato sul pianeta. In Noah le parole del primo capitolo della Genesi sono messe in bocca al cattivo Tubal-caìn, che dice a Noè che gli animali devono servire all'uomo (cioè che abbiamo il dominio sul mondo naturale), a dimostrazione di quanto questa sia una brutta idea.
C'è un'altra differenza. Generalmente, la religione non può essere scientificamente provata né smentita, perché è basata sulla fede. Sebbene i suoi aderenti non lo ammettano, anche il "riscaldamentismo" è fondato sulla fede, il credo nella depravazione della società industriale e nel male del progresso. Ma sfortunatamente per i suoi sostenitori, si può dimostrare che il "riscaldamentismo" è falso e sempre più in contrasto con la realtà. La terra non sta diventando più calda, le calotte polari non si stanno riducendo, l'innalzamento del livello dei mari è insignificante e la catastrofe ecologica non si vede da nessuna parte all'orizzonte.
Il pianeta terra è ripetutamente passato attraverso cicli di riscaldamento e raffreddamento. Tantissimi fattori possono influenzare il clima, incluse le macchie solari. L'anno scorso la stagione degli uragani è stata la più tranquilla dall'inizio degli anni '60. Anche il Comitato Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici (IPCC, la Santa Inquisizione dei riscaldamentisti) ammette che la crescita media delle temperature di superficie si è fermata 15 anni fa. Adesso cercano di salvare la faccia parlando di "una pausa", decisamente una pausa lunga.
Lo scorso dicembre, gli scienziati del cambiamento climatico che sono andati nell'Antartide cercando le prove a sostegno della loro "incontrovertibile" opinione, sono rimasti intrappolati nel ghiaccio marino che non doveva essere lì. La loro nave è rimasta bloccata nel ghiaccio. E diverse imbarcazioni rompi-ghiaccio non sono state in grado di raggiungerli (il ghiaccio marino nell'emisfero meridionale ha raggiunto livelli record nel settembre 2013, per il secondo anno consecutivo). Alla fine hanno dovuto essere portati in salvo con un aereo, salvati dall'abbietta tecnologia.
Nella seconda settimana di proiezione (negli Usa, ndr), gli incassi di Noah sono crollati del 60%. Malgrado ciò molte persone che vanno a vederlo crederanno che esso abbia una qualche relazione con la Bibbia, con qualche licenza artistica ovviamente. Del resto l'analfabetismo biblico è epidemico. Un'indagine del Barna Research rivela che il 60% degli americani adulti non è in grado di dire neanche cinque dei Dieci comandamenti. Il teologo battista Albert Mohler scrive che la suddetta indagine "ci dice che almeno il 12% degli adulti crede che Giovanna d'Arco sia la moglie di Noè. Un'altra inchiesta svolta tra i laureandi ha rivelato che oltre il 50% degli intervistati crede che Sodoma e Gomorra fossero marito e moglie. E un numero considerevole di intervistati a un altro sondaggio ha risposto che il Discorso della Montagna è stato pronunciato da Billy Graham (un famoso telepredicatore americano, ndr). Siamo davvero nei guai".
Capitalizzando su questa ignoranza, il film ha degli angeli decaduti, chiamati Osservatori, ricoperti di pietra come punizione, che aiutano l'uomo decaduto fornendogli tecnologia per modellare la terra. Somiglianti agli Ent calcificati de "Il Signore degli Anelli", e valorizzando la bontà interiore di Noè (prima che diventi "psycho") la roccia eterna lo aiuta a costruire l'Arca e proteggerla dai figli di Caino.
Nella parte di Matusalemme, Anthony Hopkins offre un tocco di comicità e ulteriore revisionismo. Il più vecchio hippy del mondo vive in una caverna, serve dei tè allucinogeni e pratica magia con un seme proprio come in Jack e il fagiolo magico.
Scrivendo sul sito Aish.com, il rabbino Benjamin Blech avverte: "Sapere che milioni di spettatori, dopo aver visto il film, interiorizzeranno il Noè di Russell Crowe, così come tante altre parti del film che non hanno alcun fondamento nella Bibbia né in altre fonti credibili, dovrebbe costituire motivo di grave preoccupazione per tutti coloro che rispettano la Torah e ne custodiscono la verità".
Dopo aver passato decenni (secoli se vogliamo risalire alla Rivoluzione Francese) cercando di distruggere la religione, la sinistra sta ora usando la religione per promuovere le sue cause preferite. Prossimamente dovremo aspettarci di vedere sugli schermi Sodoma e Gomorra: la vera storia, dove la distruzione colpirà le metropoli della Mesopotamia a causa della loro omofobia, sessismo e disuguaglianza di redditi.

Fonte: FilmGarantiti.it, 9 aprile 2014

5 - SCOPERTO UNO SCAMBIO DI EMBRIONI, MA CHISSA' QUANTI BIMBI SONO ''NATI'' DA GENITORI CHE NON SONO I LORO...
Forse si stava meglio quando si stava peggio perché, senza uteri in affitto, almeno la madre era sempre certa
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 14-04-2014

Un errore. Forse si scrive un numero per un altro o si compila male un modulo, fatto sta che una coppia che aveva cercato un figlio in provetta ora si ritrova con due bebè invece che uno e nemmeno figli loro. Infatti, come recita il referto di un esame genetico fatto al terzo mese di gravidanza, i «profili genetici dei due feti non sono compatibili con quelli dei genitori». In buona sostanza c'è stato uno scambio tra embrioni.
Il tutto è avvenuto il 4 dicembre dello scorso anno all'ospedale romano Sandro Pertini quando in una bella mattina invernale quattro coppie si sottopongono alla fecondazione artificiale. Per tre coppie le prime fasi della gravidanza hanno buon esisto. Una di queste si sottopone ad alcuni accertamenti di routine e si scopre che i due gemelli non sono biologicamente figli della coppia richiedente. Di converso, anche il figlio di quest'ultima o è nel ventre di una delle rimanenti due donne che stanno ancora portando avanti la gravidanza oppure è stato impiantato nell'utero di quell'unica donna la cui gestazione si è già interrotta.
Il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha istituito una commissione di indagine che si riunirà oggi alle 17.00 e da un paio di settimane ha ordinato la chiusura dell'unità per la sterilità del Pertini.
La parola più spesa in queste ore a commento della vicenda è "malasanità". A noi viene da sostituirla con "malvagità". Se si decide, così come permette la legge 40, di trattare la persona umana come un prodotto e quindi di compiere un'azione malvagia, come poi stupirsi che qualcuno commetta qualche grossolano errore nello "stoccaggio" del prodotto? La manipolazione dell'embrione porta con sé tutti quegli errori fisiologici propri della manipolazione. L'artificio va a braccetto con la fallacia, marchio di fabbrica dell'homo sapiens ma pur sempre errans. Se l'uomo è ora individuato in una provetta con un codice a barre o un numero seriale – così come quando al supermercato dovete pesare i pomodori e pigiare sulla bilancia il numero corrispondente a "pomodori" – è naturale che le sviste siano all'ordine del giorno. Sì, all'ordine del giorno perché questa vicenda è ora sotto i riflettori dal momento che l'errore si è scoperto, ma chissà quante altre sostituzioni simili ci sono state però non sono state rilevate. E dunque chissà quanti pargoletti ora girano per case di genitori che non sono i loro.
Comunque è un po' da puritani indignarsi per questo fatto di cronaca. Diciamo che al Pertini a dicembre avevano solo anticipato ciò che la Corte Costituzionale solo qualche giorno fa ha deciso con sentenza: provette aperte all'eterologa. Infatti l'errore alla fine non è tale se si considera che i tecnici di laboratorio distratti hanno realizzato né più né meno che un'eterologa. Certo, senza consenso della coppia, una specie di eterologa inconsapevole diciamo. Ma, si sa, le nuove frontiere della scienza si varcano solo a prezzo di qualche sacrificio.
Tra l'altro al Pertini sono andati anche oltre a quello che da ieri l'altro ha permesso la Consulta: trattasi infatti di maternità surrogata. E la donna che ora sta prestando l'utero ad un'altra mamma dovrà decidere se portare a termine la gravidanza, se una volta portata a termine tenersi i figli o se invece dovrà restituirli. La vere madri avranno un bel vociare chiedendo indietro i propri bebè perché sull'utero della rispettiva controparte pende la spada di Damocle dell'aborto. Forse si ipotizzerà uno scambio alla pari: "Io lo faccio nascere a patto che tu faccia lo stesso". Una sorta di accordo pre-parto o di riscatto puerperale.
Qualche commentatore – anche in casa cattolica – ha trovato subito il colpevole: la mancanza di tracciabilità dell'embrione ("tracciabilità" è termine che deriva dal mercato alimentare, per sapere da dove viene il filetto di manzo che hai nel piatto). Questo sarebbe il nocciolo della questione: regole certe di individuazione dell'embrione e il gioco (delle provette) è fatto. Più che mai indispensabile la tracciabilità ora che i giudici della Consulta ci hanno regalato l'eterologa. Per la serie: fai il male, ma fallo bene, con accortezza e precisione svizzera. A ben vedere è la stessa ratio della 194, la legge sull'aborto: il male non è la soppressione del figlio – il male non è produrre un figlio in provetta – bensì il difetto del rispetto delle procedure. L'indignazione non è per la Fivet in sé, ma per l'errore nel protocollo. E' tutta questione di forma, bellezza. Anzi - è proprio il caso di dirlo – è tutta questione di "etichetta". Quando invece il vero errore non sta nell'imperizia di qualche camice bianco, bensì nelle stesse tecniche di fecondazione artificiale.
Manco a dirlo poi che per paradosso reclamando la tracciabilità si fa il gioco del nemico perché si adottano le sue stesse categorie mentali, si accettano le sue stesse regole del gioco.
Quello che è accaduto in quel di Roma è infine la testimonianza che se si prende in giro madre natura – o Iddio Padre – prima o poi questa si ribella e, per così dire, tenta di rimettere a posto le cose. E sì, perché una volta i bambini ti venivano come ti venivano, senza troppo programmarli. Ora il Fato, complice la distrazione umana, ha mescolato un po' le carte come una volta, inserendo quella quota di imprevisto che era il sale, assai sgradito, della trepidazione di ogni madre e di ogni padre.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 14-04-2014

6 - IL CARDINAL MARTINI NON VOLEVA GIOVANNI PAOLO II SANTO
C’è chi ha scritto che è stata la sua vendetta: ''opponendosi alla canonizzazione di Papa Wojtyla si è voluto prendere una rivincita''
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 13/04/2014

Andrea Riccardi ha rivelato, in un suo libro, il contenuto della "deposizione" che il cardinale Carlo Maria Martini rese al processo per la canonizzazione di Karol Wojtyla.
Le sue parole hanno fatto una triste impressione, non solo perché egli giudica inopportuna l'elevazione agli altari di Giovanni Paolo II (desideratissima invece dal popolo cristiano: avverrà in piazza San Pietro il 27 aprile prossimo). Ma soprattutto per il modo e per gli argomenti usati.
 
CRITICHE
C'è chi ha scritto che è stata "la vendetta del cardinal Martini", che "opponendosi alla canonizzazione di Papa Wojtyla si è voluto prendere una rivincita".
Ma non voglio credere che il cardinale coltivasse (ri)sentimenti del genere, anche perché proprio Giovanni Paolo II lo aveva nominato arcivescovo di Milano, lo aveva creato cardinale e – come Ratzinger – aveva sempre avuto parole di stima personale nei suoi confronti.
Qualche caduta di stile si nota, però, nella deposizione di Martini. Il quale critica Wojtyla, fra l'altro, per le sue nomine, precisando: "soprattutto negli ultimi tempi" (la sua fu una nomina dei primi tempi).
Inoltre il prelato attacca Giovanni Paolo II per il suo appoggio ai movimenti ecclesiali. Questo livore martiniano contro le nuove realtà suscitate dallo Spirito Santo gli impedì di vedere quanto papa Wojtyla avesse rinnovato la Chiesa, valorizzando i carismi e gli impetuosi movimenti di rinascita della fede, che sono i veri frutti positivi del Concilio.
Ci sono anche altre critiche di Martini, in quella deposizione, che sconcertano. Per esempio afferma che Giovanni Paolo II si pose "al centro dell'attenzione, specie nei viaggi, con il risultato che la gente lo percepiva un po' come il vescovo del mondo e ne usciva oscurato il ruolo della Chiesa locale e del vescovo".
Questa desolante considerazione dimentica che papa Wojtyla dovette confortare nella fede e ridare coraggio a milioni di cristiani che negli anni Settanta erano perseguitati e incarcerati in Oriente e umiliati e silenziati in Occidente.
Inoltre i pellegrinaggi di Giovanni Paolo II dettero un formidabile slancio missionario proprio alle chiese locali (basti pensare ai sedici viaggi in Africa e alla rinascita della fede che ne è seguita in quel continente).
Martini riconosce pure qualche lato positivo a papa Wojtyla, per esempio "la virtù della perseveranza", ma subito aggiunge che fu eccessiva perché decise di restare papa fino alla fine: "personalmente riterrei che aveva motivi per ritirarsi un po' prima".
A dire il vero lo stesso Martini, concluso il suo episcopato milanese, per raggiungimento dell'età canonica, invece di ritirarsi a vita di preghiera, come aveva annunciato, intensificò il suo presenzialismo mediatico. E indurì le sue critiche alla Chiesa. Un comportamento che sconcertò molti fedeli.
D'altra parte il cardinale di Milano, per tutto il pontificato di Wojtyla (e pure di Ratzinger), è stato esaltato dai media laicisti come il loro (anti)papa.
E non si può dire che egli abbia fatto degli sforzi visibili per sottrarsi alle insidiose lusinghe di anticattolici, mangiapreti e miscredenti. I quali facevano a gara per osannarlo, intervistarlo e amplificare le sue critiche alla Chiesa.
 
O CESARE O DIO
Papa Wojtyla – col suo carisma personale e la sua fede accorata – ha affascinato i popoli, milioni di persone andavano a cercarlo per ascoltarlo. Però non è mai stato amato dai poteri di questo mondo. Anzi, è stato letteralmente detestato.
Fin dall'inizio fu bollato come reazionario, anticomunista, bigotto, "troppo polacco" e via dicendo. Poi – vista la forza del suo carisma e l'amore che suscitava nelle folle – ritennero che non conveniva loro opporvisi frontalmente e cercarono di logorarlo in altri modi.
Ma il grande Giovanni Paolo non ha mai annacquato la verità. Nel suo amore per Cristo e per gli uomini, ha sempre chiamato bene il bene e male il male.
Joseph Ratzinger, con la sua recente testimonianza raccolta da Wlodzimierz Redzioch nel libro "Accanto a Giovanni Paolo II", ha insistito proprio su questo:
"Giovanni Paolo II non chiedeva applausi, né si è mai guardato intorno preoccupato di come le sue decisioni sarebbero state accolte. Egli ha agito a partire dalla sua fede e dalle sue convinzioni, ed era pronto anche a subire colpi. Il coraggio della verità è ai miei occhi un criterio di primo ordine della santità. Solo a partire dal suo rapporto con Dio è possibile capire anche il suo indefesso impegno pastorale. Si è dato con una radicalità che non può essere spiegata altrimenti".
Ratzinger già alla morte di Paolo VI, il 10 agosto 1978, disse:
"un Papa che oggi non subisse critiche fallirebbe il suo compito dinanzi a questo tempo. Paolo VI ha resistito alla telecrazia e alla demoscopia, le due potenze dittatoriali del presente. Ha potuto farlo perché non prendeva come parametro il successo e l'approvazione, bensì la coscienza, che si misura sulla verità, sulla fede".
Infatti, diventato lui stesso papa, Benedetto XVI, indifesa dei piccoli e dei poveri denunciò "la dittatura del relativismo". E sempre affermò che il ministero di Pietro era legato al martirio.
Un martirio fisico per i papi dei primi tre secoli. Un martirio morale per i papi di oggi (ma Wojtyla sparse anche il suo sangue).
Non che i cristiani debbano cercare l'odio del mondo, ovviamente. Ma le "potenze dittatoriali" delle ideologie o del nichilismo sono realtà e minacciano o condizionano pesantemente la Chiesa.
Gesù stesso nel discorso della montagna aveva ammonito i suoi a restare liberi e sottrarsi ai condizionamenti:
"Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi" (Lc 6, 24-26).
I veri discepoli di Gesù infatti sono segno di contraddizione per i poteri mondani:
"Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo (…) il mondo vi odia. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi" (Gv 16, 18-20).
Gesù arrivò a indicare ai suoi questa beatitudine:
"Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli" (Lc 6, 20-23).
Non significa che si debba cercare la persecuzione, ma che non si deve essere succubi dei poteri e delle ideologie di questo mondo. Pietro deve sempre insegnare che fra obbedire a Cesare e obbedire Dio, bisogna scegliere Dio.
 
FRANCESCO E I MEDIA
E non basta nemmeno dichiarare apertamente la scelta giusta, perché la "dittatura" del "politically correct" è insidiosa. Esemplare e inquietante è il modo in cui si piegano certe frasi di papa Francesco verso questo "pensiero unico".
Mentre vengono ignorati certi suoi interventi molto decisi, come quelli di venerdì scorso, contro l'aborto, l'eutanasia e per la famiglia naturale uomo-donna ("occorre ribadire il diritto del bambino a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare in relazione alla mascolinità e alla femminilità di un padre e di una madre").
Il Papa – in chiaro riferimento all'attualità – ha anche invitato a "sostenere il diritto dei genitori all'educazione morale e religiosa dei propri figli. A questo proposito" ha aggiunto "vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del "pensiero unico' ".
Nella notte del "pensiero unico" queste parole sono luce e libertà per tutti come lo sono state quelle di Wojtyla e Ratzinger.

Fonte: Libero, 13/04/2014

7 - TRIPLO ATTACCO MORTALE A VITA E FAMIGLIA
Alla Camera avanza il divorzio breve (e anche la permissiva legge sulla droga), al Senato procedono spediti reato di omofobia e unioni gay, e intanto la Corte Costituzionale...
Autore: Alfredo Mantovano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10/04/2014

Mercoledì 9 aprile, Camera dei deputati. All'ordine del giorno della Commissione Giustizia ci sono, fra gli altri, due provvedimenti: a. la conversione del decreto-legge sulla droga, reso necessario dalla sentenza della Corte costituzionale che ha reintrodotto la distinzione fra droghe "leggere" e "pesanti"; b. un insieme di proposte di legge che puntano a restringere ulteriormente il tempo necessario per chiedere una sentenza di divorzio. Il primo, contro ogni evidenza scientifica e di esperienza, riduce già da subito le sanzioni per chi traffica cannabis e derivati, e rischia di andare oltre – nei tempi rapidi della conversione – fino a una legalizzazione esplicita o strisciante di questo tipo di sostanze; il secondo si commenta da sé, accontentandosi di un anno fra la presentazione dell'istanza di separazione – dai tre anni attuali – e la richiesta di divorzio, o a nove mesi in assenza di figli minori.
Mercoledì 9 aprile, Senato della Repubblica. Anche lì in Commissione Giustizia si segnalano due provvedimenti: il disegno di legge, già approvato alla Camera, sull'omofobia, e quello sulle unioni civili, che ha accorpato le proposte sul matrimonio fra persone dello stesso sesso. Anch'essi hanno ripreso a marciare spediti: il primo, che vede il governo rappresentato dal sottosegretario Scalfarotto – mai era accaduto nella prassi parlamentare che il presentatore di una proposta di legge dapprima ne fosse relatore in un ramo del Parlamento e poi esprimesse di esso il parere dell'esecutivo nell'altro ramo –, con la bocciatura degli emendamenti di buon senso presentati da senatori di esperienza come Giovanardi, Bianconi e Malan, e con la possibile approvazione di emendamenti peggiorativi presentati da esponenti di Pd, Sel e M5S; il secondo, col deposito di un testo-base prossimo quanto a impostazione alla civil partnership: per avere un'idea della equiparazione sostanziale che tale testo opera con il matrimonio, basta pensare che ammette la disposizione di una quota corrispondente alla legittima nella successione ereditaria e, a determinate condizioni, la pensione di reversibilità.
Mercoledì 9 aprile, Corte costituzionale. Proseguendo un'opera di demolizione della legge sulla fecondazione artificiale, che in passato aveva già eliminato il divieto di crioconservazione e aveva reso possibile la selezione genetica degli embrioni, la Consulta – con una sentenza di cui si attendono le motivazioni – apre alla fecondazione c.d. eterologa, dichiarando illegittime le norme che la precludevano e quelle che la sanzionavano. Radicali e libertari hanno di che gioire: la Corte fa oggi quello che loro avevano provato – senza riuscirci – nel 2005: il quesito n. 4 del referendum da loro presentato, bocciato dagli italiani, è invece accolto dai 15 giudici costituzionali. Il ministro della salute Lorenzin ha ragione nel definire complessa l'attuazione di questa pronuncia, dal momento che la fecondazione artificiale eterologa presenta difficoltà irrisolvibili: intanto il conflitto fra il diritto all'anonimato del donatore/donatrice di gameti e il diritto dei figli a conoscere i loro genitori biologici; poi i rischi per la salute del figlio, derivanti dall'anonimato del donatore, e quindi l'impossibilità di una anamnesi completa; ancora, la difficile "neutralità" della madre surrogata nel caso di affitto di utero (pardon: "gestazione di sostegno", come impongono le linee-guida Unar per i giornalisti), soprattutto nei casi in cui questa "madre" fosse anche la donatrice di gameti.
Che tutto ciò avvenga nello stesso giorno non è un caso. Un filo rosso ideologico lega la facilità di scomporre la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna – il divorzio sprint – con la sostanziale equiparazione al matrimonio, per come finora è stato disciplinato, dei diritti e dei doveri derivanti dall'unione civile, anche fra persone dello stesso sesso. Col ricorso all'eterologa, la rivendicazione del sottosegretario Scalfarotto nell'intervista di qualche sera fa a Invasioni barbariche – "possiamo avere figli", proclamava riferito a sé stesso e al proprio compagno – sarà una realtà; è vero infatti che nella legge 40 la fecondazione artificiale è ammessa per coppie sposate o conviventi da almeno tre anni: ma, sommando la disciplina delle unioni civili in discussione con gli effetti della sentenza costituzionale, è fatta! E se qualcuno ha qualcosa da obiettare ecco – nuove di zecca – le sanzioni penali, con tanto di carcere e di pene accessorie, della legge omofobia: pronte a colpire chi ardisca sostenere che la crescita e l'educazione di un bambino riescono meglio potendo contare su un padre e su una madre, e non su due persone del medesimo sesso; o chi osi richiamare lo squilibrio familiare causato dall'eterologa, sulla base dell'esperienza di altre Nazioni (il senso di estraneità facile a crearsi nel genitore non biologico ha portato negli USA, dove l'eterologa è ammessa, al divieto di disconoscimento di paternità, a causa dell'alto numero di richieste di questo tipo da parte dei padri unicamente "sociali").
È tutto? Non ancora. Commentando in modo entusiastico la sentenza della Consulta, l'Associazione Luca Coscioni ha indicato il passaggio successivo: "smantellare il divieto di ricerca sugli embrioni", ovviamente "per la libertà di ricerca scientifica"; è un obiettivo che alla "cultura dello scarto" non può mancare, ovviamente lasciando in piedi l'obiezione di coscienza nei casi di sperimentazione sugli animali!
Chi in Parlamento guarda con orrore all'avanzare congiunto di queste leggi ha una quantità di compagni di strada incomparabilmente inferiore rispetto al passato. Chi nel mondo giudiziario o in quello accademico è ancora convinto che il diritto debba fondarsi su una sana antropologia si ritrova sempre più isolato. Eppure tutto questo accade a pochi anni di distanza dalla vittoria referendaria del 2005, dell'approvazione della legge 40 nel 2004 e di un'ottima riforma sulla droga nel 2006, e dalla riaffermazione delle ragioni della famiglia col Family day del 2007. Eppure è stato sufficiente che, con mezzi prossimi allo zero, gruppi di giovani allestissero le Sentinelle in piedi in un po' di piazze, alternandosi con la Manif italiana, e che Comitati come Sì alla famiglia esponessero, non da soli, le ragioni naturali della comunità familiare, per frenare il vari dei provvedimenti che – tutti insieme – hanno ripreso il percorso parlamentare, affiancati dalle spallate libertarie della Consulta. Queste realtà svolgono una funzione importante, ma non possono arrestare la concentrazione istituzionale, mediatica e lobbistica delle forze del fronte avverso; è necessario che torni in piazza il popolo del Family day e che tutti coloro che hanno voce in capitolo, nelle chiese, nelle università o nelle aule giudiziarie, dismettano i panni della rassegnazione e della convinzione che non c'è molto da fare. Attendere ancora, con i pretesti più svariati, non significa necessariamente condividere, ma certamente equivale ad accettare quel filo rosso ideologico che sempre più procede "da (prima della) culla a (dopo) la bara".

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 10/04/2014

8 - LETTERE ALLA REDAZIONE: COME SCEGLIERE IL PADRE SPIRITUALE? E' DAVVERO NECESSARIO?
Come impostare bene la direzione spirituale
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie, 12 aprile 2014

Spettabile redazione di BastaBugie,
sono una ragazza di 25 anni e vi contatto perché non so proprio a chi rivolgere alcune domande che mi ossessionano da un po' di tempo... come comportarsi di fronte ad una crisi della fede?
Ho letto della crisi che aveva madre Teresa, mi ritrovo molto nelle domande che si poneva lei, ma non ho capito come lei riusciva a pregare, nonostante i grossi dubbi che la pervadevano.
Sto insieme ad un ragazzo da 5 anni: anche lui si è allontanato da Dio... È da tanto tempo che non crede proprio fino in fondo e anch'io sono entrata in crisi. Ho parlato un po' con mia madre, lei mi dice che devo intensificare la preghiera, ma io mi chiedo, come faccio a pregare se mentre prego penso che potrei essere una credulona? Che potrei stare lì a parlare da sola, con un'entità che potrebbe non esserci davvero?
So di chiedere tanto, ma vi assicuro che non saprei proprio con chi aprirei, perché nessuno, tra le persone che mi conoscono, si aspetterebbe da me certi discorsi, ma purtroppo vivo questa situazione e devo essere sincera almeno con me stessa, ho deciso di affrontare questi dubbi... qualcuno di voi mi saprebbe aiutare?
Eleonora

Cara Eleonora,
la situazione che stai vivendo è abbastanza normale nel senso che prima o poi tutti devono affrontare seriamente il rapporto con Dio. Finché siamo bambini ci basta quello che ci hanno insegnato i nostri genitori. Con due preghierine la sera è già tutto a posto.
Poi si cresce e si arriva a un certo punto che le domande più profonde affiorano e non bastano più né le parole dei genitori, né la preghiera fatta fin da bambini. I dubbi che stai vivendo devono essere affrontati in maniera adulta. Sai qual è l'unico modo per affrontarli? Farsi aiutare. Trovare un sacerdote che possa fare un cammino con te, che possa ascoltare tutti i tuoi dubbi, che non ti giudichi, ma che ti prenda per mano e ti faccia fare i passi che possano rispondere alle domande più profonde che hai dentro di te. L'unica alternativa è ricacciare dentro di sé queste domande non affrontandole, e magari adeguandosi a quello che fanno e che pensano tutti. Il triste epilogo di questa scelta di non scegliere è che quando la vita mette di fronte a problemi gravi (e la vita è fatta di mille problemi molto gravi e spesso improvvisi) uno va in crisi e fa errori su errori.
Io da giovane ho fatto così: pur essendo un bravo ragazzo (anche se avevo smesso di fare la comunione e di confessarmi) facevo però molti errori (un po' come tutti). Un giorno mi sono stufato e mi sono lasciato prendere per mano da Dio e con l'aiuto di un sacerdote che mi capiva ho fatto un cammino. Solo così ho scoperto che la mia fede era rimasta per molto, troppo tempo quella di un bambino e che c'erano molte cose da sapere e da vivere in questo campo, ma nessuno me le sapeva dire, nemmeno i miei pur bravi e buoni genitori. Anche oggi, che sono cresciuto, faccio ancora ogni uno-due mesi quasi duecento chilometri per andare a trovare il mio padre spirituale...
Insomma è importante che tu trovi un sacerdote che ti possa seguire in questo cammino. Probabilmente ne conosci già qualcuno e puoi valutare di chi puoi fidarti.
Tanti auguri in questa entusiasmante ricerca nel campo della fede. Non sei sbagliata, anzi stai facendo proprio le domande giuste: brava! Ora però agisci... e da adulta!
Per darti qualche indicazione concreta ti suggerisco di leggere l'articolo che abbiamo pubblicato qualche tempo fa su questo argomento:
I SANTI HANNO AVUTO BISOGNO DEL PADRE SPIRITUALE
Nel cammino verso Dio è impossibile far da soli
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2470

Fonte: Redazione di BastaBugie, 12 aprile 2014

9 - OMELIA PASQUA DI RISURREZIONE - ANNO A
Ora lascio il mondo e torno al Padre
Autore: Giacomo Biffi - Fonte: La rivincita del crocifisso, (omelia per il 20/04/2014)

La Pasqua è un aggrapparsi a Cristo che risorge e sale
Nel cuore della notte che è appena trascorsa, nelle chiese di tutto il mondo è stata data una grande notizia: Il Signore Gesù è risorto!
Non è una novità, potrà dire qualcuno. Ed è vero: sono più di diciannove secoli che viene annunciata. Mentre però tutte le altre "novità" si sono disseccate come le foglie in autunno, questa emoziona ancora i nostri cuori: è sempre fresca e giovane, più fresca e più giovane delle molte notizie inutili di cui è pieno anche il giornale di questa mattina.
Cerchiamo di capire bene che cosa è capitato.
Il mondo, creato bello e buono da Dio, si è guastato: adesso noi viviamo in un mondo, come dice San Paolo nella Lettera ai Romani, senza senno, senza lealtà, senza amore, senza misericordia (Rm 1,31). Mai come ai nostri tempi questo duro giudizio ci pare colpire nel segno. I contestatori e i rivoluzionari di ogni epoca non fanno una grande scoperta quando ci dicono che è un mondo sbagliato; e quando decidono di distruggerlo non sono privi di logica; desiderano solo una cosa inutile, perché questo mondo nel disegno di Dio è già destinato alla distruzione, come una casaccia lurida e diroccata è destinata alla demolizione nel piano regolatore. Ma non devono distruggerlo gli uomini: quando lo fanno, nasce regolarmente un mondo più brutto e più ingiusto di prima. Il mondo aspetta l'ora del Signore, quando, come scrive san Pietro, i cieli si dissolveranno e gli elementi incendiati si fonderanno e ci saranno nuovi cieli e nuova terra, dove finalmente abiterà la giustizia (cf. 2 Pt 3,12.13).
Ma noi, che ne sarà di noi? Ci potremo salvare?
Sì, ci possiamo salvare perché Dio ha mandato nel mondo il Figlio suo, nato da donna, come noi, nato schiavo, come noi, il quale ci ha liberato e ci ha dato la possibilità di diventare figli di Dio.
Che cosa dunque è avvenuto venti secoli fa di tanto importante, che noi lo ricordiamo ancora oggi come qualcosa che ci tocca da vicino?
Gesù ce lo ha detto con parole semplici ed essenziali, che l'evangelista Giovanni riferisce nei discorsi dell'ultima cena: "Io sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo e torno al Padre" (Gv 16,28).
La Pasqua è questa "avventura" terrestre del Figlio di Dio, che discese dal cielo, in questo mondo ingiusto e polveroso, e con la sua morte e la sua risurrezione tornò in cielo, portandosi con sé quelli che credono in lui.
Allora si capisce come si deve fare per salvarci dalla distruzione che toccherà al mondo (e che per ciascuno di noi, in pratica, coinciderà col momento della nostra morte): ci si deve aggrappare a Cristo che passa da questo mondo al Padre. Questa è la Pasqua, che significa appunto "passaggio".
Allora si capisce perché noi oggi siamo contenti e questa è la più grande festa cristiana: è la gioia di chi stava per annegare e si vede gettare una corda alla quale potrà finalmente attaccarsi.

IL SIGNORE GESÙ È RISORTO, E IO SONO RISORTO CON LUI
Ma come si fa ad aggrapparsi a Gesù che risorge da morte e sale al cielo, in modo da poter salire con lui, e non essere travolti nella rovina del mondo?
Gesù ci risponde: prima di tutto, pentitevi, cioè, riconoscete i vostri torti e decidete di cambiare. Chiamate i vostri vizi col loro nome e non mascherateli agli occhi vostri e degli altri indicandoli con le parole della virtù.
Se siete pigri, non chiamatevi prudenti; dite: io sono pigro e devo cambiare.
Se non sapete dominare i vostri istinti, non parlate di amore e di forza virile, parlate di lussuria e riconquistate la vostra capacità di arrossire.
Se siete superbi, non dite di avere il senso della vostra dignità: riconoscete di essere egoisti e orgogliosi, e cercate di umiliarvi.
Non chiamate conquista civile l'incapacità di conservare il patto nuziale o la disinvoltura nell'uccidere a spese dello Stato la vita umana indifesa e innocente. Cominciate ad adoperare i nomi giusti, e così vi avvicinerete alla salvezza.
Così ci parla il nostro Signore e Maestro, con la franchezza di chi ci vuol bene davvero e davvero desidera che abbiamo a crescere e a vivere.
Certo l'autentico pentimento è un fatto raro. Un uomo che riconosca i suoi torti è la cosa che più grande e più difficile che si dia al mondo.
E' difficile: un uomo non s'infuria tanto con la propria moglie come quando gli ha fatto un'osservazione giusta e meritata.
Ma è la cosa più grande: è la stessa risurrezione di Gesù che arriva fino all'anima nostra e ci fa passare con lui dalla morte alla vita.
Ma non basta pentirsi; se vogliamo aggrapparci a Gesù che risorge e sale al cielo, dobbiamo unirci a lui nel sacramento dell'Eucaristia.
Per questo la Chiesa dispone che tutti i cristiani, proprio in questi giorni pasquali, facciano la comunione; per questo "fare Pasqua" significa, nel linguaggio tradizionale, accostarsi alla mensa eucaristica. Perché soltanto in questo modo noi siamo sicuri di essere uniti a colui che è la nostra salvezza e resterà la nostra unica speranza quando nessuna speranza umana ci sarà più per noi.
Se riconosciamo i nostri torti in faccia a Dio e alla sua Chiesa nel sacramento della penitenza e se ci accostiamo al sacramento dell'Eucaristia, allora l'annuncio della vittoria di Cristo sarà anche l'annuncio della nostra vittoria.
E la grande notizia, risonata stanotte in tutte le chiese, sarà nella nostra coscienza completata così: "Il Signore Gesù è risorto, e io sono risorto con lui!".

Fonte: La rivincita del crocifisso, (omelia per il 20/04/2014)

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