BastaBugie n°357 del 11 luglio 2014

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1 L'INFERNO DEL ''FORTETO'' CHE NEMMENO RENZI CHIUDE: STUPRI, RAPPORTI OMOSESSUALI E BOTTE A NON FINIRE
La storia della comunità toscana dove per trent'anni sono stati seviziati centinaia di minori con la copertura di Fassino, Pisapia, Di Pietro, Livia Turco, Susanna Camusso, Rosy Bindi...
Autore: Luigi Santambrogio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 DI CHE SESSO SEI? FACEBOOK TI DA' 70 POSSIBILITA'
Archiviate le vecchie categorie di maschio e femmina per fare spazio ai più svariati generi, tra i quali: transessuale, asessuato, intersessuale, cis-gender, neutro, in ricerca, ecc. ecc.
Autore: Lupo Glori - Fonte: Corrispondenza Romana
3 COME E' NATA E COME SI E' DIFFUSA LA PORNOGRAFIA
Da una parte il rapporto Kinsey abolisce le categorie normalità-anormalità, dall'altra Playboy, Penthhouse e l'industria del porno lo rendono un fenomeno di massa con il risultato di una diffusione inimmaginabile della violenza e delle perversioni sessuali
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: Il Giudizio Cattolico
4 FINALMENTE AD OTTOBRE 2014 VEDREMO CRISTIADA ANCHE NEI CINEMA ITALIANI
Sarà distribuita (prima al cinema e poi nel 2015 in dvd) la versione doppiata in italiano del film capolavoro sui cristeros
Autore: Alessio Biagioni - Fonte: FilmGarantiti.it
5 FAMIGLIA CRISTIANA ALL'ATTACCO DEL SINDACO CHE DIFENDE IL CROCIFISSO
Il sindaco di Padova era già stato criticato dal vescovo di Chioggia per l’ordinanza sul crocifisso nelle scuole e negli uffici pubblici
Autore: Michele Majno - Fonte: Riscossa Cristiana
6 DOPO BERLUSCONI, ANCHE ALFANO APRE ALLE NOZZE GAY
Il leader del Ncd vuole estendere i diritti del codice civile (eppure dovrebbe sapere che i diritti già ci sono, incluso assistenza in ospedale e possibilità di ereditare, eccetto solamente adozione di bambini e pensione di reversibilità... vuole anche questi?)
Autore: Alfredo Mantovano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 DILAGANO FILM E TELEFILM IN CUI UOMINI E DONNE SI RIDUCONO AL LIVELLO DI BESTIE
Ormai è diffuso lo stile di vita usa e getta: se un matrimonio fallisce c'è il divorzio breve, se si scopre una gravidanza indesiderata c'è l’aborto, se qualcuno sta male c'è l'eutanasia...
Autore: Carlo Climati - Fonte: Zenit
8 QUEL CHE NON CI DICONO DELLA FOTO DEI DUE ''PADRI'' GAY
L’immagine dovrebbe emozionare e dimostrare che una coppia omosessuale può avere un figlio... in realtà dimostra che non lo può avere e che due papà non fanno una mamma
Autore: Eugenia Roccella - Fonte: Tempi
9 OMELIA XV DOMENICA DEL TEMPO ORD. - ANNO A - (Mt 13,1-23)
Il seminatore uscì a seminare
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - L'INFERNO DEL ''FORTETO'' CHE NEMMENO RENZI CHIUDE: STUPRI, RAPPORTI OMOSESSUALI E BOTTE A NON FINIRE
La storia della comunità toscana dove per trent'anni sono stati seviziati centinaia di minori con la copertura di Fassino, Pisapia, Di Pietro, Livia Turco, Susanna Camusso, Rosy Bindi...
Autore: Luigi Santambrogio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 06-07-2014

Ventitré rinvii a giudizio, un processo in corso con accuse terribili che vanno dagli abusi sessuali sui bambini allo sfruttamento minorile, malversazione e appropriazione indebita di soldi pubblici. Basterebbe anche la metà di queste nefandezze a togliere dalla circolazione i sospettati di tali crimini almeno fino al giorno in cui la magistratura ristabilisca giustizia e verità. E invece no, quello che dovrebbe essere la regola nelle procedure giudiziarie e amministrative non vale invece per la cooperativa sociale "Il Forteto". Una comunità per minori disagiati associata a un'azienda agricola, entrambe fondate da Rodolfo Fiesoli, conosciuto come il "Profeta", celebrato guru di teorie educative fondate sulla pedofilia e l'esercizio imposto dell'omosessualità.

VIOLENZE E ABUSI SUI RAGAZZINI
Violenze e abusi sui ragazzini, irregolarità nella gestione, intimidazioni ai soci e operazioni finanziarie spericolate: per trent'anni tutto questo è andato avanti in serena e imperturbabile allegria grazie alle coperture politiche della sinistra e al padrinaggio affaristico della potente Lega delle Cooperative. Per loro "Il Forteto" rappresentava una sorta di santuario, il luogo dei miracoli dove il "Profeta" esercitava le sue magnifiche e progressive teorie di liberazione sessuale. Un esempio virtuoso di welfare d'avanguardia radicale e di sinistra Doc.
Leader di partito e nomi illustri del Pci-Ds-Pd facevano a gara a recarsi a Vicchio, nel cuore del Mugello, a visitare le mirabolanti opere del "Profeta" Fiesoli, fino a quando la magistratura non decise di andare a vedere il lato oscuro della coop, cosa realmente succedeva negli scantinati più segreti della comunità. E si trovarono a fare i conti con un inferno popolato di ossessioni sessuali, ragazzini ridotti in schiavitù, obbligo a sottostare a rapporti omosessuali e pestaggi, ma mai in volto: a scuola gli insegnanti avrebbero potuto insospettirsi. Il momento peggiore, ha raccontato agli investigatori, una delle vittime era l'essere spediti al "forno", cioè la stanza delle punizioni, da dove spesso, provenivano le urla delle vittime. Nessuno degli altri ospiti poteva provare a difendere il malcapitato, altrimenti, sarebbe stato sicuramente il prossimo. La sveglia per i ragazzi suonava alle quattro del mattino, ogni telefonata degli stessi veniva trasmessa da un altoparlante così che potesse essere ascoltata da tutti. Insomma, un lager. Nulla a che vedere con quel paradiso tra le colline toscane che appare nelle foto.

GLI SCANDALOSI RACCONTI DELLE VITTIME
C'è da rabbrividire a leggere i racconti messi a verbale durante gli interrogatori dei ragazzi che furono ospiti della comunità o affidati ad adulti del giro di Fiesoli. Ecco qualche stralcio. "La vita prima di tutto era lavoro, lavoro, lavoro, lavoro" (F. B., nato al "Forteto" nel '78). "Tante volte mi alzavo alle 4 e andavo con il mio padre affidatario invece di andare a scuola... Questo dito me lo sono smozzato a 7-8 anni, perché pigiavo i tasti della sponda di un camion che mi diceva lui di pigiare e allora mi amputai mezza falange" (M. G., nato nel 1984, arrivato al "Forteto" a 5 anni). Ancora M. G.: "Portavi la colazione a Rodolfo (Fiesoli) e... mani nelle mutande, baci sul collo anche davanti alla mia madre affidataria. Cioè, mi ci portava lei: ma lasciati andare! Rodolfo lo fa con tutti, è normale, ti leva questa materialità". M. C., affidata a 8 anni nel 1983, racconta che il suo genitore affidatario aveva adottato una bambina down: "Era più piccola di me. Io dormivo nel letto a castello sopra e la sera, quando lui veniva a darle la buona notte, sentivo dei versi strani. Una sera mi affacciai di sotto e vidi che le aveva levato i lenzuoli e la stava masturbando".
S. P. ricorda "il figlio di un giudice, disabile, che mangiava un mix di fieno che si dà ai ruminanti... Fiesoli gli serviva il piatto di silomais, lui lo mangiava, vomitava e si doveva rimangiare questo vomito". Basta così. Ma è solo una piccola parte dell'infinita galleria degli orrori rimasta fino a pochi mesi fa ben nascosta grazie a complicità politiche e non solo. Poi, grazie anche alle denunce di alcuni ex soci e le truffe ai danni della Regione operate dalla cooperativa, le grida che arrivavano dal Mugello trovarono finalmente una risposta. Il caso "Forteto" si fa sentire anche a Roma: nel 2013 il governo (Letta premier) volle vederci chiaro dato che la cooperativa del "Profeta" godeva di un flusso ininterrotto di soldi pubblici (dalla Regione Toscana ai Fondi europei). Al Mugello arrivano gli ispettori ministeriali: per quasi sei mesi ascoltano i lavoratori, esaminano le carte, rifanno conti, spulciano i bilanci. Alla fine il verdetto non lascia dubbi: la cooperativa va subito commissariata e i dirigenti sostituiti. La magistratura intanto rinvia a giudizio la pattuglia dei dirigenti e lo stesso Fiesoli, già arrestato e in carcere con accuse gravissime.

IL PROCESSO PENALE VA AVANTI, MA RENZI NON PROCEDE AL COMMISSARIAMENTO
Giustizia è fatta? Mica tanto, comunque solo a metà. Nonostante il rapporto che svela le magagne amministrative, il nuovo governo guidato da Renzi boccia (la notizia è di due giorni fa) la richiesta dei suoi stessi ispettori: il processo penale va avanti, ma non ci sarà alcun commissariamento, non ce n'è più bisogno. Da non credere. Una decisione davvero sorprendente che si spiega solo con una ragione: il "Profeta" conta ancora coperture politiche importanti e tanti amici a sinistra, pure nel governo del toscano Matteo Renzi. Il rottamatore, infatti, quando ancora era sindaco di Firenze ospitò Fiesoli offrendogli Palazzo Vecchio per un convegno pochi giorni prima che il guru venisse arrestato. Non solo: oggi nel governo c'è anche Giuliano Poletti, ex vicepresidente nazionale di Legacoop, la centrale delle coop rosse (tra i suoi soci c'è pure il "Forteto") diventato ministro allo Sviluppo economico. A lui compete la vigilanza sulle attività delle cooperativa e da lui, appunto, è arrivato lo stop al commissariamento. Solo coincidenze? Nessuno ci crede: si tratta piuttosto di un'altra crudele beffa ai danni delle vittime e delle loro famiglie.
Eppure, nella relazione presentata al governo, gli ispettori avevano evidenziato gravi irregolarità nelle buste paga e nei contratti, soci costretti a «sottoscrivere inconsapevolmente strumenti finanziari», e poi «un atteggiamento discriminatorio e di mobbing verso i soci usciti dalla coop» dopo l'emergere degli scandali. Inoltre, «la coop non informa i soci lavoratori del contratto di lavoro, non consegna loro Cud e buste paga, né paga gli straordinari e il lavoro festivo». Tutto inutile, questo non basta a convincere il governo di Renzi a intervenire, anzi: il ministro Poletti fa carta straccia delle denunce, riconfermando la piena legittimità del consiglio di amministrazione ancora in carica. Adesso alcuni dipendenti del Forteto dovranno deporre al processo, ma senza un cambio del gruppo dirigente saranno certamente sotto il ricatto dei vecchi amministratori. Un colpo di spugna vergognoso quello del governo Renzi che marca la contiguità con quei settori del Pd toscano che da troppo tempo, e per motivi oscuri, fungono da garanti alle irregolarità, non solo amministrative, del "Forteto". Una pesante cortina fumogena stesa su una storia infinita di abusi, punizioni corporali, stupri psicologici e schiavitù fisiche su bambini e adolescenti. Con i Tribunali dei minori che hanno continuato ad affidare ragazzi alla comunità-lager, infischiandosene di quel che succede.

I POLITICI DI SINISTRA COPRONO I COLPEVOLI: ROSY BINDI, SUSANNA CAMUSSO, LIVIA TURCO, ANTONIO DI PIETRO, PIERO FASSINO, GIULIANO PISAPIA
Istrionico, imbonitore, il "Profeta" è un abile manovratore, con agganci di ferro nell'establishment di sinistra e capace di accreditarsi ovunque. Big e leader di Botteghe Oscure, presidenti di Provincia, sindaci e assessori di sinistra fanno a gara ad arrivare al Mugello per baciargli la pantofola e, pur consapevoli delle condanne per abusi a carico dei gestori, continuano a frequentare e a sponsorizzare la struttura. Se le prime condanne a carico di Fiesoli risalgono al 1985 come possiamo giustificare coloro che come Rosy Bindi, Susanna Camusso, Livia Turco, Antonio Di Pietro, Piero Fassino, tra gli altri, continuano a passare per il "Forteto" e a proteggere la dirigenza negli anni a venire? Nel gruppone dei supporter c'è anche l'attuale sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che, nonostante fosse stato difensore del Fiesoli nel processo conclusosi con una condanna per pedofilia, alla fine degli Anni '90 entrerà a far parte del comitato scientifico della Fondazione. Antonio di Pietro, invece, si distingue per aver scritto la prefazione al libro Il Forteto nel 1998 descrivendo la struttura come un vero paradiso terrestre. Un bel parterre de roi, con tutti i grandi nomi della sinistra italiana. Ma la compagnia di giro gode anche del sostegno culturale ed editoriale: tante le pubblicazioni e i libri agiografici, come quelli editi dall'importante casa editrice Il Mulino, mentre i giornali nazionali, tranne alcune eccezioni, hanno continuato fino a ieri a mantenere un silenzio vergognoso.

LA TRAGICA CONCLUSIONE
Il processo al "Profeta" e ai 22 kapò del suo cerchio magico è appena cominciato. I ragazzi, oggi diventati adulti, e le loro famiglie sperano che i colpevoli vengano smascherati e condannati a pagare il prezzo di quelle feroci violenze, pur sapendo che nessuna pena li potrà mi risarcire per quello che hanno subìto. Al "Forteto", intanto, tutto procede quasi come prima: le attività agricole continuano, il sito internet dà conto delle attività in corso, offre frutta e verdura a prezzi scontati e invita i toscani a partecipare alle feste estive in programma. Nella comunità ci sono ancora tre ospiti (due minori e un ragazzo disabili) e a dirigere ci sono ancora i vecchi amministratori. Grazie al governo Renzi, al ministro Poletti che senza neppure aspettare il verdetto del processo, hanno già deciso che nell'ex lager del Mugello i conti erano a posto, gli amministratori amministravano e non c'era niente di irregolare.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 06-07-2014

2 - DI CHE SESSO SEI? FACEBOOK TI DA' 70 POSSIBILITA'
Archiviate le vecchie categorie di maschio e femmina per fare spazio ai più svariati generi, tra i quali: transessuale, asessuato, intersessuale, cis-gender, neutro, in ricerca, ecc. ecc.
Autore: Lupo Glori - Fonte: Corrispondenza Romana, 02/07/2014

Dopo gli utenti "Facebook" degli Stati Uniti anche quelli del Regno Unito possono ora scegliere tra una delle 70 opzioni di genere possibili, al momento della registrazione del proprio profilo. Via quindi le inadatte e superate categorie di maschio e femmina per fare spazio alle più svariate e inimmaginabili declinazioni, tra le quali: asessuato, intersessuale, cis-gender, pan-gender e neutro. Gli utenti inglesi potranno decidere anche il pronome con il quale preferiscono farsi chiamare all'interno del social network aggiornando le loro impostazioni personali dove sarà possibile scegliere tra maschile, femminile e neutro.
Tra le tante definizioni previste vi è quella di «cis-gender», neologismo ideologico utilizzato in contrapposizione a «trans-gender», ad indicare le persone a proprio agio con il genere assegnato alla nascita. In altre parole le persone normali eterosessuali. Tale "innovazione" è stata fortemente voluta da Brielle Harrison, ingegnere del software presso "Facebook", interessato in prima persona a tale novità, in quanto lui stesso un transgender.
All'indomani della messa on-line delle nuove "inclusive opzioni" ha dichiarato entusiasta: «Ci saranno un sacco di persone per le quali questa innovazione non significa nulla, ma per i pochi interessati, significa tutto. Troppo spesso alle persone transgender come me e ad altre persone non conformi al proprio genere viene data un'unica opzione binaria, vuoi essere maschio o femmina? Qual è il tuo genere? Tutto ciò è un po' sconfortante in quanto nessuno di questi generi dice veramente chi siamo. Questa innovazione cambia davvero le cose perché per la prima volta posso andare su un sito e indicare a tutte le persone che conosco qual è il mio vero genere».
Di opinione opposta, Jeff Johnston, analista di "Focus on Family", una influente organizzazione in difesa della famiglia americana, il quale ha ricordato l'importanza del dato biologico affermando: «naturalmente, Facebook ha il diritto di gestire il suo sito molto popolare come meglio crede, ma la questione di fondo è: È impossibile negare la realtà biologica che l'umanità è divisa in due metà: maschile e femminile. Coloro che chiedono il cambiamento insistono sul fatto che esistono sono un numero infinito di generi, ma non è dicendolo che cambia la realtà. Detto ciò, noi abbiamo una grande compassione per coloro che rifiutano il loro sesso biologico e credono di essere del sesso opposto».
I 70 generi sessuali di "Facebook" stupiscono fino ad un certo punto in quanto essi rappresentano il logico e naturale punto di arrivo di una visione perversa e distorta della sessualità che ha radici lontane. Il principio di tale processo può essere individuato nella pubblicazione, nel 1948, da parte del sessuologo americano Alfred Kinsey, della "Kinsey Scale" nota anche come "Heterosexual–Homosexual Rating Scale".
La scala prevede una serie di differenti comportamenti sessuali da 0 a 6, dove il valore 0 corrisponde alla completa eterosessualità e 6 alla completa omosessualità. In tale range di valori, nel quale la bisessualità è la normalità, sono racchiusi tutti gli orientamenti sessuali. A questi sei scalini è stata poi aggiunta un'ulteriore categoria, X, indicante la persona asessuale, colui che non ha alcun desiderio sessuale. Un evidente filo ideologico unisce, dunque, la "Scala di Kinsey" ai 70 generi di "Facebook".
In nome della libertà dell'individuo, unico dogma e valore intoccabile nel clima di relativismo contemporaneo, viene negata la realtà oggettiva ed ammessa ogni tipo di tendenza o inclinazione sessuale soggettiva. Perché non aggiungere tra le opzioni anche i bambini e gli animali?

Fonte: Corrispondenza Romana, 02/07/2014

3 - COME E' NATA E COME SI E' DIFFUSA LA PORNOGRAFIA
Da una parte il rapporto Kinsey abolisce le categorie normalità-anormalità, dall'altra Playboy, Penthhouse e l'industria del porno lo rendono un fenomeno di massa con il risultato di una diffusione inimmaginabile della violenza e delle perversioni sessuali
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: Il Giudizio Cattolico, 17/06/2014

Ai nostri tempi è in atto un attacco di tipo sessualista. Un attacco che possiamo anche definire di riduzione pansessualista dell'esistenza umana.
La distruzione dell'uomo ha implicato e implica anche l'applicazione totale e di massa della cosiddetta "rivoluzione sessuale". Infatti nel e per l'abbassamento dell'uomo a bestia può essere funzionale non solo il riduzionismo biologico ma anche la riduzione dell'esistere dell'uomo a pulsione orgonica.

LA DIFFUSIONE DELLA PORNOGRAFIA NEGLI ANNI '60
Procediamo con ordine e vediamo adesso come si è arrivati a questo. Si tratta della questione del pansessualismo.
Prima di tutto va detto che il pansessualismo si è servito della pornografia e questa è penetrata ovunque avvalendosi dei mezzi che sono a disposizione di tutti. La pornografia negli ultimi tempi è diventata un fenomeno di massa, fatto unico nella storia... e, proprio perché unico, significativo.
Storicamente la pornografia (dal greco pòrné "meretrice" e graphia "descrizione") è nata con la fotografia, ma è rimasta in una sorta di semi-clandestinità fino agli anni '60 che sappiamo essere stati gli anni cruciali di radicale cambiamento dei costumi.
La sua legalizzazione e la sua rapida diffusione si devono ad un italiano, Alberto Ferro (nato ad Algeri nel 1936 perché figlio di un diplomatico); si fece poi chiamare Lasse Braun e con questo nome è conosciuto. E' un regista-scrittore definito il "padre della pornografia moderna" e il "re del porno". Nel 1961, Braun iniziò ad interessarsi della cosiddetta "rivoluzione sessuale" fino a divenirne uno dei più convinti sostenitori. In Italia studiò Giurisprudenza e produsse una tesi di laurea sui danni sociali che provocherebbe la condanna della pornografia. La tesi aveva come titolo: La censura giudiziaria nel mondo occidentale. La tesi ovviamente venne censurata. A quei tempi la pornografia era severamente proibita non solo in Italia ma anche in molti altri Stati occidentali: perfino in Svezia, Danimarca, Olanda, Germania (Paesi che poi si apriranno ben presto ad essa), Canada, Stati Uniti, ecc... Torniamo a Braun. Egli, figlio di un diplomatico, era abbastanza ricco e possedeva una mercedes intestata al consolato dove lavorava il padre. Pertanto poteva viaggiare molto godendo anche di appoggi importanti. Nessun doganiere dell'epoca avrebbe controllato i suoi bagagli. E così divenne una sorta di "missionario del porno". Dal 1962 al 1967 girò più volte l'Europa e l'America con valigie piene di film in super 8, di romanzi e fumetti porno. Per capire quanto influente sia stato il personaggio, raccontiamo questo fatto: nel 1965 un suo avvocato di Copenhagen, al quale aveva confidato propositi rivoluzionari, lo mise in contatto con un giovane deputato socialdemocratico. Costui fece tradurre in danese la tesi di laurea censurata in Italia. La Danimarca fu il primo Paese al mondo a legalizzare la pornografia. Anche se la legalizzazione riguardò dapprima gli scritti pornografici e non le immagini. Ma un passo importante era stato fatto. Successivamente Braun fondò a Stoccolma una società cinematografica produttrice (l'AB Beta) di film porno e si diede anche alla vendita per corrispondenza.

IL RAPPORTO KINSEY ABOLISCE LE CATEGORIE NORMALITÀ-ANORMALITÀ
Un altro elemento importante per l'avanzata del pansessualismo è stato il cosiddetto Rapporto Kinsey, pubblicato nel 1948 e nel 1953. Ricerca finanziata dalla Fondazione Rockefeller. Il biologo Alfred Kinsey (1894-1956) applicò a 1200 esseri umani le tecniche che aveva usato nello studio di più di due milioni di insetti. Dai dati collezionati, egli rilevò con soddisfazione che nel comportamento sessuale non esisterebbero categorie come "normalità" e "anormalità" o come "giusto" e "sbagliato". Egli scrisse nel suo Il comportamento sessuale del maschio umano: "Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. E' fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione della realtà del sesso." La validità delle prove di Kinsey fu contestata appena apparve il primo volume. Gli interpellati non erano un campione casuale della popolazione, ma dei volontari. Dunque, era fin troppo evidente che i risultati fossero influenzati dalle convinzioni delle persone che si erano rese disponibili per stilare il rapporto. Ma fu fatta un'opera di disinformazione. Malgrado l'inadeguatezza dei metodi impiegati da Kinsey, le rivelazioni del suo rapporto vennero prontamente trattate come fatti e furono usate dai media, dalle minoranze sessuali e dalla cultura libertaria.

HOLLYWOOD
Fin dagli anni '60 Hollywood è rimasta relativamente fedele al codice deontologico che aveva presieduto alla sua fondazione nel 1930, il famoso Codice Hays, secondo cui "non verrà prodotta nessuna scena che abbassi lo standard morale dello spettatore." Nel 1947, il regista Frank Capra (1897-1991) dichiarò: "Il cinema deve essere un'espressione positiva in cui soffia la speranza, la giustizia, l'amore e il perdono. E' un dovere dei produttori e dei registi esaltare le qualità umane e il trionfo dell'individuo nelle avversità." Ma poi seguì un radicale cambiamento. Nel 1972, il film Arancia Meccanica, del regista Stanley Kubrick (1928-1999), venne ritirato dalle sale cinematografiche a causa di un'ondata di violenza per l'emulazione che suscitava in alcuni. Poi, a poco a poco, sono cadute tutte le barriere della censura: l'adulterio, l'immoralità e la violenza sono sempre più presenti nei film.  
Negli anni Settanta, negli Stati Uniti, un rapporto della Commission on Photography and Obscenity ("Commissione sulla Pornografia e sull'Oscenità") aveva concluso non solo che la pornografia non sarebbe pericolosa, ma che avrebbe anche un ruolo positivo, come sfogo alle fantasticherie dell'aggressività sessuale. "Essa può decolpevolizzare la sessualità - diceva il Rapporto - e svolgere un ruolo educativo."
Bisogna notare che negli anni '70 la pornografia si limitava al cosiddetto softcore, che rappresentava soprattutto dei nudi di donna, e non dei veri e propri atti sessuali. Sul mercato l'hardcore era ancora difficilmente reperibile. Tuttavia, grazie a questo compiacente Rapporto, a partire dagli anni '70 negli Stati Uniti ci fu una vera esplosione dell'oscenità. Alcune cifre per capire: nel 1983 si contavano già un'ottantina di riviste del genere di Playboy o di Penthhouse; i punti di vendita per le pubblicazioni oscene erano circa 18.000; i teatri per adulti erano all'incirca 800 e dodici erano le catene televisive pornografiche. Quale fu l'esito, negli Stati Uniti, di questa massificazione della pornografia? Il primo risultato fu una rapidissimo aumento delle perversioni sessuali.

LA PORNOGRAFIA È UNA VERA E PROPRIA DROGA
Il pansessualismo si serve della pornografia perché questa è una vera e propria droga. Lo dimostrano numerosi studi. Il dottor René Salinger, neuropsichiatra, così ha spiegato l'influenza della pornografia: "Su alcune personalità fragili, la violenza e la pornografia possono servire da modelli di comportamento (...), poiché il potere dell'immagine viene a sostituirsi al pensiero (...). In tutto ciò che è strettamente visivo, non si devono immaginare le cose: esse scivolano in noi per funzionare come modello."
Il pansessualismo si serve della pornografia perché questa destabilizza il rapporto naturale dell'uomo con la sua sessualità. Quest'ultima finisce per diventare fine a se stessa, come la droga. La pornografia fagocita lentamente il consumatore nella spirale della dipendenza. La pornografia crea nuovi bisogni, nuove curiosità e ciò facendo incita i suoi adepti ad abbandonare una sessualità normale.

LA PORNOGRAFIA FACILITA LA CRIMINALITÀ SESSUALE E LE PIÙ FEROCI DEPRAVAZIONI
Il pansessualismo si serve della pornografia perché questa facilita lo sviluppo della criminalità sessuale e delle più feroci depravazioni. Ted Bundy (1946-1989) fu giustiziato sulla sedia elettrica a Starks, in Florida, il 24 gennaio 1989. Stuprò e assassinò ben 28 giovani donne. Prima di morire volle rilasciare questa dichiarazione in un'intervista filmata: "Ciò è avvenuto a tappe, gradatamente. Dapprima sono divenuto un ardente appassionato della pornografia e l'ho considerata come un tipo di inclinazione; volevo vedere materiale di tipo sempre più violento, più esplicito e più descrittivo. Come per la droga, si conserva un'eccitazione insaziabile finché si raggiunge un punto in cui si supera l'ostacolo quando si chiede se il fatto di passare all'atto in quel momento vi darà qualcosa di più che leggere a guardarlo solamente compiere. (...). Tutti i criminali sessuali che ho incontrato in prigione erano stati profondamente influenzati e condizionati dall'assuefazione alla pornografia."

DOSSIER "PORNOGRAFIA"

Leggi gli articoli che abbiamo pubblicato su questo argomento.
http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_pornografia

Fonte: Il Giudizio Cattolico, 17/06/2014

4 - FINALMENTE AD OTTOBRE 2014 VEDREMO CRISTIADA ANCHE NEI CINEMA ITALIANI
Sarà distribuita (prima al cinema e poi nel 2015 in dvd) la versione doppiata in italiano del film capolavoro sui cristeros
Autore: Alessio Biagioni - Fonte: FilmGarantiti.it, 3 luglio 2014

Sono un cittadino Italiano amante della cultura e del cinema. Ho recentemente saputo del grande successo di pubblico del film CRISTIADA in Francia.
Mi domando perché un capolavoro cinematografico di così ampia portata, come CRISTIADA, che narra di una pagina drammatica della storia dell'America Latina, la lotta dei piccoli e della fede cristiana contro un governo anti-clericale, sia stata boicottato - per non dire censurato!! - in Italia.
Il film vanta un cast eccellente con attori come Andy Garcia (nominato al premio oscar), Peter O'Toole (oscar alla carriera), Eva Longoria (vincitrice Golden Globe), Catilina Sandina Moreno (nominata al premio Oscar) e diretto da Dean Wright, con le colonne sonore di James Horner (premio oscar per colonna sonora Titanic). La narrazione é avvincente con personaggi credibili e ben costruiti, mantenendo comunque la fedeltà ai fatti storici.
Come mai i cinema italiani sono sommersi da film comici a basso costo e basso valore artistico e culturale, mentre capolavori artistici, che magari ricostruiscono dei periodi storici importanti ed educativi nella storia dell'uomo, vengono totalmente ignorati, o per dire meglio boicottati...!!! Noi, i nostri figli, la nostra società, siamo anche ciò che vediamo e gli insegnamenti che riceviamo. Chiedo ai responsabili di ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) e di ANEM (Associazione Nazionale Esercenti Multiplex) la distribuzione del film CRISTIADA nelle sale, così come è avvenuto in Francia, con grande successo di pubblico. [...]
Siamo stanchi delle mediocrità proposte, desideriamo che vengano selezionati lavori di pregio dagli alti contenuti morali e di valore artistico da proiettare nelle sale cinematografiche e così come presentare nei programmi televisivi.

AGGIORNAMENTO
Il film Cristiada sarà ufficialmente distribuito nelle sale cinematografiche italiane ad Ottobre. I diritti del film sono stati acquistati da una società di distribuzione che si occuperà del doppiaggio del film in Italiano e della distribuzione alle sale cinematografiche nazionali.

Nota di BastaBugie: per informazioni sul film Cristiada e per vedere il trailer clicca sul link qui sotto
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=28

Fonte: FilmGarantiti.it, 3 luglio 2014

5 - FAMIGLIA CRISTIANA ALL'ATTACCO DEL SINDACO CHE DIFENDE IL CROCIFISSO
Il sindaco di Padova era già stato criticato dal vescovo di Chioggia per l’ordinanza sul crocifisso nelle scuole e negli uffici pubblici
Autore: Michele Majno - Fonte: Riscossa Cristiana, 04/07/2014

Riscossa Cristiana è un sito in cui si parla con garbo e moderazione e quindi cercherò di adeguarmi, anche perché il direttore non mi tagli a pezzi l'articolo. Ma francamente questa vicenda del sindaco di Padova, il leghista Massimo Bitonci, attaccato a testa bassa da un vescovo, e ora anche da Famiglia Cristiana, perché ha commesso l'inenarrabile crimine di ricordare che l'Italia è un paese cattolico, che il Crocifisso fa parte della nostra vita e della nostra storia, inizia a dare la nausea.
I nemici della Fede, almeno quelli che hanno l'onestà di dichiararsi tali – quasi quasi arriverò a considerare persone serie quelli della "Uaar" – non devono nemmeno far più la fatica di sparare contro quei pochi che ancora sono dotati di attributi e che ricordano e difendono la Tradizione. Non devono fare questa fatica perché sanno che nella nuova chiesa, che più che postconciliare mi viene da chiamare post-Basaglia, ci sarà sempre qualche prelato, qualche zelante religioso o quale affermato giornalista "cattolico" che si scandalizzerà tremendamente vedendo (forse) lesi i diritti degli islamici – che dove possono agire liberamente fanno allegramente a pezzi tanti cristiani – o che tremerà se il sacro "dialogo" rischi di venire interrotto da qualche intemperante bigotto che voglia ricordare le nostre radici cristiane, che voglia addirittura esibirne con orgoglio i simboli, e tra questi il più prezioso, il Crocifisso.
Nossignori, tuonano i post-Basaglia: "non è così" che si testimonia la fede. Però. "Nella provincia di Padova i migranti residenti sono quasi 90 mila, e tra questi non pochi sono seguaci del Corano. Pregano e osservano i dettami della loro fede, proprio come fanno i cristiani praticanti" ammonisce il giornaletto di sinistra Famiglia Cristiana. Non ha aggiunto che i quasi 90mila fanno anche la raccolta differenziata che, si sa, è uno dei compiti precisi dei nuovi cristiani dell'era suicidiaria. Ci arriveremo alla prossima puntata, vedrete.
E poi Bitonci ha fatto un altro crimine, udite udite. Ha comunicato che "che non saranno più date autorizzazioni per la celebrazione del Ramadan nelle palestre comunali". E allora? Ha fatto benissimo. L'Islam è una falsa religione, gli islamici sono nemici giurati del cristianesimo, e perché mai un'autorità italiana dovrebbe favorirli?
Ma vogliamo smetterla di dire e scrivere fesserie che hanno come denominatore comune: paura, ansia di essere "politicamente corretti", vergognoso abbandono della testimonianza e dell'apostolato, resa incondizionata ai nemici della Fede?
E poi, leggere per credere, quando un giornalista che, scrivendo su un giornale che si definisce cattolico, può darsi che sia un giornalista che a sua volta si definisce cattolico, quando un giornalista di tal definizione arriva a definire il Crocifisso "quel simbolo in legno dentro un'aula scolastica o di tribunale", scusate tanto, ma non viene il prurito alle mani?
Certo, queste non sono argomentazioni dialoganti e concilianti, ma come si fa ad essere dialoganti e concilianti in questa folle atmosfera di autolesionismo, tra cattolici (o presunti tali) che sembrano avviati festosamente verso la Religione Unica Mondiale, in questo clima di follia in cui un Enzo Bianchi (per dirne uno tra i tanti squinternati) viene spacciato per profeta ma i Francescani dell'Immacolata vengono tritati in una incomprensibile (o fin troppo comprensibile) persecuzione?
Vergogna, sindaco Bitonci! Ma come si permette! Voler imporre il crocifisso. Ma non ha capito che tutto ciò dà fastidio a chi è ansioso di incassare trenta denari? [...]
Mi viene in mente un giovanissimo martire della Fede: Rolando Rivi. Gli sarebbe bastato togliere la veste per aver salva la vita. Magari avrebbe potuto anche "aprire un dialogo" con i suoi persecutori. No, lui preferì morire. Per testimoniare Cristo. [...]

Nota di BastaBugie
: per conoscere la gloriosa storia del neo beato Rolando Rivi, clicca nel link qui sotto
BEATO ROLANDO RIVI, IL SEMINARISTA UCCISO DAI PARTIGIANI
La formazione partigiana garibaldina ne sentenziò la morte con questa motivazione: ''Domani... un prete di meno''
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2958

Fonte: Riscossa Cristiana, 04/07/2014

6 - DOPO BERLUSCONI, ANCHE ALFANO APRE ALLE NOZZE GAY
Il leader del Ncd vuole estendere i diritti del codice civile (eppure dovrebbe sapere che i diritti già ci sono, incluso assistenza in ospedale e possibilità di ereditare, eccetto solamente adozione di bambini e pensione di reversibilità... vuole anche questi?)
Autore: Alfredo Mantovano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 04/07/2014

Il 2 luglio due novità sono intervenute a proposito delle unioni civili:
1) la relatrice del provvedimento in Commissione Giustizia al Senato ha depositato il testo-base, cioè la risultante delle proposte presentate e della discussione generale; ciò vuol dire che i numerosi disegni di legge iniziali hanno perduto autonomia e gli emendamenti a esso andranno riferiti all'articolato curato dalla senatrice Cirinnà: esso definirà la traccia della discussione a partire dalla prossima seduta;
2) il ministro dell'Interno e segretario del Ncd Alfano ha confermato l'apertura del suo partito a trattare il tema, in una intervista a La Repubblica.
Il testo-base del Senato si muove in coerenza con le dichiarazioni del premier Renzi all'ultima direzione del Pd. Da esso deriva un sistema di relazioni familiari che si fa letteralmente in quattro:
1. civil partnership fra persone dello stesso sesso, con regime di fatto paramatrimoniale, con la sola eccezione dell'adozione;
2. patti di convivenza fra persone di sesso diverso, o fra persone dello stesso sesso che desiderano una unione meno impegnativa e meno invasiva;
3. unioni di fatto fra persone, dello stesso o di diverso sesso, che vogliono stare insieme senza sottoscrivere alcun patto di convivenza;
4. matrimonio fra persone di sesso diverso, come è stato disciplinato finora.
Per avere un'idea di ciò che sarà l'unione di cui al n.1, cui è dedicata la prima parte del testo-base e per convincersi che definirla paramatrimonio non è una esagerazione, giova cogliere fior da fiore fra le nuove disposizioni, senza necessità di commento:
* articolo 3: "ad ogni effetto, all'unione civile si applicano tutte le disposizioni di legge previste per il matrimonio", con la sola eccezione della possibilità di adottare;
* articolo 2: "le parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso stabiliscono il cognome della famiglia scegliendolo tra i loro cognomi. Lo stesso è conservato durante lo stato vedovile (…)". A parte l'uso del termine vedovile per il partner che sopravvive, che già chiude la partita, segnalo che alla Camera si discute del doppio cognome per i figli di coniugi uniti in matrimonio: secondo il Senato invece il componente di una unione omosessuale può scegliere il cognome del compagno!
* articolo 4: "Nella successione legittima (…) i medesimi diritti del coniuge spettano anche alla parte legata al defunto da un'unione civile tra persone dello stesso sesso";
* articolo 7: il governo è delegato ad attuare con proprio decreto la riforma, tenendo conto, fra gli altri, del seguente principio "in materia di ordinamento dello stato civile (..,) gli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso siano conservati dall'ufficiale dello stato civile insieme a quelli del matrimonio";
* articoli da 8 a 21: riguardano la "disciplina delle convivenze" fra persone dello stesso o di altro sesso. Questa seconda parte del testo-base conferma, se taluno ha dubbi dove si va a parare con la prima, che un conto è la convivenza e un conto la civil partnership, un conto sono le unioni civili vero nomine un conto è la costruzione di un sistema eguale al matrimonio, tranne che nell'adozione (lacuna che sarà colmata dalla Corte costituzionale).
Il giorno in cui quello appena sintetizzato diventa il testo di confronto per la discussione in Parlamento sulle unioni civili, è il momento scelto dal segretario di Ncd per aprire sul tema. Si potrà obiettare che in realtà egli non manifesta condivisione al testo-base, ma è facile replicare che il peso politico dell'apertura oggi conta più del merito. Si potrà aggiungere che l'on. Alfano chiede nel contempo maggiore attenzione sul piano fiscale verso la famiglia; è agevole replicare che, da leader di un partito determinante nell'appoggio all'attuale governo, avrebbe potuto manifestarlo quando è stata decisa la corresponsione degli 80 euro aggiuntivi in busta paga: una misura che ha permesso a due coniugi senza figli con reddito annuo pro capite di 24.000 euro di godere ciascuno per il 2014 di 640 euro in più, e a una famiglia composta da marito, moglie e tre figli, con reddito annuo di 30.000 euro in capo a un solo coniuge di non avere nulla. Quale credibilità c'è per impegni futuri su tale fronte?
Ma ciò che delle parole affidate dal ministro dell'Interno a La Repubblica lascia veramente perplessi è il distacco dal merito. Il merito oggi è il testo-base della sen. Cirinnà: quale è la posizione della seconda forza di governo in materia? Qualcosa in realtà dice l'on. Alfano, quando – riprendendo un ritornello abbastanza datato – esprime la disponibilità ad estendere verso le coppie gay alcune tutele previste dal codice civile. A costo di ripeterlo fino alla nausea, è il caso di ribadire che oggi gli istituti riconosciuti ai componenti di una famiglia fondata sul matrimonio e non ai componenti di una unione di fatto sono tre: l'adozione, la partecipazione alla quota di legittima nella successione e la pensione di reversibilità. Tutto il testo, a cominciare dall'assistenza sanitaria, c'è: per legge ordinaria o per intervento della Corte costituzionale o della più consolidata giurisprudenza. Quali sono, on. Alfano, i diritti del codice civile da estendere fra i tre prima indicati? Discutiamo di quelli, se vogliamo aderire alla realtà.
Non vogliamo credere che, come è stato apertamente per il divorzio sprint e per la devastante legge sulla droga, anche per il paramatrimonio gay il suo partito abbia già chiuso la partita, e manifesti qualche forma di generica resistenza, accorgendosi che un sì esplicito perfino su questa voce sarebbe un po' troppo. Poiché conta la sostanza, è troppo comunque.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 04/07/2014

7 - DILAGANO FILM E TELEFILM IN CUI UOMINI E DONNE SI RIDUCONO AL LIVELLO DI BESTIE
Ormai è diffuso lo stile di vita usa e getta: se un matrimonio fallisce c'è il divorzio breve, se si scopre una gravidanza indesiderata c'è l’aborto, se qualcuno sta male c'è l'eutanasia...
Autore: Carlo Climati - Fonte: Zenit, 04/07/2014

Capita sempre più spesso di vedere film in cui gli esseri umani si riducono al livello delle bestie. Una classica scena è quella di due persone che si incontrano e vanno a cena insieme. Al termine della serata, lui accompagna lei a casa. Lei lo invita a salire, con la scusa di bere qualcosa. Da quel momento in poi, scatta la disumanizzazione. Pochi secondi dopo, i due personaggi hanno già perso il lume della ragione. Non parlano più. Si tolgono i vestiti in modo frenetico e "fanno sesso", come sentiamo dire spesso in televisione.
L'espressione "fare sesso" è la più pura e spoetizzante manifestazione del vuoto di certe immagini, in cui gli esseri umani si comportano come animali. Si sono conosciuti poche ore prima, ma non possono fare a meno di bruciare la loro vita in pochi secondi.
Certi film rispecchiano la realtà di oggi. Uno dei segnali più preoccupanti della nostra epoca è la tendenza a consumare, bruciare, polverizzare ogni cosa troppo rapidamente. I risultati di questo stile di vita "usa e getta" sono sotto gli occhi di tutti. Se un matrimonio fallisce, c'è il divorzio breve. Se si scopre una gravidanza indesiderata, c'è l'aborto. Se qualcuno sta molto male, c'è l'eutanasia.
L'importante è liberarsi al più presto di tutto ciò che rischia di ostacolare la propria illusoria "felicità". Ma si può essere davvero felici dopo aver distrutto un matrimonio o soppresso una vita umana?
Secondo certe persone, anche la Chiesa cattolica dovrebbe adeguarsi alla mentalità "usa e getta" dei nostri tempi e tollerare qualunque forma di arrogante materialismo. Si pretende di dare, ad ogni costo, una benedizione a stili di vita come le convivenze, i rapporti contro-natura, l'aborto, l'eutanasia, il divorzio, il commercio dei bambini con l'utero in affitto.
Tutti, ovviamente, possono sbagliare. Dio è sempre pronto a perdonarci. Ma solo quando siamo sinceramente pentiti dei nostri errori. Oggi, purtroppo, accade esattamente il contrario. Trionfa la superbia di chi vorrebbe cambiare la dottrina della Chiesa, per accontentare qualunque tipo di capriccio. Invece di dire "Signore, perdonami, ho sbagliato", si preferisce dire: "E' la Chiesa che sbaglia. La Chiesa deve cambiare e adeguarsi ai tempi".
Eppure è così evidente che certi stili di vita non possono essere tollerati, se si vuole veramente bene alle persone. Se un medico non informa il paziente della sua malattia, compie un vero e proprio delitto. La stessa cosa accade se un sacerdote non dice con chiarezza alla gente ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Proviamo a fare un esempio. Se una coppia di giovani convive senza sposarsi, il sacerdote non può dire: "Benissimo. Continuate così. Venite pure in chiesa a fare la comunione".
Al contrario, dovrebbe dire loro: "Dio vi ama. Dio vi cerca. Perché bruciare così la vostra vita? Fate uno sforzo per capire che l'amore non è un prestito. L'amore è un dono che deve saper guardare verso l'infinito".
Ma c'è anche un altro segnale d'allarme, che dovrebbe farci riflettere. Nella grande corsa al consumo del mondo di oggi, il corpo umano sembra essere diventato "merce". Come un qualsiasi prodotto, viene esposto facilmente "in vetrina" ed offerto agli sguardi delle persone.
La dittatura del consumo sta travolgendo il nostro corpo, sacrificato in fretta sui nuovi altari dell'apparenza. Per pensare di esistere, e credere di essere qualcuno, diventa sempre più necessario mostrarsi, esibirsi, apparire in modo provocatorio ed estremo.
Pensiamo a ciò che accade in alcune discoteche. Sui cubi si esibiscono persone ridotte ad una banale dimensione di "corpo da guardare". Non sono più esseri umani, ma soltanto belle statue in movimento, immerse in una musica assordante, che impedisce qualunque tipo di comunicazione.
Non a caso, una delle droghe più diffuse in alcuni locali da ballo si chiama "ecstasy". E' un nome simbolico, che svela il degrado di certi ambienti. La parola "estasi", nel suo significato originale, indica lo stato di astrazione dell'anima dalle realtà terrene, verso la contemplazione di cose divine. In certe discoteche, invece, accade l'esatto contrario. Si vive una dimensione di "estasi rovesciata", in cui il corpo ha il sopravvento sull'anima. Viene immediatamente mercificato, esposto, banalizzato, svuotato della sua natura umana e spirituale.
Per combattere questa tendenza è necessario recuperare un'autentica cultura del limite, che deve essere alla base di ogni civiltà. Non bisogna inseguire i falsi modelli dei film, in cui le persone diventano bestie. Dobbiamo, invece, recuperare la consapevolezza di avere un'anima, un cuore che batte dentro di noi.
Non buttiamo via la nostra vita! Rallentiamo! Aspettiamo! Assaporiamo ogni attimo della nostra esistenza, invece di bruciarlo! Invece di cercare ad ogni costo il mito della bestialità e dell'apparenza, facciamo uno sforzo per valorizzare la nostra natura umana, rifiutando la non-cultura di chi vorrebbe trasformarci in animali o in merce da esposizione!

Fonte: Zenit, 04/07/2014

8 - QUEL CHE NON CI DICONO DELLA FOTO DEI DUE ''PADRI'' GAY
L’immagine dovrebbe emozionare e dimostrare che una coppia omosessuale può avere un figlio... in realtà dimostra che non lo può avere e che due papà non fanno una mamma
Autore: Eugenia Roccella - Fonte: Tempi, 07/07/2014

La sequenza fotografica in cui due uomini – una coppia gay canadese – abbracciano, commossi, un neonato ancora sporco di liquido amniotico, ha fatto il giro del mondo, pubblicata sui giornali con titoli che si appellano esplicitamente all'emozione del lettore (la foto in pagina è tratta dalla pagina Fb del fotografo, ndr). L'emozione c'è, ma non è empatica. È piuttosto un indefinibile turbamento che coglie qualunque donna osservi le foto dei due, che, a torso nudo, tengono il piccolo pelle contro pelle. In una sola inquadratura, ai margini, si intravede il profilo di una donna dall'espressione smarrita e sofferente; è la donna che ha tenuto quel bimbo nel suo grembo per nove mesi, che lo ha appena partorito, e deve subito consegnarlo ad altri, come da contratto. È stata pagata per questo, ha fatto il suo lavoro. Nelle foto successive scompare. Non è una madre, è solo una prestatrice d'opera, come l'altra, la sconosciuta che ha fornito a pagamento gli ovociti; perché chi ordina un bambino come un oggetto da confezionare, non vuole che sia legato biologicamente a una sola donna, e preferisce che ci siano due madri, una genetica (quella da cui sono prelevati gli ovociti) e una gestazionale (quella che presta l'utero). Poi naturalmente queste madri spariranno, e non ci sarà più nessuna madre. Le lacrime dell'uomo che ha finalmente il bimbo in braccio sono comprensibili, ma anche terribili. Non è l'emozione di un papà che ha assistito al parto, che ha tenuto la mano della compagna, che ha vissuto con lei la gravidanza. Qui non c'è un padre, perché non c'è più una madre. La donna è esclusa, negata, a malapena appare nell'angolo di un'unica immagine, ma deve essere cancellata perché si costruisca la Grande Finzione, quella di una genitorialità senza corpo, senza sesso e senza relazioni naturali. Quel bimbo non potrà riascoltare, nelle braccia della mamma, vicino al suo cuore, il battito cardiaco che l'ha accompagnato nell'utero, un suono per lui confortante e abituale. Non saprà mai che ci si può attaccare al seno, succhiando il latte prodotto solo per lui. Non sentirà l'odore della madre, l'odore dolce della morbida pelle del seno e del latte. Quel bimbo è stato ottenuto attraverso il nuovo mercato della genitorialità, che prevede procedure ben definite: cataloghi da cui selezionare le cosiddette "donatrici", mediatori competenti, avvocati, contratti, pagamenti, penali da pagare se il contratto non è rispettato.
La foto dovrebbe emozionare, perché dimostra che una coppia gay può "avere" un figlio. In realtà dimostra che non lo può avere, e soprattutto dimostra che due papà non fanno una mamma.

Fonte: Tempi, 07/07/2014

9 - OMELIA XV DOMENICA DEL TEMPO ORD. - ANNO A - (Mt 13,1-23)
Il seminatore uscì a seminare
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 13/07/2014)

Per far comprendere il suo insegnamento, Gesù si servì spesso di parabole, ovvero di racconti semplici, che contengono un profondo significato spirituale. La parabola di oggi è quella del seminatore, il quale fa cadere la buona semente: parte cade sulla strada, parte tra i sassi, parte tra le spine e altra ancora sulla terra buona.
Il significato spirituale è molto chiaro. Gesù è il seminatore, la Parola di Dio da Lui annunciata è la buona semente, e noi siamo il terreno che accoglie questa semina. Questo terreno può essere più o meno buono. Alcune volte è paragonabile a una strada, sulla quale il seme non può mettere le radici. Gesù dice che «ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada» (Mt 13,19). Anche noi rischiamo tante volte di essere come questa strada. Con la nostra distrazione e la dissipazione noi non accogliamo la Parola di Dio e, per tale motivo, questa non riesce a produrre frutto in noi: il maligno ruba questa buona semente e ci lascia nella nostra pochezza. Per meglio dire, tante volte noi siamo sordi alla Parola di Dio e non riusciamo proprio a comprenderla. Siamo sordi proprio perché siamo distratti e presi dal frastuono di questo mondo.
Quando Dio parla, l'uomo deve ascoltare e fare suo l'atteggiamento di Samuele, il quale diceva: «Parla Signore, che il tuo servo ti ascolta» (1Sam 3,10). L'ascolto deve essere il primo atteggiamento dell'uomo dinanzi a Dio che parla. Ascoltare la Parola di Dio non significa solamente udirla passivamente, ma vuole dire prima di tutto meditarla nel cuore e metterla in pratica. In poche parole, la Parola di Dio deve scendere dalla mente nel nostro cuore, e poi deve passare dal cuore alla vita pratica di ogni giorno. È questo il procedimento della meditazione che deve mirare a far calare la Parola di Dio nella nostra condotta. La meditazione non deve rimanere un vuoto intellettualismo e nemmeno uno sterile sentimentalismo, ma deve portare i frutti di miglioramento che Gesù desidera da noi.
Altro seme cadde sul terreno sassoso. Gesù spiega che questo terreno sassoso rappresenta tutti quelli che ascoltano la parola e l'accolgono con gioia, ma, al sopraggiungere di qualche difficoltà o persecuzione, abbandonano ogni buon proposito. Quanti cristiani iniziano con entusiasmo un cammino di preghiera, ma poi, non avendo radici in loro stessi, tornano indietro scoraggiati dalle difficoltà! Facile è iniziare, difficile perseverare. In questo caso, l'ascoltatore della Parola di Dio dimostra di essere stato animato solo dal sentimentalismo: finché tutto va bene costui dice di voler servire il Signore; ma, quando la strada si fa in salita, abbandona ogni impegno e torna alla vita di prima.
Del seme cadde invece sui rovi, i rovi crebbero e soffocarono il buon grano. Questo terreno spinoso simboleggia tutti quelli che ascoltano la Parola di Dio, ma poi sono presi «dalle preoccupazioni del mondo e dalle seduzioni della ricchezza» (Mt 13,22). Queste spine impediscono al cristiano di produrre gli auspicati frutti di santità. Le ricchezze di questo mondo spesso rischiano di compromettere la nostra Vita eterna. Dobbiamo usare di questi beni senza farsi dominare da essi, pensando che l'autentica ricchezza, la sola che porteremo in Paradiso, è l'amor di Dio. Per questo motivo san Francesco volle vivere povero, per non essere intralciato da nulla, e per essere il buon terreno di cui parla il Vangelo.
Saremo anche noi buon terreno, che produce il cento per uno, se ascolteremo docilmente la Parola di Dio, liberando la nostra mente e il nostro cuore dalle pietre della nostra incostanza e dalle spine delle preoccupazioni mondane. Allora si realizzeranno nella nostra vita le parole che abbiamo ascoltato nella prima lettura di oggi: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia; così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata» (Is 55,10-11). L'effetto che la Parola di Dio opererà in noi sarà la maturazione di abbondanti frutti di santità. Dimostreremo di aver realmente ascoltato la Parola di Dio se si noterà questa trasformazione.
Per liberare il terreno del nostro cuore da questi sassi e da queste spine è indispensabile una assidua meditazione. Per fare una buona meditazione, possiamo indicare i seguenti punti:
- lettura attenta della Parola di Dio, o di qualche altro libro spirituale;
- riflessione su qualche passo che ci colpisce in modo particolare, pensando a cosa mi vuole dire il Signore con quella frase e come posso metterla in pratica;
- colloquio con Dio, alla luce di quanto si è meditato;
- proposito pratico di miglioramento.
Facendo così ogni giorno, anche solo per un quarto d'ora, noi bonificheremo sempre meglio il nostro cuore, e la Parola produrrà in noi il cento per uno.

Nota di BastaBugie: consigliamo ai parroci il foglietto per la Messa ad uso dei fedeli per seguire le letture "Il Giorno del Signore". Oltre alle letture, ci sono solo commenti dei Padri della Chiesa. Non contiene altre informazioni che possono distrarre dalla celebrazione. Inoltre le letture sono sempre integrali (anche per la Veglia Pasquale!). Il colore adeguato al tempo liturgico e le preghiere dei fedeli ben fatte rendono questo essenziale foglietto veramente il migliore. Per ulteriori informazioni e per riceverlo in parrocchia, visitare il sito
www.ilgiornodelsignore.it

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 13/07/2014)

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