BastaBugie n°368 del 26 settembre 2014

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1 LA MINISTRA MARIA ELENA BOSCHI E' STATA CATECHISTA E CHIERICHETTA... MA BENEDICE MATRIMONI E ADOZIONI GAY
La sua azione politica è: dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che rimane dopo che si è dato tutto a Cesare
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 COME MAI CI SONO ANCORA I PROFUGHI PALESTINESI?
Un'agenzia dell'Onu ha cura di mantenerli profughi a vita e di trasmetterne lo status ai figli (come se un ospedale impedisse che i malati guariscano, trasmettendo in eredità la malattia ai figli)
Fonte: Vero Medioriente
3 L'INVESTIGATORE PADRE BROWN, TRA FEDE E RAGIONE
Sono passati più di cento anni dall'apparizione del personaggio inventato da Chesterton le cui battute rimangono immortali
Fonte: Tempi
4 IL CARDINALE GEORGE: ''IO MORIRO' IN UN LETTO, IL MIO SUCCESSORE IN PRIGIONE E IL SUO SUCCESSORE BRUCIATO SULLA PUBBLICA PIAZZA''
... ma il suo successore raccoglierà i resti di una società in rovina e ricostruirà la civiltà (come la Chiesa ha già fatto tante volte)
Autore: Francis George - Fonte: Il Timone.org
5 VEGLIA NAZIONALE DELLE SENTINELLE IN PIEDI
Domenica 5 ottobre in tutta Italia per il diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre (VIDEO ed elenco delle 100 veglie)
Autore: Andrea Lavelli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
6 MARIO PALMARO, UNA VITA PER I PRINCIPI NON NEGOZIABILI
Giunto in breve alla perfezione, ha conseguito la pienezza di tutta una vita (VIDEO: l'ultima conferenza di Mario Palmaro)
Autore: Marisa Orecchia - Fonte: Famiglia Domani
7 BUONI LIBRI DA REGALARE AI RAGAZZI? ECCONE QUALCUNO
Guareschi, Cammilleri, Corti, Tolkien e altri autori da consigliare
Autore: Saul Finucci - Fonte: Il Timone
8 I CATTOLICI E LA SFIDA DI INTERNET
La nuova Bussola Quotidiana riceve il prestigioso premio ''Viva Maria!'' consegnato al direttore Riccardo Cascioli durante il Giorno del Timone della Toscana
Autore: don Stefano Bimbi - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
9 OMELIA XXVI DOMENICA TEMPO ORD. - ANNO A - (Mt 21,28-32)
I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - LA MINISTRA MARIA ELENA BOSCHI E' STATA CATECHISTA E CHIERICHETTA... MA BENEDICE MATRIMONI E ADOZIONI GAY
La sua azione politica è: dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che rimane dopo che si è dato tutto a Cesare
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 23/09/2014

«Sarà raggiante mia nonna, abbonata a Famiglia Cristiana». Esordisce così Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme istituzionali, intervistata dal settimanale di punta della San Paolo. Un'intervista a tutto campo che spazia dall'economia, alla politica, alla riforma del Senato, alla vita privata. Forse perché la nonna è abbonata a Famiglia Cristiana, forse perché la Boschi ci crede davvero, ecco che il ministro cala quasi subito la carta del catholically correct ed esprime tutto il suo favore per il quoziente familiare a vantaggio dei genitori che hanno molti figli. Pollice alzato del ministro anche per quanto riguarda congedi familiari e assistenza agli anziani e disabili. E fin qui tutto bene, anche perché nella storia repubblicana è un po' difficile trovare un ministro o un parlamentare che ai giornalisti riveli di vedere come fumo negli occhi le famiglie numerose e le persone con handicap.

PRINCIPI NON NEGOZIABILI? NO, GRAZIE
L'intervista prosegue e si avvicina una prevedibile strettoia, quella sui principi non negoziabili. La Boschi si dichiara "cattolica da parrocchia", "Papa girl", con trascorsi da chierichetta (e qui la Congregazione per il Culto Divino potrebbe storcere il naso, ma siamo consapevoli che stiamo giocando troppo di fino) e catechista. Insomma il pedigree adatto per essere intervistato da Famiglia Cristiana ed uscirne bene. Detto ciò, però, la bella Maria Elena tiene a precisare che deve essere «fatta salva la laicità del ruolo che rivesto, nel rispetto della Costituzione». Cioè diamo a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel poco che rimane dopo che abbiamo dato tutto a Cesare. E, infatti, alla domanda: «La legge sull'aborto va rivista?», il ministro risponde: «Non credo che si debba mettere in discussione oggi la legge sull'aborto, penso che si debba darle attuazione integrale in concreto come purtroppo non è stato fatto fino ad ora». Stessa musica sul tema omosessualità.

MATRIMONIO E ADOZIONE GAY
L'intervistatore chiede: «Che ne pensa del matrimonio e dell'adozione gay?». La Boschi: «Non è un problema di matrimonio, ma di riconoscimento delle unioni civili anche tra persone dello stesso sesso. Sono anche convinta che il primo soggetto da tutelare sia il minore. Partendo da questa prospettiva, se esistono delle coppie di fatto di due padri o due madri gay che vivono già questa condizione, magari per precedenti matrimoni, è giusto per il bambino che venga riconosciuto il rapporto con queste persone. Se una delle due viene a mancare non può rischiare di finire in un istituto». Per l'ex chierichetta Boschi semaforo verde quindi alla soppressione del bambino nel ventre della madre e, se scampa a questa condanna, alla sua adozione da parte di una coppia gay unita in un para-matrimonio. Non c'è che dire, la nonna della Boschi sarà di certo raggiante.
Famiglia Cristiana ovviamente si è guardata bene dal commentare in senso critico le parole del ministro. Ma si sa, per alcuni cattolici che tengono ancora la foto di Marx sopra la Bibbia appoggiata sul comodino, la ragione di Stato vien prima della ragion di Chiesa. La Boschi incarna con grazia un processo di sostituzione tutto laicista: laddove c'era Dio ci sono la galassia dei principi democratici, laddove c'era il Papa ora c'è il Presidente della Repubblica, laddove c'era la Bibbia c'è la Costituzione, laddove c'era la dottrina ci sono le leggi del Parlamento. E la fede e la morale? Affari privatissimi di famiglia buoni solo per far catechismo a Laterina, borgo dove ha vissuto il ministro.

LA REAZIONE DI MAURIZIO GASPARRI
Se Famiglia Cristiana tace, non fa così Maurizio Gasparri che non le manda di certo a dire: «Le dichiarazioni del ministro Boschi rilasciate in un'intervista sulle unioni e le adozioni gay sono ambigue e inaccettabili. Può pensare quel che vuole, ma l'adozione da parte di coppie omosessuali o il riconoscimento del matrimonio gay sono cose che non possono entrare nel nostro ordinamento. Insistere su certi temi dimostra solo quanto questo governo sia in realtà prono alla sinistra. Quanto al dibattito sui diritti si risolve semplicemente applicando il diritto civile che non discrimina nessuno. Sconsigliamo quindi al ministro Boschi di avventurarsi in ipotesi che andrebbero a stravolgere i principi del diritto naturale e la invitiamo a concentrarsi su problemi economici e sociali ben più urgenti da affrontare». Strani tempi questi: un laico e pure politico parla di diritto naturale e un giornale "cattolico" invece rimane silente. Chissà se la nonna della Boschi rinnoverà il suo abbonamento.

Nota di BastaBugie: per vedere gli articoli che abbiamo finora pubblicato riguardo al famigerato settimanale Famiglia Cristiana clicca sul seguente link
http://www.bastabugie.it/it/ricerca.php?testo_ricerca=famiglia_cristiana

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 23/09/2014

2 - COME MAI CI SONO ANCORA I PROFUGHI PALESTINESI?
Un'agenzia dell'Onu ha cura di mantenerli profughi a vita e di trasmetterne lo status ai figli (come se un ospedale impedisse che i malati guariscano, trasmettendo in eredità la malattia ai figli)
Fonte Vero Medioriente

Come sapete, buona parte dei "poveri palestinesi" vive da sessant'anni nei campi profughi. Sessant'anni fa o poco più ci viveva anche un bel po' di italiani, esuli dall'Istria e dalla Dalmazia. Io mi ricordo personalmente alcune di quei baraccamenti sull'altipiano del Carso, vicino a Trieste. Poi abbastanza presto chiusero, per fortuna o piuttosto per giusto impegno collettivo: i profughi erano stati ricollocati, avevano ricevuto appartamenti e rimborsi.
Questo non cancella la pulizia etnica esercitata dalle truppe di Tito, ma in una decina d'anni i problemi personali più urgenti furono risolti, in Italia come nel resto d'Europa, dove i profughi erano milioni e così anche in India dopo la scissione del Pakistan e altrove. Solo i "profughi" palestinesi, i loro figli, nipoti, pronipoti, pro-pronipoti sono destinati a restare per sempre nei campi, per la semplice ragione che i paesi che li ospitano, inclusa l'Autorità Palestinese, che dovrebbe essere il loro governo, non hanno mai fatto nulla per ricollocarli.

I GOVERNI MEDIORIENTALI VOGLIONO FORTEMENTE NON INTEGRARE I PROFUGHI
C'è addirittura un'Agenzia dell'Onu, l'UNRWA che invece di cercare di trasformare gli abitanti dei campi in gente normale, ha cura di mantenerli come tali e di assegnar loro il titolo ereditario di profughi. Come se un ospedale avesse cura soprattutto di mantenere a malati e infortunati il loro statuto sanitario, cercasse di impedire che guarissero, anzi trasmettesse in eredità la malattia a figli ed eredi per saecula saeculorum.
Bene, voi potete pensare che si tratti di - come dire - pigrizia mediorientale, che i poveri governi arabi (e anche quelli meno poveri, forniti di petrolio a volontà) non abbiano trovato il tempo, le energie e i soldi per occuparsi di questa cosa. Falso. I governi mediorientali vogliono fortemente non integrare i profughi, che in questa maniera servono loro per tenere aperta la "questione palestinese" e demonizzare Israele. [...]
Conquistata Gaza nella guerra del '67, Israele si pose il problema dei profughi e cercò di risolverlo a modo suo, cioè in maniera pragmatica e operativa: si mise dunque a costruire nuove case e villaggi decenti per loro, distruggendo i vecchi campi. Sapete che cosa accadde? Che l'Olp (l'organizzazione per la Liberazione della Palestina, di cui l'attuale Autorità Palestinese è il braccio operativo dopo Oslo), si mise a strillare come un'aquila e ottenne un paio di risoluzioni dell'Onu - eh già, l'Onu - per diffidare Israele da questo terribile abuso.

ONU CONTRARIA AL REINSEDIAMENTO DEI RIFUGIATI PALESTINESI NELLA STRISCIA DI GAZA
Per esempio, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite Risoluzione 34/52 del 23 novembre 1979 dichiara che: "le misure di reinsediamento dei rifugiati palestinesi nella Striscia di Gaza, allontanati dalle loro case e proprietà dalle quali sono stati spostati, costituisce una violazione del loro diritto inalienabile al ritorno; Invita ancora una volta Israele a desistere dalla rimozione ed il reinsediamento dei profughi palestinesi nella Striscia di Gaza". Israele la smise, naturalmente: come aiutare chi ti sputa in un occhio per il fatto che lo aiuti?
Il vice ministro degli esteri israeliano Danny Ayalon ha diffuso su YouTube un filmato di cinque minuti intitolato La verità sulla questione dei profughi - terzo video dopo quello sulla Cisgiordania e Il processo di pace - in cui spiega in parole semplici alcuni dei più complessi nodi del conflitto israelo-arabo-palestinese. Nel video Ayalon chiede chi sono i profughi, del perché dopo più di sessant'anni è ancora una questione aperta, come è incominciata la tragica e obliata storia di più di 850.000 ebrei delle antiche comunità ebraiche cacciati dalla conquista islamica nei Paesi arabi.
Al contrario, continua il vice di Lieberman, 160.000 arabi accettarono l'offerta di Israele di restare ed oggi vi sono più di un milione di cittadini arabo-israeliani che vivono in Israele con pieni diritti di cittadinanza. Uno status invece negato dai vicini arabi che ai profughi palestinesi riservano una serie di leggi discriminatorie: divieto di ottenere la cittadinanza (ad eccezione della Giordania), impossibilità di accedere a molte professioni, limitazioni al possesso di terreni, restrizioni di movimento, diniego di istruzione e assistenza sanitaria.

AGENZIA ONU SPECIFICA PER I RIFUGIATI PALESTINESI
Un'altra stoccata viene scagliata contro l'Onu: "Mentre tutti i profughi del mondo vengono assistiti dall'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (UNHCR), un'agenzia separata, l'UNRWA, venne creata specificamente per i palestinesi. Come mai i profughi palestinesi non possono condividere la stessa agenzia con i profughi di Bosnia, del Congo o del Darfur, tanto per citarne alcuni?".
La risposta secondo il vice ministro israeliano è: "Mentre l'agenzia centrale delle Nazioni Unite aiuta i profughi a reinserirsi, l'agenzia Onu per i profughi palestinesi contribuisce a perpetuare il loro status, applicando criteri atipici. Ad esempio, i profughi perdono il loro status di profugo quando ricevono la cittadinanza di un paese riconosciuto, i profughi palestinesi no; i profughi non possono trasmettere il loro status da una generazione all'altra, i profughi palestinesi sì; i profughi vengono incoraggiati a reinserirsi in altri paesi o ad integrarsi nei paesi che li ospitano, cosa che l'UNRWA evita di fare.
Le Nazioni Unite spendono per ogni singolo profugo palestinese circa tre volte più di quanto spendono per un profugo non palestinese, e impiegano uno staff oltre trenta volte più numeroso. Insomma, per tutto il XX secolo le Nazioni Unite hanno trovato soluzioni durevoli per decine di milioni di profughi, mentre l'agenzia per i profughi palestinesi non ha trovato soluzione per un solo profugo".

Fonte: Vero Medioriente

3 - L'INVESTIGATORE PADRE BROWN, TRA FEDE E RAGIONE
Sono passati più di cento anni dall'apparizione del personaggio inventato da Chesterton le cui battute rimangono immortali
Fonte Tempi, 14 maggio 2012

A distanza di cento anni (il primo Padre Brown fu scritto dallo scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton nel 1911) ritorna con urgente attualità il delicato e centrale rapporto tra fede e ragione, richiamato con chiarezza ed autorità nella lectio magistralis di Ratisbona nel settembre 2006 da Benedetto XVI e ripreso l'anno scorso dallo stesso Papa, nella sua terra natale, a Berlino, davanti ai rappresentanti delle istituzioni politiche tedesche.

LEGAME INSCINDIBILE TRA FEDE E RAGIONE
Del legame tra fede e ragione il celeberrimo sacerdote-detective inglese Padre Brown (reso in Italia brillantemente nell'adattamento televisivo del 1970 da Renato Rascel) è stata un'icona significativa.
Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), l'autore dei divertenti ed intelligenti racconti di Padre Brown, consigliabili a grandi e piccini, riteneva la questione fede-ragione ineludibile, ancor prima del suo ingresso ufficiale nella Chiesa Cattolica Romana (così amava chiamarla) nel 1922.
Innumerevoli sono i rimandi all'equilibrata e sottile trattazione del rapporto tra la fede e la ragione già dal primo racconto (La croce azzurra), nel quale lo scrittore londinese fa dire al pretino (P.Brown) dell'Essex: "La ragione è sempre ragionevole, anche nell'ultimo limbo, anche al limite ultimo delle cose. So bene che si accusa la Chiesa di abbassare la ragione, ma è il contrario, invece. Sola, sulla terra, la Chiesa fa la ragione veramente suprema. Sola, sulla terra, la Chiesa afferma che Dio stesso è legato alla ragione". Fa rabbrividire per la bellezza evocata ed il collegamento, seppur a distanza di tempo, con la riflessione sul Logos che il Santo Padre Benedetto XVI ha proposto a Regensburg.

CHI ATTACCA LA RAGIONE FA CATTIVA TEOLOGIA
Lo smascheramento del ladro (Flambeau) travestito da prete avviene in Padre Brown ancora attraverso l'uso della ragione: "Voi attaccaste la ragione. Questa è cattiva teologia". Padre Brown risponde così in modo candido e disincantato (non a caso la prima serie di racconti si intitola L'innocenza di Padre Brown) al falso sacerdote che lo interroga : "L'universo è soltanto fisicamente infinito, non infinito nel senso che sfugge alle leggi della verità ... La ragione e la giustizia comprendono in modo inscindibile anche le stelle più remote e solitarie ma non crediate che una così fantastica astronomia possa influire minimamente sulla ragione e sulla giustizia della condotta umana. Su pianure di opale, sotto declivi tagliati nella pura perla, trovereste ancora un cartello con la scritta: "Tu non devi rubare"...".

LA SCUOLA DEL CONFESSIONALE
Attraverso l'uso sapienziale della ragione ed il tratto profondamente umano e comprensivo di Padre Brown, derivato dall'assidua presenza nel confessionale, il sacerdote-detective non solo riuscirà a convertire, con la grazia di Dio, il famigerato ladro Flambeau, ma a farlo diventare addirittura suo assistente nelle pratiche investigative. Alla domanda dello sconvolto Flambeau: "Ma come fate a sapere tante cose?" risponderà sorridendo il piccolo prete: "Sono cose che solo uno stupido celibe qualunque può sapere, naturalmente. Non avete mai pensato che un uomo, che non fa quasi mai altro che ascoltare i peccati commessi dagli uomini, non ha la probabilità di rimanere ignaro del male umano?".
Sulla controversa questione della difficile comprensione del logos nelle vicende umane, così viene interrogato dall'ateo principe Saradine nel racconto Le colpe del principe Saradine: "Crede lei nel destino?". Risponde Padre Brown: "Credo nel destino finale di tutti: d'essere un giorno giudicati ... Siamo dalla parte del rovescio dell'arazzo. Le cose che qui accadono sembra che non abbiano alcun significato; parlo di ciò che avverrà in altro luogo. In qualche luogo il vero colpevole sarà punito. Qui, il danno sembra colpire una persona invece dell'altra".
Alla provvisorietà ed incredulità dell'ateo (ora come allora presente in molte persone) il sacerdote cattolico Brown risponde con la fermezza della ragione e della fede proponendo un salvifico piano soprannaturale che non svilisce ma, al contrario, valorizza tutta la vita reale dell'uomo.

TUTTE LE COSE VENGONO DA DIO
Nel brano Il pugnale alato Chesterton fa parlare semplicemente e con serietà il pretino scaturito dalla sua fertile penna: "Tutte le cose vengono da Dio; e sopra tutte, la ragione e l'immaginazione. I grandi doni dello spirito sono buoni in se stessi e noi non dobbiamo dimenticare la loro origine, nemmeno quando sono pervertiti". Pur nella riflessione sulla Caduta primordiale dell'uomo (il Peccato Originale) che ha pervertito ed offuscato la bellezza del creato, non viene rinnegata la ragione e nemmeno tutti gli altri doni provenienti e ricevuti da Dio (tra cui l'immaginazione, cara a Chesterton, sia per i rimandi all'infanzia che per la sua attività di artista, pittore e poeta). Sempre ne Il pugnale alato un dottore scientista afferma dinanzi a Padre Brown: "Temo di essere un uomo troppo pratico per immischiarmi di religione e di filosofia". Potremmo dire, oggigiorno, che al dottore le questioni legate al rapporto fede (teologia) e ragione (filosofia) non solo non interessino ma che non vengono ritenute neppure utili per la vita. Ecco la risposta attualissima del Padre Brown di cent'anni fa: "Eppure non sarete mai un uomo veramente pratico, finché non ve ne occuperete". Quanti uomini cosiddetti pratici ritengono superflue le argomentazioni legate alla fede e alla ragione!

IL DESTINO DEI DARNAWAYS
La fede e la ragione sono tenute insieme, in Padre Brown, al concetto di verità, alla verità chiara alla luce del sole ed all'esame razionale della realtà. Nel racconto Il destino dei Darnaways un altro irrazionale e fatalista dottore interroga il pretino dell'Essex: "Ma non dicevate di credere a una visione razionale delle cose?". "Dissi che credevo alla luce del sole – replicò Padre Brown con voce forte e chiara- e non voglio scegliere tra due strade sotterranee di superstizione, che entrambi finiscono nel buio ... venite alla luce e ascoltate la verità. Vi ho portato una parola: è terribile, ma rompe l'incanto della vostra prigione".

LA LUNA ROSSA DI MERU
Nel brano La luna rossa di Meru Padre Brown ribadisce l'accostamento essenziale tra fede e ragione con queste espressive e significative parole: "La gente vi dirà che le teorie non hanno importanza e che la logica e la filosofia non sono cose pratiche. Non crediate a costoro. La ragione viene da Dio, e quando avviene qualcosa di irragionevole questo qualcosa è importante".
Nell'assunto di questa precisa e solida posizione (la ragione viene da Dio) Padre Brown stigmatizza l'orgoglio, la superbia intellettuale, il primo dei vizi capitali, additandone il pericolo: "Egli è assai orgoglioso di possedere ciò che egli chiama "i poteri dello spirito". Ma ciò che egli chiama "spirituale" non è lo stesso di ciò noi chiamiamo "morale"; esso ha un significato piuttosto mentale, il potere della mente sulla materia, il potere del mago che controlla gli elementi. Ora noi non siamo così, anche quando siamo peggiori. Noi, i cui padri almeno furono cristiani, abbiamo delle ambizioni assolutamente opposte e dei pudori assolutamente opposti".
Il fondamentale richiamo etico nel giusto rapporto fede e ragione è ciò che caratterizza, secondo Chesterton e Padre Brown, la vita del cristiano e la sua testimonianza. Dio, fede e ragione, ha a che fare con la vita quotidiana dell'uomo, con la sua capacità di amare e di perdonare.

IL LUTTO DEL SIGNORE DI MARNE
Nel racconto Il lutto del signore di Marne Padre Brown ammonisce chi non sa perdonare, anche dinanzi ad un crimine ritenuto imperdonabile agli occhi dell'uomo: "Questa è la vera differenza fra la carità umana e la carità cristiana ... A me sembra, infatti, che voi perdoniate soltanto i peccati che realmente non pensate peccaminosi. Voi perdonate i criminali quando essi commettono qualche cosa che voi non considerate come un delitto, ma un atto convenzionale ... Ma noi dobbiamo dir loro la parola che li salverà dall'inferno. Rimaniamo noi soli per liberarli dalla disperazione, quando la vostra carità umana li sfugge".

IL RAPIDO
Il tema fede-ragione è sempre presente nel pensiero di Chesterton e si appoggia ad una visione creazionista in cui Dio ha fatto tutto il creato per bene, come attestano queste parole di Padre Brown nel racconto Il rapido : "Tutti gli uomini contano qualcosa. Voi contate qualcosa, io conto qualcosa: è il punto più arduo della teologia. Noi contiamo qualcosa per Dio... Dio solo sa perché. Ciò che Egli ha così misteriosamente creato, noi non dobbiamo permettere che venga misteriosamente distrutto".

IL DELITTO DEL COMUNISTA
La rilevanza etica della ragionevolezza della fede è espressa in modo molto incisivo nel racconto Il delitto del comunista, dove Padre Brown si interroga: "Come si può condurre una vita retta se tutte le opinioni sono nell'errore? Ecco il disordine che c'è nel pensiero moderno, nato perché la gente non si rende conto di quanto differiscano in realtà le nostre opinioni sulla vita ... L'eresia ha sempre il suo riscontro sulla moralità, se è abbastanza eretica ... Vi ho detto che le eresie e le false dottrine sono diventate di dominio comune e oggetto di conversazione al punto che tutti oggi le usano e vi si invischiano, senza neanche accorgersene".

LA RAGIONE È SEMPLICISSIMA
Con il racconto Il miracolo della mezzaluna, Padre Brown si pone di fronte alla desolazione di alcuni materialisti incalliti ai quali rimprovera l'essere irrazionalmente creduloni: "La ragione è realmente semplicissima. Voi avete giurato tutti che eravate dei materialisti induriti, ed era quindi naturale che foste in bilico al limite di una fede; eravate al punto di poter credere quasi a qualunque cosa. Ce ne sono a migliaia in questa condizione, oggigiorno; ma non è una condizione comoda per riposare. Non avrete pace, fino a che non crederete in qualche cosa di definitivo ... poiché è secondo natura credere nel soprannaturale".
Il binomio fede-ragione è approfondito costantemente nel pensiero di Chesterton e di Padre Brown ed è di una freschezza ed attualità sorprendente, come afferma il prete-investigatore nel racconto L'oracolo del cane: "Il primo effetto di non credere in Dio è il perdere il senso comune e non poter vedere le cose come sono ... e tutto questo perché si ha paura di poche parole: "Egli si è fatto Uomo".
Una provocazione efficace resa magistralmente dalla penna dello scrittore inglese. Personalmente reputo assai interessante leggere Padre Brown (e propongo di leggerlo in questa prospettiva) nell'ottica cioè di quell'"allargamento della ragione" sostenuto ed auspicato da Benedetto XVI.

Nota di BastaBugie: per approfondire la figura di Padre Brown e per vedere gli episodi del telefilm trasmesso dalla RAI nel 1970 (interpretato da Renato Rascel) clicca nel link qui sotto
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=47

Fonte: Tempi, 14 maggio 2012

4 - IL CARDINALE GEORGE: ''IO MORIRO' IN UN LETTO, IL MIO SUCCESSORE IN PRIGIONE E IL SUO SUCCESSORE BRUCIATO SULLA PUBBLICA PIAZZA''
... ma il suo successore raccoglierà i resti di una società in rovina e ricostruirà la civiltà (come la Chiesa ha già fatto tante volte)
Autore: Francis George - Fonte: Il Timone.org, 25/08/2014

L'eternità entra nella storia umana spesso in modi incomprensibili. Dio fa promesse ma non dà scadenze temporali. I pellegrini che visitano il Santuario di Fatima entrano in una enorme piazza, con il punto delle apparizioni segnato da una piccola cappella su un lato, una grande chiesa a un'estremità, una cappella per l'adorazione altrettanto grande all'altra estremità, un centro per visitatori e per le confessioni. Appena fuori lo spazio principale è stata ricostruita una sezione del muro di Berlino, una testimonianza tangibile di ciò di cui Maria aveva parlato quasi un secolo fa. Il comunismo in Russia e nelle nazioni satellite è crollato, benché molti dei suoi effetti di peccato siano ancora tra di noi.

IL COMUNISMO E IL SECOLARISMO
Il comunismo impose un modello di vita totalizzante basato su un assunto: Dio non esiste. Il secolarismo è il suo compagno e sodale più presentabile. Per ironia della storia, alcune settimane fa alle Nazioni Unite la Russia si è unita alla maggioranza dei Paesi per opporsi agli Stati Uniti e all'Europa occidentale che volevano dichiarare l'uccisione di un bambino non nato un diritto universale. Chi si trova sul lato sbagliato della storia in questo momento?
La presente campagna elettorale ha portato in superficie un sentimento anti-religioso, in buona parte esplicitamente anti-cattolico, cresciuto in questo Paese per decenni. La secolarizzazione della nostra cultura è una questione che supera di gran lunga quelle politiche o l'esito di queste elezioni, per quanto siano importanti.
Parlando alcuni anni fa a un gruppo di sacerdoti, totalmente al di fuori dell'attuale dibattito politico, stavo cercando di esprimere in modo plateale ciò che una completa secolarizzazione della nostra società potrebbe comportare un giorno. Stavo rispondendo a una domanda, non ho mai messo nulla per iscritto, ma le parole furono catturate dallo smart-phone di qualcuno e sono diventate virali, da wikipedia e altrove. Dissi - ed è stato riportato correttamente - che io mi aspettavo di morire in un letto, ma che il mio successore sarebbe morto in prigione e il suo successore sarebbe morto martire in una piazza pubblica. E' stata omessa però la frase finale, sul vescovo successore di un possibile vescovo martirizzato: "Il suo successore raccoglierà i resti di una società in rovina e lentamente aiuterà a ricostruire la civiltà, come la Chiesa ha fatto tante volte lungo la storia".

DIO SOSTIENE IL MONDO
Dio sostiene il mondo, nei buoni e cattivi tempi. I cattolici, assieme a molti altri, credono che solo una persona ha superato e riscattato la storia: Gesù Cristo, figlio di Dio, salvatore del mondo e capo del suo corpo, la Chiesa. Coloro che si raccolgono ai piedi della sua croce e della sua tomba vuota, non importa la loro nazionalità, sono sul lato giusto della storia. Quelli che mentono su di lui e minacciano e perseguitano i suoi seguaci, in qualsiasi epoca, possono illudersi di portare qualcosa di nuovo, ma finiscono solo per portare variazioni su una vecchia storia, quella del peccato e dell'oppressione umana. Non c'è nulla di "progresso" nel peccato, anche quando viene promosso come qualcosa di "illuminato".

Nota di BastaBugie: Il cardinale e arcivescovo di Chicago, Francis George, malato da tempo, visto il peggiorare delle sua condizione ha chiesto lo scorso aprile al Vaticano di iniziare il processo per individuare il suo successore. Quello qui riportato è un estratto di un articolo pubblicato sul suo spazio internet nel novembre del 2012

Fonte: Il Timone.org, 25/08/2014

5 - VEGLIA NAZIONALE DELLE SENTINELLE IN PIEDI
Domenica 5 ottobre in tutta Italia per il diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre (VIDEO ed elenco delle 100 veglie)
Autore: Andrea Lavelli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 21/09/2014

Domenica 5 ottobre. Segnatevi questa data e non prendete impegni: le Sentinelle in Piedi propongono a voi e alle vostre famiglie una giornata da passare insieme nel centro di una delle meravigliose città italiane per lottare tutti insieme, giovani e non più giovani, in difesa della famiglia. È questa infatti la giornata scelta per la grande veglia nazionale delle Sentinelle in Piedi, la rete apartitica e aconfessionale che nell'ultimo anno ha portato nelle piazze di più di 150 città d'Italia migliaia e migliaia di italiani per dire un secco no al liberticida ddl Scalfarotto contro l'omofobia e a tutela della famiglia naturale.

UNA GIORNATA STORICA, DA NORD A SUD
Sarà una giornata storica, in cui da Nord a Sud nelle stesse ore centinaia e centinaia di persone scenderanno nelle piazze di cento città italiane per vegliare in piedi, in silenzio, con un libro in mano. Da Trento a Salerno, da Bisceglie a Trieste passando per Firenze, Napoli, Milano, Genova il popolo della famiglia darà vita a una inedita veglia silenziosa grande quanto il nostro Paese per affermare il valore della famiglia naturale e della libertà di espressione di fronte all'avanzata di forze che sembrano più che mai determinate a distruggere l'istituzione familiare e la libertà di pensiero e di opinione in Italia.
Mai come negli ultimi mesi infatti l'offensiva anti-famiglia è apparsa così determinata al tutto per tutto: «Il Tribunale per i minorenni di Roma ha riconosciuto l'adozione di una bambina da parte della compagna della mamma creando il primo caso italiano di adozione per coppie omosessuali», specificano i portavoce delle Sentinelle. «Nel frattempo a colpi di sentenze la magistratura ha aperto la via alla fecondazione eterologa che darà la possibilità anche alle coppie formate da persone dello stesso sesso di 'produrre' un bambino. Il tutto mentre il governo annuncia un progetto di legge sulle unioni civili che ricalca il modello tedesco, in cui in sostanza le unioni saranno equiparate al matrimonio in tutto e per tutto, adozione compresa». E per chi non fosse d'accordo con l'avanzata di questa agenda c'è sempre pronto in ghiacciaia il ddl Scalfarotto che con il pretesto di impedire atti di aggressione verso le persone omosessuali andrà di fatto a limitare la libertà di espressione, dato che non specifica cosa si intenda per "omofobia". Per questo le Sentinelle in Piedi torneranno a vegliare, per invadere le piazze in un modo nuovo e pacifico ogni volta che è minacciata la natura dell'uomo e della civiltà. Vegliamo per la libertà di espressione e per essere liberi di affermare che un bambino non è un diritto.

PIÙ DI 150 VEGLIE SILENZIOSE
Nell'ultimo anno migliaia e migliaia di persone hanno partecipato alle più di 150 veglie silenziose che hanno avuto una presenza media di circa 200 persone. È avvenuto quello che forse chi sta combattendo per la distruzione della famiglia naturale e della libertà di espressione non aveva previsto: il popolo della famiglia si è alzato, è sceso nelle piazze per far sentire la propria voce in un modo nuovo, pacifico e silenzioso e per dire no a progetti legislativi che snaturano il cuore stesso dell'uomo, soffocando la natura umana e la libertà di pensiero. E i risultati sono arrivati: grazie all'impegno comune delle tante e diverse realtà che operano a favore della famiglia su tutto il territorio nazionale, il ddl Scalfarotto, la cui approvazione sembrava inevitabile, è da tempo fermo in Senato. È il segno che non tutto è perduto e che ciascuno può ancora fare qualcosa a difesa della famiglia, della libertà di espressione e del diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre.
«Per questo» le Sentinelle invitano «tutti a scendere in piazza domenica 5 ottobre. La nostra è una rete apartitica e aconfessionale: per vegliare con noi è sufficiente presentarsi in piazza con un libro e condividere il nostro stile pacifico e silenzioso per la durata della veglia. Potrebbe essere l'ultima grande occasione per far sentire la nostra voce prima che sia troppo tardi: per questo invitiamo a consultare il sito www.sentinelleinpiedi.it o le pagine facebook delle Sentinelle delle diverse città per trovare la piazza e l'orario della veglia più vicina».

Nota di BastaBugie: guarda il video di presentazione delle veglie del 5 ottobre 2014 in 100 piazze italiane


https://www.youtube.com/watch?v=VqEUhYkHGJA

ELENCO VEGLIE
Da Trento a Salerno, da Bisceglie a Trieste passando per Firenze, Napoli e Milano, da  Genova a Venezia, ecco gli appuntamenti principali in ordine alfabetico (piazze in continuo aggiornamento sul sito www.sentinelleinpiedi.it):
05/10/2014    Aosta    Piazza Chanoux h10.30
05/10/2014    Arezzo    Piazza Risorgimento h17.00
05/10/2014    Ascoli Piceno    Piazza del Popolo h17.00
05/10/2014    Bari    Piazza del Ferrarese h20:00
05/10/2014    Bergamo    Piazza Sant'Anna h17.30
05/10/2014    Biella    via Battistero angolo via Italia h17.00
05/10/2014    Bisceglie (BT)    Piazza Regina Margherita h11.00
05/10/2014    Bologna    Piazza S. Francesco h17.00
05/10/2014    Bolzano    Piazza Walter h10.00
05/10/2014    Brescia    Piazza Duomo h16.30
05/10/2014    Busto Arsizio (VA)    Piazza Santa Maria h17.30
05/10/2014    Cagliari    Parco della Musica h11.30
05/10/2014    Como    Piazza Duomo h17.30
04/10/2014    Crema    Piazza Duomo h21.00
05/10/2014    Cremona    Piazza Sant'Antonio M. Zaccaria h18.00
05/10/2014    Cuneo    Piazza Galimberti h17.00
05/10/2014    Desenzano (BS)    Piazza Garibaldi h16.00
05/10/2014    Ferrara    Piazza Trento e Trieste (Listone) h18.00
05/10/2014    Firenze    Piazza Strozzi h11.30
05/10/2014    Genova    Piazza de Ferrari h18.00
05/10/2014    Imperia    Piazza Spianata Borgo Peri h16.00
05/10/2014    Ivrea    Piazza di Città h16.30
04/10/2014    La Spezia    Piazza Ramiro Ginocchio h16.00
05/10/2014    Latina    Piazza della Libertà h17.00
05/10/2014    Lecco    Piazza Monumento ai Caduti h17.00
28/09/2014    Legnago (VR)    Piazza Garibaldi h18.00
05/10/2014    Magnago (MI)    Piazza San Michele h11.30
05/10/2014    Matera    Piazza Vittorio Veneto h20.00
05/10/2014    Milano    Piazza XXV aprile h11.00
05/10/2014    Modena    Piazza Mazzini h18.00
05/10/2014    Montalbano Jonico (MT)    Piazza Vittoria h20.00
05/10/2014    Napoli    via Scarlatti angolo via L.Giordano (quartiere Vomero) h11.30
05/10/2014    Nuoro    Piazza V.Emanuele h11.30
05/10/2014    Padova    Piazza Emeritani h17.00
05/10/2014    Parma    Piazza Garibaldi h18.30
05/10/2014    Pavia    Piazza della Vittoria h17.30
05/10/2014    Perugia    Piazza IV novembre h11.00
05/10/2014    Pisa    Piazza di Cavalieri h18.00
11/10/2014    Pordenone    Piazza XX Settembre h17.00
05/10/2014    Rapallo (GE)    Piazza del Chiosco della Musica (lungomare) h17.00
05/10/2014    Ravenna    Piazza S. Francesco h17.00
05/10/2014    Reggio Calabria    Piazza Italia h18.30
05/10/2014    Reggio Emilia    Piazza Prampolini h16.00
05/10/2014    Rovereto (TN)    Piazza Loreto h16.00
05/10/2014    Salerno    Piazza Portanova h20.00
04/10/2014    Saluzzo (CN)    Piazza Vineis h17.00
05/10/2014    Sassari    Piazza d'Italia h18.30
05/10/2014    Siena    Piazza del Campo h18.00
04/10/2014    Stresa (TO)    Lungolago ( presso la fontana dei giardini ) h16.00
05/10/2014    Subiaco (RM)    Pizza della Resistenza h17.00
05/10/2014    Terni    Piazza della Repubblica h17.00
05/10/2014    Torino    Piazza Carignano h16.00
05/10/2014    Trento    Piazza Duomo h18.00
05/10/2014    Trieste    Piazza Unità h18.30
05/10/2014    Udine    Piazza san Giacomo h11.30
05/10/2014    Vanzaghello (MI)    Piazza Costituzione h11.15
05/10/2014    Varese    Piazza Cacciatori delle Alpi h17.00
05/10/2014    Venezia    Campo San Geremia h17.30
05/10/2014    Verona    Piazza dei Signori h18.00
05/10/2014    Viterbo    Piazza del Plebiscito h19.00

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 21/09/2014

6 - MARIO PALMARO, UNA VITA PER I PRINCIPI NON NEGOZIABILI
Giunto in breve alla perfezione, ha conseguito la pienezza di tutta una vita (VIDEO: l'ultima conferenza di Mario Palmaro)
Autore: Marisa Orecchia - Fonte: Famiglia Domani, n. 3 del 2014

Mario Palmaro è morto la sera del 9 marzo, nella sua casa di Monza, circondato dai suoi cari e da amici in preghiera. Si è spento sulle note del canto della Salve Regina. La morte del giusto, una morte davvero vissuta, in questi tempi di morti ospedalizzate, anestetizzate, che sottraggono al morente la coscienza, tutta umana, del saper di morire. Mario è morto come è vissuto, nella consapevolezza e nella volontà di compiere fino in fondo la volontà del Padre cui si è completamente consegnato, chiedendo preghiere perché ciò gli fosse possibile. "Purtroppo poche ore fa ho avuto brutte notizie sulla malattia: il tumore è arrivato alle ossa. Preghiamo perché io abbia la forza di affrontare tutto quello che mi aspetta" mi scriveva il 24 di ottobre, quando era ormai evidente che, a viste umane, una tale diagnosi non lasciava scampo, e la sera stessa onorava un impegno preso precedentemente per un convegno sull'ideologia del gender alla Sala degli Affreschi della sede della Provincia di Milano, per una di quelle sue splendide relazioni dall'eloquio brillante, venato talvolta di mite ironia, chiare, affilate, rigorose nella verità. [L'intervento di Mario Palmaro al convegno è disponibile su YouTube in fondo a questo articolo, n.d.BB]

MA QUESTO È UN UOMO
Mario era così. Faceva quello che doveva fare, momento per momento, e lo faceva bene, come l'ultima cosa da fare prima di presentarsi al tribunale di Dio.
Sentii parlare per la prima volta di Mario Palmaro nello studio di Francesco Migliori, storico presidente del Movimento per la Vita italiano, avvocato a Milano, dove, assieme ad alcuni amici, si stava discutendo del Progetto Gemma e della Fondazione Vita Nova che lo gestiva e di cui Migliori era allora presidente. Era la primavera del 1996 e Migliori ci mostrò la prefazione che il grande Eugenio Corti aveva scritto per la tesi di laurea del giovanissimo presidente del Movimento per la vita di Cesano Maderno, che stava per essere pubblicata per le edizioni San Paolo con il titolo "Ma questo è un uomo". Un indagine a tutto campo sull'aborto volontario. In quel libro c'era già tutto Mario, con la sua lucidità cristallina, il suo rigore, la sua capacità di cogliere nello snodo delle questioni, concatenazioni di cause ed effetti, anche le meno evidenti, la sua ansia di centrare la verità e di definirla senza possibilità di equivoci o cedimenti.
Ritroveremo tutto questo, assieme a un amore filiale per la Chiesa e la sua millenaria tradizione, nella numerosa produzione di saggi, articoli, libri che Mario, in parte da solo, in parte a quattro mani con l'amico Gnocchi, ci ha lasciato. Scritti con la passione per la verità, che si leggono con la gioia che si prova quando accade di leggere parole che danno voce ad un sentire profondo, magari non ancora espresso o definito. La stessa passione per la verità che ha animato anche tutta la sua attività accademica di filosofo del diritto e di bioeticista, prima assistente a Milano e poi docente a Roma.

IL MATRIMONIO CON ANNAMARIA E IL DIVORZIO DAL MPV
Nella primavera del 1997 Mario Palmaro entrò a far parte del consiglio direttivo del Movimento per la vita italiano e nell'estate dello stesso anno era a Verbania, dove si teneva l'annuale seminario giovanile, figura di spicco, già leader, tra un nutrito gruppo di giovani entusiasti, impegnati, preparati, che avevano abbracciato in toto la causa della vita e a questa dedicavano fra studio e lavoro, il loro tempo. Fra di loro anche Annamaria che Mario avrebbe sposato l'anno successivo, nel giorno della festa dei Santi Arcangeli. Si allontanarono quasi tutti, Mario Palmaro in testa, dal MpV negli anni a venire, pur mantenendo intatto l'impegno per la vita nascente, quando fu chiaro, durante il lungo e travagliato iter che portò all'approvazione della legge 40/2004 sulla fecondazione artificiale, che il MpV sacrificava il suo compito di difensore della vita e della dignità dell'uomo e la sua stessa identità, sull'altare del male minore, e che il pateracchio di bassa politica era assunto da allora a modus operandi. Furono anni di duro confronto in seno al MpV, tra una minoranza ferma sul non possumus, e una presidenza che, duole dirlo, con l'appoggio della CEI, proponeva la legalizzazione della fecondazione artificiale purché omologa. Non è il luogo questo per soffermarci sugli esiti disastrosi, a dieci anni di distanza, di questa dissennata politica. Scattarono allora per i dissidenti del MpV, ostracismo, censure, demonizzazioni che colpirono in modo particolare Mario Palmaro che, nella sua veste di bioeticista e filosofo del diritto ormai riconosciuto a livello nazionale, e, come tale, spesso ospite di prestigiose testate, vide chiudersi le porte di alcune di esse, soprattutto di Avvenire, intento a presentare il mondo cattolico in marcia compatto e festante verso il sì alla fivet purché omologa.

NASCE IL COMITATO VERITÀ E VITA
Il Comitato Verità e Vita, di cui Mario Palmaro fu tra i fondatori, nacque subito dopo l'approvazione della legge 40, come luogo dal quale dire la verità sulla produzione dell'uomo, senza divieti e senza censure.
In questi dieci anni vissuti appassionatamente - come li ha definiti Mario nell'agenda per il 2014, quasi un testamento, che ci ha consegnato l'11 di gennaio scorso, nell'ultimo direttivo cui ha partecipato, già molto sofferente, ma sereno come sempre - Verità e Vita, sotto la sua presidenza, ha compiuto quasi un miracolo. Pur nella povertà dei mezzi e delle risorse economiche, ha suscitato uno straordinario consenso diventando punto di riferimento sicuro, sui temi della difesa della vita umana, per tanta gente disorientata e sconcertata da iniziative o posizioni poco ortodosse e fuorvianti assunte da chi, per ruolo, stato, ministero, avrebbe dovuto porsi diversamente e dire la verità delle cose. Le occasioni non sono mancate, basti ricordare il referendum sulla legge 40 a proposito del quale Verità e Vita si schierò per l'astensione, al fine di evitare il raggiungimento del quorum, affinché non fosse peggiorata questa legge già gravemente ingiusta, non già per difenderla. E poi la vicenda Englaro, e quella sul disegno di legge Calabrò che avrebbe introdotto le DAT, fortemente volute dal mondo cattolico e sponsorizzate dal solito Avvenire, e tutti i pronunciamenti sulla verità della legge 194, a dispetto di quanti si ostinano a magnificarne le parti buone.
La vicenda di Mario Palmaro che ha speso la sua vita a difesa della verità, senza timori e senza esitazioni, quasi nel presagio di aver a disposizione un tempo breve per farlo, si carica di senso alla luce della cristiana Speranza. Le preghiere dei tanti che lo hanno amato non l'hanno strappato alla morte, ma possiamo affermare fin d'ora, pur nel dolore del distacco, che, assieme al suo fiducioso ed eroico abbandono al Padre, saranno causa di un'abbondante messe di Grazia.
Vale per Mario quanto il libro della Sapienza afferma della morte prematura del giusto: "Giunto in breve alla perfezione, ha conseguito la pienezza di tutta una vita" (4,13).

Nota di BastaBugie: vi invitiamo a vedere il video con la conferenza tenuta da Mario Palmaro il 24 ottobre 2013 nella sala del consiglio della provincia di Milano organizzato dall'Associazione Famiglie Numerose Cattoliche


https://www.youtube.com/watch?v=TfNU87B3deI

Fonte: Famiglia Domani, n. 3 del 2014

7 - BUONI LIBRI DA REGALARE AI RAGAZZI? ECCONE QUALCUNO
Guareschi, Cammilleri, Corti, Tolkien e altri autori da consigliare
Autore: Saul Finucci - Fonte: Il Timone, Luglio-Agosto 2014

Un ragazzo che legge racconti è portato a immedesimarsi nei protagonisti: quindi non è un bene che legga (o segua su uno schermo) soprattutto storie dove abbondano particolari macabri, o dove i protagonisti siano solo personaggi negativi o con una vita nichilisticamente senza scopo. Ma il contesto attuale è pieno di questo tipo di narrazioni: se ne trovano sia nella cronaca (nera) dei telegiornali che in molti film. Le antologie scolastiche non sono da meno: spesso propongono brani in cui i protagonisti sono cinici, o frustrati di fronte alla realtà, o praticamente atei. A volte sono i ragazzi stessi che esprimono disagio di fronte a certi racconti.
Di seguito, in un elenco necessariamente breve e incompleto per motivi di spazio, indichiamo alcuni libri, caratterizzati da un giusto giudizio morale, che permettono di fare una piacevole lettura, di immedesimarsi in personaggi interessanti, di riflettere. Quelli ambientati nel passato sono utili anche a una conoscenza più corretta di alcune epoche spesso faziosamente descritte sui libri di storia. L'indicazione dell'età dei lettori è approssimativa: bisogna considerare la proprietà di linguaggio e lo sviluppo soggettivo; in genere, i testi qui proposti per i più giovani vanno bene anche per i più grandi.

PER RAGAZZI/E DAI 12 AI 14 ANNI

Giorgia Coppari, La promessa, Itaca, pp. 232, € 14.
Anno 1780. Un ragazzino parte per andare a costruire navi ad Ancona; però una ragazzina gli è rimasta nel cuore. Intanto si imbatte in un fatto misterioso: un'immagine della Vergine apre gli occhi davanti a centinaia di persone, proprio mentre Napoleone occupa l'Italia.
 
Eugenio Corti, L'isola del paradiso. Racconto per immagini, Ares, pp. 336, € 16,53.
Nel 1789 gli ammutinati del Bounty vogliono creare il paradiso in terra, decidendo di vivere in assoluta e sregolata libertà e comunanza di beni su di un'isola tropicale. Un "racconto per immagini" di agevole lettura.
 
Francesco Fadigati, La congiura delle torri, Bolis Edizioni, pp. 350, € 14.
Nella Bergamo medievale Gregorio, eletto vescovo, non asseconda i voleri delle famiglie più potenti: Folco dei Lamberti inizia la sua avventura di cavaliere in mezzo ad un gruppo di uomini che decidono di proteggerlo.

Giovannino Guareschi, Tutto don Camillo (3 voll.), Rizzoli, pp. 912, € 45,90.
Don Camillo e Peppone, il parroco e il sindaco comunista di un paesino del dopoguerra emiliano, ogni tanto vorrebbero prendersi a sberle a vicenda; però risolvono le loro questioni e si rendono utili agli altri paesani. Personaggi al contempo caricaturali e autentici, dal linguaggio diretto. Umorismo e insegnamenti profondi vanno a braccetto.

Giovannino Guareschi, Lo Zibaldino, Rizzali, pp. 468, € 8,90.
Brevi storie comiche vissute da Giovannino, Margherita e i loro due figli piccoli: Albertino, che riempie di salsa di pomodoro le serrature dei mobili, e la "Pasionaria", che adotta un bullone e lo chiama Giacomo.

Giovannino Guareschi, Il corrierino delle famiglie, Rizzoli, pp. 380, € 9,90.
Altra serie di piacevolissime storie ambientate in casa Guareschi.

Mauro Leonardi, Abelis, Lindau, pp. 162, € 14.
Il castello di Arileva è governato da un Ciambellano e dal suo fedele amico Messere. Costoro hanno il potere di trasformare gli uomini in cavalieri, rendendo la pelle umana dura come un'armatura per combattere i draghi, che scendono dal nord in cerca di gente da divorare.

Clive Staples Lewis, Le cronache di Narnia, Mondadori, pp. 1152, € 22.
Sette romanzi tra il mondo reale ed il mondo di Narnia. Viaggi in luoghi sconosciuti abitati da creature fantastiche, avventure e battaglie campali. Si toccano molti temi profondi, dall'origine del mondo alla sua fine, dal problema del senso del dolore a quello dei governi illegittimi.

John Ronald Reuel Tolkien, Lo Hobbit annotato, Bompiani, pp. 432, € 13.
Bilbo Baggins è coinvolto dal mago Gandalf, assieme a tredici nani, nella riconquista del tesoro custodito dal drago Smog. Un'avventura tra foreste e montagne misteriose abitate da ragni giganti e orchi.

Tiziano Viganò, Bergius. L'ultimo longobardo, Mimep Docete, pp. 336, € 12.
Bergius diventa cacciatore e guerriero longobardo. Partecipa allo scontro finale contro i Franchi. Anche se i Longobardi vengono sconfitti, Bergius salva Ansa, la schiava cristiana che diverrà sua moglie.

PER RAGAZZI/E DAI 15 AI 18 ANNI

Rino Cammilleri, Il crocifisso del samurai, Rizzoli, pp. 275, € 18,50.
Una storia d'amore si inserisce nella grande rivolta di Shimabara del 1637: circa quarantamila cattolici giapponesi, donne e bambini compresi, si ribellano alla feroce persecuzione imposta dal governo. I sopravvissuti trasmettono di nascosto la fede per generazioni.

Rino Cammilleri, I delitti della stanza chiusa, Piemme, pp. 145, € 9,90.
Dieci brevi gialli ambientati in epoche e contesti diversi. Gli investigatori sono ispirati a personaggi letterari famosi (Sherlock Holmes, Padre Brown, ecc.). Si mostra che la massoneria non è un'istituzione benefica e che il cattolicesimo è incompatibile con il nazismo.

Gilbert Keith Chesterton, I racconti di Padre Brown, San Paolo, pp. 912, 28.
La raccolta completa dei brevi gialli che riguardano Padre Brown, un prete investigatore che vuoi salvare le anime, oltre che risolvere i casi. Le descrizioni possono essere un po' difficili, ma nel complesso è una lettura appassionante e ricca di insegnamenti.

Eugenio Corti, Il cavallo rosso, Ares, pp. 1280, € 24.
La trama di questo capolavoro si dipana tra la seconda guerra mondiale e l'epoca del referendum sul divorzio. Tra i personaggi compaiono don Gnocchi, padre Gemelli, Togliatti. Ma i protagonisti sono piccoli industriali, studenti, contadini. E tra loro c'è chi, prima di morire, si chiede se è pronto a presentarsi a Dio.

Eugenio Corti, I più non ritornano, pp. 336, € 12,90.
Inverno '42-'43: durante la guerra gli italiani si ritirano dalla Russia. Un diario che narra di quando gli alpini si coprirono di gloria.

Giorgia Coppari, Qualcosa di buono, Itaca, pp. 264, € 14.
Tre storie di donne. Nel sentirsi tradite, nella malattia trovandosi in terra straniera, fanno i conti con il bisogno che accada qualcosa di veramente buono.

Alessandro D'Avenia, Cose che nessuno sa, Mondadori, pp. 332, € 16,15.
Una ragazza vive il dramma dell'allontanamento del padre: un professore di letteratura che vive tra i libri e ama l'Odissea le fa venire il desiderio di cercarlo.

John R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Bompiani, pp. 1380, € 30.
Straordinario romanzo epico (impropriamente considerato fantasy) ambientato in un'immaginaria epoca remota. In una meravigliosa cornice naturale, la vittoria sul male è possibile con una rinuncia. Per distruggere l'Anello e salvare la Terra di Mezzo, bisogna gettarlo. Frodo lascia una vita tranquilla per una missione che ben più capaci eroi non possono compiere.

Louis De Wohl, La città di Dio, BUR, pp. 382, € 11,90.
I più famosi personaggi dell'epoca di san Benedetto entrano in scena: Boezio, Cassiodoro, Belisario, Totila. Ogni vuoto lasciato dalle fonti viene usato per sviluppare una trama avventurosa.

Louis De Wohl, La liberazione del gigante, BUR, pp. 400, € 10.
Il racconto è ambientato al tempo di Tommaso d'Aquino (1225-1274): ci sono i maestri delle università, i mori, un cavaliere innamorato, re Luigi IX il santo e l'imperatore Federico Il. Anche se non combatte fisicamente, Tommaso ha ugualmente le sue lotte da affrontare.

Louis De Wohl, La mia natura è fuoco, BUR, pp. 400, € 11.
La protagonista è santa Caterina da Siena, che cerca di metter pace nelle lotte tra gli stati dell'Italia trecentesca e compie il famoso viaggio per convincere il Papa a ritornare a Roma.

Louis De Wohl, L'albero della vita, BUR, pp. 366, € 8,50.
Storia di Elena, madre dell'imperatore Costantino. È colei che troverà l'albero della vita: la Croce di Gesù Cristo.

Louis De Wohl, L'ultimo crociato, BUR, pp. 416, € 10,90.
Giovanni d'Austria, figlio illegittimo di Carlo V, fu tra i vincitori della battaglia di Lepanto contro i Turchi (1571). Compaiono Filippo II di Spagna, don Carlos, il duca d'Alba, san Pio V.

Fonte: Il Timone, Luglio-Agosto 2014

8 - I CATTOLICI E LA SFIDA DI INTERNET
La nuova Bussola Quotidiana riceve il prestigioso premio ''Viva Maria!'' consegnato al direttore Riccardo Cascioli durante il Giorno del Timone della Toscana
Autore: don Stefano Bimbi - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 22/09/2014

Sabato 20 settembre si è svolto il 6° Giorno del Timone della Toscana: ancora una volta, ospiti di alto livello ed interessanti argomenti hanno attirato a Staggia Senese oltre quattrocento persone.
Al mattino ha celebrato il Solenne Pontificale il cardinale Silvano Piovanelli, Arcivescovo emerito di Firenze. A seguire il pranzo e nel pomeriggio le conferenze.

LA SACRA SINDONE
Angela Petraglia, presidente del Centro Culturale "Amici del Timone" di Staggia Senese - nato nel 2005 e che ha all'attivo oltre 60 conferenze - ha presentato la professoressa Emanuela Marinelli, promotrice del movimento «Collegamento pro Sindone» e collaboratrice de "il Timone". La professoressa, ospite per la terza volta a Staggia ci ha guidati alla scoperta della Sindone in vista dell'ostensione straordinaria dal 19 aprile al 24 giugno 2015.
La Sacra Sindone è l'oggetto al mondo più studiato dalla scienza ed è anche la reliquia più preziosa della Cristianità perché ha avvolto il corpo di Gesù ed è di proprietà del Papa a cui fu donata dalla famiglia reale dei Savoia nel 1983.

RICCARDO CASCIOLI
Dopo questo affascinante viaggio che unisce scienza e fede abbiamo avuto il piacere di avere con noi Riccardo Cascioli, condirettore del Timone, conduce su Radio Maria la rubrica quotidiana "Il fatto del giorno", direttore de La nuova Bussola Quotidiana, il sito cattolico che ha raccolto la sfida di internet offrendo quotidianamente articoli controcorrente nel mondo giornalistico di oggi così uniformato alla cultura dominante.
Tra le firme della Bussola figurano i migliori autori cattolici che abbiamo avuto negli anni il piacere di ospitare qui a Staggia: Vittorio Messori, Rino Cammilleri, Massimo Introvigne, Marco Respinti, Danilo Quinto, Luigi Negri, Piero Gheddo, Francesco Agnoli, e tanti altri...
La Bussola ha avuto il merito di combattere battaglie che nessuno ha avuto il coraggio di combattere come quando ha denunciato in maniera puntuale ed incisiva l'attacco alla famiglia che le lobby gay hanno sferrato con la massiccia campagna omosessualista che ha pervaso la nostra società perfino nei programmi scolastici. Degna di nota anche la campagna della Bussola contro l'introduzione per legge del cosiddetto reato di omofobia che permetterebbe di mettere in prigione i cristiani che, citando la bibbia, ricordassero che l'omosessualità è peccato.
Anche nelle recenti vicende della persecuzione dei cristiani in Iraq massacrati da parte degli islamici dell'Isis, la Bussola ha svolto un ruolo fondamentale nella denuncia tempestiva di quanto stava avvenendo in quella parte di mondo.

PREMIO "VIVA MARIA!" ALLA BUSSOLA QUOTIDIANA
Al termine del suo intervento, il direttore del Timone, Gianpaolo Barra gli ha consegnato in qualità di direttore della Nuova Bussola Quotidiana il Premio "Viva Maria!".
Il premio Viva Maria è assegnato ad un cattolico, fiero di essere tale, che si sia particolarmente distinto nella difesa della fede cattolica con la parola o con l'esempio. Negli anni passati il premio era stato consegnato a personaggi d'eccezione: l'attrice Claudia Koll, lo scienziato Antonino Zichichi, lo scrittore Vittorio Messori, il giornalista Antonio Socci e il Vescovo Luigi Negri.
Il premio è simbolicamente rappresentato da una perfetta riproduzione della Vergine del Conforto. Il motivo per cui è stato chiamato "Viva Maria!" questo premio è evidente: come ai tempi di Napoleone, è in atto un attacco alla fede cattolica. Ora come allora c'è bisogno che ci sia un forte movimento di popolo che difenda la Chiesa da questi attacchi.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 22/09/2014

9 - OMELIA XXVI DOMENICA TEMPO ORD. - ANNO A - (Mt 21,28-32)
I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 28 settembre 2014)

La prima lettura di questa domenica è un invito alla conversione. La conversione ridona vita alla nostra anima, dopo la triste esperienza del peccato. Così dice il Signore per bocca del profeta Ezechiele: «Se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso» (Ez 18,27).
L'inizio della conversione è riflessione. Ciò è messo in luce da questa lettura profetica con queste parole: «Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà» (Ez 18,28). È dunque necessario riflettere sulla nostra condotta e fare nostre le parole del salmista: «Fammi conoscere Signore le tue vie, insegnami i tuoi sentieri» (Sal 24,4). I maestri di vita spirituale insegnano che è molto importante, per non dire indispensabile, un po' di meditazione quotidiana. Bisogna meditare sulla Parola di Dio e sulla vita dei Santi i quali hanno messo in pratica fedelmente il Vangelo. La meditazione consiste nel leggere attentamente questi brani e nel pensare cosa il Signore voglia dirci con ciò che stiamo approfondendo. Da questa riflessione scaturiranno certamente dei propositi di miglioramento. Insegna sant'Alfonso de' Liguori che meditazione e peccato non vanno mai insieme: o si lascia la meditazione, oppure si lascia il peccato. Anche se uno avesse, per così dire, già un piede all'inferno, se iniziasse a meditare anche solo per un quarto d'ora al giorno, certamente arriverebbe a convertirsi.
Chi si converte è come quel figlio di cui parla il Vangelo di oggi, il quale inizialmente dice di no al padre e poi, ravveduto, va a lavorare alla vigna paterna. Tante volte noi siamo invece come il primo figlio, il quale dice di sì e poi non fa niente. Diciamo di sì in un momento di entusiasmo e poi ci riprendiamo ciò che abbiamo donato al Signore.
Convertirsi significa diventare sempre più simili a Gesù fino ad avere in noi, come dice san Paolo, i suoi stessi sentimenti (cf Fil 2,5). Convertirci significa crescere continuamente nella carità, mettendo in pratica ciò che insegna la seconda lettura di oggi: «Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l'interesse proprio, ma anche quello degli altri» (Fil 2,3-4).
Un esempio bellissimo di conversione ce lo offre proprio san Paolo. Inizialmente egli perseguitava la Chiesa ma poi, ricevuto il Battesimo, lavorò nella vigna del Signore con la stessa energia e lo stesso zelo con cui prima combatteva il Cristianesimo.
Gesù termina la parabola dei due figli con delle parole che ci fanno molto riflettere: «I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio» (Mt 21,31). I pubblicani e le prostitute erano le persone più disprezzate in Israele, eppure erano quelle che accolsero con più disponibilità la predicazione del Vangelo. Proprio per il loro evidente peccato, essi non commettevano il grave errore di considerarsi a posto davanti a Dio. Essi sapevano di essere molto bisognosi di misericordia.
L'insegnamento è molto chiaro: non possiamo condannare nessuno prima del tempo. Anche il più grande peccatore può passarci molto avanti in Paradiso. Tante volte noi, invece, disprezziamo e condanniamo il prossimo e non ci accorgiamo che i più lontani da Dio forse siamo proprio noi per la stolta presunzione di considerarci a posto.
Una volta da un santo eremita andarono due donne per ricevere dei consigli spirituali. Una era una grande peccatrice, una prostituta, l'altra era una donna apparentemente per bene. Il santo eremita disse alla grande peccatrice di portargli una grossa pietra, e chiese alla donna per bene di portargli un sacco di sabbia. Dopo alcune ore tornarono tutte e due affaticate. L'eremita fece questa domanda: «Chi di voi ha fatto più fatica?». Evidentemente tutte e due fecero molta fatica. Alla fine egli spiegò che la grossa pietra simboleggiava il grande peccato della prostituta, mentre il sacco di sabbia significava la grande presunzione della donna per bene. Quale dei due era il peccato più grande?
A noi la risposta. Riflettiamo dunque sulla nostra condotta, allontaniamoci dalla stolta arroganza, e così avremo la salvezza.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 28 settembre 2014)

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