BastaBugie n°156 del 03 settembre 2010

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1 IL NUOVO SITO INTERNET DI BASTABUGIE
Facile da ricordare, più semplice da usare, con tante nuove funzioni (versione tascabile; ricerca per parola, per argomento, per autore)
Fonte: Redazione di BastaBugie
2 LE POLEMICHE SULLO SHOW DI GHEDDAFI A ROMA
Intervista a Massimo Introvigne
Autore: Massimo Introvigne - Fonte: Quarta Rete
3 COME SONO NOIOSI GLI OPINIONISTI DI OGGI CHE VANNO VERSO L'AVVENIRE...
Quell’avvenire che diverrà, prima o poi, un passato imbarazzante da rimuovere
Autore: Vittorio Messori - Fonte: Corriere della Sera
4 ANCORA UNA VOLTA FAMIGLIA CRISTIANA AL CENTRO DI POLEMICHE
Ecco il passato recente della rivista che, come assicura Mons. Fisichella, non esprime il parere di tutti i cattolici
Autore: Gianni Toffali - Fonte: La Voce di Venezia
5 IN SPAGNA SI ABOLISCE LA CORRIDA PER RISPETTARE I TORI E SI INCENTIVA L'ABORTO PER UCCIDERE GLI ESSERI UMANI
In Italia c'è chi vuol seguire l'esempio di Zapatero e propone di far diventare il cane o il gatto membri della famiglia
Fonte: Corrispondenza Romana
6 IL RACCONTO DI UNA PSICHIATRA CHE DA PICCOLA SUBI' VIOLENZA SESSUALE
Dal fango ci si può rialzare se qualcuno ti aiuta e per lei questo qualcuno fu un prete (con il quale oggi collabora)
Autore: Lucia Bellaspiga - Fonte: Avvenire
7 OMELIA PER LA XXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - (Lc 14,25-33)

Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - IL NUOVO SITO INTERNET DI BASTABUGIE
Facile da ricordare, più semplice da usare, con tante nuove funzioni (versione tascabile; ricerca per parola, per argomento, per autore)
Fonte Redazione di BastaBugie, 1° settembre 2010

Dopo diversi mesi che ci lavoravamo... è finalmente pronto il nuovo sito internet di BastaBugie. Il vecchio blog che dal 2007 ha ricevuto quasi ventimila visite era ormai insufficiente alle nuove esigenze dei nostri lettori. Con un po' di pazienza e tanto impegno siamo riusciti a fare un bel passo avanti. Non abbiamo risorse economiche, se non le vostre preziose donazioni, ma ci mettiamo tutto l'impegno possibile.
Vediamo le principali nuove potenzialità del nuovo sito.
1) FACILE DA RICORDARE
Innanzitutto il nome: www.bastabugie.it
Più facile da memorizzare: per sé stessi o per consigliarlo agli amici.
2) PIÙ FACILE DA USARE
La veste grafica completamente rinnovata permette di individuare subito il tipo di articolo grazie ai colori e alle icone che, ad una rapida occhiata, permettono di individuare subito il tipo di argomento trattato.
3) ARTICOLI SUDDIVISI IN 20 ARGOMENTI
In modo da poter guardare tutti gli articoli pubblicati sull'argomento che interessa: attualità, cinema, islam, morale, storia, scienza, ecc. Ciascuno con la propria icona di riconoscimento.
4) RICERCA DI ARTICOLI
Con la funzione "cerca" si possono trovare gli articoli che ci interessano partendo da una parola, un autore o un nome. Semplice e veloce. In tanti ce lo avete chiesto: eccolo!
5) RICERCA PER AUTORE
E' possibile selezionare un particolare autore ed avere tutti gli articoli pubblicati su BastaBugie in ordine cronologico a partire dal più recente.
6) ARCHIVIO
Stiamo catalogando i numeri passati di BastaBugie affinché la ricerca sia sempre più ricca. Contiamo in poco tempo di inserire tutti gli articoli finora pubblicati da BastaBugie: saranno ben presto a disposizione dell'archivio per la vostra consultazione oltre 1500 articoli!
7) VERSIONE TASCABILE
E' possibile, scaricare una versione tascabile di BastaBugie. Seguendo le semplici istruzioni si può avere BastaBugie da portare a giro con comodo.
Si potrà leggerlo sul tram, dal dentista, a scuola, ecc.
E perchè no? Diffonderlo regalandolo a un amico, a un nemico, allo studente, al professore, al fruttivendolo, alla mamma, al figlio, ecc.
8) I 10 ARTICOLI PIU' LETTI
Sotto la lista degli argomenti si trovano gli articoli più letti delle ultime settimane. Un modo semplice di avere sottomano gli articoli più interessanti per vedere se ce n'era sfuggito qualcuno...
9) FUNZIONE "STAMPA" MIGLIORATA
Si potrà, grazie alle icone "stampa", inviare i dati alla propria stampante: sia tutti gli articoli, sia un singolo articolo. Già pronto con le caratteristiche predefinite per la tua stampante.
10) FACEBOOK, TWITTER, ECC.
Facilità di condivisione con i più diffusi social network cliccando alla fine dell'edizione intera o di un singolo articolo.
Tutto questo lasciando inalterata la qualità del materiale che vi metteremo a disposizione.
Scriveteci cosa pensate del nuovo sito cliccando su "scrivici". Pubblicheremo i vostri commenti.
Inviateci un messaggio anche nel caso in cui ci fossero problemi di utilizzo. Gianluca, il nostro tecnico, risolverà quanto prima il problema.
Grazie per l'affetto con cui ci seguite e per l'impegno che metterete nel far conoscere il nuovo sito internet presso i vostri amici.

Fonte: Redazione di BastaBugie, 1° settembre 2010

2 - LE POLEMICHE SULLO SHOW DI GHEDDAFI A ROMA
Intervista a Massimo Introvigne
Autore: Massimo Introvigne - Fonte: Quarta Rete, 1° settembre 2010

IL MONDO CATTOLICO, E MOLTA STAMPA, SI SONO MOLTO AGITATI PER L’ESIBIZIONE DI GHEDDAFI IN ITALIA. C’È UNO SCONTRO CON IL GOVERNO?
Consiglio di sottrarre anzitutto da un esame serio del problema l’attacco politico al governo e a Berlusconi, frutto maturo di un’estate della politica particolarmente avvelenata. Se non fosse stato Berlusconi a ricevere Gheddafi ma, che so, Obama giornali come “Repubblica” avrebbero reagito ben diversamente. In effetti, quando era presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti ricevette in pompa magna il presidente venuezelano Chavez, che venne a Roma a dirne letteralmente di tutti i colori. E Obama ha sempre rifiutato nei suoi incontri con i leader cinesi di proseguire la politica di denuncia delle violazioni dei diritti umani della precedente amministrazione. Dunque, vanno anzitutto rifiutate le strumentalizzazioni politiche volgari. Detto questo, va pure condannata con fermezza l’esibizione provocatoria di Gheddafi. Stando però attenti a pesare bene il personaggio Gheddafi.
 
IN CHE SENSO?
Dal punto di vista politico ed economico Gheddafi ha un potere regionale che non va sottovalutato. Dal punto di vista religioso, invece, quello di Gheddafi è un islam del tutto particolare, che non è rappresentativo dell’islam maggioritario. Come ha affermato in un’intervista pubblicata oggi dal "Corriere della Sera" uno specialista che conosco e stimo, don Andrea Pacini, Gheddafi nel mondo islamico rappresenta più o meno se stesso. Al Cairo o in Arabia Saudita le pretese di Gheddafi di presentarsi come “il capo” del mondo islamico sono considerate ridicole. Le può prendere sul serio solo in Italia una stampa che o è male informata o è in malafede.
 
E TUTTAVIA LA VISITA HA AVUTO ENORME RISONANZA. COME LO SPIEGA?
Al netto della cattiva informazione, la risonanza è dovuta sia al tono e ai gesti provocatori e inaccettabili di Gheddafi – che sollevano una indignazione assolutamente giustificata – sia al fatto che, paradossalmente, alcuni dei problemi che pone sono reali. È vero che c’è una crisi demografica dell’Europa, un vero suicidio demografico come lo chiamava Giovanni Paolo II, più grave che altrove in Italia. È vero che la demografia come la natura aborre il vuoto, e dunque il vuoto di nascite è riempito dall’immigrazione. È vero che molti immigrati sono musulmani, e che le proiezioni dei demografi indicano un rischio reale che, continuando a crescere con questi ritmi, interi Paesi e regioni d’Europa si ritrovino con una maggioranza islamica. È vero che alcuni musulmani pensano a questo come a un processo di conquista dell’Europa non per via militare ma demografica. Ma non c’è un solo grande vecchio che organizza questo processo demografico di dimensioni epocali, e certamente non è Gheddafi. Gli sconvolgimenti demografici non hanno mai una sola causa o un singolo organizzatore. Se mi è concessa una battuta, semmai li organizzano più gli italiani che in camera da letto non fanno figli che Gheddafi.
 
E LA PROPAGANDA ISLAMICA?
Pur essendosi trattato di una vicenda con aspetti francamente ridicoli, resta pur sempre un’offesa e una provocazione che nella capitale della Cristianità non avrebbe dovuto essere tollerata, e che personalmente disapprovo senza riserve.
 
PER FINIRE, CHE COSA PENSA DELL’AFFERMAZIONE DI GHEDDAFI SECONDO CUI L’ISLAM GARANTISCE L’UGUAGLIANZA FRA  UOMINI E DONNE E LE DONNE SONO PIÙ RISPETTATE NELL’ISLAM CHE IN EUROPA?
Sarebbe fin troppo facile replicare che Gheddafi ha raccontato queste cose a un uditorio di hostess pagate per starlo a sentire, e che avrebbe avuto grandi difficoltà a riempire una sala con un pubblico di donne “vero”, intendo dire non pagato per partecipare. Sulla sostanza occorre essere molto chiari. L’islam proclama l’uguaglianza teologica fra uomini e donne: entrambi sono chiamati alla salvezza e possono andare in Paradiso. Rispetto alle concezioni dei popoli arabi preislamici si trattò all’epoca senz’altro di un progresso. Ma nell’islam non c’è nessuna uguaglianza giuridica fra uomini e donne. Nei processi legali ci vogliono due donne per bilanciare la testimonianza di un uomo. Un uomo può sposare quattro mogli ma una moglie può avere un solo marito. Il marito può divorziare con un semplice ripudio, la donna deve rivolgersi al giudice. E così via. Gheddafi può pensare che questa disuguaglianza giuridica sia una forma di rispetto per le donne. Ma a chi lo ascolta o ne sente parlare in Italia deve essere assolutamente chiaro che la disuguaglianza giuridica esiste, e che è contraria alla nostra tradizione e alla nostra civiltà.

Fonte: Quarta Rete, 1° settembre 2010

3 - COME SONO NOIOSI GLI OPINIONISTI DI OGGI CHE VANNO VERSO L'AVVENIRE...
Quell’avvenire che diverrà, prima o poi, un passato imbarazzante da rimuovere
Autore: Vittorio Messori - Fonte: Corriere della Sera, 31 luglio 2010

Cose noiose, per chi conosce il giro: è il solito adeguamento conformista all'ideologia momentaneamente egemone scambiato per rivolta coraggiosa; è la solita superficialità di chi non ha capito la dinamica della fede, scambiata per profondità di visione. Con, per di più, un equivoco di fondo: da qualche anno Mrs. Rice ci raccontava che, senza la ritrovata fede nel Vangelo, il suo lavoro di scrittrice si sarebbe inaridito. E ha commosso milioni di lettori con la storia della sua conversione, dal titolo di "Chiamata fuori dalle tenebre", dove "le tenebre" sarebbero i luoghi in cui Gesù non è adorato. Ora, incassati i diritti d'autore, la born again, la “rinata nella fede“, impone agli incauti acquirenti di cestinare quel best seller e annuncia loro che "cessa di essere cristiana".
Ma qui sta l'equivoco: in realtà, cessa solo di essere "cattolica". In effetti, le basterebbe entrare a far parte di molte comunità protestanti per trovare non solo accettate ma sacralizzate quelle cose la cui mancanza tra i cattolici la scandalizza: nozze in chiesa per i gay, donne vescovo (meglio se lesbiche), contraccezione venerata, “democrazia" nel senso di sottoporre a elezioni gerarchia e norme teologiche, liturgiche, nonché morali. In quelle comunità troverebbe appagate le sue attese, tutte nel segno -lo si diceva- dell'ideologia egemone, che è oggi quella della political correctness del liberalismo, se non libertinismo, dominante. Ma le ideologie mutano, e ciò che ci appare al momento indiscutibile sarà improponibile domani. Anne Rice ha l'età per ricordare che, sino a vent'anni fa, moltitudini di preti e di suore abbandonarono la Chiesa cattolica per motivi opposti a quelli che ora spingono lei ad andarsene: era il momento del "sociale", del "politico" -solo di color rosso, s'intende- che bollava come individualismo borghese ciò che oggi i conformisti liberal considerano sacro. Ma, se la scrittrice avesse vissuto gli anni Trenta e fosse stata tedesca, con la stessa logica di oggi avrebbe “cessato di essere cattolica“ perché Roma si rifiutava di seguire la Chiesa luterana inquadrata (con poche eccezioni) nei Deutsche Christen, i Cristiani Tedeschi, che –sotto il comando del “Vescovo del Reich“ – insegnava tra l’altro l’arianità di Gesù, il dovere biblico del razzismo, la bellezza della guerra e altre cose ancora.
Stia dunque attenta, la Rice che crede di “andare verso l’avvenire“: quell’avvenire, come dimostra la storia, diverrà prima o poi un passato da rimuovere imbarazzati . Chi sposa lo spirito del tempo resta presto vedovo. E, così come oggi ci chiediamo come sia stato possibile essere cristiani nazisti e poi cristiani comunisti, ci chiederemo come si sia potuto essere cristiani liberal. La sua marcia di allontanamento dalla Chiesa cattolica, poi, si scontrerà con quella, sempre più affollata, di credenti che vanno in senso inverso. Centinaia di pastori e decine di vescovi anglicani hanno chiesto al Papa di poter essere riaccolti proprio perché la Catholica rifiuta ciò che entusiasma la Rice. Chi conosce il mondo protestante –quello “storico“, nato dalla Riforma del XVI secolo– sa che, gruppi sempre maggiori meditano di andarsene. E, qui pure, per ragioni opposte a quelle della scrittrice. Attenta, dunque: come spesso accaduto anche tra i cristiani, i “reazionari” di oggi possono divenire i “profeti“ di domani.

Fonte: Corriere della Sera, 31 luglio 2010

4 - ANCORA UNA VOLTA FAMIGLIA CRISTIANA AL CENTRO DI POLEMICHE
Ecco il passato recente della rivista che, come assicura Mons. Fisichella, non esprime il parere di tutti i cattolici
Autore: Gianni Toffali - Fonte: La Voce di Venezia, 25 agosto 2010

Ogniqualvolta Famiglia Cristiana la spara grossa (sempre e solamente contro Berlusconi e tutti i governi di centro destra), mezza Italia si scandalizza. I suoi nemici la demonizzano ed i suoi amici la elogiano.
L’equivoco di fondo, nasce dalla titolazione della rivista, in particolare dall’aggettivo Cristiana. In realtà di cristiano e tantomeno di cattolico, il settimanale fondato dal beato Giacomo Alberione, ne conserva unicamente la sua componente progressista e modernista, vale a dire tutto il contrario predicato da Benedetto XVI. Sorta nel 1931, sino al 1997 la direzione del settimanale non trova particolari ostilità da parte del vaticano, ma a partire da questo anno con la nomina a direttore di don Leonardo Zega, inizia la “fabbricazione” dei cosiddetti cattolici adulti. L’”indottrinamento” al gregge cattolico progressista (popolarmente definito cattocomunista), subì una prima battuta d’arresto. Il presidente della CEI Card Ruini criticò la linea editoriale dei Paolini per “ l’estrema spregiudicatezza” sui temi morali e religiosi. Al centro delle critiche dei vescovi c'erano alcuni interventi sull'educazione sessuale. Don Zega, si difese goffamente negando tutto.
Nel 1998, dopo qualche mese, le polemiche esplosero di nuovo per altre questioni, e la  Santa Sede decise di cacciare don Zega e di "commissariare" i Paolini con la nomina del vescovo Antonio Buoncristiani a delegato pontificio. Nel 1999, rientra la pace fra Paolini e Vaticano e alla direzione di Famiglia Cristiana, arriva don Antonio Sciortino, guarda caso, braccio destro e stretto collaboratore di don Zega. Con l'arrivo di Sciortino, gli interventi critici del settimanale sui cambiamenti della società e della politica diventano molto più frequenti e duri.
A oltre 10 anni dal suo insediamento e di battaglie contro il PDL, il moralizzatore Sciortino che in un recente editoriale aveva aspramente condannato il metodo Boffo, sta riservando a Berlusconi il medesimo trattamento. Alla faccia della coerenza! Invece di offrire un posto di lavoro al collega Boffo (a proposito, se è vero che l’ex direttore di Avvenire era “innocente”, perché ha fatto la fine del reietto?) si accanisce contro Berlusconi accusandolo di dispotismo e di avere spaccato l’unità dei cattolici. Menzogna degna di biasimo dal momento in cui le vere cause della divisione dei cattolici tra progressisti e fedeli al papa, sono imputabili ad una lunga serie di concause politiche e religiose, ma non certo alla discesa in campo del “cavaliere nero”.
Bene ha fatto dunque il reggente del Pontificio Consiglio della nuova evangelizzazione Mons. Fisichella a negare le ridicole analisi di FC e a precisare che non rappresenta i cattolici e tantomeno le sfere vaticane. “Dettaglio” già colto da migliaia di sacerdoti italiani che da anni si rifiutano di far entrare nelle loro chiese una rivista che, di cristiana ha solo la copertina.

Fonte: La Voce di Venezia, 25 agosto 2010

5 - IN SPAGNA SI ABOLISCE LA CORRIDA PER RISPETTARE I TORI E SI INCENTIVA L'ABORTO PER UCCIDERE GLI ESSERI UMANI
In Italia c'è chi vuol seguire l'esempio di Zapatero e propone di far diventare il cane o il gatto membri della famiglia
Fonte Corrispondenza Romana, 7/8/2010

La Spagna abolisce la corrida. Titolano più o meno così i maggiori quotidiani nazionali nel commentare la notizia del provvedimento con cui il parlamento catalano ha approvato a larga maggioranza la fine della mattanza dei tori nella regione spagnola della Catalogna.
Le associazioni degli animalisti che hanno promosso l’iniziativa con la raccolta di oltre 180.000 firme si sono lasciate andare a vere e proprie scene di entusiasmo dentro e fuori il parlamento, mentre la notizia ha gettato nello sconforto i cosiddetti “taurinos”. Lo spettacolo della corrida, infatti, fa parte da secoli del patrimonio culturale della Spagna, rappresentando tra l’altro una notevole attrattiva turistica.
La notizia contrasta con quella di neanche un mese fa, quando il parlamento spagnolo ha definitivamente varato la nuova normativa di riforma sull’aborto, rendendo l’uccisione di esseri umani innocenti una pratica ancora più estesa e garantita dalla legge e suscitando la dura ma tardiva reazione dell’episcopato spagnolo e di una larga fetta del Paese.
In una società permeata dal relativismo etico e morale e fortemente secolarizzata, i nuovi dogmi sponsorizzati dalle lobby di potere conducono facilmente le masse ad invertire la gerarchia dei valori alla base della sana convivenza civile. Cosicché, la lotta contro la povertà e la fame nel mondo, la tutela dell’ambiente, la difesa della pace, il rispetto per gli animali sono considerati valori sullo stesso piano (se non addirittura superiori) di altri come la difesa della vita umana innocente.
Dunque, la strategia perseguita dall’establishment politico-culturale mira ad acquisire facili consensi facendo leva sul basso livello di consapevolezza generale e sull’efficace opera persuasiva delle lobby, al fine di occultare i mirati attacchi al bene comune. Lo stesso presidente americano Obama nel corso del suo attuale mandato ha alternato provvedimenti criminali su temi sensibili come la vita e la famiglia a provvedimenti politicamente corretti ed appoggiati dai media come la riforma sanitaria e la riduzione degli armamenti nucleari.
Inoltre, l’ideologia animalista ben si presta a scardinare l’ordine naturale teorizzando la parificazione tra uomo e animale, fino a riconoscere a quest’ultimo addirittura maggiori diritti. Nel nostro Paese è stata avanzata dall’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente) la proposta di inserire gli animali domestici nello stato di famiglia per contrastare il fenomeno dell’abbandono; in tal modo il cane o il gatto non sarebbero più una proprietà ma acquisirebbero lo status di membri della famiglia; privilegio che è negato al bambino non nato con l’aborto e all’anziano, al malato e all’handicappato con l’eutanasia.

Fonte: Corrispondenza Romana, 7/8/2010

6 - IL RACCONTO DI UNA PSICHIATRA CHE DA PICCOLA SUBI' VIOLENZA SESSUALE
Dal fango ci si può rialzare se qualcuno ti aiuta e per lei questo qualcuno fu un prete (con il quale oggi collabora)
Autore: Lucia Bellaspiga - Fonte: Avvenire, 10 luglio 2010

Ada, 30 anni, madre di due bimbi, sorriso sereno e camice bianco, è neuropsichiatra infantile. Spesso per il suo studio passano i bambini che hanno subìto la cattiveria dei grandi. Come accadde a lei. E ancora, quando ne parla, nella sua voce vibra l’oscura emozione di tanti anni fa, quando un uomo le tese una mano che lei afferrò fiduciosa.

CHE COSA RICORDA?
Avevo 5 anni e vivevo in Svizzera. Quel giorno giocavo in cortile e uno sconosciuto, avrà avuto 35 anni, mi invitò amorevolmente a seguirlo. Io, ingenua, l’ho fatto e lui abusò ses-sualmente di me. Un’esperienza che influenzò la mia crescita, determinando la mia dif-ficoltà a relazionarmi... Poi, da grandicella, anche mio zio tentò di molestarmi con i miei cugini, ma non in modo così sconvolgente come la prima volta.

CHI TROVÒ LE PAROLE GIUSTE PER AIUTARLA?
Ad un convegno qui in Italia ascoltai un prete che parlava di pedofilia. Avevo 14 anni e nella sua voce sentii tutta la comprensione di cui avevo bisogno. Alla fine andai a stringergli la mano e gli dissi 'non smetta mai di fare quello che sta facendo'. Fu incredibile: mi guardò con tanta accoglienza negli occhi e mi rispose 'non ti preoccupare, è tutto finito, non succederà più'... Non gli avevo raccontato nulla, ma quel prete aveva capito tutto. Oggi collaboro con lui come neuropsichiatra.

UNA PROFESSIONE CHE DERIVA DA QUEL TRAUMA?
Inevitabilmente. Io ne sono uscita bene, vivo una bella sessualità con mio marito - cosa non frequente tra le vittime di abusi - , ho i miei figli, ma so che per tanti bambini non sarà così perché non incontreranno una persona come quel sacerdote. Anche io, dopo 25 anni, mi porto comunque addosso le cicatrici, soprattutto il senso di colpa ti accompagna sempre, però sono felice e sana, e questo non perché un medico o un’équipe mi abbiano seguita con terapie particolari, ma solo perché una persona giusta mi ha aiutata a liberarmi dal senso di sporcizia e a perdonare. Quel prete andrebbe clonato, ma siccome non si può, faccio del mio meglio per apprendere da lui e fare agli altri ciò che lui ha fatto a me.

COME VIVE LE RECENTI ACCUSE ALLA CHIESA?
Quando sono motivate, penso che quei sacerdoti vadano puniti, ma esattamente come gli altri: è gravissimo da parte di un prete, ma da parte di un padre o di un nonno è forse da meno devastante? Sto seguendo una bambina di 9 anni che a 5 fu violentata dal nonno ed è rovinata... La vera piaga purtroppo sono gli abusi intrafamiliari, l’attacco alla Chiesa è certamente sproporzionato, dunque strumentale.

COME RACCONTÒ AI SUOI GENITORI LA VIOLENZA, QUEL GIORNO?
Quando tornai a casa, mio padre mi chiese perché piangevo, risposi che mi ero fatta male al ginocchio. Ricordo ancora la sua carezza al mio ginocchio e il fastidio che mi diede. Ancora oggi i miei non hanno mai saputo niente.

NIENTE? UN MACIGNO DEL GENERE PORTATO TUTTO DA SOLA?
Fin quando non incontrai quel prete. E poi mio marito: gli dissi tutto quando eravamo fidanzati e lui fu stupendo nello starmi vicino. Anche se non potrà mai capire il mio punto di vista: io ho perdonato, perché vedo la vita sotto la luce della fede, e avendo vissuto la più grande delle crudeltà, oggi sono sempre portata a perdonare i piccoli torti. Grazie alla fede, l’abisso del male ricevuto mi ha lasciato una grande positività nella vita. Voglio portare questa luce sul mio camice di medico.

Fonte: Avvenire, 10 luglio 2010

7 - OMELIA PER LA XXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO C - (Lc 14,25-33)

Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 5 settembre 2010)

Vi è una parola chiave nel Vangelo di questa domenica per avere la giusta lettura di tutto il brano. La parola è la seguente: riflettere. Così, nei paragoni che Gesù offre alla nostra meditazione, colui che vuole costruire una torre deve prima riflettere bene su quella che sarà la spesa per vedere se riuscirà a portare a termine l’opera; così, un re che va in guerra contro un altro re dovrà prima valutare con attenzione i mezzi di cui dispone. Allo stesso modo dovrà fare pure il cristiano. Egli, nel seguire Gesù, dovrà avere a disposizione quella virtù che gli consentirà di essere un fedele discepolo sino alla fine, in modo da non rinnegare mai il Signore.
Di quale virtù si tratta? Ce lo fa comprendere Gesù stesso nel brano del Vangelo. Quella virtù è il distacco da tutti i propri averi. Il testo, infatti, si conclude con queste parole: «Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo» (Lc 14,33). Sono parole molto esigenti che devono essere rettamente intese. Non si tratta di rinunciare materialmente a tutto, come ad esempio ha fatto san Francesco d’Assisi, ma di non essere attaccati a niente se non al Signore e alla sua volontà. I beni di questo mondo devono essere usati con cuore libero, senza diventarne schiavi.
Per arrivare a questo distacco, bisogna però amare Dio con tutto il nostro cuore. Non c’è via di mezzo: o si ama Dio, oppure il nostro cuore si attaccherà inevitabilmente ai beni di questo mondo. Quanto più si ama, tanto più ci si libera da questi legami. Per quale motivo san Francesco d’Assisi era staccato da tutto e bramava la povertà più di quanto un avaro possa desiderare le ricchezze di questo mondo? Perché amava con tutto il cuore.
L’amore farà sì che metteremo Dio al primo posto nella nostra vita, al di sopra degli affetti più cari e al di sopra della nostra stessa vita. Gesù, infatti, ci dice: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo» (Lc 14,26). E, subito dopo, ci dice: «Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo» (Lc 14,27).
Riflettiamo! Abbiamo noi questo bene così grande dell’Amor di Dio? Se siamo onesti dobbiamo dire che il nostro amore per il Signore è sempre tanto piccolo e deve ancora tanto crescere. Anzi, per dire la verità tutta intera, dobbiamo aggiungere che tante volte non amiamo per niente il Signore, quando a Lui preferiamo il peccato.
Se veramente ci rendiamo conto di non possedere questo bene inestimabile dell’Amor di Dio, adoperiamoci in tutti i modi per ottenerlo. Lo otterremo innanzitutto con una buona Confessione. Chi vive abitualmente in peccato mortale non sta facendo neppure un passo verso il Signore; anzi, si sta allontanando.
Il secondo mezzo per conseguire il bene dell’Amor di Dio è la preghiera. Cosa c’è di più bello e di più facile della preghiera! Il demonio fa di tutto per non farci pregare. Ci fa credere che sia una cosa inutile, una perdita di tempo. Ci fa venire in mente tante cose da fare, tutte urgenti e indispensabili. Così facendo perdiamo di vista l’unica cosa veramente necessaria a discapito della nostra anima. Non cadiamo in questa tentazione! Preghiamo regolarmente. Solo così riusciremo a riportare vittoria su tutte le tentazioni. Un cristiano che non prega è come un soldato che abbassa le armi di fronte al nemico: perirà miseramente. La preghiera, soprattutto, dilaterà il nostro cuore e ci consentirà di amare veramente, di amare non tanto con il nostro piccolo cuore, ma con il Cuore di Gesù.
Affidiamoci infine alla Madonna, chiediamo a Lei la grazia di mettere in pratica queste esigenti parole del Vangelo. Da soli certamente non ci riusciremo, ma, grazie alla sua potente intercessione, otterremo il bene inestimabile dell’Amor di Dio.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 5 settembre 2010)

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