BastaBugie n°436 del 13 gennaio 2016

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1 LA VERSIONE DISTORTA DI CAPPUCCETTO ROSSO PORTA A MINIMIZZARE LE VIOLENZE DI CAPODANNO IN GERMANIA
Cappuccetto Rosso, politicamente corretta, giustifica il lupo (e gli stupri), mentre la nonna uccide finalmente il cacciatore
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 LA DITTATURA GAY METTE KO TYSON, IL NUOVO CAMPIONE MONDIALE DEI PESI MASSIMI DI PUGILATO
La vicenda dimostra che il vero odio è quello scatenato, in nome della tolleranza, dall'intollerante propaganda gay
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender
3 NEI VARI FILM SUGLI ESORCISMI USCITI NEGLI ANNI, AL POSTO DELLE VERITA' CATTOLICHE, VENGONO PROPINATI L'ESOTERISMO E IL DUALISMO MANICHEO
I film nascondono una sorta di neo-gnosticismo in cui alcuni hanno una conoscenza superiore e illuminata per giungere a un altro mondo che sfugge ai non iniziati considerati profani
Autore: Francesco Bamonte - Fonte: Osservatore Romano
4 LE SETTE MENZOGNE DEL GOVERNO RENZI
Con capriole tipiche dei democristiani Renzi, da sostenitore del Family day, diventa leader di un partito e di un governo che promuovono le unioni (in)civili
Autore: Massimo Introvigne - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
5 GRAN BRETAGNA ULTIMA RESA: ISLAMIZZATO IL CALENDARIO SCOLASTICO
Siamo arrivati impreparati ai fatti di Colonia perché non ci vogliamo accorgere che il veleno è già presente in mezzo a noi
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana
6 TUTTI SONO CHARLIE: PER LA LIBERTA' DI STAMPA E DI PENSIERO... MA IN FRANCIA VOGLIONO VIETARE I MIEI LIBRI
''Sposati e sii sottomessa'' e ''Sposala e muori per lei'' sono consigli alle amiche sul matrimonio sulla differenza tra l'uomo e la donna... eppure in Francia c'è chi vuole vietarne la vendita
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano
7 NOI CRISTIANI SIAMO CHIAMATI A PERDONARE, MA L'AMORE NON RESTA PASSIVO NEI CONFRONTI DEL MALE
L'arcivescovo di Mosul (cacciato nel 2014 come gli altri cristiani) spiega in questo articolo che l'amore per i nemici comandatoci da Gesù ci spinge a reagire in modo adeguato ai terroristi
Autore: Amel Nona - Fonte: Tempi
8 SENTINELLE IN PIEDI DI NUOVO IN PIAZZA (VIENI ANCHE TU!)
Contro il DDL Cirinnà, oltre che scendere nelle piazze, è necessaria la preghiera, ad esempio ''Un'ora di guardia''
Fonte: Sito delle Sentinelle in piedi
9 OMELIA II DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Gv 2, 1-11)
Qualsiasi cosa vi dica, fatela
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - LA VERSIONE DISTORTA DI CAPPUCCETTO ROSSO PORTA A MINIMIZZARE LE VIOLENZE DI CAPODANNO IN GERMANIA
Cappuccetto Rosso, politicamente corretta, giustifica il lupo (e gli stupri), mentre la nonna uccide finalmente il cacciatore
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 11/01/2016

Esistono due versioni delle fiabe: quella tradizionale e quella politicamente corretta. A spiegare la seconda versione ci ha pensato alcuni anni fa James Finn Garner, (Fiabe della buona notte politicamente corrette, Frassinelli, Milano 1994), rileggendo le fiabe tradizionali alla luce della cultura oggi dominante. Prendiamo, ad esempio, Cappuccetto Rosso. Nella versione tradizionale Cappuccetto Rosso è una "dolce bimbetta", tenerella, brava e gentile. Mentre porta vino e focaccia alla nonna vecchia e malata, incontra il lupo. Il lupo la distrae, afferra cappuccetto e cestino e corre dalla nonna; inghiotte la vecchia e si mette a letto ad aspettare l'arrivo della ragazzina.
Al suo arrivo, dopo il celebre scambio di battute («Nonna, che orecchie grandi che hai!»), il lupo si pappa pure lei, mettendosi a russare sonoramente con la panza piena. Il cacciatore, sentendo il gran russare e preoccupato per la vecchia, entra nella casetta nel bosco, apre la pancia al lupo e ne fa uscire bimba e nonna. Cappuccetto Rosso riempie la pancia del lupo con dei pietroni così, quando quello si sveglia e cerca di scappare, cade a terra e muore. E tutti (tranne il lupo) vissero felici e contenti.

CAPPUCCETTO ROSSO VERSIONE POLITICAMENTE CORRETTA
Nella versione politicamente corretta il cacciatore piomba nella casa della nonna mentre il lupo sta per papparsi Cappuccetto Rosso (che è istruita, emancipata e fiduciosa «nella sua sbocciante sessualità»). Solo che non è un cacciatore, ma un taglialegna, perché nelle fiabe politicamente corrette la brutale pratica della caccia è abolita e i cacciatori, per campare, devono mettersi a tagliare la legna. All'arrivo del cacciatore accorso in aiuto delle due donne, Cappuccetto Rosso e il lupo reagiscono all'unisono con queste parole: «Si può sapere che cosa crede di fare? Piombare qua dentro come un neandertaliano, impugnando un'arma per fare chissà che! Sessista! Specista! Come osa supporre che uomini [sic] e lupi non siano in grado di risolvere i propri problemi senza l'aiuto di un uomo?». Al che la nonna salta fuori dalla bocca del lupo e ammazza il taglialegna con la sua stessa accetta. «Dopo quell'ardua prova, Cappuccetto Rosso, la nonna e il lupo sentirono una certa comunanza di propositi. Decisero, pertanto, di costituire un gruppo famigliare alternativo basato sul reciproco rispetto e sulla cooperazione, e da allora vissero insieme, felici e contenti, nel bosco».

PARALLELI CON IL CAPODANNO DI COLONIA
Sarò strano, ma quando ho letto delle violenze di massa subite dalle donne tedesche la notte di Capodanno a Colonia, e dell'atteggiamento della stampa nei confronti di questi e di innumerevoli altri episodi simili [leggi nota alla fine dell'articolo, N.d.BB], a me è venuta in mente la fiaba di Cappuccetto Rosso e la sua versione politicamente corretta. Le fiabe, si sa, aiutano i bambini a dare ordine al mondo. Senza dilungarci troppo, il ruolo che le fiabe affidano agli uomini è quello del cacciatore: uccidere (ed essere uccisi) per proteggere donne e bambini. Un ruolo che porta con sé un carico di sofferenza, di fatica e solitudine; ma è il compito degli uomini, il sacrificio che essi hanno da sempre compiuto - in silenzio, senza troppo lamentarsi - per il bene delle persone loro affidate.
Nel nuovo mondo politicamente corretto il cacciatore è un neanderthaliano, sessista, specista, brutto, sporco e cattivo. È stato quindi rieducato alla non violenza, alla tolleranza, all'accoglienza; è stato lavato, depilato, profumato; al posto del fucile ora porta un fiore, al posto degli stivalacci infangati indossa sandali fatti con materiale riciclato. Non uccide più il lupo, è diventato vegetariano, anzi: vegano. Non solo: in un mondo politicamente corretto, basato sul rispetto reciproco e sulla cooperazione, è un personaggio inutile, senza ruolo, senza un compito; senza identità.
Cosa sarà, dunque, di Cappuccetto Rosso e della nonna, quando il lupo si toglierà il manto da pecora? Chi le difenderà, se chi è preposto a questo compito è imbelle? Chi si opporrà alla violenza, se l'unico antidoto alla violenza - la forza - è stato bandito? Tanti auguri, Cappuccetto Rosso, anzi: in bocca al lupo...

Nota di BastaBugie: l'articolo di Stefano Magni "Violenza in Germania, silenzi colpevoli" pubblicato il 09-01-2016 mette ben in luce gli aspetti inquietanti della vicenda.
Eccolo in forma integrale (verso la fine ci sono degli interessanti link agli articoli di cui parla):
Ci si interroga ancora sui fatti di Colonia, sulle 121 aggressioni sessuali (denunciate) subite dalle donne nella notte di San Silvestro. Quanto sono state estese le violenze? Quanti vi hanno partecipato realmente? E perché la polizia non ha reagito con la fermezza dovuta? Perché gli uomini non hanno difeso le loro donne dalle aggressioni? Si è fatta strada da subito la tesi di un'azione organizzata. Il Corriere della Sera dopo una cronaca puntuale e ricca di testimonianze di quanto è avvenuto, riferisce anche l'ipotesi degli investigatori di un complotto di xenofobi tedeschi per screditare la politica del governo Merkel sull'immigrazione. Altre testate, come Vice.com, si affrettano a dire che in Germania, anche senza immigrati, vige comunque una "cultura dello stupro" e riportano precedenti di violenze carnali durante l'Oktober Fest, ad opera di tedeschi che hanno alzato troppo il gomito. Ma si ha paura di affrontare lo scenario più ovvio, a partire dal dato di fatto che l'origine di tutte e 31 le persone già identificate dalla polizia a Colonia è araba e nordafricana. E che almeno 18 degli identificati sono immigrati mediorientali richiedenti asilo.
La violenza subita dalle tedesche a Colonia non è un fatto isolato. Sempre nella notte di San Silvestro, sono state denunciate violenze sessuali anche ad Amburgo: 70 denunce di aggressione, di cui 2 anche per lesioni corporali e 23 anche per furto. Pure in questo caso, le donne hanno descritto i loro assalitori come uomini dal "background migratorio". Al di fuori dei confini tedeschi, fatti analoghi avvenivano contemporaneamente anche a Zurigo (Svizzera), Salisburgo (Austria) e a Helsinki (Finlandia). Il caso della capitale finlandese è significativo, perché contiene elementi di un piano premeditato e in parte prevenuto dalla polizia. "I sospetti erano richiedenti asilo e i tre (aggressori della notte di San Silvestro, ndr) sono stati arrestati", ha dichiarato Ilkka Koskimaki, vicecapo della polizia. "Prima di Capodanno la polizia ha ricevuto alcune soffiate secondo le quali richiedenti asilo avrebbero potuto attuare piani simili a quelli di Colonia", si legge nel suo comunicato.
Il fenomeno non è solo diffuso, ma è anche prolungato nel tempo. Quel che è avvenuto, su più larga scala, nella notte dell'ultimo giorno del 2015, su scala più ridotta si è ripetuto tante volte, in tutti i paesi interessati. Lo scorso agosto, in una lettera indirizzata al Ministero dell'Integrazione e degli Affari sociali del Land dell'Assia, in Germania, quattro associazioni per i diritti delle donne avvertivano la pericolosità della situazione che si stava creando nel campo profughi allestito nella base militare di Giessen. "E' un fatto risaputo che donne e bambini sono privi di protezione - si leggeva nella missiva - Questa situazione è sfruttata da quegli uomini che considerano le donne come inferiori e trattano quelle non accompagnate come 'prede'. Di conseguenza, abbiamo rapporti di numerosi stupri, molestie sessuali e un numero crescente di casi di prostituzione forzata. Questi non sono incidenti sporadici". Poco dopo la riapertura delle scuole, a Mering, in Baviera, è stato denunciato lo stupro di una ragazzina di 16 anni. Subito dopo le autorità cittadine hanno suggerito ai genitori di non far uscire i loro bambini, se non accompagnati. Alle ragazze è stato invece suggerito di girare alla larga dalla stazione ferroviaria, dove è stato allestito un campo profughi. A Pocking, sempre in Baviera, un preside ha scritto alle famiglie delle sue studentesse di mandare a scuola le ragazze vestite in modo appropriato, non per pudore o decoro richiesti dalla scuola, ma per timore di "fraintendimenti" da parte dei vicini arabi ospitati nel locale campo profughi. La lettera del preside specificava che tra i rifugiati "molti sono musulmani e parlano arabo. Hanno la loro cultura. Siccome la scuola è molto vicina a dove alloggiano, devono essere indossati abiti modesti". Anche le disposizioni della sindachessa di Colonia parlano di "adattamento" alla presenza di persone con "una loro cultura", onde evitare "fraintendimenti". Paradossalmente, questi suggerimenti (come lo star lontano almeno un braccio da un immigrato o rifugiato) contengono molta più "islamofobia" di quella ostentata dai militanti di Pegida, il movimento contro l'islamizzazione.
Il Gatestone Institute riporta che il livello di violenza subito da donne e ragazze tedesche in quest'ultimo anno ha raggiunto la soglia di allarme. Tanto che le autorità della Germania, un paese in cui sono in vigore leggi sulle armi fra le più restrittive al mondo, stanno ricevendo un numero da record di richieste di porto d'armi per autodifesa, mentre i rivenditori di prodotti non letali per la difesa personale hanno anche quintuplicato le vendite. Pur con tutti questi precedenti, però, i fatti di Colonia (e Amburgo) paiono aver colto di sorpresa l'opinione pubblica. Le autorità si affrettano ad affermare che fra questa impennata di violenza e l'immigrazione massiccia non c'è alcun nesso. E' pressoché vietato ricollegare questi episodi a una cultura tribale, maschilista (e tantomeno all'islam), al punto che la lettera delle associazioni per la difesa dei diritti delle donne dell'Assia è rimasta online solo per poche giornate su un unico blog.
Sono atteggiamenti che ricordano quelli dei paesi scandinavi. Come la Norvegia, che ha cessato di riportare l'origine degli aggressori nelle statistiche ufficiali sulle violenze sessuali, salvo lasciarsi scappare, nel 2011, un rapporto in cui risultava che la quasi totalità delle molestie denunciate a Oslo era ad opera di persone "di origine non occidentale" [leggi: LA NORVEGIA TEME L'ISLAM http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2944, N.d.BB].
O come la Svezia, uno dei paesi più sicuri al mondo per le donne fino alla fine del secolo scorso e poi balzata "misteriosamente" in cima alla lista del numero di stupri solo nell'ultimo quindicennio, guarda caso proprio il periodo di maggior immigrazione. Come anche il caso della città britannica di Rotherham, dove si sono commesse 1400 aggressioni sessuali su minorenni, dal 1997 al 2014, ad opera di immigrati, soprattutto musulmani, mentre servizi sociali e persino la polizia avevano le mani legate, per evitare accuse di discriminazione razziale [leggi: SE LO STUPRATORE E' ISLAMICO, LA POLIZIA LASCIA FARE http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3544, N.d.BB].
E in Italia si iniziano a registrare casi simili, sempre più numerosi, anche nelle scuole dove sta attecchendo una forma di "bullismo islamico", con bambini e ragazzini che molestano compagni e compagne di scuola, inneggiano allo Stato Islamico, devastano oratori.
Il silenzio di media e autorità non permette di comprendere quel che è avvenuto a Colonia e lascia spazio alle più incredibili teorie del complotto. Ma la mancanza di reazione delle autorità non fa che incoraggiare le aggressioni di chi si sente impunito. E il silenzio stampa non aiuta affatto la tolleranza: contribuisce, semmai, a creare il mostro. La xenofobia, quella vera, nasce laddove la popolazione ha la sensazione di essere vittima delle autorità, oltre che di un aggressore straniero. E dove non si conosce l'entità del pericolo, né la sua natura. Se mai ci sarà una conseguenza positiva dei fatti di Colonia è che, almeno, tante donne, in tante altre città europee, hanno avuto il coraggio di denunciare quel che hanno subito. Almeno si comincia a parlarne.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 11/01/2016

2 - LA DITTATURA GAY METTE KO TYSON, IL NUOVO CAMPIONE MONDIALE DEI PESI MASSIMI DI PUGILATO
La vicenda dimostra che il vero odio è quello scatenato, in nome della tolleranza, dall'intollerante propaganda gay
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender, 16/12/2015

Il nuovo campione mondiale della categoria dei pesi massimi, Tyson Fury, barcolla sotto gli implacabili e violentissimi colpi del gender diktat. Il pugile britannico di 27 anni, dopo aver conquistato, lo scorso novembre, lo storico titolo, battendo ai punti il campione ucraino Wladimir Klitschko, è stato infatti travolto da una bufera mediatica, non ancora placatasi, per alcune sue dichiarazioni, giudicate "sessiste e omofobe", rilasciate il 4 dicembre, durante il programma tv condotto da Victoria Derbyshire sulla BBC.

FEROCE CAMPAGNA D'ODIO
La polizia di Manchester, dove Tyson Fury risiede, ha addirittura aperto contro di lui un fascicolo per istigazione all'odio, facendo sapere che andrà a fondo della vicenda. Oltre alla denuncia, il pugile è immediatamente divenuto bersaglio delle armate omosessualiste, che, immancabilmente, hanno dato avvio ad una feroce campagna d'odio e di boicottaggio on-line nei suoi confronti. Sul sito "change.org" è stata avviata una petizione, che ha già raccolto oltre 138mila firme, per convincere la BBC a ritirare la candidatura del pugile dal premio "Sportivo dell'Anno". Una posizione condivisa anche dall' "Associazione dei Giornalisti Sportivi" che ha intimato a Fury di stare alla larga dalla prossima serata di gala della BBC.
Ma quali sono, nello specifico, le gravi colpe di Tyson Fury ? i capi di accusa a lui imputati sono tre: il primo, consiste nell'aver liquidato con una battuta, ritenuta troppo "sessista", la sua diretta rivale nella corsa come "Personaggio Sportivo dell'Anno", la campionessa olimpica dieptathlon, Jessica Ennis-Hill, dichiarando: "Brava, ha vinto un po' di medaglie per la Gran Bretagna, e quando si mette un bel vestitino è ancora meglio, ma il posto migliore per una donna è la cucina, pronta a prepararmi una bella tazza di te. Ecco, questa è la mia opinione".
Il secondo crimine di Tyson Fury è stato quello di ricordare, ironicamente, che la boxe è uno sport per maschi, affermando: "Credo siano davvero molto carine quando ancheggiano sul ring con i loro cartelli".

LA FRASE PIÙ GRAVE (?)
Ma la frase più grave di tutte, che gli è valsa l'inappellabile accusa di omofobia, è stato sottolineare come dopo la legalizzazione dell'aborto e dell'omosessualità, il prossimo passo, verso il baratro, sarà quello di rendere legale la pedofilia, dichiarando: "I tre fattori che potrebbero determinare la fine del mondo? Legalizzare l'omosessualità, l'aborto e la pedofilia. Chi avrebbe mai detto negli anni Cinquanta o Sessanta che le prime due sarebbero diventate legali in molti paesi?".
Una osservazione, tra l'altro, del tutto ragionevole e del tutto condivisibile, in quanto quegli elencati costituiscono passaggi logici e coerenti di un progressivo processo rivoluzionario.
La vicenda di Tyson Fury è inquietante e allo stesso tempo paradossale. Il totalitarismo gender permette infatti di odiare a senso unico ed fa piazza pulita dei suoi oppositori. Il copione ormai è noto e ripetitivo, in nome dei principi-totem di tolleranza e non discriminazione, non si tollera e si discrimina chi la pensa diversamente dal diktat del pensiero dominante. Chi non si allinea ed osa provare a contraddire il dettame vigente, viene puntualmente messo alla gogna ed emarginato socialmente. Dunque, per assurdo, il vero odio è quello che viene scatenato dall'intollerante macchina da guerra omosessualista che impone ai suoi avversari la propria esclusiva ed ideologica visione della società.

Nota di BastaBugie: nel 2013 scoppiò il caso Barilla dove il presidente della società famosa in tutto il mondo per la produzione di pasta italiana ha difeso in una trasmissione radiofonica la scelta della sua azienda di fare pubblicità usando famiglie naturali, cioè composte da un padre, una madre e i figli. A seguito di una campagna diffamatoria e a pressioni delle lobby gay che minacciavano di boicottare i suoi prodotti, Guido Barilla fa una clamorosa dichiarazione dove, prono alla dittatura gay, si dice disposto a fare mea culpa e a "rimediare" alle sue affermazioni con azioni concrete. Ecco gli articoli per ricordare questa triste vicenda. Triste soprattutto per l'umiliante dietrofront.

LA DITTATURA GAY COSTRINGE BARILLA A SCUSE UMILIANTI
Aveva dichiarato: ''Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale... La famiglia a cui ci rivolgiamo noi è una famiglia classica (DUE VIDEO: cosa aveva detto e le successive scuse)
di Riccardo Cascioli
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2956

BARILLA, RIEDUCAZIONE GAY RIUSCITA AL 100%
... e vissero gay-friendly e contenti!
di Luigi Santambrogio
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3528

Fonte: Osservatorio Gender, 16/12/2015

3 - NEI VARI FILM SUGLI ESORCISMI USCITI NEGLI ANNI, AL POSTO DELLE VERITA' CATTOLICHE, VENGONO PROPINATI L'ESOTERISMO E IL DUALISMO MANICHEO
I film nascondono una sorta di neo-gnosticismo in cui alcuni hanno una conoscenza superiore e illuminata per giungere a un altro mondo che sfugge ai non iniziati considerati profani
Autore: Francesco Bamonte - Fonte: Osservatore Romano, 7-8/01/2016

Il mondo cinematografico e quello televisivo ci hanno abituato, con una certa periodicità, ad assistere alla trasmissione di film e fiction i cui argomenti trattano specificatamente della presenza e dell'azione straordinaria dei demoni nella vita dell'uomo e della lotta che la Chiesa affronta contro di essi. Tuttavia, sebbene presentare alle masse tali argomenti potrebbe favorire la conoscenza di temi che - per lo più - la cultura moderna considera mere leggende, dall'altra parte deludente e inaccettabile è il modo in cui la presenza del male, la possessione diabolica, la preghiera di esorcismo e la liberazione sono presentati.
Generalmente, si assiste all'esaltazione del pressappochismo con la citazione di temi dottrinali, fatti biblici, nomi e luoghi infarciti di imprecisioni e leggende, per non parlare della rilettura psicologica delle fede cattolica e non di rado di proposte di individualismo laicista da contrapporre alla fede e alle norme della Chiesa. Tuttavia, ciò che più delude sono i vari messaggi trasmessi, che poca verità contengono.

VIENE NASCOSTA LA POTENZA DI DIO E DELLA MADONNA
In quanto sacerdoti che hanno ricevuto dalla Chiesa il compito di aiutare le persone che hanno bisogno del ministero di esorcismo, ci appare subito palese in questi film il nascondimento e la disattenzione verso la meravigliosa, stupenda presenza e azione di Dio e soprattutto l'assenza della Madonna nella lotta al male. Come verifichiamo continuamente nella nostra esperienza di esorcisti, il demonio anche se non vuole è costretto suo malgrado ad affermare le verità della nostra fede cattolica con i gesti, le reazioni e le parole.
Naturalmente questo non aggiunge nulla a quello che già sappiamo, però è per noi consolante ed edificante constatarlo in maniera così evidente e, nel medesimo tempo, vedere come Dio volge al bene il male. Ad esempio quando, nel corso dell'esorcismo il fedele posseduto viene asperso di acqua benedetta, il demonio, attraverso di lui manifesta un enorme disappunto, fino a reagire in maniera violenta. Il demonio è costretto, dunque, a testimoniare la funzione dell'acqua benedetta che è usata, come si legge nel Messale Romano per «il perdono dei nostri peccati (veniali), la difesa dalle insidie del maligno e il dono della protezione divina».
Quando il demonio reagisce alla presenza di una reliquia e dimostra di sapere anche a quale santo appartenga, egli è costretto a rendere testimonianza della santità di quella persona e della origine divina della santità stessa.
Quando il demonio parla o dimostra di sapere una lingua che è conosciuta solo dall'esorcista, e non dalla persona posseduta, egli, di fatto, testimonia la sua identità, distinta da quella del posseduto.
Quando, ascoltando una preghiera rivolta alla Vergine, mostra tutta la sua avversione e il suo timore verso di lei, egli è costretto a confermare, che Maria è la madre di Dio che intercede per l'umanità. Certamente tale comportamento non sostituisce né aggiunge nulla di nuovo alla Sacra Scrittura, ma ne ripropone la verità.

VENGONO PROPINATI I PRINCIPI DELL'ESOTERISMO E DEL DUALISMO MANICHEO
Queste e altre considerazioni lasciano spazio al pensiero che nei film e nelle fiction sugli esorcismi ci sia un retroscena comune che censura quegli aspetti che confermano la sostanza delle verità della fede cattolica, per proporre invece i princìpi dell'esoterismo e del dualismo manicheo. Non è un caso che questi due elementi non cristiani siano sempre contenuti, e palesemente mostrati, a fondamento delle storie di esorcismi rappresentate nei film.
Chiara risulta la presenza dei due princìpi: luce e tenebra, bene e male, tra loro coeterni, ma indipendenti e tra essi contrapposti, due divinità in una lotta eterna fra di loro e che influiscono in ogni aspetto dell'esistenza e della condotta umana (manichesimo). Non è questo ciò che Dio ci rivela nella Bibbia. Satana non è il dio del male contrapposto al Dio del bene, ma è un essere creato buono da Dio che con una parte degli angeli, anch'essi creati buoni da Dio, si sono trasformati in malvagi, perché con libera e irrevocabile scelta, hanno rifiutato Dio e il suo regno, dando così origine all'inferno. Essi tentano di associare l'uomo alla loro ribellione contro Dio; ma Dio afferma la sua sicura vittoria su di essi.

QUELLO CHE SATANA NON PUÒ
Satana e gli spiriti al suo servizio, non sono dunque esseri onnipotenti, non possono fare miracoli, non sono onnipresenti, non possono conoscere i nostri pensieri, né possono conoscere il futuro. L'uomo che vive di abbandono fiducioso tra le braccia di Dio è più forte del diavolo e di tutte le sue schiere.
Queste verità non emergono nei film. Emergono invece aspetti esoterici assolutamente estranei alla fede cattolica con l'indicazione di dottrine segrete i cui insegnamenti sono riservati agli iniziati, ai quali è affidata la possibilità della rivelazione di una "certa" verità occulta (o meglio farla passare come occultata dalla Chiesa) e di significati nascosti.
Le dottrine proposte dal mondo cinematografico sugli esorcismi nascondono inoltre una sorta di neo-gnosticismo in cui l'uomo, o meglio la sua essenza dominante, possiede una forma di conoscenza superiore e illuminata, frutto della ricerca della verità che passa attraverso il superamento del mondo naturale, conosciuto per mezzo dei sensi, per giungere a un altro mondo, che sfugge ai non iniziati considerati profani.
Sembra che si cerchi di far passare per cattolico un messaggio di tipo gnostico tendente a costituire tra gli spettatori una conoscenza manichea che induca a prendere le distanze dalla Chiesa, in modo da gettare le basi per la costruzione di una classe di "esseri superiori", il cui status (profondamente laico) sia l'energia presente e futura di un mondo sostanzialmente diverso da quello che il cristianesimo di Gesù ha proposto e continua a proporre. Così quello che poteva essere un buon servizio alla Chiesa e alla fede, diventa il solito e sottile attacco di Satana alle fondamenta della Chiesa cattolica.

Nota di BastaBugie: l'unico film sugli esorcismi che ci sentiamo di consigliare (anzi, raccomandare), alla luce del precedente articolo, è "L'esorcismo di Emily Rose" che parla di una storia vera accaduta in Germania. Anneliese Michel, questo il vero nome, acconsentì alla richiesta della Madonna di espiare i peccati dei giovani tedeschi e dei sacerdoti: tale espiazione consistette nelle sofferenze della possessione demoniaca.
Per conoscere tutto della storia della protagonista e del relativo film, clicca qui sotto:
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=12

Qui sotto un video con intervista all'autore dell'articolo: Padre Francesco Bamonte, presidente dell'Associazione internazionale degli esorcisti:


https://www.youtube.com/watch?v=m6ffL3wPRiA

ASCOLTA (leggo per te)

Fonte: Osservatore Romano, 7-8/01/2016

4 - LE SETTE MENZOGNE DEL GOVERNO RENZI
Con capriole tipiche dei democristiani Renzi, da sostenitore del Family day, diventa leader di un partito e di un governo che promuovono le unioni (in)civili
Autore: Massimo Introvigne - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 11/01/2016

Le interviste rilasciate negli ultimi giorni a quotidiani nazionali da Renzi e dal suo braccio destro - o forse sinistro, o di più - Maria Elena Boschi, che ha fatto outing rilevando di essere favorevole anche alle adozioni omosessuali, non lasciano più spazio a incertezze ed equivoci di sorta. Il governo Renzi-Boschi è il governo della menzogna elevata a sistema. In Italia abbiamo avuto molti cattivi governi. Ma pochi hanno fatto un uso sistematico della menzogna come questo. Il Pd è davvero l'erede dei partiti comunisti, che Alexander Solzenicyn ha descritto in modo memorabile come i partiti della menzogna al potere. Può sembrare un'esagerazione. Ma non è così. Esaminiamo le sette menzogne principali che Renzi e Boschi cercano di propinare agli italiani: sette, come i peccati capitali.

PRIMA MENZOGNA: NON STIAMO INTRODUCENDO IL MATRIMONIO E LE ADOZIONI OMOSESSUALI
È incredibile, ma Boschi e Renzi presentano le unioni civili della Cirinnà come qualche cosa di diverso dal "matrimonio" omosessuale. Salvo pochi ingenui, tutti sanno che si tratta di una bugia. Lo aveva detto già nel 2014 il padre spirituale della legge, il sottosegretario e renziano di ferro Scalfarotto, intervistato da Repubblica: «L'unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik». E il 28 dicembre 2015, sul Corriere della Sera, Micaela Campana, responsabile welfare e terzo settore del Pd, personaggio chiave in questi ultimi giorni sul fronte delle unioni civili, così si esprimeva: «Il Pd, appena dopo l'approvazione delle unioni civili, non può che incamminarsi sulla strada dei matrimoni gay».
"Matrimoni", dunque, e per di più - ma sarebbero inaccettabili anche se questo "di più" non ci fosse - completi di adozione e di utero in affitto. Con fare vagamente razzista, Renzi e Boschi affermano che le donne italiane sono protette, perché è vietato affittare uteri in Italia. Certo: ma la legge sulle unioni civili, consentendo l'adozione del figlio biologico di uno dei partner dell'unione omosessuale fra due uomini, di fatto li incita ad andare ad affittare l'utero di una donna disperata in Ucraina o in Asia. Risibili sono poi le dichiarazioni di Renzi secondo cui il suo governo vuole fare qualcosa per le famiglie. Nessuna agevolazione fiscale alle famiglie, divorzio breve, riforme nelle leggi sulla droga che facilitano gli spacciatori e ampliano il consumo fra i giovani... sarebbe questa una politica per la famiglia? E sbagliano anche i politicanti che considerano queste vicende secondarie. Come ha insegnato Benedetto XVI, oggi la questione antropologica è la prima questione sociale. Chi sbaglia antropologia sbaglia politica, e chi distrugge la famiglia distrugge il Paese.

SECONDA MENZOGNA: STIAMO DIMINUENDO LE TASSE
Anche questa è una bugia, che prende in giro anzitutto le famiglie. Lo afferma la Banca Mondiale: la pressione fiscale in Italia continua ad aumentare. Ne abbiamo parlato giorni fa su questa testata. La pressione fiscale reale sulle famiglie è la più alta d'Europa e sottrae loro il 68% del reddito. Dopo l'articolo pubblicato sulla Bussola mi ha scritto un docente universitario di economia, dichiarandosi d'accordo sulla sostanza, ma sostenendo che in realtà la pressione fiscale italiana è diventata ancora più alta, ed è in effetti la più alta del mondo. Perché i calcoli della Banca Mondiale prendono per buoni i dati forniti dal governo italiano, in realtà esagerati, sull'evasione fiscale, e aggiungono al reddito dichiarato una percentuale arbitraria di presunto reddito non dichiarato, ottenendo un reddito complessivo "reale" su cui calcolano l'incidenza delle tasse dirette e indirette. Se, come questo docente e molti altri pensano, i dati sull'evasione fiscale trasmessi dal governo alla Banca Mondiale sono esagerati, la pressione fiscale si mangia non il 68%, ma più del 70% del reddito di ogni famiglia italiana. Un titolo mondiale di cui faremmo volentieri a meno.

TERZA MENZOGNA: C'È LA RIPRESA ECONOMICA
Il 1° gennaio 2016 è successo qualcosa di clamoroso. Eurostat, l'ufficio statistico europeo, ha diffuso una nota che ha pochi precedenti, la quale - tradotta dal burocratese delle istituzioni europee - suona più o meno così: «Il governo italiano mente, non c'è nessuna ripresa e le statistiche italiane sono le peggiori d'Europa insieme a quelle greche», Il livello della produzione industriale italiana è ancora di oltre il 31% inferiore rispetto ai massimi pre-crisi e ha recuperato solo il 3% rispetto ai minimi toccati durante la recessione. Per un confronto, la Francia ha recuperato l'8%, la Germania il 27,8%, la Gran Bretagna il 5,4% e la Spagna il 7,5%. Nel settore immobiliare, nell'ottobre del 2015 l'Italia era 85 punti sotto il massimo pre-crisi e ha toccato il nuovo minimo assoluto dall'inizio della crisi economica. Di nuovo per un confronto, nella maggioranza degli altri Paesi gli immobili hanno recuperato, dal 3,4% della Francia al 32,9% della Spagna.
In Europa l'Italia fa peggio di tutti gli altri Paesi economicamente avanzati nell'occupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni), con un tasso di occupazione (attenzione: di occupazione, non disoccupazione) del 15,1% contro il 28% della Francia, il 43,8% della Germania, il 48,8% del Regno Unito. È interessante notare che Eurostat è espressione degli stessi poteri forti europei che hanno inizialmente voluto e sostenuto il governo Renzi. Ma quel che è troppo e troppo, e l'unico favore che Eurostat ha fatto a Renzi è smascherarlo a Capodanno, con gli italiani ancora distratti dal veglione. Le leggi dell'economia sono del resto implacabili. Nessun Paese con la pressione fiscale alta come quella italiana può generare ripresa.

QUARTA MENZOGNA: LE RIFORME ISTITUZIONALI CI DARANNO PIÙ DEMOCRAZIA
Profittando del fatto che il referendum sulle riforme istituzionali non richiede un quorum - anche se vota il 10% degli italiani, e la metà più uno di questo 10% vota a favore, la riforma passa - Renzi si prepara a fare approvare una riforma istituzionale che svuota di ogni potere il Senato ed è accompagnata da una riforma elettorale che consegna tutti i poteri al partito (non alla coalizione) che prende più voti degli altri, con un congruo premio di maggioranza. Gli italiani sono stati preparati da una demagogia alimentata da tanti tribuni televisivi su quanto costa il Senato. La verità è che tutti i senatori, i loro portaborse e le loro auto blu costano meno in un anno di un giorno di deficit della sanità pubblica. Non si tratta di punire la «casta» ma di togliere al Senato quei poteri che oggi hanno frenato per mesi la legge Cirinnà e affossato la legge Scalfarotto sull'omofobia. Senza Senato in Italia avremmo già la Scalfarotto, la Cirinnà e anche la legge sull'eutanasia.
E la riforma elettorale è direttamente ispirata a quei modelli francesi dove il partito di opposizione al sistema, il Front National - qualunque cosa se ne pensi - con il 13% dei voti nel 2012 ha preso 2 seggi su 577. In un sistema sostanzialmente tripolare come quello italiano - oltre a centro-sinistra e centro-destra, vanno considerati i 5 stelle - se Renzi prendesse il 34% contro il 32% ciascuno degli altri poli, cioè fosse bocciato dal 66% degli italiani, avrebbe comunque una maggioranza di seggi che gli consentirebbe di fare tutto quello che vuole.

QUINTA MENZOGNA: GOVERNIAMO L'IMMIGRAZIONE
Questa sembra piuttosto una barzelletta. Nel 2010, soltanto cinque anni fa, le persone sbarcate sulle coste italiane erano state 4.406; in alcuni giorni negli ultimi due anni si è superata una simile cifra nell'arco di appena ventiquattr'ore. Nel 2014 abbiamo avuto 170.000 sbarchi. Nel 2015 il consuntivo ci darà una cifra più meno simile. Non si riesce a espellere praticamente nessuno. L'ordine di espulsione ai clandestini è un cortese invito ad allontanarsi, si può immaginare con quali risultati. Di fronte a questa situazione, il governo Renzi ha dapprima proposto di eliminare quanto resta del reato d'immigrazione clandestina - una normativa, è vero, di fatto disapplicata dai nostri giudici, ma la cui abrogazione darebbe un segnale politico e culturale evidente a chi pensa di raggiungere illegalmente l'Italia -, poi, sembra, impaurito dalle reazioni dell'opinione pubblica ha fatto marcia indietro.

SESTA MENZOGNA: CI FACCIAMO RISPETTARE IN EUROPA
È vero che i numeri spaventosi dell'immigrazione illegale non dipendono solo dall'incapacità del governo italiano di gestire il fenomeno, ma dalle obsolete normative europee. Renzi si è conquistato qualche applauso alzando la voce in vertici europei, ma lo ha fatto a principale beneficio dei media e degli elettori italiani. Chi comanda in Europa non lo prende sul serio, e non solo per l'inglese maccheronico. Le promesse di ridistribuire i rifugiati hanno finora portato a trasferire dall'Italia in altri Paesi poche centinaia di persone. Sull'economia e sulle banche, Renzi ha preso dall'Europa più che altro bacchettate.

SETTIMA MENZOGNA: ABBIAMO RIDATO SPERANZA AGLI ITALIANI
Certamente sparare a ripetizione bugie e promesse che si sa di non poter mantenere ha all'inizio un effetto euforico sul corpo sociale. Ma funziona come la droga: l'euforia dura poco, poi subentra la depressione. La più grande società di ricerche mondiali, la Gallup, ha diffuso il 9 gennaio 2016 il suo annuale sondaggio sulla felicità e la speranza, uno strumento di lavoro fondamentale per i sociologi di tutto il mondo. L'Italia nell'indice di ottimismo economico Gallup, cioè di aspettative che la propria situazione economica possa migliorare, è all'ultimo posto al mondo. Solo l'8% degli italiani, meno di uno su dieci, crede a un 2016 migliore. Perfino il devastato Iraq (13%) va meglio di noi.
L'indice Gallup della speranza - che non riguarda solo l'economia, ma come si guarda al futuro in generale - vede l'Italia ancora all'ultimo posto: solo il 15% guarda al futuro con speranza. Siamo lontani anche dal penultimo Paese, la Corea del Sud che ha il record mondiale dei suicidi, dove guarda al futuro con speranza il 21%. Certo, c'è quel 15% che spera. È probabile che Renzi abbia appreso la lezione del suo maestro Obama, e che sperino pochi super-ricchi e manager super-pagati e irresponsabili, magari di banche (vero, ministro Boschi?), mentre la classe media si proletarizza e i poveri diventano sempre più poveri. Davvero un bel risultato, su cui tanti dovrebbero riflettere.

Nota di BastaBugie: i cambiamenti di opinione a seconda di come tira il vento (per mantenere la poltrona) è proverbiale nei politici, soprattutto democristiani. Ma le seguenti dichiarazioni di Renzi di una decina di anni fa su unioni civili e Family day sono addirittura imbarazzanti. Eccole impietosamente riportate da Tempi il 27 marzo 2015 in un articolo della redazione che trascriviamo integralmente:
16 febbraio del 2007, Avvenire pubblicò un'intervista all'allora presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi. L'argomento erano le unioni civili. Argomentava il giovane Renzi: «Non ritengo quella della coppie di fatto la questione prioritaria su cui stare mesi a discutere per poi trovare una faticosa mediazione. Mi sembra un controsenso rispetto alle vere urgenze del paese. E poi perché si tratta essenzialmente di una battaglia mediatica intorno alla presunta laicità della politica. Mentre il tasso di laicità politica non si misura su questo tema, ma sul grado di dare risposte non ideologiche ai reali problemi della gente. Questi provvedimenti sono carichi di forza ideologica, sono un compromesso politico, ma toccano la minoranza delle persone. Basti pensare all'assoluta inutilità dei registri civili nei Comuni che ne hanno approvato l'istituzione».
Domanda del giornalista: «Cos'è che le dà più fastidio in questa vicenda, presidente Renzi?». Risposta: «Mi dà fastidio l'idea che si vada sempre nella direzione di una non assunzione di responsabilità e questo mi sembra culturalmente sbagliato. Io penso che si debba deideologizzare il dibattito e uscire da questa rissa verbale quotidiana per poi affrontare in modo serio la questione ricordando che la famiglia è la cellula della società non perché lo dicono i cattolici, ma perché è il fondamento di un modo di stare insieme. E se il matrimonio è un sacramento per chi crede, per la comunità è comunque un istituto del diritto e come tale impone assunzione di responsabilità davanti alla società». [...]
Ad una domanda specifica sul Family day, cui partecipò, Renzi rispose così: «È difficile capire perché c'è uno sguardo carico di ideologia sulla famiglia. Tutto ciò che viene detto dalla Chiesa viene visto come ingerenza. Non c'è bisogno di essere cattolici per difendere la famiglia. Quando non si coglie il fatto storico di un milione di persone in piazza si commette un errore gravissimo».

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 11/01/2016

5 - GRAN BRETAGNA ULTIMA RESA: ISLAMIZZATO IL CALENDARIO SCOLASTICO
Siamo arrivati impreparati ai fatti di Colonia perché non ci vogliamo accorgere che il veleno è già presente in mezzo a noi
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana, 07/01/2016

Sempre peggio. In Gran Bretagna è sempre peggio... L'islamizzazione del Regno avanza rapida ed aggressiva, senza peraltro incontrar resistenze, bensì porte aperte, anzi spalancate. L'ultima trovata è quella di adeguare al Ramadan il calendario scolastico di verifiche ed esami, allo scopo di «non penalizzare gli adolescenti, che osservino tale periodo di digiuno». Lo ha deciso l'organismo responsabile dell'organizzazione didattica. Che mai peraltro s'era sognato, in passato, di riservare trattamenti di favore agli alunni cattolici in periodo di Quaresima. E che non risulta abbia assunto provvedimenti analoghi per i giovani ebrei, buddhisti, taoisti, sikh o quant'altro.

MA PER L'ISLAM, SÌ!
Quest'anno il Ramadan dovrebbe iniziare attorno alla seconda settimana di giugno, in pieno periodo d'esami, per cui, «laddove sia possibile, si raccomanda di programmare prima» di tale data «le materie più importanti, facendo in ogni caso attenzione ad organizzarle preferibilmente al mattino o nel primo pomeriggio», ha premurosamente suggerito il JCQ, Joint Council for Qualifications.
Una linea, questa, sposata in pieno anche dal sindacato dei docenti: «Come educatori – ha affermato Mary Bosted, segretaria generale dell'organizzazione di categoria – vogliamo che tutti i ragazzi possano dare il meglio di sé nel corso di esami tanto cruciali per il loro avvenire». Anche Malcolm Trobe, vice-segretario generale dell'associazione dei responsabili di scuole e collegi, ha auspicato che l'osservanza del Ramadan non comporti per loro «conseguenze tali da pregiudicare» l'esito delle prove.
C'è un piccolo particolare, che pare esser sfuggito ai solerti docenti: siamo in Occidente, non in Siria. Un Occidente purtroppo sottomessosi spontaneamente ed in modo incondizionato all'islam, sino al parossismo, sino cioè a istituzionalizzare per tutti le "prove tecniche" già tentate in passato da qualcuno.

LA BOTTIGLIETTA SEQUESTRATA
Cinque anni fa, ad esempio, il consiglio municipale di Stoke-on-Trent decise per lo stesso motivo di aderire all'invito giunto dal Consiglio dei musulmani del Regno Unito e di cancellare quindi, oltre alle verifiche, anche le riunioni coi genitori, di sospendere i corsi di nuoto (per evitare che i ragazzi rischiassero d'ingurgitare acqua, anche senza volerlo), nonché di sospendere i corsi di educazione sessuale, per evitare loro i «cattivi pensieri». Tristemente esemplare anche il caso citato dal Daily Mail, avvenuto presso la scuola elementare «Charles Dickens» di Portsmouth, dove un'insegnante, lo scorso luglio, proibì ad un alunno di 10 anni di bere in orario scolastico, nonostante vi fossero circa 30°, per rispetto dei suoi compagni di classe islamici, praticanti il Ramadan. Per questo gli sequestrò la bottiglietta dell'acqua, che normalmente gli alunni sono autorizzati a tenere sul banco. Sconcertante. Furibonda la madre del piccolo, la direttrice della scuola parlò di un malinteso, il Comune ammutolì di fronte a questa straordinaria prova di stupidità didattica. Eppure, oggi in Europa c'è chi ritiene normale lasciare un minore per un giorno intero senza assumere liquidi e questo per ragioni religiose, di una religione che oltre tutto non è nemmeno la sua!
Follia pura. Una follia, di fronte alla quale sentir poi in televisione il premier Cameron o qualsiasi altro leader occidentale augurare buon Ramadan assume il sapore acido di una presa in giro...

Nota di BastaBugie: come si può cadere così in basso come è accaduto in Gran Bretagna? Molto semplice, ce lo spiega Anna Bono con l'articolo con il quale commenta i fatti di Colonia dal titolo "Siamo arrivati impreparati ai fatti di Colonia" pubblicato su La nuova Bussola Quotidiana del 08-01-2016.
Eccolo in versione integrale:
I fatti di Colonia dei giorni scorsi dimostrano la serietà dell'emergenza in atto. Dimostrano anche la nostra impreparazione, che molto si deve alle ideologie antioccidentali, al relativismo intellettuale e morale che in tutta l'Europa hanno prevalso e ormai da decenni influenzano governi e istituzioni, rafforzati dalla dignità scientifica conferita loro dall'accademia.
Negli atenei italiani capita ancora che si spieghi agli studenti a proposito delle mutilazioni genitali femminili: che, per quanto spaventose ai nostri occhi, non abbiamo il diritto di giudicarle poiché si tratta di istituzioni praticate tradizionalmente da millenni nell'ambito di culture diverse dalla nostra, ma altrettanto valide; e, soprattutto nel caso dell'infibulazione, che la preoccupazione di tutelare bambine e ragazze dal rischio di subire violenza sessuale è uno dei comprensibili motivi per cui si eseguono.
Del velo islamico si racconta che Maometto lo volle non per mortificare le donne, ma per proteggerle affinché non venissero importunate per strada. Per la stessa ragione, e non per privarle della libertà, è conveniente che escano il meno possibile, preferibilmente accompagnate da un uomo di famiglia.
Si insegna anche che il significato del prezzo della sposa non deve essere frainteso. Non vuol dire che le mogli si comprano, come potrebbe apparire per il fatto che gli uomini devono pagare le famiglie delle donne che intendono sposare. Questa istituzione molto diffusa in Africa - spiegano tanti docenti - è una manifestazione di rispetto nei confronti delle donne, un riconoscimento del loro valore; e la poligamia nasce dalla preoccupazione di garantire a un maggior numero di donne la tutela di un marito e l'onorabilità dello status di moglie e madre, evitando a molte la disgrazia di restare nubili.
Invece i matrimoni precoci - in Iran ad esempio l'età minima per le donne è nove anni - derivano dalla preoccupazione di ridurre il rischio che bambine e adolescenti cadano in tentazione e siano vittime di inopportune attenzioni sessuali.
È lungo l'elenco delle istituzioni nate nelle società non occidentali che violano la persona umana nella carne e nello spirito e di cui a ogni costo si danno spiegazioni in termini se non altro di buone intenzioni: proteggere, tutelare, difendere.
I danni che provocano si imputano non di rado a una recente contaminazione da parte dell'Occidente che le avrebbe snaturate: il prezzo della sposa, ad esempio, da quando viene pagato in denaro e non più come un tempo in beni e bestiame. Oppure si presentano certi comportamenti come devianti o comunque non si dice con chiarezza che sono invece compiuti nel rispetto di una istituzione, obbedendo a una norma: è il caso dell'omicidio d'onore che molte società tribali non solo ammettono, ma prescrivono.
Quello che non si dice è che, oltre i confini dell'Occidente cristiano, genti e paesi restano in gran parte fedeli a un arcaico modello di società, patriarcale, gerontocratico e autoritario che ignora l'esistenza di diritti inerenti alla persona, quindi inalienabili e universali. I diritti vi dipendono al contrario dallo status sociale di ciascuno che a sua volta si determina in base a fattori principalmente ascritti come il sesso. Donne e bambini nelle società arcaiche non sono soggetti, ma piuttosto beni, risorse, proprietà di cui gli uomini, i capifamiglia hanno il diritto e il dovere di disporre. Né si attribuisce valore assoluto e supremo alla vita umana: gli uomini valgono più delle donne, gli anziani più dei giovani, i membri dei lignaggi e delle caste superiori più di quelli nati in lignaggi e caste inferiori; gli estranei al proprio lignaggio e clan valgono meno dei suoi componenti, gli estranei alla propria tribù non valgono niente e non hanno diritto a nulla. Per capirne le conseguenze: lo stupro di una donna è un affronto non a lei, bensì all'uomo che la possiede; una donna che mostra il proprio corpo, che va in giro da sola e senza un motivo che non sia lavorare e provvedere alle incombenze famigliari, è una donna di nessuno oppure di un uomo debole, privo di autorità, di lei si può abusare.  
Le società tribali ritenevano questo modello perfetto e immutabile perché realizzato dagli antenati fondatori. L'Islam, che lo ha sostanzialmente recepito, lo ha rafforzato attribuendone principi e istituzioni al volere divino: e vi ha aggiunto la superiorità dei fedeli sugli infedeli.
Tutto ciò non si ammette volentieri. Da decenni si descrivono anzi le popolazioni di Africa, Asia e America Latina come esemplari depositarie di valori umani perduti in Occidente, garanti della dignità e del rispetto dell'uomo, saldi nel resistere alla tentazione di sacrificare uomini e natura al denaro, al profitto e perciò infinitamente più capaci di donare, tollerare, accogliere... e tutto questo grazie a un prezioso lascito di tradizioni tribali.
È così che si arriva impreparati ai fatti di Colonia: imprevisti, a quanto sembra. Eppure, proprio in Germania, da mesi delle organizzazioni non governative denunciano nei centri di accoglienza per emigranti e profughi una vera e propria "epidemia" di molestie e violenze sessuali inflitte dai maschi ospitati nelle strutture alle donne, adulte e adolescenti.

Fonte: Corrispondenza Romana, 07/01/2016

6 - TUTTI SONO CHARLIE: PER LA LIBERTA' DI STAMPA E DI PENSIERO... MA IN FRANCIA VOGLIONO VIETARE I MIEI LIBRI
''Sposati e sii sottomessa'' e ''Sposala e muori per lei'' sono consigli alle amiche sul matrimonio sulla differenza tra l'uomo e la donna... eppure in Francia c'è chi vuole vietarne la vendita
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano, 08/01/2016

Alla Francia si perdona tutto, se non altro in nome di Houellebecq, di Givenchy (ma la mente, Tisci, è italiano), di Santa Teresina e Giovanna e di moltissimo altro. Le si perdonano anche le testate sul petto (soprattutto se poi vinciamo). In più c'è da dire che non riesco a offendermi, ma anzi mi commuovo per questa cosa: attualmente ventiduemila Galli hanno firmato, in pochi giorni, una petizione per chiedere il ritiro dal mercato di due miei libri, Sposati e sii sottomessa e Sposala e muori per lei, appena usciti in Francia per i tipi di Le Centurion (sono consigli alle amiche sul matrimonio, sulla differenza tra noi e quell'essere di un'altra specie che ci troviamo nel letto, e sulla fatica di tenere insieme tutto). Una signora, come racconta il Figaro, ha deciso di chiedere al Segretario di Stato incaricata per i diritti delle donne, Pascale Boistard di vietarne la vendita. Lo considero un enorme biglietto di auguri di Natale, non ne ho mai ricevuto uno con così tante firme - puntano alle venticinquemila - al massimo forse ce n'erano una ventina sul regalo di compleanno dei compagni di classe. Che tante persone si interessino a me mi sembra davvero sproporzionato, emozionante che non si limitino a non comprare i miei libri - come fanno circa sei miliardi di persone nel mondo con la massima tranquillità - ma che si disturbino a firmare una petizione per impedire agli altri di farlo.

DUE PAROLE SULLA CENSURA
Ma prima di parlare della mia personalissima e irrilevante questione, due parole sulla censura. Non so come siano in merito le leggi nel paese che ha fatto della liberté il suo programma esistenziale, nel paese in cui c'è della gente che è morta per non smettere di pubblicare vignette offensive contro le divinità in cui crede un bel po' di popolazione mondiale, nel paese in cui tutti sono Charlie. So che esiste l'allucinante fattispecie del reato di opinione, perché so che della gente è stata arrestata - ripeto arrestata - per avere indossato una felpa raffigurante un maschio e una femmina con dei bambini nei pressi di una manifestazione dell'orgoglio omosessuale. Il passaggio dalla figura di una famiglia all'offesa contro persone con tendenze omosessuali mi sfugge, ma magari se ci penso molto lo capisco. So anche di gente che è stata arrestata, cioè privata della libertà personale, perché distribuiva scarpine da neonato fuori dalle cliniche abortiste: questo turbava la libera scelta delle madri che andavano a uccidere i loro figli (evidentemente la scelta non era tanto libera se era possibile turbarla con delle scarpine di lana). So che è stata ostacolata la trasmissione di uno spot sulle persone con sindrome di Down, uno spot sul quale ho consumato decine di fazzolettini perché fa vedere ragazzi che dicono "mamma, non avere paura, anche io potrò essere felice, lavorare, fare dei viaggi, avere amici". Ne è stata ridotta la diffusione per legge perché poteva turbare le madri che quei figli li avevano uccisi, anche se lo spot non toccava minimamente il tema aborto, né voleva in alcun modo essere un atto di accusa contro chi non ce l'aveva fatta a far nascere un bambino con la sindrome di Down. So, infine, che esiste il reato di omofobia, praticamente una contraddizione in termini, perché prevedrebbe che una psicopolizia controllasse se tu hai paura di qualcosa, e nel caso ti sbatterebbe dentro. In realtà l'omofobia è una parola inventata per dire una cosa che non esiste, e la legge è stata fatta in Francia prima della Taubira, la legge sul mariage pour tous, proprio per impedire che si potesse dire pubblicamente che i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre, e che i figli non si possono comprare, e che il gigantesco giro di affari dell'utero in affitto, stimato oggi nel mondo, a spanne, in 5 miliardi di dollari, è un crimine contro l'umanità. Lo denunciano anche le femministe francesi, seguite alla buon'ora dalle nostre di Se non ora quando? (magari qualche annetto fa, no? Miriam Mafai lo scriveva nel 1997).

LIBERTÀ DEI MIEI STIVALI
Non so come si dica libertà dei miei stivali in francese, ma mi pare evidente dunque che in Francia stiano messi molto peggio di noi sul fronte della libera opinione. In realtà c'è una sorta di isteria collettiva, un sacro furore, ma solo verso tutto ciò che rimandi al senso del limite, tutto quello che denunci, con il suo solo esistere, che "l'uscita dell'uomo dal suo stato di minorità" (ovviamente la definizione kantiana è scelta da Wikipedia come incipit alla voce sull'illuminismo, ed è per questo che se i miei figli fanno le ricerche copiando da lì, come quasi tutti gli scolari del globo, li minaccio di spaccar loro le falangi in modo che non possano più usare il mouse) è in realtà una gigantesca balla, perché l'uomo di limiti ne ha, e molti. A cominciare dal fatto che, per quanto ci si ingegni in laboratorio, sempre un maschio e una femmina servono per generare una persona, per proseguire col fatto che si nasce senza chiederlo, e quasi sempre si muore anche senza chiederlo, passando per molti altri limiti genetici, economici e culturali. La notizia che l'uomo non sia Dio disturba moltissimo, non solo i francesi a onor del vero, e con questi limiti dobbiamo fare i conti tutti.

IN SPAGNA
In Spagna comunque avevano fatto di meglio: il ministro della sanità e delle pari opportunità Ana Mato mi ha denunciata alla Procura generale, chiedendo anche lì il ritiro del libro perché inciterebbe alla violenza sulle donne. Ogni volta che sono un po' triste penso al giudice che, alla ricerca di reati, si è dovuto sorbire le storie dei vomiti e dei pannolini dei miei figli, le vicende matrimoniali delle mie amiche, e mi torna subito il buon umore. Ovviamente la denuncia è stata archiviata e chi ha letto il libro sa perché (non c'è manco una vaga ombra di invito a sopportare eventuali violenze, e, ogni volta che qualche donna si è confidata con me in merito, ho sempre detto, per quel poco che ne posso sapere, che la prima cosa da fare è abbandonare il tetto coniugale, per cercare di recuperare una relazione sana). Agli spagnoli però ho sempre dato l'attenuante del fatto che lì all'inizio era uscito solo il primo libro, quello sulla sottomissione femminile, non il secondo che invita gli uomini a morire per le spose. In Francia invece sono usciti insieme, e mi sembra che la sorte dei maschi (secondo San Paolo) non sia più rosea di quella delle femmine. Ma l'idea di morire è meno urticante per l'uomo moderno dell'idea di obbedire a qualcosa. Allora, esattamente, qual è il punto? Cosa mi rimproverano?
Secondo la petizione è nauseabonda e degradante l'affermazione che le donne siano "chiamate in modo particolare a custodire la vita". Queste orribili, offensive parole le ho prese non ricordo più se da Edith Stein o dalla Mulieris dignitatem, comunque da alcune tra le pagine più belle e gratificanti per noi donne che siano mai state scritte. Secondo i firmatari questa è una minaccia alla libera gestione del corpo femminile, alle libertà sessuali, "alle nostre identità plurali" (? Oddio, io spero di non essere plurale, faccio fatica già a sopportare una sola me stessa), un ritorno al patriarcato e una regressione intollerabile.

LA QUESTIONE IDENTITARIA FEMMINILE
I libri, come si è detto all'inizio, basta non comprarli, o non leggerli se ce li regala una vecchia zia che non conosce i nostri gusti. Ma io credo che qui ci sia di più. La questione identitaria femminile qui in Occidente (altrove la storia è diversa) è centrale perché, nonostante tutta la retorica del vittimismo femminile (che anche la francese Badinter ha smascherato) noi abbiamo un potere enorme sulle relazioni, e sugli uomini, e il livello spirituale e morale di un'epoca siamo noi a determinarlo. Innanzitutto abbiamo questo incredibile privilegio di portare la vita e darla alla luce (che ci sarà mai di offensivo?), e ci stiamo rinunciando (le francesi sono messe leggermente meglio di noi a tasso di natalità, comunque sui due figli a testa, cioè crescita zero. Noi invece siamo a tassi di estinzione, ultime al mondo con le giapponesi).
Ci sarebbe da scrivere pezzi lunghi come lenzuola sul perché ci stiamo rinunciando, su quanto ci abbia lasciate infelici e sole la liberazione sessuale, sulla balla che si possa avere tutto, che è quello che ci hanno detto le nostre madri, zie, nonne quando ci incitavano a studiare per prenderci il nostro posto nel mondo. Hanno omesso di dire che alla maggior parte di noi il lavoro di cura sarebbe piaciuto enormemente. Leggevo poco fa anche l'intervista a Giulia Bongiorno (chiusa in bagno, l'unico luogo nel quale mi sento moralmente autorizzata a leggere i femminili con la prole in casa, perché il tempo del lavaggio denti non mi può essere tecnicamente computato come perso), nella quale si rammaricava di avere fatto un solo figlio e di averlo fatto a 44 anni. Invitava le ragazze a fare figli prima dei trenta. È sempre così, le professioniste che quasi fuori tempo massimo incontrano la maternità se ne innamorano perdutamente. Lei dice "la considero una mia sconfitta" e io vorrei baciarla in fronte per questa onestà intellettuale (su molte altre conclusioni poi non concordo con lei).
Sull'amplissimo tema della conciliazione mi limito a dire che a difendere strenuamente i diritti alle quote rosa e ai cda sono sempre solo professioniste che fanno come me lavori gratificanti e tutto sommato ben retribuiti. Guarda caso non ci sono le mie amiche commesse, parrucchiere, segretarie, impiegate. Quelle che hanno venti giorni di ferie all'anno, e saltano recite e pediatre con enormi sensi di colpa, e aspettano per anni, sì, per anni, la possibilità di invitare un'amichetta della figlia a pranzo, e non osano certo fare più di uno o due figli perché già così vivono con un enorme continuo dispiacere. Loro starebbero volentieri a tirar su bambini, a prendere tè con le amiche, a farsi una corsa, un viaggio, a vedere che so una mostra o a leggere un libro con la luce del sole invece che alle tre di notte, solo che non possono perché ci hanno rubato uno stipendio e si sono presi due lavoratori - uomo e donna - al prezzo di uno.

LA FERITA FEMMINILE: LA FRAGILITÀ
Ma credo che dietro all'avversione a una certa idea di donna ci sia qualcosa di più profondo ancora. È l'idea stessa di essere umano in questione. Noi cattolici non crediamo al mito illuminista del buon selvaggio, ma pensiamo che nell'uomo stesso ci sia qualcosa che non va, una ferita, qualcosa da guarire, da aggiustare. La specifica ferita femminile sta nella sua grande fragilità: che tenerezza gli elenchi dei buoni propositi sui femminili "da oggi penso a me stessa", "imparo a dire di no", "mi compro una borsa". (Bisognerebbe in effetti rammentare che quelli sono giornali fatti per far vendere roba). E la tentazione femminile per eccellenza è quella di usare il suo enorme potere sul maschio in modo seduttivo, per manipolarlo e controllarlo, e quindi per averlo accanto a sé, per il suo bisogno di essere amata che nessuna quota rosa potrà mai cancellare. (Ne ho conosciute tante di donne affermate agli occhi del mondo, e mai nessuna di loro mi ha dato l'idea di essere priva di questa fragilità, del bisogno dello sguardo e del riconoscimento).
Le donne di oggi, che vivono la sessualità liberamente, che rifiutano o almeno rimandano la maternità, sono tendenzialmente infelici e dopo una certa età anche parecchio scombinate, perché quello che desidera ogni donna è una relazione gratificante, stabile ed esclusiva con un uomo, e dei figli, che soddisfino il suo bisogno di dare e che la guariscano dalle sue ferite. Siamo rimaste sole, con pochi figli e spesso nessun uomo perché abbiamo smesso di essere accoglienti, nutrite come siamo di film e libri e giornali che invitano a una falsa indipendenza (nessuno di noi è indipendente, ed è così bello ammettere di dipendere dall'amore degli altri, o per gli uomini dal riconoscimento del proprio saper fare). Se il fatto che si dica questa cosa, che si ricordi alle donne il loro bisogno, dà tanto fastidio, è perché è la verità. Sennò basterebbe non comprarli, i libri.

Nota di BastaBugie: per approfondimenti sul libro di Costanza Miriano "Sposati e sii sottomessa" e per vedere una intervista su Rai Uno, clicca qui sotto
http://www.amicideltimone-staggia.it/it/edizioni.php?id=2
Per approfondimenti sul libro "Sposala e muori per lei" e per vedere il video con l'intervista sul Tg3Web a Costanza Miriano , clicca qui sotto
http://www.amicideltimone-staggia.it/it/edizioni.php?id=56

Fonte: Blog di Costanza Miriano, 08/01/2016

7 - NOI CRISTIANI SIAMO CHIAMATI A PERDONARE, MA L'AMORE NON RESTA PASSIVO NEI CONFRONTI DEL MALE
L'arcivescovo di Mosul (cacciato nel 2014 come gli altri cristiani) spiega in questo articolo che l'amore per i nemici comandatoci da Gesù ci spinge a reagire in modo adeguato ai terroristi
Autore: Amel Nona - Fonte: Tempi, 07/01/2016

Nella nostra vita odierna, piena di violenze e attacchi terroristici e uccisioni di innocenti, alcuni princìpi fondamentali della nostra fede cristiana ci sfidano di dare una risposta adeguata. Quando siamo davanti a un attentato che ha come unico obiettivo uccidere gli altri solo perché sono diversi, come è possibile pensare di amare coloro che realizzano un simile gesto?
Il dilemma che il mondo cristiano affronta oggi ci costringe a ricordarci dei primi cristiani, quando erano piccoli gruppi perseguitati dalle autorità dell'epoca. Che male avevano fatto per essere oggetto di persecuzione? Erano una minoranza che non faceva male a nessuno, ma il potere li perseguitava e li uccideva. Allora come si può amare chi vuole ucciderci solo perché abbiamo un'altra fede?
La bellezza della fede cristiana risiede nell'essere una fede di cuore e non di leggi, un credo che non ha una lista di obiettivi da realizzare nel mondo, ma solo una parola del Maestro divino: «Amatevi gli uni gli altri», tutto il resto gira intorno a questo. Significa che il cristiano non è obbligato a seguire leggi prefissate e fatte per una civiltà precisa o in un tempo diverso di quello in cui vive, ma ha solamente una parola: ama l'altro. Come sia possibile amarlo, la maniera in cui si ama l'altro, dipende tutto da quel cristiano. Perciò la nostra fede ci chiede di essere nel nostro cuore pieni di amore, ma realizzare questo amore concretamente è un nostro compito. L'importante è che ci sia l'amore verso l'altro anche se l'altro è un uomo cattivo.

SFIDA DUPLICE
Davanti un gruppo come l'Isis, uomini pieni di odio verso di noi e di voglia di eliminarci, la nostra sfida è duplice. Da una parte, la loro cattiveria cosa cambia nel nostro cuore? Questo male ha la possibilità di cambiare la pienezza dell'amore di cui la nostra fede riempie il nostro animo? Bisogna stare attenti a non svuotare l'amore che è nel nostro cuore per reazione alle violenze dei terroristi. È proprio quello che vogliono: che diventiamo come loro, senza amore, così possono giustificare meglio l'odio che provano verso di noi. La nostra fede odia il male, ma non chi fa il male.
Dall'altra parte, però, l'amore che abbiamo ci spinge a reagire in modo adeguato al male che compiono i terroristi. Bisogna fare qualcosa contro questo male e non rimanere passivi nei suoi confronti. Abbiamo la necessità di trovare un modo per fermare questo male e sradicare questo pensiero dalle nostre società e in generale dal mondo intero. E questo modo può comprendere qualunque atto necessario, anche aggressivo se c'è bisogno.

UNA FEDE DI AZIONE
Non è contro la nostra fede, è la fede stessa che lo richiede. Quando il Signore ci insegna ad amare, ci fa capire che amare l'altro non è solo una cosa personale che debba rimanere dentro di te, ma una forza che ti spinge a rendere anche l'altro pieno di amore. Davanti un gruppo dei terroristi islamici bisogna reagire con forza e coraggio, opponendo una risposta forte alla minaccia. Bisogna far capire loro che il male che praticano verrà sconfitto dalla nostra resistenza, dal nostro coraggio e dalla nostra reazione. Perché noi amiamo tutti gli uomini, e per questo noi combattiamo con le nostre regole e con i mezzi adeguati al male. Occorre cambiare le regole che concedono spazio chi vuole compiere azioni cattive. Il male sarà sconfitto se rimarremo forti e capaci di cambiare tutto quel che serve per combatterlo e sconfiggerlo. Non bisogna aver paura del cambiamento e non dobbiamo essere deboli di fronte ai terroristi. Non permettiamo loro di cambiare la nostra cultura d'amore, quando facciamo ciò che è necessario per far capire loro cos'è l'amore cristiano, e se non vogliono capire dobbiamo metterli in condizione di non riuscire più a fare il male.
La fede cristiana è una fede di azione e non di attesa, una fede che va verso l'altro per cambiarlo e non attende che l'altro faccia quel che vuole contro di noi. Noi amiamo e non odiamo, ma il nostra amore ci fa reagire con forza all'odio, per sconfiggerlo.

Fonte: Tempi, 07/01/2016

8 - SENTINELLE IN PIEDI DI NUOVO IN PIAZZA (VIENI ANCHE TU!)
Contro il DDL Cirinnà, oltre che scendere nelle piazze, è necessaria la preghiera, ad esempio ''Un'ora di guardia''
Fonte Sito delle Sentinelle in piedi, 08/01/2016

Il prossimo 26 gennaio comincerà l'iter al Senato del testo sulle cosiddette "unioni civili", ancora una volta diciamo cosiddette perché il ddl Cirinnà di civile non ha nulla dal momento che è strutturato per delegittimare e disintegrare la cellula fondamentale della nostra società, ovvero la famiglia.

DISINTEGRAZIONE DEL MATRIMONIO
Questo testo viene presentato come uno strumento necessario a garantire dei diritti ad una supposta categoria di persone discriminate per il loro orientamento sessuale. Basta il buon senso per capire che non è così. Il matrimonio in Italia è consentito a tutti, non è precluso a nessuno (purché maggiorenni e non già sposati chiaramente), ed è fondato sull'unione stabile e fedele tra un uomo e una donna. Istituire un'unione tra due uomini o due donne ed equipararla al matrimonio non significa dunque estendere un diritto a chi non ce l'ha, significa invece ridefinire il matrimonio che, a questo punto, non sarebbe più fondato sulla complementarietà sessuale e la potenzialità generativa bensì su una "preferenza" sessuale o, come va di moda dire ultimamente, "sull'amore" inteso unicamente come sentimento ed emozione. Ma il matrimonio non ha nulla a che fare con il sentimento, la parola "amore" non si trova negli articoli del Codice Civile poiché la disciplina del matrimonio parla di diritti e di doveri fra marito e moglie e nei confronti dei figli, parla di obbligo reciproco alla fedeltà, di assistenza morale e materiale, di fissare l'indirizzo della vita famigliare. La nostra Costituzione ri-conosce la famiglia (ovvero prende atto che esiste da prima della Carta) come cellula primaria della società poiché la stessa è l'unica che può educare, in un nucleo stabile, cittadini capaci di contribuire al bene comune e di accogliere la diversità, all'interno di un'unione fondata sulla differenza sessuale. Il sentimento non ha nulla a che fare con la disciplina giuridica del matrimonio, da millenni fondato sulla complementarietà uomo donna: l'unica capace in potenza di generare.

MERCIFICAZIONE DEI BAMBINI
Come abbiamo ripetuto fino allo sfinimento, l'istituto della stepchild adoption, contenuto nel DDL, apre la strada alla pratica abominevole dell'utero in affitto, per cui due persone adulte che decidono di volere un figlio, unicamente in funzione di questo desiderio, avrebbero il diritto di fabbricare lo stesso con ovuli, utero e seme esterni, sfruttando il corpo di altre donne (che avvenga a pagamento o meno, resta inaccettabile) all'estero, di tornare in Italia e di vedersi riconosciuto quel bambino come figlio, quando figlio non è, ma un minore trattato come un oggetto di diritto. Inoltre la mancanza della bipolarità sessuale, del padre o della madre, creerebbe ostacoli allo sviluppo normale dei bambini. Ma è chiaro che non basterebbe eliminare dal DDL la stepchild adoption, perché qualora il nostro paese varasse una legge sulle cosiddette "unioni civili", anche senza adozione, l'Europa ce la imporrebbe (vedi la sentenza contro l'Austria) o lo farebbe la magistratura a colpi di sentenze. Inoltre, anche senza figli, queste unioni indebolirebbero l'istituto matrimoniale, svilendone il significato, facendo passare l'idea che il compito procreativo ed educativo sono solo delle opzioni. Il matrimonio non servirebbe più a garantire l'ordine delle generazioni e ciò sarebbe dannoso per la stabilità della società.

BISOGNA SCENDERE IN PIAZZA
Se il ddl Cirinnà, come abbiamo detto, disintegra la società partendo dalla famiglia, la società intera è chiamata a dire no ed è chiamata a farlo nello spazio pubblico poiché questa legge riguarda chiunque sia figlio, fratello, padre, madre, amico. La famiglia non è una delle tante opzioni possibili per costruire la società, il matrimonio non è "una modalità di vivere l'amore", il figlio non è mai un oggetto, l'amore non è una pulsione sessuale e la tendenza sessuale non definisce le persone. Ripetiamo, il matrimonio è una reciproca donazione, esclusiva, di un uomo e una donna che si compiono nell'apertura alla generazione ed educazione di nuove vite.
Da Nord a Sud il popolo è pronto per mobilitarsi a difesa dell'uomo poiché, pur non avendo mezzi di comunicazione a disposizione, ci restano il nostro corpo, la nostra faccia, quello che siamo, la nostra storia e il nostro amore per l'uomo e per il Bene Comune. Nessuna mediazione è possibile e partendo da questa certezza siamo pronti ad una grande manifestazione a Roma, ma nell'attesa non restiamo a guardare: da Nord a Sud vegliamo nelle piazze italiane, lì dove viviamo, abitiamo, dove siamo chiamati a svegliare le coscienze. Prima dell'inizio della discussione al Senato, e in particolare il 23 e 24 gennaio, invaderemo le piazze delle nostre città.
VERBANIA SABATO 23 GENNAIO PIAZZA RANZONI ORE 16
TRIESTE SABATO 23 GENNAIO PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 17
BRESCIA SABATO 23 GENNAIO PIAZZA VITTORIA ORE 16.30
CESENA SABATO 23 GENNAIO PIAZZA DEL POPOLO ORE 16.30
CATANIA SABATO 23 GENNAIO PIAZZA UNIVERSITA' ORE 18
BERGAMO SABATO 23 GENNAIO SENTIERONE ORE 16
SIENA SABATO 23 GENNAIO PIAZZA DEL CAMPO ORE 17
VITERBO SABATO 23 GENNAIO PIAZZA DEL PLEBISCITO ORE 18.30
BIELLA DOMENICA 24 GENNAIO VIA ITALIA (ANGOLO BATTISTERO) ORE 16
MODENA DOMENICA 24 GENNAIO PIAZZA MAZZINI ORE 16.30
SALO' (BS) DOMENICA 24 GENNAIO PIAZZA SERENISSIMA ORE 15.30
MILANO (DATA E PIAZZA DA CONFERMARE)
...e tante altre piazze da confermare. Aggiornamenti sul sito www.sentinelleinpiedi.it
Vegliamo perché sia tutelata la nostra società, la famiglia, il matrimonio, l'essenza dell'uomo, vegliamo per la ragione, vegliamo in piazza perché ci sta a cuore la felicità piena di ciascuno.

Nota di BastaBugie: oltre alle veglie delle Sentinelle in Piedi, è interessante anche l'iniziativa UN'ORA DI PREGHIERA PER FERMARE IL DDL CIRINNÀ.
Ecco il comunicato che si trova nel sito www.unoradiguardia.it
Il Disegno di legge sulle cosiddette unioni civili arriverà in Aula al Senato il 26 gennaio, dopo mesi di braccio di ferro all'interno della Commissione Giustizia, dopo il rinvio ottenuto grazie alla resistenza di piazza, culturale e politica portata avanti negli ultimi mesi da tanti singoli e associazioni, ma come cattolici possiamo e dobbiamo fare di più.
Sappiamo che questa non è una semplice lotta politica, è una battaglia escatologica delle forze del Bene contro quelle del Male "La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti" ecco perché occorre che ci prepariamo per combattere insieme e combattere in ginocchio.
Ci sia da esempio quanto accaduto da poco nella vicina Slovenia, che con il referendum abrogativo di domenica 20 dicembre 2015 ha cancellato la legge approvata solo lo scorso marzo che regolava l'istituto della famiglia nel Paese e che ammetteva appunto matrimoni e adozioni di coppie dello stesso sesso. Una vittoria ottenuta certamente con un lavoro culturale di informazione capillare, con la resistenza di piazza, ma anche – come hanno raccontato gli sloveni in diverse interviste - con la preghiera strutturata, organizzata e costante.
Possiamo lasciare inutilizzata questa potentissima arma?
No. Ecco perché dal 5 al 26 gennaio e per i tre giorni della discussione del testo (ovvero fino al 30 gennaio) siamo chiamati in modo speciale a pregare per questa intenzione. Come?
Scegliendo la nostra Ora di Guardia e impegnandoci a pregare per 60 minuti, da soli o in compagnia, in Chiesa o in qualsiasi altro luogo, iniziando con l'invocazione che trovate sul nostro sito per fermare il ddl sulle cosiddette unioni civili.
In compagnia di Maria, di San Giuseppe e dei Santi, grazie all'intercessione dei quali ogni cosa ci può essere accordata da Dio se è secondo la Sua Volontà e per il Bene del suo popolo.
Scegliamo la nostra Ora dunque, e invitiamo a pregare anche i nostri amici e conoscenti, altrimenti ogni sforzo umano non porterà frutto. Dice infatti il Salmo 26 "invano si affannano i costruttori se il Signore non custodisce la città".
Se preghiamo con fede, con perseveranza e chiediamo nel nome di Gesù, ogni cosa ci verrà concessa: "In verità vi dico: se due di voi, sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro ". (Mt. XVIII, 19)
A noi la battaglia, a Dio la vittoria!

Fonte: Sito delle Sentinelle in piedi, 08/01/2016

9 - OMELIA II DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Gv 2, 1-11)
Qualsiasi cosa vi dica, fatela
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 17 gennaio 2016)

Il profeta Isaia, nella prima lettura, ci parla dell'amore di Dio per il suo popolo e paragona quest'amore a quello di uno sposo per la sua sposa: «Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo Creatore; come si rallegra lo sposo per la sua sposa, così il tuo Dio si rallegrerà in te» (Is 62,5). L'amore di Dio per noi sue creature è davvero infinito, va al di là di qualsiasi immaginazione. La beata Giuliana di Norvich una volta fu presa dal desiderio vivissimo di conoscere quanto Gesù avesse amato gli uomini. Tanto insistette nella supplica, che Gesù volle esaudirla. La Beata dovette interrompere subito quella contemplazione perché vide che stava letteralmente per impazzire alla vista dell'amore di Gesù; e per tutta la vita ella accusò se stessa di aver commesso una vera pazzia a chiedere di conoscere l'immensità dell'amore di Gesù. Dio ha tanto amato le sue creature da farsi Lui stesso uomo e morire in Croce per loro. Gesù stesso disse una volta a santa Margherita Maria Alacoque che non riusciva più a contenere le fiamme della sua ardente carità.
Il Vangelo ci presenta l'episodio delle Nozze di Cana. Gesù e Maria sono invitati anche loro, probabilmente gli sposi erano loro parenti. E qui Gesù compie il suo primo miracolo, per intercessione della Madre sua. Il miracolo potrebbe sembrare come qualcosa di materiale: erano rimasti senza vino e Gesù viene incontro al loro imbarazzo. Ma c'è ben di più in questo miracolo. Con il cambiamento dell'acqua in vino Gesù ha voluto simboleggiare il passaggio dall'Antica alla Nuova Alleanza. La salvezza promessa nell'Antico Testamento ora si realizza con Gesù. Non era ancora giunta la sua ora, l'ora della Croce, della Redenzione, ma Egli vuole dare ugualmente un segno di questa salvezza ormai imminente.
La risposta di Gesù alla Madonna potrebbe sembrare quasi di disprezzo. In realtà era solo una prova. Ella era certa della Bontà e Misericordia del suo Figlio e disse ai servi: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (Gv 2,5). Come Lei, anche noi tante volte siamo provati nella fede e non vediamo il frutto sperato delle nostre preghiere, e tutto ci sembra inutile. Non scoraggiamoci, continuiamo a pregare. La preghiera non è mai inutile e solo in Paradiso scopriremo quante grazie abbiamo ottenuto senza che noi ce ne rendessimo conto.
La Madonna ha interceduto per ottenere il primo miracolo ed è sempre Lei, con la sua intercessione, ad ottenere ogni grazia da Gesù. Per cui Dante Alighieri diceva: chi vuol grazia e a Maria non ricorre e come chi vuol volar senz'ali. Ed è soprattutto con il Rosario che si ottengono una moltitudine di grazie.
Nella vita di san Giovanni Maria Vianney si racconta un episodio molto bello sulla potenza del Rosario. Una volta il Santo fu inviato a predicare in un paese. Per prima cosa egli chiese al parroco se tra i fedeli ci fosse qualcuno disposto a pregare intensamente. Il parroco gli indicò una povera mendicante, buona solo a dire Rosari. Il Santo avvicinò subito la poveretta e la pregò di voler recitare continuamente Rosari per tutto il tempo delle prediche. La mendicante ubbidì e le predicazioni andarono benissimo. Le conversioni si moltiplicavano e il Santo attestava con gran giubilo: «Non è opera mia, ma della Madonna invocata dalla mendicante con i Rosari».
L'episodio delle Nozze di Cana deve farci riflettere su un'altra cosa: ogni matrimonio deve essere benedetto dalla presenza di Gesù e di Maria. Il Signore benedice le famiglie dove si prega, dove si compiono bene i propri doveri civili e religiosi, dove si è fedeli agli impegni presi nel giorno del matrimonio, impegni che riguardano la fedeltà, l'indissolubilità e l'apertura al dono della vita. Purtroppo questi valori spesso vengono dimenticati e la famiglia, che giustamente è stata definita la cellula della società, è in crisi. Di conseguenza anche la società ne risente negativamente oggi più che mai. Si pone allora il dovere di pregare per le famiglie affinché ritrovino, nella fedeltà al Signore, la loro salvezza e felicità.
Termino questa omelia con la straordinaria testimonianza di una giovane mamma, di nome Maria Cristina, la quale nel 1995 preferì morire piuttosto che sopprimere la vita del bimbo che portava in grembo. A 18 anni venne operata di tumore e il male, purtroppo riapparve durante la sua ultima gravidanza. Aspettava il terzo figlio. Il dottore le consigliò di abortire, ma lei si oppose e preferì portare a termine la gravidanza. Diede alla luce un bel bambino che chiamò Riccardo. Lei intanto stava sempre peggio e si avvicinava alla morte. Prima di morire scrisse una lettera per il piccolo Riccardo, così che una volta cresciuto la potesse leggere. Tra le altre cose c'erano queste bellissime parole: «Riccardo, sei un dono per noi. Quando ti muovesti per la prima volta sembrava che tu mi dicessi: grazie, mamma, che mi vuoi bene! E come non potremmo non volertene? Tu sei prezioso e quando ti guardo e ti vedo così bello... penso che non c'è sofferenza al mondo che non valga la pena per un figlio. Il Signore ha voluto ricolmarci di gioia: abbiamo tre bambini stupendi. Non posso che ringraziare Dio perché ha voluto farci questo dono grande. Solo Lui sa come ne vorremmo altri...».

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 17 gennaio 2016)

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