BastaBugie n°462 del 13 luglio 2016

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1 L'ALLENATORE DEL PORTOGALLO CAMPIONE D'EUROPA E' CATTOLICO
Esempio di fede vera, Fernando Santos ha dichiarato: ''Il luogo dove amo stare è di fronte al tabernacolo, perché Gesù è lì''
Autore: Andrea Zambrano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 LA SINDACA DI TORINO SCEGLIE IL PRESIDENTE DELL'ARCIGAY COME ASSESSORE PER LA FAMIGLIA
Chiara Appendino cambia anche la vocale finale: assessorato per le famigliE (in modo da essere più inclusiva e gay-friendly), ma anche Virginia Raggi a Roma non è da meno, infatti...
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender
3 LE VIOLENZE DI CAPODANNO IN GERMANIA ERANO MOLTE DI PIU' DI QUELLE EMERSE IN UN PRIMO MOMENTO
Da un documento riservato della polizia sui fatti di Colonia si scopre che in realtà erano 1.200 le donne molestate da oltre 2.000 musulmani ed inoltre è ormai chiaro il legame tra l'immigrazione e l'aumento vertiginoso delle violenze
Fonte: Tempi
4 SMASCHERATA LA TRUFFA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
Video sottotitolato in Italiano con il documentario di Channel 4 che smonta la teoria del Global Warming causato dall'uomo
Autore: Marco Respinti - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
5 SE SEI GAY DEVI RIMANERE TALE, ALTRO CHE ''LUCA ERA GAY E ADESSO STA CON LEI''
Presentata al Senato una legge contro le terapie riparative: la dittatura gay pretende leggi sempre più oppressive
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender
6 L'INSOSTENIBILE TESI DEL CARDINALE SCHONBORN
L'arcivescovo di Vienna afferma che la Amoris Laetitia non contiene mutamenti della dottrina... ma non è vero (basta confrontarla con la Veritatis Splendor di san Giovanni Paolo II)
Autore: Stefano Fontana - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 OMELIA XVI DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 10,38-42)
Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - L'ALLENATORE DEL PORTOGALLO CAMPIONE D'EUROPA E' CATTOLICO
Esempio di fede vera, Fernando Santos ha dichiarato: ''Il luogo dove amo stare è di fronte al tabernacolo, perché Gesù è lì''
Autore: Andrea Zambrano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12/07/2016

La sua esultanza era pacata e sobria ed è passata in secondo piano perché al suo fianco aveva come inaspettato secondo allenatore un Cristiano Ronaldo azzoppato in panchina dopo l'infortunio nella finale dell'Europeo di San Denis. Che di fatto gli ha rubato la scena nell'incitare gli 11 in campo contro la Francia. Mattatore l'uno, gregario il secondo, la vittoria del Portogallo agli Europei ci ha consegnato la strana coppia alla guida della nazionale lusitana. E se CR7 ha potuto coronare il suo sogno di alzare al cielo il suo primo trofeo continentale di nazionale, che al suo rivale di sempre Leo Messi non è stato concesso, anche il tecnico della nazionale portoghese Fernando Santos può a ben diritto dire di aver coronato un sogno.

NIENTE BIZZE O ECCESSI
Solo che a differenza di Ronaldo, la sua storia non è fatta delle bizze o degli eccessi tipici di ogni numero uno che si rispetti. Fernando Santos, il selezionatore della nazionale rosso verde che ha conquistato il suo primo trofeo continentale non è un personaggio da rotocalchi: sposato regolarmente, non ha al suo fianco wags in favor di telecamera, ma una moglie, Guilhermina, con la quale è sposato senza doverlo dire a Twitter, e due figlie, una delle quali è stata la concausa della sua conversione.
Perché Fernando Santos è cattolico. E che cattolico. Tanto da raccontarlo in un mondo, quello del calcio, dove la vanità e l'effimero hanno purtroppo sempre il sopravvento sulle storie di fede e di vita, che come in ogni ambiente, ci sono. La vittoria del Portogallo agli Europei, ha messo in luce una di queste storie, di fede e testimonianza in partibus infidelium. E forse non è un caso che questo sia il modo migliore e più immediato per prepararci al centenario delle apparizioni di Fatima, dato che il detentore del titolo continentale per i prossimi 4 anni sarà proprio la nazione dove, promessa della Madonna, la fede "verrà sempre preservata".

LA FEDE CONQUISTATA
La fede Fernando Santos se l'è dovuta conquistare forse più della finale di San Denis, dato che tra sconfitte, pareggi e vittorie, poche, e un solo colpo di tacco di Cr7, il Portogallo s'è trovato la coppa in mano senza sapere neanche perché. E forse anche questo è un segno di benevolenza della Madonna, ma andremmo fuori dal seminato.
Nel primo lunedì da commissario tecnico Campione d'Europa, Fernando Santos ha pregato con le letture del giorno. È la sua abitudine dal 1994, da quando la sua vita religiosa subì una svolta, dopo anni di lontananza dalla fede praticata. E leggendo ha visto con stupore che nella solennità di Benedetto Patrono d'Europa, quella coppa appena conquistata rimandava a un senso da dare ad un continente svuotato di valori e di fede. Poi ha letto il Vangelo di Pietro e gli altri che hanno lasciato tutto per seguire Gesù e hanno ottenuto il centuplo quaggiù. Il centuplo di Fernando Santos, l'ingegnere del pallone, doveva sicuramente avere a che fare con la straordinaria gloria conquistata quaggiù con il destro imprendibile di Eder, ma poi avrà alzato lo sguardo al cielo e pregato.
Come ha confidato nel novembre scorso in una conversazione televisiva con la giornalista portoghese María Joao Avillez nel corso della quale ha messo a nudo la sua fede. Anzi, la sua vita di fede. "Il calcio non significa nulla se lo confrontiamo con il dono della paternità o con l'amicizia", aveva detto. E oggi, sempre a proposito di centuplo, Fernando Santos è padre del popolo che domenica sera a Lisbona è esploso a festa per tutta la notte.

LA CONVERSIONE
Eppure all'inizio non era così. Nato in una famiglia cattolica, la sua vita religiosa non è mai stata particolarmente intensa: prima Comunione, catechismo, Cresima. Poi la carriera di calciatore e di allenatore tra Grecia e Portogallo. Nel frattempo la famiglia, una moglie, due figlie, che hanno ricevuto i sacramenti come tutti. Fino a quando nel 1994 sua figlia maggiore, che oggi è giudice, dovette prepararsi per ricevere il sacramento della Confermazione. Il cammino sacramentale della figlia fa scattare in Fernando Santos una molla. "Vedevo la gente che andava a fare la comunione - ha raccontato - ma io non andavo". Dopo poco tempo Fernando approdò ai piedi di un confessionale.
Ma quell'anno fu faticoso per la sua carriera di allenatore. Rimase senza squadra e senza lavoro. Nel momento più nero si fece prossimo un amico che gli propone un corso di Cristianità del movimento cattolico internazionale dei Cursillos. Da quel giorno la sua vita cambiò. La fede, la speranza e la carità diventano luoghi di scoperta, di interesse, di pienezza: "Fu soprattutto la necessità di mettere la mia testa in ordine. Così ho compreso che potevo alimentare la mia fede con l'Eucarestia, così cominciai a frequentare la messa quotidiana e a comunicarmi con regolarità".

ESSERE CATTOLICO È UN'ESIGENZA MOLTO FORTE
Oggi Fernando Santos, mentre dà istruzioni a Cristiano Ronaldo sulla posizione da tenere in campo, è anche un uomo in grado di dire: "Essere cattolico è un'esigenza molto forte perché consiste nel credere che Cristo è resuscitato ed è vivo. Non possiamo smettere di testimoniarlo, in nessuna professione che facciamo".
Ma lasciato il campo da calcio Fernando torna ad abbeverarsi lì, nel tabernacolo, come riferisce il portale Religion en libertad. "Il luogo dove trovo più gioia nel parlare con Dio è il tabernacolo, perché Lui sta lì".
Nel corso della conferenza stampa post partita, Ferando Santos ha ringraziato "Dio Padre per questo momento e per tutto quello che ha operato nella mia vita". Parole che hanno lasciato di stucco i cronisti sportivi abituati a non scendere mai sotto un certo livello di spiritualità, soprattutto nel commentare una partita. Poi ha ammesso di voler parlare con il "mio miglior amico e sua Madre, dedicare loro questa vittoria e ringraziarli per avermi concesso il dono della sapienza, della perseveranza e dell'umiltà per guidare questi ragazzi, per avermi illuminato e guidato. Perché tutto quello che mi aspetto e desidero è a maggio sua Gloria".
A Ronaldo forse andrà il pallone d'oro, a Fernando Santos non serve, perché il suo trofeo dorato l'ha già in bacheca.

Nota di BastaBugie: per leggere le interessanti e profonde riflessioni del Cardinal Ratzinger scritte nel 1985 sul gioco del calcio, clicca sul link qui sotto:
IL LEGAME TRA DISCIPLINA E LIBERTA' NEL GIOCO DEL CALCIO
Riflessioni del Cardinal Ratzinger sui mondiali di calcio
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=87

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12/07/2016

2 - LA SINDACA DI TORINO SCEGLIE IL PRESIDENTE DELL'ARCIGAY COME ASSESSORE PER LA FAMIGLIA
Chiara Appendino cambia anche la vocale finale: assessorato per le famigliE (in modo da essere più inclusiva e gay-friendly), ma anche Virginia Raggi a Roma non è da meno, infatti...
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender, 06/07/2016

La città di Torino introduce l'Assessorato alle Famiglie e mostra emblematicamente gli effetti reali sulla nostra società della recente legge nazionale sulle unioni civili. Come riporta "La Repubblica" infatti tutti gli atti della città del neosindaco grillino Chiara Appendino, dall'ultimo modulo per l'iscrizione all'asilo nido alle delibere più importanti del consiglio comunale declineranno le "famiglie" al plurale. E per dare l'esempio il primo atto della nuova giunta comunale è stato quello di correggere la dicitura dell'Assessorato alla Famiglia, cambiandolo con il più inclusivo e tollerante "Famiglie". A capo del nuovo assessorato arcobaleno è stato messo Marco Alessandro Giusta, fino all'altro ieri niente di meno che presidente dell'Arcigay di Torino.

L'INTERVISTA
Riprendiamo di seguito l'intervista apparsa sull'edizione di Torino di Repubblica.it al neoassessore Marco Giusta:
Assessore, che significato ha questo cambio di declinazione?
"È un cambio di approccio, che segna il passaggio dal concetto di famiglia a quello plurale di famiglie. Non è solo una questione nominalistica, ma un atto politico che consiste nel dare un nome alle cose, a quelle realtà che già esistono e che non trovano un riconoscimento nemmeno nel linguaggio".
E lo declinerete in tutti gli atti dell'amministrazione?
"Sì, in tutti. Come questo, poi, si tradurrà nella pratica è da valutare, e lo valuteremo insieme, ma questo è l'indirizzo politico che vogliamo imprimere".
Questo vorrà dire che introdurrete, come già avviene in altre città, ad esempio a Bologna, le dicitura "genitore 1" e "genitore 2" sui moduli scolastici o sugli altri documenti che riguardano le famiglie con figli?
"È un'ipotesi che si potrebbe valutare, ma su cui non è stato deciso ancora nulla. Non c'è nessuna volontà di fare stravolgimenti. Semplicemente intendiamo assumere un approccio che porti progressivamente a dare un nome alle cose"
Nel programma di Appendino è prevista la modifica dello statuto della città, per introdurre il riconoscimento formale del concetto di "famiglia omogenitoriale". Non teme la levata di scudi del popolo del "Family day"?
"È previsto nel programma, e lo proporremo insieme. Del resto non c'è nulla di naturale nella famiglia, come ricorda nel suo ultimo libro la sociologa Chiara Saraceno. L'importante è compiere un mutamento di approccio, cominciando a considerare anche nel linguaggio pubblico migliaia di persone che finora non sono state rappresentate".

CONCLUSIONE
La nomina delle presidente dell'Arcigay di Torino a capo dell'Assessorato alle Famiglie da parte della neo sindaca di Torino Chiara Appendino svela, per chi avesse ancora dei dubbi, quella che è e sarà la linea grillina in tema di politiche LGBT. Un pragmatico indirizzo politico volto a "normalizzare" l'omosessualità e la fluidità sessuale secondo gli umori e lo spirito ideologico del tempo.

Nota di BastaBugie: Rodolfo de Mattei nell'articolo sottostante dal titolo "L'ex rugbista Andrea Lo Cicero vittima del gender diktat?" parla della clamorosa marcia indietro fatta dalla sindaca Raggi a Roma per accontentare anche lei la dittatura gay.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su L'Osservatorio Gender il 9 luglio 2016:
Niente "Assessorato ai Giovani e allo Sport" per il campione italiano di rugby Andrea Lo Cicero nella giunta capitolina della neo sindaca grillina Virginia Raggi. Il nome del ex pilone della nazionale nel team della Raggi era stato annunciato in campagna elettorale e dato per scontato, prima che, come riportato qui [sotto] dall'Osservatorio, il sempre attentissimo movimento LGBT andasse a ripescare alcune sue vecchie dichiarazioni "politicamente scorrette", marchiandolo come personaggio omofobo e dunque "non idoneo" a ricoprire tale ruolo.
Eppure fino all'ultimo Lo Cicero ci aveva sperato, tanto da dichiarare ai giornalisti asseppiati al Campidoglio di essere "emozionato come un bambino" in attesa di presentarsi al cospetto della neo sindaca di Roma.
Purtroppo invece è arrivata un'amara e inaspettata delusione. Con la convocazione in Campidoglio la Raggi ha infatti semplicemente voluto comunicargli di persona la sua "bocciatura" da Assessore allo Sport, attribuendo tale delega al vicesindaco Daniele Frongia. Nonostante tutto, l'ex rugbista della nazionale, conosciuto come il "Barone" per le sue discendenze nobiliari, è stato un campione di signorilità, preferendo non commentare nulla e facendo un gran in bocca al lupo alla nuova Giunta.
Noi ci limitiamo a sottolineare come il "gender diktat" continui imperturbabile a mietere le sue vittime, facendo piazza pulita di tutti coloro che si discostano, anche inconsapevolmente, dal pensiero unico dominante.


IL CAMPIONE DI RUGBY LO CICERO ACCUSATO DI OMOFOBIA (Osservatorio Gender, 19 giugno 2016)
In attesa dei risultati del ballottaggio Giachetti-Raggi per la poltrona di sindaco di Roma, l'annuncio del candidato sindaco cinque stelle Virginia Raggi di voler assegnare il ruolo di assessore allo sport e ai giovani adAndrea Lo Cicero, ex pilone della nazionale italiana di rugby, ha scatenato una veemente sollevazione dell'attivismo LGBT che ha immediatamente "bollato" Lo Cicero come "inadatto" a ricoprire tale carica in quanto "omofobo".
La comunità LGBT ha la memoria lunga ed è subito andata a scovare una dichiarazione rilasciata da Lo Cicero tempo addietro, nella quale il campione di rugby sottolineava in maniera goliardica la sua scelta di scendere in campo senza bisogno di alcuna protezione, oltre al paradenti, da vero "uomo duro": "Io uso solo il paradenti, non ho altre protezioni, le trovo stupide. Non sarebbe rugby. Devi essere te stesso, senza alcun aiuto. Ci sono molti giocatori, specie quelli più giovani di me, che usano le protezioni per le spalle. Roba da frocetti"
Affermazione che gli è valsa l'accusa di omofobia con tanto di scomunica pubblica.
Paola Concia (Pd) ha subito twittato la propria "indignazione" scrivendo: "'Roba da fro...' così scrive Lo Cicero candidato assessore con Raggi. 'Fro...' romani sveglia!!!". Subito seguita da Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria, che lapidario ha commentato: "Raggi annuncia assessore omofobo".
Andrea Lo Cicero è dunque la nuova vittima del "gender diktat", reo di "omofobia" per una semplice battuta estemporanea, tra l'altro tipica del mondo ovale. La "tollerante" comunità LGBT ha emesso, per bocca dei suoi leader, un'inappellabile sentenza di condanna, e se la Raggi dovesse vincere, c'è da scommetterci che il "Barone", prima di assumere l'incarico, sarà costretto, secondo copione, ad un mea culpa pubblico. Ci auguriamo che l'ex pilone azzurro rimandi al mittente tali accuse, confermando il suo pensiero e dando così una bella lezione all'intollerante lobby LGBT.

Fonte: Osservatorio Gender, 06/07/2016

3 - LE VIOLENZE DI CAPODANNO IN GERMANIA ERANO MOLTE DI PIU' DI QUELLE EMERSE IN UN PRIMO MOMENTO
Da un documento riservato della polizia sui fatti di Colonia si scopre che in realtà erano 1.200 le donne molestate da oltre 2.000 musulmani ed inoltre è ormai chiaro il legame tra l'immigrazione e l'aumento vertiginoso delle violenze
Fonte Tempi, 11/07/2016

Sia le donne assaltate in Germania durante il Capodanno, a Colonia e non solo, sia gli assaltatori sono molti di più di quanto si pensasse. Le prime sarebbero infatti oltre 1.200 e i secondi almeno 2.000. I numeri sono stati diffusi da Sueddeutsche Zeitung attraverso la pubblicazione di un documento riservato della polizia.
Più di 600 donne sono state assaltate a Colonia la notte di San Silvestro e almeno 400 ad Amburgo. I fatti dunque sono più gravi di quelli inizialmente presentati dalla stampa, che aveva costretto la polizia a diffondere la notizia, dopo che essa aveva cercato di insabbiare tutto. La maggior parte degli assalitori provengono dal Nord Africa e risiedono in Germania da meno di due anni.

2.000 ASSALITORI, DI CUI 120 IDENTIFICATI, DI CUI QUALCHE DECINA CONDANNATI (A UN ANNO DI PRIGIONE)
Dei 2.000 assalitori, 120 sospetti sono stati identificati. Diversi processi sono stati aperti e quattro si sono conclusi. Giovedì scorso una corte di Colonia ha condannato due uomini, il 21enne iracheno Hussein A. e il 26enne algerino Hassan T., a un anno di carcere con la condizionale. Entrambi si trovavano in Germania da due anni, ma il portavoce della corte non ha voluto rivelare se avevano fatto richiesta di asilo.
Pur non volendo accusare esplicitamente i migranti dell'assalto della notte di Capodanno, Holger Münch, presidente del Bundeskriminalamt, la polizia federale tedesca, ha dichiarato al quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung: «C'è una connessione tra l'emergere di questo fenomeno e la rapida migrazione del 2015». Purtroppo, ha aggiunto, «dobbiamo presumere che molti di coloro che hanno perpetrato il crimine non saranno mai indagati».

PROBLEMA MIGRANTI
Nel 2015 sono arrivati in Germania decine di migliaia di migranti, ponendo diverse sfide al paese. Da un lato, Berlino sta cercando di combattere l'allarme poligamia e spose bambine, dall'altro sta seguendo da vicino il fenomeno di radicalizzazione. «Mi spaventa il tentativo in atto di radicalizzare i rifugiati», ha dichiarato il mese scorso Georg Maasen, capo dell'intelligence tedesca. «Gli islamisti radicali sfruttano il fatto che i rifugiati non parlano tedesco e non capiscono la nostra cultura. Cercano di infiltrarsi nei centri per rifugiati facendo finta di essere dei traduttori o assistenti dei servizi sociali», ha aggiunto Wolfgang Trusheim, capo dipartimento della polizia di Francoforte.

Nota di BastaBugie: ecco i link agli articoli che abbiamo pubblicato dopo i raccapriccianti fatti del capodanno a Colonia

LA VERSIONE DISTORTA DI CAPPUCCETTO ROSSO PORTA A MINIMIZZARE LE VIOLENZE DI CAPODANNO IN GERMANIA
Cappuccetto Rosso, politicamente corretta, giustifica il lupo (e gli stupri), mentre la nonna uccide finalmente il cacciatore
di Roberto Marchesini
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4061

DOPO LE VIOLENZE SESSUALI DI CAPODANNO, LA POLIZIA TEDESCA AMMETTE CHE LA MAGGIORANZA DEI COLPEVOLI NON SARA' MAI PRESA
E si scopre che i crimini commessi da immigrati in Germania sono aumentati dell'80%... in un solo anno!
di Stefano Magni
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4123

Fonte: Tempi, 11/07/2016

4 - SMASCHERATA LA TRUFFA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
Video sottotitolato in Italiano con il documentario di Channel 4 che smonta la teoria del Global Warming causato dall'uomo
Autore: Marco Respinti - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 11/07/2016

Che la Terra si stia drammaticamente riscaldando per colpa dell'attività umana è una bugia, anzi una truffa. S'intitola proprio così, The Great Global Warming Swindle, un documentario piuttosto celebre trasmesso l'8 marzo 2007 dall'emittente televisiva britannica Channel 4 efacilmente reperibile in Internet. Oggi, grazie all'Associazione Piceno Tecnologie che si occupa di scienza e sviluppo a misura d'uomo, il documentario, diretto dal produttore e regista televisivo Martin Durkin, è disponibile per tutti anche con sottotitoli in italiano.
La frode denunciata dal film è palese; il "riscaldamento globale" e le sue cause antropiche non sono affatto scienza, bensì una mera ipotesi, ma chi ascolta i telegiornali e legge i quotidiani è convinto del contrario. Affinché un'ipotesi su un fenomeno fisico possa diventare teoria comprovata occorre infatti che le sue affermazioni vengano suffragate in maniera empirica e rigorosa dalla comunità scientifica, ma le illazioni sul global warming, e soprattutto sul fatto che esso sia colpa dell'uomo, restano mere congetture non verificate. I dati raccolti sono discutibili e discussi, i metodi d'indagine sono criticabili e criticati, le conclusioni raggiunte sono contestabili e contestate.

I MOTIVI DEL GRANDE INGANNO DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
A che pro dunque ingannare il pubblico? Secondo il documentario i motivi principali sono due: da un lato ci sono i ricercatori che, minacciando la catastrofe imminente, riescono a farsi lautamente finanziare studi altrimenti risibili ma in questo modo protetti dal politicamente corretto (chi mai oserebbe lesinare fondi a una causa tanto nobile?), dall'altro c'è la galassia ambientalista interessata ai lauti guadagni provenienti da quegl'impianti per le energie rinnovabili che vengono presentati come i "salvatori della patria". L'imputato principale è infatti il "perfido" CO2 prodotto dagli esecrati combustibili fossili e pertanto responsabile del "riscaldamento terrestre".
Ma non è così. Il livello di CO2 è in crescita sin dal 1940, ma fino al 1975 la temperatura terrestre è invece scesa, tornando poi a risalire fino al 1997. Inoltre, secondo il "modello global warming", l'effetto serra causato dal CO2 dovrebbe produrre temperature più alte nella parte inferiore dell'atmosfera a contatto con il suolo (troposfera) e più basse vicino alla superficie terrestre, eppure i rilevamenti effettuati con sonde e satelliti dicono il contrario: le temperature sono uguali o addirittura l'opposto, più alte sulla crosta terrestre e più basse in aria.
Del resto è il CO2 che aumenta o diminuisce in seguito alle variazioni climatiche, non l'inverso: perché quando la temperatura si raffredda gli oceani assorbono CO2, rilasciandolo quando il clima si scalda. E anche il famoso effetto-serra non è come lo raccontano: al 95% è prodotto dal vapore acqueo e solo lo 0,054% di tutta l'atmosfera terrestre è costituito da CO2 del quale meno dell'1% è dovuto ad attività umana (molto di più ne producono la flora e la fauna del pianeta).
Eppure, si dirà, la Terra sta cambiando clima. Vero, ma con grande probabilità il mutamento è dovuto soprattutto all'influsso del Sole, attualmente in una fase di attività estremamente elevata. E comunque non è la prima volta che il nostro pianeta si riscalda "fuori norma": durante il cosiddetto Ottimo climatico medievale, tra i secoli IX e XIV, le temperature terrestri medie furono ancora più alte.

LE VITTIME DELLA TRUFFA
La grande truffa conta peraltro le sue vittime: l'Africa, per esempio, ricca di petrolio e di carbone, a cui si sta però impedendo il benefico sviluppo che l'industria comporterebbe in nome di un allarmismo infondato che finisce per incide pesantemente sulla "mortalità domestica" causata da mancanza d'igiene, acqua potabile, elettricità e tecnologia sicura. Né manca l'assurdo grottesco, come in occasione del simposio ONU svoltosi a Nairobi nel 2006 (il documentario cita questo, quello allora più recente) quando si spese una fortuna per mantenere per 10 giorni più di 6mila "addetti ai lavori" giunti da mezzo mondo a bordo di mezzi altamente inquinanti per discutere di cose come il fotovoltaico nelle regioni subsahariane o i rapporti tra "riscaldamento globale" e sessismo...
È lo smascheramento totale, insomma, di una baggianata enorme sostenuta da un variegato fronte da tempo fissatosi con una e una sola idea: che l'uomo sia la malattia terminale del pianeta Terra e non la vera soluzione ai suoi problemi.

Nota di BastaBugie: assolutamente imperdibile, ecco il video di cui si parla nell'articolo della durata di un'ora e un quarto.


https://www.youtube.com/watch?v=1YxmOpRAT4g

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 11/07/2016

5 - SE SEI GAY DEVI RIMANERE TALE, ALTRO CHE ''LUCA ERA GAY E ADESSO STA CON LEI''
Presentata al Senato una legge contro le terapie riparative: la dittatura gay pretende leggi sempre più oppressive
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender, 26/05/2016

Il 17 maggio, in occasione della Giornata Internazionale contro l'Omofobia, Sergio Lo Giudice, senatore del Partito Democratico, ha presentato il disegno di legge n. 2402, intitolato "Norme di contrasto alle terapie di conversione dell'orientamento sessuale dei minori" disegno di legge n. 2402, intitolato "Norme di contrasto alle terapie di conversione dell'orientamento sessuale dei minori", volto a mettere al bando in Italia le cosiddette "teorie riparative" rivolte ai minori, su richiesta dei genitori.
Il provvedimento, oltre a Lo Giudice, primo firmatario, è stato sottoscritto dai senatori Bocchino, Capacchione, Cardinali, Cirinnà, Dalla Zuanna, De Petris, Gatti, Guerra, Idem, Lo Moro, Lumia, Mastrangeli, Orellana, Palermo, Pegorer, Ricchiuti e Spilabotte.
La premessa del disegno di legge rappresenta un vero e proprio excursus ideologico della propaganda omosessualista in cui i proponenti hanno messo insieme le conquiste ottenute dal movimento LGBT lungo il "percorso di depatologizzazione dell'orientamento omosessuale" a partire dal fatidico 1973, anno in cui l'American Psychiatric Association eliminò la diagnosi di omosessualità egosintonica dal DSM, il Manuale Diagnostico e Statistico delle Malattie Mentali. Una derubricazione - è superfluo ricordarlo - frutto non di particolari risultati scientifici raggiunti ma piuttosto del singolare contesto socio-politico di quegli anni.
I firmatari del progetto di legge si richiamano alla politica promossa in materia dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, affermando come "La depatologizzazione dell'omosessualità è un percorso ormai compiuto dai professionisti della salute mentale di tutto il mondo, le associazioni professionali e scientifiche, italiane e straniere, hanno a più riprese dovuto chiarire l'antiscientificità e la pericolosità delle terapie di conversione".

UN DISEGNO DI LEGGE IN TRE ARTICOLI
Il disegno di legge consta solo di tre articoli.
L'articolo 1 fornisce una definizione preliminare di "conversione dell'orientamento sessuale", specificando che con tale dicitura si intende
"(…) ogni pratica finalizzata a modificare l'orientamento sessuale di un individuo, inclusi i tentativi di cambiare i comportamenti o le espressioni di genere ovvero di eliminare o ridurre l'attrazione emotiva, affettiva o sessuale verso individui dello stesso sesso, di sesso diverso o di entrambi i sessi".
In tale prospettiva le nuove norme vorrebbero addirittura impedire alle figure preposte la libertà di esercitare la propria attività professionale, pena multe salatissime e perfino il carcere. In questo senso, all'art. 2 rivolto ai destinatari si legge:
"Chiunque, esercitando la pratica di psicologo, medico psichiatra, psicoterapeuta, terapeuta, consulente clinico, counsellor, consulente psicologico, assistente sociale, educatore o pedagogista faccia uso su soggetti minorenni di pratiche rivolte alla conversione dell'orientamento sessuale è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da 10.000 euro a 50.000 euro. La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle attrezzature utilizzate.".
L'art. 3 prevede, per di più, una sanzione accessoria qualora il responsabile del "reato" dovesse essere una figura abilitata dallo Stato per la quale scatterebbe l'immediata sospensione dell'incarico:
"Se la condotta è posta in essere nell'esercizio di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dallo Stato, la condanna comporta la sospensione dall'esercizio della professione da un minimo di un anno a un massimo di cinque anni."

LA VITTORIA DELLA PROPAGANDA OMOSESSUALISTA
Che l'omosessualità non possa essere curata è una delle affermazioni più devastanti della propaganda omosessualista. Fino al 1973 attorno all'omosessualità veniva fatta una seria ricerca scientifica e assumere uno stile di vita omosessuale era un comportamento "sconsigliato" e, in quanto contro natura, giustamente stigmatizzato.
Dal 1973 in avanti la progressiva campagna di sdoganamento dell'omosessualità al motto di "gay is good" ha capovolto la situazione, portando, da un lato, ad arrestare totalmente la ricerca scientifica in materia e, dall'altro, a far sì che la classe medica passasse da un atteggiamento di corretta ed sana prevenzione alla sua promozione secondo lo slogan politically correct di "sei come sei". Un approccio folle e antiscientifico che induce gli adolescenti più fragili ad assecondare i propri istinti e pulsioni sessuali, per altro confusi e traviati dalla martellante propaganda gender, al di là di ogni legge naturale. Una vera e propria ribellione contro la ragione e la realtà!
In un mondo capovolto, lo stigma sociale nei confronti dell'omosessualità e, poi, l'omofobia interiorizzata sono divenuti le vere cause del malessere delle persone omosessuali e, in conseguenza di ciò, la soluzione proposta è quella di costruire un diverso clima culturale, atto a far sentire finalmente "normali" coloro con pulsioni sessuali verso persone dello stesso sesso. Una soluzione chiaramente ideologica, presa in nome del principio di non discriminazione, che, paradossalmente, nella realtà, finisce per abbandonare al loro involontario e insoddisfatto destino i tantissimi omosessuali in lotta con i propri istinti.
Dopo aver ottenuto la legge sulle unioni civili, tale intollerante ed ideologico provvedimento, assieme al "ddl Scalfarotto" sull'omofobia, costituisce un altro tassello del prepotente, e sempre più aggressivo, piano di "normalizzazione" dell'omosessualità.

Nota di BastaBugie: eppure la teoria riparativa funziona e aiuta tutte le persone con tendenze omosessuali che lo desiderano, a combattere e vincere la tendenza contro natura che altrimenti li terrebbe bloccati.
Ecco due illuminanti articoli con relativo link:

 TESTIMONIANZA DI LUCA DI TOLVE
''Ad una teoria si può rispondere con un'altra teoria; ma chi può confutare una vita?'' (Evagrio Pontico, monaco del IV secolo)
http://www.amicideltimone-staggia.it/it/articoli.php?id=78

GAY: CAMBIARE SI PUO'
Raffaele ci spiega come sta uscendo dall'omosessualità (VIDEO: il professor Joseph Nicolosi e la terapia riparativa)
di Giuseppe Brienza
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2915

Fonte: Osservatorio Gender, 26/05/2016

6 - L'INSOSTENIBILE TESI DEL CARDINALE SCHONBORN
L'arcivescovo di Vienna afferma che la Amoris Laetitia non contiene mutamenti della dottrina... ma non è vero (basta confrontarla con la Veritatis Splendor di san Giovanni Paolo II)
Autore: Stefano Fontana - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09/07/2016

Dell'intervista rilasciata dal cardinale Schönborn a padre Antonio Spadaro (Civiltà Cattolica) sulla corretta interpretazione della Amoris Laetitia (AL) molti sono già intervenuti, come documentato da La Nuova Bussola Quotidiana. Desidero qui soffermarmi su un solo aspetto, che mi sembra tra i più importanti. Il cardinale dice che l'Esortazione apostolica di Papa Francesco non contiene mutamenti della dottrina. Contiene piuttosto degli sviluppi, da cui bisogna partire per leggere anche i precedenti interventi del magistero, come dopo il Vaticano II si è partiti da esso per rileggere il precedente magistero.

CAMBIAMENTI DI DOTTRINA
Quest'ultima affermazione è piuttosto grave, perché la verità è piuttosto il contrario, ma in questo momento mi interessa invece l'affermazione secondo cui nella AL non ci sarebbero cambiamenti di dottrina. Ora, non riesco a capire come si possa sostenere una cosa del genere. Di cambiamenti di dottrina ce ne sono, e molti. Essi riguardano la concezione cattolica della morale e la dottrina dei sacramenti, in particolare quello della comunione eucaristica. La prima cosa da fare è quindi, a mio avviso, prendere atto delle notevoli e innegabili discontinuità dottrinali.
A proposito della visione cattolica della morale, alcune novità di Amoris Laetitia riguardano l'impostazione stessa della morale e il rapporto tra legge morale, coscienza e situazioni particolari di vita. L'enciclica Veritatis splendor (1993) di Giovanni Paolo II non presenta mai la legge morale come una astrattezza che debba venire a patti con la situazione concreta e la coscienza come lo strumento di questo compromesso. A proposito di questa visione il paragrafo 56 dice: «Su questa base si pretende di fondare la legittimità di soluzioni cosiddette pastorali contrarie agli insegnamenti del magistero e giustificare un'ermeneutica "creatrice", secondo la quale la coscienza morale non sarebbe affatto obbligata, in tutti i casi, da un precetto negativo particolare». Credo sia difficile negare che, invece, proprio questo propone la AL, che è tutta impostata sulla pastorale del caso per caso, o del "discernimento". La discontinuità dottrinale qui è evidente.

LE VERITA' MORALI DELLA VERITATIS SPLENDOR
La Veritatis splendor sostiene con chiarezza che è possibile conoscere e valutare secondo la morale situazioni oggettive di peccato, che è cosa ben diversa dal giudicare i peccatori. Questo invece viene negato dalla Amoris Laetitia, secondo la quale fermarsi alla situazione oggettiva sarebbe applicare una morale astratta che non si cura di conoscere la situazione reale e concreta delle persone. La differenza è enorme e riguarda i termini della valutazione morale delle azioni. L'importanza dell'oggetto materiale dell'azione morale in ordine alla valutazione morale dei comportamenti umani passa in assoluto secondo piano (si veda, per esempio, il n. 298).
Il divieto dell'adulterio è da considerarsi un precetto morale negativo a carattere assoluto, come dice il Catechismo al n. 1756. La dottrina delle azioni intrinsecamente cattive (intrinsece mala), verso le quali la coscienza non ha margini di discernimento, perché si tratta di "atti non ordinabili a Dio", è definita dalla Veritatis splendor nei paragrafi 67, 78, 79, 80. 81, 82, e dal Catechismo al n. 1761. L'Amoris Laetitia, però, nega che l'adulterio sia un atto intrinsecamente cattivo e nega l'esistenza stessa di atti intrinsecamente cattivi. Tanto è vero che dispone nei confronti dei divorziati risposati la possibilità di un discernimento pastorale per l'accesso all'eucarestia ed esplicitamente afferma che «è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato - che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno - si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l'aiuto della Chiesa» (305).
Questo ultimo punto elimina la nozione di "peccato mortale" che la Veritatis splendor invece ribadiva nella tradizionale distinzione con il peccato veniale (nn. 69, 70). Il peccato mortale, vi si legge, c'è in tutte le «disubbidienze ai comandamenti di Dio in materia grave». Quindi anche nell'adulterio in caso di secondo matrimonio dopo il divorzio. Ammettere la possibilità dell'accesso all'Eucarestia per i divorziati risposati è quindi in discontinuità nei confronti della dottrina cattolica del peccato.

LE ERESIE DELL'OPZIONE FONDAMENTALE E DEL CONSEQUENZIALISMO
In nessun luogo dell'insegnamento della Chiesa si dice che il sacramento, come per esempio quello del matrimonio, è un "ideale" da raggiungere, come invece si dice nella Amoris Laetitia. Qui le cosiddette situazioni "irregolari" sono presentate come una forma inadeguata rispetto alla pienezza del matrimonio. Nei confronti delle persone in esse coinvolte, quindi, sarebbe possibile agire per valorizzare gli elementi positivi piuttosto che condannare quelli negativi. Ma il matrimonio non è un ideale da raggiungere, come i peccati non sono "fragilità" o forme impefette di bene.
Nella Amoris Laetitia ci sono molte concessioni a teorie morali che la Veritatis splendor condannava, come per esempio quella della "opzione fondamentale" o il consequenzialismo. Si fa in qualche modo riferimento alla teoria dell'opzione fondamentale quando si sostiene che la scelta per una azione intrinsecamente cattiva non è di per sé sufficiente a rompere il rapporto con Dio. Come se questo fosse garantito appunto da una opzione fondamentale che può continuare a sussistere al di sopra delle nostre scelte particolari. Ci si riferisce al consequenzialismo quando si assegna all'intenzione dell'agente il ruolo di entrare come oggetto formale assieme all'oggetto materiale nella definizione dell'oggetto morale in quanto tale.
Questi non sono che pochi cenni su un problema oggettivo. La Amoris Laetitia è anche un insegnamento dottrinale e molte delle dottrine presentate sono diverse in modo rilevante da quella fino ad allora insegnate dalla Chiesa. È un esercizio spericolato sostenere che la Amoris Laetitia sia uno sviluppo della Veritatis splendor,quando la contraddice su molti e importanti punti. Per cui, ripeto, qualsiasi altra valutazione dovrebbe partire da questo riconoscimento dovuto, che però il cardinale Schönborn, ed altri con lui, nega.

Nota di BastaBugie: per leggere gli articoli da noi pubblicati finora sull'Esortazione Apostolica Post-Sinodale Amoris Laetitia clicca nel link qui sotto
http://www.bastabugie.it/it/ricerca.php?testo_ricerca=Amoris_Laetitia

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09/07/2016

7 - OMELIA XVI DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 10,38-42)
Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 17 luglio 2016)

Il tema delle letture di questa domenica è l'ospitalità. Nella prima lettura abbiamo ascoltato una pagina del libro della Genesi, nel quale si narra l'episodio di Abramo, il quale ospitò «tre uomini» (18,2) a casa sua. È molto interessante notare come Abramo, appena li vide, esclamò: «Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo» (18,3). Diversi Padri della Chiesa hanno veduto in questo episodio una prefigurazione, ovvero un'anticipazione profetica, del mistero della Santissima Trinità, dell'unico Dio in tre Persone uguali e distinte. Ciò che è accaduto ad Abramo è certamente una bellissima manifestazione divina: egli ha accolto Dio stesso nella sua tenda ed è stato beneficato con la promessa che egli e sua moglie Sara avrebbero avuto finalmente il sospirato figlio.
Ciò che è accaduto ad Abramo, in un certo senso, può avvenire anche a ciascuno di noi quando benefichiamo il nostro prossimo. Infatti, tutto quello che facciamo ai nostri fratelli che sono nel bisogno lo facciamo a Gesù stesso. Accogliendo il bisognoso, noi accogliamo Dio, e non rimarremo senza ricompensa in questa e nell'altra vita.
Il Vangelo di oggi ci propone lo stesso tema. Lazzaro, Marta e Maria ospitano nella loro casa Gesù. Durante il convito avviene qualcosa di particolare: Marta era tutta presa dai molti servizi, mentre Maria, «sedutasi ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola» (Lc 10,39). Marta si rivolge allora a Gesù e vorrebbe che Egli richiamasse la sorella Maria affinché ella la aiuti nei molti servizi. Marta è sicura di aver ragione; ma, inaspettatamente, Gesù dice: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta» (Lc 10,41-42).
Con queste parole, Gesù non voleva certamente disprezzare l'umile servizio di Marta. Anche di questo c'è bisogno. Probabilmente Marta stava esagerando, voleva fare una bella figura, e si affaccendava eccessivamente nel servizio materiale, dimenticando ciò che era più importante: ascoltare la parola di Gesù.
Nelle due sorelle Marta e Maria possiamo vedere le due dimensioni della vita cristiana, la dimensione orizzontale e quella verticale, ovvero l'attività e la contemplazione. Di tutte e due c'è bisogno, ma, certamente, la contemplazione è la cosa più importante che non deve mai mancare. Ai giorni d'oggi spesso si perde di vista la necessità della preghiera e si dà una grande importanza all'attività pratica. Non se ne comprende il valore e si esaltano unicamente le virtù attive. Ciò è molto pericoloso! L'attività senza la preghiera è come una bolla di sapone, è come un corpo senz'anima. Il Vangelo di oggi ci insegna prima di tutto a non trascurare mai la vita di preghiera, l'ascolto della parola di Gesù, solo in questo modo le opere che realizzeremo saranno benedette da Dio.
Spesso anche noi ci affanniamo e ci agitiamo per le molte cose da fare, e perdiamo di vista la cosa più importante. La società odierna in cui viviamo è entrata in un vortice da cui è difficile uscire. Tutti corrono, tutti hanno fretta, e pochi sono quelli che pensano alle realtà celesti. Per uscire da questo vortice, l'unico rimedio è quello di fare come Maria di Betania, di metterci anche noi ai piedi di Gesù, e di ascoltare la sua parola.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 17 luglio 2016)

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