BastaBugie n°463 del 20 luglio 2016

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1 GOLPE TURCO: LA TRAPPOLA DI ERDOGAN PER ELIMINARE GLI AVVERSARI E INSTAURARE IL CALIFFATO
Centinaia di chiese assaltate dai musulmani dopo le purghe di Erdogan (seimila persone arrestate... ma solo 6 generali)
Autore: Rodolfo Casadei - Fonte: Tempi
2 RIFLESSIONI SULL'ATTENTATO E SULL'ATTENTATORE DI NIZZA CHE HA FATTO STRAGE DI INFEDELI (SECONDO IL CORANO)
La guerra di religione continua, ma noi non abbiamo ancora capito che una fortezza assediata si difende soltanto sollevando il ponte levatoio, non abbassandolo
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: Civiltà Cristiana
3 STAR TREK E LA FANTASCIENZA GAY
Intanto dagli Usa arriva Chalice, il primo supereroe transessuale
Fonte: Osservatorio Gender
4 L'ESERCITO AMERICANO HA DICHIARATO GUERRA A UN NUOVO NEMICO: DIO
Obama ha intensificato gli attacchi alla libertà religiosa per i soldati, cappellani militari compresi, a cui è proibito anche solo accennare a Dio, pure nei funerali
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
5 LA CRISI ECONOMICA E SOCIALE DELL'EUROPA E' FIGLIA DELLA CRISI SPIRITUALE TEDESCA
Dopo aver affondato vari Paesi, tra cui l'Italia, ora vuole trascinare anche la Chiesa nel suo baratro
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
6 QUATTRO NUOVE ARMI PER COMBATTERE LA BUONA BATTAGLIA DELLA FEDE
I nuovi Quaderni del Timone offrono argomenti contro 4 nemici della vera fede: buddismo, partigiani, Lutero, evoluzionismo
Fonte: Timone
7 GAY PRIDE, MANIFESTAZIONI IN ODIO ALLA FEDE CATTOLICA
E intanto in Francia sculacciare un figlio è più grave che privarlo volontariamente del padre con la fecondazione per le lesbiche
Autore: Andrea Zambrano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
8 LE TRE ARMI DELL'AUTODISSOLUZIONE DELL'OCCIDENTE
La nostra è la società della menzogna eretta a sistema di vita pubblica secondo l'insegnamento di Voltaire
Autore: Massimo Viglione - Fonte: Civiltà Cristiana
9 OMELIA XVII DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 11,1-13)
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - GOLPE TURCO: LA TRAPPOLA DI ERDOGAN PER ELIMINARE GLI AVVERSARI E INSTAURARE IL CALIFFATO
Centinaia di chiese assaltate dai musulmani dopo le purghe di Erdogan (seimila persone arrestate... ma solo 6 generali)
Autore: Rodolfo Casadei - Fonte: Tempi, 18/07/2016

Non proprio un golpe fasullo, ma quasi. Ricercato, provocato, indotto. Erdogan ha cercato il fallo di reazione dei gülenisti, e lo ha trovato in pieno. E chi sono i gülenisti? Sono i seguaci di Fethullah Gülen, miliardario islamista turco autoesiliatosi negli Stati Uniti nel 1999, promotore di due grandi ed efficacissime reti: un network di un migliaio di scuole private d'élite in Turchia e nel mondo, una consorteria di affiliati infiltrati a vari livelli nella magistratura, nella polizia, nell'esercito, nei media, nella finanza e nell'imprenditoria turchi.
Per anni il movimento del predicatore in esilio ha collaborato col partito Akp dell'allora primo ministro Erdogan all'islamizzazione al rallentatore della Turchia laicista restituita dai militari al potere civile nel 1995. La collaborazione è stata particolarmente proficua fra il 2008 e il 2013, quando la rete di agenti dei servizi segreti civili e militari, procuratori della Repubblica e pubblici ministeri del movimento gülenista ha messo in piedi i processi Ergenekon e Sledgehammer contro militari, giornalisti e deputati kemalisti e di sinistra. Questi processi hanno permesso a Erdogan di tenere sotto scacco le forze armate, depositarie della laicità delle istituzioni instaurata dal fondatore della Turchia moderna Kemal Atatürk, e di sostituire i loro vertici con elementi a lui e agli altri islamisti più graditi.
Il rapporto fra le due entità islamiste si è logorato per gli accenti sempre più personalistici che l'avventura politica di Erdogan ha assunto negli ultimi anni. Quando il suo progetto di trasformare il paese in una repubblica ultrapresidenziale è diventato chiaro, i gülenisti, più legati a una visione corale e neo-ottomana del futuro politico della Turchia, si sono messi di traverso. Giornali e tivù vicine al movimento (Zaman, Bugun tv e Kanalturk) hanno cominciato a criticare il governo, ma soprattutto i magistrati vicini al movimento hanno aperto procedimenti per corruzione contro gli uomini del regime alla fine del 2013, arrivando a un passo dall'arresto di due figli di Erdogan.

LA CONTROFFENSIVA DI ERDOGAN
La controffensiva di quest'ultimo ci ha messo un po' di tempo a prendere corpo a causa delle molte partite in cui il leader turco si è trovato coinvolto: la crisi siriana e le spericolate manovre volte a manipolare contemporaneamente alleati arabi, alleati occidentali e Isis, il riesplodere della questione curda a cavallo della frontiera con la Siria, il braccio di ferro con l'Unione Europea intorno alla gestione dei profughi siriani e quello con la Russia intervenuta con le sue forze armate in Siria, le scadenze elettorali, gli attentati terroristici degli estremisti curdi e dell'Isis. Più che chiudere giornali e tivù dei suoi avversari, Erdogan al momento non poteva fare. Per raccogliere il consenso necessario attorno al suo progetto di repubblica ultrapresidenziale ha pigiato sull'acceleratore del nazionalismo, cioè ha riesumato la via militare alla soluzione del problema curdo interno. Ciò lo ha costretto a dialogare e negoziare coi vertici delle forze armate, ed è in tale contesto che è maturata la linea di condotta di cui il fallito golpe del 15-16 luglio è una benvenuta (per Erdogan) conseguenza.
Un po' per intelligenza politica sua, un po' per le pressioni dei vertici militari, il capo dello Stato ha deciso di cambiare linea: a livello giudiziario i processi contro i militari intentati nel 2008-2010 sono stati fatti fallire da giudici neutrali o vicini all'Akp, a livello di politica estera il nuovo primo ministro Yildirim ha inaugurato la politica del ramo d'ulivo, riallacciando i rapporti con Israele e con la Russia (rotti a causa rispettivamente dell'affaire Flottiglia di Gaza nel 2010 e dell'abbattimento di un caccia russo nel novembre scorso) e prefigurando un ruolo più costruttivo della Turchia nel negoziato per la fine della guerra civile siriana. Tutto questo mira a stabilizzare la leadership di Erdogan messa a dura prova dalle crisi esterne e interne nonostante i ripetuti successi elettorali, netti ma insufficienti al sovvertimento della Costituzione che lui ha in mente. Il prossimo passo avrebbe dovuto essere la messa sotto accusa di agenti dell'intelligence, militari e magistrati colpevoli di avere costruito false prove contro gli alti gradi delle forze armate nei processi Ergenekon e Sledgehammer.

ARRESTATE 6 MILA PERSONE... MA SOLO 6 GENERALI
Così Erdogan e i militari si sarebbero sbarazzati del loro ormai comune nemico interno: i gülenisti. Di qui la reazione disperata di questi ultimi: un tentativo di golpe mal preparato e mal eseguito, destinato sin dall'inizio al fallimento. Incapaci di eliminare o arrestare i vertici dello Stato, privi del sostegno della quasi totalità dei generali, i putschisti hanno condotto alla rovina se stessi, i loro sostenitori dentro ai corpi dello Stato e i soldati di leva che hanno semplicemente obbedito ai loro ordini. Il golpe lo hanno tentato dei militari, ma all'indomani del tentativo Erdogan ha colto la palla al balzo per defenestrare 2.745 magistrati che col golpe non c'entravano nulla, ma che risultano schedati come affiliati del movimento di Fethullah Gülen. Il quale non è personalmente coinvolto nell'accaduto, ma ci sono pochi dubbi che il tentato golpe abbia avuto origine nei ranghi del suo movimento, e non certo in quelli dell'élite militare. Un particolare balza agli occhi: all'indomani del fallito putsch sono state arrestate circa 6 mila persone, ma solo 6 generali. I processi Ergenekon e Sledgehammer avevano condotto all'arresto o alla defenestrazione di ben 43 generali.
Erdogan esce rafforzato dagli ultimi avvenimenti, anche se la strada che si trova di fronte continua ad essere in salita e al suo storico debito nei confronti dei gülenisti è succeduto un ben più pesante debito nei confronti dei militari. Non traggano in inganno gli attacchi all'America colpevole di dare rifugio al "terrorista" Gülen e l'ostentato riavvicinamento a Vladimir Putin: Erdogan sta cercando di massimizzare i vantaggi che gli vengono dal fallito golpe alzando ancora una volta il prezzo del suo allineamento agli interessi strategici occidentali. Anche le gesticolazioni sulla questione della pena di morte per i cospiratori potrebbero essere solo un altro atto della commedia che deve concludersi con l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Cosa che, se chi governa i grandi paesi della Ue avesse sale in zucca e acume politico, andrebbe evitata assolutamente oggi più di ieri.

Nota di BastaBugie: l'articolo sottostante dal titolo "Dopo le purghe di Erdogan, chiese attaccate dagli islamisti" mostra che le purghe da parte del presidente della Turchia dopo il fallito colpo di Stato sono senza precedenti. Una delle chiese attaccate è quella dove fu ucciso don Andrea Santoro, il sacerdote ucciso al grido di "Allah Akbar".
Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 19 luglio 2016:
Decapitazioni in strada, trattamento disumano dei prigionieri, incarcerazione di migliaia di magistrati e poliziotti, paventato ritorno della pena di morte. Le purghe contro oppositori veri o presunti tali da parte di Recep Tayyip Erdogan dopo il fallito colpo di Stato di una parte dell'esercito sono senza precedenti e preoccupanti: tra gli arrestati ci sono seimila militari, seimila giudici e pubblici ministeri, oltre 15 mila funzionari pubblici sospesi, soprattutto poliziotti, ma anche docenti privati e imam.
Non è ancora chiaro che cosa sia successo tre giorni fa e perché il golpe sia fallito, ma uno dei miti che si può ormai sfatare sulle prime narrazioni dei giornali è l'insurrezione popolare contro i militari. Non è stato il popolo turco a reagire, ma militanti islamisti fedeli alla Fratellanza Musulmana chiamati dalle moschee. Non stupisce, perciò, la notizia delle chiese assaltate durante la protesta.
Come riportato da Sat7Turk, a Trebisonda è stata attaccata la chiesa di Santa Maria, quella dove il 5 febbraio di 10 anni fa è stato ucciso brutalmente don Andrea Santoro. Il secondo attacco è avvenuto invece nella chiesa protestante di Malatya, la città dove nel 2007 furono sgozzati tre cristiani evangelici. Il 16 luglio, dunque, le finestre di quest'ultima chiesa sono state prese a sassate, mentre a Trebisonda un gruppo di persone ha cercato di forzare la chiesa ma sono scappate quando i vicini musulmani hanno lanciato l'allarme.
Paolo Bizzeti, nuovo vicario apostolico di Anatolia, ha dichiarato: «Bisogna cercare di capire quali sono le cause del malessere all'origine del golpe fallito. Anche se la stragrande maggioranza delle persone è sicuramente pacifica e vive tranquillamente, non si può però negare che in questi ultimi tempi è stata praticata una politica dell'odio, dello scontro e questo evidentemente a un certo momento porta a una deflagrazione più grande».

Fonte: Tempi, 18/07/2016

2 - RIFLESSIONI SULL'ATTENTATO E SULL'ATTENTATORE DI NIZZA CHE HA FATTO STRAGE DI INFEDELI (SECONDO IL CORANO)
La guerra di religione continua, ma noi non abbiamo ancora capito che una fortezza assediata si difende soltanto sollevando il ponte levatoio, non abbassandolo
Autore: Corrado Gnerre - Fonte: Civiltà Cristiana, 18/07/2016

Dopo l'attentato di Nizza torno a parlare di Islam, ripetendo concetti già detti, ma che - ahimé! - mi rendo conto vanno ancora una volta ricordati a motivo di ciò che si sta leggendo e si sta ascoltando in questi giorni. Mi limito a poche riflessioni sull'attentatore e sull'attentato.
 
L'ATTENTATORE
Si sta discutendo sulla strana tipologia dell'attentatore. Alcuni affermano che si tratta di un terrorista sui generis per il fatto che non si tratterebbe di un islamico vero e proprio e che non avrebbe mai praticato convintamente l'Islam. C'è chi dice che fosse dedito all'alcool, che non frequentasse mai la moschea, ecc... Può darsi, nel senso che al momento mi sembra non si possa ancora esser sicuri di nulla.
Ciò che però sfugge è che una simile disamina è relativa. Potrebbe essere importante se ci si riferisse ad altri contesti religiosi, ma per quanto riguarda l'Islam è relativa. E vediamo perché.
L'Islam non si configura come una religione incentrata sul concetto di vita interiore. Il che vuol dire che l'Islam, pur permettendo un ascesi, non ritiene questa come decisiva. Paradossalmente la pratica religiosa, pur esprimendosi all'interno di un patrimonio formale e rituale, fa appello anche ad una crescita interiore, se non altro a livello di coerenza tra convinzioni religiose e stile di vita. L'Islam ritiene sì fondamentale la pratica religiosa, ma non come pratica determinante. Ciò che conta è fare una scelta, una scelta per Allah e per il suo maggiore profeta che è Maometto. Di per sé questo basta. In un certo senso non c'è religione più semplice (e anche semplicistica) dell'Islam, almeno nella sua versione sunnita.
Ora, fa specie che l'attentatore di Nizza fosse un violento con i suoi parenti, un ubriacone, uno border-line, ecc... Ciò è del tutto irrilevante ai fini dell'atto definitivo, in questo caso dell'atto del cosiddetto "martirio": immolarsi per la Jihad uccidendo se stesso per uccidere quanti più "crociati" possibile. Anzi, proprio perché finora si è vissuti in un certo modo, cioè in maniera difforme alla legge islamica, una scelta definitiva per Allah e la Jihad può cancellare tutto e far sì che si diventi addirittura più "santi" di coloro che invece, pur professando coerentemente la fede, non riescono a decidersi per atti del genere.
Queste considerazioni ci fanno capire quanto fuorvianti siano due approcci: quello di valutare questi atti sganciandoli dal contesto religioso e quindi dalla conoscenza dell'Islam, e quello di (approccio ancora più ingenuo) considerare l'Islam come una religione tutto sommato simile al Cristianesimo.
 
L'ATTENTATO
Questo, per quanto riguarda l'attentatore. Ma per quanto riguarda l'attentato c'è da dire dell'altro. Solitamente si dice: "nessun Dio può volere e comandare simili gesti". Espressione che è vera e falsa nello stesso tempo. Vera, se ci riferiamo all'unico Vero Dio; falsa se ci riferiamo alla credenza in un Dio che Vero non è.
Il Cristianesimo e l'Islam sul rapporto Dio-Bontà non dicono affatto la stessa cosa. Mentre il Cristianesimo afferma che "Dio è buono", l'Islam dice che "Dio decide di essere buono"... e la differenza non è di poco conto.
Dire che "Dio è buono" significa affermare che Dio e Bene s'identificano e che il Bene è nella natura di Dio e quindi che Dio stesso non può essere anche Male, ma che quest'ultimo è una conseguenza dell'esercizio sbagliato della libertà da parte della creatura intelligente. Dire, invece, che "Dio decide di essere buono", vuol dire che la Bontà non è un attributo costitutivo della natura di Dio, bensì che Dio precede la Bontà stessa; pertanto se Dio avesse deciso il contrario, cioè che il Bene fosse stato Male e il Male fosse stato Bene, ciò che adesso riteniamo Bene sarebbe stato Male e ciò che adesso riteniamo Male sarebbe stato Bene.
Da qui la grande questione del rapporto tra Islam e violenza. Una questione che attiene non solo al Corano e alcuni suoi passaggi (problema già di per sé fondamentale e che non può essere trascurato), ma anche al modo di concepire Dio.
Che è poi il modo che costituisce il fondamento di qualsivoglia religione.

Nota di BastaBugie: Roberto de Mattei nell'articolo sottostante dal titolo "Nizza: la guerra di religione continua" fa notare, dopo l'attentato di Nizza, che una fortezza assediata si difende soltanto sollevando il ponte levatoio e non abbassandolo.
Ecco l'articolo completo pubblicato su Il Tempo il 16 luglio 2016:
Ha ragione Papa Francesco quando, da oltre un anno, afferma che è già in corso la "terza guerra mondiale", combattuta "a pezzetti", ma bisogna aggiungere, che si tratta di una guerra di religione, perché religiosi sono i moventi di chi l'ha dichiarata, e rituali sono perfino gli omicidi che in suo nome vengono perpetrati.
Francesco ha definito il massacro di Nizza un atto di "violenza cieca", ma la furia omicida che ha spinto il conducente del Tir a seminare la morte sul Lungomare di Nizza, non è un atto irrazionale di follia: nasce da una religione che incita all'odio e istiga alla violenza. Gli stessi moventi religiosi hanno provocato i massacri del Bataclan di Parigi, degli aeroporti di Bruxelles e di Istanbul e del ristorante di Dacca. Tutti questi gesti, per quanto barbari, non sono "ciechi", ma fanno parte di un piano lucidamente esposto dall'Isis nei suoi documenti.
Il portavoce dell'Isis Abu al-Adnani, con un audio diffuso a fine maggio su Twitter ha invitato ad uccidere in Europa in nome di Allah con queste parole: "Spaccagli la testa con una pietra, macellalo con un coltello, investilo con l'auto, gettalo da un luogo elevato, soffocalo o avvelenalo". Non diversamente si esprime il Corano nei confronti degli infedeli. Continuare a ignorarlo è segno, questo sì, di cieca follia.
Ci si illude che la guerra in corso non sia quella dichiarata dall'Islam all'Occidente, ma una guerra che si combatte all'interno del mondo musulmano e che l'unico modo per salvarsi sia di aiutare l'Islam moderato a sconfiggere l'Islam fondamentalista, Ma l'Islam moderato è una contraddizione perché nella misura in cui i musulmani si secolarizzano e si integrano nella società occidentale, cessano di essere musulmani, o diventano dei musulmani non osservanti, dei cattivi musulmani. Un vero musulmano può rinunciare, per motivi di opportunità, alla violenza, ma la considera sempre legittima nei confronti dell'infedele, perché così insegna Maometto.
La guerra in corso è una guerra contro l'Occidente, ma è anche una guerra contro il Cristianesimo, perché l'Islam vuole sostituire la religione di Maometto a quella di Cristo. Per questo l'obiettivo finale della conquista non è Parigi o New York, ma la città di Roma, centro dell'unica religione che, fin dalla sua nascita, l'Islam vuole annientare. La guerra a Roma risale alla nascita stessa dell'Islam, nell'VIII secolo. Hanno come obiettivo Roma gli arabi che e nell'830 e nel 846 occupano, saccheggiano e poi sono costretti ad abbandonare, la Città Eterna. Hanno di mira Roma i musulmani che decapitano gli 800 cristiani di Otranto nel 1480 e quelli che sgozzano i nostri connazionali a Dacca nel 2016.
Si tratta di' una guerra religiosa che l'Isis ha dichiarato contro l'irreligione dell'Occidente, e contro la sua religione, che è il Cristianesimo. Ma nella misura in cui il Cristianesimo si secolarizza spiana la strada al suo avversario, che può essere vinto solo da una società dall'identità religiosa e culturale forte. Come osserva lo storico inglese Christopher Dawson, è l'impulso religioso che fornisce la forza di coesione a una società e a una cultura. "Le grandi civiltà non esprimono dal loro seno le grandi religioni come una specie di sottoprodotto culturale; le grandi religioni sono la base su cui poggiano le grandi civiltà. Una società che ha perduto la sua religione è destinata presto o tardi a perdere la sua cultura."
Questa guerra religiosa è ormai una guerra civile europea, perché si combatte all'interno  delle nazioni e delle città di un continente invaso da milioni di migranti. Si sente ripetere che di fronte all'invasione dobbiamo costruire ponti anziché erigere muri, ma una fortezza assediata si difende soltanto sollevando il ponte levatoio e non abbassandolo. Qualcuno comincia a capirlo. Il governo francese ha previsto l'esplosione di una guerra civile destinata a svolgersi soprattutto all'interno dei grandi centri urbani, dove la multiculturalità ha imposto l'impossibile convivenza di gruppi etnici e religiosi diversi. Il 1 giugno 2016 un comunicato dello Stato maggiore ha ufficialmente ha annunciato la creazione di una forza convenzionale dell'esercito.«il Comando di Terra per il territorio nazionale" (COM TN)», destinata a combattere la jihad sul territorio francese. Il nuovo modello strategico, battezzato "Au contact", comprende due divisioni, sotto un comando unico, per un totale di circa 77.000 uomini destinati a fronteggiare la minaccia di una insurrezione islamica.
Contro questa minaccia occorrono le armi materiali, che si usano in ogni conflitto per annientare il nemico, ma servono soprattutto le armi culturali e morali, che consistono nella consapevolezza di essere gli eredi di una grande Civiltà che proprio combattendo contro l'Islam ha definito nel corso dei secoli la sua identità. Chiediamo rispettosamente e urgentemente a Papa Francesco, Vicario di Cristo, di essere la voce della nostra storia e della nostra tradizione cristiana, di fronte al pericolo che ci minaccia.

Fonte: Civiltà Cristiana, 18/07/2016

3 - STAR TREK E LA FANTASCIENZA GAY
Intanto dagli Usa arriva Chalice, il primo supereroe transessuale
Fonte Osservatorio Gender, 09/07/2016

Nel nuovo film di Star Trek ("Star Trek Beyond") uno dei personaggi principali farà un pubblico coming-out. Il primo personaggio apertamente e dichiaratamente gay della saga sci-fi sarà infatti Hikaru Sulu,interpretato dall'attore John Cho. Nella pellicola sì scoprirà che Sulu è impegnato in una relazione omosessuale con un altro uomo, e insieme stanno crescendo una bambina.
John Cho ha spiegato: "Mi è piaciuto l'approccio, che non voleva rendere particolarmente importante il momento, normalità verso la quale spero che la specie umana si stia muovendo, e il fatto di non politicizzare l'orientamento sessuale delle persone".
Nella serie televisiva andata in onda dal 1966 al 1991 Sulu era eterosessuale mentre il suo interprete, George Takei, ha rivelato la propria omosessualità nel 2005. Il caso vuole...
Il lungometraggio verrà distribuito nelle sale italiane a partire dal 21 luglio, trasportando nuovamente un personaggio gay nella cinematografia.
Qui, i limiti della fantascienza di Star Trek, sono assolutamente superati dai limiti della follia di un mondo che va ormai totalmente alla rovescia.

Nota di BastaBugie: l'articolo sottostante dal titolo "Dagli Stati Uniti arriva Chalice, il primo supereroe transgender" parla dell'ultima (squallida) trovata di Paul Jenkins, autore storico della Marvel, che darà così un bel contributo alla "normalizzazione" dei transgender.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su Osservatorio Gender il 7 luglio 2016:
Negli Stati Uniti è in arrivo il primo supereroe transgender con un ruolo di primo piano. Sebbene, nel mondo dei fumetti, vi siano già stati, infatti, in passato personaggi transgender essi hanno sempre recitato un ruolo secondario. Chalice, il personaggio al centro della nuova serie Alters, per la prima volta rivestirà invece la parte di protagonista, dando così un bel contributo alla "normalizzazione" transgender.
La storia sarà scritta da Paul Jenkins, autore storico della Marvel, azienda statunitense di proprietà di The Walt Disney Company, creatore di kolossal come Inhumans, L'incredibile Hulk, L'uomo ragno e Origin, la fortunata serie incentrata sul passato di Wolverine.
Alters prevede che, in un futuro ormai prossimo, le persone con speciali abilità iniziano ad emergere e le loro mutazioni conferiranno a tali personaggi dei vantaggi analoghi a quegli degli X-Men della Marvel.
Jenkins confida che la serie con al centro il personaggio transgender diverrà presto molto popolare: «Chalice resterà il personaggio centrale dell'intera serie. Credo che diventerà molto popolare».
Secondo la trama, Chalice vive sotto le sembianze di Charlie Young, secondo di tre fratelli, preoccupato che la sua transizione possa avere delle conseguenze su tutta la famiglia già colpita dalla disgrazia di avere un figlio affetto da paralisi cerebrale. La storia prende le mosse dal momento in cui Chalice decide di intraprendere la terapia ormonale ed è in attesa di rivelare il tutto ai suoi genitori.
L'autore di Alters sottolinea come, nella stesura della sua storia, sia stato scrupolosamente attento a contemplare anche altre tipologie di discriminazione oltre alla tematica LGBT: «Comunque, ho cercato di fare in modo che tutto il libro non fosse centrato solo sui temi LGBT. Abbiamo anche altri esempi di personaggi che si trovano in situazioni di svantaggio e che, per questo, sono soggetti a discriminazioni continue; un personaggio che cambia forma continuamente e che si rompe il collo; un altro affetto da stress post-traumatico, ad esempio».
Di fatto, per la prima volta nel mondo dei fumetti, il protagonista al centro della storia non sarà maschio o femmina ma un po' dell'uno e un po' dell'altro in perfetto ed ossequioso stile gender fluid!

Fonte: Osservatorio Gender, 09/07/2016

4 - L'ESERCITO AMERICANO HA DICHIARATO GUERRA A UN NUOVO NEMICO: DIO
Obama ha intensificato gli attacchi alla libertà religiosa per i soldati, cappellani militari compresi, a cui è proibito anche solo accennare a Dio, pure nei funerali
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30-06-2016

«Anche solo immaginare che sarei stato rimosso mentre la bandiera americana era srotolata e aperta, la bandiera che rappresenta la libertà di espressione, la libertà religiosa, la libertà di stampa... è terribile». Sono le parole del sergente veterano dell'Air Force americana Oscar Rodriguez, a servizio delle Forze armate statunitensi per 33 anni. Contro di lui il Pentagono ha aperto un'inchiesta dopo un discorso che ha tenuto in aprile presso il California Travis Aire Force.

ASSALITO E MANDATO FUORI: AVEVA CITATO DIO
E cosa ha detto Rodriguez di così pericoloso? Semplicemente quello che per oltre trent'anni ha ripetuto come tanti suoi colleghi: ha citato Dio. È bastato questo perché fosse assalito e mandato fuori dalla sala della cerimonia. Ma questo è solo l'ultimo di una serie di casi che mostrano quanto hanno subìto le Forze armate (su cui l'America ha sempre speso la maggior parte delle sue energie, avendo cara la cura per la coesione e l'unità fra i suoi uomini) fin dal 2008, l'anno in cui Barack Obama è diventato presidente degli Stati Uniti. L'attacco palese cominciò però nel giugno del 2011, quando il dipartimento dei veterani vietò di pronunciare il nome di "Dio" e di "Gesù" durante una cerimonia funebre presso il cimitero nazionale di Huston.

ABOLITE LE LEZIONI SULLA LEGITTIMA DIFESA O DELLA GUERRA GIUSTA DI SANT'AGOSTINO
Subito dopo l'aviazione avrebbe cancellato per sempre un corso sui missili nucleari che si teneva da vent'anni presso una base in California, perché le lezioni includevano teorie cristiane come quella della legittima difesa o della "guerra giusta" di sant'Agostino. Intanto, il capo dell'aviazione proibiva a tutti i comandanti di dare notizia ai piloti e alle loro famiglie della possibilità di esercitare la propria libertà religiosa attraverso l'osservanza di un programma di formazione cristiana. E ancora: «Non si può distribuire né usare alcun materiale religioso durante le visite» è il divieto imposto dal Walter Reed National Military Medical Center, uno dei più importanti ospedali militari del paese, revocato solo dopo la denuncia di parte di alcuni membri del Congresso. A novembre dello stesso anno, mentre annunciava la fine della collaborazione con un'organizzazione cristiana, scusandosi di averla scelta come tramite per inviare i regali natalizi con biglietti religiosi, l'aviazione decideva di spendere 80 mila dollari per la costruzione nella base di Colorado Springs di un tempio di pietre per il culto pagano.
Nel 2012, uno dei più illustri generali delle Forze armate, William G. Boykin, notoriamente cristiano,aveva dovuto declinare l'invito a parlare presso l'accademia militare americana in seguito alle pressioni sull'istituzione da parte della commissione delle Pari opportunità. Nello stesso mese, insieme alla decisione di rimuovere dal simbolo dell'istituto di ricerca militare Rapid Capabilities la frase Opus Dei ("Lavoro di Dio"), il ministro della Difesa vietava al cappellano di diffondere un lettera sull'obiezione di coscienza che l'arcivescovo aveva scritto affinché fosse letta durante la Messa. Ma i dubbi sull'antipatia della neoeletta amministrazione verso i cristiani erano già emersi all'inizio del 2009, quando nonostante una legge passata al Congresso e nonostante il pronunciamento della Corte Suprema, il governo si rifiutò di concedere all'associazione dei veterani un terreno nel deserto del Mojave, reclamato da tempo, per la ricostruzione di una croce innalzata lì nel 1934 in memoria dei caduti in guerra.

OBAMA CANCELLA DIO
A novembre la Casa Bianca si era poi rifiutata di porre sul monumento di Washington in memoria della Seconda Guerra mondiale la seguente scritta: «Con la Tua benedizione prevarremo sulle forze empie del nostro nemico». Si trattava di una semplice preghiera del presidente Franklin Delano Roosevelt per chiedere a Dio di infondere coraggio alle truppe alleate durante la lotta contro i nazisti. Sulla stessa lunghezza d'onda la nota del 2011 sul riconoscimento internazionale dei diritti umani, in cui la segreteria di Stato parlò delle persone «con convinzioni religiose molto profonde» come di «ostacoli che si frappongono alla tutela dei diritti umani», facendo riferimento alle «persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, ndr)».
Il veterano Rodriguez ha spiegato che «essere attaccato dall'Air Force ed essere allontanato da una cerimonia solo perché il mio discorso citava Dio è qualcosa che non mi sarei mai aspettato». Eppure, in soli otto anni il progressismo di Obama è riuscito a sovvertire l'ordine che ha spianato la strada alla diffusione dell'intolleranza religiosa in tutto l'Occidente, perché «noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che ciascuno di noi è dotato (anziché che essi sono dotati dal loro Creatore") di alcuni diritti inalienabili». Fu così che nel 2010, per la prima volta nella storia, citando la Dichiarazione di indipendenza, un presidente americano ne omise una parte.
La Casa Bianca comunicò che si trattava di una svista, che però fu ripetuta in almeno altri 7 discorsi pubblici. In linea con l'omissione, la citazione contraria alla legge federale, di E pluribus unum, che significa "Da molti, uno soltanto", come motto nazionale eliminando in un colpo solo il tradizionale In God We trust.

Nota di BastaBugie: nell'articolo sottostante dal titolo "Vietato cantare il Padre Nostro. E gli studenti lo recitano" si parla di un altro attentato alla libertà di religione che però ha suscitato la reazione convinta di tutti gli studenti alla consegna dei diplomi.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su Tempi il 27 maggio 2016:
Da 70 anni alla East Liverpool High School, in Ohio, durante la cerimonia della consegna dei diplomi si canta il Padre nostro. Ma quest'anno la tradizione è stata interrotta, dopo che la fondazione atea e agnostica Freedom from Religion Foundation ha minacciato una causa legale. Secondo il gruppo, infatti, la canzone è troppo cristiana per una cerimonia pubblica e offende i non credenti.
Il distretto scolastico, per evitare problemi, ha vietato ai diplomandi di cantare il Padre nostro, scatenando il disappunto di tutti gli studenti. Ma uno di loro, Bobby Hill, si è ribellato alla decisione: «Tutti pensavamo fosse sbagliato che ci obbligassero a rimuovere la canzone. Mio padre mi ha sempre insegnato a battermi per quello che ritengo giusto. Ed è quello che ho fatto».
Così, dopo essere salito sul palco per il tradizionale discorso di commiato, Bobby Hill ha fatto alzare in piedi gli studenti e tutti insieme hanno cominciato a recitare il Padre nostro. Alla fine, della preghiera tutta la sala è scoppiata in un grande applauso. Gli studenti non hanno neanche disobbedito a quanto era stato loro imposto: il distretto aveva impedito di cantare il Padre Nostro, non di recitarlo.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30-06-2016

5 - LA CRISI ECONOMICA E SOCIALE DELL'EUROPA E' FIGLIA DELLA CRISI SPIRITUALE TEDESCA
Dopo aver affondato vari Paesi, tra cui l'Italia, ora vuole trascinare anche la Chiesa nel suo baratro
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 14/07/2016

L'euro in sé è un affare (come fu promesso) o una maledizione (come oggi appare)? Ci sono contrapposte opinioni. Ma parlano i fatti invece su come la moneta unica è stata concretamente realizzata e gestita.
Il professor Mario Baldassarri, col suo Centro studi Economia reale, ha calcolato quanto ci è costata la politica della Banca centrale europea guidata - dal 2003 - da Jean-Claude Trichet in base ai diktat teutonici della Bundesbank, quelli che vogliono l'euro come un super-marco.

I NUMERI
Ebbene, "all'intera eurozona la super moneta unica è costata dal 2003 al 2014 l'11% di Pil in meno e 18 milioni di disoccupati in più. A questo si aggiunge il costo della stupidità di Maastricht, che ha spinto tutti i governi a cercare di azzerare il deficit aumentando tasse e tagliando investimenti. Qui abbiamo perso altri 8 milioni di occupati e il 5% di Pil".
Dietro le nude cifre ci sono i volti di milioni di giovani. Un'intera generazione (specie in Italia) che paga il conto salato di quelle politiche dissennate. Ma nessun politico o tecnocrate ne risponderà.
Il Rapporto del centro studi aggiunge: "il tasso di disoccupazione nella zona euro, alla fine del 2014, è stato di circa 11,6%. Con la parità euro/dollaro si sarebbe invece determinato un tasso del 5,8%, che è più o meno quello registrato negli Stati Uniti alla fine del 2014".
Ed ancora: "Attraverso quella masochista politica monetaria che ha condotto ad una super-valutazione dell'euro, le condizioni di finanza pubblica sono state ulteriormente peggiorate sia in termini di deficit che di debito. Alla fine del 2014, l'area euro presenta un consistente deficit pubblico di -269 miliardi di euro che, invece, sarebbe stato addirittura un surplus di +165 miliardi: la differenza risulta pari a 445 miliardi".
Infine: "In termini di percentuale del Pil, la differenza è di 4,1 punti percentuali (...). Sul fronte del debito pubblico, per l'area dell'euro , avremmo 3000 miliardi di euro di debito in meno" (per l'Italia circa 400 miliardi in meno).
"Tutto ciò" conclude il Rapporto "significa semplicemente che, in caso di parità euro/dollaro, non avremmo avuto alcuna crisi europea da debito sovrano, Grecia compresa".
Questo disastro economico e sociale è stato realizzato espropriando la sovranità ai popoli e riducendo i governi a meri esecutori delle direttive degli eurocrati di obbedienza tedesca.

CRISI SPIRITUALE
A ciò si accompagna l'inesistenza politica dell'Europa sulla scena internazionale, derivata dall'inconsistenza politica e spirituale della sua potenza egemone, la Germania.
La Germania infatti - avendo accantonato la tradizione cattolica del dopoguerra (Adenauer), vero antidoto al totalitarismo - si è data un basso profilo politico e ha creduto di esorcizzare il passato nazionalismo con una moneta forte che la mettesse al riparo dall'inflazione, come se la causa del nazismo fosse stata "l'iperinflazione di Weimar" e non piuttosto un errore/orrore spirituale e ideologico.
Ma proprio la "religione" del supermarco è diventata la nuova maschera del vecchio nazionalismo, la nuova bandiera e il nuovo esercito per conquistare l'Europa.
L'euro non è altro che il supermarco imposto a tutta l'Unione europea (con i risultati disastrosi che abbiamo visto).
E l'euro è diventato l'unica identità della Ue, anch'essa senza connotati spirituali, né visione internazionale, né strategia.
La sudditanza tedesca all'America è diventata così la sudditanza europea. Negli anni di Obama è stata ancor più devastante. Lo si vede in questi giorni.
Gli Usa di Obama, dopo aver fatto disastri in Medio Oriente e in Nord Africa, rendendo esplosivo il Mediterraneo, hanno appena chiuso un vertice Nato dove all'ordine del giorno - incredibilmente! - non c'è stata la stabilizzazione del Mediterraneo (in cui l'Italia è il Paese più esposto), ma la destabilizzazione dell'Est europeo, con l'assurda criminalizzazione della Russia di Putin (a cui sono state imposte sanzioni che all'Italia costano un occhio).
La sconcertante strategia Obama-Clinton spinge verso una nuova guerra fredda, fatta di provocazioni e militarizzazione, che rischia perfino l'incidente atomico.

SUICIDIO
Tutto ciò si accompagna al disimpegno verso il terrorismo islamico (che Obama impone addirittura di non chiamare islamico), all'indifferenza per la sistematica violazione dei diritti umani nei regimi musulmani e ad una folle passività verso la bomba emigratoria dovuta alla demografia e a cause sociali e belliche.
Due immagini.
La ricchissima e disabitata Arabia Saudita che è pure il centro dell'Islam - sta costruendo un muro di 600 miglia lungo il confine con l'Iraq per bloccare i rifugiati iracheni e siriani (c'è qualcuno che protesta per questo? Il Vaticano ha detto qualcosa?).
La Germania - che nella Ue mette tutti in riga per la politica economica - si copre di vergogna e di ridicolo per le violenze di Capodanno sulle donne.
In una sola notte 1200 donne, in diverse città, sono state vittime di aggressioni sessuali, da parte di 2000 aggressori: 120 gli indagati, perlopiù nordafricani (la metà dei quali arrivati in Germania nel 2015) e alla fine - come ha rivelato il quotidiano Süddeutsche Zeitung - quattro condanne. Quattro!
Le autorità tedesche, fin da quella notte, hanno minimizzato la gravità dei fatti. Per motivi ideologici: la sbandierata "apertura" del governo tedesco agli emigranti.
Ma dietro questo atteggiamento di debolezza - che penalizza i cittadini tedeschi e soprattutto le donne - si nasconde in realtà una motivazione economica.
Anche la politica dell'emigrazione infatti è stata determinata in Germania dell'interesse economico.
I problemi sono denatalità e invecchiamento.
Nel corso di questo secolo il numero di donne tedesche in età riproduttiva diminuirà dal 50 al 66 per cento, cosicché l'economia di quel Paese chiede milioni di immigrati per tenere in equilibro i conti. E' scaltrezza politica o miopia suicida?
All'attuale tasso di natalità (1,3 figli per donna in età fertile) il popolo tedesco alla fine di questo secolo non ci sarà più (se non con nomi turchi o nordafricani e le relative culture d'origine).
Così - per una tragica eterogenesi dei fini - il perseguimento dell'interesse nazionale più egoista da parte della Germania, si rovescia nel suicidio di una nazione.
Lo stesso venale nichilismo è la malattia che affligge tutta la Ue. La quale non ha più nessun vigore spirituale, non fa più figli ed è diventata un brutale mercato, dogmaticamente laicista, immemore della sua storia bimillenaria e di una cultura e una fede che hanno illuminato il mondo intero.

AUTODEMOLIZIONE DELLA CHIESA
Anche la Chiesa Cattolica che, in Germania, sulla via tracciata da Ratzinger, avrebbe potuto risvegliare le forti radici spirituali e culturali di quel popolo, ha accantonato la sua identità ed è oggi un'enorme burocrazia che perde continuamente fedeli (oltre 100 mila ogni anno), ma incassa fondi immensi dal ricco stato tedesco.
La Kirchensteuer, la tassa ecclesiastica (obbligatoria), nell'anno 2012 ha convogliato 5,9 miliardi di euro nelle sue casse (una cifra sei volte superiore all'8 per mille della chiesa italiana, che è facoltativo), sebbene la chiesa tedesca (solo 24,3 milioni di cattolici) sia più piccola dell'italiana.
Quella tedesca è una chiesa "modernizzata", che ha archiviato l'autentica fede cattolica di sempre, sostituendola con la potenza economica e tecnocratica (la sola Caritas tedesca impiega circa 500mila persone a tempo pieno, più del gruppo Volkswagen che ne ha 389mila).
Oggi, con i suoi teologi progressisti (vedi Kasper) questa potente chiesa tedesca, anti-ratzingeriana e politically correct, è egemone nella Chiesa universale e sta guidando Roma verso la protestantizzazione, sotto il segno teutonico dei 500 anni di Lutero.
Così la germanizzazione sarà completa. E anche il suicidio spirituale. Ma così i popoli che si ribellano alle tecnocrazie saranno costretti ad affidarsi ai nazionalismi o a quelli che si chiamano "populismi".

Fonte: Libero, 14/07/2016

6 - QUATTRO NUOVE ARMI PER COMBATTERE LA BUONA BATTAGLIA DELLA FEDE
I nuovi Quaderni del Timone offrono argomenti contro 4 nemici della vera fede: buddismo, partigiani, Lutero, evoluzionismo
Fonte Timone, 14/07/2016

La collana de "I Quaderni del Timone" si arricchisce di nuovi titoli importanti su temi decisivi. Una guida per comprendere i grandi pericoli insiti nel buddhismo e la sua inconciliabilità con il cattolicesimo. Un quadro storico per conoscere il martirio della Chiesa a opera dei partigiani comunisti durante la guerra civile italiana. Un "piccolo catechismo" per rispondere alla falsa "riforma" eretica di Martin Lutero. E un manualetto per non lasciarsi irretire dalla pseudo-scienza che ci spaccia l'infondatezza dell'evoluzionismo per un fatto acclarato.

BUDDHISMO, PERICOLO SCONOSCIUTO (di Mario Arturo Iannaccone)
Il buddhismo è una delle "grandi religioni" del mondo e le dottrine che si rifanno direttamente o indirettamente a Buddha contano numerosi seguaci anche in Occidente. Il fascino culturale (e la moda) di quest'Oriente "sereno e pacifico" è enorme; personaggi dello spettacolo, del cinema e dello sport ne sono testimonial imitati; e talora vi è persino chi cerca di mediare tra buddhismo e fede cattolica. Pochi però sanno che di fatto il buddhismo è "ateo" e meno ancora ne conoscono il volto oscuro: una dimensione esoterica, rappresentata soprattutto dal tantrismo tibetano, che ha nel Dala Lama la sua guida. È un mondo fatto di pratiche aberranti e sconvolgenti. Il quaderno illustra e distingue l'incompatibilità esistente tra buddhismo classico e cristianesimo, e la pericolosità del buddhismo tantrico.
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CHIESA MARTIRE NEL TRIANGOLO DELLA MORTE (di Andrea Zambrano)
Nel cuore della Seconda guerra mondiale, dopo l'8 settembre 1943, l'Italia è stata devastata e sconvolta da una sanguinosa guerra civile che alla Chiesa Cattolica ha imposto un tributo di sangue enorme e assurdo. Sacerdoti e anche semplici seminaristi sono stati messi nel mezzo dello scontro, e talora delle faide, tra partigiani da un lato, e nazionalsocialisti e fascisti dall'altro. Ma il mondo ha avuto memoria soltanto delle vittime del "nazifascismo" scordandosi completamente degli innocenti uccisi con ferocia e barbarie dai comunisti spesso anche oltre la fine conflitto. Il teatro più crudo è stato quello del "triangolo" compreso tra Reggio Emilia, Ferrara e la provincia bolognese. Oltre 130 sacerdoti e religiosi sono stati sommariamente abbattuti in odio alla fede e ancora attendono giustizia.
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LUTERO, IL "RIFORMATORE" ERETICO (di Claudio Crescimanno e Nicolò Tarquini)
Nel 1517 il monaco tedesco ex agostiniano Martin Lutero provocò la più grande e grave frattura della storia della Chiesa dando vita al protestantesimo o, meglio, a quella famiglia (rissosa) dei protestantesimi che prima ha spaccato l'unità europea e poi ha frammentato il mondo. Lutero la Chiamò "Riforma", ma fu una vera rivoluzione che, contribuendo a plasmare il mondo moderno, ha introdotto modificazioni eretiche nella dottrina, nella prassi e nella liturgia; ha negato l'autorità del Pontefice romano e del Magistero tradizionale; ed ha avuto pesanti conseguenze anche sul piano politico, sociale ed economico. Nella rivoluzione di Lutero sono per molti versi riassunte ed emblematizzate tutte le eresie vecchie e nuove del cristianesimo. La sua incompatibilità con il cattolicesimo è totale e radicale.
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EVOLUZIONISMO. DUBBI E OBIEZIONI (di Marco Respinti)
L'evoluzionismo è la spiegazione della nascita e dello sviluppo della vita sulla Terra così come ipotizzato dal naturalista inglese Charles Darwin e in seguito elaborato attraverso la cosiddetta "Teoria sintetica". Suoi perni centrali sono la "selezione naturale", il "caso" e la necessità di tempi geologici enormemente lunghi. Ma nulla di tutto ciò è osservabile empiricamente: darwinismo e neodarwinismo si sottraggono dunque sistematicamente alla necessaria verifica a norma di metodo scientifico. Le affermazioni evoluzioniste sono peraltro lacunose e contraddittorie, e a volte persino truffaldine come nel caso di certi reperti tanto famosi quanto falsi. È un tema su cui si scatena la propaganda e infuria la battaglia culturale. Se infatti l'evoluzionismo radicale avesse ragione, Dio non servirebbe.
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Nota di BastaBugie: per l'elenco completo dei quaderni del Timone e di Junior T, clicca sul seguente link
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Fonte: Timone, 14/07/2016

7 - GAY PRIDE, MANIFESTAZIONI IN ODIO ALLA FEDE CATTOLICA
E intanto in Francia sculacciare un figlio è più grave che privarlo volontariamente del padre con la fecondazione per le lesbiche
Autore: Andrea Zambrano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 06/07/2016

Si scrive Gay Pride, si legge attacco alla fede. Ci sarebbe da riflettere, e magari domandarsi seriamente chi deve chiedere scusa a chi, nel passare in rassegna la carrellata di bestialità blasfeme e irrisioni al sentimento della fede, con le quali i gay pride si sono presentati nelle piazze di mezzo mondo. Dal Perù alla Spagna, dalla Colombia all'Italia, nelle ultime due settimane sono andati in scena più o meno dappertutto.
Con un unico comune denominatore: l'attacco alla Chiesa e alla fede cattolica: prostitute travestite da Madonne benedicenti, Madonne sacre che si baciano, cartelli osceni contro la Chiesa, persino un Sacro cuore arcobaleno. Il tutto in un aperto ed ostentato livore verso il sentimento religioso che da solo dovrebbe spiegare sufficientemente che se l'orgoglio di essere omosessuali si traduce nella bestemmia, c'è molto da riflettere da parte della comunità Lgbt su quelli che sono i capisaldi della convivenza.
Ed eventualmente anche da parte dei giornali che fanno da grancassa ai carnevali arcobaleno dipingendoli come innocue e folcloristiche manifestazioni di appartenenza. E quando qualcuno si azzarda a presentare denunce per offesa al sentimento della religione, ecco che c'è sempre un giudice pronto a derubricare la cosa a legittima satira.
Le radici anticristiane e smaccatamente blasfeme del gay pride non sono più nascoste. Non c'è solo il caso dello spot del Pride di Cagliari finito nel mirino della Procura della Repubblica dopo l'esposto dei senatori di Idea Giovanardi e Quagliarello. In giro per il mondo la parola d'ordine che ha fatto da leit motiv del caravanserraglio di piumini e drag queen è sempre uno: l'attacco alla Chiesa.
Il catalogo è questo, anzi sarebbe meglio chiamarlo il cahiers des doléances, un quaderno delle lamentele perché non è giusto che poi alla fine si debba sempre stare zitti: alzare la voce a volte può servire almeno per non sembrare proni ad una dittatura ormai imperante che pretende di zittire.

ITALIA
Del caso del video del gay pride di Cagliari finito con un esposto è stato detto abbondantemente. Basta solo aggiungere che l'irrisione alla Chiesa era rappresentata dalla madre del piccolo bambino irretito dipinta come una stagionata e isterica bigotta. Ma in Italia c'è un gay pride permanente, almeno nel periodo estivo, che non ha bisogno di scendere in piazza perché occupa, con il patrocinio della Regione Lazio, uno spazio fisso. Si tratta delgayvillage di Roma, mega festival della cultura Lgbt nato da Vladimir Luxuria e Imma Battaglia: lustrini, feste alcoliche e conferenze fanno da sfondo ad un cartellone estivo con la presenza del jet set dello spettacolo italico.
Ma nel suo fondo le motivazioni che lo animano non sono quelle dell'orgoglio, bensì quelle del risentimento anticattolico. In un articolo nella sezione più "culturale" del sito del gay village un attivista dallo pseudonimo decisamente provocatorio, Ezio Cristo, elenca le motivazioni dell'orgoglio gay in un mix di generici risentimenti che segnano le tappe del movimento gay moderno iniziato nel 1969 a New York. C'è un aspetto religioso nell'aneddotica Lgbt, con un mix di riti e di martiri riconosciuti che vanno onorati.
Perché se da un lato si vuole abbattere la religione cattolica dall'altro se ne vuole edificare un'altra all'insegna dell'omosessualismo. Un vitello d'oro che però deve trovare la sua ragione di sfogo e di rabbia nella Chiesa. Infatti tra i "martiri" ricordati, oltre al celebre Mario Mieli (attivista teorizzatore della pedofilia morto suicida) compare anche il nome di Alfredo Ormando "che nel 1998 si diede fuoco in Piazza San Pietro a Roma per andare contro una Chiesa che discriminava fortemente l'omosessualità". Contro la Chiesa. Tutto chiaro, lustrini e paillettes sono solo lo specchietto per le allodole con il quale i giornali confezionano di buoni sentimenti un'iniziativa che ha nell'odio alla fede la sua principale ragione d'essere.
La strategia di attacco però è anche nel tentativo di addomesticare ai propri interessi la Chiesa stiracchiandola di qua e di là. Su youtube una coppia di omosessuali, Damiano e Sergio, che ha già ricevuto una benedizione presso una chiesa Battista, annuncia le proprie nozze per settembre, sperando di poterlo fare anche in chiesa con una cerimonia cattolica. "Il nostro amore l'ha voluto Dio, ed è costruito sulla solida roccia. Siamo cristiani, ci confessiamo e facciamo la comunione regolarmente nella nostra parrocchia". Su quali basi? "Darci dei sodomoti o dei contronatura è offensivo e sbagliato e non ha più senso dato che si tratta di parole pronunciate 2000 anni fa". San Paolo ringrazierà e chissà, forse anche il loro parroco.

SPAGNA
Terra di frontiera per le sperimentazioni più aberranti, dopo l'attacco al cardinal Cañizares il gay pride di giugno nella sua Valencia si è svolto all'insegna dell'attacco sfrontato alla Chiesa e alle sue iconografie più sacre. I lettori ricordano il manifesto del pride spagnolo con le due Madonne (la Vergine degli indifesi di Valencia e la Virgen morenita di Barcellona) impegnate in un raccapricciante bacio saffico.
Ebbene, dopo la denuncia alle autorità presentata da un'associazione locale di fedeli, il giudice ha archiviato la denuncia considerando che l'immagine ha un "indubitabile sentimento satirico e provocatore". Dunque nessun reato di vilipendio o di offesa al sentimento religioso. Con buona pace del cardinale arcivescovo che parlava di dittatura dell'impero gay, se non è un regime totalitario, che cosa è?
Ma la novità di questi giorni è una copertina di una rivista di ultra sinistra diretta da Gonzalo Boye, un imprenditore condannato in passato a 14 anni di carcere per aver collaborato con l'Eta e con simpatie in gioventù per il Mir cileno (Movimento Izquierda Revolucionaria). La rivista si chiama "Mongolia" e nella sua ultima copertina reca l'immagine di un Gesù che strizza l'occhio sinistro mentre al posto del Sacro Cuore compare un cuore arcobaleno coronato di spine.
Ma ciò che ha urtato di più i fedeli è stato il titolo: "¡Viva Cristo Gay!", evidente parodia del grido dei cristeros con il quale affrontarono in Messico il martirio. Anche qui, perché pure queste bestemmie hanno bisogno di una ritualità, il richiamo al religioso serve alla causa tanto per attaccare la Chiesa quanto per appiattirla sulle proprie posizioni. Ma siamo di fronte ad un "intellò" che si era già distinto in passato per aver definito Madre Teresa di Calcutta "miserabile".

PERU'
Andando dall'altra parte dell'Atlantico incontriamo in Perù un pride decisamente sopra le righe dove la protagonista, oltre al primo ministro che ha partecipato, era lei: Angela Villon, prostituta già candidata al congresso che ha sfilato travestita da Vergine Maria e benedetto gli astanti. La manifestazione, chiamata Orgullo gay è servita anche per promuovere la depenalizzazione dell'aborto, che in Perù è ancora reato, tanto che diversi parlamentari e persino ministri hanno fatto capolino. Inutile aggiungere il solito elenco di cartelli contro la Chiesa e la fede.

COLOMBIA
Il giorno dopo, il 3 luglio a Bogotà in Colombia è stata la volta dell'orgullo locale chiamato "pace nella dignità". Corteo incentrato sul massacro di Orlando, che di omofobico ormai abbiamo visto non aveva nulla, ma aveva altre genesi. Però l'occasione per attaccare la Chiesa era troppo ghiotta. Così si sono visti molti cartelli contro la religione definita "la principale fonte di omofobia".

CILE
Appena terminato l'orgullo di Santiago, la presidente Michelle Bachelet ha pensato bene di escludere la Chiesa cattolica tra le realtà invitate al tavolo di concertazione per il disegno di legge sul matrimonio omosessuale che sarà discusso in parlamento. Una decisione provocatoria e unilaterale, perché se è vero che la Chiesa avrebbe portato al dibattitto il suo no fermo e deciso, è anche vero che nelle intenzioni del governo c'era l'idea di arrivare ad una decisione il più condivisa possibile sentendo anche le voci contrarie e ascoltando le loro ragioni.
Pochi giorni fa la marcia indietro: la Chiesa e le associazioni del laicato cattolico pro life inizialmente invitate sono state estromesse tanto che i giornali hanno titolato: "La legge sul matrimonio gay sarà imposta". Ma la decisione viene dall'alto. Due anni fa il Cile ha ricevuto la visita della commissione per i diritti umani che fa capo all'Organizzazione degli Stati Americani (Osa), che hanno sezionato il tenore di vita degli indios Mapuche per contestare al governo maggiore apertura.
Ma uno dei crucci principali della piccola Onu americana è proprio l'attuazione delle politiche Lgbt. Infatti al Cile è stato fatto notare che anche favorire politiche Lgbt rientra nel novero del rispetto dei diritti umani. Con queste premesse, chi potrà salvarsi dall'accusa di voler attentare ai diritti fondamentali della persona?

Nota di BastaBugie: Leone Grotti nell'articolo sottostante dal titolo "In Francia sculacciare un figlio è più grave che privarlo volontariamente del padre" rivela che in Francia il ministro delle Famiglie ha fatto il primo passo per autorizzare la fecondazione eterologa anche per le coppie di lesbiche. Quindi se privi un bambino del padre, va bene. Ma se lo sculacci...
Ecco l'articolo completo pubblicato su Tempi il 6 luglio 2016:
In Francia è più grave dare una sculacciata a un bambino che privarlo volontariamente di un padre. Controsensi dell'era Hollande, che stanno sempre più trasformando la République nel grottesco e spaventoso Mondo nuovo immaginato da Aldous Huxley.
Ieri il ministro delle Famiglie (rigorosamente al plurale), Laurence Rossignol, ha annunciato che abrogherà la circolare inviata in passato dal suo dicastero a tutti i ginecologi che vietava loro di orientare le coppie di lesbiche all'estero per praticare la fecondazione eterologa. In Francia la fecondazione è vietata per le coppie di lesbiche, dal momento che in origine era stata pensata come soluzione per chi non poteva avere figli e non per chi voleva averne anche a costo di privare programmaticamente i neonati di un padre. La circolare non aveva come obiettivo solo quello di far rispettare la legge, ma anche quello di evitare la corruzione dei ginecologi, impedendo che venissero foraggiati da cliniche straniere per indirizzare a loro le pazienti.
Noncurante delle motivazioni pratiche, al pari di quelle legali, Rossignol ha dichiarato che «non c'è alcuna ragione di complicare la vita» alle coppie di lesbiche e di «discriminarle, rifiutando loro l'accesso a una tecnologia che è aperta alle coppie eterosessuali». Se questo importante passo verso il progresso non è stato fatto prima, continua il ministro, è solo a causa della «violenza dei reazionari e dei conservatori».
Contemporaneamente a questa misura, Rossignol è riuscita a far approvare all'Assemblea nazionale un emendamento al progetto di legge Uguaglianza e cittadinanza che vieta ai genitori di sculacciare i figli. Al Codice civile francese, che vieta ai genitori ogni «trattamento crudele, degradante o umiliante» dei figli, è stata aggiunta questa postilla: «Compreso ogni ricorso alle violenze corporali». Chi infrange la legge, precisa il legislatore, non potrà essere messo in carcere, ma dovrà pagare un'ammenda: «La regola è di natura esclusivamente civile e non si accompagna ad alcuna nuova sanzione penale».
Per Rossignol, questo emendamento è «indispensabile alla prevenzione del maltrattamento dei bambini». Per i «reazionari e i conservatori», così come per la legge francese, anche non essere volontariamente privati di un padre sarebbe indispensabile per i bambini. Ma per il ministro dell'Infanzia questo non è un buon motivo per «complicare la vita» alle coppie di lesbiche.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 06/07/2016

8 - LE TRE ARMI DELL'AUTODISSOLUZIONE DELL'OCCIDENTE
La nostra è la società della menzogna eretta a sistema di vita pubblica secondo l'insegnamento di Voltaire
Autore: Massimo Viglione - Fonte: Civiltà Cristiana, 18/07/2016

«Mentire è un vizio che conduce al male, ma è davvero una gran virtù quando è rivolta al bene. Perciò sii più virtuoso che mai. Si deve mentire come il diavolo, non timidamente, non di tanto in tanto, ma audacemente e sempre» (Voltaire, lettera a Thiriot).

TRE MOTIVI DELLA DISSOLUZIONE IN CORSO
Le ragioni per le quali il nostro mondo sta andando verso la dissoluzione e il nichilismo assoluto sono molteplici, ma ve ne sono tre fondamentali, su cui si basano tutte le altre.
1. Perché i dissolutori sanno che possono dire qualsiasi folle o ridicola menzogna (che i bambini di un anno hanno bisogno di sesso e quindi la pedofilia pacifica va accettata, o che è giusto cantare a ballare "Gelato al cioccolato" durante la Messa, o che l'Islam è una religione di pace, o che l'Italia è un paese proiettato verso il futuro, o che gli insetti sono buoni, e così via), che prima o poi, a furia di essere detta e ridetta, sarà da alcuni accettata, da molti difesa, da quasi tutti infine inverata;
2. perché i dissolutori sanno che qualsiasi cosa ci facciano (modificarci antropologicamente insegnando l'omosessualismo e il gender perfino nelle scuole ai nostri bambini, ridurci in miseria, toglierci il posto fisso e la pensione, mandare in galera gli innocenti che si difendono e liberare i violenti che assalgono gli innocenti, dare le case degli italiani agli immigrati, distruggere la nostra civiltà e dissolvere il nostro popolo mediante un'invasione generale delle nostre terre, profanare mostruosamente le cose più sacre della nostra religione, e così via)... noi non reagiamo. Basta una partita di calcio, un cellulare, un divertimento, e dimentichiamo tutto. Compresi migliaia di morti ammazzati nelle nostre strade senza difesa alcuna.
Loro sanno che noi non reagiamo. Ci hanno anche messo Facebook come sfogatoio generale... Tanto sanno che facciamo poco o nulla di concreto. Tutte cose per loro perfettamente gestibili.
3. Poi c'è l'adesione - conscia o inconscia che sia - alle mode e al "mainstream": meglio non apparire scomodi, diversi, ma apparire come ci vogliono. Meglio non pensare e pensare solo a noi stessi.

CI HANNO TOLTO LE ARMI E ORA SIAMO INDIFESI
Ecco le tre armi invincibili della dissoluzione, perché annullano ogni possibile reazione: menzogna, abitudine, moda.
Ci hanno tolto le armi per difenderci, ogni genere di armi. E, ora, di conseguenza, siamo indifesi.
In più, coloro che dovrebbero essere le nostre guide e i nostri difensori, i nostri maestri e punti di riferimento, sono passati nella quasi totalità con i dissolutori e sostengono il loro gioco in ogni modo possibile, ma anzitutto, ancora una volta, con la menzogna eretta a sistema di indottrinamento psicologico "delle masse". Perché ci hanno trasformato da persone in "massa".
E chi non si adegua, è intollerante, esagerato, pericoloso, ridicolo, oppure razzista, omofobo, ecc. ecc. E deve essere isolato, licenziato, emarginato, perché non accetta la menzogna, l'abitudine, la moda.
Ecco spiegato in poche righe il meccanismo operativo della dissoluzione.

L'UNICA VIA DI SALVEZZA
Poi c'è il meccanismo ideologico a monte. Ma quello è molto più complicato.
Volete sapere qual è la verità? La verità è che oggi mentono tutti, o quasi tutti. Come nessun altra società della storia passata, la nostra è la società della menzogna eretta a sistema di vita pubblica.
Non per niente, come loro stessi dicono, siamo tutti figli di Voltaire.
E i risultati sono dinanzi ai nostri occhi.
Forse, sarebbe giunto il momento non solo di dirci la verità tutta e fino in fondo, ma - cosa enormemente più difficile a farsi - accettarla come essa è. Ammettere di aver sbagliato, magari per anni, magari per una vita intera. Ammettere che i "nostri eroi" mentono, e che sono diventati "eroi", ovvero hanno raggiunto quella posizione di potere, proprio perché mentono. Dovremmo ammettere a noi stessi che non è difficile capire quando un potente, chiunque sia, mente: è sufficiente utilizzare il proprio cervello ed essere onesti fino in fondo. Costi quello che costi.
È l'unica via di salvezza che abbiamo. Altrimenti, il ghigno sulfureo di colui che è l'incarnazione stessa dell'illuminismo e della modernità ci sommergerà tutti per sempre.
Ricordiamoci di 500.000 cristiani che hanno dato la vita in Francia per non aver ceduto a quel ghigno tra il 1792 e il 1794.
Ecco uno spunto di meditazione per questa estate del 2016.

Fonte: Civiltà Cristiana, 18/07/2016

9 - OMELIA XVII DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 11,1-13)
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 24 luglio 2016)

«Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1). Anche noi, come i Discepoli del Vangelo, dobbiamo imparare a pregare e le letture di questa domenica ci danno dei preziosi insegnamenti. La prima lettura ci riporta l'episodio di Abramo che intercede per le città di Sodoma e Gomorra. In queste due città dilagava il vizio contro natura. Dio disse ad Abramo: «Il grido di Sodoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave» (Gen 18,20). Dio voleva distruggere quelle città per i peccati dei loro abitanti, ma per le insistenti preghiere di Abramo, se avesse trovato anche solo dieci giusti tra i loro abitanti, Egli non le avrebbe annientate.
Questo episodio ci insegna quanto è importante la preghiera delle anime buone. Essa trattiene i giusti castighi che ci meritiamo. Per questo motivo un tempo, quando vi era una fede più viva, le nostre città facevano a gara per avere dei monasteri ove ci fosse chi, notte e giorno, pregasse per tutti gli abitanti. Avere questi monasteri era per loro la migliore protezione contro i mille pericoli che incombevano, pericoli di nemici, pericoli di cataclismi, pericoli di pestilenze, pericoli di ogni genere. La presenza di quelle anime oranti era molto importante soprattutto per ottenere la grazia più grande, la grazia della salvezza eterna.
Tante volte capita che qualcuno si raccomandi alle preghiere di qualche anima consacrata. Questa consuetudine è molto bella e riflette la consapevolezza che la nostra preghiera è debole e che abbiamo bisogno di qualcuno che preghi per noi. Vogliamo soprattutto ricorrere alla preghiera della Beata Vergine Maria. Ella tutto ottiene ai suoi figli, soprattutto a quelli che a Lei ricorrono. In un Santuario mariano mi è capitato di vedere che l'icona raffigurante la Madonna presentava qualcosa di particolare. Il pittore aveva raffigurato la Vergine con le mani giunte, in atteggiamento orante, e le mani erano grandi, leggermente sproporzionate rispetto al volto. In un primo momento pensai che quella sproporzione fosse frutto della mancanza di abilità del pittore. Solo in un secondo momento mi spiegarono che quello non era uno sbaglio ma era proprio nell'intenzione del pittore, il quale, con quelle mani grandi, voleva significare la potenza dell'intercessione di Maria. Affidiamoci anche noi alla sua preghiera e troveremo sempre aiuto e protezione.
Nel Vangelo troviamo altri preziosi insegnamenti. Prima di tutto, Gesù insegna ai Discepoli la preghiera del Padre nostro. Questa è la preghiera per eccellenza. Ogni altra preghiera deve riflettere nei contenuti questa meravigliosa orazione uscita dal Cuore e dalle labbra del Salvatore. Essa ci insegna a ricercare al di sopra di tutto la gloria di Dio, l'adempimento della sua Volontà, ben sapendo che Dio, Padre buono, si prenderà cura della nostra vita. Essa ci insegna a riconoscere le nostre colpe, a domandare umilmente perdono, con il dovere però di perdonare anche noi il nostro prossimo. Sarà una cosa molto bella meditare lentamente questa preghiera, assaporandola parola per parola.
Nel proseguo del Vangelo, Gesù ci insegna ad essere insistenti nella nostra preghiera. Dobbiamo imitare quell'uomo che andò a bussare a mezzanotte per chiedere del pane. Se non venne esaudito per amicizia, venne comunque esaudito per la sua insistenza. Ci sono delle parole che devono animarci a pregare con grande fiducia. Gesù ci dice: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Lc 11,9). Con la preghiera noi bussiamo al Cuore di Gesù e troveremo tutto ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Una cosa, soprattutto, ferisce il Cuore del nostro Salvatore: la nostra diffidenza. Proponiamoci di non dare più questo dispiacere a Gesù, ben sapendo che, se non otteniamo ciò per cui preghiamo, otterremo qualcosa di ancora più grande. Forse ora non siamo in grado di accorgercene, solo un giorno lo comprenderemo.
Infine, Gesù ci insegna la Bontà di Dio Padre: «Se voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!» (Lc 11,13). Dio ascolterà le nostre preghiere, non perché noi siamo buoni, ma perché Egli è buono e desidera aiutarci. Ogni nostra preghiera sarà sempre ascoltata da Lui, nella misura della nostra umiltà, fiducia e perseveranza.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 24 luglio 2016)

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