BastaBugie n°472 del 21 settembre 2016

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1 IL CATTOSAURO E' IN VIA DI ESTINZIONE?
E' retaggio dell'era glaciale preconciliare, sopravvissuto alla modernità ha una struttura fisica-dottrinale molto semplice: crede in un solo Dio, prega con il rosario, digiuna, si confessa, fa la comunione ed è monogamo...
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 EUTANASIA SU UN MINORE IN BELGIO? IN REALTA' E' UN CASO MONTATO AD ARTE PER LA PROPAGANDA DI MORTE
Il ''minore'' ha quasi 18 anni perché il vero obiettivo non sono i bambini (zero richieste in 2 anni), ma le persone ''improduttive'', vite non degne di essere vissute (secondo lorsignori)
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: Tempi
3 E' MORTO A 91 ANNI IL FAMOSO ESORCISTA PADRE AMORTH
Il ricordo di Padre Bamonte, suo successore nell'Associazione internazionale degli esorcisti (VIDEO: Padre Amorth a Rai Uno)
Autore: Roberto Zanini - Fonte: Avvenire
4 LA TRASMISSIONE ''FORUM'' SI TINGE DI ARCOBALENO
La mielosa conduttrice Palombelli rafforza il palinsesto già gay-friendly di Canale 5 (ad es. Maria De Filippi e la squadra di omo-bi-tran-sessuali)
Autore: Cristiano Lugli - Fonte: Osservatorio Gender
5 LE ULTIME RIVELAZIONI DI BENEDETTO XVI SULLO IOR INFITTISCONO IL MISTERO
Dell'ingiusta cacciata del presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi il Papa si assume la responsabilità, ma il segretario Ganswein e il portavoce Lombardi evevano detto il contrario
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
6 L'ITALIA KO PER I DISASTRI DI CIAMPI & CO.
Anche Confindustria e Repubblica si accorgono che il Pil italiano è fermo da 15 anni (guarda caso, da quando c'è l'Euro introdotto grazie a Ciampi e le elites europee) non sarà forse il caso di riprendersi la nostra sovranità politica e monetaria?
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
7 LE FURBERIE, LE OMISSIONI E I SORRISINI DI MONICA CIRINNA' AI GIORNALISTI
Ormai è chiaro che il vero obiettivo della legge sulle unioni civili era e rimane un cambiamento di mentalità
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano
8 IL 16 OTTOBRE SARA' PROCLAMATO SANTO JOSE' SANCHEZ DEL RIO, IL 15ENNE MARTIRE CRISTERO
Cercano di fargli rinnegare la fede promettendogli del denaro, la carriera militare e un espatrio negli USA, ma la sua risposta è una sola: ''Viva Cristo Re! Viva la Madonna di Guadalupe!''
Autore: Cristina Siccardi - Fonte: Corrispondenza Romana
9 OMELIA XXVI DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 16,19-31)
Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - IL CATTOSAURO E' IN VIA DI ESTINZIONE?
E' retaggio dell'era glaciale preconciliare, sopravvissuto alla modernità ha una struttura fisica-dottrinale molto semplice: crede in un solo Dio, prega con il rosario, digiuna, si confessa, fa la comunione ed è monogamo...
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09/09/2016

Finirà presto nel Museo delle Scienze religiose. Stiamo parlando del cattosauro. Ne esistono ancora degli esemplari, ma - a parte qualche eccezione - vengono allevati in stato di cattività. Reclusi in spazi angusti e non più liberi di scorrazzare in un ambiente sano, dottrinalmente salubre, in quelle praterie verdi che nel cretaceo erano costantemente assolate dalla verità e dove le nebbie del dubbio e del confronto non esistevano. È proprio vero: le mutazioni climatiche sono una tragedia.
Il cattosauro, retaggio dell'era glaciale preconciliare, è in via di estinzione. Il problema è legato all'ecosistema in cui oggi si trova a vivere. Troppi veleni chimici - pensiamo alle varie pillole abortive e contraccettive - scarsità di femmine e maschi adatti ai loro ruoli, costantemente oggetto di preda di varie specie imbastardite come i cattodem e i cattoprog i quali furono centrati in pieno dai meteoriti del modernismo, ma sopravvissero, seppur con importanti mutazioni genetiche nell'ortodossia.

MAL SI ADATTA ALL'ERA POST-MODERNA
Il cattosauro, invece, mal si adatta all'era post-moderna. Lui, sin dal cretaceo, è sempre stato monogamico e invece cercano in tutti i modi di addestrarlo alla promiscuità; è sessualmente stanziale e all'opposto tentano di spingerlo alla sessualità nomade; si accoppia ancora con un membro della sua specie di sesso differente e si imbizzarrisce non poco se qualcuno del suo stesso sesso gli lancia ammiccamenti lascivi; è abituato a figliare, altrimenti non sarebbe arrivato sin qui; dialoga, ma conserva la sua voce e non si mette a muggire per compiacere le vacche.
Lo tacciano giustamente di essere primitivo perché sia la sua struttura fisica-dottrinale sia il suo comportamento sono semplici, di base: crede ancora in un solo Dio e pensa che anche tutti le altre specie di credenti - ebrei e islamici compresi - dovrebbero convertirsi a quest'unico Dio; ritiene in modo incrollabile che dopo morti ci siano premi e castighi per tutti (cose da tombe egiziane, commenta qualche illuminato specialista); ripete in modo ossessivo - a parere degli etologi religiosi come Vito Mancuso e Alberto Melloni - condotte stereotipate, come pregare, a volte utilizzando il rosario come l'uomo della pietra usava il coltello in selce, recarsi a Messa alla momenica, digiunare in certi periodi non per scarsità di cibo ma per amore, sottoporsi a strani riti che, secondo sempre i paleontologi più accreditati, erano riti più magici che ragionevoli: cospargere di acqua la testa di un neonato, ungere con dell'olio dei ragazzi, inginocchiarsi davanti ad un membro della sua stessa specie con una stola viola sulla spalle per confessare l'inconfessabile, mangiare del pane credendo che sia Dio e via dicendo.

UN'ANOMALIA EVOLUTIVA
In breve, il cattosauro è un'anomalia evolutiva secondo la teoria darwiniana, un fossile vivente che contraddice tutte le leggi pastorali varate di recente, una specie di celacanto religioso, una bizzarria buona solo per un Super Quark teologico. Non dovrebbe esistere e, infatti, fanno di tutto per eliminarlo, schiacciarlo come la zanzara Zika, oppure se va bene - come dicevamo più sopra - tentano di rinchiuderlo in una riserva protetta. La soppressione del cattosauro è doverosa perché, ne sono certi gli infettivologi vaticanisti, il cattosauro può veicolare malattie. L'ortodossia recidivante, il cattolicesimo in forma integrale che può evolversi nel buon senso metastatico, il giudizio retto che provoca occlusioni agli apparati stupidi, la cronicità e irreversibilità del vincolo coniugale, la necrosi dei tessuti molli dei sistemi complessi quali i consigli pastorali e le facoltà teologiche del nord Europa, l'ilarità compulsiva e rush cutanei al solo contatto con la carta della stampa cattolica (non tutta), le allergie e travasi di bile dopo l'ingestione delle prime due righe di alcuni piani pastorali, la liturgico-fobia verso le celebrazioni più diffuse, la fotosensibilità verso le foto di Augias e Saviano.
A volte, però, il cattosauro muove a tenerezza, lui così fuori posto oggi, con quelle mani giunte e ginocchia piegate davanti al Tabernacolo; con i suoi "sì, sì, no, no" che ai semiologi teo-prog appaiono infantili, propri dei bimbi che iniziano a sillabare; con quel baule di credenze che chiama verità rivelate e che si porta sempre appresso come la copertina di Linus; con quella moglie che non cambia mai. Il cattosauro però rimane specie in estinzione. Da qui una proposta. Adotta anche tu un cattosauro. Sostieni la Bussola.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09/09/2016

2 - EUTANASIA SU UN MINORE IN BELGIO? IN REALTA' E' UN CASO MONTATO AD ARTE PER LA PROPAGANDA DI MORTE
Il ''minore'' ha quasi 18 anni perché il vero obiettivo non sono i bambini (zero richieste in 2 anni), ma le persone ''improduttive'', vite non degne di essere vissute (secondo lorsignori)
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: Tempi, 20/09/2016

È stato presentato (erroneamente) come il primo caso al mondo di eutanasia su un minore, permesso da una legislazione unica nel suo genere. Eppure l'episodio «pare montato ad arte». Solo qualche giorno dopo, infatti, «quando ormai tutti pensavano che fosse stato un bambino a chiedere l'eutanasia, si è scoperto che a domandarla era stato un quasi maggiorenne». A commentare a tempi.it la vicenda che in poche ore ha valicato i confini del Belgio è Carine Brochier, tra i direttori dell'Istituto di bioetica europeo.
A questo primo caso pensa che ne seguiranno altri?
Questo caso è davvero stano. La notizia è uscita come se si trattasse del primo bambino a richiedere la morte e solo ora, dopo essere passato così nell'immaginario di tutti, si scopre che il protagonista era un ragazzo che stava per compiere 18 anni. Come mai? Era necessario un episodio, perché sebbene l'eutanasia sui minori in Belgio sia permessa da oltre due anni finora non c'era stata alcuna domanda. Anche se i numeri, in generale, sono aumentati vertiginosamente da quando l'eutanasia è legale: nel 2003 la richiesero in 235 nel 2013 eravamo già a 1.816 richieste.
Perché montare un caso simile se la legge permette già tutto?
I dati dimostrano l'inutilità della norma, che fu approvata senza alcun dibattito come risposta a un problema urgente. La mancanza di altri casi svela che dietro alle spinte legislative non c'è alcuna domanda da parte della società. Una verità confermata anche dai Paesi Bassi, dove gli episodi che coinvolgono i minorenni, a dieci anni dall'introduzione dell'eutanasia infantile, sono solo cinque. Mi pare evidente che l'obiettivo della campagna mediatica sia quello di accrescere la domanda eutanasica attraverso l'incremento dell'offerta.
Nonostante la legge, le richieste da parte dei minorenni restano praticamente inesistenti.
Non serve che la legge sia applicata, basta che ci sia. E non serve che si tratti davvero di un bambino o che i casi siano molti, ne basta uno per mutare la mentalità. L'obiettivo non sono tanto i bambini, ma tutti coloro che sono improduttivi: se si accetta l'idea che un piccolo innocente possa essere ucciso, a maggior ragione è ammissibile l'omicidio dei malati, degli anziani, dei dementi. Il tentativo è quello di spingere le persone improduttive a chiedere di essere uccise. Non a caso aumentano gli anziani che ormai ragionano così: "Se per tutti sono un peso, se rappresento solo un costo, allora meglio togliersi di mezzo".
Ottenuto questo, non resta più niente da ottenere.
Purtroppo ci sono altri step. Il prossimo sarà l'eutanasia come diritto, per cui verrà cancellata l'obiezione di coscienza di medici e infermieri. Molti di loro temono e testimoniano una pressione crescente in questo senso. Ci avviciniamo al totalitarismo vero e proprio.
Addirittura?
Questo ultimo caso rappresenta solo un piccolo tassello di un puzzle enorme per cui lo Stato deciderà chi deve vivere e chi no, a seconda della produttività e dell'efficienza del cittadino. E nei Paesi Bassi sta già accadendo che i medici si sentano in obbligo di uccidere, tanto che alcuni di loro stanno provando a reagire.
Nessuno in Belgio di fronte a quest'ultimo fatto ha protestato o avuto ripensamenti?
Sono anni che la macchina mediatica fa leva sul sentimentalismo. La gente ormai è abituata a giudicare in base alle sensazioni. È diffusissima la mentalità per cui l'eutanasia è la risposta alla sofferenza che va debellata. Questo modo di ragionare è cieco, infatti non vede il paradosso: per cancellare la sofferenza si cancella il malato che si dice di voler aiutare. La risposta ragionevole alla sofferenza resta solo una: l'accompagnamento di chi soffre e l'alleviamento delle sofferenza, anche attraverso le cure palliative oggi sempre più evolute.
In Italia le pressioni per la legalizzazione dell'eutanasia crescono. Naturalmente si parla di una legge che la permetta solo in casi eccezionali. Lei cosa direbbe ai legislatori italiani?
Che quando sei nel tuo salotto e lasci la finestra socchiusa, se c'è il vento la finestra si aprirà sempre di più. Allo stesso modo se ammetti anche un solo caso di eutanasia legale, la via non potrà che essere l'estensione totale della pratica, perché se la vita diventa giuridicamente disponibile non avrai più basi legali per giustificare la presenza di limiti. Il Belgio lo dimostra: nel 2002 la norma era rigida ed era limitata ai "casi eccezionali", oggi siamo davanti alla più totale mancanza di controllo sulla sua applicazione (si veda quest'ultimo caso di cui non si sa quasi nulla, né le condizioni mentali del diciassettenne, né l'opinione della sua famiglia in merito). E così, se in principio l'eutanasia era presentata come un'eccezione, oggi siamo quasi all'obbligo di praticarla.
C'è ancora speranza?
Si può sperare negli uomini e nelle donne pronti ad opporsi, nei medici e negli infermieri che si rifiutano di piegarsi a uno Stato che li vuole esecutori di morte.

Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo sottostante dal titolo "Belgio, il silenzio dei vescovi genera mostri" riflette su come un paese dalla solida tradizione cattolica sia potuto arrivato a questo abisso. La risposta è semplice e allarmante allo stesso tempo: con un rapido processo di scristianizzazione indotto da vescovi impegnati esclusivamente a portare il pensiero del mondo nella Chiesa.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 21 settembre 2016:
Di fronte al primo caso di eutanasia al mondo su un minorenne, la scorsa settimana in Belgio, non si sa se provare più orrore per il fatto in sé o per le reazioni di tanti autorevoli opinionisti, anche in Italia, che ne danno una giustificazione teorica e vorrebbero approfittare del caso belga per spingere la legge sull'eutanasia anche nel nostro paese (vedi l'oncologo Umberto Veronesi).
Ma c'è anche una domanda che sorge spontanea, leggendo questi scienziati che denunciano il presunto "ritardo" del nostro paese dandone la colpa al bigottismo tipico di un paese di tradizione cattolica.
Come è possibile che invece un altro paese con una grande tradizione cattolica, come il Belgio, sia il primo paese al mondo ad ammettere l'eutanasia senza limiti di età e il primo ad effettuarla? Il Belgio come nazione esiste proprio in quanto cattolico, ovvero si tratta di quelle province che tra XVI e XVII secolo, durante la Guerra d'indipendenza olandese, resistettero alla Riforma protestante e restarono fedeli al Re di Spagna. Il Belgio ha anche un'importante tradizione di missionari: solo 150 anni fa fu fondata una Congregazione dedicata al Cuore Immacolato di Maria (Missionari di Scheut) che hanno avuto un importante ruolo nell'evangelizzazione dell'Africa. E non sono passati neanche molti anni da quel 4 aprile 1990 quando re Baldovino del Belgio, per non firmare la legge che depenalizzava l'aborto, abdicò per due giorni: quel gesto non fermò l'introduzione dell'aborto ma rimase comunque significativo, soprattutto se lo paragoniamo al comportamento dei governanti cattolici italiani dodici anni prima.
Oggi invece, davanti all'eutanasia per i minori (approvata due anni fa) e al primo caso di morte procurata è calato il silenzio: non solo dei politici, ma anche della Chiesa. L'unico che ha alzato la voce in questi anni è stato l'attuale arcivescovo emerito di Bruxelles, monsignor André-Joseph Leonard, guarda caso considerato un corpo estraneo all'interno della Chiesa belga, un'imposizione di Benedetto XVI mal sopportato dal resto dell'episcopato: le sue canoniche dimissioni al compiersi dei 75 anni di età sono state immediatamente accolte, per poter tornare all'antico.
Ma è proprio questo "antico" la causa di un processo di scristianizzazione velocissima, tale che la partecipazione alle messe domenicali riguarda ormai appena il 5% della popolazione (ancora 15 anni fa erano l'11%), nella capitale l'1,5%. E se ancora oggi i due terzi della popolazione belga sono nominalmente cattolici, soltanto la metà dei nuovi nati riceve il battesimo, e i numeri sono in costante discesa. Nel frattempo molte chiese, rimaste vuote, hanno cambiato destinazione d'uso - centri commerciali, mercati, moschee - e una recente inchiesta del quotidiano Le Libre rivela che circa le metà delle chiese sono a rischio chiusura.
Il tracollo della Chiesa belga ha coinciso con il dopo Concilio, e non certo a caso. Qui forse più che altrove, il dopo-Concilio ha coinciso con una spericolata rincorsa per inseguire il mondo, anzi per portare la mentalità del mondo nella Chiesa cattolica: il cardinale Leo Suenens e il suo successore cardinale Godfried Danneels sono stati i protagonisti incontrastati di questa stagione che, invano, Benedetto XVI cercò di arginare nominando monsignor Leonard arcivescovo di Bruxelles, successore di Danneels.
Arrivati i suoi 75 anni quasi un anno fa, Leonard è stato immediatamente sostituito dall'ex ausiliare di Danneels, Jozef de Kesel, così che il cammino progressista ha potuto riprendere a pieno regime. È una ormai lunga stagione in cui prevale la demolizione della Chiesa cattolica e la sua trasformazione in denominazione protestante. Tutti concentrati in battaglie che portano lo spirito del mondo nella Chiesa (aborto, contraccezione, sacerdozio dei preti, unioni gay e così via) e nessuna attenzione al popolo di Dio in fuga. Anzi, si mettono le fondamenta per ulteriori disastri, come dimostra l'incredibile vicenda dell'unico seminario che raccoglieva vocazioni in abbondanza (istituito da monsignor Leonard), costretto a chiudere con la patetica scusa che ci sono troppi seminaristi francesi...
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la scristianizzazione a tappe forzate del Belgio va di pari passo con l'acuirsi della crisi economica e della crisi sociale, con l'affermarsi di una bioetica ostile all'uomo, con la resa incondizionata davanti a leggi e provvedimenti (aborto, eutanasia, matrimoni gay) che attaccano l'uomo, vertice della Creazione. Se oggi il Belgio ha esteso la sua legge sull'eutanasia ai minori anche ai silenzi dei vescovi belgi va chiesto conto.

Fonte: Tempi, 20/09/2016

3 - E' MORTO A 91 ANNI IL FAMOSO ESORCISTA PADRE AMORTH
Il ricordo di Padre Bamonte, suo successore nell'Associazione internazionale degli esorcisti (VIDEO: Padre Amorth a Rai Uno)
Autore: Roberto Zanini - Fonte: Avvenire, 19 settembre 2016

Una grande folla per l'ultimo saluto a don Gabriele Amorth, l'esorcista morto sabato sera a Roma a 91 anni. I funerali si sono tenuti nella grande chiesa Regina degli Apostoli nel quartiere San Paolo. A celebrare il vescovo ausiliare monsignor Paolo Lojudice e il superiore generale della Società San Paolo (al quale don Amorth apparteneva) don Valdir José De Castro. Con loro un centinaio di sacerdoti, fra i quali numerosi esorcisti col presidente della loro associazione internazionale padre Francesco Bamonte [leggi: UN ESORCISTA RACCONTA di Padre Francesco Bamonte, clicca qui, N.d.BB].
Almeno 1500 persone hanno seguito il rito, molte non entrando in chiesa sono rimaste sul sagrato. Almeno un migliaio anche quelle che per l'intera domenica e tutta la mattina di lunedì sono sfilate davanti alla salma esposta nella cripta al di sotto della chiesa, accanto alla sepoltura del beato Giacomo Alberione, fondatore della Società San Paolo.
Persone provenienti da tutta Italia e non solo, fra le quali tante quelle che avevano avuto da padre Gabriele conforto e aiuto nella malattia. Molti i partecipanti ai numerosi gruppi di preghiera che padre Gabriele seguiva a Roma. E tanti anche coloro che si univano con lui in preghiera negli esorcismi.
Alla fine della celebrazione, nel ricordare Amorth, padre Bamonte ha sottolineato il suo impegno "tenace e appassionato" di sensibilizzazione all'interno e all'esterno della Chiesa in favore delle persone che soffrono nello spirito e hanno bisogno dell'aiuto specifico degli esorcisti. Fu proprio padre Amorth, ha ricordato Bamonte a riunire nel 1991 per la prima volta gli esorcisti italiani e a fondare nel 1994 l'Associazione internazionale degli esorcisti della quale è stato per lungo tempo presidente. Associazione i cui statuti sono stati riconosciuti e approvati ufficialmente il 13 giugno 2014.
"Suo unico scopo - ha sottolineato il presidente degli esorcisti - è stato l'evangelizzazione integrale che prevede anche di guarire i malati e cacciare i demoni. Mai ha scritto un libro, ha concesso un'intervista o è apparso in televisione senza avere questo obiettivo in mente" [SATANA, L'AVVERSARIO, clicca qui, N.d.BB].

Nota di BastaBugie: per approfondire il tema delle possessioni demoniache non ci stancheremo mai di consigliare il film di successo "L'esorcismo di Emily Rose" che si rifà a una storia vera accaduta in Germania nel 1976. Anneliese Michel, questo il vero nome, acconsentì alla richiesta della Madonna di espiare i peccati dei giovani tedeschi e dei sacerdoti: tale espiazione consistette nelle sofferenze della possessione demoniaca. Per approfondire, clicca nel link qui sotto:
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=12

Nel seguente video Padre Gabriele Amorth è intervistato su Rai Uno sui principali argomenti dell'azione di Satana:


https://www.youtube.com/watch?v=HfFn2-1F9fo


https://www.youtube.com/watch?v=5PZUgNth-R8

Fonte: Avvenire, 19 settembre 2016

4 - LA TRASMISSIONE ''FORUM'' SI TINGE DI ARCOBALENO
La mielosa conduttrice Palombelli rafforza il palinsesto già gay-friendly di Canale 5 (ad es. Maria De Filippi e la squadra di omo-bi-tran-sessuali)
Autore: Cristiano Lugli - Fonte: Osservatorio Gender, 17/09/2016

Che la legge Cirinnà fosse riuscita a passare con il beneplacito assoluto da parte dei media, oltre che dai franchi tiratori politici che provavano ad auto-proclamarsi difensori della "famiglia naturale", quello era ovvio; tuttavia ora si scopre il vero lato subdolo di un'altrettanta subdola legge, mirata a variare gli assetti che la società fin d'ora ha sempre avuto, e pretendendo di normalizzare ciò che normale non è: l'unione tra persone dello stesso sesso.
Forte della sua approvazione, l'onorevola Cirinnà ora si diletta in piccoli ricami di propaganda video-mediatica, partecipando, in ogni cantone della televisione italiana, a talk-show o simili.
L'ultima trovata è targata Barbara Palombelli, la mielosa conduttrice di Forum, che ha deciso di dedicare puntate tutte speciali sotto il nome di "Forum - I nuovi diritti" per la stagione 2016/17, rinvigorendo così il palinsesto gay-friendly di Canale 5, già calcato dalla collega Maria De Filippi con la nuova squadra di tronisti arcobaleno.
Domenica scorsa infatti, con tanto di replica odierna, è andata in scena su Canale 5 la puntata tutta speciale in cui veniva trasmessa la registrazione dell'unione "civile" tra Fabrizio e Massimiliano, che hanno deciso di farsi riprendere dalla tv sulla spiaggia di Maccarese, provincia di Fiumicino. Ad officiare il simpatico siparietto, in cui uno dei due partner chiedeva addirittura una "laica benedizione di Dio", non vi era nientepopodimeno che il sindaco di Fiumicino, ovvero Esterino Montono, marito di Monica Cirinnà.
Oltre alla Cirinnà in studio era presente anche la nota attivista LGBT Imma Battaglia, certamente trovatasi a suo agio con una conduttrice che motiva così le proprie scelte:
"Il loro è un nuovo diritto e con "Forum" voglio essere la prima a raccontarlo. Una scelta personale di cui mi assumo ogni responsabilità. Nessuno scandalo, solo un'occasione per spiegare come stanno le cose". La sua è stata "una scelta coraggiosa e condivisa con la Rete - continua la Palombelli - È la storia di una lunga battaglia: il mio obiettivo è aiutare a cancellare i pregiudizi. Fatta la legge, ora bisogna farla vivere".
La conduttrice, per chi non lo sapesse moglie di Francesco Rutelli, aveva già preannunciato in un'intervista la volontà di dare uno slancio innovativo al proprio programma, scrivendo un nuovo "diario delle evoluzioni sociali": "I nuovi diritti sono protagonisti della stagione 2016-17 di 'Forum'. Già a partire dallo speciale dell';11 settembre inizieremo a scrivere insieme, giorno dopo giorno, il diario delle evoluzioni sociali attraverso le vostre storie. Tante conquiste un tempo impensabili sono state raggiunte, ma sappiamo davvero come usarle al meglio? E quali sono i punti deboli del nostro sistema legislativo, pieno di norme che a volte spaventano e limitano i nostri sentimenti? Ci auguriamo di riuscire a incoraggiare il lato positivo di ogni situazione: di energie nuove abbiamo bisogno tutti. E non solo a Forum!".
Il minestrone offerto da Forum ricalca tutto il moderno esperienzialismo, il quale si lega alle più svariate condizioni di vita sociale, scimmiottando l'ideale ed il modello della vera Famiglia, nonché del Matrimonio: si trattano infatti divorzi, convivenze, la mono-genitorialità e, perché no, anche le relazioni omosessuali sfruttando il clima nebuloso della "dirittualità" odierna.
Un programma assolutamente osceno che ha ricoperto per ben 4 ore una fascia oraria protetta, con il chiaro intento di iniettare il messaggio devastante nelle menti di un pubblico più vulnerabile e soggetto a preferenziali infiltrazioni relativiste.

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio).

PER LA RAI PUOI ESSERE MASCHIO, FEMMINA O ALTRO
Mamma Rai lancia Raiplay. Si tratta di una piattaforma multimediale che offre agli utenti un catalogo aggiornato di programmi, serie, fiction, film, documentari e concerti consultabile sia su smartphone, tablet ecc. tramite app sia su PC. Oltre a questo ci sono 14 canali Rai, streaming in diretta ed altro ancora.
Se andate a scaricare l'app, al momento della registrazione vi viene chiesto, tra gli altri dati, di indicare il sesso di appartenenza: maschio, femmina o altro. Dietro quell' "altro" si celano ovviamente i multiformi "sessi" della teoria del gender.
(Gender Watch News, 21 settembre 2016)

VESCOVO SIGALINI: AUGURI ALLA PRIMA COPPIA GAY ROMANA UNITA CIVILMENTE
Qualche giorno fa Francisco e Luca (nella foto insieme al sindaco Raggi) sono stati la prima coppia gay ad essere uniti civilmente nella capitale. Mons. Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina e segretario della Commissione episcopale per le Migrazioni della Cei, seppur dichiarando che questa nuova coppia non è una famiglia fa loro gli auguri di una vita felice: «Faccio gli auguri a questi giovani ed auguro a loro felicità. Che due amici si vogliano bene e che abbiano pari diritti di qualsiasi altra coppia è fuori discussione. Però la loro non potrà essere la vita impostata come quella di una famiglia. Non si tratta di discriminare o disprezzare la scelta di due persone che si vogliono bene. La nuova coppia possa anzi vivere bene ma sapendo che si tratta di una vita in salita. A Francisco e Luca dico perciò di vivere il loro amore facendone dono agli altri».
Ricordiamo al vescovo cattolico che per il Magistero le unioni omosessuali non devono essere incoraggiate, nè tanto meno ricevere riconoscimento giuridico e che non si può parlare di "amore" per le coppie omosessuali.
(Gender Watch News, 17 settembre 2016)

Fonte: Osservatorio Gender, 17/09/2016

5 - LE ULTIME RIVELAZIONI DI BENEDETTO XVI SULLO IOR INFITTISCONO IL MISTERO
Dell'ingiusta cacciata del presidente dello IOR Ettore Gotti Tedeschi il Papa si assume la responsabilità, ma il segretario Ganswein e il portavoce Lombardi evevano detto il contrario
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 17/09/2016

Quando c'è di mezzo lo Ior - Istituto di Opere Religiose, la "banca" vaticana - chissà perché ogni tentativo di chiarimento finisce per creare ancora più dubbi e aumentare i misteri. Così è anche per la breve risposta di Benedetto XVI alla domanda sul tema contenuta nel libro intervista con il giornalista tedesco Peter Seewald "Ultime conversazioni", uscito nei giorni scorsi. Dice il Papa emerito che fin dall'inizio ha avuto in mente di riformare lo Ior, ma che ha dovuto fare le cose lentamente. Poi dice: «È stato importante aver allontanato la precedente dirigenza. Bisognava rinnovare i vertici e mi è sembrato giusto, per molte ragioni, non mettere più un italiano alla guida della banca. Posso dire che la scelta del barone Freyberg si è rivelata un'ottima soluzione». «È stata una sua idea?», chiede il giornalista. «Sì», risponde il Papa emerito, e poi aggiunge: «Si sono aggiunte poi le leggi da me promulgate per escludere il riciclaggio, promulgate sotto la mia responsabilità e apprezzate a livello internazionale. Comunque ho fatto diversi passi per riformare lo Ior».
Chi ha un minimo di conoscenza dei fatti accaduti intorno allo Ior durante il pontificato di Benedetto XVI e subito dopo, non può non riconoscere qui una ricostruzione confusa, che non corrisponde né ai dati conosciuti né a precedenti dichiarazioni ufficiali e ufficiose. Una ricostruzione incomprensibile, (forse) spiegabile in parte con la natura del libro, che è un collage di interviste fatte in momenti diversi. In ogni caso, nelle traduzioni giornalistiche il concetto è diventato subito che è stato papa Benedetto a voler cacciare (peraltro in modo ignominioso) l'allora presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi e a scegliere il barone von Freyberg come suo successore, nel tentativo di fare pulizia. Così da una parte si getta un altro po' di fango su Gotti Tedeschi, a cui solo la magistratura italiana che ha indagato sullo Ior ha ridato l'onore, dall'altra fa nascere ulteriori interrogativi intorno a una vicenda mai chiarita.

RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI
In realtà, la risposta di Benedetto XVI sembra sintetizzare in un unico fatto ciò che invece è avvenuto in diversi momenti, ad anni di distanza. È allora importante ripercorrere brevemente quanto è successo allora per tentare di dipanare la matassa. Il rinnovamento dei vertici dello Ior al fine di varare leggi anti-riciclaggio si ebbe in realtà nel settembre 2009, proprio con la nomina di Gotti Tedeschi al vertice dell'istituto. Da qui nasce un lavoro, compiuto soprattutto con il cardinale Nicora, che porta il 30 dicembre 2010 alla promulgazione della Legge 127, finalizzata proprio ad allinearsi agli standard internazionali per la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.
Contemporaneamente, nell'aprile 2011 entra in funzione anche il nuovo organo di controllo finanziario guidato dal cardinale Nicora. Ma gli sforzi di trasparenza compiono una brusca frenata quando pochi mesi dopo, gennaio 2012, la Legge 127 viene emendata per rendere meno severe le disposizioni contenute: un blitz compiuto alle spalle di Gotti Tedeschi e Nicora, che ne erano all'oscuro. Responsabile dell'operazione viene ritenuto il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, che è anche a capo della Commissione cardinalizia che presiede alle attività dello Ior. È solo l'inizio di un processo che nel giro di pochi mesi, maggio 2012, porta alla cacciata di Gotti Tedeschi, decisa dal Consiglio d'amministrazione ma accompagnata da un comunicato durissimo quanto inusuale della Segreteria di Stato; segue l'allontanamento di altri funzionari, persone di fiducia di Bankitalia. Il segnale dato alle autorità internazionali è chiaro e si incrina la fiducia nel cambiamento in Vaticano, dove peraltro si combatte una dura battaglia interna: tanto è vero che la Commissione cardinalizia, la sola che abbia la responsabilità di nominare e revocare i vertici dell'istituto, per nove mesi non ratifica il licenziamento di Gotti Tedeschi.
È stato davvero papa Benedetto dunque a volere la sua testa, quando è stato proprio Gotti Tedeschi a battersi per la legge anti-riciclaggio, boicottata all'interno? Un po' difficile da credere e infatti ecco cosa disse il segretario di papa Benedetto, monsignor Georg Ganswein, in una intervista al Messaggero il 22 ottobre 2013: chiede il giornalista, «È vero che Papa Ratzinger fu tenuto all'oscuro della cacciata di Gotti Tedeschi dallo Ior?». Risponde Ganswein: «Ricordo bene quel momento. Era il 24 maggio. Quel giorno vi fu anche l'arresto del nostro Aiutante di Camera, Paolo Gabriele. Contrariamente a quello che si pensa non vi è nessun nesso tra i due eventi, semmai solo una coincidenza sfortunata, persino diabolica. Benedetto XVI che aveva chiamato Gotti allo Ior per portare avanti la politica della trasparenza, restò sorpreso, molto sorpreso per l'atto di sfiducia al professore. Il Papa lo stimava e gli voleva bene, ma per rispetto delle competenze di chi aveva responsabilità scelse di non intervenire in quel momento. Successivamente alla sfiducia il Papa per motivi di opportunità anche se non ha mai ricevuto Gotti Tedeschi, ha mantenuto i contatti con lui in modo adatto e discreto».

GANSWEIN: BENEDETTO XVI FU COLTO DI SORPRESA
Come si vede, la ricostruzione di Ganswein è ben diversa da quella ora fornita dal Papa emerito: Benedetto XVI fu colto di sorpresa, non approvò, ma anziché intervenire direttamente delegittimando chi aveva la competenza del caso cercò poi di recuperare in qualche modo Gotti Tedeschi. In effetti, promesse di chiarimenti e di riabilitazione si sono susseguite discretamente nei mesi successivi, fino ad arrivare all'inizio del 2013, quando Gotti Tedeschi viene convocato dal cardinale Bertone per importanti comunicazioni. L'incontro avviene effettivamente il 7 febbraio 2013 nella residenza privata di un altro cardinale, dove Bertone comunica a Gotti Tedeschi la decisione del Papa per una sua immediata riabilitazione. Questione di pochi giorni e sarebbe stato chiamato di nuovo a Roma per l'annuncio ufficiale.
Ma l'11 febbraio arriva invece, improvviso, l'annuncio delle dimissioni del Papa e tutto va in aria. Trova invece un'accelerazione l'iter per cambiare i vertici dello Ior: dopo nove mesi di stallo, dopo l'annuncio di papa Ratzinger arriva la sostituzione nella Commissione cardinalizia di chi si opponeva alla ratifica della sfiducia a Gotti Tedeschi (il cardinale Nicora venne sostituito da monsignor Calcagno) e viene nominato il nuovo presidente dello Ior, il barone von Freyberg. Una scelta di tempi che creò non poche polemiche (perché non aspettare il nuovo Papa che avrebbe avuto comunque il potere di ricambiare tutto?) e molti sospetti sulle manovre del cardinale Bertone.
Nell'intervista a Seewald, Benedetto XVI rivendica la scelta di Freyberg come sua personale. Ma il suo portavoce padre Federico Lombardi allora la spiegò in modo ben diverso: disse che era stato il frutto di un lavoro di mesi effettuato dalla Commissione cardinalizia che aveva intervistato molti candidati. Per la ricerca del profilo giusto, ci si era affidati anche all'agenzia specializzata Spencer Stuart: «L'agenzia ha presentato quaranta candidati - disse Lombardi -, una selezione ne ha ridotto il numero prima a sei e poi ad una terna. Questi hanno avuto colloqui con la commissione cardinalizia». Risultato: il 13 febbraio la Commissione cardinalizia sceglie von Freyberg all'unanimità e il 14 pomeriggio ne viene informato il Papa, sempre secondo le parole di padre Lombardi.
Si potrà ora dire che nell'intervista Benedetto XVI voleva evidenziare brevemente quanto fatto da lui per la riforma dello Ior, senza dover ricostruire tutti i particolari della vicenda in modo esatto; oppure che, causa età, la memoria presenta qualche vuoto; o anche, che il tutto è dovuto al copia-incolla e alla superficialità del giornalista che lo ha intervistato. Tutto è possibile, fatto sta però che le dichiarazioni di Benedetto XVI contrastano chiaramente con quanto sostenuto da monsignor Ganswein e da padre Lombardi e con quanto è pubblicamente conosciuto. Il mistero Ior continua...

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 17/09/2016

6 - L'ITALIA KO PER I DISASTRI DI CIAMPI & CO.
Anche Confindustria e Repubblica si accorgono che il Pil italiano è fermo da 15 anni (guarda caso, da quando c'è l'Euro introdotto grazie a Ciampi e le elites europee) non sarà forse il caso di riprendersi la nostra sovranità politica e monetaria?
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 19/09/2016

"Pil fermo da 15 anni, l'allarme di Confindustria". Questo titolo di "Repubblica", venerdì, illustrava i dati del Centro studi di Confindustria.
In effetti - in questi quindici anni - il pil (cioè la ricchezza prodotta dal Paese) è rimasto fermo.
Quindici anni di crescita perduta. Con l'economia in profonda depressione sono cresciute le tasse (dal 40,2 al 43,5 per cento), i giovani disoccupati (dal 23,7 al 36,9 per cento) e il debito pubblico (dal 108 per cento sul Pil all'attuale 132 per cento).
E' la fotografia di una disfatta, di un Paese al fallimento. Eppure nessuno sembra chiedersi perché questa catastrofe si è prodotta da quindici anni a questa parte.
Cosa è successo quindici anni fa che ha mandato in coma l'economia italiana?
"Repubblica" in quella pagina ci ha ricordato, fra l'altro, che nel 2001 Elisa trionfava a Sanremo e Nanni Moretti a Cannes. Ma di certo non sono loro ad aver messo ko l'economia italiana. Dunque?

VERITA' CENSURATA
Il (mis)fatto accaduto nel 2001-2002 è un altro, ma pare che nessuno voglia vederlo e interrogarsi su quello: proprio quindici anni fa l'Italia ha abbandonato la lira ed è entrata nell'euro. Ecco l'evento storico che ha tagliato le gambe all'Italia.
La catastrofe è cominciata da lì. Ma perché nessuno sembra volerlo riconoscere?
Non sarà mica perché - a quel tempo - quasi tutti gli esperti (politici, opinionisti, analisti, banchieri, intellettuali) ci avevano assicurato che l'ingresso dell'euro sarebbe stato come l'entrata nella Terra promessa dove scorrono latte e miele?
Non sarà mica perché i pochi euroscettici di allora, che osavano manifestare dubbi, venivano messi moralmente al rogo come streghe sulla pubblica piazza mediatica?
Ricordate? Chi diffidava dell'euro era considerato un buzzurro, provinciale e reazionario, dai sedicenti "colti", dagli illuminati e lungimiranti "europeisti".
Ebbene, oggi, quindici anni dopo, gli "esperti" che presero quel colossale abbaglio sono ben lungi dal riconoscere l'errore e dall'ammettere che avevano ragione i pochi anticonformisti.
Eppure che il collasso sia cominciato 15 anni fa e che sia dovuto all'ingresso nell'euro è evidente.
Naturalmente non è stato solo l'euro in sè, ma tutto il caravanserraglio che ha comportato.
Per esempio il tragico cambio lira/euro, 1936,27 lire per un euro, che (come ha spiegato sabato Franco Bechis nel suo splendido articolo su Ciampi) ha di colpo dimezzato gli stipendi degli italiani, impoverendo un intero Paese.
E poi l'egemonia tedesca e della Bundesbank, specie nella gestione della moneta unica da parte della Bce di Trichet, perché - secondo l'economista Mario Baldassarri e il Centro studi Economia reale - "all'intera eurozona la super moneta unica è costata dal 2003 al 2014 l'11% di Pil in meno e 18 milioni di disoccupati in più. A questo si aggiunge il costo della stupidità di Maastricht, che ha spinto tutti i governi a cercare di azzerare il deficit aumentando tasse e tagliando investimenti. Qui abbiamo perso altri 8 milioni di occupati e il 5% di Pil".
All'Italia è toccato uno dei conti più salati e oggi è il Paese più in difficoltà (dopo la Grecia).
Certo si scontano pure gli effetti della crisi del 2008, importata dagli Usa, ma è sempre l'Italia il Paese più in difficoltà. E nonostante la straordinaria congiuntura favorevole - col costo del denaro e il prezzo del petrolio ai minimi - non riesce a uscire dalla sala rianimazione.

LE CASTE E IL POPOLO
Prima che un problema economico, però, è un problema culturale: stiamo pagando il fallimento delle élite, della loro boria ideologica e della loro incapacità di vedere la realtà. Il "disastro euro" viene da qui.
Se questo Paese, nella seconda metà del Novecento ha fatto "miracoli" dal punto di vista economico, ciò non è mai avvenuto per la lungimiranza delle élite e per le loro idee illuminate, ma malgrado le élite.
Quei miracoli economici sono sempre stati merito del disprezzato popolo italiano che ha lavorato sodo e ha messo in campo la sua inventiva.
Qualche settimana fa Giuseppe de Rita (che pure delle élite fa parte) sul "Corriere della sera" (che è stato il giornale di quelle élite), parlando del fallimento delle élite (italiane ed europee) ha scritto: "lo sviluppo italiano degli ultimi decenni è nato e cresciuto dal basso (dalla carica vitale di milioni di soggetti economici e sociali) e spesso al di fuori di ogni canone di cultura elitaria (al di fuori cioè delle ideologie, dei richiami al bene comune, dell'impegno dei grandi potentati economici e culturali)".
Giustamente De Rita ha dato un nome alla cecità e all'arroganza delle élite: ideologia. L'articolo di De Rita infatti aveva questo titolo: "Un'autocritica necessaria per le élites in crisi".
Ma chi l'ha mai vista quell'autocritica? Le élite (a cominciare da quelle tecnocratiche europee) stanno ancora in cattedra e ora lanciano fulmini e anatemi - con l'imputazione di "populismo" - su chiunque osi diffidare di loro e osi ricordare i loro abbagli e i loro disastri.
Così adesso, visto il malessere popolare, arrivano pure a giudicare pericolosa la democrazia (l'abbiamo visto per la Brexit) dal momento che i popoli stanno imparando a ribellarsi agli "illuminati", per esempio diffidando della "troika" (FMI, BCE e Commissione europea) che pretende di sostituirsi alla sovranità popolare.
Il problema è che le élite sono da un secolo - e restano tuttora - prigioniere delle ideologie, cioè dell'incapacità di vedere la realtà. Sono incastrate in quella che lo storico francese Marc Ferro definisce "la credulità militante".
Proprio un libro di Ferro, "L'aveuglement" (l'accecamento), fa discutere in Francia perché mette in fila una sconcertante serie di abbagli storici, dalle conseguenze disastrose.
Dall'incapacità di vedere la natura totalitaria del comunismo e del nazismo, fino – nei tempi recenti – alla cecità di fronte all'Islamismo.
I governi purtroppo tendono ad ascoltare più le èlite che la gente comune, così fanno propria la loro "cecità" e disprezzano il sano realismo popolare.
Per questo tali governi falliscono nel loro primo compito che è quello di saper vedere e valutare i fenomeni per quello che sono (non per quello che dice l'ideologia) e saperne prevedere le conseguenze.
"Governare significa prevedere" (Comte). E come i governi europei non hanno saputo prevedere i disastri dell'euro, così, non volendo (pre)vedere i disastri di un'immigrazione di massa, oggi non sanno (o non vogliono) governarla.
C'è una sola strada percorribile: che i popoli si riprendano la loro sovranità. Politica e anche monetaria.

Nota di BastaBugie: ecco alcuni articoli da noi rilanciati nel 2012 sul tema dei disastri dell'Unione Europea

IL TRATTATO DI MAASTRICHT E L'EURO CI PORTANO ALLA ROVINA
Ecco perché la bancarotta della Grecia è solo una pallida prefigurazione di ciò che ci attende...
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2200

LA MONETA UNICA CI HA ROVINATO PERCHE' E' STATA FONTE DI SACRIFICI NON RIPAGATI
E' uscito ''L'euro contro l'Europa'': il nuovo libro del professor Roberto de Mattei che già nel 1992 inviò ai parlamentari europei una lettera con i punti negativi del Trattato di Maastricht
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2180

DIECI ANNI DI EURO, LA MONETA NATA CONTRO L'ETICA, CHE MONTI VUOLE SALVARE A TUTTI I COSTI (OVVIAMENTE A CARICO NOSTRO)
In attesa del passaggio finale dall'Euromoneta all'Eurotassazione vi proponiamo il video di De Mattei con le riflessioni di fine 2011
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2100

CON L'AVVENUTA CONSEGNA ALLA BCE (PRIVA DI MANDATO ELETTORALE) DELLA DECISIONE SULLE TASSE DEGLI EUROPEI, SI CELEBRANO I FUNERALI DELLA DEMOCRAZIA
Ecco come Ciampi, Napolitano, Draghi e compagni hanno permesso la vittoria del socialismo mondialista di Mario Monti
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2068

Fonte: Libero, 19/09/2016

7 - LE FURBERIE, LE OMISSIONI E I SORRISINI DI MONICA CIRINNA' AI GIORNALISTI
Ormai è chiaro che il vero obiettivo della legge sulle unioni civili era e rimane un cambiamento di mentalità
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano, 16/09/2016

Sono stata a un istruttivo corso di aggiornamento dell'Ordine dei giornalisti - sono obbligatori, che non si pensi che io sia così coscienziosa - tenuto da Monica Cirinnà, chiamata a parlare della sua legge. È stato istruttivo non perché ci fosse qualcosa che non sapessi già (ho letto del tema fino alla nausea), ma perché ho avuto conferma del fatto che il vero obiettivo della legge sulle unioni civili era e rimane un cambiamento di mentalità, di costume. Un cambiamento che procederà, o meglio, vorrebbe procedere anche più speditamente, e lo farà se vincerà il sì al referendum, cosa che secondo la senatrice trasformerebbe il congresso del PD direttamente in Parlamento, come ha detto in un'intervista a Gazebo ("il prossimo Parlamento, il prossimo congresso del Pd avrà il matrimonio egualitario in tutte le mozioni, dopo la riforma faremo la legge" ). Ovviamente è stata riproposta tutta la retorica delle povere persone con tendenza omosessuale impedite di vivere liberamente la loro vita, i loro sentimenti, l'amore, la felicità e via col linguaggio petaloso: "qual è stata la cosa più difficile, senatrice?" "coniugare sentimenti e diritti, cuore e codice".

OMISSIONI FURBESCHE
Si è omesso di dire che i diritti già c'erano praticamente tutti: è rivenuta fuori la storia dell'andare a trovare il compagno malato in ospedale (già prima il convivente lo faceva tranquillamente), le visite in carcere (idem), già prima si estendeva la protezione al convivente anche in caso di collaboratore di giustizia e via dicendo, comunque piccole questioni che sinceramente credo interessino un numero molto esiguo di persone. Si è omesso di dire che le persone erano già libere di vivere la loro vita e i loro sentimenti, per quello che riguarda la sfera privata, compresa quella patrimoniale. Quello che la legge serviva a cambiare era "il mood del paese": l'espressione anglofila non è mia ma della senatrice e dell'addetto stampa del PD al Senato, Maurizio Belfiore, che ha parlato di un grosso sforzo di comunicazione. Ora, io non metto in dubbio il grande lavoro svolto a gestire interviste e dichiarazioni, ma se c'è qualcosa a cui lo sforzo non era necessario, era suscitare l'attenzione dei media, visto che tra palco di Sanremo e Hollywood, passando per Miss Italia, i nemici della famiglia hanno a disposizione tutte le vetrine più popolari e di massa del mondo, tutta la cosiddetta cultura popolare, tutto il sentire comune. Infatti, come ha ammesso il collega, non capita mai che una legge susciti l'interesse di tre o quattro testate straniere a settimana, e se questa lo ha fatto non è certo per gli uffici stampa, ma perché c'è una enorme rete che lavora per imporre il pensiero unico.

DISCRIMINATE SONO LE FAMIGLIE VERE
Le discriminate sono le famiglie unite in matrimonio, come ho cercato di spiegare alla senatrice nei pochi secondi che ho avuto a disposizione per fare una domanda. I diritti c'erano già tutti, le ho detto ("dunque è stata una legge inutile?", mi ha chiesto. Inutile no, servirà a fare cultura, come la 194, purtroppo). E ho cercato di accennare alla mia esperienza sugli assegni familiari. Qui la posso raccontare con più spazio. Dunque, io e il mio allora fidanzato volevano sposarci, ma lui era già dipendente in rai, mentre io, pur avendo vinto un concorso pubblico e fatto un master post laurea alla scuola aziendale, ero agli inizi, precaria. Il sindacato giornalisti informalmente consigliava ai precari (diversi eravamo in quella situazione) di non sposare interni Rai perché forse avrei potuto avere problemi nel firmare il documento in cui a ogni contratto dichiaravamo di non avere congiunti in azienda (la rai voleva giustamente evitare che gli interni si portassero dentro i parenti, ma io e Guido ci eravamo conosciuti lì) . Io però non volevo convivere, ma sposarmi. Quindi andai dal vescovo a chiedere la dispensa dagli effetti civili, spiegandogliene il motivo. Lui ce la concesse, a patto che poi avremmo regolarizzato la cosa, appena il problema del precariato si fosse risolto. Così abbiamo fatto, appena possibile, per rispettare la parola data. Negli anni in cui per lo stato eravamo solo conviventi - contro la nostra volontà, solo per mantenere le possibilità di un'assunzione - sono nati i nostri quattro figli, riconosciuti da entrambi e a carico fiscale al 50%, secondo la legge (lo specifico perché ogni tanto qualcuno prova a dubitare della nostra correttezza), e una volta facendo la dichiarazione dei redditi mi è stato detto che avrei potuto chiedere gli assegni familiari. Così prevede la legge. I conviventi infatti non sommano i redditi, pur condividendo al 50% tutto, figli, casa e mutuo. Abbiamo dunque fatto richiesta e ricevuto l'aiuto previsto dalla legge. Quando sono stata assunta ho voluto onorare la promessa fatta al vescovo e ci siamo sposati anche in comune (senza festa, né invitati o foto o vestiti né altro, per noi non significava molto) anche se sapevamo che da quel giorno in poi avremmo perso gli assegni, perché pur non essendo cambiata in nulla la nostra situazione, i nostri redditi si sarebbero sommati.
Quindi già oggi, ho detto alla senatrice, i conviventi sono più delle famiglie aiutati e sostenuti. "E' stata una sua scelta", ha detto la senatrice. Sì, è stata una nostra scelta ma che sia chiaro che la legge oggi è nemica della famiglia, la quale non ha i privilegi che il pensiero unico denuncia, anzi, e quando ci sarà il matrimonio egualitario noi davanti allo Stato ci separeremo, perché a quel punto la legge non significherà più nulla, la parola famiglia avrà perso ogni senso.

LA MIA DOMANDA
Comunque, la mia domanda è stata: c'è qualcosa che davvero mi chiedo da mesi. Come è possibile che una persona come lei, che da consigliere comunale ha vietato che i cuccioli venissero tolti alla madre prima dei 60 giorni di vita, ritenga ammissibile che un bambino venga tolto alla mamma nel momento del parto? Risposta. Non posso giurare perché non si fa, ma lo assicuro, ha detto proprio così: "Il cane e il gatto diventano adulti in tre o quattro mesi, i nostri figli sono bamboccioni fino a trenta anni, quindi non si possono fare paragoni". Lo assicuro. Ha detto così. "Ma quindi per emanciparli li strappiamo all'utero della mamma dopo un minuto di vita?" "Non mi interrompa, io non ho interrotto lei". Ecco.
Poi la senatrice ha proseguito dicendo che nel nostro paese la gestazione per altri è vietata (dice che dire utero in affitto è offensivo, io credo che sia offensivo farlo, non dirlo), ma in altri è permessa dalla legge, e che lei personalmente è favorevole se fatta con spirito sociale e caritatevole. A parte tutte le riserve che ho sul fatto che una donna possa davvero farlo con questo spirito, a parte che vengono chiamate "spese mediche" delle somme che vanno alla donna, a parte questo, trovo il tema soldi del tutto irrilevante dal punto di vista del bambino, che è l'unica cosa che deve contare: al bambino cambia poco se la sua mamma lo ha venduto o regalato. A lui cambia se la mamma non c'è stata. Alla mia obiezione "ma il bambino ha bisogno della mamma" la senatrice ha risposto che quel bambino non ci sarebbe senza la "gestazione per altri". Anche i bambini degli stupro non ci sarebbero senza lo stupro, ma questo non può impedirci di condannarlo, e la ricompensa di essere nato non basterà a sanare la ferità di avere un padre violento e assente. Meglio che nasca, quel bambino, ma meglio ancora sarebbe che non ci fossero stupri!
È vero, e della giusta sottolineatura devo dare atto alla Cirinnà, che della fecondazione assistita fanno uso non solo le coppie omosessuali, ma per la stragrande maggioranza quelle composte di uomo e donna. La gravità rimane la stessa, anche se nel caso delle coppie dello stesso sesso al bambino, oltre a mancare i genitori naturali (e da piccolo soprattutto la mamma), in più mancheranno anche un maschio e una femmina che possano farne le veci.

LE RISATINE SU PADRE LIVIO
Ci sarebbero molti altri appunti da fare alla lunga esposizione della senatrice e del signore che le faceva le domande, che stava chiaramente dalla sua parte senza riserve, tipo la solita retorica sulle adozioni (contrariamente a quanto detto in sala in Italia ci sono più famiglie che chiedono un bambino, che non bambini adottabili), le risatine su Padre Livio e radio Maria che aveva detto che la senatrice dovrà affrontare il giudizio divino ("aspetta che mo me lo segno"), le donne che secondo la Cirinnà muoiono più di violenza che di cancro (strano perché secondo il sito dell'airc la prima causa sono le malattie cardiovascolari, il cancro la seconda, ne muoiono 77mila donne all'anno: vorrebbe dire che oltre 210 donne al giorno muoiono per mano di un uomo; strano, l'Istat si deve aggiornare perché afferma che l'anno scorso le vittime - sempre un numero mostruoso - sono state 128 in tutto il 2015, non 77mila), e quindi la necessità di educazione di genere a scuola (e certo, urgentissima, peccato che il libro delle mie figlie rispetta gli standard di pari opportunità ma è pieno di errori, tipo chiamare il congiuntivo passato "congiuntivo passato prossimo"), la solita citazione del Papa, "chi sono io per giudicare" (peccato che il Papa ha detto che sull'omosessualità rimane ciò che ha detto il catechismo, "un'inclinazione oggettivamente disordinata", e sull'educazione di genere "uno sbaglio della mente umana").

CONCLUSIONE
Ci sarebbe da scrivere per ore, ma quello con cui voglio chiudere è l'ombra pesante che ho visto proiettarsi sul futuro. Il Pd vuole rimettere mano alla legge 40 ("ve la do come notizia"), come se non bastasse lo scempio che ne hanno fatto già finora le sentenze, e la senatrice ritiene che uno dei rimedi contro il calo demografico è l'egg freezing, il congelamento degli ovuli, "perché così oggi una ragazza può laurearsi, magari fare il master, andare all'estero, trovare la persona giusta", (le do io una notizia, adesso: ci si può anche laureare e fare il master - per quanto conti - e quattro o più figli senza congelare niente): e questo, secondo la senatrice, dovrebbe essere pagato da noi contribuenti, a spese del servizio sanitario (faccio presente che nei centri privati un ciclo di crioconservazione degli ovuli sta sui trentamila euro). Perché, ci ha spiegato di averlo letto in una rivista scientifica, le ovaie di una ventenne hanno una riserva di ovuli simile a un parco macchine fornitissimo, le prime a partire sono le Ferrari. Mano a mano il parco si svuota ("alla mia età, ha detto, rimangono i furgoncini"). Senza leggerlo su una rivista scientifica lo sapevo anche io che i figli fatti da giovane hanno più possibilità di essere sani, è che la natura ha una sua forza e una sua logica (come sa anche lei che non vuole separare i cuccioli dalla mamma), e l'orologio biologico non è un'invenzione, come titola l'Internazionale, ma una realtà. Quindi se ho capito bene, le ventenni dovrebbero sottoporsi a iperstimolazione ormonale e anestesia totale per più volte (di solito non basta un solo ciclo) per congelare il proprio patrimonio in modo che sia il migliore possibile (sento puzza di eugenetica)? E tutto questo per una cosa da niente come una laurea o un dottorato?
Niente, non ho più parole. Ne ho scritto tante volte, ne parlo nei miei libri, ne scrivo negli articoli. Non so più che dire. Dico solo che sono uscita da quell'incontro con una profonda inquietudine per l'umanità e il paese che ci stanno preparando. Con la tristezza per tutte le donne che hanno inseguito se stesse e sono desolate (l'orologio biologico esiste, eccome). Pensando al mito che inseguono mi sono venute in mente le parole di Thomas Merton: per colmarmi, m'ero svuotato, per afferrare tante cose le avevo perdute tutte, nel divorare i piaceri e le gioie avevo trovato la paura.

Fonte: Blog di Costanza Miriano, 16/09/2016

8 - IL 16 OTTOBRE SARA' PROCLAMATO SANTO JOSE' SANCHEZ DEL RIO, IL 15ENNE MARTIRE CRISTERO
Cercano di fargli rinnegare la fede promettendogli del denaro, la carriera militare e un espatrio negli USA, ma la sua risposta è una sola: ''Viva Cristo Re! Viva la Madonna di Guadalupe!''
Autore: Cristina Siccardi - Fonte: Corrispondenza Romana, 14/09/2016

José Sanchez Del Rio, che morì a 14 anni in difesa della fede cattolica per amore di Cristo Re e della Madonna, sarà canonizzato il 16 ottobre prossimo da Papa Francesco, il quale visitò la sua tomba durante il viaggio apostolico del febbraio scorso. Nel bellissimo film Cristiada questo giovane ed eroico martire compare con lo stendardo raffigurante la Madonna di Guadalupe. «Cara mamma», scrisse prima di morire sul biglietto che sarà rinvenuto sul suo corpo, «mi hanno catturato, stanotte sarò fucilato. Ti prometto che in Paradiso preparerò un buon posto per tutti voi. Il tuo José che muore in difesa della fede cattolica per amore di Cristo Re e della Madonna di Guadalupe» [leggi: L'EPOPEA DEI CRISTEROS MESSICANI, clicca qui, N.d.BB].

IL GOVERNO MESSICANO CERCA DI ANNIENTARE LA CHIESA
Egli nacque il 28 marzo 1913 a Sahuayo de Morelos, in Messico, nel tempo in cui governava il Presidente Plutarco Elías Calles, a capo di un governo massonico e socialista, propugnatore di leggi anticattoliche e laiciste. La persecuzione ai danni della Chiesa messicana fu feroce, l'obiettivo era quello di annientarla: scuole cattoliche e seminari chiusi, sacerdoti sottoposti all'autorità civile, preti stranieri espulsi. La popolazione non poteva sfuggire alla scelta, o rinunciare alla fede o perdere il lavoro. Di fronte a tutto ciò si sollevò una ardita, valorosa e fiera insurrezione, così forte da ricordare la resistenza vandeana ai tempi della Rivoluzione francese. Un esercito, composto da contadini, operai, studenti... difese il proprio Credo e per farlo fu costretto ad impugnare le armi. Ecco, dunque, formarsi l'esercito dei Cristeros, sostenitori del Regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. «¡Viva Cristo Rey!» il loro grido di battaglia e la Madonna di Guadalupe la loro bandiera.
Il fanciullo José impugna con orgoglio quello stendardo mariano il giorno della cruenta battaglia di Cotija. È il 6 febbraio 1928. Ha supplicato la madre di non essere lasciato a guardare, ma di poter far parte della milizia di Cristo. Ottenuto il consenso, si prepara ad affrontare anche la morte: tutto per Cristo Re. Diventa così la mascotte dei Cristeros, che lo chiamano Tarcisius come il santo adolescente di Roma, che subì il martirio mentre portava l'Eucaristia ai cristiani in carcere: scoperto, aveva stretto al petto il Corpo di Gesù per non farlo cadere in mani profane e venne barbaramente ucciso, come lo sarà anche il prossimo san José.

LA CATTURA
Infatti, quando, nella concitazione della battaglia frontale un proiettile abbatte il cavallo del suo comandante, il ragazzo messicano gli offre il suo e tenta di coprirgli la ritirata a colpi di fucile, ma il tentativo fallisce, ed entrambi vengono catturati. José finisce prigioniero nella chiesa del suo paese, Sahuayo, profanata dai soldati federali e trasformata in un pollaio. Vedendo un tale sacrilegio, José non trattiene la sua santa rabbia e tira il collo a qualche gallinaceo, ma il gesto provoca una tragica rappresaglia. Alcuni soldati lo picchiano, lo torturano, tuttavia non lo piegano e non lo tacciono. A ripetizione insistente continua a formulare il grido di battaglia: «¡Viva Cristo Rey!».
L'8 febbraio è costretto ad assistere, come ammonizione, all'impiccagione di Lázaro, un altro ragazzo che era stato imprigionato insieme a lui. Il corpo del giovane, ritenuto morto, viene trascinato nel vicino campo santo, dove è abbandonato; tuttavia si tratta di morte apparente, infatti Lázaro si riprende e fugge via. La tenace e ostinata resistenza di José, che nessuna sofferenza è in grado di flettere, diventa una questione da risolvere al più presto per i persecutori. Gli aguzzini cercano di fargli rinnegare la fede promettendogli, oltre alla libertà anche del denaro, una brillante carriera militare, persino un espatrio nei ricchi Stati Uniti d'America. Ma la sua risposta è una sola: «Viva Cristo Re, viva la Madonna di Guadalupe!».

VIVA CRISTO RE, VIVA LA MADONNA DI GUADALUPE!
I senza Dio escogitano un'alternativa: chiedere un riscatto ai genitori, ma José li convince a non pagare. Padre e madre, autentici cattolici, che sanno vedere oltre la contingenza presente e la finitudine terrena, comprendono la giustizia filiale di quella richiesta. José riesce ancora a ricevere una volta la Santa Comunione prima del 10 febbraio 1928, quando verso le 23 i militari, con spietato odio, spellano le piante dei piedi del santo, costringendolo a camminare sul sale, per poi spingerlo verso il cimitero.
Mentre il giovane continua a gridare il nome di Gesù e di Maria, uno dei soldati lo ferisce accoltellandolo, e per l'ultima volta gli chiedono di rinnegare il suo Credo, ma egli rifiuta ancora e domanda di essere fucilato, continuando a invocare a gran voce gli immacolati Nomi. Vorrebbero finirlo a pugnalate, ma il capitano, innervosito da quelle sante grida, estrae la pistola e gli spara. José spira, ma dopo essere riuscito a tracciare una croce sul terreno con il proprio sangue. [...]

Nota di BastaBugie: per approfondimenti sugli eroi Cristeros e sul film kolossal Cristiada che ne ricorda la vicenda clicca nel link sottostante:
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=28

Imperdibile il video con il martirio di San José Del Rio tratto dal film Cristiada


https://www.youtube.com/watch?v=3GnLrNBbhKg

Fonte: Corrispondenza Romana, 14/09/2016

9 - OMELIA XXVI DOMENICA T. ORD. - ANNO C (Lc 16,19-31)
Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 25 settembre 2016)

Il Vangelo di oggi ci presenta la famosa parabola di Lazzaro e del ricco, che tradizionalmente è detto epulone. Nell'antichità romana l'epulone era l'incaricato di preparare il solenne banchetto nell'anniversario della fondazione del tempio di Giove Capitolino. L'uomo ricco della parabola veste di bisso, cioè di finissimo lino molto apprezzato per la sua morbidezza, e ha un mantello di porpora. Sembra che tutto il suo da fare consista nell'imbandire ogni giorno lauti banchetti per gozzovigliare con gli amici tra musica e danze.
Al ricco fa riscontro il povero che, caso unico nelle parabole, ha un nome: Lazzaro, forma breve e popolare di Eleazaro. Vi è questo nome o perché Gesù si riferiva a un personaggio realmente esistito, oppure perché il nome Eleazaro, di cui Lazzaro è un diminutivo, significa "Dio soccorre" e ben si addice al senso della parabola.
Lazzaro apparteneva ai poveri più abbandonati. Ogni giorno veniva posto davanti al portone del palazzo del ricco e lì rimaneva come inchiodato dalle piaghe di cui era ricoperto. Il poveretto della parabola era ridotto a tal punto da non aver la forza per difendersi dai cani randagi che gli leccavano le piaghe. Mentre il ricco banchettava nella grande sala del palazzo, il povero aspettava che gli venissero gettati i resti del cibo, che secondo l'uso i convitati lasciavano cadere sul pavimento. Il Vangelo non dice che il ricco abbia negato a Lazzaro quei resti. Basta però la scena descritta per comprendere l'avarizia di quel ricco.
Fin qui la prima parte della parabola. Ora si apre, per così dire, la seconda scena. Sia il ricco che Lazzaro sono morti. La situazione è però capovolta: Lazzaro è portato dagli angeli in Paradiso, mentre il ricco si trova all'inferno.
Da questa parabola possiamo trarre dei preziosi insegnamenti riguardanti i cosiddetti "Novissimi", ovvero le ultime realtà che vi sono al termine della nostra vita terrena: morte, Giudizio, inferno e Paradiso. Prima di tutto apprendiamo che già al termine della nostra vita terrena, subito dopo la morte, noi veniamo retribuiti per il bene o il male che abbiamo compiuto, e, come nel caso del ricco epulone, per il bene che non abbiamo fatto. Nel nostro esame di coscienza serale, pensiamo attentamente alle omissioni, a tutto il bene che potevamo fare e non abbiamo fatto per nostra cattiva volontà.
Pensiamo che un giorno verremo giudicati e in quel momento conteranno molto le opere buone che avremo compiuto. Prepariamoci giorno per giorno a questo Giudizio che è una delle pochissime cose certe della nostra vita. Un giorno verremo giudicati! Basterebbe questo pensiero per cambiare radicalmente vita. La cosa più brutta è che non ci pensiamo affatto. Viviamo tranquillamente come se dovessimo rimanere un'eternità su questa terra. Il pensiero del Giudizio è l'inizio della vera sapienza.
Il secondo insegnamento riguarda invece l'irrevocabilità della condizione futura, l'eternità sia dell'inferno che del Paradiso. Il versetto che dimostra questa verità è il seguente: «Tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi» (Lc 16,26). Pensiamo dunque all'eternità, al fatto che sia la pena che la gloria non avranno mai fine.
Prepariamoci a questo Giudizio invocando ogni giorno la Vergine Maria. Santa Matilde, pensando con tremore al giorno del suo Giudizio, si rivolse alla Madonna, e Lei, la Vergine Santa, fece una meravigliosa promessa a tutti quelli che reciteranno ogni giorno tre Ave Maria per onorare la potenza che il Padre Celeste ha concesso a Maria, la sapienza datale dal Figlio e l'amore donatole dallo Spirito Santo. Tutti quelli che praticheranno questa piccola devozione, con il sincero proposito di vivere da veri cristiani, otterranno la particolare assistenza di Maria al momento della morte.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 25 settembre 2016)

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