BastaBugie n°479 del 09 novembre 2016

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1 CON DONALD TRUMP HA VINTO IL PAESE REALE
Un'occasione unica per invertire la dissoluzione morale
Autore: Lupo Glori - Fonte: Corrispondenza Romana
2 CARA SCARAFFIA, LA SALVEZZA CI INTERESSA, ECCOME!
Il Corriere della Sera pubblica un fuorviante articolo di Lucetta Scaraffia (che scrive pure su Avvenire e Osservatore Romano!)
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Il Foglio
3 MUORE (COME TUTTI) L'ONCOLOGO UMBERTO VERONESI
Ha combattuto tutte le battaglie (aborto, eutanasia, ''matrimoni'' gay, ecc.) contro i principi non negoziabili
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
4 TERREMOTO E CASTIGO DIVINO: LA GOGNA MEDIATICA PER RADIO MARIA E' PARTITA DA UN GIORNALISTA MILITANTE GAY
Associazioni LGBTQIecc. querelano per diffamazione padre Cavalcoli e dal Vaticano partono altri siluri contro tutti coloro che si oppongono alla dittatura del gender
Autore: Roberto de Mattei - Fonte: Corrispondenza Romana
5 IL PIU' GRANDE ESPERTO DI TERREMOTI E VULCANI? IL SACERDOTE CATTOLICO DON GIUSEPPE MERCALLI
La biografia del padre della sismologia e della vulcanologia scientifica, inventore della famosa Scala Mercalli
Autore: Fabrizio Cannone - Fonte: Libertà e Persona
6 METTE ALL'ASTA LA VERGINITA' PER AMORE DELLA FAMIGLIA
Amore: ecco la nuova parola talismano (per ''amore'' abbiamo l'eutanasia, l'aborto e la sperimentazione sugli embrioni...)
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 HALLOWEEN? NON TERRORIZZARE, NE' BANALIZZARE
Il video con l'intervista al vescovo di Macerata, esperto di lingue antiche, ha suscitato molte critiche: ecco la sua risposta
Autore: Nazzareno Marconi - Fonte: Diocesi di Macerata
8 IL NUOVO DOCUMENTO DELLA CHIESA SULLA CREMAZIONE
Consigliata la sepoltura e vietati gli abusi nella conservazione delle ceneri (VIDEO: intervista Prefetto della Dottrina della Fede)
Fonte: Congregazione per la Dottrina della Fede
9 OMELIA XXXIII DOMENICA T.ORD. - ANNO C (Lc 21,5-19)
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - CON DONALD TRUMP HA VINTO IL PAESE REALE
Un'occasione unica per invertire la dissoluzione morale
Autore: Lupo Glori - Fonte: Corrispondenza Romana, 9 novembre 2016

Con almeno 289 grandi elettori, ben 19 oltre la soglia minima, Donald Trump è il 45esimo presidente degli Stati Uniti d'America. Il candidato repubblicano si è aggiudicato, oltre le aspettative, l'attesissima sfida presidenziale contro la rivale democratica Hillary Clinton, fermatasi a quota 228. Il tycoon ha conquistato la Casa Bianca vincendo in quasi tutti i cosiddetti 'swing states', tra cui Florida, Ohio, Virginia, Iowa e Nevada.
Non appena arrivata l'ufficialità della vittoria, il magnate americano, accompagnato dalla famiglia al completo, è salito sul palco dell'Hotel Hilton di New York, quartier generale dei Repubblicani, e, dopo aver lanciato un messaggio distensivo nei confronti della Clinton, ha promesso che sarà il presidente di tutti gli americani. [...]

IL PAESE REALE HA VINTO
Alla fine il "paese reale" ha vinto dunque, contro tutto e tutti. Uno dei motivi principali della vittoria di Trump è stata infatti la sua larga affermazione nell'America vera, quella rurale, il cosiddetto "countryside", lontano dalle luci e dai bagliori delle grandi metropoli statunitensi. La vittoria è stata costruita negli Stati del Midwest, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, dove il magnate si è aggiudicato con ampio margine le aree rurali e i piccoli centri urbani.
Il successo è arrivato nonostante la gigantesca macchina propagandistica messa in campo a favore di Hillary Clinton. Martellante e senza precedenti. Contro l' "impresentabile" Trump si sono schierati proprio tutti: dai poteri forti a Wall Street, dal jet-set di Hollywood e tutto lo star-system globale fino ai salotti buoni e radical chic delle grandi capitali statunitensi, per finire con le principali istituzioni europee.
La cocente sconfitta di Hillary Clinton rappresenta inoltre una sonora bocciatura per l'Amministrazione Obama che negli ultimi tempi si è spesa al di sopra di ogni limite istituzionale a favore della candidata democratica.

UN'OCCASIONE UNICA PER INVERTIRE LA DISSOLUZIONE MORALE
C'è da augurarsi che la vittoria di Trump segni una decisa e netta inversione di rotta alla politica di dissoluzione morale portata avanti sfrontatamente dalla Casa Bianca durante gli otto anni di presidenza di Barack Obama. Certamente, l'elezione di Hillary Clinton, la cui campagna elettorale è stata finanziata, tra gli altri, con i soldi della tristemente nota organizzazione abortista "Planned Parenthood", avrebbe dato un nuovo fortissimo impulso all'agenda gender, omosessualista ed anti-natalista negli Stati Uniti e nel mondo.
Trump ora, con il Congresso degli Stati Uniti saldamente dalla sua parte, ha un'occasione unica per invertire tale processo. ll primo momento importante e rivelatore di tale cambio di marcia sarà rappresentato dalle prossime determinanti nomine dei giudici della Corte Suprema affinché tale cruciale istituzione americana torni a far rispettare e trionfare la "legge naturale" sui fantasiosi ed ideologici pseudo "nuovi diritti".

Nota di BastaBugie: per capire perché Trump è partito con il piede giusto, quali impegni concreti ha già preso e perché ci dobbiamo rallegrare per la sconfitta di Hillary Clinton consigliamo vivamente la lettura del seguente articolo

TRUMP SCEGLIE LA VITA: LOTTERA' CONTRO GLI ABORTISTI
Gesto clamoroso del candidato repubblicano che ha lanciato la Pro-Life Coalition impegnandosi concretamente a combattere radicalmente l'aborto (soprattutto Planned Parenthood)
di Marco Respinti
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4391

Fonte: Corrispondenza Romana, 9 novembre 2016

2 - CARA SCARAFFIA, LA SALVEZZA CI INTERESSA, ECCOME!
Il Corriere della Sera pubblica un fuorviante articolo di Lucetta Scaraffia (che scrive pure su Avvenire e Osservatore Romano!)
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Il Foglio, 04/11/2016

Grazie a Dio non sono teologa, per cui non ci provo neanche a pesare col bilancino le parole che sono state dette dalle due parti in Svezia. Siccome sono cattolica, mi fido del Papa, e finché non cambia il Catechismo dormo come un bimbo svezzato in braccio a mia madre, la Chiesa. Una. Santa. Cattolica. Apostolica. Se cambia il Catechismo, avvisatemi (citofonate ore pasti).
Ma dire che non mi preoccupo, anzi mi fido delle scelte pastorali del Papa, non significa dire che non mi interessa ogni singolo iota del patrimonio che mi è stato tramandato. Non mi riconosco pertanto nell'incredibile articolo uscito sul Corriere della Sera a firma di Lucetta Scaraffia: "oggi molti dei profondi dissensi che hanno causato la scissione della Chiesa non hanno più ragion d'essere: il problema della salvezza non assilla più nessuno".

LA SALVEZZA CI INTERESSA, ECCOME!
Io non so quali cattolici frequenti Lucetta, ma quelli che conosco io della salvezza si preoccupano eccome.
Sono quelli che vanno a messa, che affollano i santuari, che pregano (non perché siano bigotti ma perché c'è scritto nel Vangelo di pregare senza interruzione, e non l'ha detto mia nonna, ma Gesù), che digiunano, che scommettono seriamente la vita su Gesù, perché hanno trovato la felicità con lui solo. Che non vivono obbedendo a se stessi ma cercano di vivere la vita del battesimo, quindi la croce, scandalo per gli uomini, perché hanno scoperto che quella vita è meglio di quella del mondo. Sono quelli che hanno passato le porte sante perché sanno che il Giubileo non è una convention ma la possibilità della salvezza eterna per noi e per i morti a cui teniamo, contrariamente a quanto scritto: "Così come le indulgenze sono scomparse dal nostro orizzonte, e pure l'aldilà sembra da decenni dileguato".
Non so come la risolvano gli intellettuali, ma alle persone che frequento io, tante, la morte rappresenta ancora un problema, IL problema, per l'esattezza. Come possiamo non fare i conti con questo? Nonostante la nostra cultura rimuova il tema dall'immaginario (la morte non si dice, i morti non si fanno vedere ai bambini) o al contrario lo spettacolarizzi (altro modo di esorcizzarlo), il fatto che dobbiamo morire, e che non sappiamo né come, né quando, e che dopo c'è un'altra vita, ci riguarda tutti. Io per me, mio marito, i nostri figli e quelli a cui voglio bene, spero solo che ci salviamo, e che ci ritroveremo in cielo tutti. Non voglio figli di successo, né geni, né ricchi (il pericolo pare abbastanza remoto, peraltro), ma salvi, cioè vivi in eterno. Personalmente un Dio che mi ha predestinata a una sorte che ha deciso lui non mi sembra somigliare tanto a un Padre che mi ama alla follia, ma non voglio entrare nel merito.

IL DEPOSITO DELLA FEDE
Forse l'articolo intendeva solo dire che pochi sono consapevoli delle verità della fede, mi sono detta. E questo è vero, è sotto gli occhi di tutti, anche dei miei. Per esempio, quando ho lanciato dal mio blog l'idea di prendere ciascuno l'indulgenza plenaria per ognuna delle vittime del terremoto di Amatrice ho passato le successive 24 ore a rimuovere migliaia di insulti e bestemmie dal mio profilo [leggi: CHI HA PAURA DELLE PREGHIERE PER I MORTI DEL SISMA, clicca qui, N.d.BB].
Forse la cattolica Lucetta vorrà anche lei lanciare l'allarme, sarà come me preoccupata. E invece no. Perché prosegue: "Perché allora litigare ancora su tutto questo? E come litigare ancora sul libero accesso ai testi sacri, se oggi anche i cattolici sono abituati a leggere la Bibbia nelle edizioni che preferiscono, in gruppi di lettura e di commento animati dalla più grande vivacità?"
Io tengo alla Tradizione, che i luterani non riconoscono, cioè al deposito della fede tramandato in duemila anni di martiri, apostoli, padri della Chiesa, teologi e santi, e il Concilio ci ha invitato a riprenderci la Bibbia, sì, ma tenendo con una mano il capo di questa lunga cordata di intelligenze e geni che non si è mai interrotta nei secoli.
"Certo, rimangono questioni teologiche aperte, come i sacramenti - ridotti di numero dai luterani - ma queste sono per lo più questioni che non toccano molto i fedeli".
I sacramenti trasfigurano completamente la realtà, e qui si gioca tutta la nostra fede, che non è un'ideologia, ma l'intervento attivo e personale di Dio sulla nostra vita, una presenza che cambia tutto. La confessione mi ridà l'intimità con Dio, e vorrei che lo facesse di più, perché "a chi non rimetterete i peccati resteranno non rimessi", e io ne avrei sul groppone troppi. Sul matrimonio come sacramento ho scommesso tutta la mia vita. Con la cresima sono diventata adulta (a 19 anni). L'estrema unzione spero tanto di poterla avere, per questo mi auguro di non morire all'improvviso. Meglio soffrire ma potermi preparare all'incontro.

SIAMO TUTTI PAZZI?
Quanto al sacerdozio, l'altro sacramento non riconosciuto dai protestanti, è ciò che permette il più grande prodigio della terra: il pane per noi è sostanza di Dio. O quel pane è davvero Dio o siamo tutti pazzi. Miliardi di pazzi hanno popolato il pianeta negli ultimi duemila anni? Di fronte a questa domanda, mi sembrano quisquilie i temi che secondo il Corriere ci dividono dai luterani: "il divorzio, il controllo delle nascite, l'omosessualità, cioè sulle questioni bioetiche nelle quali le chiese protestanti, nel Novecento, hanno preso una posizione quasi sempre opposta a quella cattolica".
Sinceramente, chi se ne importa di queste cose se non le misuriamo sulla vita eterna? Non me ne importa niente di essere una brava persona, mi importa di non rompere la relazione con il più bello tra i figli dell'uomo. Se non è per quello, della bioetica si occupino pure i filosofi.

Nota di BastaBugie: ecco alcune informazioni su Lucetta Scaraffia tratte da Wikipedia.
Lucetta Scaraffia (Torino, 23 giugno 1948) è una storica e giornalista italiana. È professore associato di Storia contemporanea presso l'Universita degli Studi di Roma La Sapienza; collabora con i quotidiani Avvenire, Il Foglio, Corriere della Sera e L'Osservatore Romano.
Di madre cattolica e padre massone, all'età di 2 anni decise di cambiarsi il nome in Lucetta, che fu accettato in famiglia e le rimase. Giuseppe Scaraffia è suo fratello.
Fino all'adolescenza ricevette una rigorosa educazione cattolica e frequentò il Liceo Parini di Milano. Negli anni settanta si allontanò dalla fede e militò nel movimento femminista. Nel 1971 contrasse un primo matrimonio, poi dichiarato nullo. Nel 1982 ha avuto una figlia dallo storico Gabriele Ranzato. Poco dopo ha incontrato e successivamente sposato lo storico e giornalista Ernesto Galli della Loggia. [...]
È stata vicepresidente dell'Associazione Scienza e Vita.
Nel 2008 si è candidata a Roma con una lista civica pro Rutelli, senza essere eletta.
È membro del Comitato Nazionale di Bioetica dal 2007.

Fonte: Il Foglio, 04/11/2016

3 - MUORE (COME TUTTI) L'ONCOLOGO UMBERTO VERONESI
Ha combattuto tutte le battaglie (aborto, eutanasia, ''matrimoni'' gay, ecc.) contro i principi non negoziabili
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09/11/2016

E' morto Umberto Veronesi, all'età di 91 anni nella sua casa di Milano. E' toccato anche a lui morire. L'affermazione è priva di accenti cinici o polemici. Infatti - ammettiamolo - nell'immaginario collettivo l'oncologo milanese non poteva morire mai. Immortale come la fiducia che infondeva in tutti noi nei progressi della scienza, quella scienza che ci avrebbe sottratto un giorno, non troppo lontano, dal raggio d'azione della Signora con la falce in mano. A breve "cureremo tutti i tumori con la diagnosi precoce" ebbe una volta a dire. La vita eterna non promessa dall'Onnipotente, ma dalla medicina.

ALFIERE DELLO SCIENTISMO
Veronesi non solo è stato un grande oncologo, nonché direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia e dell'Istituto nazionale dei tumori e Ministro della Salute sotto il governo Amato, Veronesi è stato anche l'alfiere dello scientismo, cioè di quella religione che crede con adamantina certezza che la scienza e la tecnica sono le uniche due dee a cui consacrarsi per vivere felici e che non esiste altra realtà che quella che cade sotto i nostri sensi. Nel Veronesi pensiero non c'era posto per la religione, per Dio, per la Chiesa, ma solo per l'uomo inteso unicamente come un magnifico pezzo di carne. Da qui la sue fede laicista assolutamente granitica. In una intervista una volta ammise che "da quando Dio uscì dal mio orizzonte la mia vita si è indirizzata ad obiettivi etici diversi. Io dico sempre ai miei figli: 'Abbandoniamo la famosa triade Dio, patria e famiglia, e sostituiamola con valori etici nuovi che sono libertà, solidarietà e tolleranza'. [...] Dimentichiamoci della patria, dimentichiamoci di Dio, ma pensiamo all'uomo".
Questo umanesimo positivista è stato il motore di molte sue battaglie ideologiche a danno dei principi non negoziabili, le quali sono state ammantate di un'aura di scientificità e quindi di veridicità per il semplice motivo che furono condotte da un uomo di scienza. Ma dal punto di vista scientifico il Nostro nulla produsse ad esempio nel settore disciplinare della morale naturale e della bioetica, ambiti in cui invece Veronesi amava spendersi pubblicamente.

A FAVORE DELL'EUTANASIA
Ricordiamo, tra i molti esempi, la campagna da lui lanciata per istituire in tutta Italia i registri dei testamenti biologici. Uno di questi fu istituito presso la sua fondazione omonima e lui stesso redasse un proprio testamento biologico: «Io - raccontò una volta in una intervista - il testamento biologico l'ho fatto e l'ho affidato a una persona di mia fiducia. La mia paura non è la morte, ma la perdita delle facoltà mentali, della mia coscienza». Testamento biologico inteso come mezzo di tutela di un vero e proprio diritto a morire. «Io mi batto anche per l'eutanasia - aggiunse Veronesi nella stessa intervista - Il prolungamento o accorciamento della vita non sono valori in sé, ma lo sono in quanto assecondano il progetto di vita di ognuno di noi. La maggior parte dei malati, e una percentuale sempre più alta di popolazione sana, è favorevole al principio dell'autodeterminazione". In un'altra occasione affermò: "Al malato terminale che negli ultimi giorni di vita con dolori violentissimi chiede l'iniezione per morire serenamente gli viene negata. Se il medico la fa può essere accusato di omicidio. Oggi la magistratura riesce a correggere ciò che il legislatore ha malamente costruito ma non sempre ci riesce".
Naturalmente Veronesi era a favore anche dell'aborto: «Tutti coloro che, come me, hanno votato la 194 e l'hanno difesa da ripetuti attacchi culturali e politici», scrisse in un articolo su Repubblica, «lo hanno fatto nella convinzione che l'aborto è un male, ma l'aborto clandestino è un male ancora peggiore, che aggiunge al dramma di un'interruzione di gravidanza, anche un rischio enorme per la vita della donna». L'obiezione di coscienza dei medici di conseguenza era da combattere: "Quando parliamo, come segnalato dal ministero della Salute, del 70 per cento di medici obiettori, con picchi del novanta per cento in alcune regioni, allora siamo di fronte ad una situazione di dissesto e non osservanza della legge. [...] La bussola che guida le scelte di un medico non può essere la sua fede o il suo credo, ma deve essere la volontà del paziente e, in questo caso, anche l'osservanza della legge".

A FAVORE DELLA FECONDAZIONE ARTIFICIALE
In occasione poi del referendum del 2005 sulla legge 40 Veronesi si schierò per il Sì, per cambiare in peggio una legge già di per sé gravemente iniqua. Veronesi riteneva che solo i fumi dogmatici di chi crede potessero ottenebrare le menti fino al punto di criticare la fecondazione artificiale: "Il pericolo è il fondamentalismo religioso che ogni tanto riappare. Al contrario, i principi religiosi dovrebbero avere un percorso indipendente: il 'libera Chiesa in libero Stato' è, fin dalla Rivoluzione francese, la regola delle democrazie», dichiarò in un'intervista al Corriere della Sera. Da qui il suo placet anche alla sperimentazione sugli embrioni crioconservati e alla maternità surrogata sulla quale così si espresse: «Bisogna guardare al futuro e anticipare i tempi. L'infertilità maschile e femminile è in aumento e non si può escludere a priori una soluzione che nei prossimi anni sarà una necessità". E poi aggiunse: «La maternità surrogata per le coppie gay? Perché no. L'omosessualità è una forma di accoppiamento da riconoscere e se riconosciuta non bisogna sorprendersi che due uomini abbiano desiderio di paternità».

A FAVORE DEI GAY
In merito ai gay, poi è stata memorabile la sua uscita sull'omosessualità ritenuta migliore dell'eterosessualità: «L'amore tra due persone dello stesso», confessò una volta mentre presentava alla Feltrinelli di Milano un suo libro «a mio parere è un amore più forte perché non è strumentale alla procreazione. Un uomo e una donna si amano ma l'obiettivo non è l'amore, amarsi, ma l'obiettivo è fare dei figli, in senso biologico. Mentre l'amore omosessuale è l'amore per l'amore, un amore che non ha interessi diciamo di tipo sessuale procreativo». Banale a dirsi che l'oncologo milanese plaudiva ai "matrimoni" omosessuali e all'adozione gay: «è l'amore, l'attenzione per i figli che crea la buona genitorialità, non i geni. Infatti, le adozioni sono a volte straordinariamente efficaci e poi perché è inevitabile che sia così: il bambino cresce bene se si sente protetto dai genitori, istruito e guidato nel suo sviluppo e questo non ha niente a che vedere con la bisessualità o l' omosessualità». Insomma né più né meno di ciò che la vulgata ama ripetere da anni su questi temi.
Infine Veronesi a più riprese rilanciò la previsione di un "futuro bisessuale dell'umanità". Ciò accadrà perché gli uomini, venendo meno ai propri ruoli maschili, e le donne parimenti, stanno inducendo anche mutamenti endocrini a livello ormonale. Da qui la coesistenza di due orientamenti sessuali opposti nella medesima persona. Ecco dunque il certo vaticinio darwinista: "E' inevitabile che la sessualità si evolva per aprirsi sempre più alla omosessualità e alla bisessualità".
Il non credente e il credente piangono la scomparsa di un ricercatore di altissimo livello i cui meriti scientifici sono indubbi. Il credente aggiunge una preghiera a Dio misericordioso per la sua anima.

Nota di BastaBugie: ecco i link ad alcuni articoli su Umberto Veronesi che abbiamo pubblicato

''L'AMORE PIU' PURO E' QUELLO OMOSESSUALE'': PAROLA DI UMBERTO VERONESI (MA NON SI SPIEGA COME MAI UNO, PERCHE' E' STATO UN BRAVO MEDICO, DEBBA POTER SENTENZIARE SU TUTTO)
Noi genitori non possiamo essere egoisti neanche se lo vogliamo: i figli costringono a mantenere gli impegni presi, o almeno a fare i conti con la nostra superficialità, se non abbiamo intenzione di tenervi fede
di Costanza Miriano
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1834

NO ESPERIMENTI SULLE SCIMMIE PERCHE' SONO NOSTRE SORELLE (SI SUGLI EMBRIONI UMANI): PAROLA DI VERONESI
L'uomo discende dalla scimmia? E la scimmia da chi discende? Dalla giraffa? Dal rinoceronte? E poi: perché le scimmie che vediamo non si sono evolute?
di Rino Cammilleri
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2192

ONCOLOGA, VENT'ANNI ACCANTO A VERONESI, ERO A FAVORE DELL'EUTANASIA: OGGI RIMANGO ATEA, MA ELUANA NON SI PUÒ UCCIDERE
di Lucia Bellaspiga
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=991

PER UMBERTO VERONESI IL CANCRO E' LA PROVA CHE DIO NON ESISTE... MA SBAGLIA!
Auschwitz e cancro sono tragiche realtà, ma dietro a stelle e galassie c'è una logica e quindi un autore, cioè Dio (VIDEO: Conferenza di Zichichi)
di Antonino Zichichi
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3531

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09/11/2016

4 - TERREMOTO E CASTIGO DIVINO: LA GOGNA MEDIATICA PER RADIO MARIA E' PARTITA DA UN GIORNALISTA MILITANTE GAY
Associazioni LGBTQIecc. querelano per diffamazione padre Cavalcoli e dal Vaticano partono altri siluri contro tutti coloro che si oppongono alla dittatura del gender
Autore: Roberto de Mattei - Fonte: Corrispondenza Romana, 05/11/2016

A partire dal 24 agosto di quest'anno l'Italia è stata colta da una serie di violente scosse sismiche, che dopo due mesi, non accennano a diminuire. Le scosse, secondo i sismologi, sono state migliaia, di intensità e magnitudine diversa. Fino ad oggi hanno provocato un numero limitato di vittime, ma gravi danni alle chiese e agli edifici pubblici e privati, privando dei loro beni e delle loro case decine di migliaia di italiani.
La scossa del 30 ottobre, la più grave dopo quella del 24 agosto, si è avvertita in tutta Italia, da Bari a Bolzano e ha avuto il suo simbolo nel crollo della cattedrale di Norcia. La notizia della distruzione della Basilica ha fatto il giro del mondo. Della chiesa sorta sulla casa natale di san Benedetto rimane solo una fragile facciata. Tutto il resto è scomparso in una nuvola di polvere. Molti mass media, come l'americana Cnn, hanno sottolineato il carattere simbolico dell'evento, scegliendo, l'immagine della cattedrale crollata per l'homepage dei loro siti.

I MESSAGGI DI DIO
Un tempo gli uomini erano capaci di leggere i messaggi di Dio in tutti gli avvenimenti che sfuggivano alla loro volontà. Tutto ciò che accade, infatti, ha un significato, espresso dal linguaggio del simbolo. Il simbolo non è una rappresentazione convenzionale, ma è l'espressione più profonda dell'essere delle cose.
Il razionalismo moderno, da Cartesio ad Hegel, da Marx al neo-scientismo, ha voluto razionalizzare la natura, sostituendo alla verità del simbolo l'interpretazione puramente quantitativa della natura. Il razionalismo oggi è in crisi, ma la cultura postmoderna che si abbevera alle sue stesse fonti intellettuali, dal nominalismo all'evoluzionismo, ha creato un nuovo sistema di simboliche, a differenza da quelli antichi, non rinviano alla realtà delle cose, ma la deformano come in un gioco di specchi. Il codice simbolico che si esprime in tutte le forme della comunicazione postmoderna, dai tweet ai talk-show si propone di creare emozioni e di suscitare sentimenti, rifiutando di cogliere la ragione profonda delle cose.
La cattedrale di Norcia, ad esempio, è un simbolo di arte, di cultura, di fede. La sua distruzione evoca, per i media la perdita del patrimonio artistico dell'Italia centrale, ma non può essere immagine del crollo della fede o dei valori fondamentali della Civiltà cristiana.
Il terremoto poi, malgrado sia usato nel linguaggio comune per indicare sconvolgimenti culturali e sociali, non può mai rinviare a un intervento divino, perché Dio può essere solo presentato come misericordioso, mai come giusto.

IL CASTIGO DIVINO
Chi parla di "castigo divino", incorre immediatamente nella diffamazione mediatica, come è accaduto a padre Giovanni Cavalcoli, le cui parole a Radio Maria sono state definite "affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede" dal sostituto alla Segreteria di Stato mons. Angelo Becciu.
Ma se scandalo c'è, è proprio quello provocato dalla presa di posizione del prelato vaticano che dimostra di ignorare la teologia cattolica e l'insegnamento dei Papi, come Benedetto XVI, che nell'udienza del 18 maggio 2011, parlando della preghiera di intercessione di Abramo per Sodoma e Gomorra, le due città bibliche punite da Dio a causa dei loro peccati, afferma: "Il Signore era disposto a perdonare, desiderava farlo, ma le città erano chiuse in un male totalizzante e paralizzante, senza neppure pochi innocenti da cui partire per trasformare il male in bene. Perché è proprio questo il cammino della salvezza che anche Abramo chiedeva: essere salvati non vuol dire semplicemente sfuggire alla punizione, ma essere liberati dal male che ci abita. Non è il castigo che deve essere eliminato, ma il peccato, quel rifiuto di Dio e dell'amore che porta già in sé il castigo. Dirà il profeta Geremia al popolo ribelle: «La tua stessa malvagità ti castiga e le tue ribellioni ti puniscono. Renditi conto e prova quanto è triste e amaro abbandonare il Signore, tuo Dio» (Ger 2,19)".
Come dimenticare che tra agosto e settembre del 2016 sono state celebrate le prime unioni civili in Italia? "Ricostruiremo tutto" ha dichiarato il premier italiano Matteo Renzi.
Ma il 23 luglio 2016 lo stesso Renzi ha apposto la sua firma al decreto attuativo della Legge n. 76/2016, o Legge Cirinnà, che legalizza il matrimonio omosessuale in Italia. Questa legge è un terremoto morale, perché abbatte le mura della legge divina naturale. Come immaginare che questa legge sciagurata sia priva di conseguenze? Chi non rinuncia al buon senso se ne rende immediatamente conto. Oggi l'uomo si ribella a Dio e la natura si ribella all'uomo. O meglio, l'uomo si ribella alla legge naturale, che ha il suo fondamento in Dio, e il disordine della natura esplode.

UN TERREMOTO MORALE
La legge Cirinnà non distrugge le case, ma l'istituzione della famiglia, producendo una devastazione morale e sociale non meno grave di quella materiale del terremoto. Chi può negarci il diritto di pensare che il disordine della natura è permesso da Dio come conseguenza della negazione dell'ordine naturale attuato dalle classi dirigenti dell'Occidente? E poiché i simboli tollerano diverse letture, come dar torto a chi vede nella facciata di una cattedrale il simbolo di ciò che oggi, sotto l'aspetto umano, sembra rimanere della Chiesa cattolica: un cumulo di macerie? [...]
Eppure, se la cattedrale si è sgretolata, è restata in piedi la statua di San Benedetto al centro della piazza antistante. Attorno a questa statua si sono riuniti un gruppo di monaci, di suore e di laici, recitando il rosario. Anche questo è un messaggio simbolico che ci parla dell'unica ricostruzione possibile: quella che si fa in ginocchio, pregando.
Accanto alla preghiera occorre però l'azione, la lotta, la testimonianza pubblica della nostra fede nella Chiesa e nella Civiltà cristiana che risorgerà dalle macerie. La Madonna a Fatima lo ha promesso. Ma prima del trionfo del Cuore Immacolato, la Beatissima Vergine ha previsto anche un castigo planetario per l'umanità impenitente. Bisogna avere il coraggio di ricordarlo.

Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli negli articoli sottostanti commenta la vicenda di padre Giovanni Cavalcoli a Radio Maria.

DIO PERDONA, IL VATICANO NO: TERREMOTO E CASTIGO DIVINO, FULMINI SU RADIO MARIA
E alla fine toccò anche a Radio Maria entrare nel mirino dei nuovi giudici implacabili che puniscono inesorabilmente quanti non si sottomettono alla dura legge della Misericordia. Fatto senza precedenti, è stato addirittura il numero 2 della Segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu, a intervenire pesantemente per ammonire Radio Maria a «correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell'anno giubilare». Parole che sono pietre per una emittente che, pur di dimostrare fedeltà agli indirizzi pastorali di papa Francesco, ha eliminato dalla conduzione diversi collaboratori di peso [leggi: RADIO MARIA PROSEGUE CON LE PURGHE, clicca qui, N.d.BB]. [...]
L'intervento del Sostituto alla Segreteria di Stato vaticana, come prevedibile, fa il giro del mondo. E a ruota lo seguono altri vescovi: monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, parla di «scempiaggini blasfeme»; e monsignor Antonio Napolioni, vescovo di Cremona, non può «tacere davanti alle bestemmie che vengono elargite da pulpiti digitali, stampati o parrocchiali quando si attribuisce al terremoto la valenza di "castigo di Dio per le unioni civili"». È chiaro che nessuno di loro ha ascoltato o letto per intero l'intervento di padre Cavalcoli, sono bastate poche righe sui giornali di regime per decretare la sentenza. E del resto padre Cavalcoli, immediatamente accalappiato dai conduttori del programma radiofonico La Zanzara, non fa nulla per placare la tempesta, magari spiegando la differenza fra ciò che aveva detto e ciò che è stato riportato, anzi rincara la dose citando anche Sodoma e Gomorra.
Prima ancora che monsignor Becciu scagliasse i suoi fulmini, nel tentativo di prevenire la tempesta Radio Maria si era affrettata a smentire il coinvolgimento di padre Livio e a prendere le distanze da padre Cavalcoli, di cui però - sul sito dell'emittente - veniva correttamente riportato audio e trascrizione completa dell'intervento: «Le espressioni riportate - si legge nel comunicato - sono di un conduttore esterno, fatte a titolo personale, e non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al riguardo». Evidente l'imbarazzo per un "incidente" che rischia di far saltare delicati equilibri ecclesiali a danno dell'emittente. Imbarazzo tale da non tentare neanche di chiarire cosa ha effettivamente detto padre Cavalcoli, abbandonato così al suo destino. Ma l'intervento di monsignor Becciu dimostra che, malgrado l'estrema abnegazione con cui padre Livio sostiene la linea pastorale del pontificato - fedele allo statuto dell'emittente -, a Roma ci sono molti che non amano Radio Maria e il rilancio dei messaggi di Medjugorje.
Fa comunque molto riflettere la pesantezza dell'intervento di monsignor Becciu, che non ha assolutamente precedenti. Considerando le vere e proprie eresie che spesso vengono diffuse da giornali ed emittenti cattoliche anche istituzionali senza che dai vertici Cei o vaticani venga articolato un solo suono, [ad esempio, leggi: FAMIGLIA CRISTIANA PROPAGANDA L'IDEOLOGIA GAY, clicca qui, oppure leggi: OSSERVATORE ROMANO E AVVENIRE: SI ALLE UNIONI GAY, clicca qui, N.d.BB] il siluro lanciato per una interpretazione tendenziosa di un intervento lascia stupefatti. Non può poi certo essere ignorato il fatto che monsignor Becciu non si è limitato a stigmatizzare l'infelice uscita di padre Cavalcoli, ma ha voluto regolare i conti con la conduzione di Radio Maria in generale. Cambi linguaggio e si converta al messaggio della Misericordia, ha detto chiaramente; e non si sa con quale autorità visto che Radio Maria non dipende dalla Santa Sede.
Ma si capisce che in questo clima di pacificazione con il mondo, la nomenclatura non tollera neanche che si usi un concetto come "castigo", che pure ha fondamento biblico e si trova anche in una preghiera popolare come l'Atto di dolore («...peccando ho meritato i Tuoi castighi»). Nessuno credo abbia in mente di proporre l'idea di un Dio vendicativo ma fare credere alla gente che il peccato non abbia conseguenze temporali, oltre che eterne, è un inganno bello e buono.
E questo, pur lasciando in pace le popolazioni vittime del terremoto, che hanno bisogno di aiuti materiali ma anche di preghiere, non certo di battaglie ideologico-religiose e di regolamenti di conti giocati sulla loro pelle.
(Riccardo Cascioli, La nuova Bussola Quotidiana, 05-11-2016)

IL CASO RADIO MARIA? UN'OPERAZIONE DELLA LOBBY GAY
Diciamo la verità: della condizione e del sentimento delle popolazioni vittime del terremoto in Italia centrale non importa a nessuno. Almeno a nessuno di quelli che si sono gettati nell'arena per massacrare padre Cavalcoli e, a ruota, Radio Maria. Più i giorni passano, infatti, e più appare evidente che siamo davanti a una vera e propria operazione di cecchinaggio che ha in un certo mondo Lgbt la regia, a cui volentieri una parte di ecclesiastici sta facendo da sponda.
Come abbiamo già scritto tutto nasce dal resoconto scandalizzato de L'Espresso in merito a un intervento di padre Giovanni Cavalcoli in una trasmissione di Radio Maria, in cui avrebbe affermato che il terremoto dell'Italia centrale «è colpa delle unioni civili». In realtà il caso nasce un po' prima, perché padre Cavalcoli – che stava facendo una catechesi sul Battesimo - risponde alla domanda di un ascoltatore, tale Costantino di Cesena, che - lunga e articolata - sembra proprio voler mettere in bocca a padre Cavalcoli la risposta di cui sopra.
Torniamo ad ogni modo all'articolo dell'Espresso che, come detto, attribuisce a padre Cavalcoli un'affermazione che invece non ha fatto. Anzi, in relazione alla domanda, il teologo domenicano si mostra molto prudente. Ma non importa perché il giornalista dell'Espresso ha già una tesi bella che pronta, e non sarà certo la prudenza di padre Cavalcoli a frenarlo. Guarda caso, l'autore dell'articolo è un giovane giornalista, Simone Alliva, militante Lgbt. Non solo, a sentire un suo intervento a un convegno Lgbt, si direbbe che tiene costantemente sotto controllo alcuni conduttori di Radio Maria che parlano di omosessualità e dintorni. Ovviamente l'articolo viene ripreso immediatamente da Repubblica (stesso gruppo editoriale), ma anche da altri giornali. Eppure avrebbe fatto la fine di altri articoli al veleno contro Radio Maria - dopo due giorni non l'avrebbe ricordato nessuno - se non fosse per l'intervento inusuale e a dir poco sproporzionato del numero 2 della segreteria di Stato, monsignor Angelo Becciu.
Proprio il soggetto che interviene fa capire che l'intervento è più politico che dottrinale (la segreteria di Stato corrisponde al ministero degli Esteri), e il motivo è duplice: anzitutto il problema non è la sensibilità per le vittime del terremoto ma il riferimento alle unioni civili e perciò all'omosessualità. Non a caso a ruota di monsignor Becciu sono arrivati con i loro sgradevoli commenti il segretario della Cei, monsignor Nunzio Galantino, e alcuni vescovi particolarmente sensibili al tema omosessualità.
Se padre Cavalcoli avesse detto che la causa del terremoto a Norcia è stata la ribellione di Madre Natura per il mancato rispetto da parte dell'Italia degli accordi per ridurre le emissioni di anidride carbonica, nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Di più, dal Vaticano sarebbero arrivati ampi consensi per il richiamo alla "conversione ecologica", consensi come al tempo in cui lo stesso Cavalcoli si dichiarò favorevole alla comunione per i divorziati risposati (dall'altare alla polvere in pochi mesi). Del resto anche il direttore di Radio Maria, padre Livio Fanzaga, per tutto il tempo della discussione sulla legge Cirinnà non è stato affatto tenero con quanti l'hanno apertamente sostenuta o comunque favorita. E per questo deve pagare, anche nel senso letterale del termine.
Passa infatti un solo giorno, ed ecco che Repubblica lancia, già pronto, un altro siluro: Radio Maria prende dei soldi dallo Stato - 2milioni e 90mila euro nel triennio 2011-2013 - a mero titolo di sostegno, denuncia. «Quegli anatemi di Radio Maria pagati con i soldi pubblici», titola sobriamente Repubblica. I terremotati non c'entrano niente: ma come, si chiedono a Repubblica, accusano lo Stato «di avere scatenato il castigo di Dio» (il problema è sempre la legge sulle unioni civili) e poi dallo stesso Stato pretendono denaro senza neanche vergognarsi?
E davanti a questo sdegno espresso da un giornale come Repubblica il governo non può certo rimanere insensibile. E infatti passano solo poche ore e il Ministero dello Sviluppo economico invia al giornale romano un comunicato in cui annuncia che a partire dall'esercizio 2016 il contributo a Radio Maria è sospeso. Più veloci della luce, a dimostrazione che il problema della lentezza in Italia non è nella Costituzione. «È un'ottima notizia, esattamente quella che speravamo di apprendere», chiosa Repubblica, soddisfatta per l'ordine eseguito.
Giustizia è fatta allora? Non ancora, perché nel frattempo il povero padre Cavalcoli - sospeso da Radio Maria e costretto al silenzio dal provinciale dei domenicani - si becca anche una querela per diffamazione da parte di alcuni rappresentanti del movimento gay: «La legge contro l'omo-transfobia che giace in Senato dal 2013 - dice un comunicato dell'Associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale (Anddos) - è purtroppo vecchia e superata nella sua impostazione, poichè giustifica l'omofobia delle organizzazioni religiose di carattere integralista: l'episodio di Padre Cavalcoli dimostra, infatti, la necessità di aprire una nuova fase culturale di sensibilizzazione sulle discriminazioni omo-transfobiche, un processo che dovrà culminare in una proposta di legge che equipari finalmente l'omo-transfobia al razzismo».
Qualcuno in Vaticano si è accorto del trappolone e ha pensato di fare retromarcia, quantomeno di frenare questa caccia alle "streghe" Cavalcoli e Radio Maria? Al contrario, ieri ci ha pensato Alberto Melloni a regolare definitivamente i conti in nome del nuovo corso della Chiesa, sempre dalle colonne di Repubblica che oltre che giornale-partito è ormai diventato anche un giornale-chiesa.
Melloni, intellettuale molto ben inserito nelle gerarchie che contano e anche nel governo (a proposito: il suo istituto bolognese prende tanti soldi pubblici da far impallidire Radio Maria) ieri ci è andato giù pesante nel regolamento di conti contro quel «sottosuolo cattolico opaco e apprensivo, fatto di sentimenti reazionari». È un mondo definito «pulviscolo integrista», che agita vecchi fantasmi anti-modernità usando i nuovi media e distribuisce paura e odio a piene mani. Radio Maria, dice Melloni, «inculca in dosi quotidiane sospetti e inimicizie, con il suo leader, padre Livio Fanzaga che ogni giorno spiega leggendo i giornali dove sono i pericoli, chi sono gli avversari e soprattutto "smaschera" i traditori».
Ma non è solo questa radio, c'è un mondo più ampio - dice sempre Melloni - di «siti e antenne, blog e social» che «somministrano paure su misura: le paure su quel che si insegna a scuola per i movimenti pro-vita, quelle dei preti tradizionalisti che danno alla xenofobia leghista profumo d' incenso, quelle del radicalismo familista che manifestano verso l'amore omosessuale il risentimento degli irrisolti».
Appare chiaro che per Melloni - e i suoi sodali in Vaticano - la soluzione sia spazzare via questa galassia senza pietà, perché rischia di ritardare la pacificazione con il mondo che la Santa Sede sta perseguendo. Vale a dire: la partita non è ancora finita, la triangolazione Repubblica-Governo-Vaticano (almeno alcuni settori) andrà avanti e il messaggio inviato attraverso Melloni è chiaro: non si fanno prigionieri.
(Riccardo Cascioli, La nuova Bussola Quotidiana, 09-11-2016)

Fonte: Corrispondenza Romana, 05/11/2016

5 - IL PIU' GRANDE ESPERTO DI TERREMOTI E VULCANI? IL SACERDOTE CATTOLICO DON GIUSEPPE MERCALLI
La biografia del padre della sismologia e della vulcanologia scientifica, inventore della famosa Scala Mercalli
Autore: Fabrizio Cannone - Fonte: Libertà e Persona, 05/11/2016

Mai si è parlato tanto di terremoti e di sismicità in Italia quanto forse negli ultimi mesi. E d'altra parte autori fin troppo celebrati come Piergiorgio Odifreddi continuano a sostenere l'incompatibilità tra fede religiosa e vocazione scientifica, incompatibilità che evidentemente non tiene conto né dell'epistemologia né della storia della scienza. Si vedano a tal proposito i documentati libri pubblicati da Francesco Agnoli in cui i grandi nomi della scienza europea e occidentale appaiono molto spesso legati alla fede cattolica e comunque lontani dal materialismo e dallo scetticismo (cf. Scienziati dunque credenti, Cantagalli, 2012; Scienziati in tonaca, La Fontana di Siloe, 2013; Albert Einstein, ESD, 2015; L'uomo che poteva costruire labomba, Gondolin, 2016).
Molti conoscono la Scala Mercalli per la misurazione dei terremoti, ma pochissimi conoscono la biografia di un uomo che può considerarsi il padre della sismologia e della vulcanologia scientifica, il sacerdote italiano Giuseppe Mercalli.

L'INVENTORE DELLA SCALA MERCALLI
Terzo di cinque fratelli, Mercalli nacque a Milano il 21 maggio del 1850 da una agiata famiglia di commercianti. Dopo la prima educazione ricevuta da vari precettori domestici, intraprese la carriera ecclesiastica, frequentando i seminari di Monza e di Milano. Fu ordinato prete a soli 21 anni di età (1872), e fin da subito si caratterizzò per il desiderio dell'approfondimento scientifico e per la ricerca, specie sulle problematiche del globo terrestre. Conseguì così a soli 24 anni la Laurea in Scienze naturali (1874).
A Milano fu allievo dell'abate Antonio Stoppani (1821-1891), illustre scienziato e geologo, che scrisse il notissimo, al tempo, Corso di geologia (in 3 volumi) e che fu perfino il primo presidente del Club Alpino Italiano. Ma i meriti e i primati degli ecclesiastici vengono spesso oscurati oggi... Lo Stoppani intuì ben presto la genialità del suo studente e spinse il giovane Mercalli a studiare i ghiacciai. Il lavoro di Mercalli fu così superiore alle attese del maestro che la carriera scientifica di don Giuseppe era ormai assicurata.
Don Mercalli si mise così ad insegnare scienze in quei seminari ove era stato studente. Per moltissimi anni, quasi fino alla sua inattesa morte del 1914, fu professore di Liceo, specie a Reggio Calabria e a Napoli, città che scelse una per la vicinanza con il Vesuvio e l'altra per l'intuita sismicità della zona calabrese, confermata dal terremoto di Messina - Reggio Calabria del 1908.

VULCANI E FENOMENI VULCANICI IN ITALIA
Nel 1883 pubblicò il volume Vulcani e fenomeni vulcanici in Italia in cui forniva una mappatura generale di tutti i vulcani noti, accesi, quiescenti o spenti, redigendo da vero precursore una carta d'Italia sulla base delle sismicità storicamente documentate. Tale mappa fu un vero capolavoro e rimane fino ad oggi un modello nel suo genere: per essa e per le successive pubblicazioni scientifiche del Nostro, che superano i 100 saggi, il Mercalli può considerarsi un fondatore ed anche un anticipatore, e per merito suo per decenni la sismologia internazionale parlò italiano.
Nello stesso 1883, vi fu il terremoto di Casamicciola sull'isola di Ischia. Mercalli vi si recò in fretta e furia, lo studiò con rara competenza e pubblicò vari saggi sul tema, ricevendo grande stima a livello sia nazionale che internazionale, mostrandosi tra i migliori esperti al mondo anche nel campo dei terremoti, oltre che in quello dei vulcani. Terremoti e vulcani, non lo abbandonarono mai più e lo studioso visse in funzione di essi.
In questi anni intensi di lavoro, il Mercalli trovò il tempo di pubblicare vari testi ad uso dei Licei e delle Facoltà scientifiche come Elementi di botanica e di zoologia generale (1884), Elementi di geografia fisica (1885), Elementi di mineralogia e di geologia (1885).

ALLONTANATO DALL'INSEGNAMENTO
Il Mercalli, di tendenze rosminiane nella spiritualità, ebbe nel 1887 uno scontro, non ben chiarito a tutt'oggi, con le gerarchie cattoliche che al tempo si mostravano piuttosto critiche sulla filosofia del roveretano, notandone le ambiguità teoriche e le possibili ricadute politiche filo-liberali. Leone XIII quindi, nel contesto del rilancio della filosofia di san Tommaso, la filosofia che meglio sa armonizzare scienza e fede, con il Decreto Post obitum (1888) condannò 40 proposizioni filosofiche estratte dalle opere di Antonio Rosmini. Ma questo senza peraltro disconoscere la sincera pietà del Rosmini (espressa da opere insigni come le Massime di perfezione cristiana) e senza neppure sopprimere l'Istituto della Carità da lui fondato, istituto che si sottomise alla condanna e continuò a prosperare e a fare del bene. Il sacerdote Mercalli avendo apposto la sua firma alla proposta di innalzare un monumento al Rosmini fu quindi allontanato dall'insegnamento nei seminari lombardi. Ma il medesimo sacerdote proprio in quegli anni, in cui la sua fama era in forte crescita, fu nominato docente di sismologia e vulcanologia prima all'Università di Catania e poi presso quella di Napoli. Anche la prestigiosa Pontificia Accademia dei Lincei lo volle, inviandolo in Andalusia per studiare i terremoti che a fine 800 devastarono la regione.
L'esperienza che si fece negli ultimi 20 anni del XIX secolo nell'osservazione di terremoti, maremoti ed esplosioni vulcaniche lo spinse ad elaborare una nuova scala di intensità dei terremoti, la notissima Scala Mercalli in 10 gradi: dal più lieve al più forte, e ciò sulla base dei danni recati all'ambiente e agli edifici. Tale Scala, innovativa e assai più empirica di quelle precedenti fu adottata rapidamente quasi ovunque, dall'Italia all'America. Mercalli però, dopo il tremendo terremoto che distrusse Messina nel 1908 e che produsse uno zunami ante litteram sulle cose siciliane e calabresi, aggiunse altri due gradi alla sua scala l'undicesimo e il dodicesimo per i terremoti particolarmente distruttivi (definiti catastrofico e ultracatastrofico).

I VULCANI ATTIVI DELLA TERRA
Nel 1907 pubblicò il volume I vulcani attivi della terra, in cui, con primato assoluto ed eccellente documentazione storica, descrive minuziosamente 213 vulcani del pianeta. Queste opere gli meriteranno nel 1912 di diventare direttore dell'Osservatorio vesuviano di Napoli, un osservatorio le cui origini risalgono ad un ente di ricerca della stessa natura istituito dei Borboni. Mercalli, visse i suoi ultimi anni in un appartamentino di soli 10 metri quadrati, scelto appositamente per la sua posizione e la sua vicinanza al Vesuvio.
Il Nostro dalla sua finestra osservava le condizioni meteorologiche e ascendeva, non più giovanissimo, sul monte Vesuvio, portandosi a casa campioni di roccia per corroborare i suoi studi. Ancora oggi si possono reperire le fotografie che lo stesso Mercalli realizzò del vulcano e di molte altre sue spedizioni scientifiche di interesse sismologico e geofisico (in Liguria per esempio, nelle Eolie o in Piemonte).
Meno nota la Sindrome Mercalli ovvero l'insieme di quei sintomi che colpiscono gli animali poco prima dello scoppio dei terremoti, sintomi documentati che danno luogo a nausee, vomito, malessere, etc.
Poco prima di morire, fu nominato dal Re, Cavaliere della Corona d'Italia per meriti scientifici.

UNA MORTE MISTERIOSA
Mercalli morirà a Napoli nel 1914 a causa di un incendio dovuto o ad alcuni esperimenti domestici che conduceva o ai sigari che usava consumare. Alcuni ipotizzano perfino che le gelosie dei molti colleghi che non lo sopportavano, potrebbero spiegare meglio la morte dello studioso.
E' l'evidenza storica che ci dice, anche attraverso la vita di un Mercalli, che tra la fede e la scienza non può esserci, in sé e per sé, alcuna opposizione, come non c'è opposizione o contraddizione tra la natura e la grazia, tra il naturale e il sovrannaturale, né tra Dio e l'uomo, uomo che è destinato dalla sua stessa natura di essere razionale a conoscere il mondo e a riconoscerne il Creatore.

Fonte: Libertà e Persona, 05/11/2016

6 - METTE ALL'ASTA LA VERGINITA' PER AMORE DELLA FAMIGLIA
Amore: ecco la nuova parola talismano (per ''amore'' abbiamo l'eutanasia, l'aborto e la sperimentazione sugli embrioni...)
Autore: Tommaso Scandroglio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 07/11/2016

Verginità vendesi. La storia è questa. K.S. è una ventenne che vive a Seattle. Nel 2014 la sua casa, dove abitava con la famiglia, viene distrutta da un incendio e gli Stone non sono coperti dall'assicurazione sugli incendi. La famiglia va in bolletta. Su Facebook si imbatte in un messaggio pubblicitario di Dennis Hof, gestore di un bordello in Nevada, stato in cui la prostituzione è legale. Hof sta cercando operatrici nel settore del meretricio.
Da qui l'idea per aiutare la propria famiglia senza casa: la giovane di Seattle metterà all'asta la propria verginità. Detto fatto. Base d'asta 340mila dollari. Poi farà fifty fifty con Hof il quale alla Cnn così dichiara: «È stata una sua scelta. Non penso sia meglio per una ragazza perdere la verginità in un bagno dopo aver bevuto sei tequila. Ritengo invece che sia una grande idea quella di venderla, se lo vuole lei». E' la famigerata teoria del male minore: perché abortire in clandestinità correndo rischi? Meglio farlo alla luce del sole in una struttura legalmente riconosciuta.
Hof poi aggiunge che con magnanimità non tratterrà per sé nessuna quota sui ricavi, tanto la pubblicità al suo casino è ormai assicurata.

LA PROPRIETÀ SUL PROPRIO CORPO
L'asta è on line da un po'e siamo arrivati a 400mila dollari, perché qui non abbiamo un usato sicuro, bensì il prodotto è nuova di zecca. Per ora la giovane e attualmente illibata la giovane non ha ancora trovato chi coglierà il suo fiore più intimo perché, lei sostiene, deve farlo con la persona giusta. Ma se uno paga per deflorare una fanciulla che si vende per necessità (posto che la storia sia vera) potrà mai essere costui la "persona giusta"? Forse la scafata illibata sta solo aspettando in attesa che la cifra lieviti ancor di più. Intanto ha fatto sapere che, chiusa l'asta, si dedicherà a far la lucciola a tempo pieno almeno per cinque anni, tanto per pagarsi gli studi per diventare avvocato. Alla faccia della purezza di intenzioni e dello stato di necessità.
Le polemiche puritane sono subito fiorite nei media. Eppure la proprietà sul proprio corpo non dovrebbe essere un concetto nuovo. Se io posso uccidermi anzitempo, perché non posso prostituirmi. Non si dice forse che io appartengo a me stesso? Un sopracciglio nervoso scatta immediatamente nel rispondere che sì, passi la prostituzione, ma non da vergini. E perché no, verrebbe da replicare? Forse perché non si ha maturato esperienza sul campo a livello privato-dilettantistico prima di buttarsi tra le professioniste? Perché non si assumono candidati senza esperienza? Perché la prima volta deve essere per amore? A quest'ultima provocazione risponde la diretta interessata ai microfoni della Cnn: «La gente dice che concedere la propria verginità è una cosa che si fa per amore. Se ci pensate, io lo sto facendo perché amo la mia famiglia. Ho il diritto di scegliere per il mio corpo e in un periodo di crisi come questa potete forse biasimarmi?».

LA PAROLA TALISMANO È "AMORE"
Signori, la parola talismano dei nostri tempi è "amore". E' per amore che la donna ricorre all'aborto e così non farà soffrire il figlio deformato; è per amore che si stacca la spina al nonno morente; è per amore che due persone omosessuali si sposano; è per amore che una coppia gay può adottare; è per amore dei figli che ci si separa; è per amore che si mettono al mondo i figli con la provetta e che una donna presta l'utero ad un'altra; è per amore delle future generazioni che si sperimenta sugli embrioni.
Torniamo alla riffa virginale. In fondo a ben pensarci in un tempo in cui la verginità è svalutata, prezzarla alla cifra di mezzo milione di dollari dovrebbe confortarci. Ma il conforto è solo passeggero perché - e ce lo ricorda addirittura la pubblicità della MasterCard - ci sono cose che non hanno prezzo.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 07/11/2016

7 - HALLOWEEN? NON TERRORIZZARE, NE' BANALIZZARE
Il video con l'intervista al vescovo di Macerata, esperto di lingue antiche, ha suscitato molte critiche: ecco la sua risposta
Autore: Nazzareno Marconi - Fonte: Diocesi di Macerata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente nota del vescovo di Macerata.

La nostra società è particolarmente sensibile alla novità ed alle emozioni, mentre rifugge l'impegno della riflessione. Per questo qualsiasi tema di discussione attira subito l'attenzione, ma se la riflessione deve diventare troppo articolata e seria, la si abbandona velocemente. L'attenzione dei media su Halloween si regge soltanto se ne parliamo di una festa divertente per i bambini che permette anche ai grandi di giocare a fare i bambini. Oppure se si spaventano le persone, accentuando il fatto che simboli ed immagini che evocano violenza e demoniaco, costituiscono una realtà pericolosa, si può trovare una certa attenzione. Combattere Halloween perché attraverso i suoi riti, potrebbe evocare il demonio, sicuramente conquista qualche pagina di giornale. Ma il discorso è più serio e più complesso, ed a questo punto la disponibilità dell'attenzione mediatica cala. Il discorso su Halloween riguarda infatti il complesso tema dell'educazione: non si educa soltanto con le parole di una lezione, ma soprattutto con le immagini, i gesti ripetuti densi di valore simbolico, l'evocazione di tradizioni che fanno parte di quel sistema di significati e di valori su cui si fonda la nostra civiltà cristiana ed europea.
Non credo che travestirsi da diavolo o da strega, vestendo un costume comperato al supermarket, possa evocare il demoniaco o incoraggiare la superstizione. Ma credo che banalizzare questi temi, questi simboli, e questi nomi, ponendoli in un contesto di gioco innocuo, possa contribuire ad anestetizzare i nostri sensi spirituali. Chi gioca troppo con queste cose, non si rende conto che una mentalità superstiziosa impedisce la crescita di una fede matura e responsabile. Chi pensa che l'azione del demonio sia una favola per bambini, o per adulti ritardati, contribuisce a renderci ulteriormente fragili davanti a quell'esperienza che tutti molto spesso facciamo e che si chiama: tentazione al male.
La festa, ogni festa, è una realtà umana molto importante, leggerla come puro divertimento, come allontanamento innocuo dalla vita e dai suoi fondamenti, non permette di viverne tutto il valore. Attraverso una celebrazione piena di significato delle feste si costruisce il senso della comunità, si trasmette una visione della vita e dei valori fondamentali che la fanno crescere, si dice all'uomo fin da piccolo: chi sei, di quale realtà umana fai parte, come puoi vivere nel bene. Per questo la sapienza della Chiesa, così come la sapienza della nostra tradizione popolare, hanno sempre avuto molta cura delle feste, della loro modalità celebrativa, della loro potenza evocativa. Ho visto una serie di documentari sulla ascesa del nazismo in Germania dopo la prima guerra mondiale, mettevano in particolare evidenza come per condizionare il pensiero del popolo i nazisti avessero gradualmente ed attentamente sostituito le feste e le liturgie religiose e popolari della Germania, con le nuove feste e liturgie del nazismo. Attraverso queste grandi celebrazioni, si trasmettevano idee e si covava un odio nel cuore del popolo, che quando giunse a maturazione ed esplose meravigliò tutto il mondo. Da dove veniva tutto ciò? Chi aveva così profondamente trasformato la Germania? Chi aveva stravolto l'indole sociale e serena del suo popolo? Un progetto perverso che oggi senza timore anche i laici definiscono demoniaco. Quel progetto aveva utilizzato le feste popolari in una maniera perfida ed irresponsabile.
Senza creare allarmismi che considero non solo inutili ma anzi dannosi, spero che la riflessione sulla festa di Halloween ci aiuti a comprendere che con le feste e con i giochi, cioè con tutto quello che è umano e che si indirizza primariamente ai bambini, non è proprio il caso di scherzare troppo a cuor leggero.

Nota di BastaBugie: nel seguente video ecco l'intervista a Mons. Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata ed esperto di lingue antiche, autore della nota sopra riportata che ci è stata inviata dalla segreteria del vescovo


https://www.youtube.com/watch?v=pCA-I5vCJgk

Ecco i link ad articoli precedentemente pubblicati sul nostro sito:

HALLOWEEN, FESTA CATTOLICA INVENTATA DA CATTOLICI
L'avversione per Halloween nasce tra i protestanti (puritani) per opporsi alla venerazione dei santi
di Giovanna Jacob
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4428

COME VACCINARE I FIGLI CONTRO LE DEGENERAZIONI DELLA PUR CATTOLICA HALLOWEEN ( = VIGILIA DI OGNISSANTI)
I cattolici inventarono la festa dei santi (e la sua vigilia, cioè Halloween) per celebrare la sconfitta della morte che quindi non faceva più paura e si poteva prendere in giro
di don Andrea Lonardo
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4438

Fonte: Diocesi di Macerata

8 - IL NUOVO DOCUMENTO DELLA CHIESA SULLA CREMAZIONE
Consigliata la sepoltura e vietati gli abusi nella conservazione delle ceneri (VIDEO: intervista Prefetto della Dottrina della Fede)
Fonte Congregazione per la Dottrina della Fede, 15/08/2016

Per risuscitare con Cristo, bisogna morire con Cristo, bisogna «andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore» (2 Cor 5,8). Con l'Istruzione Piam et constantem del 5 luglio 1963, l'allora Sant'Uffizio ha stabilito che «sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli», aggiungendo però che la cremazione non è «di per sé contraria alla religione cristiana» e che non siano più negati i sacramenti e le esequie a coloro che abbiano chiesto di farsi cremare, a condizione che tale scelta non sia voluta «come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica e la Chiesa». Questo cambiamento della disciplina ecclesiastica è stato poi recepito nel Codice di Diritto Canonico (1983) e nel Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (1990).

PREFERENZA DELLA SEPOLTURA DEI CORPI
Nel frattempo la prassi della cremazione si è notevolmente diffusa in non poche Nazioni, ma nel contempo si sono diffuse anche nuove idee in contrasto con la fede della Chiesa. Dopo avere opportunamente sentito la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e numerose Conferenze Episcopali e Sinodi dei Vescovi delle Chiese Orientali, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha ritenuto opportuno la pubblicazione di una nuova Istruzione, allo scopo di ribadire le ragioni dottrinali e pastorali per la preferenza della sepoltura dei corpi e di emanare norme per quanto riguarda la conservazione delle ceneri nel caso della cremazione.
La risurrezione di Gesù è la verità culminante della fede cristiana, predicata come parte essenziale del Mistero pasquale fin dalle origini del cristianesimo: «Vi ho trasmesso quello che anch'io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici» (1 Cor 15,3-5).
Mediante la sua morte e risurrezione, Cristo ci ha liberato dal peccato e ci ha dato accesso a una nuova vita: «Come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,4). Inoltre, il Cristo risorto è principio e sorgente della nostra risurrezione futura: «Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti...; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo» (1 Cor 15,20-22).
Se è vero che Cristo ci risusciterà nell'ultimo giorno, è anche vero che, per un certo aspetto, siamo già risuscitati con Cristo. Con il Battesimo, infatti, siamo immersi nella morte e risurrezione di Cristo e sacramentalmente assimilati a lui: «Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel Battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti» (Col 2,12). Uniti a Cristo mediante il Battesimo, partecipiamo già realmente alla vita di Cristo risorto (cf. Ef 2,6).

LA MORTE CRISTIANA HA UN SIGNIFICATO POSITIVO
Grazie a Cristo, la morte cristiana ha un significato positivo. La liturgia della Chiesa prega: «Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un'abitazione eterna nel cielo». Con la morte, l'anima viene separata dal corpo, ma nella risurrezione Dio tornerà a dare la vita incorruttibile al nostro corpo trasformato, riunendolo alla nostra anima. Anche ai nostri giorni la Chiesa è chiamata ad annunciare la fede nella risurrezione: «La risurrezione dei morti è la fede dei cristiani: credendo in essa siamo tali».
Seguendo l'antichissima tradizione cristiana, la Chiesa raccomanda insistentemente che i corpi dei defunti vengano seppelliti nel cimitero o in altro luogo sacro.
Nel ricordo della morte, sepoltura e risurrezione del Signore, mistero alla luce del quale si manifesta il senso cristiano della morte, l'inumazione è innanzitutto la forma più idonea per esprimere la fede e la speranza nella risurrezione corporale.
La Chiesa, che come Madre ha accompagnato il cristiano durante il suo pellegrinaggio terreno, offre al Padre, in Cristo, il figlio della sua grazia e ne consegna alla terra le spoglie mortali nella speranza che risusciterà nella gloria.

LA FEDE NELLA RISURREZIONE DELLA CARNE
Seppellendo i corpi dei fedeli defunti, la Chiesa conferma la fede nella risurrezione della carne, e intende mettere in rilievo l'alta dignità del corpo umano come parte integrante della persona della quale il corpo condivide la storia. Non può permettere, quindi, atteggiamenti e riti che coinvolgono concezioni errate della morte, ritenuta sia come l'annullamento definitivo della persona, sia come il momento della sua fusione con la Madre natura o con l'universo, sia come una tappa nel processo della re-incarnazione, sia come la liberazione definitiva della "prigione" del corpo.
Inoltre, la sepoltura nei cimiteri o in altri luoghi sacri risponde adeguatamente alla pietà e al rispetto dovuti ai corpi dei fedeli defunti, che mediante il Battesimo sono diventati tempio dello Spirito Santo e dei quali, «come di strumenti e di vasi, si è santamente servito lo Spirito per compiere tante opere buone».
Il giusto Tobia viene lodato per i meriti acquisiti davanti a Dio per aver seppellito i morti, e la Chiesa considera la sepoltura dei morti come un'opera di misericordia corporale.
Infine, la sepoltura dei corpi dei fedeli defunti nei cimiteri o in altri luoghi sacri favorisce il ricordo e la preghiera per i defunti da parte dei familiari e di tutta la comunità cristiana, nonché la venerazione dei martiri e dei santi.
Mediante la sepoltura dei corpi nei cimiteri, nelle chiese o nelle aree ad esse adibite, la tradizione cristiana ha custodito la comunione tra i vivi e i defunti e si è opposta alla tendenza a occultare o privatizzare l'evento della morte e il significato che esso ha per i cristiani.

LA CREMAZIONE
Laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione, scelta che non deve essere contraria alla volontà esplicita o ragionevolmente presunta del fedele defunto, la Chiesa non scorge ragioni dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l'anima e non impedisce all'onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l'oggettiva negazione della dottrina cristiana sull'immortalità dell'anima e la risurrezione dei corpi.
La Chiesa continua a preferire la sepoltura dei corpi poiché con essa si mostra una maggiore stima verso i defunti; tuttavia la cremazione non è vietata, «a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana».
In assenza di motivazioni contrarie alla dottrina cristiana, la Chiesa, dopo la celebrazione delle esequie, accompagna la scelta della cremazione con apposite indicazioni liturgiche e pastorali, avendo particolare cura di evitare ogni forma di scandalo o di indifferentismo religioso.
Qualora per motivazioni legittime venga fatta la scelta della cremazione del cadavere, le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nel cimitero o, se è il caso, in una chiesa o in un'area appositamente dedicata a tale scopo dalla competente autorità ecclesiastica.
Sin dall'inizio i cristiani hanno desiderato che i loro defunti fossero oggetto delle preghiere e del ricordo della comunità cristiana. Le loro tombe divenivano luoghi di preghiera, della memoria e della riflessione. I fedeli defunti fanno parte della Chiesa, che crede alla comunione «di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la loro purificazione e dei beati del cielo; tutti insieme formano una sola Chiesa».
La conservazione delle ceneri in un luogo sacro può contribuire a ridurre il rischio di sottrarre i defunti alla preghiera e al ricordo dei parenti e della comunità cristiana. In tal modo, inoltre, si evita la possibilità di dimenticanze e mancanze di rispetto, che possono avvenire soprattutto una volta passata la prima generazione, nonché pratiche sconvenienti o superstiziose.

DIVIETI
Per i motivi sopra elencati, la conservazione delle ceneri nell'abitazione domestica non è consentita. Soltanto in caso di circostanze gravi ed eccezionali, dipendenti da condizioni culturali di carattere locale, l'Ordinario, in accordo con la Conferenza Episcopale o il Sinodo dei Vescovi delle Chiese Orientali, può concedere il permesso per la conservazione delle ceneri nell'abitazione domestica. Le ceneri, tuttavia, non possono essere divise tra i vari nuclei familiari e vanno sempre assicurati il rispetto e le adeguate condizioni di conservazione.
Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell'aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione.
Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto.

Nota di BastaBugie: ecco il servizio tv sull'uscita del documento sulla cremazione con intervista al Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede


https://www.youtube.com/watch?v=IddhwD8-bfA

Fonte: Congregazione per la Dottrina della Fede, 15/08/2016

9 - OMELIA XXXIII DOMENICA T.ORD. - ANNO C (Lc 21,5-19)
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 13 novembre 2016)

Parlando della futura distruzione del Tempio di Gerusalemme, Gesù ammaestra i suoi Discepoli sulla fine del mondo che ci sarà alla fine dei tempi. La distruzione del Tempio è presa come il simbolo della fine dei tempi. I Discepoli domandarono a Gesù due cose: quando avverrà tutto questo e quali saranno i segni che accompagneranno questi avvenimenti. Notiamo subito che Gesù non risponde alla prima domanda e questo appositamente. Egli vuole che i suoi Discepoli siano sempre pronti e che perseverino nella fede, nella speranza e nella carità. Risponde solamente alla seconda domanda, annunciando che questi avvenimenti saranno accompagnati da grandi sconvolgimenti, da sofferenze e da segni grandi nel cielo; da terremoti, carestie, pestilenze e da inganni di persone che si spacceranno come inviate da Dio.
Soprattutto, Egli parla di persecuzioni. La persecuzione è l'ultima e la più grande delle Beatitudini evangeliche che ci procura una grande gloria in Paradiso. Il cristiano non deve temerla. Anche se vi si troverà coinvolto, egli sa che non sarà mai solo, che il Signore gli sarà vicino in quel momento supremo. Gesù dice: «Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto» (Lc 21,16-18). Sembrano parole d'altri tempi, impossibili nella nostra epoca di democrazia e libertà. Purtroppo sono parole molto attuali, oggi più che mai. Basti pensare a quanti non cristiani devono addirittura fuggire dai loro paesi per poter ricevere il Battesimo, dovendo temere della vita persino dai loro stessi genitori. Gesù ci insegna a non temere: «Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita» (Lc 21,19).
La perseveranza è la grazia più grande per la quale dobbiamo pregare sempre. Bisogna perseverare ogni giorno ed essere trovati in Grazia di Dio al momento della nostra morte. Sant'Alfonso Maria de' Liguori si domandava quale fosse il modo più efficace per ottenere il dono della perseveranza. Egli enumerava ad uno ad uno tutti i segni che uno può avere di essere fedele sino alla fine e vedeva che tutti erano difettosi in qualche cosa. Egli insegnava che se anche uno compisse grandi miracoli non potrebbe ritenersi al sicuro; anche se praticasse le virtù per lunghi anni non potrebbe essere certo di continuare così per tutta la vita: si potrebbe insinuare un segreto orgoglio nel suo cuore così da perdere tutto. Purtroppo, casi simili si sono verificati tante volte.
Ma allora, qual è il segno più certo di perseveranza? Sant'Alfonso afferma chiaramente che tale segno è la preghiera continua: chi prega certamente si salva. Poi il Santo si turba nuovamente e si domanda: «Ma sarò sicuro di pregare sino alla fine dei miei giorni?». A questo nuovo timore, egli si getta nella braccia della Madonna e le dice: «Madre amatissima, dammi il pensiero e la voglia di pregarti sempre!». Il ricorso continuo alla Vergine Maria era la conclusione pratica di tutta la teologia di questo grande Santo, per questo motivo egli recitava molto spesso il Rosario.
Quando arrivato alla vecchiaia non si ricordava più se aveva già recitato i suoi Rosari, domandava al frate che lo accudiva se lo avesse già fatto. Il frate gli diceva scherzosamente: «Padre, vorrei avere la metà di tutte le Corone che ha recitato in più quest'oggi!». Allora sant'Alfonso si faceva serio e diceva: «Fratello, non scherzare, non sai che dal Rosario dipende la mia salvezza eterna?».
Ecco dunque il segreto per ottenere nel modo più facile il dono della perseveranza: pregare spesso il Rosario della Vergine Maria. Ella lo ha sempre domandato ovunque è apparsa. «Se lo ha sempre chiesto, non ti sembra che ci sia un motivo importante?» – domandava San Pio da Pietrelcina. E per questo anche Padre Pio recitava di continuo il Rosario.
Impariamo da questi Santi e ricorriamo continuamente anche noi alla Madonna: in questo modo otterremo facilmente il dono della perseveranza.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 13 novembre 2016)

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