BastaBugie n°486 del 28 dicembre 2016

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1 APOLOGIA DEL NATALE CONSUMISTICO DELLE BANCARELLE
Il Natale non è l'astioso moralismo di Enzo Bianchi, ma lo stupore per un Dio ''supermiliardario'' e folle di amore che dopo averci regalato tutto l'universo, ci dona perfino Se stesso
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
2 LA RAI PROMUOVE IL GENDER IN PRIMA SERATA
Le normalizzazione LGBTQIecc. arriva in prima serata nel programma ''Stato Civile'' condotto da Daria Bignardi su Rai 3
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender
3 LA VERA STORIA DI BRAVEHEART E' PIU' BELLA DEL FILM
Il personaggio interpretato da Mel Gibson era un cattolico fervente, pregava con i salmi ogni giorno e alla sua morte un sacerdote vede la sua anima accolta in cielo dagli angeli
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: Il Principe Piccolo
4 AVVENIRE DIFENDE IL MINISTRO DELLA (D)ISTRUZIONE VALERIA FEDELI, PALADINA DEL GENDER NELLE SCUOLE
Il quotidiano della CEI è in fondo a favore del gender: più soft e con tanti distinguo, ma comunque a favore (e intanto Galantino nega che il terrorismo islamico combatta una guerra di religione)
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
5 TUTTE LE GUERRE DELL'ISLAM CONTRO I CRISTIANI
Scorrendo questo elenco viene da pensare che una decina di crociate siano state una reazione fin troppo timida...
Fonte: internetsv.info
6 L'ASILO E' POTENZIALMENTE DANNOSO PER I BAMBINI
Anche se le maestre sono bravissime, la mamma è un'altra cosa
Autore: Carlo Bellieni - Fonte: Il Sussidiario
7 COME VIVE UN TRANSESSUALE DIETRO ALLA FACCIATA GAYA? MOLESTIE, AIDS, DISAGIO, TENTATIVI DI SUICIDIO, ECC.
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): in Inghilterra il 10% delle adozioni di minori a coppie LGBTQIecc; un trans candidato agli oscar come maschio e come femmina; la Fedeli ammette che nelle scuole si insegna la teoria del Gender
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
8 I DUBBI ESPRESSI AL PAPA DEVONO AVERE UNA RISPOSTA
Devono averla perché hanno a che fare con i fondamenti della vita morale per quanto riguarda il matrimonio e l'eucaristia
Fonte: Sinodo2015
9 OMELIA MARIA MADRE DI DIO - ANNO A (Lc 2,16-21)
Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - APOLOGIA DEL NATALE CONSUMISTICO DELLE BANCARELLE
Il Natale non è l'astioso moralismo di Enzo Bianchi, ma lo stupore per un Dio ''supermiliardario'' e folle di amore che dopo averci regalato tutto l'universo, ci dona perfino Se stesso
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 24/12/2016

L'altroieri, nell'editoriale di "Avvenire", giornale dei vescovi, Enzo Bianchi assicurava che i terroristi di Berlino non ce l'avevano con il Natale cristiano: "A Berlino la calamita per l'attentatore non è stato il Natale in sé, ma la sua commercializzazione diffusa: non certo la celebrazione del mistero cristiano dell'incarnazione, bensì la sua riduzione - sovente lamentata anche dagli stessi cristiani - a gioioso mercato di doni e di regali, di profitti e di buoni sentimenti a basso prezzo".
Ma è proprio sicuro il Bianchi che i terroristi, pianificando la strage, abbiano distinto (come fini intellettuali) il cosiddetto "Natale consumistico" (da esecrare e colpire) dalla "celebrazione del mistero cristiano dell'incarnazione" che invece loro rispetterebbero?
Ed è sensato fare una simile distinzione di fronte a un massacro tanto crudele e demenziale?
Peraltro è assurdo pensare che un semplice mercatino di Natale, con normali bancarelle dove si comprano cosucce a pochi euro, possa essere considerato un simbolo di consumismo.
Ma il tormentone clericale (e pure laico) contro i regali ci viene inflitto da tempo ed è ormai insopportabile il moralismo che ogni anno, sui giornali o nelle chiese, lancia invettive contro il presunto "Natale consumistico", di cui oltretutto - e purtroppo - non si vede traccia, considerate la crisi e le ristrettezze delle famiglie italiane. Magari avessimo un Natale consumistico.
Sarebbe se non altro una boccata d'aria per l'economia italiana (che vorrebbe dire più occupazione e benessere per tutti).
Voglio dire che per me è infinitamente più religioso il cosiddetto "Natale consumistico" di certi editoriali di "Avvenire". E' più cristiano il Natale di coloro che in questi giorni si arrabattano, con un po' di allegria residua, a far regali ad amici e persone care, di certe noiose prediche moralistiche e pauperiste che ci vengono ammannite dai pulpiti.
Non è una boutade.

APOLOGIA DELLO "SCIALO"
Infatti l'idea stessa del "dono" coglie al cuore il significato del Natale. Che non è affatto la festa di un astioso moralismo, di un cupo rigorismo penitenziale, ma la celebrazione del Grande Scialo divino, lo stupore per un (supermiliardario) Dio folle di amore che dopo averci regalato tutto - il mondo, il cielo, le stelle, il mare, la vita, l'esistenza, l'aria che respiriamo - ci fa il regalo supremo: Se stesso. Si rovina per amore. Si rovina per noi.
Un grande Padre della Chiesa, s. Ireneo, scrisse: "Cristo portò ogni novità (cioè ogni dono) portando se stesso".
Natale è proprio la festa del Dono supremo: il dono della stessa divinità che Gesù fa agli uomini.
"Infatti il Figlio di Dio si è fatto uomo per farci Dio" dice un altro grande Padre, Sant'Atanasio di Alessandria.
E sentite san Tommaso d'Aquino: "L'unigenito Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei".
E la cosa più incredibile è che questo infinito regalo, oltreché immeritato, è gratuito (come sono gratuiti il dono della vita e il mondo intero). Una follia che Gesù indicò come modello di vita e invito alla missione: "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,8).
Dunque scialate in doni, almeno a Natale, come segni di amore, di amicizia, di affetto. Regalate soprattutto voi stessi (o almeno un po' del vostro tempo, del vostro impegno, della vostra vita).
E' l'affare migliore che si possa fare: "Così vi farete un tesoro nei Cieli" (Lc 12,33), ci assicura il Gigante che attraversa le pagine del Vangelo.

IL VERO AFFARE
Un giorno, da giovane, sentii dire da un grande uomo di Dio, a una platea di ventenni: "sbrigatevi a donare la vostra vita, prima che il tempo ve la rubi, perché donandola non la perderete più".
Eccheggiava il Maestro: "chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?" (Mt 16, 25-26).
Come sono belle le persone che sono state "prese", folgorate da questo conquistatore di cuori, le persone che vivono così...
Non è per questo che ci commuove così tanto quel giovane ricco di Assisi che diventò il mendicante di Dio, san Francesco? Eppure fu "denunciato" dal padre proprio per la follia del suo scialo, perché stava sprecando in regali tutta la fortuna della sua famiglia. E davanti alla (umanamente comprensibile) protesta del padre, lui gli restituì pure i vestiti e, nudo, donò ciò che gli era rimasto: se stesso, la sua fede e la sua letizia.
Ho la fortuna di essere amico di alcuni santi dei nostri tempi. Amici che hanno regalato la propria intera vita andando in Africa a curare i lebbrosi (i bambini lebbrosi), ma anche restando qua, donando la propria vita a chi ha bisogno di essere difeso fin dal seno materno.
E conosco giovani che, crocifissi per anni su un letto o su una sedia a rotelle, donano silenziosamente se stessi, gli anni più belli della vita, al mondo intero, come preghiera e offerta per il bene di tutti.
Questi sono gli eroi. I loro sono i doni più grandi. Ma è eroico pure l'amore che i padri e le madri donano ai figli. Ed è eroico chi rischia la vita e la salute nel proprio lavoro. Del resto anche il più piccolo dono natalizio può essere il segno di un tesoro grande che si chiama amore.

ELOGIO DELLE LUMINARIE
Dunque è bella e commovente la tradizione dei doni natalizi che reca in sé (implicitamente tutti lo sanno) la gioia e lo stupore del grande dono di Dio che celebriamo.
Ci ricorda che tutte le cose importanti della vita ci sono state donate. Perciò è così bello e così cristiano gioire pure per gli addobbi e le luci, gli alberi, i presepi, i "babbinatale", gli zampognari e anche per la corsa ai regali e i negozi pieni. Perché no? Anche se non ce lo diciamo è un modo per celebrare il Natale di Gesù. E' un gioioso affannarsi.
E sono certo che la Madre di Betlemme - che parteggia per noi come le mamme che stravedono per i figli - farà in modo di "computare" questo nostro affanno natalizio per i regali, come l'affanno dei pastori per portare coperte e caciotte alla grotta e come l'affanno dei Magi che arrivarono con i loro (appunto) doni.
La grotta di Betlemme (che vuol dire Casa del pane) è stata da subito il luogo dei doni. Lì dove c'era quel Bambino è cominciata la civiltà del dono, che poi è la civiltà cristiana in cui la prosperità è fiorita. Ci sono storici che hanno dimostrato il nesso diretto fra le due cose: cristianesimo e prosperità.
Benedetto XVI, nella sua enciclica sociale "Caritas in veritate", ha mostrato l'importanza economica e politica della "cultura del dono".

UN VERO MAESTRO
Scrive: "Talvolta l'uomo moderno è erroneamente convinto di essere il solo autore di se stesso, della sua vita e della società". E' una "presunzione" che è stata causa di molti mali. Specie nel Novecento degli esperimenti sociali sulla pelle dei popoli.
L'insufficienza di "una visione solo produttivistica e utilitaristica dell'esistenza" è dimostrata anche dal fallimento delle tecnocrazie (sia quelle comuniste che quelle mercatiste).
Del resto possiamo constatare che se l'Italia in questi anni ha resistito sotto i colpi di una crisi pesantissima, è solo perché hanno tenuto le famiglie e il volontariato, le due tipiche istituzioni del dono.
Benedetto XVI scrive ancora: "da un lato la logica del dono non esclude la giustizia e non si giustappone ad essa in un secondo momento e dall'esterno e, dall'altro, lo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità".
Il papa suggeriva anche il legame fra dono e perdono: "la carità supera la giustizia e la completa nella logica del dono e del perdono". E l'Italia avrebbe un immenso bisogno di per-dono. Cioè di ricominciare a sentirci ed essere un popolo.

Fonte: Libero, 24/12/2016

2 - LA RAI PROMUOVE IL GENDER IN PRIMA SERATA
Le normalizzazione LGBTQIecc. arriva in prima serata nel programma ''Stato Civile'' condotto da Daria Bignardi su Rai 3
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender, 24/12/2016

Le normalizzazione LGBT arriva in prima serata sulle emittenti pubbliche italiane con il programma di Rai 3 condotto da Daria Bignardi, "Stato Civile" che andrà in onda per cinque giorni di fila, il 26, 27, 28, 29 e 30 dicembre, alle 20,05 invece che alle 23, orario in cui era stato trasmesso finora.
L'obiettivo è quello di entrare nelle case degli italiani all'orario di punta per raccontare e spiegare la "normalità" di ogni tipo di amore, in special modo di quello omosessuale.
Una delle prime a festeggiare per l'inattesa promozione del programa, dalla seconda alla prima serata, è la stessa "madre" della legge, la senatrice Pd Monica Cirinnà che sul suo profilo "Facebook" ha così accolto la piacevole novità: "Le Unioni Civili arrivano in prima serata su Rai3:#StatoCivile. In prima visione il 26, 27, 28, 29 e 30 alle 20.05. Daria Bignardi coraggiosa!"
Stato Civile, la cui prima puntata è andata in onda giovedì 3 novembre, si propone dunque di raccontare, in chiave moderna, sotto forma di docureality, le prime unioni civili celebrate in Italia, mettendone in risalto l'assoluta normalità.
Il programma, che vuole essere un inno ad ogni tipo di unione, a prescindere dal sesso dei componenti, tuttavia sceglie in maniera astuta ed accurata le storie da raccontare, presentando come regola quello che nella realtà costituisce una rarissima eccezione.
Un copione scontato, andato in onda già dalla prima puntata con la storia di Orlando e Bruno, due ultrasettantenni che guarda caso stanno insieme da 52 lunghissimi anni e che nel 2016, grazie al ddl Cirinnà, hanno finalmente hanno potuto coronare il loro sogno d'amore.

OPERAZIONE IDEOLOGICA
In questa prospettiva, il programma della Bignardi rappresenta una vera e propria operazione di indottrinamento ideologico che adotta un metodo noto della propaganda LGBT, esplicitamente teorizzato nel manuale di tattica politica del movimento omosessualista, After the Ball: How America Will Conquer Its Fear & Hatred of Gays in the 90s, pubblicato nel 1989 da Marshall Kirk e Hunter Madsen.
In After the Ball, i due omosessuali educati ad Harvard che con il loro scritto si ponevano l'obiettivo di rilanciare l'azione omosessualista negli Stati Unit, spiegarono chiaramente come la nuova strategia gay avrebbe dovuto adottare tre differenti modalità tattiche di approccio, corrispondenti ad altrettanti gruppi di persone diverse:
1) quelli fermamente contrari all'omosessualità da isolare e silenziare;
2) gli indecisi della "Middle America", da desensibilizzare e convertire;
3) e per ultimi quelli già "gay friendly", da mobilitare per la causa omosessuale.
Per ottenere risultati occorreva agire simultaneamente su tutti e tre i fronti anche se quello decisivo, sul quale sarebbe stato determinante concentrare gli sforzi, era quello degli indecisi, definiti dagli autori "gli ambivalenti scettici".
Nei confronti di ognuno di queste gruppi venne stilato un accurato prontuario di suggerimenti e raccomandazioni, "pensato su misura", per raggiungere i risultati prefissati.
In particolare, per il pubblico degli indecisi si legge: «indebolisci l'opposizione religiosa all'omosessualità mischiando le acque. Dividi e conquista. Fai scontrare tra loro le chiese liberali e moderate con quelle conservatrici; nelle TV commerciali non tirar fuori donne mascoline, drag queen e così via. Invece presenta le persone dall'aspetto più ordinario: mostra immagini di giovani, donne di mezz'età, persone più vecchie che sono genitori o amici di omosessuali; presenta grandi personaggi storici omosessuali. (...) L'idea che l'omosessualità è associata con la grandezza scuote le credenze delle persone».

IL TARGET SONO GLI SCETTICI
Il metodo adottato dal programma lo "Stato Civile" è identico. Il target di pubblico di riferimento sono gli "gli ambivalenti scettici", da incantare e conquistare attraverso una seducente trama costruita a tavolino che mostri rigorosamente solo il volto "bello" e "rassicurante" delle relazioni omosex. Non una parola su infedeltà, malattie, figli allevati senza una madre o un padre, ecc.
In tale ottica, spazio solo a relazioni lunghe e solidissime, con il chiaro intento di spiazzare e smentire il pubblico degli "ambivalenti scettici", istintivamente, per natura, diffidente di fronte a unioni tra due donne o due uomini, ma che di fronte a "tanta normalità" creata ad arte rimane confuse e titubante finendo coll'abboccare all'abile trappola.
Alla luce di tali considerazioni, la messa in onda del programma "Stato Civile" sulle nostri reti pubbliche in prima serata, lungi dall'essere un lodevole servizio pubblico, rappresenta in realtà un'intollerabile e prepotente imposizione ideologica, volta unicamente a creare disinformazione al fine di piegare gli indecisi o "ambivalenti scettici" al diktat etico contemporaneo.

Fonte: Osservatorio Gender, 24/12/2016

3 - LA VERA STORIA DI BRAVEHEART E' PIU' BELLA DEL FILM
Il personaggio interpretato da Mel Gibson era un cattolico fervente, pregava con i salmi ogni giorno e alla sua morte un sacerdote vede la sua anima accolta in cielo dagli angeli
Autore: Paolo Gulisano - Fonte: Il Principe Piccolo, 22/11/2016

Epico, imperdibile, emozionante... È lunga la lista dei sinonimi per Braveheart (Cuore impavido) il film del 1995 diretto e interpretato da Mel Gibson. Un omaggio all'eroe nazionale scozzese William Wallace (1270-1305) il condottiero che guidò i suoi connazionali alla ribellione contro l'occupazione inglese. Chi non ricorda l'arringa prima della battaglia: «Certo, chi combatte può morire.. chi fugge resta vivo, almeno per un po'... agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare, tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere un'occasione, solo un'altra occasione, di tornare qui sul campo a urlare ai nostri nemici, che possono toglierci la vita; ma non ci toglieranno mai... la libertà!»
Peccato che il film incappi nel falso storico dello "Ius primae noctis", il mito (inventato da uno scozzese nel 1526) secondo cui nel Medioevo i feudatari avevano il diritto di portarsi a letto le spose dei loro sudditi nella prima notte di matrimonio [leggi: LO "IUS PRIMAE NOCTIS" E' UN FALSO STORICO, clicca qui, N.d.BB].

LA FERVIDA FEDE CATTOLICA DI WALLACE
E un altro dettaglio trascurato è la «fervida fede cattolica» di Wallace come ha sottolineato l'Associazione Tradizione Famiglia Proprietà che dopo studi e ricerche in Scozia, ha ricostruito la biografia del nostro eroe: «William nasce nel 1270, secondo figlio di Sir Malcolm Wallace. Avviato alla vita ecclesiastica, egli riceve un'accurata educazione presso gli Agostiniani e i Benedettini, in Scozia e a Roma. Oltre alla madrelingua, il gaelico, parlava correntemente l'inglese, il latino, il francese e il tedesco. Sua madre, una donna molto devota, gli regala un Salterio, che egli pregherà ogni giorno della sua vita. Sin da piccolo, William faceva frequenti pellegrinaggi. Sono documentate le sue visite ai santuari di Dumfernline, Stirling e Strathaven. La tradizione vuole che egli abbia intrapreso il noviziato presso i Benedettini. Un fatto di sangue sconvolgerà la sua vita, facendogli abbandonare la vocazione religiosa e proiettandolo invece nell'occhio del ciclone degli avvenimenti politici. Nel 1292 una pattuglia inglese al comando di sir John Fenwick scova e uccide a sangue freddo suo padre e suo fratello maggiore, colpevoli di rifiutare il giuramento a Edoardo I d'Inghilterra e di sostenere, invece, la causa del Re scozzese John Balliol. Poco tempo dopo, William si scontra con un gruppo di soldati inglesi uccidendone due e ferendone quattro. Ricercato dalle forze dell'ordine, egli ripara in Dundee, dove si batte a duello e uccide il figlio del governatore anglofilo della città, tale Selby.

NIENTE KILT
Braccato dai soldati, William si dà alla macchia con un manipolo di seguaci. Il futuro eroe non indossava il kilt, come nel film di Mel Gibson, bensì un abito religioso, sotto il quale portava la maglia di ferro. Sotto la tonaca nascondeva la sua lunga spada. In queste vesti, metà monaco e metà guerriero, egli percorre le Highlands, ricevendo ad ogni passo l'appoggio dei contadini, che lo incitano a mettersi a capo di una rivolta nazionale. Anche gli Agostiniani, i Benedettini e perfino il vescovo di Glasgow lo esortano in questo senso. Egli comincia ad essere acclamato come uomo provvidenziale. Il 1° luglio 1297 Edoardo I invita i nobili scozzesi a firmare un accordo di pace, garantendo personalmente la loro incolumità. Giunti al luogo dell'incontro, però, vengono massacrati a sangue freddo. Quel giorno sparisce il fior fiore dell'aristocrazia scozzese. Anche William doveva partecipare all'incontro, ma a sorpresa sceglie di non presentarsi. Si diffonde la voce che egli si sia fermato per ragioni misteriose in una chiesa per pregare, e che sant'Andrea, patrono della Scozia, gli sia apparso avvertendolo delle macchinazioni di Edoardo. A questo punto scoppia la ribellione contro l'invasore inglese.

MUORE SVENTRATO MENTRE PREGA CON I SALMI PENITENZIALI
Seguono la decisiva vittoria del Ponte di Stirling (11 settembre 1297), e la non meno decisiva sconfitta di Falkirk (22 luglio 1298). Sir William, nel frattempo nominato Lord Guardian of Scotland, parte alla volta di Roma, dove ottiene da Papa Bonifacio VIII una bolla (27 luglio 1299) che esorta Edoardo I a lasciare la Scozia. Nonostante queste mosse, uno dopo l'altro tutti i nobili scozzesi prestano giuramento a Edoardo, lasciando William Wallace completamente isolato. Tradito da uno dei suoi, il 22 agosto 1305 Wallace è processato a Westminster Hall, Londra, e condannato a morte. Sul patibolo, egli si confessa con l'arcivescovo di Canterbury e chiede, come ultimo desiderio, di poter pregare il Salterio. Muore sventrato mentre recita i Salmi penitenziali. Un sacerdote inglese, presente all'esecuzione, affermerà più tardi di aver visto la sua anima accolta in Cielo da una schiera di angeli. Fatto o leggenda, questa visione di Braveheart portato in Cielo dagli angeli sarà un tema ricorrente nei sermoni per molti anni».

LA STORIA VERA È ANCORA PIÙ BELLA
La storia vera è insomma ancora più bella del film. Come è stato fatto notare: «Nel 1320, pochi anni dopo la vittoria di Robert Bruce, che aveva assicurato finalmente l'indipendenza al paese, davanti alla costante minaccia inglese, i nobili di Scozia, capi dei clan, rappresentanti del popolo di Scozia, si radunarono in un'abbazia benedettina, ad Arbroath, e stesero un manifesto che è un inno alla libertà e che non ha niente da invidiare alle moderne dichiarazioni dei diritti degli uomini tanto decantate. Questo manifesto era una lettera che gli scozzesi scrissero al Papa, firmandosi "la comunità di Scozia", quindi non facendo appello a Stato o nazione, ma alla comunità, chiedendo di essere lasciati liberi e di poter vivere in pace in virtù della loro dignità di battezzati. "In verità non è per la gloria, non per le ricchezze, non per gli onori che noi combattiamo, ma per la libertà, per quella sola a cui nessun uomo retto rinuncerebbe anche a prezzo della vita stessa...". Questo commovente manifesto si fondava dunque unicamente sul diritto a essere liberi per il fatto di essere cristiani, per la dignità che viene dal battesimo. Il Papa scrisse al re d'Inghilterra dicendo di lasciar stare gli scozzesi, e la Scozia poté godere di quel periodo di fioritura in pace che diede una civiltà di monasteri, di castelli, di università».

Nota di BastaBugie
: per vedere i trailer del film "Braveheart" in italiano e l'originale in inglese clicca nel link qui sotto
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=27

Fonte: Il Principe Piccolo, 22/11/2016

4 - AVVENIRE DIFENDE IL MINISTRO DELLA (D)ISTRUZIONE VALERIA FEDELI, PALADINA DEL GENDER NELLE SCUOLE
Il quotidiano della CEI è in fondo a favore del gender: più soft e con tanti distinguo, ma comunque a favore (e intanto Galantino nega che il terrorismo islamico combatta una guerra di religione)
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 21/12/2016

In altre circostanze e magari con altri protagonisti si direbbe subito «E' nato un amore». Certo è che il cinguettìo, ieri 20 dicembre, sulle colonne di Avvenire tra il ministro della (d)Istruzione Valeria Fedeli e il direttore del quotidiano della CEI, Marco Tarquinio, ha toccato livelli imbarazzanti.
Come sapete la nomina della Fedeli all'Istruzione, mentre ha provocato molte proteste da parte delle associazioni che hanno partecipato ai Family Day, ha trovato benevolenza da Avvenire e dal Forum delle Famiglie, due entità la cui linea è decisa direttamente dal segretario della CEI monsignor Nunzio Galantino. E alle lettere di protesta dei lettori di Avvenire, il direttore ha risposto invitando a non avere pregiudizi - mica come quei cattolici che costruiscono muri - e a giudicare per le cose che farà.

LA FEDELI RINGRAZIA AVVENIRE
A tanta grazia non si può restare indifferenti, soprattutto quando da tutte le altre postazioni ti sparano addosso senza pietà (soprattutto per le bugie sui titoli di studio) e anzi c'è chi sta raccogliendo centomila firme per indurti ad andartene dal governo.
Ecco allora che la Fedeli manda una lettera a Tarquinio ringraziandolo anzitutto per l'apertura di credito nei suoi confronti (non ci crede ancora tanto è assurdo) e poi ecco che spiega il suo pensiero e il suo programma da ministro: lei con presunte teorie del gender non c'entra nulla, figurarsi; non è neanche sicura che esista una teoria gender e se anche esistesse a lei non interessa - così come a tutto il governo -, lei vuole solo realizzare la parità tra uomini e donne. E poi basta parlare di gender «in questa accezione minacciosa», parliamo piuttosto di «ugualianza tra uomini e donne», superiamo quegli stereotipi sui ruoli di genere che non hanno nulla di naturale. Pare che il vero problema sia che a causa di tali stereotipi alle ragazze che vogliono andare all'università siano precluse le facoltà scientifiche.
Un qualsiasi giornalista, mediamente informato sul curriculum parlamentare della Fedeli, le avrebbe detto che va bene il rispetto e l'apertura di credito, ma cerchi almeno di non esagerare con le balle. Che lei sia una oltranzista del gender è evidente nella sua attività e che l'uguaglianza tra uomini e donne sia una bella copertura per far passare l'abolizione delle differenze fra sessi e la valorizzazione dell'omosessualità è tutto facilmente rintracciabile nel disegno di legge che porta il suo nome e sui cui contenuti ci siamo soffermati anche al momento della sua nomina.

IL DIRETTORE DI AVVENIRE VA OLTRE
Invece che fa il buon Tarquinio? Ringrazia e si stende a tappetino davanti al ministro: bacchetta addirittura i suoi lettori che avevano osato porsi interrogativi sulla nomina della Fedeli, a cui certe posizioni sul gender «sono state attribuite» (sic); anche Tarquinio sostiene però che gli stereotipi di genere vanno superati, anche se cerca di dargli un significato diverso. Poi parte il pistolotto sull'importanza di costruire insieme la società pur nella differenza tra culture e religioni; poi l'immancabile richiamo alla Costituzione che, peraltro, ambedue avrebbero volentieri cambiato. E qui Tarquinio osa addirittura ricordare al ministro che l'aveva dimenticato, l'articolo 30 della Costituzione, sul diritto-dovere educativo dei genitori». Ma quasi si vergogna del tanto osare e rientra subito in modalità tappetino assicurando massima attenzione al lavoro del ministro, sulle cui buone intenzioni non dubita assolutamente.
Non basta l'ostilità di monsignor Galantino - e quindi di Avvenire - ai Family Day, per spiegare questo atteggiamento che fa a pugni con la realtà e il buon senso. Nei confronti della Fedeli noi non abbiamo pregiudizi né ci teniamo particolarmente allo scontro frontale, prendiamo semplicemente atto di cosa ha fatto finora in Parlamento e di quanto lei stessa ha più volte dichiarato; e quindi dobbiamo rilevare il significato politico di questa nomina e lanciare un allarme per le conseguenze che avrà, anche sulle scuole paritarie.

LA TRISTE VERITÀ
Come ho messo in evidenza nel primo video realizzato (BQNews) per commentare il principale fatto della settimana [vedi: LA SETTIMANA VISTA DA RICCARDO CASCIOLI, clicca qui, N.d.BB], questo atteggiamento di Avvenire è però perfettamente coerente con tanti piccoli e grandi passi compiuti in questi anni che vanno tutti nella medesima direzione. La triste verità è che chi sta guidando di fatto la CEI ha già sostanzialmente accolto la teoria gender: certamente in modo soft, dividendo il gender buono dal gender cattivo (come fosse il colesterolo), con tanti distinguo, arricchendolo di buoni sentimenti; tutto quel che si vuole, ma pur sempre a favore del gender. Così come monsignor Galantino e Tarquinio si sono più volte espressi a favore del riconoscimento delle unioni omosessuali: certo, non trattate come famiglia, e con dei limiti all'adozione, ma pur sempre a favore delle unioni civili che lo stesso Tarquinio vede - lo ha scritto lui - come un incremento di solidarietà nella società.
Piaccia o non piaccia questa è la realtà della Chiesa italiana con cui fare i conti oggi.

Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo sottostante dal titolo "Il mondo in preda alla violenza, il vescovo collettivo cancella il Natale" parla dell'intervista del Corriere della Sera a monsignor Galantino per un commento sugli ultimi attentati terroristici che mette in risalto la posizione di tanti vescovi oggi, che condanna il cattolicesimo all'irrilevanza. La cronaca, la politica, sono giudicate attraverso i soliti schemi ideologici.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 22 dicembre 2016:
L'intervista rilasciata l'altro giorno al Corriere della Sera da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, poco dopo i tragici fatti di Berlino, è già stata variamente commentata (negativamente), soprattutto per quell'ostinazione con cui ripete sempre lo stesso ritornello: la religione non c'entra, guerre e violenze sono provocate da soldi e potere e ovviamente dai commercianti di armi. Uno schema fisso, che pretende di scongiurare una guerra di religione o lo scontro di civiltà (tanto per usare altre due frasi fatte che vengono usate spesso a sproposito) e invece ritarda solo la possibilità di comprendere la natura di questa guerra dichiarata e già combattuta da una sola parte.
Più volte abbiamo spiegato quanto sia pericoloso continuare a non riconoscere la matrice religiosa islamica del terrorismo, o cercare di minimizzare asserendo che in fondo ci sono fondamentalisti in tutte le religioni, anche quella cattolica. Non torniamo dunque sullo stesso argomento, qui piuttosto interessa sottolineare un altro aspetto, ovvero la condanna della religione cattolica all'irrilevanza perseguita proprio dai suoi pastori.
Posizioni come quella di monsignor Galantino - peraltro condivisa da tanti vescovi - lungi dal diminuire la minaccia islamica (non saranno certo le sue affermazioni a ridurre l'afflato religioso dei terroristi) in realtà rendono irrilevante proprio il cattolicesimo. Alla fine infatti si insegna ai cattolici a non considerare rilevante la fede nel motivare le azioni degli uomini, che si muoverebbero invece solo per denaro.
Sembra che neanche i vescovi comprendano più il significato religioso di quel che accade, non solo nella decisione di diventare terrorista: siamo a pochi giorni dal Natale e in Germania è stato colpito proprio un tipico mercatino natalizio. Probabilmente la maggioranza di quanti lo affollavano al momento della strage non saranno presenti alla veglia natalizia sabato notte, magari non vanno mai in chiesa, eppure quei mercatini restano una tradizione tipica legata al Natale cristiano, un significato che ai terroristi non sfugge.
Ma questo è ancora solo un aspetto secondario. Il rifiuto di considerare la religione come un fattore decisivo per l'agire porta a giudicare quel che accade con categorie mondane, alla subalternità culturale, e alla fine a ridurre la fede a fatto personale, privato, che ispira al massimo una eticità nel vivere. Tra tre giorni il mondo cristiano celebrerà la nascita di Gesù, Dio che si fa carne e si fa compagnia all'uomo: un fatto che ha cambiato il corso della storia, eppure di questo evento senza pari nelle parole di monsignor Galantino, che deve giudicare a caldo un fatto terribile come la strage di Berlino e l'assassinio politico in Turchia, non c'è neanche una eco lontana.
Perché accadono queste tragedie, chiede il giornalista? Il denaro, il potere, i ricchi, i commercianti di armi, risponde il "vescovo collettivo". E cosa si può fare per scongiurare queste violenze, chiede ancora il giornalista? Cominciare ad usare un linguaggio meno violento e poi fare uno sforzo per la pace, è la risposta. Stupida anche dal punto di vista culturale e politico, ma soprattutto evidenzia che per il "vescovo collettivo" il Natale non ha più nulla da dire. Né nel giudicare il male né nell'indicazione di una strada che dal male ci liberi.
Dice l'evangelista Giovanni che la luce è venuta nel mondo ma il mondo non l'ha riconosciuta, «la luce splende nelle tenebre ma le tenebre non l'hanno accolta». È qui il giudizio sul mondo contemporaneo, sulla vita personale di ognuno così come sulla vita dei popoli. È il rifiuto di Cristo, della misericordia di Dio che genera violenza. Ed è la conversione l'inizio di un mondo nuovo.
Quando due settimane fa abbiamo lanciato la campagna raccolta fondi titolando "Il Natale non è negoziabile", proprio questo intendevamo. Vediamo intorno a noi come anche i pastori (non tutti per fortuna) si accontentino di un annuncio ridotto a sentimento, a qualche opera buona, pensino soltanto ad andare a braccetto con il mondo. La Bussola è nata invece proprio per rendere presente, nel modo di informare e di giudicare l'attualità, tutta la potenza di questo annuncio di salvezza. Per questo con ancora più consapevolezza affermiamo oggi che "Il Natale non è negoziabile".

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 21/12/2016

5 - TUTTE LE GUERRE DELL'ISLAM CONTRO I CRISTIANI
Scorrendo questo elenco viene da pensare che una decina di crociate siano state una reazione fin troppo timida...
Fonte internetsv.info

622-632 d. C. Maometto organizza politicamente il suo movimento, compie le prime stragi di ebrei (ne fa decapitare 900 e vende come schiavi donne e bambini). Con una serie di battaglie conquista La Mecca e poi tutta la penisola araba.
632-634 Conquista araba della Mesopotamia e della Palestina.
635 Conquista araba di Damasco.
638 Conquista araba di Gerusalemme.
642 Conquista araba di Alessandria di Egitto.
647 Conquista araba della Tripolitania.
649 Inizio delle guerre sul mare e conquista di Cipro.
652 Prima spedizione contro la Sicilia.
667 Occupazione araba di Calcedonia (Anatolia).
669 Attacco a Siracusa.
670 Attacco ai berberi e conquista del Màghreb.
674-680 Primo assedio arabo di Costantinopoli.
698 Gli arabi prendono Cartagine ai bizantini.
700 Assalto arabo a Pantelleria.
704 L'emiro Musa proclama la "guerra santa" nel Mediterraneo occidentale; infesta il Tirreno e assale la Sicilia.
710 Attacco arabo a Cagliari.
711 Sbarco arabo nella Spagna meridionale. Inizia la conquista della penisola iberica.
715-717 Secondo assedio arabo di Costantinopoli.
720 Attacco alle coste della Sicilia.
727-731 Aggressioni alle coste della Sicilia.
738 Liutprando sconfigge gli arabi ad Arles.
740 Primo sbarco in Sicilia di un esercito saraceno.
753 Ulteriore sbarco in Sicilia.
778 Il giorno 8 settembre, Franchi e Longobardi sconfiggono gli arabi a Sabart, sui Pirenei.
806 I musulmani occupano Tyana, in Anatolia, e avanzano fino ad Ankara. Ademaro, conte franco di Genova, combatte i saraceni in Corsica.
812-813 I saraceni attaccano Lampedusa, la Sicilia, Ischia, Reggio Calabria, la Sardegna, la Corsica e Nizza.
819 Nuovo attacco alla Sicilia.
827 Il 14 giugno, sbarco in Sicilia di un esercito, per la conquista dell'isola.
829 I saraceni sbarcano a Civitavecchia.
830 I saraceni invadono la campagna romana e saccheggiano le basiliche di San Paolo e di San Pietro.
831 A settembre, Palermo si arrende agli arabi.
838 Attacco saraceno a Marsiglia.
839 Incursioni saracene in Calabria. Sbarco e conquista di Taranto.
840 Scontro navale, davanti a Taranto, tra saraceni e veneziani, che non riescono a fermare l'attacco. Saccheggio di Cherso, del Delta del Po e di Ancona.
841 Gli arabi si spingono nel Quarnaro e distruggono la flotta veneziana all'isola di Sansego.
842 Il 10 agosto Bari viene conquistata. Vengono saccheggiate le coste della Puglia e della Campania.
843 L'emiro palermitano scaccia i bizantini da Messina.
844 I normanni sbarcano in Spagna e occupano Siviglia.
846 Spedizioni saracene a Ponza e a Capo Miseno. Il 23 agosto, gli arabi sbarcano alla foce del Tevere, assediano Ostia, saccheggiano nuovamente le basiliche di San Pietro e di San Paolo e l'entroterra fino a Subiaco, assediando poi Roma. Ritiratisi, depredano Terracina, Fondi, e assediano Gaeta.
849 I saraceni saccheggiano Luni e Capo Teulada, in Sardegna.
850 Attacco arabo contro Arles.
852-853 Assalto alle coste calabresi e campane.
856 Incursioni arabe a Isernia, Canosa, Capua e Teano.
859 Gli arabi prendono Enna.
867 Gli arabi saccheggiano il monastero di San Michele sul Gargano. I saraceni occupano alcune città dalmate e assediano Ragusa. La flotta veneziana, guidata dal doge Orso, li insegue e li sbaraglia davanti a Taranto.
868 Re Ludovico libera Matera, Venosa e parte della Calabria.
869 Bande di saraceni invadono la Camargue.
870 Gli arabi occupano Malta e saccheggiano Ravenna.
879 Gli arabi prendono Taormina.
879 I saraceni saccheggiano Teano, Caserta e la campagna romana.
881 Il Papa scomunica il Vescovo di Napoli per la sua alleanza con i saraceni.
885 I saraceni saccheggiano Montecassino e la Terra di Lavoro.
890 I mori di Spagna attaccano la costa provenzale e stabiliscono una base a Frassineto (La Garde-Freinet).
898 Saccheggio saraceno della Badia di Farfa.
912 Incursione saracena all'Abbazia di Novalesa.
913 Attacco alla Calabria.
914 Gli arabi stabiliscono basi a Trevi e a Sutri.
916 Incursione saracena nella Moriana (Savoia).
922 Incursione e saccheggio di Taranto.
924 Presa di Sant'Agata di Calabria.
925 Incursioni saracene in tutta la Calabria, fino in terra d'Otranto; assedio e massacro di Oria.
929 Saccheggio delle coste calabresi.
930 Paestum viene saccheggiata.
934 Assalto alla costa ligure.
935 Saccheggio di Genova.
936 Fallito attacco saraceno ad Acqui, difesa dal conte Aleramo.
940 Incursione saracena al passo del San Bernardo.
950 L'emiro palermitano assale Reggio e Gerace e assedia Cassano Jonio.
952 Gli arabi, alleati con Napoli, colonizzano la Calabria.
960 San Bernardo da Mentone vince e insegue i saraceni in Val d'Aosta, fino a Vercelli.
965 Gli arabi prendono Rametta, ultima roccaforte siciliana e in seguito sbarcano in Calabria.
969 Saccheggi saraceni nell'Albesano.
977 I saraceni prendono Reggio, Taranto, Otranto e Oria.
978 I saraceni saccheggiano la Calabria.
981 Ancora saccheggi in Calabria.
986 I saraceni saccheggiano Gerace.
987 I saraceni saccheggiano Cassano Jonio.
988 Gli arabi prendono Cosenza e la terra di Bari.
991 Presa di Taranto.
994 Assedio e presa di Matera.
1002 Incursioni a Benevento e nelle campagne napoletane, assedio di Capua.
1003 Incursioni nell'entroterra di Taranto. Attacco a Lérins, in Provenza.
1009 Il califfo Al-Hakim tenta di distruggere il Santo Sepolcro e distrugge i monasteri della Giudea massacrando i monaci.
1029 Saccheggio delle coste pugliesi.
1031 Saccheggio di Cassano Jonio.
1047 Incursione saracena a Lérins.
1071 Gli arabi vincono la battaglia di Manazkert e iniziano la conquista dell'Anatolia.
1074 Sbarco di saraceni tunisini a Nicotera, in Calabria.
1080 I saraceni, al servizio dei normanni, saccheggiano Roma.
1086 Gerusalemme cade in mano ai turchi.
1096 Inizio della Prima crociata, male organizzata e destinata a fallire. Nell'ottobre dello stesso anno verrà bloccata presso il Bosforo.
1097 Prende l'avvio la seconda fase della crociata che condurrà alla conquista di Gerusalemme il 15 luglio 1099.
1122 Scorreria saracena a Patti e a Siracusa.
1127 Attacco a Catania e nuovo saccheggio di Siracusa.
1144 L'atabeg di Mossul, Zengi, con un colpo di mano, s'impadronisce di Edessa assumendo nel mondo islamico ruolo e fama di "difensore della fede".
1145 Papa Eugenio III bandisce la seconda crociata. A causa dei contrasti interni si rivelerà inutile.
1187 Salah-ad-Din riconquista Gerusalemme.
1190 Papa Clemente III organizza la terza crociata. Riccardo Cuor di Leone sconfigge per due volte Salah-ad-Din ma, sempre a causa dei dissensi interni alla coalizione, non poté liberare Gerusalemme. Concluse però una tregua di tre anni, che prevedeva garanzie per i pellegrini (1192).
1195-1204 Si susseguono diversi tentativi pressoché inutili di organizzare una quarta crociata. Anche in questo caso mancherà la necessaria coesione e le lotte interne la renderanno pressoché inutile.
1213 Papa Innocenzo III tenta di bandire un'altra crociata che però non avrà luogo.
1217-1221 Quinta crociata. Nel 1219 le cronache riportano la visita di Francesco d'Assisi al campo crociato. Francesco predirà la sconfitta a causa delle faziosità e delle divisioni interne.
1221 Fallisce la conquista de Il Cairo e anche la quinta crociata si risolve con un nulla di fatto.
1229 Federico II accordatosi con il sultano d'Egitto al-Kamil (Trattato di Giaffa) ottiene Gerusalemme, Betlemme, Nazaret e alcune località costiere fra San Giovanni d'Acri e Giaffa e tra Giaffa e Gerusalemme; e conclude anche una tregua decennale.
1244 I musulmani riconquistano Gerusalemme.
1245 Papa Innocenzo IV bandisce la settima crociata. Luigi IX, re di Francia, la organizza con le sue sole forze ma non riesce a conquistare Gerusalemme. Ulteriori tentativi si concluderanno nel 1270 con pochi esiti. Dalla seconda metà del sec. XIV, la progressiva avanzata dei turchi ottomani verso il cuore dell'Europa ridiede una certa attualità alla crociata, intesa però in senso non di guerra santa per la riaffermazione del cristianesimo in Oriente, ma di guerra per la difesa dell'Occidente stesso dall'islamismo sulla via di sempre più ampie conquiste. Le crociate fallirono quanto al loro scopo originario, cioè la liberazione dei Luoghi Santi dai mussulmani. Restano tuttavia un fenomeno storico di grande rilevanza non solo religiosa, ma politica, economico-sociale, culturale. Politicamente, impegnarono i musulmani contenendone e ritardandone l'avanzata in Europa, e ciò permise lo sviluppo degli Stati centro-occidentali.
1308 I turchi prendono Efeso e l'isola di Chio.
1326 I turchi conquistano Brussa.
1329 I turchi prendono Nicea (Urchan).
1330 I turchi sconfiggono i bulgari, a Velbuzhd.
1337 I turchi conquistano Nicomedia e si installano sul Mar di Marmara.
1356 I turchi prendono Gallipoli, sul Mar di Marmara.
1371 I turchi sconfiggono i serbi sulla Martz.
1382 I turchi occupano Sofia.
1386 I turchi occupano Nis, in Macedonia.
1423 I turchi prendono il Peloponneso e la Morea.
1425 Abbandono dell'isola di Montecristo a causa delle continue incursioni saracene.
1430 I turchi prendono Tessalonica, la Macedonia, l'Epiro e la città di Giannina.
1453 Maometto II prende Costantinopoli.
1455 I turchi prendono Focea, Tasso e Imbro, nell'Egeo.
1456 Assedio e battaglia di Belgrado. I Turchi vengono respinti grazie alla strategia bellica del frate francescano Giovanni di Capestrano, diventato Santo.
1458 Maometto II conquista tutte le terre cristiane in Grecia, tranne le colonie veneziane. Dopo due anni di assedio, cade l'Acropoli di Atene.
1459 La Serbia diventa provincia ottomana.
1460 I turchi occupano tutto il Peloponneso.
1461 Cade anche Trebisonda, ultimo Stato bizantino. I turchi occupano la colonia genovese di Salmastro.
1462 Maometto II occupa la Valacchia. Prende Mitilene ai genovesi.
1465 Costantinopoli diventa la capitale dell'impero ottomano. La cattedrale di Santa Sofia viene trasformata in moschea.
1470 I turchi occupano la veneziana Negroponte.
1471 Scorrerie ottomane in Carniola, in Istria, nel Monfalconese e nel Triestino.
1472 Scorrerie ottomane in Croazia.
1473 Scorrerie ottomane in Carniola e Carinzia.
1474 Scorrerie ottomane in Croazia e Slavonia.
1475 Incursioni turche in Stiria inferiore e Carniola. I turchi prendono Kaffa e tutta la Crimea ai Genovesi.
1476 Incursioni turche in Carniola, Stiria, e in Istria, fino a Gorizia e Trieste.
1477 Incursione in Friuli.
1478 Scorreria in Carniola, Istria e Dalmazia.
1480-1481 I turchi conquistano Otranto e ne massacrano la popolazione compiendo un'orribile strage. Gli 800 martiri di Otranto sono stati proclamati Santi da papa Francesco il 12 maggio 2013.
1482 Incursione ottomana in Istria e Carniola.
1483 Incursione in Carniola. Annessione turca dell'Erzegovina.
1484 Conquista turca dei porti sulla Moldava.
1493 Scorrerie in Istria, Carniola e Carinzia.
1498-1499 Scorrerie ottomane in Carniola, Istria e Carinzia.
1499 Grande scorreria turca in Friuli, fino ai confini della Marca Trevigiana.
1511 I turchi conquistano la Moldavia.
1516 Saccheggio di Lavinio, sul litorale romano.
1521 Suleiman II prende Belgrado.
1522 I turchi prendono Rodi ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, che si trasferiscono a Malta, assumendo il nome di "Cavalieri di Malta".
1526 Suleiman II sconfigge gli ungheresi a Mohàcs.
1528 I turchi assoggettano il Montenegro.
1529 Suleiman II intraprende il primo assedio di Vienna. Occupa la Georgia e l'Armenia.
1531 Khaireddin saccheggia le coste dell'Andalusia.
1543 Suleiman II conquista gran parte dell'Ungheria.
1551 Dragut saccheggia Augusta, in Sicilia.
1554 Dragut saccheggia Vieste.
1555 Dragut assale Paola, in Calabria.
1556 Ivan IV conquista Astrachan.
1558 Dragut saccheggia Sorrento e Massa Lubrense.
1566 Una flotta turca entra in Adriatico e bombarda Ortona e Vasto. I turchi prendono Chio ai genovesi.
1571 Il 6 agosto, i turchi prendono Famagosta, ultimo caposaldo veneziano di Cipro. Il 7 ottobre, la flotta turca, guidata da Selim II, è sconfitta, a Lepanto, da quella cristiana.
1575-1600 I pirati moreschi attaccano sistematicamente le coste della Catalogna, dell'Andalusia, della Linguadoca, della Provenza, della Sicilia e della Sardegna.
1582 Saccheggio di Villanova-Monteleone in Sardegna.
1587 Gli arabi attaccano Porto Vecchio, in Corsica.
1588 Hassan Aghà saccheggia il litorale laziale e Pratica di Mare.
1591 Il Pascià di Bosnia invade la Croazia austriaca.
1618- Gli arabi attaccano sistematicamente le coste siciliane.
1623 Gli arabi saccheggiano Sperlonga.
1636 Gli arabi occupano Solanto.
1647 Gli arabi saccheggiano parte della Costa Azzurra.
1672 I turchi attaccano la Polonia e conquistano la fortezza di Kamenez. Con il Trattato di Bucracz ottengono la Podolia.
1680 I turchi saccheggiano Trani e Lecce.
1683 I turchi assediano Vienna dal 14 luglio. L'imperatore Leopoldo I si allea con Giovanni Sobieski, re di Polonia. Vienna è liberata dall'esercito austro-polacco del duca Carlo Leopoldo V di Lorena, con la battaglia di Kalhenberg, dell' 11 e 12 settembre. Il frate francescano cappuccino fra Marco d'Aviano fu l'anima della resistenza delle armate cristiane durante l'assedio ed è stato proclamato beato da papa Giovanni Paolo 2° il 27 aprile 2003. È sepolto nella viennese cripta dei Cappuccini accanto agli imperatori asburgici.
1703 Ahmed III fa guerra a Pietro I e lo sconfigge sul Prut.
1708 Algeri riprende Orano agli spagnoli.
1714 I turchi saccheggiano la zona di Lecce.
1727 I mussulmani saccheggiano San Felice al Circeo.
1741 I Bey di Tunisi cacciano i genovesi dall'isola di Tabarca.
1754 Saccheggio arabo di Montalto di Castro.
1780 I mussulmani saccheggiano Castro, in Puglia.
1799 Dopo la partenza di Napoleone, i turchi riprendono l'Egitto.
1915-1916 Genocidio degli armeni cristiani da parte dei turchi.
1920-1922 I turchi respingono il Trattato di Sèvres e cacciano i greci dall'Anatolia.
1923 Con la Pace di Losanna, la Turchia si riprende la costa dell'Anatolia. È una vera pulizia etnica con la deportazione di intere popolazioni.
1928 Hassan al-Banna fonda l'Associazione dei "Fratelli musulmani".
1944 Fondazione della "Lega degli Stati arabi" (Lega Araba dal 1945).
1948 Proclamazione dello Stato di Israele.
1965 Inizio di forti migrazioni maghrebine e turche nell'Europa occidentale.
1968 Inizio del terrorismo di Al Fatah.
1974 I turchi occupano la parte settentrionale di Cipro. Massacri effettuati dai Palestinesi in Alta Galilea.
1975 Inizio dello sterminio dei cristiani maroniti del Libano.
1979 Rivoluzione islamica dell'Ayatollah Khomeini, in Iran. Per anni rimase esiliato e al sicuro in Francia.
1980 Aumento degli attentati islamici nel mondo. Primi disordini nei quartieri islamici in Europa.
1981 Un terrorista turco attenta alla vita di papa Giovanni Paolo II (13 maggio).
1990 Occupazione siriana del Libano. Il generale Michel Aoun si oppone tenacemente all'inglobamento del Libano nella "grande Siria". La debole politica occidentale lo porterà a cedere.
1991 Inizio delle guerre nel Caucaso. Rivolte in Cecenia.
1991 Inizio degli sbarchi clandestini di massa in Italia.
1992 Formazione di uno stato islamico in Bosnia.
1993 Primo attentato al "World Trade Center" di New York.
1996 Numerosi attentati di Hamas, in Israele. Attentati anti-americani, in Arabia Saudita. I talebani prendono il potere in Afghanistan grazie all'appoggio politico-militare americano.
1998 Rivolta anti-serba nel Kosovo. La Serbia, intervenuta in Kosovo, verrà successivamente attaccata da una coalizione occidentale, soprattutto dietro pressione degli USA. Si delinea più che mai l'assenza di una vera politica europea.
2001 L'undici settembre il "World Trade Center" di New York viene completamente distrutto da una serie di attentati con aerei di linea che provocano migliaia di morti.
2003 Operazione "Enduring Freedom". Guerre in Afghanistan e in Iraq. La dittatura di Saddam Hussein viene abbattuta. Strage contro gli italiani a Nassiriya, in Iraq (12 novembre).
2004 Numerosi attentati in Iraq. Stragi a Madrid (11 marzo) con 190 morti, e a Beslan (3 settembre): oltre 300 le vittime, per lo più bambini, vilmente assassinati in Ossezia del Nord. Strage di Taba, in Egitto (8 ottobre). Numerosi altri attentati in tutto il mondo.
2005 Numerosi Attentati in Iraq. Strage nella metropolitana e negli autobus londinesi (7 luglio): oltre cinquanta morti e centinaia di feriti. L'attentato avviene in contemporanea con l'assemblea del G8 in Scozia. Il 23 luglio seguono gli attentati di Sharm El-Sheik con oltre 60 morti e decine di feriti. Attentato a Bali (Indonesia) il 1° ottobre (23 morti e 150 feriti). Dal 27 ottobre al 16 novembre: violenze e rivolte delle comunità immigrate nelle periferie di Parigi e di altre città. L'8 novembre il governo impone misure d'emergenza, tra cui il coprifuoco. Due le vittime, circa 4.500 arrestati, oltre 10.000 le auto incendiate, distrutti 200 edifici pubblici. Il 9 novembre ad Amman (Giordania) tre attentati suicidi in tre alberghi frequentati da turisti provocano 60 morti e oltre 90 feriti. Il 10 novembre Al Qaeda rivendica la paternità degli attentati.

Nota di BastaBugie: in questi ultimi anni non si contano gli omicidi di fedeli cristiani per mano dell'islam radicale, soprattutto in Africa, in Indonesia, nelle Filippine e in Medio Oriente (Libano, Iraq, Egitto e Siria), in Pakistan e in India.
Infine lo Stato Islamico denominato ISIS porta avanti da alcuni anni lo sterminio dei cristiani in Medioriente e minaccia l'Europa con attentati terroristici contro civili inermi.
Per ulteriori informazioni sui seguaci di Maometto, clicca nel link qui sotto:
DOSSIER "ISLAM"
Corano, Stato Islamico, Sharia, moschee, lapidazioni, kamikaze, terrorismo, stupri, ecc.
http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_islam

Fonte: internetsv.info

6 - L'ASILO E' POTENZIALMENTE DANNOSO PER I BAMBINI
Anche se le maestre sono bravissime, la mamma è un'altra cosa
Autore: Carlo Bellieni - Fonte: Il Sussidiario, 28/07/2016

I genitori "fortunati" nella società occidentale sono quelli che riescono a trovare un asilo per i figli piccoli nelle ore diurne, dato che entrambi mamma e papà devono andare a lavoro. Bisognerebbe capire se altrettanto fortunati sono i bambini depositati come pacchi postali negli asili suddetti, che nonostante le migliori intenzioni degli insegnanti delle materne vedono sparire senza spiegazioni il papà che li accompagna in fretta e furia e si ritrovano con estranei, alcuni della loro età che piangono disperati, altri che tenterebbero di infilargli un dito in un occhio se non ci fosse lì la maestra, che in fondo è brava, ma è un altro estraneo.

SERVE UN PUNTO DI RIFERIMENTO E UN ABBRACCIO FAMILIARE
Qui qualcosa non torna, perché ogni mamma e ogni psicologo sa che i primi due anni di vita sono fondamentali per la crescita psicologica dell'essere umano, sono insostituibili nel senso che qualunque trauma avuto in quest'epoca uno se lo tira dietro per il resto dei giorni. E nei primi due anni di vita i bambini hanno bisogno di due cose: mamma e casa. Poi anche la pappa, gli amici, il nonno, l'asilo magari; ma quello che "toglietemi-tutto-ma-non-il-mio-Brail" è il binomio mamma-casa.
Perché serve un punto di riferimento per crescere e un abbraccio familiare e caldo per tranquillizzarsi, e non sono balle, perché la mancanza di carezze e di riferimenti genera stress e questo influisce su un circuito neurologico che ha come centro la base del cervello dove c'è l'amigdala, che è bloccata da una percezione di insicurezza e quando è bloccata chiude l'accesso delle sensazioni all'ippocampo, centro dell'accumulo delle memorie e della risposta futura allo stress. Questo vuol dire che lo stress infantile ci marca per tutta la vita.

ASILO = STRESS
Purtroppo non ci sono alternative all'asilo e allo stress che ne consegue; eppure nessuno ne tiene conto. Piange il cuore nel momento del distacco a scuola, ma poi si fila al lavoro, come se un vortice ci risucchiasse e noi sentissimo quello che è chiaramente ingiusto come ineluttabile. Lo Stato pensa al massimo (quando va bene) a garantire un asilo alle famiglie, ma qui si ferma. Eppure la letteratura scientifica parla chiaro: i traumi infantili si pagano, come ben spiega la psichiatra Clancy McKenzie nel suo Delayed Posttraumatic Stress Disorders from Infancy: The Two Trauma Mechanisms (Harwood Academia Publishers) e i lavori basilari di John Bowlby sulla teoria dell'attaccamento. Per Bowlby è molto importante che il legame di attaccamento si sviluppi in maniera adeguata, poiché dipende da questo un buon sviluppo della persona: stati di angoscia e depressione dell'età adulta possono essere ricondotti a periodi in cui la persona ha fatto esperienza di disperazione, angoscia e distacco durante l'infanzia. Secondo Bowlby il modello di attaccamento, sviluppatosi durante i primi anni di vita, è qualcosa che va a caratterizzare la relazione stessa con la figura di riferimento durante l'infanzia. Questo diviene successivamente un aspetto della personalità e un modello relazionale per i futuri rapporti.

UNA SOLUZIONE DIVERSA: FARE LA MAMMA A TEMPO PIENO
Questo non vuol dire che l'asilo marchi tutti allo stesso modo e segni tutti negativamente. Fortunatamente lo sforzo delle maestre mette riparo a tanti disordini e disastri. Ma non sarebbe il caso di pensare a una soluzione diversa e non solo per chi si può permettere di non andare a lavoro la mattina, ma perché questo privilegio di stare coi propri figli e di far stare i propri figli a casa loro valga per tutti? Non è possibile essere creativi, evitare di buttare giù dal letto i bambini in pieno sonno? Evitare di creare una società dove la famiglia è per la scuola e non viceversa? Dove la famiglia supporta e compie il lavoro della scuola mentre il fiume della nostra umanità vorrebbe il contrario?
Viene da applicare qui una ben nota frase ("È l'uomo fatto per il sabato o è il sabato a essere fatto per l'uomo?"): è il bambino che si deve adattare alla scuola o è la scuola che si deve adattare al bambino? Anzi, è la società che si deve adattare al bambino, o viceversa? Per ora l'adattamento è a senso unico: le famiglie si adattano al mondo del mercato e i bambini alle corse trafelate dei genitori. Ma qualcosa deve cambiare. Perché non si tratta di avere scuole diverse o maestre migliori (e spesso sono bravissime): si tratta di dare la possibilità a tutti di aver cura, "taking care", del proprio bambino, nel posto più congeniale: casa sua; e al bambino riconoscere il diritto ad evitare traumi da trasporto, da distacco, da frustrazione; come insegna la miglior pedagogia.

Nota di BastaBugie: sul tema della donna lavoratrice e delle possibili alternative si può leggere il provocatorio articolo della giornalista e scrittrice Costanza Miriano di cui riportiamo il link

NON SI DEVONO MAI METTERE LIMITI ALLA DIVINA PROVVIDENZA (IN FAMIGLIA, NEL LAVORO, IN PARROCCHIA...)
Sarebbe bello che noi donne per prime cominciassimo a mettere in discussione il dogma del lavoro femminile a tutti i costi
di Costanza Miriano
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4433

Fonte: Il Sussidiario, 28/07/2016

7 - COME VIVE UN TRANSESSUALE DIETRO ALLA FACCIATA GAYA? MOLESTIE, AIDS, DISAGIO, TENTATIVI DI SUICIDIO, ECC.
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): in Inghilterra il 10% delle adozioni di minori a coppie LGBTQIecc; un trans candidato agli oscar come maschio e come femmina; la Fedeli ammette che nelle scuole si insegna la teoria del Gender
Autore: Benedetta Frigerio - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 16/12/2016

Che cosa sia davvero la carità e una domanda da cui è difficile fuggire di fronte al più ampio sondaggio effettuato in America sulla popolazione che si identifica come transessuale. A pubblicare in questi giorni i risultati dell'analisi effettuata nel 2015 è una delle organizzazioni maggiormente attive nel campo dei cosiddetti "diritti transgender", il National center for transgender equality (Ncte) che si prefigge lo scopo di "cambiare le leggi, le politiche e la società".

UNO STATO DI VITA SPAVENTOSO
Il campione di 27.715 persone che si identificano in questa fetta di popolazione ha rivelato uno stato di vita spaventoso. Tanto che, al di là delle cause indicate a motivo del disagio, il Ncte non ha potuto nascondere la tragicità dello scenario e il pericolo per il bene comune di tutta la società. Se infatti ci sono delle grosse ambiguità nel linguaggio usato, per cui il 12 per cento del campione ha dichiarato di aver subito "molestie verbali" nei bagni senza specificare che cosa si intenda per "molestia verbale" e in quali bagni siano entrati (se del sesso opposto o meno), resta il fatto che, ad esempio, il 47 per cento degli intervistati ha ammesso di essere stato vittima di abusi sessuali. Oppure che il 39 per cento di loro ha problemi psicologici gravi contro il 5 per cento della media nazionale, con un tasso percentuale di 8 volte superiore alla norma. Purtroppo, però, non sono state poste domande circa la causa del rifiuto del sesso di nascita, per comprendere se questa sia legata agli abusi subiti o meno.
Nonostante ciò, la Ncte conclude che la colpa dei problemi psicologici del campione analizzato sia dovuto al rifiuto sociale, il che però non riesce a spiegare molte cose, come il fatto che addirittura il 77 per cento del campione in esame sperimenta violenze nei rapporti con i propri "partner". Anche perché ammettere che la colpa non sia della società, di fronte al fatto che ben il 40 per cento (contro una media nazionale del 4,6) di coloro che si definiscono transessuali abbia cercato di suicidarsi, chiederebbe una immediata virata delle politiche "gay friendly" per cui lo stile di vita "libertino" sarebbe una scelta come un altra. Eppure, i dati segnalano l'aggravarsi della situazione negli ultimi anni, il che contrasta con le recenti campagne che mirano alla normalizzazione dell'omosessualità. Infatti, il 7 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver tentato il suicidio nel 2015, con un tasso percentuale nello stesso anno di ben 12 volte superiore alla media (0,6 per cento).
Un punto su cui il Ncte ha più difficoltà a nascondere le cause reali è invece la diffusione massiccia dell'Aids, di cinque volte superiore a quella presente nel resto della popolazione. Difficile negare che sia la promiscuità ad aver portato il 3,4 per cento degli uomini che vivono come se fossero donne, che diventa il 19 fra i transessuali appartenenti alla popolazione nera (circa 1 su 5), a contrarre il virus. Non a caso il 12 per cento degli intervistati ha ammesso di prostituirsi.

LA PERICOLOSITÀ DI QUESTO STILE DI VITA
Per quanto riguarda l'integrazione sociale, invece, il sondaggio rivela un tasso di disoccupazione del 15 per cento (il doppio della media nazionale), con il 29 che vive in povertà (contro il 14 della popolazione generale). Il Ncte aggiunge poi che quasi un intervistato su tre ha sperimentato nella sua vita il vagabondaggio. Infine, il report incolpa il governo di una mancanza di supporto della popolazione, sebbene sia naturale che l'accettazione di questo stile di vita come normale non possa far altro che contribuire alla diffusione della piaga, incrementando gli oneri del governo anche nel caso in cui lo si ritenesse responsabile del disagio.
Ritorna quindi la domanda iniziale: cosa significa la parola carità? E' divisibile l'accettazione dalla verità? Più che fomentare il libertinaggio per poi cercare di correre ai ripari non occorrerebbe indicare la pericolosità di questo stile di vita? Perché un cosa è certa, come ha commentato John Eidsmoe, della Fundation for moral law: "Qualunque siano le cause e gli effetti dovremmo pensarci due volte ad adottare politiche che potrebbero incoraggiare le persone verso lo stile di vita transessuale".

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio).

REGNO UNITO: A COPPIE LGBT IL 10% DELLE ADOZIONI DI MINORI
Diffusi i dati che il governo britannico ha ricavato dalle ultime statistiche, aggiornate al 31 marzo scorso, riguardanti l'adozione di bambini: il 10% di questi minori è stato assegnato a coppie omosessuali, in valori assoluti 450 piccoli sui 4.960 complessivi; 250 sono finiti a coppie gay, i restanti 200 a coppie lesbiche.
Il che significa privare degli orfani della possibilità di avere una mamma ed un papà almeno adottivi. Si tratta di un fenomeno, purtroppo, in netta crescita, visto che nel 2012 solo 160 minori furono assegnati a coppie omosessuali.
Sono, questi, gli effetti derivati dalla massiccia campagna Lgbt promossa presso i Servizi Sociali municipali, assolutamente proni al pensiero unico ideologicamente dominante.
(Mauro Faverzani, Osservatorio Gender, 14 dicembre 2016)

IL TRANSGENDER KELLY MANTLE CANDIDATO AGLI OSCAR COME MASCHIO E COME FEMMINA
Il gender diktat arriva anche al celebre e prestigioso Academy Award, meglio noto come Oscar del cinema, il premio cinematografico più importante e antico al mondo, assegnato per la prima volta il 16 maggio 1929.
Kelly Mantle, un artista gender-fluid concorrente della sesta stagione del reality statunitense "RuPaul's Drag Race", in Italia distribuito come "America's Next Drag Queen", è infatti il primo candidato all'Oscar eleggibile in entrambe le categorie maschile e femminile.
Una nomination valsagli per il ruolo di una prostituta transgender interpretato in "Confessions of a Womanizer," una commedia drammatica scritta e diretta dal regista di origini indiane Miguel Ali.
I produttori del film al momento della compilazione dei documenti necessari alla presentazione delle candidature agli Oscar si sono infatti trovati di fronte al dilemma di come classificare Mantle il quale, seppure nato uomo, è oggi di fatto una femmina. Alla fine, per non sbagliare il performer transgender è stato inserito in entrambe le categorie, e l'Accademia degli Oscar non ha fatto una piega dando il suo benestare alla doppia folle candidatura.
A questo punto, vista la dissoluzione delle identità maschili e femminili imposta dal nuovo paradigma etico contemporaneo, sarebbe più logico abolire del tutto le categorie maschile e femminile e assegnare i premi al di là del "gender". Far concorrere un candidato dall'identità sessuale incerta in entrambe le categorie esprime emblematicamente la schizofrenia e assurdità dell'ideologia gender, odierna promossa ed imposta dal potente sistema mass-mediatico globale.
(Ludovico Biglia, Osservatorio Gender, 14 dicembre 2016)

LA FEDELI AMMETTE CHE NELLE SCUOLE SI INSEGNA LA TEORIA DEL GENDER
La bufera sul fatto che il neo-ministro all'istruzione Valeria Fedeli abbia mentito sul suo titolo di studi - nel suo vv passava per essere laureata - non si è ancora spenta.
Al Corriere la Fedeli così si sfoga: "guarda caso sono stati quelli del Family day a tirare fuori questa storia. Loro mi detestano per essermi schierata contro, per aver difeso la teoria del gender ed evidentemente non possono accettare che mi occupi di scuola".
Ricordiamo che la Fedeli è autrice di quell'emendamento sul gender che è entrato nella legge sulla Buona scuola, emendamento che per l'ex ministro Giannini non riguardava il gender. Ne era così convinta che aveva minacciato la galera per chi avesse osato sostenere il contrario. Ed ora proprio colei che l'ha sostituita ammette candidamente di sposare la teoria del gender nel suo futuro impegno come ministro dell'istruzione.
(Gender Watch News, 15/12/2016)

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 16/12/2016

8 - I DUBBI ESPRESSI AL PAPA DEVONO AVERE UNA RISPOSTA
Devono averla perché hanno a che fare con i fondamenti della vita morale per quanto riguarda il matrimonio e l'eucaristia
Fonte Sinodo2015, 21/12/2016

Il cardinale Raymond Burke, in una intervista concessa al portale statunitense LifeSiteNews, ha detto che "i dubia [rivolti al pontefice per chiarire alcune interpretazioni controverse di Amoris laetitia, ndr] devono avere una risposta perché hanno a che fare con i fondamenti stessi della vita morale e del costante insegnamento della Chiesa in materia di bene e male per quanto riguarda le realtà sacre del matrimonio e dell'eucaristia".
Come già aveva preannunciato in altra occasione, il porporato statunitense ripropone la possibile «correzione formale» del Romano Pontefice. Secondo Burke questa pratica costituisce un "istituto" consolidato nella pratica della Chiesa: «non è stato utilizzato negli ultimi secoli, ma ci sono esempi ed è realizzato con l'assoluto rispetto per l'Ufficio del Successore di San Pietro, infatti, la correzione del Papa è in realtà un modo di salvaguardare tale ufficio e il suo esercizio».

IL PRECEDENTE DI PAPA GIOVANNI XXII
Nel corso dell'intervista a LifeSiteNews il cardinale lascia supporre che questa correzione formale potrebbe avvenire nel 2017. Un precedente spesso citato in riferimento alla situazione attuale è quello che ha riguardato Papa Giovanni XXII (1294-1334). Venne pubblicamente sfidato da re, cardinali, vescovi e teologi, dopo aver negato la dottrina secondo la quale le anime dei giusti sono ammesse alla visione beatifica dopo la morte, insegnando invece che essa è rimandata fino alla risurrezione generale alla fine dei tempi. In punto di morte il pontefice ritrattò, affermando di essersi espresso esclusivamente come teologo privato, senza impegnare il magistero che comunque deteneva. Benedetto XII (1335-1342), eletto papa dopo la morte di Giovanni XXII, chiuse la questione con una definizione dogmatica.

SANARE UNA DIVISIONE
In un'altra intervista concessa dal cardinale Burke al direttore del network televisivo EWTN, Raymond Arroyo, ha detto che non è vero che i dubia dei quattro cardinali sono divisivi. «Al contrario, stiamo cercando di sanare una divisione che è già abbastanza fomentata, per utilizzare le sue parole. In ogni luogo in cui vado, molti fedeli laici, sacerdoti, vescovi [con] cui parlo si trovano in uno stato di estrema confusione su questo tema. I sacerdoti mi dicono che alcuni di loro in confessionale dicono una cosa ai fedeli, altri ne dicono un'altra. La divisione verrà dissipata solamente quando a queste questioni, che abbiamo sollevato in conformità col modo tradizionale di risolvere materie di gravissima importanza all'interno della Chiesa, verrà data una risposta adeguata. Ma allo stato attuale delle cose, se si continua così, la divisione potrà solo crescere, e ovviamente il frutto della divisione è l'errore. E stiamo parlando della salvezza delle anime, del fatto che vi siano persone indotte all'errore in temi che hanno a che vedere con la loro salvezza eterna».

Nota di BastaBugie: per leggere il testo dei dubia inviati al Papa da parte dei cardinali e per un commento sui dubia da parte di George Woodall, professore di teologia morale e di bioetica alla Regina Apostolorumdi Roma, clicca nel link sottostante

QUATTRO CARDINALI CHIEDONO AL PAPA DI CHIARIRE CINQUE ''DUBIA'' (DUBBI) SULLA AMORIS LAETITIA
I divorziati risposati possono fare la comunione? Esistono ancora norme morali assolute? Un atto intrinsecamente disonesto può diventare soggettivamente onesto?
di Walter Brandmuller, Raymond Burke, Carlo Caffarra, Joachim Meisner
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4474

Fonte: Sinodo2015, 21/12/2016

9 - OMELIA MARIA MADRE DI DIO - ANNO A (Lc 2,16-21)
Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 1° gennaio 2017)

Oggi è il primo giorno dell'anno e, come ogni anno, in questa giornata celebriamo la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Questa Festa è stata collocata dal papa Paolo VI otto giorni dopo la solennità del Natale. Secondo la legge d'Israele, otto giorni dopo la nascita di un bambino ci doveva essere il rito della circoncisione; per questo motivo il brano del Vangelo di oggi riporta anche il racconto di quell'avvenimento nella vita del piccolo Gesù. Provvidenzialmente questo ottavo giorno dopo il Natale coincide con il primo dell'anno, ed è cosa molto bella iniziare un nuovo anno nel Nome di Maria, celebrando una Festa che è tra le più belle in suo onore.
Dire che la Madonna è Madre di Dio sembrava cosa troppo ardita, anzi, impossibile. Come può una creatura essere chiamata con il titolo di Madre di Dio? Ecco che nei primi secoli del Cristianesimo si discusse molto se era lecito o no usare un tale termine. La risposta definitiva venne con il Concilio di Efeso nel 431. Durante questo Concilio, i vescovi lì riuniti insegnarono che è Verità di fede affermare che la Madonna è Madre di Dio per il semplice fatto che Gesù è la Seconda Persona della Santissima Trinità che, nella pienezza dei tempi, si è incarnata, ha preso la nostra natura umana. Gesù, dunque, è vero Dio e vero uomo. È un'unica persona, la Seconda Persona della Santissima Trinità, in due nature: la natura divina preesistente e la natura umana. Dal momento che la persona è comunque divina, la Vergine Maria è Madre di Dio.
Diventare Madre di Dio è il massimo a cui possa arrivare una persona umana. Per questo motivo, alcuni antichi teologi parlavano di Maria come il confine tra il creato e l'increato: al di là di questo confine vi è solo Dio.
La Madonna non è solamente Madre di Dio ma è anche Madre nostra. Questa è una verità molto consolante. Diventando Madre di Gesù, Maria è diventata anche Madre nostra, di noi che siamo le membra del Corpo mistico di Cristo. Oggi, in questa bella Solennità, siamo chiamati a riflettere sull'importanza della devozione mariana. Il papa Paolo VI, in una predica, insegnava che non si può essere cristiani senza essere mariani, ovvero senza nutrire una tenera devozione alla Madonna. La devozione alla Madonna non è qualcosa di facoltativo, lasciato alla nostra libera decisione, ma è qualcosa di essenziale per il semplice fatto che siamo cristiani e Gesù vive in noi. Se vive in noi, Gesù ama in noi. Ama il suo Padre Celeste e ama la sua Madre Immacolata. Per questo motivo possiamo dire che la devozione mariana è come un segno bellissimo della presenza di Gesù in noi: non siamo noi ad amare l'Immacolata, ma è Gesù che la ama in noi. Tutti pertanto devono essere devoti alla Madonna e, quanto più lo saremo, tanto più assomiglieremo a Gesù.
Una grande devozione alla Madonna è il modo più bello e più facile per giungere alla salvezza eterna. Diversi Santi ci assicurano che non si perderà colui che ama la Madonna e la prega con perseveranza. Sia questo dunque il nostro impegno nel nuovo anno che è appena iniziato: pregare con fiducia e perseveranza Colei che è la nostra Madre.
Si racconta che san Bernardino da Siena, quando era ancora giovane, giunta la sera, usciva di casa e vi ritornava dopo diverso tempo. Una sua parente, temendo che il giovane Bernardino avesse trovato qualche brutta compagnia, una sera lo seguì di nascosto; ma fu grande la sua consolazione quando vide che egli, uscito dalla porta della città, si fermava davanti ad una immagine mariana che aveva "rapito il suo cuore", e lì pregava a lungo. Rassicurata da ciò, la parente tornò a casa in pace.
Imitiamo questo esempio. Cerchiamo anche noi una immagine mariana che ci piaccia e che parli al nostro cuore; rechiamoci spesso a visitarla, e parliamole "con il cuore in mano". Saranno quelli i momenti più belli della giornata. Ella, la nostra Madre tenerissima, avrà sempre qualche nodo da scioglierci.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 1° gennaio 2017)

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