BastaBugie n°488 del 11 gennaio 2017

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1 I MIEI DUBBI SULL'IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA
Semplificazione delle procedure, accordi bilaterali, nuovi CIE regionali: le misure annunciate dal governo italiano sono illusorie e soprattutto manca la volontà di scoraggiare gli arrivi
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano
2 ELIMINARE GLI SCULACCIONI E' UN ERRORE PEDAGOGICO
Anche la Bibbia conferma la bontà delle punizioni fisiche ai figli, date ovviamente con amore e per la correzione di difetti gravi
Autore: don Andrea Lonardo - Fonte: Aleteia
3 LA STORPIATURA DELLA STORIA CONTRO I CATTOLICI
L'indottrinamento scolastico (e non solo) ha prodotto un popolo che non conosce il proprio passato, come quando si parla dei Maia o del famoso caso dell'ebreo battezzato in segreto da Pio IX
Autore: Angela Pellicciari - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
4 RICORDATE L'ATTENTATO DEL 1993 ALLE TORRI GEMELLE?
La distruzione del World Trade Center dell'11 settembre 2001 aveva un precedente, sempre terroristico, sempre musulmano
Fonte: Wikipedia
5 IL PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE DENUNCIA IL TOTALITARISIMO GENDER
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): ok dell'Inps alla pensione di reversibilità per le unioni civili dei gay; Tiziano Ferro ricorrerà all'utero in affitto; lui diventa lei anche senza il bisturi
Fonte: Osservatorio Gender
6 LE ELEZIONI LE HA VINTE TRUMP, NON GLI HACKER RUSSI
Nonostante la martellante propaganda anti Trump dei media, è ormai accertato che le elezioni non sono state alterate e che le informazioni compromettenti sulla Clinton sono autentiche
Autore: Stefano Magni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 BAMBINI SEMPRE PIU' SOSTITUITI DAI CANI
Capita sempre più spesso di vedere adulti che trattano i cani da figli e i figli da cani
Autore: Giorgio Celsi - Fonte: Notizie ProVita
8 LETTERE ALLA REDAZIONE: GIOCO D'AZZARDO? NO, GRAZIE
Il gioco d'azzardo non è un tema da affrontarsi con superficialità
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie
9 OMELIA II DOMENICA DEL TEMPO ORD. - ANNO A (Gv 1,29-34)
Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - I MIEI DUBBI SULL'IMMIGRAZIONE INCONTROLLATA
Semplificazione delle procedure, accordi bilaterali, nuovi CIE regionali: le misure annunciate dal governo italiano sono illusorie e soprattutto manca la volontà di scoraggiare gli arrivi
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano, 06/01/2017

Provo sempre disagio, come tanti, tutti forse, quando vedo in televisione - a volte mi è successo anche di essere io quella che le metteva in video - immagini di persone straniere ammucchiate in condizioni non dignitose, alla ricerca di una vita migliore. Provo disagio, un vago senso di colpa, che di solito liquido con un frettoloso "ma io che posso fare?". Vediamo.
C'è un'altra risposta che ci vuole seguire Cristo si può dare?
Come si pone un cristiano di fronte alle onde di persone che vengono da lontano nel proprio paese in cerca di fortuna, non profughi dalle guerre vere, non le guerriglie intendo (quelli vanno accolti a qualsiasi costo, come in ogni caso in cui l'alternativa è la morte), ma persone che come è normale cercano solo di elevare la propria condizione di vita trasferendosi in zone in cui oggettivamente il livello medio è migliore?
A parte che sarebbe molto interessante capire dove prendano i miei colleghi giornalisti la notizia che queste persone pagherebbero migliaia di dollari per i viaggi della speranza, anche quando provengono da paesi in cui il reddito pro capite è di un dollaro al giorno. A parte che sarebbe interessante capire la questione del racket, a parte molti molti punti oscuri nella vulgata (quanto costa assisterli, cosa vuol dire accoglienza dignitosa, come si può vivere in un contesto culturale estraneo cercando solo di trarne qualche vantaggio materiale ma disinteressandosi o addirittura disprezzando il resto), torno alla domanda centrale. Come si pone un cristiano rispetto a tutto questo?

IL BUON SAMARITANO
Gesù quando spiega cosa vuol dire amare il prossimo fa l'esempio del buon samaritano. Io non sono una biblista, ma ho capito qualche semplice cosa. Il samaritano va da Gerusalemme a Gerico. Sta facendo i fatti suoi, sta curando i suoi affari, e se Gesù lo prende a esempio evidentemente costruire delle cose nel mondo è una cosa buona, curare i propri affari - onestamente, è chiaro - vuol dire costruire il regno di Dio anche su questa terra. Imprese che funzionano sono un bene per tutti, generano lavoro, sono feconde, fecondano il mondo e permettono all'uomo di riprodursi, che è ciò che Dio ci ha invitati a fare nel giardino dell'Eden (la povertà dunque NON è un valore, i mezzi per fare le cose sono una grazia). Il samaritano incontra un uomo ferito. Lo incontra, non lo va a cercare. Però neanche distoglie gli occhi quando la necessità gli si presenta, e questa è sicuramente l'indicazione fondamentale. Anche noi, quando nelle nostre vite - e non guardando i tg dal divano - ci imbattiamo in una necessità, dobbiamo cercare di affrontarla in qualche modo. Ma come?
Il samaritano si carica il ferito perché in quel momento non c'è altro da fare, è un'emergenza. Poi però lo porta a un albergatore, si occupa delle sue prime necessità e, appena la prima emergenza rientra, paga di tasca sua l'albergatore perché faccia il suo lavoro. Gesù lo prende a esempio di amore per il prossimo, e mi ha sempre colpito questo fatto: il Signore ha scelto come esempio proprio lui, non ha preteso che lasciasse il suo lavoro, che stravolgesse la sua vita, che smettesse di essere quello che era, cioè un uomo che anche grazie al suo lavoro aveva la possibilità di soccorrere qualcuno in difficoltà. Possiamo essere più buoni di Gesù?

LA CARITÀ INTELLIGENTE
L'altra cosa che mi ha sempre colpito è che ha pagato un professionista perché facesse il suo lavoro. Questo è il punto centrale. La carità infatti non può essere improvvisata, cialtrona, emotiva. La carità deve essere intelligente, organizzata, ben fatta. Deve prevedere una proiezione nel tempo - se il samaritano fosse rimasto per sempre con l'uomo ferito non sarebbe più stato in grado di soccorrere nessuno.
Allora, come si può fare una carità intelligente, organizzata, ben fatta nei confronti delle persone che vengono da noi in cerca di fortuna (e non è esatto chiamarli profughi, perché nella maggior parte dei casi non stanno scappando da guerre). Se è vero che pagano migliaia di dollari pur provenendo da paesi in cui si guadagna un dollaro al giorno, non si può trovare un modo più intelligente di far fruttare quelle somme? Ma soprattutto, se a muoversi dal paese di origine è una percentuale risibile della popolazione si è samaritani migliori aiutando quell'1% che lascia tutto e parte cercando di arrabattarsi in un paese e in una cultura estranei, con la sola idea di guadagnare soldi e tornare a casa, o aiutando chi rimane a casa magari anche per evitare che tanta gente parta?
Oggi davanti alla Scala Santa un uomo - probabilmente del Bangladesh o zone simili - scatarrava per terra, per la precisione vicinissimo ai miei piedi, vendendo rosari. Ho pensato che probabilmente disprezzava quel luogo e forse persino gli oggetti che vendeva. Ho provato dispiacere per lui, non avversione, davvero, ma dispiacere perché penso che vivere in una cultura estranea alla propria, con la sola idea diraggranellare qualcosa per scappare via, senza amare il proprio lavoro sia degradante per un uomo, soprattutto per un uomo. Diversa la questione di chi va a fare esperienze di lavoro arricchenti, scambi che possono insegnare qualcosa a entrambe le parti, benché non abbia affatto il mito dei cittadini del mondo - come auspicava la ex ministro Giannini, sognando generazioni di senza radici, senza famiglia, precari intellettuali pronti a scommettere tutto sul lavoro e senza alcuna tutela per la costruzione di una famiglia, ma questo è un altro tema.

LA CARITÀ RESPONSABILE
Ecco, credo ci siano tante cose sulle quali ragionare senza farsi prendere dalla pancia. Allo stesso modo quando vedo lo zelo di certe persone tutte protese all'esterno della famiglia e magari distratte nei confronti delle necessità dei propri cari, penso che a volte la vulgata cattolica sulla carità sia un po' approssimativa. La carità è anche sempre responsabile - così come l'apertura alla vita alla quale la madre Chiesa ci invita. La carità è stare nella storia che ci è data, che ci è chiesta. È rendere il mondo un posto migliore. Carità è anche costruire cose belle per Dio. Per esempio sono stata in una parrocchia a Prima Porta dove la preparazione del presepe vivente è costata sforzi di mesi. Una specie di città costruita da tutti i parrocchiani con chissà quali sforzi di tempo e anche risorse. Sarebbe stato meglio dare tutto ai poveri? No, perché quel presepe è per tutti, anche per i poveri, e fa a ogni uomo la carità più grande, aiutarlo ad alzare lo sguardo a quello che conta (e comunque la parrocchia soccorre anche tantissime necessità, perché il bene è diffusivo e le risorse offerte a Dio generano miracolosamente altra ricchezza).
Ecco, non è per prendere alibi, ma per ragionare un po' a voce alta, per non farmi tirare dentro certi tic del politicamente corretto (tipo la proposta, fatta da quel famoso comico, come si chiama, Saviano, di nominare solo sindaci africani per risolvere i problemi del sud, perché ovviamente africano vuol dire necessariamente intelligente, preparato e onesto) che essendo ideologici non fanno tanto i conti con la realtà. Per cercare di capire come si può essere intelligenti nella carità. Una volta volevo accogliere un ragazzo molto molto problematico in casa, ma il mio padre spirituale me lo ha impedito dandomi dell'irresponsabile, perché era certo che avrei potuto mettere in pericolo i miei figli. Ho cercato di essergli vicina in un altro modo. Chissà se ci sono riuscita. Fare il bene è difficile, e comunque senza lo Spirito Santo nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.

Nota di BastaBugie: Gianandrea Gaiani nell'articolo sottostante dal titolo "Immigrazione, il piano italiano è senza futuro" parla delle inutili misure annunciate dal governo per arginare l'immigrazione.
Semplificazione delle procedure, accordi bilaterali con i paesi di provenienza, nuovi CIE e incentivi ai comuni per l'accoglienza: le misure annunciate dal governo sono in gran parte illusorie ma soprattutto manca qualsiasi volontà di scoraggiare gli arrivi dalla Libia. Il rischio è soprattutto che si tratti di fumo negli occhi di una popolazione che ha superato il livello di sopportazione, in vista di possibili elezioni. Così come in molti altri paesi europei.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 9 gennaio 2017:
Un decreto legge per semplificare le procedure e modificare alcune norme; una serie di accordi con i paesi di origine e transito degli immigrati illegali per rendere effettivi i rimpatri forzati; accoglienza distribuita sul territorio nazionale rinnovando gli incentivi già previsti per i comuni che accolgono i migranti; nuovi Centri di identificazione ed espulsione (CIE) per ospitare coloro che devono essere rimpatriati.
Il piano annunciato dal governo italiano appare illusorio perché basato su variabili che non dipendono da Roma, non tiene conto della resistenza che moltissimi clandestini opporranno all'espulsione e soprattutto perché non fa nulla per scoraggiare gli arrivi dalla Libia. Quale deterrenza può esprimere un piano che per il premier Paolo Gentiloni si basa sulla capacità di coniugare "l'attività umanitaria e d'accoglienza" con le "politiche di rigore e di efficacia nei rimpatri"?
Il primo passo sarà un decreto legge che preveda l'annullamento del secondo grado di giudizio in caso di negazione del diritto d'asilo, la semplificazione delle procedure che riguardano le notifiche di espulsione e la possibilità di iscriversi all'anagrafe solo con il permesso di soggiorno regolare. Il provvedimento rischia però di restare aria fritta se coloro che devono essere espulsi, cioè il l'80 per cento almeno di quanti sono sbarcati negli ultimi sei anni secondo Frontex, non verranno cacciati fuori immediatamente dal territorio nazionale. Clandestini che del resto verranno rapidamente sostituiti da altri pronti a sbarcare se Roma non ordinerà alle sue navi militari di rispedire sulle coste libiche i clandestini soccorsi in mare e non vieterà a quelle degli altri paesi Ue e delle ong che si arricchiscono con i soccorsi agli immigrati illegali di sbarcare i clandestini in Italia.
Anche l'idea di Minniti di istituire nuovi CIE ha molti limiti anche se il ministro ha spiegato che "non avranno nulla a che fare con quelli del passato" e che "non c'entrano nulla con l'accoglienza ma con coloro che devono essere espulsi". L'obiettivo è arrivare ad avere centri quasi in ogni regione ma è chiaro che il numero di clandestini da espellere è enorme (se si rispettano le leggi e non si regala l'asilo a chiunque abbia pagato criminali per venire in Italia) e questa gente, per lo più uomini tra i 16 e i 35 anni, non resterà certo tranquillamente dentro i CIE ad attendere di venire espulsa.
Il terzo punto, che riguarda i rimpatri in base ad accordi bilaterali con i Paesi di provenienza, è forse il più aleatorio. E' illusorio pensare di poter stipulare intese credibili con paesi africani governati da cleptocrazie e regimi che non vedono l'ora di liberarsi di parte della loro popolazione sia per alleggerire il peso demografico sia per incassare il denaro in valuta rimesso dagli immigrati. "Lavoriamo per rendere il più possibile effettivi i respingimenti forzati" ha confermato il titolare del Viminale confondendo forse i rimpatri o espulsioni (che si applicano a coloro che sono stati già accolti ma non hanno diritto all'asilo) e i respingimenti (che si applicano a chi viene negato l'accesso al territorio nazionale).
"Il problema è come e dove rimpatriarli", ha detto Minniti perché è "difficile pensare che si possa procedere ad un respingimento immediato delle persone irregolari: bisogna avere prima un rapporto con il paese che deve accoglierli". In realtà ne abbiano già con Tunisia, Nigeria, Egitto e Marocco ma i risultati concreti in termini di clandestini espulsi davvero non sono entusiasmanti.
Offrire denaro ai paesi africani affinché si riprendano i loro cittadini non ha senso perché ci obbligheranno periodicamente a rinegoziare "l'obolo" da versare fino a giungere a un vero e proprio ricatto. Sarebbe molto più efficace usare la leva finanziaria come bastone invece che come carota garantendo il blocco degli aiuti Ue allo sviluppo a tutti i Paesi che non si riportino a casa (a spese loro) i concittadini sbarcati illegalmente in Italia.
Le difficoltà e i costi legati ai rimpatri dovrebbero indurre il governo a procedere immediatamente a riportare sulle coste libiche coloro che vengono raccolti in mare (esclusi bambini soli o persone bisognose di cure, da rimpatriare in un secondo tempo) applicando quei respingimenti assistiti che da anni chi scrive propone come unica soluzione in grado di fermare i flussi illegali di migranti.
Minniti nei prossimi giorni è atteso a Tripoli dove incontrerà un governo di fatto inesistente e che non controlla la Tripolitania, regione in cui la metà del PIL è garantito dai traffici di clandestini verso l'Italia e il cui pseudo-premier, Fayez al-Sarraj ha già detto più volte che non accetterà di riprendersi i migranti salpati dalle coste libiche.
Il governo Gentiloni intende poi ridurre l'impatto dei migranti sul tessuto sociale italiano puntando su un'accoglienza diffusa, pochi immigrati in centri diffusi in tutti gli 8 mila comuni italiani contro i 2.600 che a oggi ne ospitano (spesso costretti dalle prefetture) sul proprio territorio. Un modo per rendere meno visibili persone che non hanno alcun titolo per essere accolte usando anche la leva del rinnovato incentivo di 500 euro a migrante elargito nel 2016 ai comuni "collaborativi".
Solo il tempo potrà dire se il governo intende davvero imprimere un giro di vite sull'immigrazione o se si tratta della solita manfrina in atto in tutti i Paesi Ue i cui governi cercano di mostrarsi oggi intransigenti dopo aver perso consensi proprio a causa delle politiche d'accoglienza di un'immigrazione illegale islamica ormai non più tollerabile nè tollerata. Un po' di chiacchiere forse utili a ridurre l'emorragia di voti verso i partiti cosiddetti populisti in vista delle elezioni che si terranno entro i prossimi 12 mesi in molti paesi europei, Italia inclusa.

Fonte: Blog di Costanza Miriano, 06/01/2017

2 - ELIMINARE GLI SCULACCIONI E' UN ERRORE PEDAGOGICO
Anche la Bibbia conferma la bontà delle punizioni fisiche ai figli, date ovviamente con amore e per la correzione di difetti gravi
Autore: don Andrea Lonardo - Fonte: Aleteia, 03/01/2017

Chi si scandalizza dell'intervento "fisico", di forza (ovviamente relativa, che non faccia troppo male), dei genitori sui figli non ha mai conosciuto famiglie che hanno più bambini.
I bambini si picchiano, com'è normale, fra di loro. Certo non sempre, ma ogni tanto e pure frequentemente. Ed il più forte tende a prevalere. Ricordo le lotte fra noi quattro figli maschi in casa.
Ricordo, più recentemente, un giorno a Berlino - eravamo in visita culturale con un gruppo di catechisti - e sul tram, davanti me, era seduta una mamma con tre figli, il più grande dei quali aveva deciso di prendere un oggetto del più piccolo. La madre cercava di "parlare" al grande, ma questo, saltandole addosso, menava il piccolo che era accucciato alla madre per proteggersi.
Lei continuava a parlare al figlio, ma lui, molto piccolo, continuava a menare! Il confronto era impari e ovviamente vinceva il bambino più grande che le dava di santa ragione al fratellino più piccolo stretto vicino alla madre e rannicchiato sull'oggetto che voleva difendere.
La madre non sapeva come fare e si limitava a continuare a parlare, senza fermare fisicamente il figlio più forte. Quando si hanno più figli solo un intervento di forza ristabilisce l'ordine. Se il genitore non da uno sculaccione al figlio più forte, le sberle le prende il bambino più debole dal fratello. I bambini usano le mani e se i genitori non intervengono, non resta loro che stare a guardare!

UN'IDEA ASTRATTA DI EDUCAZIONE
La saggezza educativa del genitore, invece, consiste nell'intervenire dando anche uno scapaccione e facendo sentire al bambino che in quel momento non è in grado di capire con le parole, che quel suo gesto violento sarà bloccato, se necessario, anche con la forza.
Chi rifiuta a priori di dare scapaccioni è una persona che ha un'idea astratta di educazione, è una persona che non ha mai visto due fratelli lottare per la supremazia, per il possesso di un oggetto o per un capriccio.
Tale modo assurdo di educare asetticamente è divenuto legge la prima volta nel 1979 in Svezia che è stato il primo paese a proibire in via legale gli scapaccioni (oggi in Svezia se un genitore da uno sculaccione a un figlio intervengono gli psicologi e gli assistenti sociali che vengono a presidiare la casa della famiglia), seguita poi nel 1983 dalla Finlandia e via via dagli altri paesi del nord Europa: oggi sarebbero 52 i paesi che proibiscono un intervento un po' "fisico" nei confronti dei figli.
La follia dell'astrattismo e del razionalismo dogmatico continua a infliggere le sue funeste visioni. La realtà, per fortuna, resiste a tali visioni ideologiche della vita e la lotta fra fratelli piccoli persiste a mettere in crisi ciò che viene stabilito a tavolino da gente che non sa cosa sia una famiglia reale con più figli.
In realtà un figlio amato accetta tranquillamente uno scapaccione e dopo un istante torna a sorridere a fianco del genitore e a giocare. Anzi ha bisogno di sapere che un genitore è capace, anche intervenendo di forza, di riportare la giustizia all'interno delle piccole liti che avvengono continuamente fra fratelli in una casa.
Un figlio è turbato non da uno sculaccione, ma dalla mancanza di amore che può esistere fra i due genitori o dei due nei suoi confronti.
Tutti noi abbiamo ricevuto sculaccioni, ma essendo stati amati, non abbiamo ricevuto alcun danno psicologico da tali interventi dei nostri genitori. Anzi ci hanno fatto bene e ci hanno insegnato a rispettare maggiormente i nostri fratelli in casa, preparandoci al rispetto verso estranei fuori di casa.

QUANDO LO STATO SI INTROMETTE NELLA FAMIGLIA
La questione deve essere inserita nel contesto della perniciosa tendenza di alcune visioni stataliste ad intromettersi nel nucleo familiare che è, invece, la principale realtà deputata dalla vita stessa ad educare. Poiché non si tratta qui di violenze casalinghe o di abusi, ma delle semplici modalità con le quali due genitori fanno sentire ai piccoli la loro autorevolezza, è sbagliato a priori un intervento dello Stato che si accresce, invece, in quegli stati che vedono uno sfaldarsi della famiglia determinato sempre più in via istituzionale.
L'errore pedagogico si accresce ancor più perché cavalca un'ulteriore tendenza che è quella della dimenticanza della necessità di un rapporto fisico, fatto insieme di tenerezza e di forza, nella relazione educativa. Propongo la lettura - e ancor più la visione stessa dell'opera - di una recensione che feci tempo fa sul film canadese Monsieur Lazhar che affronta questo tema scomodo, proponendo ad esempio una classe di bambini canadesi che vengono sottoposti al "dominio" degli esperti psicologi e sottratti alla guida del loro maestro ordinario ben più saggio di tali specialisti.

Nota di BastaBugie: anche la Bibbia conferma la bontà delle punizioni fisiche ai figli, date ovviamente con amore e per la correzione di difetti comportamentali gravi.
Ecco alcune illuminanti citazioni:
"Chi risparmia il bastone odia suo figlio, chi lo ama è pronto a correggerlo."
(Proverbi 13, 24)
"Chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta, per gioire di lui alla fine. Chi corregge il proprio figlio ne trarrà vantaggio e se ne potrà vantare con i suoi conoscenti. Chi ammaestra il proprio figlio renderà geloso il nemico, mentre davanti agli amici potrà gioire.
Un cavallo non domato diventa restio, un figlio lasciato a se stesso diventa sventato.
Non concedergli libertà in gioventù, non prendere alla leggera i suoi difetti. Piegagli il collo in gioventù e battigli le costole finché è fanciullo, perché poi intestardito non ti disobbedisca e tu ne abbia un profondo dolore. Educa tuo figlio e prenditi cura di lui, così non dovrai affrontare la sua insolenza."
(Siracide 30, 1-3.8.11-13)
"Figli, obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto. Onora tuo padre e tua madre! Questo è il primo comandamento che è accompagnato da una promessa: perché tu sia felice e goda di una lunga vita sulla terra.
E voi, padri, non esasperate i vostri figli, ma fateli crescere nella disciplina e negli insegnamenti del Signore."
(Lettera agli Efesini 6,1-4)

Fonte: Aleteia, 03/01/2017

3 - LA STORPIATURA DELLA STORIA CONTRO I CATTOLICI
L'indottrinamento scolastico (e non solo) ha prodotto un popolo che non conosce il proprio passato, come quando si parla dei Maia o del famoso caso dell'ebreo battezzato in segreto da Pio IX
Autore: Angela Pellicciari - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08/01/2017

Nel lontano 25 novembre 1998, sulla Stampa, Aldo Zullini dell'Università di Milano (così veniva presentato) firmava un pezzo sconcertante dal titolo: "Maya, cannibali per necessità". Dei due occhielli, l'uno specificava: "Fino all'arrivo di Colombo, nel Nuovo Mondo c'erano pochi animali domestici e commestibili", l'altro "L'antropofagia, diffusa anche fra gli Atzechi, fu giustificata dal fatto che mancavano le proteine".
Perché i Maya hanno organizzato i "più grandi festini antropofagi che siano mai avvenuti"? La risposta è semplice: "Per soddisfare il loro bisogno fisiologico dovevano immolare moltissimi prigionieri e per far ciò dovevano organizzare incursioni e guerre". Bastava un'immane abbuffata di carne umana a saziare il bisogno proteico di tutta la popolazione? No, i sacrifici di massa "per quanto numerosi e frequenti, non potevano far fronte al fabbisogno proteico di tutto il popolo, ma questo non ha molta importanza. Conta invece il fatto che la classe dirigente, i sacerdoti e i militari, potessero usufruire di queste proteine".
Perché citare questa bella pagina di giornalismo scientifico? Perché, pur di attaccare (anche se, in questo caso, solo indirettamente) la cattolica Spagna e la sua prodigiosa scoperta e colonizzazione dell'America centro-meridionale, tutto va bene. Anche la giustificazione di un crimine orrendo come il banchetto di carne umana [leggi: COM'ERANO VIOLENTE LE CIVILTA' PRE-CRISTIANE,  clicca qui, N.d.BB].

UN POPOLO SMEMORATO CHE DISPREZZA SÉ STESSO
La sistematica riscrittura della storia a vantaggio delle potenze e delle ideologie anticattoliche ha prodotto in Italia un popolo smemorato che non sa più chi è. Che non conosce niente del proprio passato. Siamo stati abituati a credere che la storia della Chiesa cui siamo legati da due millenni sia una storia piena di crimini, di cui vergognarsi e, quindi, da ripudiare. Tutti i mezzi di comunicazione di massa si sono allineati nella propaganda del disprezzo verso noi stessi. Da decenni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la disperazione che ci caratterizza. La mancanza di figli e quindi di futuro. La pochezza, il nulla culturale in cui le nuove generazioni vengono cresciute.
Negli ultimi anni i ripetuti attentati di un islam tornato rigoroso nell'applicazione della volontà di Maometto (la riduzione di tutto il mondo a islam) hanno sconcertato i cantori di un islam pacifico, moderato, contrario alla guerra, propria di quei guerrafondai dei crociati. Piano piano anche la stampa sta cambiano direzione e dal crimine di islamofobia si sta avvicinando ad un più pacato resoconto dei fatti. In questa direzione sembrano andare due articoli, uno a firma Mieli, l'altro a firma Ferrara.

CATTOLICI DIFFAMATI
Il 14 dicembre 2016 Mieli scrive un pezzo dal titolo: "Cattolici diffamati", sottotitolo: "Il protestante Rodney Stark smentisce le "Leggende nere" sulla Chiesa di Roma". Il pezzo si chiude con un'affermazione perentoria: "Qui, come è evidente, la Chiesa cattolica non c'entra nel modo più assoluto". Mieli sta citando il mio libro su Lutero e la documentazione da me addotta sull'odio protestante nei confronti degli ebrei. La chiusa, che torno a sottolineare, ribadisce che con l'odio e la persecuzione nazista contro gli ebrei "la Chiesa cattolica non c'entra nel modo più assoluto".
Sul Foglio del 3 gennaio Ferrara firma il pezzo: "Storia della nonviolenza infame" e così conclude: "Libero padre Enzo Bianchi di dire che a Berlino non ce l'avevano con il valore cristiano del Natale, e neanche a Istanbul con il Capodanno. Autorizzati noi a chiedere che il libero pensiero imponga la sua vigilanza sulle scorrerie fantastiche di un pazzo intonacato".
Evidentemente alla Stampa questa nuova aria di riaccostamento alla verità storica ancora non si è fatta strada. Sul sito internet del giornale, nel riquadro culturale, il 3 gennaio compariva questo titolo: "Spielberg trasforma in film la storia di Edgardo Mortara ebreo battezzato in segreto per volontà di Papa Pio IX". Siamo alle solite: un papa, i papi, che sottraggono in segreto i bambini alle famiglie ebree e li battezzano!
Chi fosse interessato all'argomento può leggere l'autobiografia di don Edgardo Mortara.

Nota di BastaBugie: riguardo ai sacrifici umani e il cannibalismo praticati dai selvaggi popoli Maya citati nell'articolo qui sopra, si consiglia di vedere il film capolavoro di Mel Gibson "Apocalypto". Per approfondire si possono leggere gli articoli di Rino Cammilleri, Antonio Socci, Giacomo Samek Lodovici, ecc. andando al seguente link del sito Film Garantiti
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=17



https://www.youtube.com/watch?v=cerFxuSXcfk

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08/01/2017

4 - RICORDATE L'ATTENTATO DEL 1993 ALLE TORRI GEMELLE?
La distruzione del World Trade Center dell'11 settembre 2001 aveva un precedente, sempre terroristico, sempre musulmano
Fonte Wikipedia

L'attentato al World Trade Center del 1993 è stato un attacco terroristico avvenuto il 26 febbraio 1993, quando un furgone-bomba esplose nel parcheggio sotterraneo del World Trade Center a Manhattan.
Venne impiegata una miscela di nitrourea e gas idrogeno dal peso di circa 680 kg che avrebbe dovuto causare l'implosione delle Torri Gemelle e la morte di migliaia di persone. L'attentato però fallì, ma rimasero uccise 6 persone e ci furono 1.042 feriti.

CRONOLOGIA DELL'EVENTO
Il terrorista Ramzi Yusuf, assieme al giordano Eyad Ismoil, noleggiò un furgone giallo presso la Ryder in Lower Manhattan e lo lasciò nel parcheggio sotterraneo B-2 del WTC intorno a mezzogiorno.
Alle 12:17:37 locali la bomba esplose generando approssimativamente una pressione di 1034,1 MPa che provocò un cratere di circa 30 m, la rottura dell'impianto idrico ed energetico, determinando anche il black out di onde-radio nell'intera area di Manhattan, linee telefoniche comprese. Una colonna di fumo raggiunse il 93esimo piano di entrambe le torri, soprattutto attraverso le scale, tanto che rese molto difficile evacuare e molti occupanti rimasero intossicati a causa dell'inalazione. Centinaia di occupanti rimasero intrappolati negli ascensori, tra cui 17 bambini, rimasti bloccati per cinque ore. Durante l'attacco morirono sei persone e 1.042 persone furono ferite, la maggior parte durante l'evacuazione.
Circa nove minuti dopo l'esplosione giunsero sul posto distaccamenti del New York Fire Department e pattuglie del New York Police Department e del pronto soccorso, incaricate di evacuare le aree interessate dall'esplosione e soccorrere eventuali feriti. Durante le operazioni di salvataggio 28 persone con problemi medici vennero soccorse tramite elicotteri della polizia, 15 rimasero ferite a causa dell'esplosione e 20 persone ebbero problemi cardiaci; inoltre un pompiere venne ricoverato in ospedale, mentre altri 87 pompieri, 35 poliziotti e un operaio dell'EMS rimasero feriti negli incendi che seguirono.
Le torri tuttavia non crollarono, come voluto dall'attacco, ma se il furgone fosse stato parcheggiato accanto alle fondamenta in cemento del World Trade Center, il piano di Yusuf sarebbe potuto andare a termine: la Torre Nord sarebbe potuta collassare verso la Torre Sud, distruggendole entrambe. L'esplosione danneggiò comunque seriamente gli edifici adiacenti, tra cui il Marriott Hotel.

LE VITTIME
1) John DiGiovanni, 45 anni, Valley Stream, New York; rappresentante di prodotti odontotecnici
2) Robert Kirkpatrick, 61 anni, Suffern, New York; fabbro alle torri
3) Steve Knapp, 48 anni, Manhattan, New York City; addetto alla manutenzione delle torri
4) William Macko, 57 anni, Bayonne, New Jersey; addetto alla manutenzione
5) Monica Rodriguez Smith, 34 anni, Seaford, New York; impiegata, incinta di 7 mesi
6) Wilfredo Mercado, 37 anni, Brooklyn, New York; addetto del ristorante Windows on the World

I RESPONSABILI E LE CONDANNE
L'attacco fu pianificato da un commando di terroristi islamici, tra cui Ramzi Yusuf (capo del commando e "progettista" dell'attentato), Mahmud Abouhalima, Mohammad Salameh, Nidal Ayyad, Abdul Rahman Yasin e Ahmad Ajaj.
Nel marzo del 1994 quattro uomini furono arrestati per il coinvolgimento nell'attentato: Abouhalima, Ajaj, Ayyad e Salameh, colpevoli di cospirazione, distruzione di proprietà e trasporto di esplosivo. Nel novembre 1997 altri due uomini furono arrestati: Yusuf, l'"architetto" dell'attentato, ed Eyad Ismoil che guidò il furgone con l'esplosivo.

MONUMENTI
Una fontana di granito in memoria delle vittime fu disegnata da Elyn Zimmerman e dedicata nel 1995 in Austin J.Tobin Plaza, sul luogo dell'esplosione. Conteneva i nomi delle vittime e la seguente scritta: «Il 26 febbraio 1993 una bomba piazzata da terroristi è esplosa sotto questo sito. Questo orribile atto di violenza ha ucciso persone innocenti, ferito migliaia e fatto vittime tra noi tutti».
Durante gli attentati dell'11 settembre 2001 la fontana venne distrutta insieme alle torri gemelle, ma fu ritrovato un frammento con il nome "John", che venne poi usato come nuova memoria in onore alle vittime dell'attacco del 2001.

Nota di BastaBugie: il sito FilmGarantiti.it propone una selezione di grandi capolavori del cinema di tutti i tempi. Sull'argomento Islam contiene schede veramente interessanti (e i trailer dei relativi film). Eccole.

UNITED 93
Il più riuscito film sull'attentato dell'11 settembre. Il fanatismo religioso punta a vincere sfruttando la vigliaccheria suscitata dal terrore, ma sul volo n° 93 viene alla fine travolto da una inaspettata reazione, anch'essa animata da una opposta convinzione religiosa.
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=16

11 SETTEMBRE 1683
La battaglia di Vienna che respinse l'attacco musulmano. Quel giorno l'Occidente si salvò seguendo i consigli del frate beato Marco d'Aviano: dopo tre secoli i musulmani tentano la rivincita compiendo gli attentati terroristici islamici proprio un altro 11 settembre.
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=37

MAI SENZA MIA FIGLIA
La storia vera di una cristiana che ha sposato un musulmano, accorgendosi troppo tardi che per l'islam la moglie è proprietà del marito e i figli devono seguire la religione del padre.
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=46

IL MERCANTE DI PIETRE
Il fallimento del multiculturalismo (l'ideologia che si illude di far convivere pacificamente non solo popoli diversi, ma anche culture diverse).
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=14

SUBMISSION
La storia di cinque donne islamiche vittime di abusi e maltrattamenti inflitti nel nome di Allah e nel rispetto della legge coranica.
Il regista ateo e di sinistra di questo cortometraggio fu massacrato al grido di "Allah è grande" da un islamico che gli tagliò la gola in pieno centro di Amsterdam.
http://www.filmgarantiti.it/it/edizioni.php?id=44

Fonte: Wikipedia

5 - IL PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE DENUNCIA IL TOTALITARISIMO GENDER
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): ok dell'Inps alla pensione di reversibilità per le unioni civili dei gay; Tiziano Ferro ricorrerà all'utero in affitto; lui diventa lei anche senza il bisturi
Fonte Osservatorio Gender, 31/12/2016

Il cardinale Gerhard Ludwing Müller, prefetto della congregazione per la Dottrina della Fede in un'intervista rilasciata all'agenzia Aciprensa in occasione della presentazione del suo ultimo libro "Benedetto & Francesco. Successori di Pietro al servizio della Chiesa" ha denunciato l'ideologia del gender, dichiarando: "Gli Stati e la società in America Latina, così come in Europa e in Nord America, sono sotto la pressione di un nuovo totalitarismo ideologico che vuole imporre a tutti i paesi, condizionando gli aiuti per lo sviluppo in base alla accettazione dei suoi principi, come con l'ideologia di genere e il libero accesso all'aborto, che è un omicidio che si presenta come un diritto. Sono minacce che indeboliscono i fondamenti degli stati moderni".
Il cardinale tedesco ha distinto le modalità attraverso cui vengono applicate le pressioni per imporre l'ideologia di genere e le sue caratteristiche totalitarie, a seconda dei diversi continenti: "In Europa si è sviluppata meglio la democrazia. In America Latina, invece, il presidente è considerato quasi come un idolo progettato per risolvere tutti i problemi. È necessario fornire una formazione per la società. Sono necessarie persone capaci di prendersi cura del bene comune, non solo dei loro clienti. (…) D'altra parte, anche ad Ovest a volte il clientelismo impedisce il corretto sviluppo della società e il giusto rapporto con lo Stato. E 'importante insistere sul fatto che lo Stato non può essere identificato con la società. Se questo accade, significa che si sta sviluppando un nuovo totalitarismo".
Cambiano i sistemi politici ma non mutano i programmi, ovunque volti a sovvertire l'ordine naturale e cristiano e ad imporre il nuovo diktat etico globale fondato sui "nuovi" e sempre più numerosi "diritti".

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio).

UNIONI CIVILI, VIA LIBERA DELL'INPS ALLA PENSIONE DI REVERSIBILITÀ
Con messaggio Inps 5171/2016 del 21 dicembre l'Inps ricorda, per chi se ne fosse dimenticato, che dal 5 giugno 2016 a motivo della legge 76/2016 anche gli uniti civilmente potranno godere, alla morte del compagno, della pensione indiretta o della pensione di reversibilità o dell'indennità di morte, proprio come accade per i coniugi.
Inoltre l'unito civilmente potrà beneficiare di altre prestazioni previdenziali connesse al reddito quali l'assegno sociale, le maggiorazioni sociali e l'integrazione al trattamento minimo. Altre disposizioni a favore delle persone omosessuali che useranno della legge Cirinnà sono le detrazioni per coniuge a carico del contribuente e dell'assegno al nucleo familiare in favore del partner dell'unione civile, la legittima in caso di successione e in caso di morte del prestatore di lavoro l'indennità dovuta dal datore di lavoro ai sensi dell'articolo 2118 del codice civile.
E quindi i milioni di contribuenti contrari alla legge Cirinnà vedranno i propri soldi essere usati a favore delle coppie gay.
(Gender Watch News, 22/12/2016)

TIZIANO FERRO RICORRERÀ ALL'UTERO IN AFFITTO
Il cantante Tiziano Ferro, che ha fatto coming out nel 2011, ha dichiarato a Vaniy Fair che ricorrerà alla pratica dell'utero in affitto per avere un bambino. E lo vuole da single dato che attualmente non ha compagni. Per questo motivo si è recato negli States.
Il cantante ha dichiarato: «Spero però di trovare una persona con cui condividere questo sogno. Ma se poi incontro qualcuno che figli non ne vuole? (…) Io rispetto le opinioni di tutti, se una persona non desidera figli è libero di fare le sue scelte. Soltanto credo che su certe cose importanti si debba essere d'accordo in una coppia. Vedremo».
E i diritti del bambino non devono essere parimenti rispettati? Quei diritti che esigono di crescere in una famiglia con papà e mamma e non in un ambiente composto da un single omosessuale o da una coppia di due uomini?
E dire che Ferro è diventato quest'anno ambasciatore di Save the Children. Al momento dell'investitura aveva addirittura esclamato: "I bambini prima di tutto!".
(Gender Watch News, 26/12/2016)

LUI DIVENTA LEI, ANCHE SENZA IL BISTURI. BASTA LA LEGGE
L'operazione chirurgica per il mutamento dei tratti somatici e l'adeguamento degli organi genitali non è più una condizione indispensabile per ottenere il cambio di sesso all'anagrafe. La giurisprudenza italiana ormai riconosce al singolo individuo la possibilità realizzare il proprio percorso di transizione anche se questo non prevede l'intervento del bisturi o l'assunzione di ormoni.
La Cassazione, lo ha stabilito nel luglio del 2015, accogliendo il ricorso di Rete Lenford sul caso di un transgender che, dopo essere stato autorizzato all'intervento chirurgico, aveva poi rinunciato all'operazione ma esigeva comunque di cambiare sesso all'anagrafe. Precedentemente sia il tribunale di Piacenza sia la Corte d'Appello di Bologna avevano, avevano respinto la richiesta, subordinando la modificazione degli atti anagrafici all'esecuzione del trattamento chirurgico sui caratteri sessuali primari.
Una sentenza rivoluzionaria visto che fino a quel momento, faceva testo la legge 164 del 1982 che prevede il cambiamento solo "a seguito di intervenute modificazioni dei caratteri sessuali".
Intanto la nuova linea giurisprudenziale è stata confermata, proprio nei giorni scorsi, anche dai tribunali di Padova e Ragusa, dove i giudici hanno ribadito che non serve alcun cambiamento fisico per essere riconosciuti come donna.
Nel capoluogo veneto l'uomo (la cui precedete identità non è stata resa nota) è diventato Maria all'età di 60 anni, anche se in realtà aveva già fatto qualche ritocchino estetico superficiale non ricostruttivo.
Più eclatante il caso siciliano. Qui la richiesta è partita da un ragazzo di 27 anni che presenta un fisico che è ancora integralmente come mamma lo ha fatto, sebbene sia sua intenzione sottoporsi in futuro ad un trattamento medico chirurgico per l'adeguamento dei caratteri sessuali. L'avvocato del ragazzo ha spiegato che recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione, della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell'uomo "dicono che la psiche prevale sul corpo ed il riconoscimento nell'ordinamento, relativo alla sessualità non deve essere basato su un organo sessuale ma deve soppesare tutte le componenti dell'identità di genere".
Tutta la società, finanche le istituzioni statali, devono dunque assecondare qualsiasi tipo di allucinazione individuale, a prescindere dai dati genetici, biologici e fisiologici che sottendono il singolo caso. Una forzatura delle logica presa a scatola chiusa anche dai media e che è andata in scena lunedì scorso durante il noto programma di Radio 24, 'La Zanzara', diretto da Giuseppe Cruciani che ha intervistato il ragazzo siciliano sotto anonimato.
"Allora tu ti sei sempre sentito una donna?" ha chiesto il conduttore, "No, io sono una donna" ha risposto convinto il giovane uomo, fresco di sentenza che lo legittima a definirsi femmina. La malizia di Cruciani porta poi l'intervista quasi esclusivamente sul tema del sesso, dando vita ad un dialogo degno del teatro dell'assurdo: - "Sei mai stato/a con una donna?" - "No altrimenti sarei una lesbica". - "Quindi sei stato/a con degli uomini" - "Certo". - "Allora questi erano gay?" - "No, niente affatto, perché dovrebbero esserlo? Io sono una donna! D'altra parte quel coso in mezzo alle gambe non lo uso" - "Ah giusto, devi scusarmi".
Insomma, c'è poco da fare, la legge fa costume e cambia la mentalità. Si tratta infatti di un problema di percezione che parte da lontano. Se si escludono i rari casi di ermafroditismo, la prima forzatura è stata fatta proprio con la legge sulla possibilità del cambio anagrafico dopo l'intervento chirurgico.
Come spiega il bioeticista medico Renzo Puccetti nel suo libro LegGender Metropolitane, se si prende un muscolo dall'avambraccio e lo si arrotola interno ad un catetere, poi si sposta il clitoride e si crea uno pseudo fallo, e infine si fa un intervento sulla laringe per abbassare il tono della voce, non si è creato un uomo ma donna virilizzata. La realtà dei fatti ci dice che la chirurgia non trasforma un uomo in una donna, piuttosto virilizza una donna o femminilizza un uomo, ma uomo e donna rimangono.
Eppure la società ha stabilito che bisogna credere alle percezioni individuali, agli stati della mente, e per far star meglio una persona dobbiamo dire tutti una grande bugia, perpetrandola persino sui registri delle anagrafi. Fermo restando che ognuno è libero di sentirsi ciò che vuole, seguendo il ragionamento del mero stato psichico che prevale su ogni altra cosa, per sentirci meglio potremmo riportare sui nostri documenti che siamo alti, biondi e con gli occhi azzurri, giustificando il tutto perché nel nostro intimo ci sentiamo svedesi. Oppure potremmo dichiarare che siamo nati nel 38 d.c. qualora dovessimo improvvisamente provare gli stessi sentimenti di un legionario dell'antica Roma. E poi, sempre per far stare a proprio agio ogni persona, potremmo anche affermare che la ministro Fedeli è laureata.
L'obiettivo, descritto perfettamente nel testo LegGender Metropolitane, è creare un individuo slegato da qualsiasi riscontro antropologico e biologico. Un tossicodipendente di tutto, ma soprattutto della droga interna dell'io.
(Marco Guerra, La Nuova Bussola Quotidiana, 23-12-2016)

Fonte: Osservatorio Gender, 31/12/2016

6 - LE ELEZIONI LE HA VINTE TRUMP, NON GLI HACKER RUSSI
Nonostante la martellante propaganda anti Trump dei media, è ormai accertato che le elezioni non sono state alterate e che le informazioni compromettenti sulla Clinton sono autentiche
Autore: Stefano Magni - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09/01/2017

Gli hacker russi hanno contribuito realmente alla vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti? Il rapporto congiunto di Fbi, Cia e Nsa presentato il 5 gennaio scorso sia al presidente uscente Barack Obama che al presidente eletto Donald Trump, rivela alcuni dettagli in più su quella che è la vicenda americana più rilevante di questo inizio 2017. Sotto certi aspetti è una conferma, ma non prova che Trump sia stato eletto in modo fraudolento.
Vediamo, prima di tutto, quel che il rapporto afferma con un discreto grado di certezza, in base alle informazioni declassificate e pubblicate dai media. Si sa che gli hacker intervenuti nelle elezioni americane, sin dal luglio del 2015, siano parte di un'operazione di spionaggio russa. Si sa, però, che le elezioni non sono state dirottate. Gli hacker russi non hanno penetrato il sistema di voto. Non hanno effettuato brogli elettorali. Non hanno costretto alcun elettore americano a votare per il candidato che non avrebbe voluto votare. Non hanno manipolato il conteggio finale. Dunque non si è trattato affatto di un'elezione fraudolenta, come sembrerebbe di capire dai titoli dei maggiori quotidiani italiani. Su queste basi è difficile pensare a un possibile impeachment del nuovo presidente, tantomeno a un annullamento del voto.

NIENTE BROGLI ELETTORALI, MA SOLO UN FURTO DI DATI
L'operazione di spionaggio informatico russo è consistita in un furto di dati. Gli hacker sono riusciti a penetrare nelle comunicazioni interne di politici americani e a renderle pubbliche. In particolar modo sono state pubblicate da WikiLeaks le email del capo della campagna elettorale di Hillary Clinton, John Podesta, ultime della serie dopo 50mila email del Partito Democratico (che rivelano la lotta interna contro Bernie Sanders) e 30mila della Clinton nel periodo in cui era Segretario di Stato. Le "Podesta Email" e le altre potrebbero essere state cedute a Julian Assange (il fondatore di WikiLeaks) anche da un membro deluso della campagna della Clinton, secondo quanto dichiarato dallo stesso Assange a sua difesa. Ma qualunque sia la fonte, quelle informazioni sono state considerate "autentiche" nel rapporto da tutti e tre gli organi di sicurezza che lo hanno redatto. Dunque è vero il pessimo concetto che Podesta nutre nei confronti degli elettori cattolici "reazionari", così come il suo tentativo di condizionare l'elettorato cattolico attraverso la costituzione di associazioni politicizzate, come Catholics in Alliance for the Common Good e Catholics United. E' vero che la Clinton abbia chiesto di fare maggior pressione su Qatar e Arabia Saudita affinché smettessero di finanziare l'Isis (dunque la Clinton sapeva qualcosa che non ha mai detto sul loro conto), benché entrambi i paesi, nel 2014, fossero l'architrave della coalizione messa in piedi da Obama per combattere il Califfato. Queste informazioni, considerate "autentiche", gettano un'ombra sulla carriera e sul ruolo dell'ex candidata democratica.

FURTO DI DATI BIPARTISAN
Non sappiamo, invece, quanto queste informazioni abbiano condizionato l'elettorato. La Clinton poteva contare su un vasto, quasi unanime, appoggio dei media nazionali. Durante la campagna, in particolar modo in ottobre, mentre venivano pubblicate le email di Podesta, di Trump si conoscevano tutti i dialoghi più imbarazzanti, sulle donne soprattutto. Questi ultimi hanno provocato reazioni in tutto il mondo e manifestazioni femministe anche sotto la Trump Tower. Delle email di Podesta si sono occupati solo i cronisti politici. E a proposito di questi ultimi, anche quotidiani non certo simpatizzanti di Trump, fra cui Politico, hanno pubblicato i contenuti rivelati da WikiLeaks. Difficile che ne abbiano parlato per danneggiare la candidata democratica. Più probabilmente non ritenevano quelle email tanto scottanti.
Quel che sappiamo è che il furto di dati compiuto dagli hacker russi è bipartisan: sono state rubate informazioni sia dal Partito Democratico che da quello Repubblicano. Nel primo caso si è potuto vedere subito l'effetto, almeno in parte. Nel secondo no. Non è ancora chiaro come i russi potranno utilizzare i dati rubati ai Repubblicani, se per ricattarli, metterli in difficoltà o quant'altro. Ma il problema è serio e riguarda la sicurezza nazionale americana in sé. Non un partito in particolare e neppure solo le elezioni presidenziali. E a uscire malconci dalla vicenda, a questo punto, sono i servizi di sicurezza statunitensi, che hanno dimostrato di non saper difendere i due maggiori partiti del paese da un furto di dati estero.

NEMMENO IL KGB RIUSCÌ A IMPEDIRE LA RIELEZIONE DI RONALD REAGAN
Quel che sappiamo è che l'operazione di spionaggio russa ha incluso anche una serie di "misure attive" (per usare i vecchi termini del Kgb). Detto banalmente: propaganda. Questa propaganda era chiaramente a senso unico: contro Hillary Clinton e a favore di Donald Trump. Il ché è abbastanza comprensibile, considerando l'ostilità della prima e l'appeasement del secondo nei confronti della Russia di Putin. Quel che non sappiamo, invece, è quanto anche questa propaganda abbia realmente plasmato l'opinione pubblica. Ai tempi della rielezione di Ronald Reagan, nel 1984, l'allora Kgb dell'Unione Sovietica applicò contro il presidente misure attive molto imponenti, con una propaganda martellante negli Usa e in Europa, contando anche sull'appoggio di parte del Partito Democratico (e del senatore Ted Kennedy, in particolar modo). Allora, questa massiccia opera di propaganda non impedì a Reagan di ottenere una delle vittorie più schiaccianti della storia elettorale americana. In queste elezioni, considerando che tutte le corazzate dell'informazione erano schierate con la Clinton, sembra strano che la sola televisione RT e il solerte esercito di "troll" russi, in azione sui social network, abbia convinto 63 milioni di americani (poco meno della metà dell'intera popolazione russa) a votare per Donald Trump.
Resta il fatto che la maggioranza ha votato liberamente per Donald Trump. E non certo a causa di un gruppo di spie informatiche.

Nota di BastaBugie
: Leone Grotti nell'articolo sottostante dal titolo "Trump, i cambiamenti climatici e l'ideologia del New York Times" parla della bufala che la desertificazione del sud del Madagascar sia dovuta al tubo di scappamento delle nostre automobili. E questo articolo del New York Times è solo l'ennesimo attacco a Donald Trump.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su Tempi il 11 gennaio 2017 per commentare la notizia:
Nicholas Kristof è un grande giornalista (ha vinto due premi Pulitzer) e il New York Times è un grande quotidiano. Ma a volte riescono a organizzare operazioni ideologiche che nulla hanno a che vedere con l'informazione. Il recente filmato-editoriale "Cosa abbiamo visto in Madagascar" ne è una prova.
L'obiettivo del reportage è accusare Donald Trump di essere ideologico per quanto riguarda i cambiamenti climatici. Il presidente eletto, infatti, nega l'esistenza di certezze granitiche sul collegamento tra essi e le attività dell'uomo, giudicando inutili i grandi accordi climatici come quello di Parigi. Per dimostrargli che ha torto, il Nyt fa un viaggio nel sud del Madagascar e ci catapulta in una landa desertica e desolata, affollata da bambini malnutriti.
Qui, dice Kristof, molto tempo fa c'erano fiori e foreste. Oggi solo sabbia. Intervista un'anziana donna di un villaggio: «Il clima qui è cambiato?». Risposta: «Certo che sì, una volta c'erano i fiori. Ora non c'è più niente. Mai vista una siccità così». Il clima evidentemente è cambiato. Lei il perché non lo sa, Kristof invece sì: «È colpa di noi ricchi occidentali. Le nostre scelte ricadono sui poveri. È il paradosso del cambiamento climatico». Il giornalista del Nyt non fornisce alcuna prova scientifica di quello che dice e le persone che intervista, al pari di chi guarda il filmato, non sembrano affatto interessate alla sua polemica personale con il presidente americano. «E chi è Trump?», gli risponde la signora quando Kristof cerca di farle un complimento dicendole che «lei sa molte più cose di Trump, perché riconosce che i cambiamenti climatici esistono».
Dire che i cambiamenti climatici esistono e che sono causati dall'uomo sono due cose ben diverse. Ma nel filmato si fa volutamente confusione. La miseria ripresa in modo magistrale dalle telecamere americane è immensa e struggente, ma l'unico obiettivo di Kristof è cercare di far sentire in colpa l'Occidente e far passare Trump per un capitalista insensibile. Ecco perché usa in continuazione frasi del tipo: «Ma la colpa di tutto questo è nostra». E offre soluzioni assolutamente discutibili senza fornire basi scientifiche di alcun genere: «Per cambiare in modo sistematico la vita di queste persone», azzarda, «dovremmo investire nel clima e fissare un prezzo per il carbone. Perché non dobbiamo dimenticare: questi problemi sono creati dalle vostre automobili e dalla mia».
Kristof è un eccellente inviato ma non è uno scienziato, né un economista, né tantomeno un climatologo. E non è cercando di far sentire in colpa le persone che riuscirà a convincerle che la desertificazione del sud del Madagascar è dovuta al tubo di scappamento delle loro automobili. Soprattutto, non è con un'operazione giornalistica ideologica che potrà controbattere l'ideologia climatica di Trump.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 09/01/2017

7 - BAMBINI SEMPRE PIU' SOSTITUITI DAI CANI
Capita sempre più spesso di vedere adulti che trattano i cani da figli e i figli da cani
Autore: Giorgio Celsi - Fonte: Notizie ProVita, dicembre 2014

Gli animali sono creature che meritano rispetto e protezione. Sanno essere utili e di compagnia, sanno farsi amare. Sono, poi, meno impegnativi, esigenti e problematici dei bambini. Quindi la società sconsideratamente edonistica in cui viviamo ce li propone come validi sostituti.
Un palazzo nel centro di Brescia riportava un cartellone pubblicitario con la scritta: «Mi fido. Lui gioca, tu fai la spesa», per pubblicizzare un dog parking. Sono rimasto sconcertato: ora, in certi supermercati, prima di andare a fare la spesa si può usufruire non più di un'area giochi per i bambini, bensì per i cani: è garantito che «verranno fatti giocare e coccolati da veri dog sitter!».
Quindi ci saranno delle persone impiegate per tenere compagnia ai cani. Mi sorge, allora, un dubbio: l'animale da compagnia è il cane o l'uomo?

I BAMBINI SOSTITUITI DAL CANE
Ma c'è una riflessione più profonda da fare, su tutto questo. C'è un messaggio che è passato, o sta passando. Qualcuno ci sta dicendo, sotto sotto, che i bambini devono essere sostituiti dal cane, a costo di mandare al macero gli ultimi barlumi di razionalità che ci sono rimasti.
Fatevi un giro in un parco pubblico. Vi capiterà senz'altro, purtroppo, di vedere adulti che trattano i cani da figli e i figli da cani: l'affetto, la sollecitudine e i sorrisi sono tutti per i fedeli amici a quattro zampe. Ai bambini, prevalentemente, lanciano sguardi torvi con qualche raccomandazione/ingiunzione acida tipo: «Non farti male, non gridare, non ti sporcare».
Provate a fare un giro nel centro affollato di una città con un cane: per quanto, oggettivamente, potrebbe essere piuttosto invadente e fastidioso, riceverà molte più dimostrazioni di simpatia del bambino che avete in carrozzina.
In certi locali "in" è interdetto l'ingresso ai bambini (che disturbano). Sempre meno si vieta, invece, l'ingresso agli animali. Persino nelle chiese (in quelle più "moderne", ovviamente) è dato vedere qualche fedele che ascolta la Messa col cagnolino [leggi: IL COMUNE DI MILANO VIETA DI OPPORSI ALL'INGRESSO DEI CANI IN CHIESA, clicca qui, N.d.BB].

EUTANASIA SOCIALE
La denatalità mette in crisi troppe industrie; la disoccupazione incalza; le multinazionali non hanno i proventi da sempre ricavati. Ben vengano quindi le bestie sulle quali si giocano le ultime carte per allungare l'agonia del mondo lavorativo, convertendo la produzione e facendo leva sulla rinnegata maternità/paternità di quell'animale ex razionale che è divenuto l'uomo. E queste carte vengono giocate in maniera pesante, usando tutte le armi che vanno dalla propaganda subliminale alla impostazione politica. Non si vuole capire, però, che il culto degli animali reca all'economia e all'intera collettività un bene effimero e solo temporaneo, perché i cani e i gatti non sostituiranno mai tutti quei bambini a cui viene impedito di nascere perché uccisi con l'aborto chirurgico e chimico (più di 6.000.000, solo in Italia, dall'entrata in vigore della legge 194: legge iniqua, che ha trasformato un "delitto" in un "diritto" e fatto pagare ai contribuenti questo genocidio di Stato).
Non ci rendiamo conto che ci stiamo avviando verso l'eutanasia sociale, verso un mondo di nonni senza nipotini, con poche carrozzine e molte carrozzelle, dove i bambini vengono sostituiti da cani e gatti. Secondo un rapporto Eurispes le famiglie italiane che posseggono animali domestici superano i 21 milioni. A questo inverno demografico (l'Italia è al penultimo posto al mondo come tasso di natalità) possiamo porre rimedio solo promuovendo la cultura della vita, riscoprendo il valore sociale della maternità e della famiglia naturale, smettendo di uccidere i bambini con l'aborto.
La civiltà di un popolo si misura sulla sua capacità di servire e difendere la vita. Alla politica dobbiamo chiedere la decisione chiara di investire risorse sulla famiglia, perché la Vita vince anche la crisi. Belle a riguardo sono le parole di Papa Francesco: «No ai matrimoni sterili per scelta, no alle coppie che decidono di non avere figli per essere più libere e più comode, magari preferendo tenere in casa un cane o un gatto» [leggi: PAPA FRANCESCO: CANI E GATTI NON SONO SURROGATI DEI FIGLI, clicca qui, N.d.BB].

Fonte: Notizie ProVita, dicembre 2014

8 - LETTERE ALLA REDAZIONE: GIOCO D'AZZARDO? NO, GRAZIE
Il gioco d'azzardo non è un tema da affrontarsi con superficialità
Autore: Giano Colli - Fonte: Redazione di BastaBugie, 10/01/2017

Spettabile Redazione,
nel rinnovarVi la mia continua stima per la competenza e professionalità con cui affrontate le tematiche della Società cosiddetta moderna, mi permetto di sollevare un'obiezione a proposito del recente articolo "Il gioco d'azzardo è peccato?", che si trova a questo link: http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4488
Credo fermamente che sì, il gioco d'azzardo sia peccato senza giustificazione alcuna.
Non soltanto per la perdita pecuniaria con conseguente rischio personale e, se c'è, anche della famiglia ma anche per lo smarrimento della propria identità.
Non è comunque argomento da trattarsi superficialmente e schematicamente (questo sì, questo no se non supera un certo limite...) bensì ben approfonditamente richiamando comunque E SEMPRE le Autorità responsabili a prendere provvedimenti contro le sale da gioco, le slot machines.
Costituire pseudo commissioni di controllo come fanno i nostri Governanti significa soltanto lavarsi la coscienza e, quel che è peggio, lavarsene le mani come Ponzio Pilato: gli organi di stampa sono certamente diffusori indispensabili perché tale forte messaggio abbia un esito positivo o, quantomeno, migliorativo.
Sono certa che BastaBugie abbia una forza ed un'autorevolezza tale da penetrare a fondo questo insidioso, doloroso magma: in qualche modo bisogna pur tentare di aiutare gli uomini a trovare la verità...
Grazie di cuore.
Giuliana

Cara Giuliana,
hai ragione, il gioco d'azzardo non è un tema da affrontarsi con superficialità.
Infatti in passato abbiamo già pubblicato articoli che approfondivano il tema e che denunciavano la condotta scandalosa della classe politica (mirabile l'articolo dell'indimenticabile Mario Palmaro). E li abbiamo pubblicati nei nostri dieci anni di attività con cadenza costante: 2008, 2010, 2011, 2012, 2014.
Ecco dunque i link agli articoli in questione:

È ALLARME GIOCO D'AZZARDO IN ITALIA
Più malati e meno cure
di Paolo Lambruschi
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1450

MINORI E GIOCO D'AZZARDO: PERSI IL VALORE DEL DENARO E IL SUO LEGAME CON IL LAVORO
Le famiglie, con prelievi di poche monete alla volta, perdono in media 600 euro l'anno
di Luigi Ballerini
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=517

IL GOVERNO ITALIANO LIBERALIZZA IL POKER VIA INTERNET: COSI' IL GIOCO D'AZZARDO DIVENTA NAZIONALPOPOLARE
I professionisti dell'imbroglio potranno spennare molti polli ridotti ad automi in preda al demone del gioco
di Mario Palmaro
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1885

TUTTE LE FREGATURE NASCOSTE NEL ''GRATTA E VINCI''
Fino al 58% dei biglietti vincenti è in realtà un finto premio
di Viviana Daloiso
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2373

GIOCO D'AZZARDO: QUANDO LO STATO FAVORISCE IL VIZIO
Lo Stato permette il gioco d'azzardo (guadagnandoci) poi avvia un programma di contrasto alla dipendenza dal gioco... con cui controlla la tua coscienza
di Tommaso Scandroglio
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3173

Fonte: Redazione di BastaBugie, 10/01/2017

9 - OMELIA II DOMENICA DEL TEMPO ORD. - ANNO A (Gv 1,29-34)
Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 15 gennaio 2017)

È ormai terminato il Tempo del Natale e, con questa domenica, siamo entrati nel Tempo Ordinario. Il brano del Vangelo di oggi ci presenta Giovanni il Battista che sta predicando. Anche se l'Evangelista non lo dice espressamente, molto probabilmente l'episodio si riferisce a quando Gesù si sottopose al battesimo di Giovanni. Questo si può intuire dal fatto che il Battista vide «Gesù venire verso di lui» (Gv 1,29). L'evangelista Giovanni, che non descrive la scena del Battesimo, riporta però un particolare molto importante che, in poche parole, descrive quella che è la missione di Gesù, il motivo per cui è nato nel tempo ed è venuto fino a noi. Il Battista, infatti, a quanti lo seguono entusiasti, dice indicando Gesù: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1,29).
Nell'uso biblico, l'agnello è simbolo di innocenza e di sacrificio. Nell'Antico Testamento si parla infatti dell'agnello immolato due volte al giorno nel tempio e dell'agnello pasquale il cui sangue salvò i primogeniti degli ebrei (cf Es 12,3-28). Il Battista indica chiaramente in questo modo che Gesù, nel quale non vi è peccato, è venuto a togliere i peccati. La prima lettura di oggi, inoltre, parla del "Servo di Dio" che il profeta Isaia descrive come una pecora condotta al macello e nel quale Dio fa pesare l'iniquità di tutti noi. Inoltre, il profeta Isaia scrive che Egli è venuto nel mondo per essere luce e salvezza del popolo di Dio.
Gesù, dunque, è venuto per redimerci dal peccato. Ai giorni d'oggi molti sono quelli che parlano di Gesù. Si parla del suo amore per i poveri, lo si vede quasi come un rivoluzionario e tutti, in qualche modo, verrebbero "dargli la loro tessera". Pochi sono però quelli che comprendono Gesù per quello che è in realtà, per essere l'Agnello di Dio, ovvero Colui che ci ha salvati dal peccato e dalla morte eterna. Dire che Gesù è l'Agnello di Dio significa affermare due cose: che noi siamo peccatori bisognosi di salvezza, e che Gesù è il Redentore, vittima per la nostra salvezza. In poche parole, significa dire che siamo stati noi a metterlo in croce.
È proprio su questi due punti che dobbiamo soffermare la nostra riflessione. Prima di tutto bisogna riconoscere i nostri peccati; subito dopo bisogna invocare la Misericordia di Gesù. Al giorno d'oggi, purtroppo, si è perso il senso del peccato: si calpestano i Comandamenti di Dio e non si sentono più i rimorsi di coscienza. Penso che questa sia la più grande disgrazia che ci possa capitare. Se abbiamo perso questa sensibilità, supplichiamo il Signore che voglia creare in noi un cuore nuovo, che tolga da noi il cuore di pietra e ci doni un cuore sensibile ai suoi richiami d'amore e ai rimorsi di coscienza.
Il libro dell'Imitazione di Cristo insegna che Dio parla al nostro cuore in due modi: o incoraggiandoci per il bene che stiamo compiendo, oppure attraverso i rimorsi di coscienza. Se non riusciamo ad avvertire questa voce, o se la percepiamo molto debolmente, intensifichiamo le nostre suppliche: quanto più ci avvicineremo alla luce di Dio, tanto più ci accorgeremo della deformità dei nostri peccati e la voce della coscienza si farà sentire sempre più forte.
Gesù, l'Agnello di Dio, è venuto per togliere i peccati del mondo e continua a toglierli nel sacramento della Confessione. Accostiamoci a questo Sacramento con cuore contrito, accusando sinceramente i nostri peccati. La Chiesa fa obbligo ad ogni cristiano di confessarsi perlomeno una volta all'anno. Si capisce però che quanto più ci confesseremo tanto più la nostra anima sarà splendente di grazia. Pertanto, il consiglio, anzi, la calda raccomandazione è quella di confessare i nostri peccati ogni mese, meglio ancora ogni settimana. Ogni giorno pecchiamo e abbiamo un bisogno continuo del perdono di Gesù.
San Pio da Pietrelcina esigeva dai suoi figli spirituali proprio la Confessione settimanale o, perlomeno, ogni dieci giorni. Personalmente egli si confessava anche ogni giorno. Questo poteva apparire come eccessivo a qualcuno. Ma il Santo, che tanto era vicino a Dio e viveva nella sua luce, vedeva anche la più piccola mancanza e la vedeva in tutta la sua deformità.
Chiediamo a Dio questa sensibilità di coscienza e confessiamoci spesso: quando un peccatore si accusa, Dio lo scusa.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 15 gennaio 2017)

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