BastaBugie n°493 del 15 febbraio 2017

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1 IL FESTIVAL DI SANREMO M'ANNOIA, PERO' VINCE GABBANI
La canzone con la scimmia di Francesco Gabbani almeno pone domande sul senso della vita (VIDEO: Occidentali's karma)
Autore: Andrea Zambrano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 S.VALENTINO E GLI APOSTROFI ROSA TRA LE PAROLE TI AMO
Il patrono di Terni ci ricorda che l'amore è una capacità eroica di dare la vita intera per l'altro e questo non può che venire da Dio
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano
3 FOCHI, LO SCIENZIATO CHE ALLA NORMALE DI PISA HA MANDATO ALL'INFERNO LA BOSCHI PER I MATRIMONI GAY
Durante un incontro alla Normale di Pisa con Maria Elena Boschi le ha fatto notare che, mentre lorsignori si affannano ad approvare leggi contro natura, è in corso la strage di bambini innocenti uccisi con l'aborto (VIDEO: l'intervento di Fochi)
Autore: Nicola Imberti - Fonte: Il Foglio
4 NON SI PUO' DARE LA COMUNIONE AI DIVORZIATI RISPOSATI
Il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede lo dice chiaramente in una intervista esclusiva al mensile Il Timone... eppure i vescovi tedeschi disobbediscono alla luce del sole
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
5 MIA FIGLIA CATERINA E LA PRECARIETA' DEI GIOVANI
Dobbiamo spiegare ai giovani che non sono una generazione di sfigati, ma che tutte le generazioni hanno dovuto lottare e sudare
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
6 POVIA E AMATO CONTRO DITTATURA DEL PENSIERO UNICO
Spopola lo spettacolo ideato dal cantante Povia e dall'avvocato Amato (VIDEO: Invertiamo la rotta)
Autore: Rossella Montemurro - Fonte: Il Mio Tg
7 IN ARRIVO LA LEGALIZZAZIONE DELL'EUTANASIA IN ITALIA
Potrebbe essere presto legge il modello adottato con Eluana Englaro, fatta morire di fame e di sete per la decisione del padre, fingendo che si trattasse di scelta della vittima
Fonte: Verità e Vita
8 TRUMP TAGLIA I FONDI FEDERALI PRO ABORTO NEL MONDO (L'83% DEGLI AMERICANI E' D'ACCORDO CON LUI)
Inoltre il presidente ha compiuto uno degli atti più importanti (dei 4 anni che ha davanti) scegliendo per la Corte Suprema federale un giudice pro-life, come promesso in campagna elettorale
Fonte: Tempi
9 OMELIA VII DOMENICA DEL TEMPO ORD. - ANNO A (Mt 5,38-48)
Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - IL FESTIVAL DI SANREMO M'ANNOIA, PERO' VINCE GABBANI
La canzone con la scimmia di Francesco Gabbani almeno pone domande sul senso della vita (VIDEO: Occidentali's karma)
Autore: Andrea Zambrano - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 13/02/2017

D'accordo: l'immagine di un Buddha in fila indiana che si perde nel tumultuoso vortice della modernità fatta di consumistici bisogni è molto simpatica. Come lo è il Francesco Gabbani da Carrara che con la sua Occidentali's Karma ha conquistato il palco dell'Ariston vincendo il Festival di Sanremo. Canzone che ha vinto con merito, perché intelligente, perché almeno ci costringe a interrogarci sul senso e a mettere in moto le meningi. Canzone ermetica, nel senso che nessuno ieri l'aveva capita in fondo, fino a quando lui non ha dovuto giustificare quel che il ritornello travolgente e il balletto con tanto di scimmione non riuscivano a dire. Così l'autore ha dovuto spiegarla al grande pubblico l'indomani la vittoria e già questo è sconfortante, ché quando devi spiegare l'arte finisci sempre per dirne due o tre di troppo.

SMANIE ORIENTALEGGIANTI
Infatti. Gabbani dice che il testo è costruito sul contrasto, riuscito, tra le smanie orientaleggianti dell'uomo occidentale fatte di ricerca del Nirvana e di Karma e che si traducono, immaginiamo noi, con la yoga mania dei giorni nostri, lo shatzu, il tofu e lo zen e smanie simili. Dall'altra parte però c'è una realtà fatta del peggio del nostro conformismo consumistico: viviamo in una gabbia 2x3, siamo internettologi soci onorari del gruppo dei selfisti anonimi, ci accontentiamo di risposte facili e abbiamo dilemmi inutili. Siamo tutti tuttologi col web, un web che è coca dei popoli e oppio dei poveri, ma che non ci dà nessun sex appeal.
Figure, dice lui. Figure che hanno la funzione di provocare «per fare un esame di coscienza sul tipo di atteggiamento che abbiamo noi» (ma noi chi?) «di avvicinarci alle filosofie orientali alla ricerca di tranquillità interiore. Però ci avviciniamo, sacrificandole sull'altare dell'apparenza e della moda».
Sarà, però è vero che la canzone una verità pur non esplicitandola, la dice lo stesso: l'uomo ha abbandonato la sua casa dove albergava il suo senso religioso cristiano che l'aveva nutrito nei secoli, rendendolo un esemplare di equilibrio perfetto tra anima e corpo, tra fede e tecnica, però dato che questo senso religioso non può essere soppresso si è buttato su Buddha e compagnia orientaleggiante.
Solo che l'ascesi e la contemplazione sono cosa dura nel mondo di oggi dove ti devi mettere in fila per fare tutto, soprattutto per il sushi. E se per raggiungerle devi esercitare una tecnica senza sperare mai in una Grazia che ti aiuti, hai voglia a sforzati di dire sempre "ommmhhh..."

BALLA CHE TI PASSA
Ne consegue che anche il tentativo di approdare sui lidi della pace interiore zen è destinato ad abortire. No, evidentemente non c'è pace neppure lì soprattutto se la si deve barattare con le nostre comodità e condividere con l'ultimo "Samsung S e qualcosa" appena uscito.
Resta un'incompiuta di fondo, di cui l'autore si duole, e che si risolve nel fatto che, citando un fortunato libro di uno zoologo, Desmond Morris, non siamo altro che scimmie nude. Nude perché senza peli, però sempre scimmie. Insomma: neo darwinismo e anche tra i più spinti. Quindi: istinti bestiali, bisogni primari e per il resto ci pensa la natura a soddisfare i nostri ferini pruriti. Della serie: balla che ti passa, alè!
Lui, il Gabbani, dice che ci pavoneggiamo pensando di essere sviluppati intellettualmente, ma in realtà siamo delle scimmie. A parte che scimmia ci sarai tu, però siccome il personaggio è simpatico, intelligente e soprattutto non banale e la canzone merita, lo tratteremo senza infingimenti moralisteggianti.

NICHILISMO DIABOLICO E SCIMMIESCO
Cari scimmioni: è l'aver abbandonato il Dio creatore incarnatosi morto e risorto per rifugiarvi in una spiritualità fatta di tecnica senza alcuna metafisica di supporto, ad avervi delusi. Perché vi siete accorti che questa da sola non basta a giustificare l'attesa in fila indiana nella cassa prescelta che è poi sempre quella dove si inceppa qualche cosa. Così siete tornati indietro delusi, speravate che qualche Visnu vi rialzasse dalla vostra incredulità, ma non vi resta che ballare sul pavimento come scimmie nude. Senza interrogarvi più su quella pace interiore che bramavate.
Eppure, se vi fermaste a pensare e soprattutto se aveste fatto meno km, vi sareste accorti che il vostro cuore non è un ammasso indistinto di bisogni e istinti. E' anche anima e desiderio, è speranza e gioia, è anelito di eternità, non si accontenta della pace interiore, vuole anche quella esteriore che si chiama Verità. Ed è questo che vi fa alzare la testa a cercare come naufraghi un tronco di legno cui aggrapparvi.
Ecco: quel tronco era la fede che il brodo di coltura in cui siamo cresciuti ci ha tolto perché è la sola che sa rendere ragione dell'armonia tra l'anima e gli impulsi organici. Siete tornati dall'Oriente con più domande di prima, ma non vi dona l'arte del nichilismo diabolico e scimmiesco: anche voi siete fatti per guardare il Cielo. Il consiglio potrebbe essere un buon San Paolo, ma anche l'ultimo di Baustelle: «Resta poco tempo per capire il significato dell'amore, l'idiozia di questi anni, il Vangelo di Giovanni, la mia vera identità».

DOSSIER "FESTIVAL DI SANREMO"

Leggi gli articoli che abbiamo pubblicato su questo argomento
http://www.bastabugie.it/it/contenuti.php?pagina=utility&nome=_sanremo

VIDEO: OCCIDENTALI'S KARMA

Per ascoltare la canzone che ha vinto il Festival di Sanremo 2017 ecco il video qui sotto


https://www.youtube.com/watch?v=-OnRxfhbHB4

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 13/02/2017

2 - S.VALENTINO E GLI APOSTROFI ROSA TRA LE PAROLE TI AMO
Il patrono di Terni ci ricorda che l'amore è una capacità eroica di dare la vita intera per l'altro e questo non può che venire da Dio
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano, 14/02/2017

Sarà che sono di Perugia, e san Valentino è il patrono di Terni, e si sa che il campanilismo provinciale raggiunge agilmente le vette del ridicolo; sarà che ero la ragazzina secca e lunga a cui nessuno regalava cioccolatini; sarà che Mister Right per lunghi anni è sembrato introvabile, dovendo rispettare canoni di perfezione elevatissimi - leggermente più affascinante del Grande Gatsby, leggermente più bravo a scrivere di Michel Houellebecq, leggermente più brillante dei fratelli Marx messi insieme...

DIO MUORE IN CROCE PER NOI
Insomma, San Valentino io non l'ho mai festeggiato. Mi sono chiesta cosa c'entri una cosa molto seria come l'amicizia con il Dio incarnato che muore in croce per noi con le rose, i cioccolatini, gli apostrofi rosa tra le parole ti amo.
Niente. Ovviamente non c'entra niente. Ma è tutto lì il senso dell'amore. Se c'è un luogo dove è davvero possibile dare un senso alla festa dei fidanzati, uno solo, questo è ai piedi della croce. Il fatto è che solo l'amore di Dio rende possibile una cosa così improbabile, assurda, ardua e folle come l'amore tra un uomo e una donna. L'amore per sempre. È totalmente irragionevole, su, siamo seri. Chi può davvero credere che quelle cose che adesso trovi irresistibili, il modo di muovere le mani, di distogliere lo sguardo, di dire pronto al telefono, tra venti anni non ti daranno ai nervi? Chi può pensare che l'uomo o la donna che rispondono al tuo bisogno di oggi - che sia desiderio di protezione, istinto materno o voglia di leggerezza - saranno ancora giusti domani, quando sarai un uomo o una donna diversa? Chi può pensare di adattarsi a una creatura appartenente a un'altra specie - maschile o femminile - e che non parla neanche la stessa lingua (basti pensare alla apparentemente innocua locuzione "ciao come va?" che per un uomo è una formula di cortesia, mentre per una donna è l'invito ad aprire gli anfratti del proprio cuore per spiegare con dovizia di particolari, esattamente, "come va" la sua vita in quel momento, tanto che come è noto certi uomini evitano accuratamente di lasciarsela sfuggire di bocca, per paura di dover ascoltare la risposta).

PER SEMPRE
Dio. Solo Dio può dire per sempre. E allora, adesso che ci penso, passando sopra all'avversione per le valentine col pizzo che come Charlie Brown ho sempre atteso invano, se c'è un luogo dove ha senso festeggiare l'amore, è solo nel cuore della Chiesa. L'amore come lo intende tutta la cultura occidentale, ormai divenuta planetaria - emozione, desiderio di conquista, gusto della scoperta - è solo l'inizio, ma l'amore come capacità eroica di dare la vita tutta intera per l'altro, questo non può che venire da Dio. Sarà un amore capace di sopravvivere alla fine o almeno alla trasformazione delle emozioni, sarà capace di mettere una croce - è inevitabile che avvenga, anche nel più riuscito dei matrimoni - sui desideri del proprio cuore, sarà anche capace di affrontare rinunce crudeli, amputazioni di sé, potature, a volte del centro del cuore sanguinante, sarà capace di capire che un uomo e una donna sono sempre due povertà che si donano l'una all'altra, piene di difetti, di ferite, di affetti sballati.
Il mondo dice all'uomo di ascoltare il suo cuore senza esitare. È rimasta solo la Chiesa a dire all'uomo la verità, ed è fondamentale che continui a farlo, perché mai come oggi è stata vox clamans in deserto: siamo creature ferite, malcerte, insicure, infedeli. Noi sappiamo che dal cuore dell'uomo viene una valanga di cose sulle quali non possiamo sempre fare affidamento. Il cuore ci fa desiderare, cioè alzare lo sguardo verso le stelle. Ma il desiderio è una parte dell'amore. L'amore è un giudizio, una scelta, una decisione, un comandamento.
Il primo dei comandamenti di Dio all'uomo è appunto Shemà, Israel. Ascolta Israele. Ascolta un'altra fonte di informazione su te stesso, ascolta qualcuno che è più grande di te, e vede più lontano. Karol Wojtyla, quando da vescovo seguiva le coppie di fidanzati, le ammoniva: non dire "ti amo", dì piuttosto "partecipo con te dell'amore di Dio".

Fonte: Blog di Costanza Miriano, 14/02/2017

3 - FOCHI, LO SCIENZIATO CHE ALLA NORMALE DI PISA HA MANDATO ALL'INFERNO LA BOSCHI PER I MATRIMONI GAY
Durante un incontro alla Normale di Pisa con Maria Elena Boschi le ha fatto notare che, mentre lorsignori si affannano ad approvare leggi contro natura, è in corso la strage di bambini innocenti uccisi con l'aborto (VIDEO: l'intervento di Fochi)
Autore: Nicola Imberti - Fonte: Il Foglio, 09/02/2017

Gianni Fochi è quello che un qualunque vicino di casa definirebbe "un uomo tranquillo". Anche se basta guardarlo per capire che non ha niente in comune con il personaggio interpretato da John Wayne nel 1952. Gianni Fochi è un ricercatore universitario della Normale di Pisa in pensione. O almeno lo era fino a tre giorni fa, quando, durante un incontro pubblico in ateneo con il sottosegretario Maria Elena Boschi sul tema delle pari opportunità, si è alzato e ha preso il microfono: "A me sembra che lei abbia equiparato il concetto di diritto a quello di desiderio anche per i desideri più distorti come le unioni omosessuali. Penso che Dante la metterebbe insieme con Semiramide che 'libito fe' licito in sua legge'. Io la invito piuttosto a battersi per i diritti degli esseri umani nascituri che non hanno diritto alla vita. Da quando è stata introdotta la legge 194 oltre 6 milioni sono stati ammazzati".
Così Fochi è diventato l'uomo che ha "mandato all'Inferno" Maria Elena Boschi. Ed è entrato nel solito meccanismo fatto di video virali sul web, comparsate radiofoniche, processi più o meno pubblici. Pensare che questo signore classe 1950, figlio del linguista e saggista Franco Fochi, dal 1988 ha scritto per i principali quotidiani italiani, pubblicato libri, partecipato a trasmissioni televisive, "infiammato" (il virgolettato è del Tirreno) liceali con conferenze sulla chimica. Che è la sua materia di studio e che anche oggi, quando non deve occuparsi del nipotino, continua a divulgare con grande passione.

CHI GLIEL'HA FATTO FARE?
Chi gliel'ha fatto fare a uno così di criticare in pubblico il sottosegretario alla presidenza del Consiglio? "Confesso - racconta al Foglio - che avrei fatto volentieri a meno di espormi in questo modo. Non mi aspettavo certo questa reazione anche se alla fine dell'incontro, quando il giornalista di Repubblica mi si è avvicinato, ho cominciato a intuire qualcosa. Mi ha chiesto perché ero lì e se facevo parte di qualche associazione. Perché se dici certe cose devi subito essere incasellato in qualche gruppo omofobo".
Lui, invece, è solo un professore in pensione. Uno scienziato. Credente certo, ma pur sempre uno scienziato. "Nel mio lavoro non ho mai nascosto la mia fede - prosegue - ma l'intervento che ho fatto durante quell'incontro non ha toccato alcun tema religioso. Boschi non ha risposto al nocciolo della mia obiezione. Il governo si è prodigato per far approvare la legge Cirinnà, ma nulla ha fatto per i diritti dei nascituri. E la difesa dell'embrione è una posizione scientifica. Si tratta di un individuo umano, con un Dna in parte diverso da quello della madre, e negarlo è una menzogna antiscientifica".
 
IL RAPPORTO TRA SCIENZA E FEDE
Anche per quanto riguarda "i desideri più distorti delle coppie omosessuali" Fochi ha le idee chiare: "Ciascuno ha la sua opinione, ma esiste tantissima letteratura antropologica e psicologica non mainstream che parla di questo. Non fosse altro che la natura è fondata sul rapporto maschio-femmina finalizzato a fare figli per la conservazione della specie".
Situazione non unica, ma di certo piuttosto rara quella di essere scienziato e credente alla Normale di Pisa. "La storia - replica - è piena di scienziati profondamente religiosi: Galileo, Newton, Pascal, Mendel, anche la direttrice del Cern Fabiola Gianotti. Nessuna contraddizione quindi. Con i colleghi, in questi anni, ci sono state discussioni, confronti che mi hanno arricchito, ma niente di più". Insomma per Fochi, nonostante la notorietà di questi due giorni, la questione è già chiusa: "Lunedì sono intervenuto anche per confortare le non poche persone che non la pensano come coloro che di solito si fanno sentire. Per far capire che non tutti seguono la corrente. Per contestare questa idea che si sta diffondendo che ogni desiderio corrisponde a un diritto".
E poco importa che per farlo lui, pisano, abbia dovuto citare il "nemico", fiorentino, Dante, che definì Pisa "vituperio de le genti": "Diciamo che sono stato sportivo. Amo tantissimo Dante, è una delle mie passioni". Chissà se i suoi concittadini gliela perdoneranno.

Nota di BastaBugie: per vedere il video in cui Fochi ha mandato all'Inferno Boschi per difendere i bambini non nati, clicca qui sotto


https://www.youtube.com/watch?v=l1IcL4rGoik

Fonte: Il Foglio, 09/02/2017

4 - NON SI PUO' DARE LA COMUNIONE AI DIVORZIATI RISPOSATI
Il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede lo dice chiaramente in una intervista esclusiva al mensile Il Timone... eppure i vescovi tedeschi disobbediscono alla luce del sole
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 01/02/2017

«La Amoris Laetitia va interpretata alla luce di tutta la dottrina della Chiesa... Non mi piace, non è corretto che tanti vescovi stiano interpretando Amoris Laetitia secondo il loro proprio modo di intendere l'insegnamento del Papa. Questo non va nella linea della dottrina cattolica». Sono le chiare affermazioni del cardinale Gerard Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, in una lunga intervista rilasciata al mensile Il Timone.
Nell'intervista, che appare nel numero di febbraio da oggi acquistabile e immediatamente disponibile sul sito della rivista (un numero 3 euro, abbonamento annuale 28 euro), il cardinale Müller esclude la possibilità della comunione per i divorziati risposati: «Non si può dire che ci sono circostanze per cui un adulterio non costituisce peccato mortale». Mancanza di misericordia? Niente affatto: «Noi siamo chiamati ad aiutare le persone, poco a poco, per raggiungere la pienezza nel loro rapporto con Dio, ma non possiamo fare sconti», afferma Müller. E i vescovi - con codazzo di giornalisti adulanti - che indicano ormai possibile la comunione ai divorziati risposati? «A tutti questi che parlano troppo - è la risposta del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede - raccomando di studiare prima la dottrina sul papato e sull'episcopato nei due concili vaticani, senza dimenticare la dottrina sui sette sacramenti».
La lunga intervista, che tocca molti temi inerenti la dottrina cattolica, arriva come una doccia fredda sugli entusiasmi di quegli osservatori che consideravano le ormai famose dichiarazioni del cardinale Müller al TgCom24 come il distacco definitivo del prefetto dalle posizioni dei quattro cardinali che hanno firmato i Dubia. Al contrario, le articolate risposte di Müller suonano come una risposta positiva ai Dubia, un contributo alla chiarezza così come i quattro chiedono. [leggi: QUATTRO CARDINALI CHIEDONO AL PAPA DI CHIARIRE CINQUE DUBIA (DUBBI) SULLA AMORIS LAETITIA, clicca qui, N.d.BB]
Ai sopra citati vescovi, teologi e giornalisti, non piacerà neanche la parte in cui il il cardinale Müller spazza via il politicamente corretto in tema di ecumenismo. «La riforma protestante - ha osservato Müller - non deve essere semplicemente intesa come una riforma da alcuni abusi morali, ma bisogna riconoscere che andava a incidere sul nucleo del concetto cattolico di Rivelazione». «Si può sempre riformare la vita morale, le nostre istituzioni, università, strutture pastorali; è necessario anche sbarazzarsi di una certa "mondanizzazione" della Chiesa».
Al proposito Müller afferma che «ci sono errori dogmatici fra i riformatori che noi mai possiamo accettare. Con i protestanti il problema non sta solo nel numero dei Sacramenti, ma anche nel loro significato». Müller ha poi messo in guardia, per quel che riguarda l'ecumenismo, dal relativismo e dall'indifferenza verso i temi dottrinali: «Per cercare l'unità non possiamo accettare di "regalare" due o tre sacramenti, o accettare che il Papa sia una specie di presidente delle diverse confessioni cristiane», ha detto.
Tutti questi temi sono maggiormente approfonditi nell'intervista, che tocca molti altri punti interessanti. Di sicuro il cardinale Müller ha voluto lanciare un avvertimento a chi crede di poter liquidare facilmente la dottrina (che altro non è che il contenuto della Rivelazione di Gesù) pensando così di andare incontro alle esigenze dell'uomo moderno. «Senza dottrina non c'è Chiesa», titola in copertina Il Timone sintetizzando le parole del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Non si può immaginare nulla di più ecclesialmente scorretto.

Nota di BastaBugie: Lorenzo Bertocchi nell'articolo sottostante dal titolo "Divorziati risposati, lo strappo tedesco: Sì a comunione" parla della sorprendente tempestività con cui la Conferenza episcopale tedesca è uscita allo scoperto per rispondere a stretto giro di posta al Prefetto Muller: "Sì alla comunione ai divorziati risposati". Il caos tra il clero è sempre più marcato. Mentre per i fedeli ce n'è abbastanza per scardinare la fede o trasformarla in qualcosa d'altro. Intanto un migliaio di sacerdoti anglofoni sostengono i dubia: "E' minacciata la salvezza delle anime".
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 3 febbraio 2017:
Lo stesso giorno in cui usciva l'intervista concessa al mensile Il Timone dal prefetto della congregazione vaticana per la Dottrina della fede, i vescovi tedeschi hanno pubblicato un documento in cui dettano la linea per «una rinnovata pastorale delle nozze e della famiglia alla luce dell'Amoris laetitia».
Tedesco è il prefetto, cardinale Gerhard Ludwig Müller, tedeschi i vescovi, ma la pastorale degli ultimi non corrisponde troppo con quanto dichiarato dal porporato nell'intervista a proposito dell'interpretazione di Amoris laetitia. Secondo la conferenza episcopale tedesca, in certi casi, anche due conviventi more uxorio potrebbero accedere all'eucaristia, secondo Muller, invece, la necessità di impegnarsi a vivere in continenza, come indicato da Familiaris consortio n°84, resta valido e «non è superabile».
Peraltro, se le linee guida dei vescovi tedeschi sono molto simili a quelle pubblicate dai vescovi di Malta e di Gozo, nonché, in ultima analisi, a quelle dei vescovi argentini della regione di Buenos Aires, sulla posizione indicata dal cardinale prefetto ci sono, ad esempio, quella pubblicate dalla diocesi di Philadelphia, o dal vescovo argentino monsignor Hector Aguer, oppure dai vescovi di Alberta (Canada), o dal vescovo di Phoenix in Usa.
Sull'accesso all'eucaristia dei divorziati risposati, di fatto, c'è caos nell'orbe cattolico. E' forse una questione marginale, di fredda (e inutile) dottrina? Con onestà non si può rispondere superficialmente. Per i fedeli sono coinvolti tre sacramenti (matrimonio, confessione e eucaristia), la realtà del peccato, il rapporto tra coscienza e legge. C'è n'è abbastanza per scardinare la fede o trasformarla in qualcosa d'altro.
Secondo il cardinale Muller è vero che «non è Amoris laetitia che ha provocato una confusa interpretazione, ma alcuni confusi interpreti di essa» e ha anche consigliato di «non entrare in alcuna casuistica che può facilmente generare malintesi». Poi ha ribadito in modo chiaro che l'impegno a vivere in continenza per le coppie di divorziati risposati, così come espresso da Familiaris consortio n°84, «non è superabile perché non è solo una legge positiva di Giovanni Paolo II, ma lui [il papa polacco, nda] ha espresso ciò che è costitutivamente elemento della teologia morale e della teologia dei sacramenti. La confusione su questo punto riguarda anche la mancata accettazione dell'enciclica Veritatis splendor con la dottrina dell'intrinsece malum».
I vescovi tedeschi, basandosi sulle note 351 e 336 del testo di Amoris laetitia, scrivono, invece, che «il sacerdote [in discernimento con la coppia nel loro singolo caso] rispetterà il giudizio individuale, che quella persona ha raggiunto dopo aver esaminato la propria coscienza convincendosi che il suo accesso alla Santa Eucaristia può essere giustificato davanti a Dio». Quindi, in certi casi, il sacerdote deve andare oltre l'impegno oggettivo del penitente e limitarsi a prendere atto della convinzione che scaturisce dalla sua coscienza. E così aprire la strada all'eucaristia.
«Noi siamo chiamati», ha detto il cardinale Muller, «ad aiutare le persone, poco a poco, per raggiungere la pienezza del loro rapporto con Dio, ma non possiamo fare sconti». Anche i vescovi tedeschi dicono che non c'è nessun automatismo, ma solo una visione più misericordiosa, tuttavia sembra che al centro di tutto ci sia una interpretazione della coscienza soggettiva che finisce per fare sconti. Anzi, accedere o non accedere ai sacramenti sarebbe sostanzialmente una decisione soggettiva che viene posta sullo stesso piano.
«La decisione individuale, secondo le singole circostanze, di non essere ancora in grado di ricevere i sacramenti merita rispetto e stima. Ma», si legge nel documento tedesco, «si deve anche rispettare una decisione [individuale] a favore della ricezione dei sacramenti». Tutto ciò assomiglia molto a quella logica del "ma anche" che molti osservatori attribuiscono all'esortazione Amoris laetitia. In questo modo però spariscono i criteri oggettivi e tutto rimane sospeso alla personale convinzione del penitente.
Non si può dire che ci sia chiarezza su di un tema che, come abbiamo rilevato, è di fondamentale importanza per i fedeli. Più che unità si manifesta divisione. Il problema è stato espresso anche da mille sacerdoti del mondo anglofono appartenenti alle Confraternite del Clero Cattolico negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia e Irlanda. In un comunicato scrivono che proprio la loro esperienza pastorale con famiglie e coppie in difficoltà richiederebbe che la Chiesa esprimesse «il suo insegnamento chiaramente e francamente». Perché «l'unità della Chiesa» e «la salvezza delle anime» sono minacciate dalle interpretazioni ambigue e diverse dell'esortazione apostolica. «Quindi noi ringraziamo i quattro eminenti cardinali che hanno di recente sottoposto i loro dubia alla Santa Sede».

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 01/02/2017

5 - MIA FIGLIA CATERINA E LA PRECARIETA' DEI GIOVANI
Dobbiamo spiegare ai giovani che non sono una generazione di sfigati, ma che tutte le generazioni hanno dovuto lottare e sudare
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 11/02/2017

E' vergognoso e suicida, per un grande Paese come l'Italia - una delle prime potenze industriali del mondo - avere il 40 per cento di disoccupazione giovanile (fra i 15 e i 24 anni).
Significa che una generazione - con immense potenzialità - rischia di essere sacrificata o restare ai margini della vita (per gli errori delle classi dirigenti): sacrificata sull'altare di politiche (europee ed eurocentriche) che si sono dimostrate fallimentari.
Dovremmo far di tutto per capovolgere quelle politiche e cambiare strada. Altro che chiedere "più Europa", dovremmo chiedere più Italia, più interesse nazionale. Finalmente.
Ho tre figli - tutti fra i venti e i trent'anni - e so bene quanto sia doloroso e ingiusto per loro pagare quegli errori dei diversi governi e avere davanti a sé un'interminabile e sfibrante strada di precariato mal pagato e senza prospettive sicure.
Anche in questi giorni - per alcuni fatti di cronaca - si è tornati a parlare del "precariato" dei giovani come di un dramma esistenziale, prima che sociale. E lo è. E' il connotato del nostro tempo.

CIO' CHE NON SI DICE
Tuttavia c'è un dramma più vasto che lo contiene: è un clima sociale che - oltre a negare un lavoro sicuro - ci nega la speranza, un clima che de-moralizza i popoli.
Viviamo in una mentalità dominante futile, che sembra voler occultare le cose per cui vale veramente la pena vivere. E' il falò delle vanità, ma recitato sul Titanic...
Su quali fondamenti spirituali e culturali vogliamo ricostruire il nostro Paese?
E' questa - ben oltre la politica - la domanda che è stata al centro delle recenti presidenziali americane e che è anche messa a tema, nell'altra grande potenza mondiale, la Russia, da Vladimir Putin, in tutti i suoi discorsi più importanti. Mentre le leadership italiane ed europee stanno ben alla larga da questi temi vitali.
Eppure proprio questa era la riflessione che anche Benedetto XVI aveva cercato di proporre nel dibattito pubblico europeo parlando del "nichilismo" come il grande problema dell'occidente: "Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie".
E' questa la peggiore precarietà. Un clima che tutti respiriamo e forse contribuiamo a consolidare. Un clima in cui non si trovano o non si propongono o non si testimoniano più le cose per cui vale veramente la pena vivere, lottare, lavorare duramente, sacrificarsi e anche soffrire.
Dovremmo fare una grande e pacifica e umanissima rivoluzione culturale.

PRECARIA E' LA VITA
Intanto dovremmo cominciare a dirci che precaria è la vita stessa. E la "sicurezza" va anzitutto cercata nei beni non deperibili, in ciò che non passa.
Quando sento parlare di precariato giovanile - scusate - a me viene subito, automaticamente, alla mente una scena particolare, che ho vissuto sulla mia pelle.
Era una dolce sera di settembre, a Firenze. Le luci di Ponte Vecchio si erano già accese, rispecchiandosi nell'Arno.
Una ragazza di 24 anni, bella come il sole e sana come un pesce, a dieci giorni dalla laurea in Architettura, stava parlando con alcune amiche quando di colpo si accascia a terra morta per arresto cardiaco.
E' stata morta per un'ora e poi miracolosamente il suo cuore ha ripreso a battere. Inspiegabilmente (e ovviamente è iniziato lì un lungo Calvario).
Quella ragazza era (è) mia figlia. Tutti e tre i miei ragazzi hanno imparato da questa dura vicenda quanto è effimera l'esistenza.
E' scioccante, sconvolgente, terribile, ti senti mancare totalmente il terreno sotto ai piedi, ti sembra che non valga più la pena fare nulla. Ho dovuto rispondere alle domande dei miei figli: "perché studiare, impegnarsi, faticare, costruire se da un momento all'altro può crollare tutto e puoi morire?".
Ma se riesci a superare questo scoramento trovando le risposte - o lasciandoti trovare dalla Risposta - allora diventi invincibile. Allora non ti fa più paura l'incertezza del lavoro e del futuro.

CATERINA
Io sono impressionato dalla testimonianza di forza morale che ci dà mia figlia Caterina, sulla sua croce, da sette anni e mezzo.
E' una guerriera, una lottatrice instancabile, che non si arrenderà mai. E che ce la farà. Fra sofferenze e prove indicibili. E' una testimonianza formidabile per gli altri figli.
Questi sette anni, in cui i suoi coetanei hanno cercato lavoro e hanno cominciato a costruirsi un futuro, sia pure precario, lei li ha trascorsi inchiodata su un letto o su una carrozzella, ma tutt'altro che vinta: in lotta e vincente. Col suo sorriso radioso. E vincerà.
La sua è una forza che - insieme a chi la ama e la sostiene - anzitutto ha fatto i conti con la nostra radicale debolezza di esseri umani, con la fragilità della nostra esistenza che può essere spazzata via in un istante: siamo come l'erba che fiorisce al mattino e alla sera è tagliata via, dice la Bibbia...
Non è vero che siamo dei padreterni, che siamo padroni della vita, di noi stessi e del mondo, non è vero che la morte non esiste. Questo - che la mentalità dominante c'induce a credere - è semplicemente falso. E' una menzogna. Un inganno.
Però c'è qualcosa più forte della morte e del nulla. E per questo vale la pena vivere.

L'INFINITO
Dirci la verità sulla vita e fare i conti con la nostra fragilità è la base di una salutare rivoluzione culturale.
Da lì può venire una forza sconosciuta e tanti, proprio tanti giovani, oggi hanno nel cuore delle risorse vitali formidabili. Basta solo aiutarli a tirarle fuori.
Ha provato a farlo Alessandro d'Avenia che oltre ad essere un grande scrittore è anche un appassionato professore che sa stare con i giovani. Lo ha fatto attraverso Giacomo Leopardi. Il suo libro, "L'arte di essere fragili", ha colpito molti ragazzi e anche adulti.
"Viviamo in un'epoca" ha scritto nella quarta di copertina "in cui si è titolati a vivere solo se perfetti. Ogni insufficienza, ogni debolezza, ogni fragilità sembra bandita. Ma c'è un altro modo per mettersi in salvo, ed è costruire, come te, Giacomo, un'altra terra, fecondissima, la terra di coloro che sanno essere fragili".
I geni della nostra civiltà sono una grande risorsa, se i giovani trovano maestri che glieli fanno incontrare. E sanno parlare loro del Mistero dell'universo come il "fragile" poeta di Recanati.

RADICI
E poi si tratta anche di raccontare la nostra storia ai nostri figli. Dobbiamo spiegare loro che non sono una generazione di sfigati, ma che tutte le generazioni hanno dovuto lottare e sudare. Molto più di loro. E che così si sono costruite le cose grandi.
Bisogna mostrare loro - per esempio - da quali immense rovine e da quali sacrifici viene il benessere di cui - in ogni caso - oggi ancora godiamo.
Ai miei figli racconto la storia di mio padre che a 14 anni è dovuto andare a lavorare in miniera, dove è rimasto mutilato e ha rischiato la vita. Mio padre che - quando sono nato io - era rimasto disoccupato con tre figli. Ma ha lavorato duramente e ce l'ha fatta, soprattutto ad essere un uomo vero, nobile, giusto.
E racconto la storia dell'altro loro nonno, figlio di un militante socialista perseguitato durante il fascismo, una famiglia che ha lottato nella Resistenza con uno zio che fu deportato dai tedeschi a Dachau ed è sopravvissuto per miracolo, ridotto pelle e ossa, dopo aver visto l'orrore.
Sono questi i loro nonni, gli italiani semplici e grandi, che si sono rimboccati le maniche e hanno ricostruito un Paese distrutto dalla guerra e dalla dittatura facendone, in pochi anni, uno dei più prosperi al mondo.
Senza piangersi addosso, senza ripiegarsi su se stessi, ma dandosi da fare col lavoro, il sacrificio, l'intelligenza, la passione, l'inventiva, la fede in valori solidi.
Un popolo che dimentica la sua storia e le sue radici è spiritualmente morto ed è destinato a soccombere.
I nostri figli hanno diritto di sapere quanto l'uomo - dentro la fragilità della vita e le devastazioni della storia - possa essere creativo, grande e nobile. E' il loro momento.

Fonte: Libero, 11/02/2017

6 - POVIA E AMATO CONTRO DITTATURA DEL PENSIERO UNICO
Spopola lo spettacolo ideato dal cantante Povia e dall'avvocato Amato (VIDEO: Invertiamo la rotta)
Autore: Rossella Montemurro - Fonte: Il Mio Tg, 13/01/2017

Tre ore di musica, parole, riflessioni su alcune grandi tematiche del Terzo millennio. Un cantautore - Giuseppe Povia - che, da sempre, non ha problemi ad esporre il suo pensiero anche quando è controcorrente [leggi: NESSUNO NASCE GAY, clicca qui, N.d.BB] e un avvocato - Gianfranco Amato - che si rivela un oratore eccezionale nel rendere comprensibili a tutti concetti non sempre semplici.
Invertiamo la rotta, il format di informazione e intrattenimento ideato da Povia e Amato, ha fatto tappa ieri sera a Matera nella parrocchia di San Giuseppe Artigiano su iniziativa del parroco, don Nicola Gurrado.
Davanti a una platea gremita - c'era anche il Vescovo della diocesi di Matera-Irsina Monsignor Pino Caiazzo -, il monologo dell'avvocato Amato (presidente dell'organizzazione "Giuristi per la vita", segretario nazionale de Il Popolo della Famiglia e in prima linea nel campo della bioetica) ha spaziato dalla dittatura del pensiero unico alla teoria del gender alle unioni civili, dalla famiglia naturale alla finanza, all'Unità d'Italia fino ai trattati dell'Unione Europea cercando di rispondere ad una domanda che ha rappresentato il fil rouge dell'intera serata: chi comanda il mondo? Lo stesso interrogativo al quale Povia, nell'omonimo brano del suo ultimo cd NuovoContrordineMondiale, prova a dare una risposta, sulle prime spiazzante ma, in fondo, non così lontana dalla realtà: "c'è una dittatura di illusionisti finti economisti equilibristi terroristi padroni del mondo peggio dei nazisti".
Sulla base di quanto esposto dal legale (tutto documentato da slide con riferimenti bibliografici e riscontri di video, interviste, leggi), siamo nelle mani delle multinazionali - alcune addirittura più ricche dei singoli Stati -, in balìa dei mezzi di "distrazione di massa" - i media -, schiacciati dalla dittatura del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità.
Sul piano etico abbiamo messo in discussione il valore universale della famiglia naturale (sottolineato da un excursus cha ha spaziato dalla storia alla filosofia, dalla religione alla giurisprudenza) tematica di stretta attualità, quella della teoria gender, "un attacco che punta alla distruzione della Famiglia Naturale e della sua libertà educativa" con la conseguente necessità di fornire un'informazione corretta a fronte dei mezzi di "distrazione di massa" - i media.
A colpire maggiormente il pubblico è stata la teoria gender - teoria che lo stesso Papa Francesco ha definito "bomba atomica", secondo la quale nessuno è maschio o femmina per come è strutturato biologicamente, ma siamo tutti maschi o femmine in relazione al momento - e la pratica dell'utero in affitto strettamente legata al business e allo sfruttamento delle donne - sia le donatrici di ovuli sia quante porteranno avanti la gestazione per conto terzi.
I brani cantati da Povia - Essere non essere, Ignorante, La soglia del 3, Al Sud, T'insegnerò, Dobbiamo salvare l'innocenza, Emozione, Illuso, I bambini fanno ooh - si sono legati alla perfezione con le parole dell'avvocato Amato, confermando il talento di un cantautore "scomodo" per il sistema. Basti pensare alla sua scelta, forse un po' estrema ma di certo in linea con la sua indole: autoescludersi dal mercato discografico, un cd autoprodotto (per averlo direttamente a casa può inviare una mail all'indirizzo ufficiostampa@povia.net) e un tour a rimborso spese durante il quale predilige il rapporto diretto con i fan.
Due personalità di rilievo nel panorama culturale nazionale, insomma, peccato solo che per le loro verità siano diventati bersaglio di quanti non accettano che si aprano gli occhi su alcune distorsioni del nostro tempo.
Povia e Amato non si sono fatti scoraggiare, per fortuna, dai vili danneggiamenti sulle auto, dalle minacce sui social e da una campagna stampa denigratoria.

Nota di BastaBugie: per vedere lo spettacolo "Invertiamo la rotta" di Giuseppe Povia e di Gianfranco Amato di cui parlava l'articolo guarda il seguente video registrato all'Oratorio sant'Afra il 16 dicembre 2016


https://www.youtube.com/watch?v=6cI1XNUeAF4&t=7872s

Fonte: Il Mio Tg, 13/01/2017

7 - IN ARRIVO LA LEGALIZZAZIONE DELL'EUTANASIA IN ITALIA
Potrebbe essere presto legge il modello adottato con Eluana Englaro, fatta morire di fame e di sete per la decisione del padre, fingendo che si trattasse di scelta della vittima
Fonte Verità e Vita, 5 febbraio 2017

La soppressione di Eluana Englaro diventa il modello adottato dalla legge: il tutore potrà far morire il soggetto incosciente negandogli, oltre che le terapie, anche il cibo e l'acqua.
Il progetto di legge in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento che sta per giungere all'Aula della Camera dei Deputati legalizza esplicitamente l'uccisione dei minori e degli incapaci per decisione dei loro genitori e dei loro tutori.
Il modello adottato è quello della soppressione di Eluana Englaro, fatta morire di fame e di sete per la decisione del padre/tutore, fingendo che si trattasse di scelta della vittima. Quello che i Giudici decisero in quello sciagurato caso, la proposta di legge vuole rendere legale e normale.

I MEDICI NON POTRANNO RIFIUTARSI
Il testo dell'art. 2 (Minori e incapaci) è chiarissimo: "Il consenso informato (...) è espresso dai genitori esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore o dall'amministratore di sostegno, tenuto conto della volontà della persona minore di età o legalmente incapace o sottoposta ad amministrazione di sostegno". Quindi, il minore o l'incapace (se potranno: ma ovviamente non potranno farlo né i neonati né le persone in stato di incoscienza) potranno esprimere la loro volontà rispetto alle scelte terapeutiche, ma saranno genitori, tutori ed amministratori di sostegno a manifestare il consenso informato, l'unico ad essere efficace dal punto di vista giuridico, quello sulla base del quale potranno essere iniziate o interrotte terapie.
La lettura dell'art. 1 del progetto, poi, dimostra che genitori del minore, tutore o amministratore di sostegno potranno adottare qualsiasi decisione; essi avranno:
a) la possibilità di rifiutare o accettare qualsiasi accertamento diagnostico;
b) la possibilità di rifiutare o accettare qualsiasi trattamento sanitario o anche singoli atti del trattamento stesso;
c) la possibilità di revocare il consenso in precedenza prestato con conseguente diritto all'interruzione del trattamento.
Non solo: il concetto di trattamento sanitario è generico e ampio, tanto da comprendere espressamente nutrizione ed idratazione artificiale: quindi i genitori, i tutori e gli amministratori di sostegno potranno impedire che, nei confronti del figlio o dell'assistito, sia iniziata la nutrizione o idratazione artificiale, o che sia proseguita ed avranno il diritto di farla interrompere; analogamente potranno fare per qualsiasi terapia, anche salvavita, in essa compresa la respirazione artificiale e, comunque, qualsiasi pratica terapeutica che mantiene in vita il soggetto.
Le decisioni di genitori, tutori e amministratori di sostegno saranno insindacabili: i medici non potranno rifiutarsi di interrompere i trattamenti sanitari, anche salvavita, né intraprendere nuovi trattamenti sanitari contro o senza la loro volontà: il comma 7 dell'art. 1 stabilisce che "il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente" e, quindi, quanto a minori, interdetti o sottoposti ad amministrazione di sostegno, a quella espressa da genitori, tutori ed amministratori.
Non è prevista alcuna possibilità di ricorso all'Autorità Giudiziaria: i medici dovranno soltanto dare attuazione alle decisioni prese da quei soggetti.

SPECCHIETTI PER ALLODOLE
Anche la modifica dell'art. 1, approvata in Commissione ("La presente legge, nel rispetto dei principi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e degli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, tutela la vita e la salute dell'individuo e stabilisce che nessun trattamento può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata tranne che nei casi espressamente previsti dalla legge") non cambia la sostanza, perché mantiene intatta la disciplina del consenso per minori e incapaci, aggiungendo soltanto una pleonastica affermazione di principio.
Abbiamo già visto in altre leggi ingiuste affermazioni di questo tipo: non è la legge 194 del 1978 ad affermare solennemente che "Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio"? E non è la legge 40 del 2004 sulla fecondazione artificiale a stabilire che la legge "assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito"?
Queste enunciazioni non hanno impedito e non impediscono l'uccisione di quasi sei milioni di embrioni/feti e la morte deliberata e prevista di circa un milione di embrioni prodotti in vitro!
Contro questa proposta - lo ripetiamo con ferma convinzione - occorre una presa di posizione dura, basata sulla verità del suo contenuto totalmente inaccettabile e che deve condurre i Parlamentari rispettosi della vita e della Costituzione ad una opposizione decisa, senza la ricerca di alcun compromesso.

Fonte: Verità e Vita, 5 febbraio 2017

8 - TRUMP TAGLIA I FONDI FEDERALI PRO ABORTO NEL MONDO (L'83% DEGLI AMERICANI E' D'ACCORDO CON LUI)
Inoltre il presidente ha compiuto uno degli atti più importanti (dei 4 anni che ha davanti) scegliendo per la Corte Suprema federale un giudice pro-life, come promesso in campagna elettorale
Fonte Tempi, 09/02/2017

Poche ore dopo il giuramento come 45mo presidente degli Stati Uniti, fatto il suo ingresso alla Casa Bianca, Donald Trump ha subito firmato un ordine esecutivo molto importante per il partito repubblicano: quello che ristabilisce il bando sull'erogazione di fondi federali alle Ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo (il cosiddetto "Mexico City policy").
La misura non è eccezionale. Il bando, introdotto nel 1984 da Ronald Reagan, è sempre stato revocato dai presidenti democratici al potere (l'ultima volta con Barack Obama) e rimesso da quelli repubblicani. La decisione di Trump, inoltre, incontra il favore dei suoi concittadini: l'83 per cento degli statunitensi è contrario all'erogazione di questi fondi e, dicono sempre i numeri, la maggioranza di loro (6 su 10) si oppone all'uso dei proventi delle tasse per finanziare l'aborto negli Stati Uniti.
Contrariamente agli anni passati, questa volta il provvedimento ha scatenato l'ira dei pro-choice americani e di tutto il resto del mondo. Addirittura otto paesi (sei europei) hanno annunciato che finanzieranno loro l'aborto nel mondo per riempire le casse del fondo svuotato da Trump. Così, Olanda, Svezia, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Finlandia, Canada e Capo Verde hanno annunciato che costituiranno un fondo con 600 milioni di dollari per i prossimi quattro anni.
Isabella Lovin, vice primo ministro svedese, ha dichiarato a Reuters: «Il 2 marzo ci sarà una conferenza per lanciare la campagna di raccolta fondi per aiutare i progetti delle organizzazioni non governative» che finanziano l'aborto nel mondo. «L'ordine esecutivo di Trump può essere davvero pericoloso per tante donne. Se le donne non possono controllare i loro corpi e il loro destino potrebbero esserci serie conseguenze per il raggiungimento degli obiettivi globali nel campo dei diritti di genere».

Nota di BastaBugie: Marco Respinti nell'articolo sottostante dal titolo "Ecco il giudice pro-life scelto da Trump quale erede di Scalia" di Neil M. Gorsuch scelto per la Corte Suprema federale. E' l'opposto alla deriva trionfata durante la presidenza di Barack Obama. E' infatti un "originalista": la Costituzione va interpretata testualmente e non secondo "lo spirito dei tempi". Esattamente la stessa scuola del compianto giudice cattolico Antonin Scalia.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 2 febbraio 2017:
Neil M. Gorsuch è il giudice scelto dal presidente Donald J. Trump per la Corte Suprema federale. Scelta ottima sul piano tecnico poiché la sua carriera è impeccabile e ottima sul piano politico-culturale perché è l'opposto alla deriva trionfata durante la presidenza di Barack Obama.
49 anni, di Denver in Colorado, episcopaliano (gli anglicani americani), se confermato sarà il giudice supremo più giovane da che il presidente George W.H. Bush Sr. nominò nel 1991 il 43enne Clarence Thomas. Sua madre, Anne Gorsuch Burford (1942-2004), tra il 1981 e il 1983 è stata la prima donna amministratrice dell'Agenzia per l'ambiente, nominata dal presidente Ronald Reagan (1911-2004).
Nel 1988 ha conseguito la laurea di primo livello alla Columbia University, nel 1991 il titolo di Juris Doctor ad Harvard e nel 2004 il Ph.D. in Giurisprudenza allo University College di Oxford sotto la supervisione di un campione del diritto naturale come l'australiano John Finnis, autore di testi imprescindibili quali Gli assoluti morali. Tradizione, revisione & verità (trad. it. Ares, Milano 1998) e Dio, l'uomo, il mondo e la società in Tommaso d'Aquino (Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2014), in Italia studiato, tra gli altri, da Fulvio Di Blasi e Tommaso Scandroglio.
Poi ha operato come assistente del giudice David B. Sentelle nella Corte d'appello del Circuito di Washington dal 1991 al 1992 e come assistente dei giudici della Corte Suprema federale Byron White (1917-2002) e Anthony Kennedy dal 1993 al 1994. Avvocato per la Kellogg, Huber, Hansen, Todd, Evans & Figel di Washingon dal 1995, nel 2005 è stato nominato Vice Procuratore generale associato e il 10 maggio 2006 il presidente George W. Bush jr. lo ha voluto alla Corte d'appello del Decimo Circuito, confermato all'unanimità dall'apposita Commissione del Senato incaricata della ratifica.
Non appena Trump lo ha scelto, Ilyse Hogue, presidente di una delle maggiori lobby abortiste di Washington, il NARAL Pro-Choice America, ha sparato a zero dicendo «con la sua sola esistenza Gorsuch rappresenta una minaccia all'aborto legale» e che dunque «[...] non dovrà mai indossare la toga di giudice della Corte Suprema».
In realtà, Gorsuch di aborto non si è mai dovuto occupare direttamente, ma di eutanasia sì, difendendo la sacralità della vita umana e scrivendo un libro, The Future of Assisted Suicide and Euthanasia (Princeton Univeristy Press, Providence [New Jersey] 2006). Un altro suo cavallo di battaglia è la difesa della libertà religiosa. Famoso il suo coinvolgimento nel caso della Hobby Lobby Stores Inc., la catena di hobbistica e oggettistica di Oklahoma City gestita da David e Barbara Green (500 esercizi per 13mila assunti), che l'"Obamacare" voleva costringere (come voleva costringere tutti i datori di lavoro) a passare "come mutua" ai dipendenti metodi per il controllo delle nascite (contraccezione, aborto, sterilizzazione). Nel 2012 i Green fecero causa, nel 2013 Gorsuch si schierò con loro in appello e nel 2014 la Corte Suprema ha chiuso il caso a favore di Hobby Lobby.
Il giudice scelto da Trump ha pure sostenuto le Piccole sorelle dei poveri, un ordine di suore cattoliche analogamente oppostesi nel 2012 agli obblighi immorali dell'"Obamacare" e altrettanto premiate dalla Corte Suprema nel maggio 2016, e più volte ha difeso il diritto degli americani alla dimensione anche pubblica della fede cristiana.
Oggi Gorsuch è necessario perché la scomparsa di Antonin G. Scalia (1936-2016), gran conservatore cattolico, ha lasciato vacante uno dei nove seggi a vita del massimo tribunale americano. Subito dopo la sua scomparsa, Obama cercò di sostituire Scalia con il progressista Merrick Garland, ma infuocava la campagna elettorale e i Repubblicani, che controllavano (e ancora controllano) il Congresso cui spetta la conferma o la bocciatura del prescelto presidenziale attraverso gli appositi test della Commissione senatoriale ad hoc, sono riusciti a rimandare sine die il calendario delle audizioni fino a far decadere l'indicazione di Obama per intervenuto cambio di guardia alla Casa Bianca. Merrick avrebbe infatti reso impari la sfida, consegnando all'ala liberal della Corte Suprema un vantaggio enorme (6 a 3), difficilissimo da colmare.
Nel pieno del dibattito, e delle primarie, Trump promise quindi che avrebbe immediatamente nominato, qualora ne avesse avuto la possibilità in quanto presidente, un giudice nel solco di Scalia e così ha fatto, come su National Review evidenziano Ramesh Ponnuru ed Ed Wheelan, ma pure, dall'alta parte dello spettro politico, Adam Liptak su The New York Times. Il "marchio" di Scalia cui i conservatori non vogliono rinunciare è infatti l'"originalismo", ovvero l'interpretazione della Costituzione in base all'intento originario dei Padri fondatori e rigorosamente al testo scritto, evitando ogni altra considerazione, aggiunta o pressione, dunque anche applicandosi per appurare la mentalità e la cultura che produsse la legge fondamentale del Paese così come essa è da più di due secoli, nella convinzione che quanto stabilito dai costituenti allora sia fondato su princìpi sempiterni. Ne tratta bene uno studio fondamentale, Originalism: A Quarter-Century of Debate curato da Steven G. Calabresi con una premessa proprio di Scalia (Regnery, Washington 2007), e l'idea è da sempre la bestia nera dei liberal poiché ne ferma le ermeneutiche di rottura. Del resto, nel 1973 la Corte Suprema legalizzò l'aborto scovando "tra le righe" del testo costituzionale un inesistente "diritto alla privacy" delle donne entro cui è stata fatta rientrare la soppressione dei bambini non-nati. Ebbene, "originalista" è dichiaratamente anche Gorsuch (cosa di per sé non scontata nemmeno tra i giuristi conservatori). Per questo la direzione di National Review sentenzia già «una vittoria per la Costituzione».
Jeremy Kidd, della Mercer University di Macon in Georgia, ha persino stilato uno "Scalia Index" per valutare il tasso di vicinanza al giudice defunto dei papabili di Trump e Gorsuch è più che promosso. La prima cosa che ha fatto dopo essere stato scelto è stato infatti rendere omaggio alla vedova di Scalia, Maureen, e a suo figlio Paul, sacerdote cattolico.
Che la battaglia per i princìpi sia davvero una... questione di giustizia lo mostra un ottimo studio qual è The Rise of the Conservative Legal Movement: The Battle for Control of the Law (Princeton University Press, Providence 2008) di Steven M. Tales. Trump sembra averlo capito bene.

Fonte: Tempi, 09/02/2017

9 - OMELIA VII DOMENICA DEL TEMPO ORD. - ANNO A (Mt 5,38-48)
Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 19 febbraio 2017)

Il brano evangelico di oggi continua quello della domenica precedente, insegnando la perfezione nel precetto della carità. Prima di tutto, Gesù parla della cosiddetta "legge del taglione" che infliggeva al colpevole lo stesso danno arrecato agli altri. Questa legge era nota fin dall'antichità e fu accolta anche dagli ebrei. La legge del taglione, così severa e spietata, era comunque un grande miglioramento rispetto agli eccessi delle vendette personali un tempo tanto praticate. Nel libro della Genesi, ad esempio, si legge che Lamec si vantava di praticare una vendetta settanta volte sette maggiore dell'offesa ricevuta (cf Gen 4,24). A queste parole di Lamec faranno poi riscontro le parole di Gesù, il quale insegna di perdonare settanta volte sette.
Gesù porta a perfezione il precetto della carità fraterna superando la legge del taglione e insegnando di "non opporsi al malvagio" e di "porgere l'altra guancia" (cf Mt 5,39). Gesù introduce questo insegnamento nel solito modo, con le parole: «Io vi dico», parole che esprimono molto bene la sua autorità divina. L'insegnamento di Gesù è molto importante e molto esigente. Tuttavia le sue parole non devono essere prese alla lettera: il cristiano può e deve difendersi. La Chiesa ha sempre insegnato la legittimità di una difesa proporzionata all'offesa, soprattutto quando bisogna difendere i propri cari. Queste parole: "Non opporsi al malvagio", "porgere l'altra guancia", «lascia anche il mantello» devono essere prese nel senso che il cristiano non deve covare odio e rancore: anche quando è costretto a difendersi, egli deve amare i nemici e pregare per loro.
Gesù continua il suo insegnamento dicendo: «Da' a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle» (Mt 5,42). Se abbiamo la possibilità di fare del bene, non perdiamo questa occasione e non rimandiamo a domani quello che possiamo fare oggi! Chissà: un giorno potremo trovarci nella stessa situazione di bisogno e allora raccoglieremo ciò che avremo seminato.
Poco più avanti, Gesù dice: «Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico"» (Mt 5,43). L'odio per il nemico non si trova nell'Antico Testamento. Esso, in qualche modo, si rifà ai brani biblici che imponevano agli ebrei una netta separazione dai pagani (cf ad es. Dt 20,13-17). Con queste parole, Gesù si riferisce a una mentalità molto diffusa presso il popolo d'Israele che si trova codificata nella regola della comunità di Qumran, una comunità che viveva presso il Mar Morto e che si prefiggeva di vivere integralmente la Legge Mosaica nell'attesa del venturo Messia. In questa regola si leggeva che "i figli della luce" devono odiare tutti "i figli delle tenebre".
Gesù infrange anche questa barriera e afferma: «Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano» (Mt 5,44). E, come esempio di questo amore, il Signore indica il Padre Celeste che «fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti» (Mt 5,45). Così deve essere la nostra carità: deve beneficare tutti, amici e nemici. In questo consiste la perfezione, la santità. Infatti, a chiusura di questo brano evangelico, Gesù afferma solennemente: "Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro Celeste" (Mt 5,48).
Per essere autenticamente cristiani, dobbiamo imitare la carità di Dio. Dobbiamo mirare decisamente a questa perfezione, ciò è volontà di Dio. La santità è dunque per tutti, essa non è riservata solo a pochi privilegiati. Il desiderio della santità deve essere al di sopra di tutto, dal momento che la santità è carità. Desiderare la santità significa pertanto voler amare sempre di più, Dio e il prossimo. È con la carità praticata che si cambia il mondo e, soprattutto, i cuori degli uomini.
Nella vita di san Francesco si racconta un episodio molto significativo. Vi erano dei briganti che ogni tanto venivano a chiedere al convento qualcosa da mangiare. Cosa fare: darglielo oppure no? I frati allora chiesero a san Francesco la soluzione. Il Santo risolse questo dubbio dicendo che, offrendo loro da mangiare, con il passare del tempo, essi si sarebbero convertiti. E così avvenne: tutti si convertirono e alcuni di loro chiesero di divenire frati.
Il sole della carità aveva illuminato quei briganti e li aveva convertiti. Facciamo risplendere questo sole anche nella nostra vita, in questo modo molti incontreranno Dio.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 19 febbraio 2017)

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