BastaBugie n°497 del 15 marzo 2017

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1 CHI FINANZIA LE ORGANIZZAZIONI UMANITARIE CHE FAVORISCONO IN OGNI MODO L'INVASIONE DELL'EUROPA?
Gli amici degli scafisti sono ormai noti, ad esempio il magnate George Soros investirà 500 milioni per creare una flotta di navi per trasportare i migranti fino alle coste italiane
Autore: Gian Micalessin - Fonte: Il Giornale
2 ADULTI-BAMBINI, OVVERO LA VITA SENZA RESPONSABILITA'
Quarantenni accuditi come bambini... poi un giorno l'incidente... e allora non resta che morire... ma con dignità (?)
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 LA DOTTRINA COME DIO COMANDA
Con il ''campionato di catechismo'' si stimolano i bambini a imparare a mente le nozioni che gli rimarranno per tutta la vita
Autore: don Stefano Bimbi - Fonte: Il Timone
4 E' MORTO JOSEPH NICOLOSI, IL MEDICO CHE CURAVA I GAY
Con la sua ''teoria riparativa'' aiutava le persone a ritrovare il naturale orientamento sessuale (VIDEO: Joseph Nicolosi)
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender
5 LA SCOMPARSA DEL CRISTIANESIMO E IL CONSEGUENTE RITORNO DEI SACRIFICI UMANI
Per il Ministro degli Interni francese i bambini non appartengono ai genitori, ma allo Stato, il quale odia ogni individualità che vi si possa opporre, in particolare gli essere umani più indifesi
Autore: Massimo Viglione - Fonte: Il Ponte Levatoio
6 LA PREGHIERA PER DJ FABO IN UNA CHIESA, TRA AMBIGUITA' E FALSE ATTESE (MA ALL'ANIMA DI FABO CHI CI PENSA?)
In Italia si parla di eutanasia, quando l'emergenza è invece la denatalità, con conseguente invecchiamento della popolazione
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 IN GERMANIA LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI SONO AUMENTATE DEL 30%, VOLETE INDOVINARE PERCHE'?
Intanto l'Olanda potrebbe votare per Wilders, il candidato nazionalista che promette di fermare l'immigrazione
Fonte: Tempi
8 LETTERA A MIO FIGLIO CHE HO UCCISO CON L'ABORTO
Riceviamo e volentieri pubblichiamo una dolorosa testimonianza
Fonte: Redazione di BastaBugie
9 OMELIA III DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO A (Gv 4,5-42)
Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - CHI FINANZIA LE ORGANIZZAZIONI UMANITARIE CHE FAVORISCONO IN OGNI MODO L'INVASIONE DELL'EUROPA?
Gli amici degli scafisti sono ormai noti, ad esempio il magnate George Soros investirà 500 milioni per creare una flotta di navi per trasportare i migranti fino alle coste italiane
Autore: Gian Micalessin - Fonte: Il Giornale, 06/03/2017

Solo ieri in Sicilia ne sono sbarcati 1.500 recuperati grazie al solerte impegno delle navi soccorso gestite da organizzazioni umanitarie (Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Médecins sans frontières, Save the children, Proactiva Open Arms, Sea-Watch.org, Sea-Eye, Life boat) che annoverano tra i propri finanziatori la Open Society e altri gruppi legati al milionario «filantropo» George Soros. Bruxelles, a questo punto, farebbe bene a spiegare che per fermare il traffico di uomini bisogna combattere non solo le organizzazioni criminali, ma anche la carità pelosa, e politicamente motivata, di Soros e della sua galassia buonista.
Una galassia a cui l'ottuagenario filantropo ha promesso il 20 settembre scorso investimenti da 500 milioni di dollari per favorire «l'arrivo dei migranti». Investimenti destinati a contrastare le politiche europee sull'immigrazione e a mettere a rischio la sovranità dell'Italia e di altre nazioni.

ATTIVITÀ DI SOCCORSO MARITTIMO FINANZIATE DA SOROS
Il primo a capirlo è il capo di Frontex, Fabrice Leggeri intervenuto di recente per criticare la tendenza a soccorrere i migranti «sempre più vicino alle coste libiche» spiegando come questo incoraggi i trafficanti a stiparli «su barche inadatte al mare con rifornimenti di acqua e carburante sempre più scarsi rispetto al passato». Le parole di Leggeri rappresentano un'esplicita denuncia delle attività di soccorso marittimo finanziate da Soros. Dietro le operazioni di navi di grossa stazza come il Topaz Responder da 51 metri del Moas, il Bourbon Argos di Msf, o l'MS di Sea Eye ci sono infatti quasi sempre i finanziamenti del filantropo. Finanziamenti che garantiscono il trasferimento nei nostri porti di migliaia di migranti illegali.
L'aspetto più inquietante di questa vicenda è però come questa flotta di navi fantasma, battenti bandiera panamense, (Golfo azzurro, della Boat Refugee Foundation olandese e Dignity 1, di Msf) del Belize (il Phoenix, di Moas) o delle isole Marshall (il Topaz 1, di Moas) punti a realizzare politiche dissonanti rispetto a quelle europee e italiane. Per capirlo basta spulciare i siti delle organizzazioni che gestiscono la flotta buonista. La tedesca Sea Watch armatrice di due navi soccorso battezzate con il proprio nome spiega di battersi per il «diritto alla libertà di movimento» e di non accettare «arbitrarie distinzioni tra profughi e migranti». Come dire che il rispetto di confini e sovranità nazionale non ha alcun senso.

PROFUGHI E MIGRANTI PARI SONO?
Come non lo ha distinguere tra chi fugge da guerre e dittature e chi invece cerca solo migliori condizioni di vita. Sea Eye, un'altra organizzazione tedesca conduttrice di una nave da 26 metri e di un barchino da soccorso spiega invece di volere contrastare tutti i futuri piani europei per il trasferimento dei migranti in campi di accoglienza situati in Libia e Tunisia.
Un articolo pubblicato sul sito dell'organizzazione maltese Moas da un giornalista ospitato sulla nave Topaz Responder descrive invece un'operazione con tutti i crismi dell'illegalità. L'articolo racconta il soccorso di 650 migranti recuperati «nella notte tra il 21 e 22 novembre a venti chilometri dalle coste libiche» e poi portati in Italia. Un'esplicita ammissione di come la «flotta umanitaria» operi ampiamente dentro il limite di dodici miglia (22,2 chilometri) delle acque territoriali. Un limite entro il quale sarebbe obbligatorio riportare i naufraghi a terra anziché traghettarli fino alle ospitali coste italiane.

Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo sottostante dal titolo "Soros, S.Egidio, Mare Nostrum: i taxi per l'Italia" parla delle iniziative che portano fino in Italia gli immigrati del Mediterraneo. Queste iniziative sono fatte alla luce del sole. Non solo le Ong finanziate da Soros, ma anche la S. Egidio. E prima c'era Mare Nostrum, pagato da noi.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 9 marzo 2017:
"Il problema dell'immigrazione non lo risolverebbe nemmeno Mago Merlino", risponde il premier Gentiloni al Consiglio d'Europa, che rimprovera all'Italia troppo pochi rimpatri di immigrati irregolari. A dire il vero non ci vuole un Mago mitologico per iniziare a risolverlo. Servirebbe, piuttosto, cambiare approccio, anche se tanti elementi dimostrano che non vi è alcuna volontà di cambiarlo.
L'idea che ci sia un "grande vecchio" che sta pianificando l'immigrazione nel Mediterraneo è una vecchia costante delle teorie della cospirazione. Come tutte le leggende, non è vera: l'emigrazione dall'Africa all'Europa è un fenomeno non pianificato e neppure pianificabile, visto che coinvolge milioni di persone provenienti da decine di paesi diversi. Ma, come tutte le leggende, ha il suo fondo di verità. Questo fondo di verità è l'attività, reale e documentata, di navi soccorso di Ong come Moas, Medicins sans Frontieres, Save the Children, Sea Eye e Sea Watch (e altre meno conosciute). Si portano sotto le coste della Libia, talvolta anche entro le sue acque territoriali e salvano i passeggeri delle carrette del mare, prima di trasportarli ai più vicini porti italiani. Queste navi battono bandiere di paesi neutrali e non europei, come Panama, Belize e le isole Marshall. Lo scopo dichiarato di queste associazioni è quello della libera emigrazione, contro le politiche di respingimento. Sono contrarie, dunque, alla distinzione fra veri rifugiati ed emigranti in cerca di fortuna. A finanziare le loro operazioni ci sarebbe anche la Open Society Foundation di Soros, che comunque sposa esplicitamente la causa dell'emigrazione sicura verso l'Europa e si oppone alla politica "dei muri" e dei respingimenti in mare. Queste operazioni avvengono alla luce del sole. Il governo italiano, in questi anni, non ha fatto nulla per contrastarle. Non fa che compiere l'ultima fase del viaggio: l'arrivo sul suolo italiano.
A dire il vero, l'attività di queste Ong ricorda molto da vicino un'altra iniziativa: i corridoi umanitari della Sant'Egidio. Proprio lo scorso 12 gennaio, la Sant'Egidio, d'accordo con la Cei e con il governo italiano, ha stabilito l'apertura di un corridoio umanitario con l'Africa orientale, per ospitare rifugiati da Sud Sudan, Eritrea e Somalia. Si tratta del secondo di questi corridoi: il primo, che riguarda la Siria, ha già portato in Italia 700 rifugiati. Il trasferimento viene effettuato con gli aerei invece che con le navi. E, contrariamente alle iniziative delle Ong di cui sopra, la selezione avviene alla partenza, distinguendo i veri rifugiati dagli altri emigranti. Ma il concetto (e dunque anche il messaggio che passa) è analogo: il flusso degli emigranti non deve essere fermato, ma reso più sicuro e legale. E con l'imprimatur del governo italiano.
Non è nuova neppure l'idea che ci siano delle navi che si spingono fin sotto le coste libiche per raccogliere gli emigranti e portarli in Italia. Già un'altra organizzazione (governativa, questa volta) è stata pioniera in questa attività: la Marina Militare Italiana. L'operazione si chiamava Mare Nostrum e la ricordiamo tutti. Contrariamente alle navi finanziate da George Soros, con soldi suoi privati, le unità della nostra Marina costavano molto di più ed erano pagate dal contribuente italiano.
Salvare uomini in mare, come fanno le Ong di cui sopra, la Sant'Egidio e il governo italiano con Mare Nostrum, è un dovere morale. Su questo non ci sono dubbi. Dobbiamo però chiederci se queste iniziative servano a ridurre o aumentare le tragedie nel Mediterraneo. E l'esperienza di questi tre anni dimostra che, per lo meno, non servono a ridurle. I corridoi umanitari della Sant'Egidio riguardano i soli rifugiati. Ma i rifugiati costituiscono solo una minima parte di coloro che tentano la traversata del Mediterraneo in nave. Mare Nostrum e l'analoga attività volontaria delle Ong provocano, come si è visto più volte, un brutto effetto collaterale: incoraggiano a trasportare un numero ancora maggiore di persone in condizioni di sicurezza peggiori, considerando che c'è "una mano amica" a poche miglia dalla costa. Senza contare, poi, che lo scopo degli emigranti economici illegali è quello di transitare per l'Italia e insediarsi nell'Europa più ricca (in Germania, soprattutto). Più ne arrivano nel nostro paese, più saremo visti come un problema dal resto dell'Ue. E non ci vuole un Mago Merlino per capirlo.

Fonte: Il Giornale, 06/03/2017

2 - ADULTI-BAMBINI, OVVERO LA VITA SENZA RESPONSABILITA'
Quarantenni accuditi come bambini... poi un giorno l'incidente... e allora non resta che morire... ma con dignità (?)
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08/03/2017

Ci stavo riflettendo qualche giorno fa. In Italia non ci sono più uomini né donne. Ci sono solo ragazzi e ragazze. «Ciao, ragazze!», «Ci si vede, ragazzi!». Le parole uomo e donna sono scomparse, e non per effetto del gender.
Uomini e donne sono persone con una identità, un pensiero, hanno uno scopo nella vita, ne percepiscono la gravità. Per questo sono «seri». Si assumono le loro responsabilità, sanno che l'esistenza non è un gioco. Ragazzi e ragazze sono persone spensierate; perché i pensieri ce li hanno gli altri. Si divertono; anche se, non essendo impegnati in nulla, non ne avrebbero bisogno. Non hanno preoccupazioni né responsabilità; altri se ne occupano per loro. La loro è una vita leggera, al contrario di quella gravosa di uomini e donne.

NON È UNA QUESTIONE ANAGRAFICA
Non è una questione anagrafica; è proprio un tipo umano diverso. Ci sono sempre stati dei riti di passaggio che chiudono la vita dei ragazzi e danno il via a quella degli uomini: il servizio militare, il lavoro... Adesso la leva è stata abolita, e il lavoro «... dev'essere divertente... mi devo realizzare... non si può mica lavorare per vivere...».
Così ragazzi e ragazze non hanno più la possibilità di diventare uomini e donne. Ma l'involuzione della specie non si arresta, è un processo continuo.
Così scopriamo l'esistenza degli «adult baby»; in inglese, perché bambocci è offensivo. E di posti nei quali, per 35 euro al giorno, possono essere accuditi con ciuccio, biberon e pannolino. Adult baby, bambini adulti. Adulti solo anagraficamente, certo. «Non siamo depravati e il sesso non c'entra», assicurano.
Qualcuno potrebbe storcere il naso; io ci credo. Leggiamo con attenzione in cosa consiste questa faccenda: «[...] nessuna decisione da prendere o scadenze da rispettare, nessuno che si aspetti qualcosa. La mente si sgombra e si torna bambini». In una parola: irresponsabilità.
La responsabilità è la capacità di rispondere delle proprie azioni. Ho fatto qualcosa? Ne rispondo. Ho preso una decisione? Ne pago le conseguenze. Questo fanno gli adulti, ed è questo che li differenzia dai bambini (per i quali risponde sempre qualcun altro).
La responsabilità è un peso, un fardello, è vero. Perché la vita è una cosa seria, tragica; non un gioco. Come possiamo pensare che, educando i ragazzi come se la vita fosse solo divertimento, da un giorno all'altro possano accettare la lotta, il sacrificio, il martirio quotidiano che la vita richiede?

LA RIBELLIONE DELLE MASSE
L'avvento di questo tipo umano era stato profetizzato quasi un secolo fa dal filosofo spagnolo Ortega y Gasset. Nel suo celebre La ribellione delle masse aveva scritto: "Tutto ciò ci porta a segnare nel diagramma psicologico dell'uomo-massa attuale due primi tratti: la libera espansione dei suoi desideri vitali, pertanto, della sua persona, e l'assoluta ingratitudine verso quanto ha reso possibile la facilità della sua esistenza. L'uno e l'altro tratto costituiscono la nota psicologica del bimbo viziato". E, in realtà, non cadrebbe in errore chi volesse utilizzare la nozione di essa come una lente attraverso cui guardare l'anima delle masse odierne.
Erede d'un passato vastissimo e geniale - geniale d'ispirazione e di sforzi - il nuovo popolo è stato viziato dal mondo circostante. Vezzeggiare, viziare equivale a non frenare i desideri, a dare l'impressione a un essere che tutto gli è permesso e che a nulla egli è obbligato. La creatura sottomessa a questo regime non ha l'esperienza dei suoi propri confini. A forza di evitarle ogni pressione dell'ambiente, ogni scontro con altri esseri arriva a credere effettivamente che soltanto essa esiste, e si abitua a non tenere in conto gli altri, soprattutto a non considerare nessuno come superiore a se stessa. Questa sensazione della superiorità altrui gliela poteva dare soltanto chi più forte di lei l'avesse obbligata a rinunziare a un desiderio, a ridursi, a contenersi.

QUI ARRIVO IO E QUI COMINCIA UN ALTRO
Così avrebbe appreso questa disciplina essenziale: «Qui arrivo io e qui comincia altri che può più di me. Nel mondo, evidentemente, siamo almeno in due: io e un altro superiore a me». All'uomo medio di altre epoche il suo stesso «mondo» insegnava quotidianamente questa elementare saggezza, perché era un mondo così duramente organizzato, che le catastrofi erano frequenti e non c'era in esso nulla di sicuro, né abbondante, né stabile. E invece le nuove masse s'incontrano con un paesaggio pieno di possibilità e inoltre sicuro, e tutto ciò pronto, a loro disposizione, senza dipendere da un previo sforzo, come appunto troviamo il sole in alto senza che ce lo siamo caricato sulle spalle.
Nessun essere è riconoscente ad altri dell'aria che respira, perché l'aria non è stata fabbricata da nessuno: appartiene all'insieme di ciò che è qui, di ciò che chiamiamo «naturale», perché non manca mai. Queste masse «viziate» sono poco intelligenti per non finire col credere che questa organizzazione materiale e sociale, posta a loro disposizione come l'aria, sia della stessa origine, dato che non sbaglia mai apparentemente, ed è quasi perfetta quanto quella naturale.
Ecco i nuovi diritti: niente responsabilità, niente discorsi d'odio (cioè niente realismo), niente immagini cruente (i bambini abortiti), niente che possa ledere la beanza di questi adult baby. Sesso senza responsabilità, giocattoli ipertecnologici incollati alla mano, divertimenti senza limiti né confini. Nursery per proteggere questi piccoli e feroci innocenti dalla serietà e dalla gravità della vita (negli USA le chiamerebbero safe space).
Poi, un giorno, la responsabilità ti bussa alla porta. Hai guidato ad alta velocità, senza cinture, magari bevuto o fatto. Resti cieco e paraplegico. Il gioco è finito. Potrebbe cominciare la vita... ma no, troppo dolore. Meglio morire. Diranno «con dignità».

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 08/03/2017

3 - LA DOTTRINA COME DIO COMANDA
Con il ''campionato di catechismo'' si stimolano i bambini a imparare a mente le nozioni che gli rimarranno per tutta la vita
Autore: don Stefano Bimbi - Fonte: Il Timone, febbraio 2017

Dopo quello dei genitori, primi responsabili dell'educazione dei figli, il ruolo del catechista è molto importante per la trasmissione della Fede. Il catechista non parla a nome proprio, ma insegna a nome della Chiesa e quindi non può autonominarsi catechista, né insegnare diversamente da quanto insegna la Chiesa da sempre. La scelta dei catechisti è un compito del parroco in quanto responsabile della corretta trasmissione della Fede nella sua parrocchia. Sempre sua cura sarà curarne la formazione cristiana.

LA RETTA DOTTRINA
Purtroppo oggi nell'ora di catechismo non sempre viene trasmessa la retta dottrina, ma si fanno solo discorsi buonisti. È per questo che riprendendo una tradizione di cui si erano perse le tracce ho reintrodotto nella mia parrocchia la bella iniziativa del campionato di catechismo per i bambini che si preparano alla prima comunione. All'inizio viene consegnata una scheda con tutte le verità di fede da imparare a memoria: i dieci comandamenti, i novissimi, i precetti generali della Chiesa, le opere di misericordia corporale e spirituale, le virtù cardinali e teologali, i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio, i vizi capitali, i peccati contro lo Spirito Santo, i doni dello Spirito Santo. Durante l'anno tutte queste cose vengono spiegate dettagliatamente dai catechisti e fatte imparare a memoria. Poi il catechista a fine lezione fa un piccolo torneo. Alcuni sono talmente bravi che sanno tutto a memoria anche in ordine inverso oppure rispondono anche a domande difficili, tipo "Dimmi la quarta opera di misericordia spirituale". A fine anno c'è il torneo finale e come premio i vincitori sono segnalati nel giornalino parrocchiale. Vi garantisco che i bambini si sforzano di imparare e queste cose saranno le uniche (insieme alle preghiere) che gli resteranno nella memoria per tutta la vita.

CLASSI MASCHILI E FEMMINILI
Un'altra cosa di cui ormai abbiamo sperimentato l'efficacia è la divisione delle classi in maschili e femminili. Le bambine infatti sono molto interessate agli argomenti della dottrina che vengono proposte ogni volta. Ad esempio vogliono capire cosa c'è dopo la morte, cosa sono i peccati mortali, come ci si confessa bene. Ovviamente è importante rispondere a ogni argomento che stimola la loro curiosità, magari rimandando alla volta successiva la cosa che si era preparata. I maschi invece reggono meno l'attenzione e sono molto movimentati. Se gli si promette che poi si portano a giocare, ascoltano per più tempo (al massimo circa un terzo rispetto alle bambine). Invece nelle classi miste i bambini tendono a fare ancora più confusione e ad imparare molto meno, dando fastidio alle bambine.

CATECHISMO PER ADULTI
Visto che parliamo di catechismo ai bambini vorrei far notare che Gesù non ha insegnato catechismo ai bambini. Per loro ha avuto parole di accoglienza "Lasciate che i bambini vengano a me", ma quando evangelizzava il Salvatore si rivolgeva principalmente agli adulti. Questo dovrebbe farci capire che il catechismo non finisce mai, anzi che proprio da adulti dobbiamo sempre più approfondire le verità della nostra fede. Si trovano infatti adulti esperti in mille cose, ma che per quanto riguarda il catechismo sono rimasti a quello imparato da piccoli. Ecco allora che appena diventato sacerdote ho iniziato a leggere e commentare ogni settimana il Catechismo della Chiesa Cattolica. Le persone mi confermano che imparano sempre cose nuove. In verità mi è sempre sembrato strano che quasi in ogni parrocchia ci sia la lectio divina, mentre il catechismo per adulti sia una rarità. Eppure la Parola di Dio può essere compresa solo se si conosce bene la dottrina cristiana.
Per concludere vorrei dire che conosco molte parrocchie che insegnano il catechismo ad adulti e bambini come Dio comanda. Ce ne sono più di quante potrebbe sembrare a prima vista. Basta cercarle ed essere disposti a fare qualche chilometro in più per far frequentare ai propri figli (e, perché no, a noi stessi) belle comunità cristiane fedeli al Vangelo e alla dottrina di sempre della Chiesa.

Nota di BastaBugie: per quanto riguarda il campionato di catechismo, ecco qui sotto le formule da imparare a memoria e il regolamento del torneo. Ovviamente il regolamento è personalizzabile a piacere.

CAMPIONATO DI CATECHISMO
Formule di Dottrina Cattolica
 
I DUE COMANDAMENTI DI CARITÀ
1. Amerai il Signore tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente
2. Amerai il prossimo tuo come te stesso

LA REGOLA D'ORO (Mt 7,12)
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.

I QUATTRO NOVISSIMI
1. Morte 2. Giudizio 3. Inferno 4. Paradiso

I DIECI COMANDAMENTI
Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio all'infuori di me
2. Non nominare il nome di Dio invano
3. Ricordati di santificare le feste
4. Onora il padre e la madre
5. Non uccidere
6. Non commettere atti impuri
7. Non rubare
8. Non dire falsa testimonianza
9. Non desiderare la donna d'altri
10. Non desiderare la roba d'altri

I CINQUE PRECETTI DELLA CHIESA *
1. Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate e rimanere liberi da lavori e da attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni
2. Confessare i propri peccati almeno una volta all'anno
3. Ricevere il sacramento dell'Eucaristia almeno a Pasqua
4. Astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa
5. Sovvenire alle necessità materiali della Chiesa, secondo le proprie possibilità

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE
1. Dar da mangiare agli affamati
2. Dar da bere agli assetati
3. Vestire gli ignudi
4. Alloggiare i pellegrini
5. Visitare gli infermi
6. Visitare i carcerati
7. Seppellire i morti

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE
1. Consigliare i dubbiosi
2. Insegnare agli ignoranti
3. Ammonire i peccatori
4. Consolare gli afflitti
5. Perdonare le offese
6. Sopportare pazientemente le persone moleste
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti

LE TRE VIRTÙ TEOLOGALI
1. Fede
2. Speranza
3. Carità

LE QUATTRO VIRTÙ CARDINALI
1. Prudenza
2. Giustizia
3. Fortezza
4. Temperanza

I QUATTRO PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO
1. Omicidio volontario
2. Peccato impuro contro natura
3. Oppressione dei poveri
4. Frode nel salario agli operai

I SETTE VIZI CAPITALI (S.A.L.I.G.I.A.)
1. Superbia
2. Avarizia
3. Lussuria
4. Ira
5. Gola
6. Invidia
7. Accidia (Pigrizia)

I SEI PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO
1. Disperazione della salvezza
2. Presunzione di salvarsi senza merito
3. Impugnare la verità conosciuta
4. Invidia della grazia altrui
5. Ostinazione nei peccati
6. Impenitenza finale

I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO
1. Sapienza
2. Intelletto
3. Consiglio
4. Fortezza
5. Scienza
6. Pietà
7. Timor di Dio

* Per i cinque precetti della Chiesa, se vuole, il catechista può accettare come valide anche le risposte che esprimano il concetto senza che siano imparate esattamente a memoria (negli altri casi invece le risposte giuste sono SOLO quelle perfettamente ESATTE)

REGOLAMENTO DEL CAMPIONATO DI CATECHISMO

1) TORNEO A COPPIE
Si mettono i ragazzi in coppia (preferibilmente uno bravo con uno non bravo, in modo che possa anche vincere chi non è bravo).

2) SCONTRI A ELIMINAZIONE DIRETTA
Si fa il tabellone del torneo alla lavagna (o su un foglio, se non c'è la lavagna); gli scontri sono tutti a eliminazione diretta; per occupare i posti vuoti basta fare dei ripescaggi (con sorteggio).

3) SI PASSA IL TURNO CON DUE RISPOSTE ESATTE
La gara si fa chiamando le due coppie che si scontrano una a destra e una a sinistra della cattedra (o comunque del catechista); si comincia da una coppia con la prima domanda: se risponde fa un punto, altrimenti la domanda passa all'altra coppia; chi arriva prima a due vince lo scontro; in caso di parità si va avanti a oltranza; chi perde è eliminato, a meno che non sia ripescato.

4) ALBO D'ORO SUL REGISTRO
La coppia che vince il torneo in quel giorno sarà segnata nell'albo d'oro, scritto nel registro del catechista.

5) FINALE DEL CAMPIONATO
Alla fine sarà fatto il torneo finale alla presenza del sacerdote. I vincitori della finale sarebbe bene ricevessero un premio anche simbolico. Se la parrocchia lo ha, si possono pubblicare i nomi dei vincitori sul giornalino parrocchiale.

Fonte: Il Timone, febbraio 2017

4 - E' MORTO JOSEPH NICOLOSI, IL MEDICO CHE CURAVA I GAY
Con la sua ''teoria riparativa'' aiutava le persone a ritrovare il naturale orientamento sessuale (VIDEO: Joseph Nicolosi)
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender, 10/03/2017

Il 9 marzo 2017 all'età di 70 anni è morto Joseph Nicolosi, lo psicologo clinico statunitense, co-fondatore del NARTH (National Association for Research and Therapy of Homosexuality), noto per essere stato uno dei principali fautori delle cosiddette "terapie riparative" dell'omosessualità e per questo divenuto il nemico numero uno del movimento LGBT internazionale.
Nicolosi e la sua organizzazione sono stati oggetto di una vera e propria campagna di persecuzione e delegittimazione nonostante lo psicoterapeuta americano da più di 25 anni mettesse in pratica con successo le sue tecniche "riparative" dell'omosessualità presso la Thomas Aquinas Psychological Clinic di Encino, in California.
Una delle affermazioni più devastanti della propaganda LGBT è infatti che l'omosessualità non possa essere curata. I fatti ci dicono invece che la terapia psicologica ha ottenuto grandi successi nel diminuire, e in molti casi anche eliminare del tutto, le indesiderate attrazioni verso lo stesso sesso.

CAMPAGNA DI MISTIFICAZIONE
Il dott. statunitense Lawrence Hatterer, che ha aiutato tante persone con tendenze omosessuali, ha sottolineato la falsità di tale visione: «Ho "curato" tanti omosessuali [...] Molti di questi pazienti si sono sposati, hanno messo su famiglie e vivono felicemente. E' un mito distruttivo che "una volta omosessuale sarai sempre omosessuale».
Tipico esempio di tale campagna di mistificazione nei confronti delle "teorie riparative" è un articolo ad opera di una psicologa, dal titolo La follia delle terapie riparative per i gay, apparso sul settimanale "Donna" del quotidiano "La Repubblica", dove si legge:
«[le terapie riparative] sono promosse da un piccolo gruppo di "guaritori", il leader è lo psicologo statunitense Joseph Nicolosi, legati a organizzazioni religiose che sostengono teorie e tecniche non riconosciute e screditate dalla comunità scientifica internazionale. Si tratta di (mal)trattamenti che nel passato facevano ricorso a misure estreme come istituzionalizzazione, castrazione, elettroshock ai genitali. Oggi si basano su training di condizionamento avversivo in apparenza meno scioccanti ed estremi, ma ugualmente dannosi e immorali. Comprendono l'induzione di nausea e vomito mostrando immagini omoerotiche, ad esempio, la somministrazione di scosse elettriche, l'uso della preghiera. Condizionamenti per insegnare a fare "cose da maschi e da femmine", assumendo comportamenti stereotipati del sesso biologico».
Un testo, evidentemente falso ed ideologico, in cui Nicolosi veniva ingiustamente accusato di praticare o proporre ai suoi pazienti le terapie cosiddette "avversative" (aversion therapies) attraverso l'utilizzo di tecniche violente ed estreme.
Per verificare la veridicità o meno delle affermazioni della psicologa di "La Repubblica" basta andare a consultare la corposa produzione scientifica di Nicolosi e, in particolare, il modello teorico ed il protocollo clinico da lui esposto nel suo volume Shame and attachement loss. In quest'opera, e nei suoi tanti altri libri e numerosi articoli, non è possibile riscontrare alcun riferimento alle aversion therapies e agli altri deprecabili e distorti metodi citati.

ELEVATI STANDARD DI ETICITÀ
Al contrario, Julie Amilton, presidente emerito del NARTH, ha smentito categoricamente tali calunnie, sottolineando come la sua organizzazione sia da tempo oggetto di una incessante campagna mediatica di odio e disinformazione ideologica: «Il NARTH viene spesso descritto dai giornalisti con termini che non sono utilizzati dal NARTH o dai suoi membri. Ad esempio, talvolta il NARTH è accusato di offrire una "cura" per l'omosessualità, il chè implica che il NARTH vede l'omosessualità come una malattia. Il NARTH non considera l'omosessualità come malattia mentale [...]. Un altro esempio di terminologia imprecisa è quello della terapia "di conversione", un termine non utilizzato dai membri del NARTH. Questo termine sembra implicare un certo tipo di forza o l'idea di un terapeuta eserciti pressioni su un paziente perché cambi. I terapeuti del NARTH affermano che la psicoterapia non dovrebbe mai essere coercitiva, ma deve essere offerta in conformità con l'etica professionale e il rispetto per l'autodeterminazione del cliente. Inoltre, i membri del NARTH non praticano né propongono "terapie avversative". Questa forma di terapia comportamentista è stata utilizzata negli anni '60 e '70 per il trattamento di diversi tipi di problemi, tra i quali pensieri e sentimenti omosessuali indesiderati. Tuttavia, la terapia avversativa è stata ritenuta non etica ed è stata abbandonata più di 25 anni fa, prima della nascita del NARTH. Il NARTH incoraggia tutti i suoi membri a rispettare i più elevati standard di eticità, che per definizione dovrebbero escludere qualsiasi forma di terapia avversativa».
Lo stesso Charles Socarides (1922-2005), eminente psichiatra tra i fondatori del NARTH, ha sconfessato apertamente le terapie avversative, affermando: «È ciarlataneria. La punizione non va alla radice del problema. L'effetto non è durevole. E danneggia i pazienti in molti modi. Io non ho mai usato la terapia dell'avversione».

TRISTEZZA E GRATITUDINE
Nel riportare la notizia della scomparsa del dott. Nicolosi, Notizie Pro Vita ha pubblicato un commento di Luca di Tolve, in passato vittima dell'omosessualismo ed oggi divenuto un testimone della bellezza dell'eterosessualità: «Con tristezza e gratitudine onoriamo la persona del dottor Joseph Nicolosi. Grande amico e maestro, e devoto cattolico. Grazie a Dio per la sua amicizia e i suoi insegnamenti. Possa riposare in pace. La giornata di ieri, 9 marzo, il nostro caro amico dr. Joseph Nicolosi è deceduto in ospedale, a 70 anni di età.
Con questo mix di tristezza, dolore e gratitudine enorme, onoriamo Joe Nicolosi. Grande uomo, con un bel fegato, eccellente maestro. Grazie per la sua persona e la sua disponibilità per insegnarci la verità e la profondità psicologica. Rendiamo grazie a Dio per i momenti che abbiamo potuto condividere con lui, per i progetti con rinascere, e per quello di cui avevamo parlato con lui, e i servizi che in quello professionale e personale ci arrivo a prestare.
La misura in cui la lobby gay celebra la sua morte, è la misura della paura al peso della verità e il coraggio con cui l'ha difeso, per aiutare quelli che ci hanno fatto credere che non potevano essere aiutati. Onoriamo e ringraziamo per la vostra vita. Ora ha finito la sua missione. E ci lascia con un grande impegno».
Non possiamo che sottoscrivere in pieno questo commento e ringraziare infinitamente il dott. Nicolosi per il prezioso e coraggioso contributo medico e scientifico al servizio della verità e del vero bene delle persone con tendenze sessuali contro natura.

Nota di BastaBugie: nelle seguenti interviste si può capire l'importanza della terapia riparativa di Joseph Nicolosi che tanto del bene ha fatto fino ad ora

LO PSICOLOGO JOSEPH NICOLOSI DIFENDE LA SUA TERAPIA RIPARATIVA
A chi lo chiede è doveroso dare un aiuto ad uscire dall'omosessualità
di Marco Invernizzi
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=98

GAY: CAMBIARE SI PUO'
Raffaele ci spiega come sta uscendo dall'omosessualità (VIDEO: il professor Joseph Nicolosi e la terapia riparativa)
di Giuseppe Brienza
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2915

Fonte: Osservatorio Gender, 10/03/2017

5 - LA SCOMPARSA DEL CRISTIANESIMO E IL CONSEGUENTE RITORNO DEI SACRIFICI UMANI
Per il Ministro degli Interni francese i bambini non appartengono ai genitori, ma allo Stato, il quale odia ogni individualità che vi si possa opporre, in particolare gli essere umani più indifesi
Autore: Massimo Viglione - Fonte: Il Ponte Levatoio, 08/03/2017

Il Ministro degli Interni francese qualche tempo fa sentenziò pubblicamente, in piena coerenza con tutta la storia francese degli ultimi 250 anni, che i bambini appartengono non ai genitori ma allo Stato. Coerentemente, quello Stato ora vuole condannare a morte una piccina sotto cure intensive, sebbene i genitori si oppongano perché vogliono che viva. Ciò è normale: i genitori amano la loro piccina, lo Stato idolatra la propria collettività e in tal senso odia ogni individualità che vi si possa opporre, in particolare gli essere umani più indifesi.
Ma tale spiegazione non è ancora sufficiente: è la più banale. Lo Stato, nella concretezza effettuale, sono le persone che hanno potere. Queste persone odiano perché sono votate al male, sono serve del Male e si sono rese schiave dell'ideologia del male, sotto le sue più svariate forme di manifestazione, di cui lo statalismo è solo una tra tante. In questo momento, in Francia come in Italia o in Svizzera o in Belgio o nel mondo specialmente "occidentale", meglio dire "liberale", queste forze del male hanno scatenato la guerra sul fronte dell'eutanasia. Ovvero, ciò che nessuno capisce, sul ritorno ai sacrifici umani.
La tattica è sempre la stessa. Lutero per distruggere la Chiesa denunciò la corruzione - vera, presunta e falsa - del clero romano. Robespierre e soci dissero di lottare contro le ingiustizie dell'Antico Regime per massacrare 500.000 persone e introdurre la sovversione nel mondo intero. Marx per introdurre l'inferno in terra ci ha deliziato con la caterva di ingiustizie sociali da correggere anche con la violenza. Freud e soci per schiavizzare l'uomo nella brutalità sessuale ha dichiarato di volerlo liberare dai complessi. E si può continuare a lungo ma non serve, il meccanismo è evidente: si prende a pretesto una distorsione o deviazione del bene - se c'è; altrimenti la si inventa senza troppi problemi - come scusante dell'azione repressiva, per poi far passare il principio che l'abuso deve togliere l'uso, ovvero per far diventare normale, e quindi legale, ciò che è a-normale, a-morale, illegale.
Ed ecco il dj che non ce la fa più, ora la bambina che soffre per colpa dei genitori (i cattivi, mentre lo Stato, buono, si prende cura dei suoi "cittadini"); prima ancora, non dimentichiamo, una ragazza di nome Eluana, che non soffriva affatto, ma che è stata condannata a morte del Presidente della Repubblica Italiana e della magistratura per non far soffrire il padre, che si era stufato dopo tanti anni di vegliare sulla figlia la quale, peraltro, non dava alcun fastidio materiale.

IL RITORNO DEI SACRIFICI UMANI
Ma i casi sono tanti e tutti pietosi. Ed ecco bella che giustificata - con il contributo totalitario dei mass-media scatenati come un immenso esercito in battaglia, con quello delle marionette del mondo dello spettacolo e con quello meno scontato ma oggi del tutto scontato di prelati d'assalto e à la page - l'eutanasia. Ovvero, come detto, il ritorno dei sacrifici umani alle divinità infere. E questa mia affermazione non scandalizzi e non susciti ironia: perché di questo si tratta, e la riprova risiede - oltre che nel suddetto scatenamento totale per ottenere il lavaggio del cervello collettivo di chi non pensa o pensa di essere furbo mentre è solo uno stupido suicida - proprio nel fatto che ormai non se ne parla più solo per i vecchi, come avveniva nel passato, ma anche per i giovani e per i bambini, i più graditi alle divinità infere. Anzi, dei vecchi quasi ci si è dimenticati: se vanno eliminati, è perché magari così si rendono più disponibili le risorse previdenziali per altri scopi. Invece, da sempre, sono stati i giovani e i bambini a essere sacrificati, in tutte le società che praticavano i sacrifici umani. E questo sta accadendo oggi, guarda caso.
L'unica differenza con il passato consiste nel fatto che mentre prima i sacrifici si facevano e basta senza dover dare spiegazioni, oggi, dopo secoli di cristianesimo e civilizzazione, occorre - ancora per il momento almeno - trovare l'usuale pretesto di cui sopra. Sia quello di natura emotiva per ubriacare il popolo beota, sia quello di natura più ideologico-politica per i "dotti": vedi ministro degli Interni francese.
Media e spettacolo servono - come accaduto sempre in questi ultimi sessant'anni (vedi divorzio, aborto, nuovo diritto di famiglia, droga "leggera", omosessualismo, genderismo, e già si parla di pedofilismo "pacifico", bestialità e chi più ne ha più ne metta, senza dimenticare l'immigrazionismo di massa) a schiavizzare le famose "masse". Il mondo della politica e della cultura a piegare chi pensa (oggi anche coadiuvati da parte del mondo ecclesiastico). E per chi proprio non si piega ovviamente arriva la magistratura. E così, il gioco è fatto: è solo questione di tempo, come accaduto per tutte le "conquiste civili" dei decenni e secoli precedenti. Il meccanismo è sempre identico.

IL VERO PROCESSO STORICO E METASTORICO
Solo chi pensa - ma purtroppo stiamo parlando della quasi totalità delle persone, comprese quelle che hanno giuste idee - che quanto sta accadendo è frutto di errori di alcune persone confuse o cattive non arriva a capire il processo storico e metastorico che sottende tutto quanto stiamo vivendo oggi, un processo plurisecolare che parte dall'umanesimo e da Lutero per arrivare, tramite tappe fondamentali, a oggi. E, non capendo questo, non coglie chi sta dietro questo processo. E non cogliendo chi sta dietro questo processo non capisce la necessità del ritorno ai sacrifici umani. Così come non capisce perché si stia affermando il gender o qualsiasi altri dei fenomeni su citati e di tutti gli altri non citati.
Questo processo – che negli ultimi decenni, e quindi negli ultimissimi anni, con la fine della presenza del kathèkon, è divenuto incontenibile e sta raggiungendo velocità prima inconcepibili - non è ancora finito. Disilludetevi. Il fondo non è ancora toccato, manca molto anzi, e solo chi capisce - per tornare a quanto si diceva prima - chi sia l'intelligenza che tutto muove riesce a intravedere quale sarà la meta finale. Gli altri si credono intelligenti e "dotti", ma sono stolti, cui sono state nascoste le più evidenti verità.
Questa "marcia trionfale" del male, che travolge ogni ordine morale, politico e sociale, ogni legame con la vera Fede e vuole sovvertire, rivoluzionare antropologicamente perfino l'uomo stesso, non trova ormai più ostacoli seri ed è anche per questo che stravince ovunque. La politica è completamente asservita, nel mondo liberale oggi ancor più che in quello socialista o ex tale. La magistratura - quella che conta e ha potere - non ne parliamo proprio. Media e spettacolo sono la sua cavalleria di sfondamento. Intellettuali e scienziati sono venduti nella quasi totalità. E perfino la cavalleria "nemica" (ovvero quelli che dovrebbero essere le guide dei buoni) oggi si sta schierando con il male. Tutto e tutti sono asserviti ai signori che guidano la marcia, che sono - non in ultimo stadio, sia chiaro, ma almeno ad alto livello - i padroni della finanza mondiale, gli inventori del debito pubblico con cui ricattano l'intero sistema planetario che essi stessi hanno costruito.

L'UNICA RESISTENZA
L'unica resistenza sono le brave persone che capiscono, almeno in parte, e trovano forza e coraggio di impegnarsi. Ma sono quasi senza mezzi economici per poter opporre una seria resistenza. Ma non è questo il peggiore dei limiti: il peggiore dei mali è che sono irrimediabilmente divisi, per ragioni di egoismo e protagonismo individualistico ancor prima che per motivi ideologici (che pur esistono). E, come ha scritto Tolkien, non esiste prova più grande del potere dell'Oscuro Signore della divisione dei buoni.
Dinanzi a una società che propugna - e in maniera sempre più totalitaria e opprimente - la genderizzazione della gioventù, l'uccisione degli innocenti, la miseria delle masse che diventano così sempre più schiave e manovrabili e la distruzione delle patrie, delle identità culturali ed etniche, perfino della più piccola proprietà privata; dinanzi al fatto che siamo sempre più soli, abbandonanti anzitutto da chi per primo dovrebbe essere alla nostra guida, sarebbe forse giunto il momento di comprendere a fondo l'estrema necessità di superare divisioni, protagonismo e individualismi per ricercare l'unità di lotta. Dinanzi alla legalizzazione dell'uccisione dei bambini - come dei vecchi e dei malati, che precorre quella di ognuno di noi in qualsiasi momento - bisognerebbe forse aprire gli occhi, disincantare le coscienze e divenire pronti al sacrificio della lotta, come tante volte nel passato i nostri antenati sono stati pronti a fare per garantire ai loro figli, e a tutti noi, la libertà e la vita. Anche in Francia. Soprattutto in Francia. E in ogni parte dell'Europa occidentale.
Hannibal ad portas, signori. Che si fa? Ci si muove o si muore?
Ora che ho scritto di Hannibal, mi è venuto in mente il film Hannibal the cannibal... Qualcuno si chiederà cosa c'entri con questo discorso. Beh, chi se lo chiede... non ha ancora capito...
Forse è giunto il tempo di unire le forze.

Fonte: Il Ponte Levatoio, 08/03/2017

6 - LA PREGHIERA PER DJ FABO IN UNA CHIESA, TRA AMBIGUITA' E FALSE ATTESE (MA ALL'ANIMA DI FABO CHI CI PENSA?)
In Italia si parla di eutanasia, quando l'emergenza è invece la denatalità, con conseguente invecchiamento della popolazione
Autore: Riccardo Cascioli - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12/03/2017

Spiegava diversi anni fa un bravo sacerdote ambrosiano, che dopo il Concilio Vaticano II - quando le esequie sono diventate possibili anche per i suicidi - c'era la prassi di celebrare i funerali delle persone che si sono tolte la vita all'alba, un po' di nascosto. In questo modo si intendeva conciliare la pietà per il suicida, che ha grande bisogno di preghiere, con la necessità di non dare pubblico scandalo, essendo il suicidio condannato dalla Chiesa. Che la gente non equivocasse e avesse sempre ben chiaro che il suicidio è sempre un male.
Aggiungeva il sacerdote che tale misura aveva anche un significativo impatto sociale perché funzionava da deterrente al suicidio. Per un popolo fortemente influenzato dalla tradizione cristiana, avere coscienza che il suicidio porta all'inferno è certamente un richiamo molto concreto alla vita e un incentivo a superare le tentazioni di farla finita con la vita dovute a debolezze, fragilità, problemi ritenuti insormontabili.
Mi è rimasto molto impresso questo aneddoto perché dice di quanto la preoccupazione educativa per il popolo cristiano - in vista dell'aldilà - sia al centro della missione della Chiesa.

FUOCHI ARTIFICIALI ALL'USCITA DALLA CHIESA
E mi è tornato in mente guardando le immagini, i resoconti e i commenti relativi al momento di preghiera (il 10 marzo) per djFabo, il 40enne morto la settimana scorsa, assistito nel suicidio in un istituto svizzero. Il motivo è semplice, è l'esatto opposto dell'esempio precedente. Tralascio di commentare i fuochi artificiali all'uscita dalla chiesa mentre all'interno si udivano le note di una canzone particolarmente cara a djFabo. Per quanto deplorevoli, sono gesti meno significativi per quel che riguarda l'atteggiamento della Chiesa su certi temi.
Guardo invece alla preoccupazione educativa di cui non ci si è curati affatto. L'attenzione educativa si esprime anzitutto attraverso un giudizio chiaro, non sulla persona ma sull'atto, eppure di questo non c'è traccia. L'unica preoccupazione, almeno dalle cose dette, era accontentare la madre e la fidanzata di Fabo nel loro desiderio: cosa degnissima, ma può essere la preoccupazione fondamentale se non unica? Così la chiesa di sant'Ildefonso a Milano era gremita di persone anche perché grande pubblicità è stata data all'evento e l'ora è stata scelta per permettere la presenza al massimo numero di persone, dopo la giornata di lavoro.
Date le premesse non deve stupire che per giorni la preghiera per Fabo sia stata contrapposta ai funerali negati a Piergiorgio Welby - dieci anni fa a Roma - per dimostrare che la Chiesa è finalmente cambiata, ovviamente grazie a papa Francesco. Non a caso in prima fila nella chiesa di sant'Ildefonso c'erano il leader radicale Marco Cappato, che ha accompagnato Fabo nella clinica svizzera, e la vedova Welby, felici entrambi di rilasciare interviste rafforzando l'idea di cui sopra. E per giorni nessuno della Chiesa ambrosiana che si sia preoccupato di correggere questo messaggio. Forse perché lo si condivide?

LE PAROLE DEL PARROCO
Allo stesso modo le parole del parroco sono state centrate sulla sofferenza, come Dio incontra l'uomo nella sofferenza e come per l'uomo sia difficile riconoscere Dio nella sofferenza, ma insomma alla fine sembra di capire che tutto andrà per il meglio. Nessun cenno a quanto accaduto, come se fossero equivalenti la sofferenza vissuta nell'abbandono a Cristo e la sofferenza che porta alla negazione della vita e di Dio.
Si dirà: e cosa pretendevi, tuoni e fulmini contro il suicida? Certamente no, sono ben lontano da questo stile. Ma nella Chiesa ho imparato che si deve distinguere tra peccato e peccatore, cosa oggi evidentemente superata nella "nuova Chiesa": siccome il peccatore non va giudicato allora si giustificano tutti i peccati e tutti gli atti.
L'attenzione, la delicatezza verso le persone sofferenti - anche parenti di un suicida che della propria morte ha voluto fare una bandiera politica - non possono escludere un modo appropriato ma chiaro per richiamare a ciò che è vero. E questa è carità - e preoccupazione educativa - sia verso i familiari sia verso il popolo cristiano, visto che il momento di preghiera è stato reso ampiamente conosciuto.
Invece, piaccia o non piaccia ai responsabili della Curia ambrosiana, il messaggio passato è che ormai la Chiesa ha svoltato anche sul suicidio e sull'eutanasia: c'è sempre una condanna formale, ma nella prassi c'è molta comprensione e partecipazione. E tale comprensione è così forte da far dimenticare la condanna. Del resto ricordiamo che c'è già chi sostiene che la Chiesa dovrebbe stabilire dei riti ad hoc per coloro che decidono di ricorrere al suicidio assistito e all'eutanasia (ormai la parola d'ordine è "accompagnare").

IL VOCABOLARIO DELLA CHIESA
Conosco già l'obiezione: in un mondo che non conosce più il vocabolario della Chiesa, non si può partire dai giudizi, bisogna accompagnare le persone, insistere piuttosto nel testimoniare la bellezza della propria vita. In questo senso, il parroco di Sant'Ildefonso ha detto ai giornalisti prima della liturgia che si augurava che questo servisse almeno «a riflettere sul senso della vita». Auspicio che in effetti trovava eco nei pensieri espressi nel suo intervento dopo la lettura del Vangelo.
Che la morte di chiunque ci costringa a riflettere sul senso della vita non c'è dubbio. Ma è questo lo scopo della preghiera per un defunto? Si è sentito ripetere tante volte «siamo qui per pregare», «è un momento di preghiera» e così via. Ma pregare chi e perché? In tutte le cose sentite in questi giorni e anche in chiesa venerdì sera, non si è capito. Alla fine il momento di preghiera diventa un bel momento di commozione collettiva, che ci fa sentire più buoni per un'oretta e soddisfatti per la bella cerimonia. E poi? All'anima di Fabo chi ci pensa? Il catechismo ci dice che la preghiera di suffragio è per aiutare le anime del Purgatorio ad alleviare le proprie sofferenze, per abbreviare la purificazione. Ma dire queste cose è scomodo, può turbare. Meglio lasciar credere che Fabo adesso sia libero, stia ballando, sia sicuramente nella pace di Dio. Allora anche i fuochi d'artificio hanno il loro perché.

Nota di BastaBugie
: Riccardo Cascioli nell'articolo sottostante dal titolo "Nascite in Italia, un altro record negativo" ci ricorda che nel 2016 sono nati in Italia 474mila bambini, 12mila in meno dell'anno precedente. Con l'aumento della speranza di vita e quindi degli ultra65enni, assistiamo a un rapido invecchiamento della popolazione. C'è bisogno urgente di invertire la tendenza, ma i governi che si succedono vanno in tutt'altra direzione. E ora è già pronta la scorciatoia per riequilibrare (almeno un po') la struttura della popolazione.
Ecco l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 7 marzo 2017:
Era già tutto previsto, cantava Riccardo Cocciante 40 anni fa. Non si riferiva ovviamente al crollo dei tassi di fecondità, eppure è proprio all'inizio degli anni '70 (guarda caso con l'introduzione della legge sul divorzio) che inizia il calo delle nascite in Italia che dura tuttora. Nessuna sorpresa dunque se negli indicatori demografici presentati il 6 marzo dall'Istat si registra un altro record negativo di nascite: 474mila nel 2016, 12mila in meno del 2015, che segnava ovviamente il record precedente. Anche se il tasso di fecondità scende di pochissimo (1,34 figli per donna contro gli 1,35 dell'anno precedente), le nascite diminuiscono considerevolmente perché per effetto del calo degli anni precedenti si restringe sempre più la fascia di donne in età fertile.
E il futuro si presenta sempre più grigio. Il saldo naturale (nascite meno decessi) è fortemente negativo (-134mila nel 2016) e diminuisce anche la quota dei nuovi nati da donne straniere (19,4%), anche se queste mantengono tassi di fecondità più alti delle donne italiane (1,95 contro 1,27).
All'altro estremo c'è il dato positivo di un ulteriore aumento dell'aspettativa di vita: 80,6 anni per gli uomini e 85,1 per le donne. Addirittura abbiamo un boom di ultranovantenni, 727mila (1,2% della popolazione), che appena 15 anni fa erano 402mila (0,7%). Numero record anche degli ultracentenari che arrivano ormai a 17mila. Più in generale gli ultra65enni sono oltre 13,5 milioni, il 22,3% della popolazione contro gli 11,7 milioni di dieci anni fa (20,1%).
Ma i due dati combinati danno il risultato di un paese sempre più vecchio, con un'età media di 44,9 anni, avviato irrimediabilmente al declino anche perché non ci sono segnali di inversione di tendenza. «Sono dati che confermano quello che è in atto già da molto tempo - ci dice il demografo Giancarlo Blangiardo, docente all'Università di Milano Bicocca -. Sono problematiche denunciate già trenta anni fa, ma tutti se ne infischiano».
Se ne infischiano e si parla di altro, come se la crisi economica che dura ormai da molti anni non fosse figlia della denatalità e del conseguente invecchiamento della popolazione. Non a caso mentre si assottiglia sempre più il numero dei giovani, cresce di pari passo la disoccupazione giovanile; alla faccia di chi da anni predica il controllo delle nascite per diminuire la popolazione così da avere più risorse a disposizione. Non è così, la realtà ce lo dimostra ogni giorno, la denatalità produce stagnazione economica.
Il tragico è che mentre qualche politico comincia a rendersi conto della gravità della situazione demografica, allo stesso tempo non si ha alcuna intenzione di prendersi la responsabilità di scelte politiche che invertano la tendenza. Così si prospettano soluzioni che alla prova dei fatti si riveleranno ancora più rovinose. Principale fra queste ricette è l'immigrazione.
Recentemente si è fatta paladina di questa battaglia la leader radicale Emma Bonino che, dopo aver fatto tanto nei decenni passati per promuovere la denatalità, oggi propone l'ingresso massiccio di manodopera straniera per tappare i buchi creati dalla mancanza di giovani italiani. Chi propugna tale soluzione tradisce una concezione economicista dell'uomo, ridotto a semplici funzioni produttive e quindi interscambiabile: mancano dieci italiani, li rimpiazzo con dieci stranieri. Ma la realtà non funziona così: chi immigra - pur tralasciando le problematiche culturali e religiose, che pure sono importantissime - ha anche bisogno di una serie di servizi che ne permettano l'integrazione (case, sanità, apprendimento della lingua, e così via); inoltre spesso ciò che guadagna qui va in gran parte al paese d'origine per sostenere i familiari rimasti a casa. E ancora, gli stessi dati dell'Istat ci fanno vedere che la componente straniera fra i nuovi nati diminuisce, e lo stesso tasso di fecondità - per quanto sia ancora significativamente più alto - tende ad omologarsi a quello della popolazione italiana.
Il vero problema è che in Italia non si vuole sentir parlare di natalità. Basta ricordare le reazioni inconsulte pochi mesi fa all'iniziativa di un Fertility Day voluto dal ministro della Santità Beatrice Lorenzin. Era proprio una piccola cosa, ma è bastato ricordare che esiste un orologio biologico che sconsiglia di aspettare troppo per avere un figlio, per scatenare il finimondo. E l'iniziativa è completamente naufragata. Del resto governo e parlamento fanno di tutto per promuovere politiche che, si sa, scoraggiano le nascite: come non ricordare che basterebbe far venire al mondo i bambini abortiti (circa 100mila solo con l'aborto chirurgico) per rimettere in sesto i conti delle nascite. E come incide negativamente la promozione dell'omosessualità e la distruzione sistematica della famiglia sui tassi di fecondità.
«Allo scopo di invertire la tendenza nei tassi di fecondità - dice il professor Blangiardo - sono assolutamente inutili anche le misure di contrasto alla povertà, bonus e quant'altro. Per promuovere le nascite si deve soprattutto intervenire a sostegno del ceto medio, sono le classi medie quelle decisive per la fecondità. Ovviamente gli investimenti hanno un costo ma qui si gioca il futuro dell'Italia». Ma quale potrebbe essere una misura a favore del ceto medio? «Anzitutto il quoziente familiare», spiega il professor Blangiardo, ovvero una politica fiscale che imponga le tasse tenendo conto della numerosità del nucleo familiare: «Il modello francese funziona, in Italia manca la volontà politica».
Un problema è che, non volendo intervenire sulla fecondità e sulle nascite, si tende di conseguenza a spostare lo sguardo sull'altro versante demografico, quello della mortalità. Si fa sempre più ristretta la base produttiva da tassare al fine di pagare i crescenti costi sanitari e sociali per la popolazione anziana. È sotto questa luce che va considerata la campagna in corso per introdurre l'eutanasia: l'autodeterminazione delle singole persone, la libertà di scegliere, il diritto a una morte dignitosa sono tutti paraventi per nascondere la realtà di uno Stato che deciderà lui a chi e quando dare la morte.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 12/03/2017

7 - IN GERMANIA LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI SONO AUMENTATE DEL 30%, VOLETE INDOVINARE PERCHE'?
Intanto l'Olanda potrebbe votare per Wilders, il candidato nazionalista che promette di fermare l'immigrazione
Fonte Tempi, 08/02/2017

Secondo uno studio del ministero tedesco della Famiglia, degli Anziani, delle Donne e della Gioventù - il primo studio di questo tipo prodotto dal dicastero federale - in Germania sono quasi 50 mila le donne vittime della mutilazione genitale. E un numero di bambine compreso tra 1.500 e 5.700 sarebbe a rischio di subire lo stesso trattamento. I risultati della ricerca sono stati presentati lunedì 6 febbraio in occasione della giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili.
Un articolo dello Spiegel che riporta le risultanze dello studio spiega che «questa pratica è diffusa in Egitto, Eritrea, Somalia, Etiopia, Mali e Iraq», dove alle femmine «viene amputato tutto o in parte il clitoride», mentre «in alcuni paesi vengono recise anche le labbra [della vagina]». Stando ai numeri ricostruiti dal ministero, «dalla fine del 2014 il numero delle donne e delle bambine colpite è aumentato di circa il 30 per cento con l'immigrazione dai paesi citati».
In una conferenza organizzata da "Terre des Femmes" il sottosegretario Ralf Kleindiek ha ricordato che «la mutilazione genitale femminile è una grave violazione dei diritti umani» che «provoca indicibili dolori fisici e sofferenze psicologiche. Questo studio dimostra che il tema è molto attuale anche qui in Germania - anche alla luce dell'esodo e delle migrazioni». E il governo, secondo Kleindiek deve rispondere al fenomeno «con informazione, prevenzione e azione penale».
Nel diritto tedesco, si legge nel sito del ministero della Famiglia, la mutilazione genitale femminile è perseguibile anche quando è compiuta all'estero. Nel dicembre scorso, proprio su impulso del ministero, è stata introdotta una misura che prevede la revoca del passaporto per chi si reca dalla Germania in altri paesi con donne o bambine al seguito allo scopo di farle mutilare.
I numeri preoccupanti sulla mutilazione genitale femminile resi noti lunedì vanno ad aggiungersi a un altro drammatico allarme legato all'aumento dell'immigrazione in Germania: quello, lanciato nell'estate scorsa, relativo ai casi di poligamia e di matrimoni imposti alle bambine [leggi: TERRORISMO ISLAMICO: ALLARME POLIGAMIA E SPOSE BAMBINE TRA I MIGRANTI MUSULMANI, clicca qui, N.d.BB].

Nota di BastaBugie: nell'articolo sottostante dal titolo "Non vogliamo finire come Rotterdam" spiega come mai l'Olanda potrebbe votare per Wilders, il candidato nazionalista. Ecco perché, nonostante l'economia dell'Olanda sia la migliore dell'Ue, la gente quando va a votare potrebbe far prevalere ciò di cui ha paura. L'olandese medio teme infatti l'immigrazione e odia l'Europa.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su Tempi il 3 marzo 2017:
Geert Wilders, il candidato nazionalista alle elezioni generali olandesi del 15 marzo che promette di limitare immigrazione e islam, va forte nei sondaggi e i giornali non riescono a capire perché. Statistiche alla mano, l'Olanda è il paese che nel 2017 dovrebbe far registrare la migliore performance economica dell'Ue e ha una bassa percentuale di disoccupati. Tutto bene dunque. Invece no.
Volendam è un classico paesino olandese di 8.000 abitanti, appartenenti perlopiù al ceto medio, che vive di pesca e non ha problemi di criminalità. Gli immigrati sono solo il 2 per cento della popolazione, la disoccupazione è al 3 per cento (livello fisiologico) e tutti votano Wilders. Perché? «Perché non vogliamo finire come Amsterdam o Rotterdam, Wilders è l'unico che si preoccupa di questi problemi», raccontano gli abitanti a Reuters.
A Rotterdam, la seconda città più grande dell'Olanda, il 38 per cento della popolazione è costituito da immigrati, i musulmani sono tanti, il nome maschile più diffuso tra i nuovi nati (come ad Amsterdam e in altre parti d'Europa) è Maometto, la disoccupazione viaggia al 12 per cento e lo scontento è alto.
Secondo gli ultimi sondaggi il Pvv di Wilders (partito per la libertà) raddoppierebbe i suoi seggi in Parlamento rispetto alle ultime elezioni. Se ne prendesse davvero 26, arriverebbe quasi alla pari con i conservatori dell'attuale premier Mark Rutte, che potrebbe crollare da 41 a 27, mentre gli alleati laburisti scenderebbero da 38 a 14. Il risultato non sarebbe dettato da «ragioni economiche, ma da motivi culturali e identitari», ipotizza Sarah de Lange, docente di Scienze politiche all'università di Amsterdam. In ogni caso, siccome nessun partito sembra intenzionato ad allearsi con Wilders, il Pvv dovrebbe finire di nuovo all'opposizione.
La diffidenza verso l'alto numero di stranieri (specialmente se irregolari), saliti al 12,5 per cento della popolazione in Olanda (in Italia sono l'8), non è l'unico motivo per cui Wilders va forte. Gli olandesi non hanno digerito bene le misure di austerità imposte dall'Europa, la crescita stagnante tra il 2008 e il 2014 e i tagli alla sanità. Percepiscono inoltre che il rifiuto espresso nei confronti dei progetti dell'Unione Europea con due referendum nel 2005 e 2016 non sia stato preso sul serio. «Abbiamo bisogno di aria fresca», dichiara Carla Dekker, abitante di un sobborgo di Rotterdam e sostenitrice di Wilders. «Se arriva primo e non lo fanno governare, non so cosa succederà. Credo che ci sarà un'insurrezione».

Fonte: Tempi, 08/02/2017

8 - LETTERA A MIO FIGLIO CHE HO UCCISO CON L'ABORTO
Riceviamo e volentieri pubblichiamo una dolorosa testimonianza
Fonte Redazione di BastaBugie, 5 febbraio 2017

Figlio mio, passano giorni e giorni, senza che io possa minimamente sentirti più vicino. Troppo lontano, una distanza soffocante che non dovrebbe esistere tra madre e figlio.
Si avvicina il giorno in cui un anno fa seppi che eri dentro di me. Solo ora capisco che eri più forte di me e che insieme ce l'avremmo fatta. Non avremmo avuto bisogno dei miei genitori né di tuo padre forse, ma che soli stringendoci le mani ce l'avremmo fatta. Mi manchi amore mio. Mi manca sentirti, mi manca la nostra vita, mi manca il tuo battito e scrivo perché penso che se non hai modo di ascoltarmi, lo scritto rimarrà per sempre.
Vorrei urlare da questa finestra quanto ti amo e quanto sia soffocante questa vita che ho accettato di vivere senza di te. Ho provato a fare tante cose... Ho incontrato persone che si occupano di donne che hanno avuto la mia stessa triste esperienza, e all'inizio riesco a sentirmi meglio, poi quando mi fermo a pensare, quando sono più sola che mai, lì capisco che non ci sarà mai niente e nessuno che potrà colmare il vuoto che mi sono provocata.
Vorrei parlare con mio padre e dirgli mille cose. Innanzitutto che per colpa mia prima, ma poi anche per colpa sua, ho spento il bottone della vita. Vorrei dirgli che ora tutto scorre inesorabilmente e che io vorrei scorresse ancora più velocemente. Lui non capirà mai che cosa è significato per me ucciderti, che vivono ora meglio tutti gli altri non sapendo che tu c'eri e ci sei nel mio cuore, ma che ho smesso di vivere io. Ho spento tutto: emozioni, dolore, comprensione, amore, dolcezza, umiltà. Ho spento tutto quello che era la mia persona e di cui ne andavo fiera. La persona che sono ora è il frutto di quello che loro vogliono che sia. Ma io soffro terribilmente e mi chiedo perché Dio permette a una mamma di soffrire così tanto, ma poi ci ripenso e la risposta la so.
Se non ho avuto il coraggio di difenderti quando eri così piccolo e così indifeso, come posso pensare che sarei stata una buona madre? Eppure amore mio, continuo in questa vita, con le cose materiali di prima anzi di più, e non piango più e non sorrido più, continuo a vedere tuo padre perché mi fa sentire più vicina a te, immaginando che tu avessi i suoi capelli, le sue mani, i suoi occhi.
Chiudo gli occhi e provo a immaginare come sarà incontrarti in cielo: se mi odierai e non vorrai abbracciarmi oppure se mi abbraccerai perché sai che il mio desiderio, il mio cuore di mamma da quel giorno non aspettava altro che darti un abbraccio forte ed un bacio sulla fronte e dirti che ora nessuno potrà mai dividerci.
Leggendo queste mie parole qualcuno potrà pensare che io abbia perso il senno e forse è così, ma chi riuscirebbe a vivere con un rimorso del genere? Ma più che rimorso è più concretamente proprio il bisogno di lui. Tre mesi vissuti insieme sono stati troppo pochi, ma mamme vi assicuro che sono una vita.
Vorrei appellarmi a coloro che leggeranno queste mie parole, non perché mi interessi di voi persone sconosciute, visto che non ho più il minimo interesse per me stessa, ma mi sento in dovere di dirvi che qualsiasi strada, qualsiasi strada esiste nella vita, ma non quella di uccidere vostro figlio e voi stesse. È un errore irreparabile! Nonostante tutti vi dicano che è la strada più semplice, vi garantisco che dopo sentirete che vi manca il respiro quando incontrerete una donna con il pancione, quando vedrete gli occhi di un bambino...
Non si può evitare tutto questo perché a che altro serve mai questa vita per una mamma se non per accogliere i figli che Dio vuole donarle? A niente, ve lo assicuro, se non vivere queste emozioni grandi che sono l'unica cosa vera e pulita e sincera che sono rimaste.
Non so quanto riuscirò a sostenere questa lotta, perché il pensiero del suicidio è frequente nelle donne che hanno fatto il mio stesso errore. Ma sono sicura che vale la pena di scrivere la mia esperienza, non per sfogo, non per compassione, ma per dirvi come sarà la vostra vita se sceglierete di fare una cosa così abominevole. Qualcuno la vivrà con spensieratezza, o è quello che darà a vedere, ma non è un gesto spensierato per nulla, non può esserlo per nessuno. Non fatelo mai, non sporcatevi le mani di sangue, decidete di avere coraggio. Avere vostro figlio tra le braccia vi salverà la vita.
E tu amore di mamma, aspettami, io ti penso in ogni istante della giornata, e sempre di più vorrei essere lì con te. Ti prego perdonami. Se puoi. E prega per me.

Nota di BastaBugie: come uscire dal rimorso dell'aborto? Vai al seguente link

RIMEDIARE ALLE DISASTROSE CONSEGUENZE DELL'ABORTO
Per chi ha abortito il percorso di guarigione inizia col dare il nome al figlio che vive in cielo, poi c'è bisogno di ascolto, dialogo, tenerezza, preghiera e del perdono di Dio
di Costanza Miriano
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4342

Fonte: Redazione di BastaBugie, 5 febbraio 2017

9 - OMELIA III DOMENICA DI QUARESIMA - ANNO A (Gv 4,5-42)
Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 19 marzo 2017)

Il brano evangelico della terza Domenica di Quaresima ci presenta l'episodio di Gesù che incontra una donna samaritana al pozzo di Giacobbe della città samaritana di Sicar. L'episodio è molto significativo per due motivi. Prima di tutto perché si tratta di una città samaritana; e, subito dopo, per il fatto che Gesù parla ad una donna. La Samaria era una regione posta tra la Giudea e la Galilea. Essa era il risultato di una mescolanza di diverse popolazioni. Nel 721 a.C., infatti, gli assiri avevano deportato il meglio della popolazione samaritana, sostituendola con coloni babilonesi ed aramei che portarono con sé i loro culti pagani. Col tempo ne risultò una popolazione mista, sia di razza che di religione, al punto che i giudei non vollero mai considerare i samaritani come fratelli di sangue e di fede. Questo episodio ci insegna che Gesù è venuto per la salvezza di tutti e che il Vangelo deve essere predicato fino agli estremi confini della terra.
Gesù parla ad una donna. Questo stupì non poco i suoi Discepoli. Secondo la mentalità degli ebrei dell'epoca, un uomo non doveva perdere il suo tempo a parlare con una donna della Legge mosaica. Il fatto che Gesù si fermi a parlare con la samaritana al pozzo di Sicar ci insegna la pari dignità che vi è tra l'uomo e la donna.
All'inizio del suo ministero pubblico, andando dalla Giudea verso la Galilea, Gesù prese la via che, attraverso la montagna, passa per la Samaria. Gesù si fermò nei pressi di un pozzo e lì vide una donna che andava ad attingere dell'acqua. Assetato per il lungo cammino, il Maestro divino domanda un po' da bere a quella donna. A nessuno si poteva negare un bicchiere d'acqua; ma, per la parlata di Gesù, quella donna si accorse subito che colui che gli domandava da bere era un ebreo e non un samaritano. Ella si meravigliò che un ebreo si degnasse di fare una simile domanda. Iniziò allora un dialogo.
In cambio di quella poca acqua necessaria per dissetarsi, Gesù promette "l'acqua viva". L'acqua viva è l'acqua di sorgente, l'acqua che zampilla, a differenza di quella di pozzo che è ferma. L'acqua viva simboleggia molto bene la grazia che scaturisce dal Cuore trafitto di Gesù. Di quest'acqua ha parlato la prima lettura di oggi; Dio disse a Mosè: «Tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà» (Es 17,6). Quella roccia simboleggiava Cristo Crocifisso, dal cui Costato trafitto uscì sangue e acqua, simbolo di grazia e di salvezza. Di quest'acqua ha parlato anche la seconda lettura di oggi, quando dice che «l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5).
L'acqua è simbolo di grazia e purificazione, ed è importante notare come Gesù parlò di quest'acqua viva e parlò anche della situazione di peccato nella quale si trovava la donna samaritana, la quale conviveva con un uomo che non era suo marito. Un po' per volta, Gesù volle portare quella donna alla conversione, e volle farle comprendere che ella aveva bisogno di una profonda purificazione. La donna si convertì al punto che corse nel villaggio per portare tutti a Gesù. In più occasioni Gesù aveva presentato i samaritani, a differenza dei farisei, come i più sensibili alla sua predicazione. Pensiamo ad esempio alla bella parabola del Buon Samaritano: essa doveva risuonare come un severo rimprovero per i maestri della Legge.
Come quella donna, anche noi abbiamo avuto bisogno della grazia purificatrice. Questa grazia l'abbiamo ricevuta nel giorno del nostro Battesimo, con il quale ci è stato tolto il peccato originale. Il Battesimo si riceve una sola volta nella vita, mentre noi pecchiamo ogni giorno, e ogni giorno abbiamo bisogno di perdono e purificazione.
Dopo il Battesimo, la grazia del perdono e della purificazione ci è offerta dal sacramento della Confessione. Questo Sacramento si può ricevere molte volte. La Chiesa ci fa obbligo di riceverlo perlomeno una volta all'anno. Si capisce però che ci è fortemente raccomandato di confessare i nostri peccati molto più spesso, ogni mese, o anche ogni settimana se ci è possibile. Facendo così, l'acqua della grazia ci purificherà continuamente e la nostra anima sarà più bianca della neve.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 19 marzo 2017)

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