BastaBugie n°509 del 07 giugno 2017

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1 TRUMP ABBANDONA L'ACCORDO SUL CLIMA... E FA BENE
La vera scienza dice che il clima sulla terra (e sugli altri pianeti) cambia per ragioni naturali legate soprattutto alle attività solari (scienziati del calibro di Rubbia e Zichichi hanno già dimostrato che il riscaldamento globale causato dall'uomo è una bufala)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
2 LONDRA: NESSUNA STRATEGIA FERMERA' GLI ATTENTATI FINCHE' NON SI CAPIRA' CHE IL TERRORISMO E' ISLAMICO
Per il sindaco di Londra (musulmano) i terroristi non sono veri islamici... eppure godono del sostengno di tanti musulmani ''moderati'' (intanto a Torino 1500 feriti per la paura attentati)
Autore: Gianandrea Gaiani - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 BASSETTI, IL NUOVO PRESIDENTE DELLA CEI, INIZIA MALE
Non vanno confusi vittime e carnefici (i 29 cristiani uccisi in Egitto hanno preferito morire piuttosto che convertirsi all'islam)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
4 PERCHE' I BAMBINI CREDONO IN DIO SENZA PROBLEMI?
I bambini sapendo poco, osservano tanto: tornando bambini potremo liberarci dalla presunzione e cogliere meglio la realtà (VIDEO: la creazione)
Autore: Francesco Agnoli - Fonte: Libertà e Persona
5 LE FAKE-NEWS CON CUI VUOLE INGANNARCI LA BOLDRINI
La presidentA si indigna alla notizia di sua sorella che gestisce 340 cooperative per i migranti: peccato che la fake-news non era una fake-news (cioè non veniva da un sito complottista, ma era una battuta per prendere in giro i siti complottisti)
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
6 MORTO A 101 ANNI IL FONDATORE DEL GRUPPO BILDERBERG E DELLA COMMISSIONE TRILTERALE
David Rockefeller ha sostenuto la fine della sovranità degli Stati per costruire un nuovo ordine mondiale (e finanziato gli aborti)
Fonte: Libertà e Persona
7 AL VERTICE NATO DI BRUXELLES COSA CI FA UN UOMO NELLA FOTO DI GRUPPO DELLE FIRST LADY?
Altre notizie: a seno nudo durante l'Angelus a San Pietro = assolte, Scialpi e il Gay pride, unioni gay flop come previsto
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender
8 CON LO IUS SOLI CI ALLEVEREMO IL TERRORE IN CASA
Se al Senato passa la legge per dare la cittadinanza italiana agli immigrati nati in Italia possiamo dire addio al nostro Bel Paese
Autore: Maria Guarini - Fonte: Corrispondenza Romana
9 OMELIA SANTISSIMA TRINITA' - ANNO A (Gv 3,16-18)
Chi crede in lui non è condannato
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - TRUMP ABBANDONA L'ACCORDO SUL CLIMA... E FA BENE
La vera scienza dice che il clima sulla terra (e sugli altri pianeti) cambia per ragioni naturali legate soprattutto alle attività solari (scienziati del calibro di Rubbia e Zichichi hanno già dimostrato che il riscaldamento globale causato dall'uomo è una bufala)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 04/06/2017

Gli scivoloni del luogocomunismo "politicamente corretto" sono spesso assurdi e comici: "ce lo chiede l'Europa" va insieme a "non ci sono più le mezze stagioni" e "un tempo qui era tutta campagna".
Prendiamo l'enfasi sulla scienza e sul clima: "lo dice la scienza, signora mia".
Ma quale scienza? La scienza ci dice che il clima sulla terra (e sugli altri pianeti) cambia per ragioni naturali legate soprattutto alle attività solari. E non bisogna confondere i cambiamenti climatici con l'inquinamento.

CHE TEMPO CHE FA
Antonino Zichichi da scienziato non crede (come molti altri) alla storia catastrofica del "riscaldamento globale" causato dall'uomo: "infatti su Marte la Nasa registra variazioni climatiche senza che ci sia alcuna attività umana. Sbagliare sull'evoluzione del clima vuol dire buttare a mare miliardi di dollari/euro".
Non merita ascolto? Allora prendiamo un Nobel come Carlo Rubbia: tempo fa ha parlato al Senato sul cosiddetto riscaldamento globale per cause umane e anche lui ha detto cose del tutto diverse da quelle che vengono propagandate da anni dalle caste europee. [...]
Così tutti gridano allo scandalo per la decisione di Trump di sfilarsi dal Trattato di Parigi. Trump sarebbe responsabile della distruzione del pianeta.
Eppure i dati dicono che negli ultimi quindici anni le temperature dell'aria sulla superficie terrestre non sono aumentate affatto (anzi) e proprio mentre aumentavano di molto le emissione umane di anidride carbonica (Co2).
Si noti peraltro che le emissioni di CO2 provocate dall'uomo sono solo il 4 per cento del totale: per gran parte sono emissioni d'origine naturale. L'anidride carbonica è fondamentale per la vita sulla terra: ne hanno bisogno le piante che così alimentano tutti gli esseri viventi [leggi: GRANDE ACCORDO SUL CLIMA A PARIGI? IN REALTA' UN NULLA DI FATTO, clicca qui, N.d.BB].

VACCINOMANIA
A proposito. S'invoca la scienza pure sui vaccini. Però - almeno stavolta - non si può dire che ce lo chiede l'Europa, perché nessun Paese europeo ha 12 vaccini obbligatori (anzi, 15 paesi su 29 non ne hanno nessuno come obbligatorio).
In Italia il governo ha deciso che tutti i nostri bambini ora dovranno subire dodici vaccini obbligatori per essere ammessi all'asilo o alla scuola (altrimenti si rischia perfino la patria potestà).
Nel frattempo però facciamo entrare in Italia 180 mila migranti all'anno - perlopiù dall'Africa e dall'Asia - e non risulta che per loro vengano fatte dodici vaccinazioni obbligatorie.
Eppure quelle africane e asiatiche sono zone sanitariamente a rischio, tanto che per andarci dall'Italia si fanno - appunto - molti vaccini: sul sito del ministero della salute sono elencati.
E' il socialismo surreale. Come diceva il Manzoni, il buon senso, se c'è, se ne sta nascosto per paura del senso comune. In tutti i campi [leggi: L'ITALIA E' LA DITTATURA DEI VACCINI, clicca qui, N.d.BB].

PARADOSSI
Per esempio: è obbligatorio mettere il casco in moto perché lo Stato afferma che uno non ha diritto di rischiare la propria vita. Ma poi si dice che il suicidio assistito e l'eutanasia sarebbero leggi lodevoli. Da imitare.
A volte si producono strani paradossi. La droga va legalizzata. L'olio di palma o il burro vanno demonizzati. Mangiare l'abbacchio o fumare sono orrori. Abortire un bambino è un diritto.
E' anche stupefacente il decisionismo esigente dei governanti illuminati. Per insegnare all'asilo infantile si dovrà avere la laurea. Nel caso in cui non si abbia la laurea si può fare il ministro della Pubblica istruzione.
A proposito di paradossi. L'articolo 47 della Costituzione recita: "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio". Poi - in obbedienza all'Europa - approvano il bail-in che mette ko il risparmiatore, con tanti saluti alla Costituzione.
Del resto era "la Costituzione più bella del mondo" e andava difesa con le unghie e con i denti solo se a volerla cambiare era il centrodestra. Invece è un documento un po' vecchiotto e da modernizzare se a volerla cambiare è il Pd.
Il doppiopesismo del "pensiero illuminato" vale anche oltre i confini.
La democrazia - secondo la casta - è la sovranità del popolo, ma solo quando decide secondo gli ordini delle élite. Il populismo è la sovranità del popolo che pretende di decidere di testa sua contro gli ordini delle élite.
Anche la scena internazionale si guarda con questi occhiali ideologici. Espellere clandestini è una prassi normale di cui non dare nemmeno notizia se praticata da Obama. E' invece disumano se a farlo è Trump. Così pure per la vendita di armi.
A proposito, Trump è un pericoloso pagliaccio se vuole riportare gli investimenti negli Stati Uniti, se difende la vita e se dice che il suo Paese deve smetterla di far la guerra in tutto il mondo.
E' invece un valido presidente americano se, dall'oggi al domani, senza alcun mandato Onu e senza alcun accertamento sulle responsabilità di eventuali bombe al gas, decide di bombardare la Siria.
Del resto bisogna ripetere sempre che l'Islam non c'entra niente col terrorismo. Anzi, l'Islam è una religione di pace. Come tutti sanno. Il Cristianesimo invece è oscurantismo, intolleranza e superstizione.
La Russia di Putin finché c'è stata una tirannia comunista che ha instaurato il terrore e ha fatto milioni di vittime è stata la patria del proletariato e del sol dell'avvenire o comunque una grande potenza da rispettare.
Oggi che è libera e non ha Gulag, è un pericolo pubblico da demonizzare e a cui imporre sanzioni.
Il Vaticano è la rovina dell'Italia, è un'istituzione teocratica e anacronistica se i papi si chiamano Giovanni Paolo II o Benedetto XVI. E' l'unica leadership mondiale progressista da guardare e seguire ammirati se c'è Bergoglio.
Il Movimento 5 stelle è un interessante "partito di centro" con cui collaborare se si cerca di associarlo alla Sinistra. Rappresenta una pericolosa deriva populista se non si fa incantare dalle sirene "progressiste".
La Lega è "una costola della sinistra" se abbatte il governo Berlusconi. La Lega è razzista e irresponsabile se vuole controllare l'immigrazione, se dice che l'euro e questa Ue sono sciagure.
A proposito. L'emergenza dell'Europa non è la disoccupazione, né il terrorismo, né la crescita economica agonizzante, né l'euro, né l'invasione dei migranti, né il declino demografico, né il vuoto democratico, né la perdita di identità. L'emergenza dell'Europa - a quanto pare - sono le fake news e gli hacker russi.
Per salvaguardare la democrazia bisogna imbavagliare la rete. Ci metteranno la mordacchia, ma lo fanno per il nostro bene. Dobbiamo esserne grati. O no?

Nota di BastaBugie: Marco Respinti nell'articolo sottostante dal titolo "Alla balla del clima l'America non ha mai creduto" spiega che, malgrado le roboanti dichiarazioni delle amministrazioni Clinton e Obama, gli Stati Uniti non hanno mai ratificato alcun accordo internazionale sui cambiamenti climatici. Addirittura sul Protocollo di Kyoto, l'allora vice-presidente Gore, grande sostenitore del Protocollo, fu sconfitto all'unanimità dal Senato.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 2 giugno 2017:
Se gli Stati Uniti abbandonano l'Accordo di Parigi sul clima (la Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici, detta "COP 21", del dicembre 2015), non cambia granché. La linea di Donald J. Trump resta cioè la stessa dei suoi tre predecessori, Barack Obama, George W. Bush jr. e Bill Clinton, governati dai quali gli Stati Uniti non hanno mai ratificato alcun accordo internazionale sui mutamenti ambientali.
Tutto, o gran parte, ha inizio nel 1970 con la creazione, negli Stati Uniti, dell'Environmental Protection Agency (EPA), l'ente governativo fortemente voluto dal presidente Richard M. Nixon (1913-1994), e con la fabbricazione semantica del concetto di "cambiamento climatico" inteso come «qualsiasi cambiamento significativo nelle misurazioni del clima perdurante per un periodo prolungato di tempo». Il cambiamento climatico, cioè, è il cambiamento climatico. Prima dell'invenzione del concetto, il clima cambiava? o non cambiava? ma nessuno lo chiamava così. Il fatto però è che l'EPA nacque per la preoccupazione inversa a quella di oggi: allora si gridava infatti al "raffreddamento globale". Invertiti i poli, il "riscaldamento globale" è divenuto una minestra continuamente riscaldata.
L'apice è però del 1997, con la stipula del Protocollo di Kyoto. Kyoto sta in Giappone. È una grande città di 1,5 milioni di abitanti che ovviamente consumano e pertanto inquinano. Una centrale di "peccato". Qui sorgono gli stabilimenti della Nintendo, regina dei videogiochi (è quella di "Super Mario Bros"), che praticamente è un'«istigazione a delinquere» istituzionalizzata, vista l'energia inquinante che serve a mantenere tutti i suoi posti di lavoro e a ricaricare le consolle dei ragazzetti videodipendenti. Fu così che, durante la Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, detta "COP3", 180 Paesi s'impegnarono a ridurre nel periodo 2008-2011 le emissioni di agenti inquinanti non meno dell'8,65% dei livelli registrati nel 1985. Perché quell'anno? Perché da qualche parte bisogna pure iniziare. Come si fa con quelle statistiche su terremoti o uragani che servono a distribuire allegramente colpe e assoluzioni ogni qualvolta si verifica un cataclisma, ma che in realtà monitorano lo storico soltanto da quando si è iniziato a misurare il reale con gli strumenti odierni, speculando cioè su archi temporali troppo brevi e sempre aleatori.
A Kyoto la sentenza senz'appello colpì il biossido di carbonio e altri cinque gas responsabili del cosiddetto "effetto-serra": metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo. Tutte cose, però, che, di per sé, fanno benissimo alla vita sulla Terra. Il biossido di carbonio, infatti, è l'anidride carbonica (il CO2), indispensabile, nella misura corretta, per la fotosintesi delle piante, dunque, per paradossale che possa sembrare, strumento imprescindibile dell'ossigenazione del pianeta. Quanto all'«effetto-serra», quello che trattiene nell'atmosfera una parte del calore irraggiato dal Sole, benedetto il Cielo perché esiste: è infatti il principale termoregolatore della Terra, esempio charmant del fine-tuning che regola il nostro pianeta come un orologino svizzero. Se fosse poco, boccheggeremmo nel deserto come su Marte; se fosse eccessivo, asfissieremmo nell'umido come su Venere.
Il Protocollo di Kyoto è quindi entrato in vigore il 16 febbraio 2005. Nel tempo, ai primi firmatari se ne sono uniti altri. Ma l'obiettivo non è stato raggiunto e così, nel dicembre 2010, la Conferenza di Doha, in Qatar, ha esteso al 2020 il tempo utile per raggiungerne gli obiettivi.
Ora, quando a Kyoto si firmò (1997) alla Casa Bianca sedeva Bill Clinton e al suo fianco sfilava il re di tutti gli ambientalisti politici, il vicepresidente Al Gore. Ciononostante, il Congresso federale non ha mai ratificato l'accordo, che dunque non ha mai vincolato gli Stati Uniti. Anzi, in quello stesso anno il Senato americano votò all'unanimità, quindi Democratici compresi, la Risoluzione Byrd-Hagel, bipartisan, approntata dai senatori Chuck Hagel, Repubblicano, e Robert Byrd, Democratico, stabilendo che gli Stati Uniti non dovevano nemmeno figurare tra i firmatari di Kyoto. Quando invece Kyoto entrò in vigore, alla Casa Bianca era subentrato George W. Bush jr., ma né lui, fiero avversario del Protocollo, né il suo successore Barack Obama, entusiasta del Protocollo, hanno mai pensato di sottoporre il trattato alla ratifica parlamentare necessaria a renderlo cogente.
Tra la firma e l'entrata in vigore di Kyoto, due senatori americani, quel Repubblicano strano che è John McCain e Joseph Lieberman, Democratico indipendente, hanno cercato per ben due volte, nell'ottobre 2003 e nel giugno 2005, di far approvare un pacchetto di tre leggi denominate "Climate Stewardship Acts" miranti a fissare un tetto di sostenibilità alla quantità di "gas serra" emessi nell'aria, da far rispettare attraverso incentivi (il sistema detto "cap and trade"), ma tutte e due le volte la misura è stata bocciata.
Con Obama in sella l'ambientalismo di governo ha certo ripreso fiato, anche attraverso l'istituzione, nel 2009, dell'Ufficio della Casa Bianca per la politica sull'energia e sui cambiamenti climatici; ma, una dopo l'altra, le iniziative di legge caldeggiate (è il caso di dirlo) da Obama si sono tutte arenate al Senato. La retorica certo non è mancata. Le proposte faraoniche nemmeno, per esempio l'impegno assunto al Climate Change Summit svoltosi a Copenaghen nel 2009 di ridurre le emissioni serra del 17% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020, del 42% entro il 2030 e addirittura dell'83% entro il 2050. Ma l'unico elemento che avrebbe davvero fatto svoltare il Paese, la ratifica di Kyoto, è rimasto lettera morta. Ipocrita, quindi, dare per l'ennesima volta a Trump del furfante perché esce da quegli Accordi di Parigi che sono solo una pacca sulle spalle al già vuoto "spirito di Kyoto".

Fonte: Libero, 04/06/2017

2 - LONDRA: NESSUNA STRATEGIA FERMERA' GLI ATTENTATI FINCHE' NON SI CAPIRA' CHE IL TERRORISMO E' ISLAMICO
Per il sindaco di Londra (musulmano) i terroristi non sono veri islamici... eppure godono del sostengno di tanti musulmani ''moderati'' (intanto a Torino 1500 feriti per la paura attentati)
Autore: Gianandrea Gaiani - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 05/06/2017

Nonostante le condanne degli organismi che rappresentano il mondo islamico, il terzo attentato che colpisce, in due mesi, la Gran Bretagna conferma tutte le criticità dei Paesi europei alle prese con un terrorismo che, inevitabilmente, gode di ampi appoggi nell'estremismo islamico, sostenuto dalle monarchie sunnite del Golfo e ormai diffuso in modo capillare in Europa e quasi mai contrastato con efficacia dagli Stati che hanno persino rinunciato a incarcerare i foreign fighters di ritorno da Iraq e Siria e a perseguire i tanti predicatori e imam che inneggiano a violenza e sharia.
Se davvero Theresa May (qualora restasse premier) vuole cambiare radicalmente la strategia contro il terrorismo, come ha detto ieri, dovrà cominciare a combattere l'estremismo islamico dilagante e i suoi finanziatori della Penisola Arabica, che sono anche i maggiori investitori nell'economia britannica e nella Borsa di Londra. Il piano prevede 4 punti: sconfiggere l'ideologia islamista per far capire che i valori occidentali sono "superiori", mettere fine allo "spazio sicuro" offerto ai terroristi dalla rete Internet, continuare l'azione militare contro l'Isis in Iraq e in Siria e garantire pene detentive più lunghe. Vedremo se e quali sviluppi concreti avrà.

I TERRORISTI SONO VERI ISLAMICI
Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha detto che i terroristi non sono veri islamici come dimostrerebbe il fatto che hanno colpito sul London Bridge durante il Ramadan, ma lui per primo (è islamico) dovrebbe sapere che il mese del digiuno è stato sempre insanguinato da azioni terroristiche e negli ultimi giorni terroristi "non veramente islamici" (?) hanno massacrato innocenti a Kabul, Baghdad, Mindanao. Negare che il terrorismo sia "profondamente islamico" è ridicolo ma soprattutto fuorviante, specie dopo i dati emersi nell'aprile 2016 da un sondaggio condotto nella comunità islamica dalla società demoscopica ICM presentato all'interno di un documentario di Channel 4 dal titolo 'Che cosa i musulmani veramente pensano', presentato da Trevor Phillips, ex presidente della commissione per l'eguaglianza razziale ed i diritti umani. Il dato più eclatante è che solo il 34% degli intervistati sarebbe disposto a denunciare alla polizia un sospetto 'foreign fighter' coinvolto in azioni terroristiche jihadiste. In soldoni questo significa che per convinzione o convenienza i due terzi del campione di popolazione islamica residente in Gran Bretagna sostiene o comunque non contrasta la causa dello Stato Islamico. Dal sondaggio emerge inoltre che il 52% dei musulmani intervistati ritiene che l'omosessualità dovrebbe essere illegale e per il 47% è inaccettabile che gay o lesbiche insegnino in una scuola. Il 23% è a favore dell'introduzione della sharia in Gran Bretagna e il 4 per cento simpatizza con i terroristi suicidi, il 32% non condanna le violenze contro chi viene accusato di avere "offeso Maometto" e il 31% è a favore della poligamia. "L'integrazione dei musulmani nel Regno Unito sarà probabilmente il compito più difficile che abbiamo davanti - aveva detto Phillips - richiederà l'abbandono del multiculturalismo all'acqua di rose e l'adozione di un approccio all'integrazione molto più deciso".

UN CLAMOROSO SONDAGGIO DELLA BBC
Valutazione più che sufficiente a confermare non solo che il terrorismo è islamico, ma che gode di ampi sostegni nella comunità musulmana britannica. Il governo di Sua Maestà del resto ne è talmente consapevole da aver bloccato la diffusione degli elementi emersi dall'inchiesta voluta l'anno scorso dall'allora premier David Cameron sui finanziamenti al jihadismo in Gran Bretagna. Un anno prima, nel febbraio 2015, il sondaggio commissionato dalla BBC all'istituto ComRes per sondare il parere della comunità islamica del Regno Unito, stimata in 2,8 milioni di persone (pari al 4,4% della popolazione totale), due mesi dopo la strage jihadista nella redazione parigina dio Charlie Hebdo, diede risultati simili. Oltre un quarto (il 27%) del campione di mille musulmani britannici intervistati "comprende i motivi dietro all'attacco a Charlie Hebdo a Parigi" condotto dai fratelli Kouachi il 7 gennaio 2015 mentre l'11% si sono detti convinti che coloro che pubblicano le immagini di Maometto meritano di essere attaccati. In termini numerici significa che due anni or sono 280 mila musulmani britannici sostenevano i terroristi e circa 750 mila ne condividevano le motivazioni. Nel complesso un milione di islamici britannici che ben difficilmente potremmo definire "moderati". Da non dimenticare poi quel 32% degli intervistati che disse di "capire le ragioni di chi lancia attacchi in nome dell'islam se la religione è stata insultata". Il sondaggio evidenziò anche come il 46% degli intervistati ritenesse che il Regno Unito fosse diventato meno tollerante nei confronti dei musulmani mentre più di un terzo evidenziò che i britannici non si fidano delle persone di fede musulmana.
"Sono dati che mi preoccupano" commentò Sayeeda Warsi, primo ministro donna di religione musulmana in Gran Bretagna. Eppure per comprendere l'abisso che separa l'Occidente dall'islam è sufficiente ricordare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo promulgata nel 1948 dalle Nazioni Unite che i Paesi islamici non hanno mai sottoscritto perché contraria ai precetti coranici e alla sharia. Il motivo è facilmente comprensibile fin dalla prima riga dell'articolo 1 della Dichiarazione che recita: "tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti".

Nota di BastaBugie: Riccardo Cascioli nell'articolo sottostante dal titolo "Londra sotto attacco, così vince l'islamismo" parla del gravissimo doppio attentato nel cuore della capitale inglese: un furgone piomba sulla folla a London Bridge e poi una battaglia va avanti fino a tarda notte; a poca distanza, al Borough Market, un uomo colpisce gli avventori di un pub con un grosso coltello. Ormai in Europa gli attacchi islamisti non si contano, e nella gente c'è ormai il terrore: ieri sera in piazza a Torino è bastato lo scoppio di un petardo per provocare panico e il fuggi fuggi: 600 feriti, alcuni molto gravi.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 4 giugno 2017:
Un furgone che si lancia sui passanti a London Bridge, accoltellamenti e spari al Borough Market. A Londra è stata un'altra notte di terrore, appena dieci giorni dopo la strage jihadista a Manchester e a cinque giorni dalle elezioni che si terranno giovedì 8 giugno. Al momento il bilancio è di sette morti e decine di feriti.
Tutto è cominciato alle 22.30 ora locale (le 23.30 in Italia): un furgone su London Bridge ha ripetuto la stessa scena già verificatasi il 22 marzo scorso su Westminster Bridge, con la differenza che ne sarebbero scesi tre uomini che hanno colpito i passanti con i coltelli dirigendosi verso l vicino Borough Market: le testimonianze sono terribili, i tre - che indossavano false cinture esplosive - hanno colpito a coltellate chinque capitasse a tiro prima di essere uccisi dalla polizia.
Ancora una volta dunque siamo di fronte a un gravissimo attacco terroristico. Non si può più parlare di "lupi solitari", qui è l'organizzazione efficace di un gruppo, quasi sicuramente una cellula islamista che i servizi di intelligence non sono riusciti ad intercettare.
La facilità con cui ormai gli islamisti colpiscono in Europa, non solo in Inghilterra, dovrebbe indurre a qualche riflessione: anzitutto i potenziali terroristi segnalati dalla polizia come "pericolosi", non possono essere lasciati liberi di circolare – e di agire al momento opportuno -, anche quando si tratta di cittadini europei. Del resto in questi decenni sono state lasciate crescere nelle città europee intere zone franche, dove a comandare e ad esercitare il controllo sulla popolazione sono islamici radicali. Si continua a chiudere gli occhi su questa inquietante realtà, ma prima o poi il conto da pagare arriva.
Come sempre ora arriveranno, oltre alle tante parole di sdegno e condanna, altrettante dichiarazioni roboanti del tipo "Non cederemo", "Difenderemo i nostri valori", "Non ci cambierete lo stile di vita".
Sciocchezze: il cedimento è già in atto da anni, e il primo esempio è proprio quello citato prima, l'aver tollerato la crescita di situazioni fuori controllo, di atti di violenza e soprusi, nel nome del multiculturalismo. In alcuni paesi è stata ammessa anche la sharìa come metodo di soluzione delle controversie interne ai membri della comunità islamica e diversi tribunali derogano al diritto dei singoli paesi europei in nome del rispetto delle culture.
Quanto all'Inghilterra poi c'è da aggiungere che la resa culturale si dimostra anche nella lotta al terrorismo. Ai tempi del terrorismo nordirlandese, governo e polizia non andavano certo per il sottile nella caccia al repubblicano irlandese. Non solo la polizia inglese ha allora vergognosamente falsificato le prove in alcuni casi famosi pur di arrestare qualcuno, ma tutta la numerosa popolazione di origine irlandese residente in Inghilterra era sospetta e passibile di detenzione cautelare solo in quanto irlandese. Ciò non vuol dire che si debbano ora ripetere azioni illegali e discutibili contro la comunità islamica, ma dimostra che se si vuole davvero combattere un nemico giudicato molto pericoloso, le possibilità ci sono. Ma oggi sembra che l'unica minaccia che viene presa sul serio dai governi occidentali sia quella dei cambiamenti climatici, un tema su cui si buttano inutilmente ingenti risorse, che sarebbero meglio spese in misure per prevenire il terrorismo islamista.
Quanto poi agli stili di vita, diciamo la verità: sono già cambiati e stanno cambiando. Ormai ci si trova a dover convivere con questi attacchi terroristici e anche l'Italia non può pensare di restarne immune. La gente non ha ancora rinunciato a partecipare alle grandi adunate di massa, ma le vive con paura. Basti pensare ai due casi di questi giorni: il rinvio in Germania del grande concerto Rock Am Ring per una non meglio specificata "minaccia terroristica", con l'evacuazione di migliaia di giovani. Ormai basta poco, una minaccia generica, per far scattare tutte le procedure di sicurezza e relativa fuga della gente.
Molto peggio e drammatico quanto successo ieri sera in piazza a Torino, con decine di migliaia di persone a guardare la finale di Champions League tra Real Madrid e Juventus. Forse è stata l'esplosione di un petardo a innecsare il tutto: fatto sta che la paura di un attentato ha provocato un pericolosissimo fuggi fuggi generale, con un bilancio di 1.400 feriti, una decina dei quali in condizioni gravi.
È il segno che il terrorismo islamista sta ottenendo esattamente quel che vuole - far vivere nella paura per poi piegare la società alla propria volontà - e non saranno certo due parole sdegnate di circostanza a cambiare il corso della storia. È ora di cominciare a guardare la realtà in faccia: rendersi conto che è il terrorismo islamista e più in generale il radicalismo islamico a costituire la vera minaccia globale, non i cambiamenti climatici; smetterla di recitare la storiella dell'islam "religione di pace" tanto per essere politicamente corretti; esercitare un controllo vero sull'immigrazione e fermare in modo deciso quella illegale, che arricchisce anche gruppi terroristici.
E questo solo per cominciare.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 05/06/2017

3 - BASSETTI, IL NUOVO PRESIDENTE DELLA CEI, INIZIA MALE
Non vanno confusi vittime e carnefici (i 29 cristiani uccisi in Egitto hanno preferito morire piuttosto che convertirsi all'islam)
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 28/05/2017

Il nuovo presidente della Cei voluto da papa Bergoglio, il card. Gualtiero Bassetti, come ha notato ieri Vittorio Feltri, di fronte all'eccidio dei 35 cristiani egiziani compiuto dai terroristi, se n'è uscito dicendo: "Non sono le religioni che provocano violenze e terrorismo".
Eppure proprio l'editoriale dell'"Avvenire" (quotidiano della Cei) ieri spiegava che quei poveretti sono stati uccisi perché "hanno chiesto loro di rinunciare a Cristo e di diventare musulmani. Se avessero accettato li avrebbero risparmiati, ma hanno rifiutato".
Dunque perché Bassetti parla di "religioni" (al plurale)? Non sono tutte la stessa cosa. C'è la religione dei carnefici e c'è quella delle vittime. Non si possono confondere vittime e carnefici.
La causa della strage è stata proprio religiosa: l'odio per la fede cristiana. Con buona pace di Bassetti.
Del resto dopo aver affermato che non sono "le religioni" a compiere questi orrori, il cardinale ha aggiunto: "sono loro schegge impazzite". Ma "loro" e "schegge" sono al plurale. Quindi ci sarebbero "schegge impazzite" di tutte le religioni che fanno massacri?
A Bassetti risulta che vi siano organizzazioni di terroristi cattolici che uccidono quei musulmani che non si fanno battezzare in Chiesa?
Nessuno può sostenere una tale assurdità. Bassetti - che già si arrampicava sugli specchi - ha aggiunto: "Vediamo creature pazze di furore e impazzite di odio, ma anche per noi in passato è stato così visto che i terroristi rossi venivano anche dalle nostre università cattoliche".
La superficialità di queste parole lascia di stucco.
Il prelato ha dimenticato di spiegare che stava alludendo a pochissimi ex cattolici diventati comunisti rivoluzionari, che sparavano in quanto militanti marxisti, non certo in nome di Cristo.
I brigatisti rossi non uccidevano chi rifiutava di convertirsi al cattolicesimo, ma chi ritenevano "nemico del proletariato" (spesso sparavano proprio contro dei cattolici).
La lotta armata delle Br non nasce da san Tommaso d'Aquino, ma da un filone ideologico e politico della Sinistra marxista rivoluzionaria. Nasce dunque da un'ideologia totalmente nemica della fede cattolica.

FORMIDABILI QUEI DANNI
Soprattutto Bassetti ha dimenticato di spiegare cosa accadde davvero in quegli anni Sessanta. Che ci sia stato qualche raro terrorista delle Br che, in gioventù, era stato in parrocchia, è cosa nota.
Ma anche questo è da inquadrare in un fenomeno che fu di massa in quegli anni Sessanta: l'abbandono della Chiesa da parte dei giovani (e dei meno giovani) per aderire all'onda montante del conformismo marxista che stava dilagando in scuole, fabbriche, università, giornali, salotti e accademie.
Fu una svolta politica e culturale che cambiò il volto del Paese dopo il '68. E fu anche un fenomeno di scristianizzazione generalizzato: il più colossale disastro pastorale della storia della Chiesa.
Accadde perché nel clima del post-concilio la gran parte del ceto ecclesiastico teorizzò (o subì senza opporsi) la "svolta progressista" e la resa alle ideologie mondane come necessaria modernizzazione della fede.
Le ideologie (soprattutto marxiste) inondarono la Chiesa stessa: "Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero" diceva il cardinal Ratzinger in una memorabile omelia.
Come ha spiegato Gianni Baget Bozzo nel libro "L'intreccio", quello comunista è stato il più formidabile attacco "teologico" al cristianesimo in tutto il mondo e le élite cattoliche non lo hanno mai capito.
Secondo Baget dagli anni Sessanta il ceto clericale si arrese all'egemonia marxista e snaturò il cristianesimo stesso.
Così l'ideologia sessantottarda non ebbe più chi la contenesse e la combattesse, i giovani disertarono le chiese e si riempirono di ex cattolici i movimenti extraparlamentari, sessantottini e i partiti comunisti e della sinistra.
Da quel disastro - che sembrò preludere alla fine della chiesa, negli ultimi anni di Paolo VI - i cattolici uscirono grazie alla guida potente di Giovanni Paolo II (che riconquistò i giovani) e del cardinale Joseph Ratzinger (che, fra l'altro, rimediando anche alla mancata condanna del comunismo da parte del Concilio, stroncarono quantomeno la Teologia della liberazione dilagante in Sudamerica). [...]
Come negli anni Settanta la resa della Cristianità favorì il dilagare dell'ideologia comunista, oggi favorisce l'Islam.

IL FUTURO
Lo si può già vedere nel nord Europa. Ieri, sul "Foglio", Giulio Meotti ha reso noto che la moschea dove si recava a pregare Salman Abedi, l'attentatore di Manchester, è una ex chiesa protestante, sconsacrata proprio durante gli anni Sessanta della grande scristianizzazione e poi acquistata dalla comunità musulmana.
"La storia della chiesa di Didsbury convertita in moschea" ha detto a Meotti il filosofo inglese Roger Scruton "è la storia del mio paese, l'Inghilterra. Stiamo perdendo la nostra fede cristiana, la nostra cultura, e una nuova fede la sta soppiantando, l'Islam".
Ancora Meotti riferisce che Lord Carey, ex arcivescovo di Canterbury, ha spiegato che la Church of England è "a una generazione" dalla sua fine.
La stessa sensazione si respira in tutta Europa e in Italia (oltreché in Sudamerica). [...]

Nota di BastaBugie: Leone Grotti nell'articolo sottostante dal titolo "Egitto, i cristiani copti trucidati dall'Isis non hanno abiurato" parla dei 29 copti uccisi in un attentato dell'Isis a Minya. Tra loro, anche dieci bambini. Il Vescovo Macarius ha dichiarato che "Hanno preferito morire piuttosto che convertirsi all'islam".
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su Tempi il 29 maggio 2017:
Sono 29 i cristiani copti uccisi venerdì in Egitto dallo Stato islamico, che ha rivendicato l'attentato. Un commando di jihadisti, travestiti da militari, ha bloccato due autobus di pellegrini e un pick-up di lavoratori diretti al monastero di Anba Samuel, compiendo la strage. Tra le vittime ci sono anche dieci bambini: due avevano appena 2 e 4 anni. Dei 26 feriti, 15 sono stati dimessi e 11 si trovano ancora in ospedale.
BAMBINO SALVATO
I terroristi islamici hanno bloccato i veicoli sulla strada, sono entrati e hanno derubato i pellegrini, testimonia una donna al Washington Post. Dopo aver chiesto soldi e gioielli, hanno cominciato a sparare all'impazzata, uccidendo prima gli uomini, poi donne e bambini. Parlando a una televisione locale, un bambino di sei anni ha detto di essersi salvato perché la madre l'ha nascosto sotto un borsone.
NESSUNO HA ABIURATO
Gli uomini sopravvissuti alla sparatoria sono stati fatti scendere dall'autobus e mentre un terrorista filmava la scena, l'Isis ha offerto loro di salvarsi in cambio della conversione all'islam. Nessuno ha accettato e sono stati uccisi. Anba Macarius, il vescovo di Minya, dove è avvenuto l'attentato, ha dichiarato: «Gli uomini hanno preferito morire piuttosto che abiurare la fede. Siamo orgogliosi di loro». Esprimendo la sua solidarietà al popolo egiziano domenica all'Angelus in piazza San Pietro, papa Francesco ha chiesto che «Dio accolga questi coraggiosi testimoni, questi martiri, nella sua pace e converta i cuori dei violenti».
REAZIONE DEL GOVERNO
Il governo egiziano ha reagito all'attentato bombardando alcuni campi militari in Libia dove i terroristi sarebbero stati addestrati. Il governo, inoltre, ha garantito per le famiglie che hanno avuto almeno una vittima nell'attentato un compenso di 100 mila lire egiziane (circa 5 mila euro). A chi ha avuto un ferito andrà invece un compenso di 40 mila lire (circa 2 mila).
MESSAGGIO ALL'EUROPA
Parlando a Fides dopo l'attentato, il portavoce della Chiesa cattolica, padre Rafic Greiche, ha detto che l'obiettivo di Stato islamico è «a lungo termine: espellere i cristiani dall'Egitto come è avvenuto in Iraq, dove non appena l'Isis ha conquistato Mosul la prima cosa che ha fatto è stata quella di cacciare tutti i cristiani. La stessa cosa è avvenuta in Siria, in Sudan, e ora si cerca di farlo in Egitto che possiede la prima comunità cristiana del Medio Oriente e la più grande comunità islamica del mondo arabo».
I cristiani di tutto il mondo, ha aggiunto, «possono aiutarci in primo luogo con la preghiera. Poi non permettendo che il radicalismo religioso e il terrorismo islamista attecchisca nei loro Paesi. Si deve promuovere un discorso religioso moderato non solo in Egitto ma anche in Europa: nelle moschee europee ci sono imam che fanno discorsi radicali e incendiari».
STRAGI CONTINUE
L'attentato di venerdì è solo l'ultimo di una lunga serie, che si è intensificata negli ultimi mesi. Da dicembre, sono almeno 75 i cristiani uccisi. Oltre agli attentati contro la cattedrale copta di San Marco, al Cairo, e quelli la Domenica delle palme nelle chiese di Tanta e Alessandria, i terroristi islamici hanno anche lanciato un'offensiva nel Sinai del Nord, uccidendo i cristiani casa per casa nella città di Al-Arish. A migliaia sono scappati dopo la serie di omicidi e non tutti sono tornati. L'ultimo cristiano in città è stato ucciso a inizio maggio. La strage odierna ricorda invece quella del febbraio 2015, quando 21 cristiani copti sono stati sgozzati dall'Isis sulla spiaggia di Sirte, in Libia.

Fonte: Libero, 28/05/2017

4 - PERCHE' I BAMBINI CREDONO IN DIO SENZA PROBLEMI?
I bambini sapendo poco, osservano tanto: tornando bambini potremo liberarci dalla presunzione e cogliere meglio la realtà (VIDEO: la creazione)
Autore: Francesco Agnoli - Fonte: Libertà e Persona, 26/04/2017

Russell Stannard è un fisico americano che indaga il rapporto tra scienza e fede. In Italia è stato pubblicato un suo testo, La scienza e i miracoli, in cui vengono intervistati molti scienziati, sui temi più scottanti. Alcuni di essi, dopo essere stati genetisti, fisici, astronomi, hanno deciso di diventare anche teologi. Perchè la loro scienza non gli bastava.
Il libro inizia con una descrizione: quella di un gruppetto di scolari di 9 anni presso un Osservatorio astronomico. Ad alcune domande sull'origine del cosmo, delle stelle, degli alberi, racconta Stannard, tutti tirano in ballo Dio. Per i bambini Dio è una realtà vera e presente. Vi sono studi che sostengono che l'idea di Dio sia innata negli uomini, e particolarmente efficace proprio nei bambini. Come fossimo "programmati" per credere. Ma la certezza dell'esistenza di Dio, continua Stannard, naufraga clamorosamente quando, invece che bambini, si interrogano giovani universitari o adulti.

ALLORA DIO DIVENTA... UNA FAVOLA PER BAMBINI
Trovo questo fatto interessante. E ammetto subito di simpatizzare per i bambini, il cui innato senso religioso rende conto di un fatto: checché se ne dica spesso, da secoli, la fede non nasce affatto dalla paura, o da chissà quale desiderio da sublimare, ma dallo stupore originario con cui guardiamo il mondo. Stupore originario di chi, oltre all'evidenza, non ha eredità di ragionamenti, né di scelte morali passate, attraverso cui filtrare la realtà così com'è...
Credo che se si facesse uno studio, si scoprirebbe che la maggior parte delle persone perdono la fede in età adolescenziale, o all'inizio dell'età adulta. Sì, proprio nell'età in cui, se non guidati e sorretti, facilmente si trasforma la brama di esistere e di essere riconosciuti, in ribellione: contro i genitori, la scuola, la realtà, il proprio aspetto fisico... In quest'ansia di agire, di essere, di crescere, di contare... Dio sembra, talora, solo un limite, come i genitori, come molte altre cose... e viene piano piano accantonato.
Poi si cresce e un po' di studio, magari un pezzo di carta chiamato laurea, convince tanti di aver capito tutto: "Dio non serve: è dei bambini e dei vecchi...". Così i giovani universitari sentiti da Stannard: "O credi nella scienza o credi nella Creazione".

I PIÙ GRANDI SCIENZIATI ERANO CONTEMPLATIVI E RELIGIOSI
Eppure i più grandi scienziati (scienziati-bambini?) erano spiriti profondamente contemplativi e religiosi. Personaggi che maneggiavano una lucertola con rispetto, come scrive Chargaff; che guardavano il mondo con stupore e senso del sacro, come scriveva Russell; che cercavano Dio nei cieli e nelle foglioline; che, come Newton, si paragonavano, guarda un po', ad un bambino che camminando sulla spiaggia osserva sassolini e conchiglie, mentre ha davanti a sé un "oceano di mistero" che gli sorride e lo affascina. Poi, dopo l'età infantile, l'età adolescenziale e l'età adulta: il secolo dei lumi. Con le sue certezze: "Sappiamo tutto; tutto ci è chiaro, ormai". E' l'epoca dei filosofi atei, di alcuni scienziati, spesso di mediocre livello, che hanno chiaro che Dio è dei bambini e dei vecchi. Una superstizione che passerà. E invece... oggi abbiamo mille conoscenze in più che in passato. Il cittadino medio sa più cose di Newton e di tutti i filosofi materialisti del Settecento e dell'Ottocento... Eppure, accanto a scienziati atei, vi sono ancora campioni della scienza, premi Nobel ecc che si dichiarano credenti. Che smentirebbero volentieri, se interrogati, la visione dei giovani universitari: "O credi nella scienza o credi nella Creazione". Quantomeno dichiarando ridicolo l'aut aut.

IL BAMBINO SAPENDO POCO, OSSERVA TANTO
Ma torniamo al passaggio da bambini ad adulti. Cosa fa il bambino? Sapendo poco, osserva tanto. E così facendo, impara. E l'adulto? Spesso crede di aver osservato abbastanza, e di non averne più bisogno: ha capito. Quanto più si crede di sapere, però, tanto più ci si chiude alla conoscenza vera, profonda, della multiforme e variopinta grandezza della realtà. Sfuggono i colori, le sfumature, ciò che è più profondo, meno evidente, ma non meno reale. La chiusura a priori è un atteggiamento mentale diffuso. E' proprio di tanti adulti che si ritengono "colti", arrivati, perché hanno magari una laurea e leggono libri alla moda.
I più ignoranti sono sempre coloro che credono di aver già capito tutto. Ma chi crede di aver capito tutto? Chi ha capito, un po', un qualche cosa di qualcosa. Così certi scienziati: conoscono benissimo il funzionamento di una reazione chimica, o di una proteina, e, mentre si innamorano dei dettagli, dimenticano che le cause seconde non sono la prima, che il dettaglio non è l'insieme, precludendosi la possibilità di vedere tutto il quadro...
Il meccanismo è quello descritto da Pasteur, e, prima, da Bacone e Boyle: "poca scienza allontana da Dio, molta vi riconduce". Poca scienza rende, spesso, superbi, tanta umili.
Ecco perché, a mio avviso, la fede è, spesso, dei bambini e degli adulti più maturi, dei vecchi.
Nei bambini c'è un'umile apertura alla realtà (senza paura); in tanti adulti, invece, si mescolano orgoglio, presunzione di sapere e cinismo; il passare degli anni permette a molti di incontrare di nuovo la realtà, non con l'umiltà originaria e meravigliata dei bimbi, ma con quella più sofferta, insegnata dall'esperienza e dalla vita stessa.

Nota di BastaBugie: nel seguente splendido video di sei minuti, la creazione viene narrata secondo il racconto biblico della genesi. Un bambino non ha difficoltà ad accettare come storico il racconto della creazione fatto da Dio stesso, l'unico che può dirci davvero come sono andate le cose quando non c'erano né gli uomini, né Piero Angela (che pensa che uno scoppio casuale abbia potuto fare qualcosa di ordinato come il cosmo, che appunto in greco vuol dire ordine). Noi preferiamo guardare alla creazione con lo stupore e la semplicità di un bambino.


https://www.youtube.com/watch?v=xsZdQePY8CU

Fonte: Libertà e Persona, 26/04/2017

5 - LE FAKE-NEWS CON CUI VUOLE INGANNARCI LA BOLDRINI
La presidentA si indigna alla notizia di sua sorella che gestisce 340 cooperative per i migranti: peccato che la fake-news non era una fake-news (cioè non veniva da un sito complottista, ma era una battuta per prendere in giro i siti complottisti)
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 26/05/2017

Già il dottor Gulisano ha sollevato qualche obiezione e molte perplessità a proposito del decreto che impone dodici vaccini obbligatori ai bambini italiani (in attesa dell'imposizione del tredicesimo, contro il papilloma). Come mai questa imposizione (con decreto d'urgenza, a prescindere dalle complicazioni che provocherà), come mai questa «mano pesante», come mai l'imposizione obbligatoria di così tanti vaccini? Qual è il fine, la ratio di questa mossa autoritaria? [leggi: L'ITALIA E' LA DITTATURA DEI VACCINI, clicca qui, N.d.BB]

LAURA BOLDRINI E LE FAKE-NEWS
Il caso dei vaccini è associato, per quanto mi riguarda, al «grande progetto» della «Presidenta» Laura Boldrini contro le cosiddette fake-news. Recentemente questo progetto ha ripreso quota a causa di uno strano «incidente»: la stessa «Presidenta» sarebbe stata vittima di una fake-news. Un profilo Facebook avrebbe diffuso la notizia falsa secondo la quale la sorella Luciana Boldrini gestisce 340 cooperative per l'assistenza ai migranti. La «Presidenta» è stata ospitata in televisione per denunciare l'accaduto, usando anche parole piuttosto forti (e, forse, fuori luogo): «Sciacalli! Si chiamava Lucia ed è morta da anni!». Non sono nemmeno mancate le sentite e numerose dimostrazioni di solidarietà nei confronti di un gesto così spietato e crudele.
Il punto qual è? Che si tratta di una fake-news. Non la fake-news sulla sorella della Boldrini: che siano circolate fake-news sulla sorella della Boldrini. Non è vero. L'autore dello «scherzo» non è la pagina Facebook destrorsa Avanguardia Nera; bensì AvanguarTia Nera, pagina parodistica della prima, nata per deriderne il complottismo.

UNA EVIDENTE CARICATURA, ALTRO CHE FAKE-NEWS
Osserviamo il meme incriminato: la foto è dell'attrice Krysten Ritter; il numero delle cooperative gestite è ridicolo, tanto è enorme; persino il nome è sbagliato (Luciana anziché Lucia). Insomma: AvanguarTia Nera deride il complottismo di Avanguardia Nera facendone la caricatura (un po' come quando, per deridere i democristiani, si diceva «Si, si, e i comunisti mangiano pure i bambini»). E su questa caricatura è stato costruito quel po' po' di can can di cui sopra. Un falso caso utilizzato come esemplare per lanciare un allarme contro le fake-news; per invocare una censura di stato nemmeno fossimo nel peggior totalitarismo. Diffondono fake-news per combattere le fake-news.
Come si spiega questa isteria costituzionale? La cosa ha un'unica spiegazione. La narrazione istituzionale non tiene più, fa acqua da tutte le parti. Dopo dieci anni di crisi la gente vuole capirne qualcosa, e non trova spiegazioni. Il sogno europeo si sta rivelando giorno dopo giorno un incubo. Non parliamo poi dell'immigrazione, degli attentati «terroristici», della strana guerra in Siria. Anche i più moderati, persino i più «istituzionalisti» stanno cominciando a pensare che qualcosa non torna. Qualunque governante ragionevole, di fronte ad una tale crisi di consenso, cercherebbe di riguadagnarne. Per esempio, smettendo di raccontare tutte queste balle.
Invece no: «Nessuna concessione ai populisti!!!». Scateniamo una guerra contro chi dubita di noi. Blocchiamo l'informazione alternativa con la guerra alle fake-news. Puniamo una fake-news per educarne cento: i vaccini, per esempio. I genitori cominciano a dubitare dei vaccini? E noi triplichiamo i vaccini obbligatori! E impediamo l'accesso alle scuole pubbliche, statali o paritarie. Magari i genitori sono contenti di educare i figli a casa e proteggerli dall'ideologia gender («Fake-news! L'ideologia gender non esiste! È un'invenzione del Vaticano!»)... E allora li multiamo! Ditemi voi se questa può essere una strategia efficace per riguadagnare consenso. Ditemi voi quali possono essere le reazioni a tale metodo di governo. Anzi, ditemi: come si chiama questo metodo di governo?

Nota di BastaBugie: come si chiama questo metodo di governo? Lo diciamo noi: si chiama totalitarismo.
Ecco alcuni articoli da noi già rilanciati che parlano del rischio dittatura connesso alla (falsa) lotta alle fake-news e le precedenti clamorose fake-news della Boldrini (la marocchina non ammessa a Montecitorio, l'islam come religione di pace, la difficoltà di abortire in Italia):

LA LEGGE SULLE FAKE NEWS? PROVE TECNICHE DI REGIME (POTREBBERO CHIUDERE ANCHE BASTABUGIE)
Fino a 10 mila euro di multa e due anni di reclusione per i siti liberi (come BastaBugie) che contrastano la cultura dominante
di Raffaella Frullone
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4598

AD UNA RAGAZZA MAROCCHINA VIENE IMPEDITO DI VISITARE MONTECITORIO, MA LA BOLDRINI LA ACCOGLIE LO STESSO... TUTTO MOLTO COMMOVENTE... MA ANCHE MOLTO FALSO
L'accredito dell'ambasciata è necessario per tutti i non europei (ad es. americani), ma il caso è stato montato per promuovere il diritto di cittadinanza automatico per chi è nato in Italia (ius soli)
di Robi Ronza
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4632

LAURA BOLDRINI INVITA UN IMAM PER DIRE CHE L'ISLAM E' UNA RELIGIONE DI PACE, MA LUI ELOGIA I KAMIKAZE
Nella sua Lectio Magistralis il musulmano spiega anche come dare le giuste percosse alle moglie secondo il vero islam
di Francesco Borgonovo
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3943

LE FAKE NEWS SONO QUELLE DELLA CULTURA DOMINANTE: ECCO UN CLAMOROSO ESEMPIO
Il Corriere della Sera, il Fatto Quotidiano, Repubblica, Uno mattina e tutti i tg danno la notizia di una donna che ha ''dovuto'' bussare a 23 ospedali prima di trovarne uno che la facesse abortire... ma la notizia è totalmente falsa (purtroppo)
di Costanza Miriano
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4661

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 26/05/2017

6 - MORTO A 101 ANNI IL FONDATORE DEL GRUPPO BILDERBERG E DELLA COMMISSIONE TRILTERALE
David Rockefeller ha sostenuto la fine della sovranità degli Stati per costruire un nuovo ordine mondiale (e finanziato gli aborti)
Fonte Libertà e Persona, 20/03/2017

Era tra i fondatori del Gruppo Bilderberg e del Council on Foreign Relations. Per sua iniziativa è nata la Commissione Trilterale. Forbes ha stimato la sua ricchezza in circa 3 miliardi di dollari Era l'ultimo nipote ancora in vita di John Rockefeller, il fondatore della compagnia petrolifera Standard Oil. Banchiere e capo di Chase Manhattan (oggi JP Morgan Chase), David Rockefeller negli anni 70 aveva guidato l'espansione e la crescita dell'istituto, da sempre noto come la banca dei Rockefeller. Da tempo l'anziano più ricco del mondo viveva a Pocantico Hills, a nord di New York..." (Luca Romano, Il Giornale, 20/3/2017)
Grande sostenitore delle politiche abortiste: "...Nel 2008 Bill Gates riunì a Londra David Rockefeller, Ted Turner, Warren Buffett, George Soros, Michael Bloomberg e altri miliardari per un incontro sulla scelta dei fondi e degli strumenti da destinare all'aborto. L'incontro avvenne a casa di Paul Nurse, premio Nobel della Chimica e presidente della Rockefeller University. L'obiettivo di Gates nel finanziare l'aborto e la contraccezione di massa era stato spiegato dallo stesso miliardario nel febbraio 2010 alla Technology, Entertainment and Design Conference di Long Beach, California. Il magnate della Microsoft dichiarò che le emissioni di CO2 vanno ridotte a zero entro il 2050. E per spiegarsi meglio, Gates presentò un grafico con una equazione matematica: "CO2 = P (persone) x S (servizi per persona) x E (energia media per servizio) X C (CO2 emessa per unità di energia)". Ridurre il fattore "P", gli esseri umani, è essenziale per ridurre la quantità di anidride carbonica nell'atmosfera. Melinda Gates, moglie del filantropo e "cattolica praticante", ha raccolto quattro miliardi di dollari da destinare alle organizzazioni che finanziano l'aborto nei paesi in via di sviluppo. Si deve arrivare a sei miliardi di dollari per garantire entro il 2020 una fornitura regolare di contraccettivi a 120 milioni di donne nei paesi poveri, soprattutto Africa e Asia meridionale. Attualmente la cifra investita per diffondere la contraccezione e l'aborto nel mondo è di quattro miliardi di dollari annui. L'impegno di Gates nella "salute riproduttiva" ha una genealogia familiare. Il padre, William H. Gates, è stato infatti uno dei fondatori della Planned Parenthood, l'organizzazione che fornisce servizi abortivi in America dagli anni Venti..." (Giulio Meotti, Il Foglio, 12/6/2013).

Nota di BastaBugie: ecco i link ad articoli relativi ai poteri occulti, che comandano davvero, da noi precedentemente pubblicati

LE SOCIETA' SEGRETE A CUI APPARTIENE MARIO MONTI: INSIEME A ENRICO LETTA E MARIO DRAGHI... E IN PASSATO BILL CLINTON E TONY BLAIR
Vi mostriamo inoltre il video shock dove Mario Monti spiega che gli stati devono cedere la propria sovranità all'Europa dei tecnocrati
di Gianfranco Amato
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2052

PERCHE' PARTITI IN DISACCORDO SU TUTTO, SOSTENGONO INSIEME IL GOVERNO MONTI? ECCO COSA CI NASCONDONO DEL FUTURO CHE SI VA DELINEANDO IN EUROPA
L'obiettivo non dichiarato della BCE (Banca Centrale Europea) è la liquidazione degli Stati nazionali e del voto degli elettori: ecco perché i tecnocrati aspirano a guidare governi di emergenza
di Roberto de Mattei
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2022

CLAMOROSA RIVELAZIONE DI JOVANOTTI INVITATO AL SUMMIT SEGRETO DI CHI COMANDA IL MONDO
Presenti le personalità più importanti del pianeta: premi Nobel, tecnocrati delle multinazionali, il capo della Banca Mondiale, rock star, femministe e attivisti dei diritti umani (cioè LGBT)... ma nessun politico! (Guardate il VIDEO prima che lo tolgano!)
di Antonio Socci
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1693

CHI COMANDA IL MONDO?
Nell'epoca della post-libertà non basta vincere le elezioni, perché le elite al potere sono più forti (VIDEO: Chi comanda il mondo)
di Antonio Socci
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1261

Fonte: Libertà e Persona, 20/03/2017

7 - AL VERTICE NATO DI BRUXELLES COSA CI FA UN UOMO NELLA FOTO DI GRUPPO DELLE FIRST LADY?
Altre notizie: a seno nudo durante l'Angelus a San Pietro = assolte, Scialpi e il Gay pride, unioni gay flop come previsto
Autore: Rodolfo de Mattei - Fonte: Osservatorio Gender, 27/05/2017

Sta facendo il giro del mondo la foto di gruppo delle «first lady» al Vertice Nato di Bruxelles dove assieme a 9 donne spicca un uomo in giacca e cravatta, apparentemente un "intruso", circondato dalle compagne e mogli di presidenti e premier internazionali.
Chi è il guascone in posa tra Brigitte Trogneux, moglie di Emmanuel Macron, Melania Trump [leggi: LA STAMPA NASCONDE LE FOTO DI MELANIA IN PREGHIERA, clicca qui, N.d.BB], Emine Gülbaran, moglie del presidente turco Erdogan, la regina Mathilde del Belgio, Ingrid Schulerus, compagna del segretario generale della Nato Stoltenberg, Desislava Radeva, compagna del presidente bulgaro, Amelie Derbaudrenghien, compagna del premier belga, Mojca stropnik, partner del primo ministro sloveno e Thora Margret, first lady d'Islanda?

QUADRETTO SOCIO-CULTURALE
La risposta è sconfortante e rappresenta, ancora una volta, emblematicamente il concreto e surreale mutamento socio-culturale in atto nella nostra società.
Il decimo componente, "beato tra le donne", ha infatti, secondo il diktat etico globale, tutti i "titoli" per mettersi in posa assieme alle altre première dame poiché è Gauthier Destenay, marito di Xavier Bettel, premier del Lussemburgo e in quanto tale "first lady" alla pari di tutte le altre.
Il protocollo "politicamente corretto" prevede dunque di includere anche lui nelle foto di gruppo delle "first lady" nonostante l'evidente macroscopico controsenso derivante dall'appartenenza all'altro sesso. C'è da scommetterci che d'ora in avanti vedremo lentamente sparire dal linguaggio giornalistico il termine "first lady" in nome di un più inclusivo e rispettoso "first partner".

IL CAVALLO DI CALIGOLA & DESTENAY
Tale patetica vicenda ricorda l'episodio di Caligola che fece senatore il proprio cavallo rispettando alla lettera tutte le disposizioni giuridiche necessarie alla sua, formalmente valida, elezione.
Una visione capovolta per la quale è il diritto positivo, inteso come legge posta dall'uomo, a costruire a proprio piacimento la realtà e, non viceversa, quest'ultima a ispirare e determinare le norme stabilite dal legislatore.
Così come il cavallo di Caligola, seppur fosse stato il miglior ronzino in circolazione non poteva in alcun modo ambire allo status di senatore in quanto, non essendo un essere umano, era privo ontologicamente dei requisiti necessari, allo stesso modo, Gauthier Destenay immortalato in posa tra le donne come "first lady" è, nella realtà, sprovvisto per natura delle prerogative essenziali per essere considerato una "prima donna".
In questo senso la foto del Vertice Nato di Bruxelles è un pugno in un occhio alle realtà e al buon senso.

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio).

A SENO NUDO A SAN PIETRO DURANTE L'ANGELUS = ASSOLTE
Il 13 gennaio del 2013 quattro attiviste ucraine del gruppo Femen si erano spogliate in piazza San Pietro durante l'Angelus del Papa rimanendo a seno nudo. Sulla schiena avevano scritto "In Gay We Trust". Accusate di turbamento delle funzioni religiose, resistenza a pubblico ufficiale e atti osceni in luogo pubblico ovviamente sono state assolte.
Quale magistrato ormai è disposto a tutelare il sentimento religioso di milioni di cristiani e il decoro rischiando di mettersi contro tutta la comunità gay?
(Gender Watch News, 12/05/2017)

SCIALPI E IL GAY PRIDE: COMBATTIAMO SENZA CULI AL VENTO
Il cantante Giovanni Scialpi, omosessuale dichiarato, ha "sposato" il suo compagno nel 2015. Scialpi attacca il format del Gay Pride: "Credo che il #gaypride stia diventando obsoleto se vogliamo andare avanti dobbiamo sentirci uguali senza orgogli inutili siamo gente normale". Ed ha aggiunto che occorre "combattere i nostri diritti senza culi al vento ma seri nelle sedi opportune".
Chi è contrario all'omosessualità potrebbe plaudire alle parole di Scialpi, ma sbaglierebbe. Infatti il commento del cantante va nella direzione di rafforzare l'offensiva gay. In buona sostanza Scialpi sta dicendo che il Gay pride dipinge le persone omosessuali come macchiette, relegando il fenomeno ad esibizionismo pornografico. Il che è assolutamente vero. Ma questo, sottolinea Scialpi, squalifica la lotta gay, la rende ridicola. Se i gay vogliono essere considerati normali, si devono normalizzare anche nelle manifestazioni del loro pensiero. Se la battaglia per le rivendicazioni gay è cosa seria occorre comportarsi di conseguenza, cioè in modo serio.
(Gender Watch News, 24/04/2017)

UNIONI GAY FLOP: TUTTO COME PREVISTO
"In otto mesi 2.802 unioni civili [...]. Non c'è che dire: decisamente un flop". A dirlo non è il sito del Comitato Difendiamo i nostri figli né quello delle Sentinelle in piedi bensì Repubblica, giornale non certo sospetto di partigianeria filo-cattolica. 2.800 unioni civili a pochi giorni dal primo compleanno della Cirinnà, legge varata il 20 maggio del 2016. Secondo i dati ufficiali del Coni per l'anno 2105 gli atleti che praticano il canottaggio a sedile fisso sono 3.082. Gli uniti civilmente superano di sole 100 unità gli atleti del twirling. Fate un po' voi. Eppure ogni unione civile anche nel più sperduto paesino della bassa si merita un articolo di giornale. Forse perché è proprio fenomeno raro.
A metà gennaio avevamo già commentato il flop di questa legge. Oggi come allora ribadiamo che anche se le persone omosessuali sono percentualmente poche rispetto a quelle eterosessuali, 2.800 unioni civili sono un magro bottino per le falangi delle milizie gay, tenuto conto che le persone omosessuali dovrebbero essere circa un milione. Sempre pochine anche considerando che non tutti gli omosessuali vogliono sposarsi.
E così dopo un anno abbiamo solo otto unioni in Calabria, sei in Valle D'Aosta, due in Basilicata, una in Molise. La città che guida la classifica è Milano con 354 unioni. Numeri che fanno quasi tenerezza nelle loro esiguità. Come avevamo già fatto notare in più occasioni l'impennata di unioni civili o "nozze" gay negli altri paesi del mondo avviene nei primi mesi sia per l'effetto incentivante massmediatico che per mesi ha puntato i riflettori su questo fenomeno. In breve: tutti ne parlano, perché non ci uniamo anche noi? Finito il clamore muore anche l'interesse per la novità. Sia per un effetto accumulo: tutti coloro che da anni aspettavano di "sposarsi" lo fanno contemporaneamente appena ne hanno la possibilità.
Finalmente anche Repubblica lo ammette: "Il flusso delle unioni fino a dicembre - 2.433 - dimostra che chi voleva ufficializzare la sua unione, che magari andava avanti da anni, lo ha fatto subito. Poi il numero cala repentinamente". Quindi da agosto a dicembre la crescita, poi le unioni civili precipitano in caduta libera: da dicembre ad oggi solo 400 unioni. Il trend fa prevedere che il treno del para-matrimonio gay rallenterà sempre più la sua già debole corsa per arrestarsi a breve.
A gennaio l'on. Cirinnà proprio a Repubblica se la prese con il clima dicendo che appena fosse arrivata la primavera le unioni civili sarebbero sbocciate come margherite al sol di aprile, perché in genere ci si sposa in primavera. Insomma niente panico, solo un malanno di stagione passeggero. A parte che ormai ci si sposa tutto l'anno dato che i matrimoni civili, quasi al sorpasso di quelli religiosi, non devono rispettare il calendario liturgico, c'è da constatare che siamo a maggio inoltrato e nulla è cambiato.
Eppure furono migliaia i giovani gay che con i colori di guerra arcobaleno dipinti sulla faccia e i corpi nudi scesero nelle piazze italiane per rivendicare il "diritto a sposarsi". Dove sono finiti? Sempre l'on. Cirinnà spiegò che buona parte delle unioni civili è stata contratta da persone che avevano urgenza e da persone anziane. In buona sostanza le unioni civili sono un piatto ghiotto per chi vuole avere alcuni benefit economici e fiscali (pensioni, accesso all'edilizia popolare, etc.). Altro che amore, è solo questione di soldi. Invece i giovani "innamorati" gay non ci pensano proprio ad unirsi civilmente così come avviene nelle altre parti del mondo. Questo perché la persona omosessuale vive la propria relazione soprattutto sul piano erotico e quindi è portato alla promiscuità. Non fanno per lui legami duraturi e soprattutto formalizzati. Sono gabbie al piacere e alla libertà sessuale tanto sbandierate nei gay pride.
Tutte cose ben note alla Cirinnà. Allora perché tanto accanimento nel promuovere le unioni civili? E' sempre la stessa onorevole ad ammetterlo, facendo cenno alle lettere che riceve, con quel candore che è tipico di chi è cosciente di vivere in una botte di ferro immune dagli attacchi dei media, tutti dalla sua parte: "Molti [giovani] scrivono che l'importante era conquistare un diritto". Parole che fanno eco a quelle Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay, il quale nel libro intervista "Gay. Molti modi per dire ti amo", curato da Sabelli Fioretti, dichiarò: "L'esistenza di una legge che consenta alle persone omosessuali di accedere all'istituto del matrimonio o agli istituti equivalenti non implica l'obbligo di usarla. Basta che ci sia. Se poi uno vuole la usa, se non vuole non la usa. L'esistenza di un diritto non obbliga di avvalersi di questo diritto".
La legge sulle unioni civili prima di sancire il diritto alle "nozze" gay ha sancito che l'omosessualità è un bene giuridico. L'intento primario era ufficializzare la condizione omosessuale, riconoscerla come socialmente normale e naturale anche per bocca dello Stato. In questo senso - come ha ammesso in modo adamantino lo stesso Grillini - poco importa che nessuno si avvalga di questo diritto, l'importante è l'esistenza stessa di questo istituto perché rappresenta il vessillo giuridico-politico a presidio dell'omosessualità, la certificazione formale istituzionale della bontà di essere omosessuali.
(Tommaso Scandroglio, La Nuova Bussola Quotidiana, 08-05-2017)

Fonte: Osservatorio Gender, 27/05/2017

8 - CON LO IUS SOLI CI ALLEVEREMO IL TERRORE IN CASA
Se al Senato passa la legge per dare la cittadinanza italiana agli immigrati nati in Italia possiamo dire addio al nostro Bel Paese
Autore: Maria Guarini - Fonte: Corrispondenza Romana, 30/05/2017

Ricevo da un lettore il testo che segue, che sottoscrivo e condivido con voi integrandolo con le mie considerazioni. Umanamente siamo impotenti, se non attraverso il nostro impegno civile che ha i suoi limiti, anche se "gutta cavat lapidem"... Come cittadini non faremo mancare le nostre 'gocce'; come credenti abbiamo l'arma potente del Santo Rosario, che vi invito a recitare - da oggi, fino al 15 giugno, data in cui il ddl sullo ius soli dovrebbe essere discusso in Senato - uniti nell'intenzione di un aiuto speciale per questa ennesima minaccia alla nostra Patria così vilipesa.

DIRE ADDIO ALL'ITALIA
Scrive il lettore: «Se a giugno al Senato passa lo Ius Soli, possiamo chiudere baracca e burattini. Possiamo dire addio all'Italia. Tra dieci anni saremo come Francia e Inghilterra, cioè perdute per sempre. Avremo le seconde generazioni radicalizzate a farci la festa. Una futura maggioranza Renzi-Berlusconi o anche grillina non tornerebbe più indietro a ridiscutere questa legge. Sarebbe davvero il punto di non ritorno e la vittoria schiacciante e definitiva dell'immigrazionismo di massa. Ѐ l'ultimo boccone avvelenato del PD, dopo divorzio breve e simil-matrimonio sodomitico, anche se non gli è riuscita la zampata sull'adozione gay, ma sarà per il loro prossimo giro. Il PD ha fatto il suo dovere. Ѐ il Partito radicale di massa nato sulle ceneri del PCI e pronosticato genialmente da Augusto Del Noce sin dagli anni Settanta. Voleva distruggere la famiglia e sostituire il popolo e ci è quasi riuscito. Io mi segnerò a uno a uno i nomi di chi voterà in Senato a favore dello Ius Soli. A loro il mio infinito disprezzo». [...]
"Giuridicamente parlando, la cittadinanza italiana è fondata sullo ius sanguinis: si è cittadini italiani se si è nati in Italia da cittadini italiani". Lo ius soli, la "soluzione opposta", prevede che "si diventa cittadini del Paese nel quale si entra e ci si insedia".
Lo ius soli in Italia trova applicazione solo in circostanze eccezionali. Il ddl, che dovrebbe essere discusso dal senato il 15 giugno prossimo, mira a introdurre uno "ius soli soft", che consentirebbe ai minori stranieri nati in Italia o residenti da anni nel Paese di ottenere la cittadinanza italiana, solo rispettando alcune condizioni come la frequenza scolastica o la residenza nel Paese da più anni da parte di uno dei genitori. Realisticamente ciò significa sottovalutare, o addirittura ignorare irresponsabilmente, la cosiddetta sfida delle seconde generazioni, che in tutta Europa risultano le più permeabili al temuto radicalismo islamico e fabbricare italiani che tali non sono ma servono come bacino elettorale per i soliti noti che permettono la nostra sostituzione etnica e il meticciato. Avete sentito molte voci levarsi su questo?

UN ERRORE GRAVISSIMO
C'è chi ricorda sofisticamente che si tratta di una soluzione adottata storicamente "dai Paesi sotto-popolati", che "adottano lo ius soli perché hanno bisogno di popolazione". Premesso che noi non siamo sotto-popolati ma affetti da deficit di natalità cui, oltre alle contingenze socio-economiche, non è estraneo l'aborto senza freni né morali né giuridici, citiamo Sartori che, nel replicare all'ex ministro Kyenge, afferma con una certa onestà intellettuale che: "La distinzione in questione è logica e storicamente giustificata [nei casi di effettiva sotto-popolazione]", "lo ius soli è un errore gravissimo. Sarebbe un disastro in un paese con altissima disoccupazione. Aumenterebbe le file dei lavoratori sottopagati e la delinquenza per le strade. Io non sono mai stato di destra ma non sto con una sinistra che pensa a quote riservate agli immigrati nella società. Siamo alla demenza. La gente ormai ha paura ad uscire la sera e si vuole favorire la negritudine come in Francia. Ma noi possiamo farne a meno". "Tutti meticci? Mai: "integrare non è lo stesso che assimilare, e l'integrazione in questione è soltanto etico-politica". [...]
Ma non bastano queste motivazioni, pur valide: la questione, oltre ad avere un aspetto pratico socio-politico, ha anche una valenza più ampia e più alta: lo ius sanguinis riguarda non solo il senso di appartenenza, ma anche una identità strutturata su valori e risorse culturali e spirituali sedimentate e fruttificate nei secoli. L'italianità non può e non deve essere scissa dalla civiltà euro-occidentale cristiana e greco-romana, recuperandone i valori autentici oggi offuscati. Non ci sono solo le vestigia, che rendono unico il nostro Paese come scrigno di bellezze sia naturali che scaturite dal genio dei suoi avi, l'italianità è viva nella nostra anima e nella nostra storia e non morirà con noi.
Ci troviamo ad andare contro corrente in un Euro-atlantismo dal quale sembra arduo se non impossibile districarsi, ma non per questo dobbiamo arrenderci e smettere di dare il nostro contributo, per quanto irrisorio possa essere...

Nota di BastaBugie: per approfondire le motivazioni di chi sta conducendo la battaglia per il riconoscimento dello ius soli, ecco il link ad un interessante articolo da noi rilanciato nel 2015

LA GRANDE SOSTITUZIONE: I GOVERNI EUROPEI PERDONO I LORO ELETTORI E ALLORA SI CREANO UN NUOVO ELETTORATO CON GLI IMMIGRATI
In Francia, ma non solo, ci sono città intere trasformate, gli abitanti originali spariti e sostituiti (in meno di una generazione)
di Francesco Borgonovo
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3938

Fonte: Corrispondenza Romana, 30/05/2017

9 - OMELIA SANTISSIMA TRINITA' - ANNO A (Gv 3,16-18)
Chi crede in lui non è condannato
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per l'11 giugno 2017)

Quando san Patrizio evangelizzò l'Irlanda, volendo spiegare il mistero della Santissima Trinità, si servì di un piccolo esempio: prese fra le mani un trifoglio e disse che, come quelle tre foglioline formavano un'unica piantina, così le tre Persone, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, formano un unico Dio. L'esempio riuscì allo scopo: la folla che ascoltava abbracciò la fede cristiana e da allora, anche in tempi recenti, il giorno di san Patrizio, gli irlandesi attaccano al vestito un mazzolino di trifoglio, in memoria della loro conversione e in onore del Santo che li ha evangelizzati.
Il mistero della Trinità, celebrato in questa prima domenica dopo Pentecoste, è il primo mistero della fede cristiana, il più importante e il meno accessibile all'intelligenza umana. Vi si possono solo cogliere dei pallidi riflessi nella creazione, la quale, essendo opera di Dio, reca in se stessa l'impronta del suo Creatore. Per questo motivo, l'intelligenza umana non può arrivare a comprendere questo mistero, ma capisce che tale mistero, pur superando l'umana comprensione, non è contro la ragione; comprende inoltre che le similitudini che troviamo nell'opera della creazione confermano il nostro atto di fede.
La ragione umana non sarebbe mai riuscita a conoscere che Dio è in tre Persone uguali e distinte. Questa verità la sappiamo solo perché Gesù ce l'ha rivelata. La frase della Scrittura che maggiormente ci fa comprendere questo mistero è l'affermazione di san Giovanni evangelista: «Dio è amore» (1Gv 4,8). In questa piccola frase è racchiuso tutto il mistero di Dio uno e trino. Dio è trino, in tre Persone, proprio perché e Amore. Quando parliamo di amore, si parla sempre di una comunione di persone: la persona che ama, la persona amata e l'amore reciproco. Il Padre ama il Figlio, il Figlio ama il Padre e l'amore reciproco tra il Padre e il Figlio è lo Spirito Santo. C'è amore solo dove c'è comunione. Ma, pur essendo in tre Persone, vi è un unico Dio, poiché l'amore unisce e, in Dio, l'amore è così perfetto che di tre Persone c'è un solo Dio. Il Padre è Dio, il Figlio è Dio, lo Spirito Santo è Dio, e insieme non formano tre divinità, ma un unico Dio.
Il mistero della Santissima Trinità si riflette in modo particolare nell'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio. Tra le creature visibili, l'uomo e la donna sono le più perfette, quelle che maggiormente rivelano il mistero di questa comunione divina. Inoltre, quanto più uno ama, quanto più uno è santo, tanto più conosce Dio e lo fa conoscere al mondo.
La famiglia umana è chiamata alla santità, proprio perché è chiamata a riflettere il mistero di Dio. Più persone, unite dall'amore, formano un'unica famiglia e devono aiutarsi vicendevolmente ad amare e a servire il loro Creatore. Sganciata ed emancipata da Dio, la famiglia perde molto del suo valore e viene meno alla sua vocazione. Il beato Carlo, ultimo imperatore d'Austria, il giorno del suo fidanzamento, disse alla sua promessa sposa che da quel momento in poi si dovevano aiutare reciprocamente ad andare in Paradiso. E, alcuni anni dopo, affermò che avrebbe preferito che il Signore prendesse con Sé i suoi figli, piuttosto che essi commettessero un solo peccato mortale.
Dio è amore infinito e tale amore liberamente si vuole riversare sulle creature, innanzitutto sull'uomo, il quale per il peccato si era separato dal suo Creatore. Per questo motivo, il Vangelo di oggi così afferma: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). L'amore di Dio è venuto incontro a noi e ci ha salvati. Così la prima lettura di oggi mette in luce quella che è la caratteristica più grande di Dio, ovvero la misericordia, e lo afferma con queste parole: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà» (Es 34,6). L'amore infinito di Dio si manifesta nella Croce di Gesù. Guardando Gesù, morto e risorto per noi, noi vediamo tutta la ricchezza della misericordia divina.
Salvati dall'amore, noi siamo chiamati a vivere nell'amore vicendevole. San Paolo, nella seconda lettura di oggi, lo afferma con chiarezza: «Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi» (2Cor 13,11). Una famiglia che si ama, una Comunità affiatata, sono riflesso della comunione d'amore che vi è tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Quando dei fratelli si vogliono bene si dice che essi sono un cuore e un'anima sola. Così si diceva della prima Comunità cristiana di Gerusalemme e così si deve dire di ogni Comunità radunata dall'amore di Dio. Diversamente, daremo una contro testimonianza, anzi, saremo di scandalo. Nel Monastero di san Damiano, nelle vicinanze di Assisi, si diceva che santa Chiara e le sue consorelle erano così congiunte dalla mutua carità da avere, fra di loro, come un'unica volontà (cf FF 352). Come esortava san Paolo nella seconda lettura, quelle sante suore avevano gli stessi sentimenti e il loro amore vicendevole era talmente grande che la loro vita umile e nascosta era un piccolo riflesso di Cielo.
«Tendete alla perfezione» (2Cor 13,11), ci ripete san Paolo. La perfezione non consiste nel compiere miracoli, ma nell'amare con tutte le nostre forze Dio e il prossimo. Se faremo così, l'amore di Dio sarà sempre con tutti noi e noi potremo riflettere nel modo migliore il mistero di Dio, uno e trino.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per l'11 giugno 2017)

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