BastaBugie n°533 del 22 novembre 2017

Stampa ArticoloStampa


1 IL MAFIOSO NON E' SCOMUNICATO
Solo i sacerdoti che hanno incontrato Totò Riina possono dire se prima della morte ha avuto un pentimento o meno e da questo dipende la possibilità di fare il funerale (magari in forma privata)
Autore: Giorgio Carbone - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 IN FRANCIA UN MAESTRO VIENE SOSPESO E TRASFERITO PER AVER LETTO LA BIBBIA IN CLASSE
A vicende come queste si ispira il film capolavoro God's not dead 2 (appena uscito in dvd e di cui nel 2018 sarà proiettato nei cinema americani il terzo episodio)
Fonte: Tempi
3 TRUMP ISTITUISCE IL GIORNO PER LE VITTIME DEL COMUNISMO
Inoltre, per aiutare i cristiani in Medio Oriente, gli USA finanzieranno direttamente le organizzazioni religiose che agiscono sul territorio, anziché le agenzie ONU (come faceva invece Obama)
Autore: Luca Romano - Fonte: Il Giornale
4 LA RIVOLUZIONE SESSUALE GLOBALE
La rivoluzione più riuscita e con conseguenze disastrose sotto gli occhi di tutti
Autore: Enrico Maria Romano - Fonte: Libertà e Persona
5 MARIO MIELI E GLI INTELLETTUALI GAY INNEGGIANO ALLA COPROFAGIA
Se non sapete cosa sia la coprofagia, non leggete questo articolo... si vive meglio nell'ignoranza
Autore: Silvana De Mari - Fonte: Blog di Silvana De Mari
6 LA SCONFITTA DELLO STATO ISLAMICO E DEL PARTITO DELLA GUERRA DI OBAMA/CLINTON
Mentre gli ''addetti ai livori'' spargono odio su Trump e Putin, i due, col cinese Xi, stanno cercando di pacificare i tanti conflitti del globo
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
7 IL CONSENSO INFORMATO NON FERMERA' IL GENDER NELLE SCUOLE
Una legge cattiva non diventa buona se permette l'obiezione di coscienza perché intanto i corsi gender si fanno e con il tempo si crea assuefazione e conformismo
Autore: Stefano Fontana - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
8 LA DITTATURA CHE AVANZA: INTERROGATORIO PER CHI DIFENDE LA VITA E LA FAMIGLIA
A Roma la polizia interroga gli organizzatori e ferma per due ore il camion con il manifesto che ricorda il cardinal Caffarra a 3 mesi dalla sua morte
Fonte: Libertà e Persona
9 OMELIA SOLENNITA' CRISTO RE - ANNO A (Mt 25,31-46)
Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - IL MAFIOSO NON E' SCOMUNICATO
Solo i sacerdoti che hanno incontrato Totò Riina possono dire se prima della morte ha avuto un pentimento o meno e da questo dipende la possibilità di fare il funerale (magari in forma privata)
Autore: Giorgio Carbone - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 18/11/2017

La morte in carcere del boss mafioso Totò Riina, che stava scontando 26 condanne all'ergastolo, ha immediatamente riaperto vecchie ferite. Ma ha anche provocato la domanda sulla modalità del suo funerale. Immediatamente portavoce e segretario della Conferenza episcopale italiana hanno dichiarato l'impossibilità del funerale pubblico ma escluso anche quello religioso, ricordando la scomunica lanciata già nel 2014 da papa Francesco contro i mafiosi. In realtà le cose sono più complesse e abbiamo chiesto a padre Giorgio Maria Carbone di spiegare che cosa realmente la Chiesa prescrive in situazioni come questa.

IL MAFIOSO NON È SCOMUNICATO
Papa Francesco nella visita apostolica in Calabria del 21 giugno 2014 disse con veemenza che i mafiosi erano scomunicati. Ma dopo non seguì nessun cambiamento delle norme canoniche in materia di scomunica. Quindi, nulla di fatto e nulla di diritto.
La scomunica latae sententiae, cioè quella pena con la quale un fedele è escluso dalla comunione con la Chiesa ed è privato dei beni spirituali, pena latae sententiae, cioè automatica, nella quale il fedele incorre per il semplice fatto di aver commesso un delitto grave, è prevista – ad esempio – per l'apostata, l'eretico e lo scismatico (canone 1364), per «chi usa violenza fisica contro il Romano Pontefice» (canone 1370), per «chi procura l'aborto ottenendo l'effetto» (canone 1398). Ma «chi commette omicidio, rapisce o detiene con la violenza o la frode una persona, o la mutila o la ferisce» è punito con pene espiatorie che non sono la scomunica (canoni 1336 e 1397), come ad esempio il divieto di dimorare in un determinato luogo, la privazione di uffici, diritti o facoltà.
Inoltre, la scomunica, come le altre pene, ha uno scopo medicinale, cioè mira a ottenere la conversione del colpevole. E infine per incorrere nella scomunica il colpevole deve aver compiuto il delitto mentre era in vigore una legge che irrogava la scomunica. Mentre se ha commesso il delitto, prima dell'entrata in vigore della legge di scomunica, non incorre in essa. Questi sono i principi generali che regolano la scomunica.

COSA DICE IL CODICE DI DIRITTO CANONICO
Nella fattispecie concreta che riguarda Totò Riina possiamo dire che, per quanto sia colpevole di abominevoli delitti, non è canonicamente scomunicato. Ma forse chi parla di scomunica usa un linguaggio molto improprio e per nulla canonico. Possiamo supporre che voglia riferirsi solo alla privazione delle esequie ecclesiastiche?
A questo proposito il canone 1184 prevede questo: «Se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche:
1) quelli che sono notoriamente apostati, eretici, scismatici;
2) coloro che scelsero la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana;
3) gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli.
Presentandosi qualche dubbio, si consulti l'Ordinario del luogo, al cui giudizio bisogna stare».
Certamente concordiamo sul fatto che Totò Riina è oggettivamente un peccatore manifesto. Ma dobbiamo altrettanto concordare sulla nostra comune ignoranza: non sappiamo se prima della morte Riina ha dato un segno di pentimento. Abbiamo una certezza circa l'oggetto morale e una ignoranza circa le circostanze soggettive.
Chi potrebbe toglierci da questa ignoranza? Il cappellano del carcere di Parma o quello dell'ospedale di Parma, oppure qualcuno che ha raccolto le confidenze del boss di Corleone.

ALCUNI INSEGNAMENTI DI GESÙ
È doveroso poi ricordare alcuni insegnamenti di Gesù che illuminano la nostra coscienza. In Matteo 21,31 è detto: Pubblicani e prostitute vi precederanno nel regno dei cieli; in Luca 6,37: Non giudicate e non sarete giudicati: il che non significa che non devo emettere giudizi - la mia intelligenza è fatta per elaborare giudizi - significa piuttosto che non devo giudicare la moralità dell'altro, né dire che è buono o cattivo. Posso, anzi talvolta devo giudicare i fatti, l'oggettività di quanto mi si para davanti, ma non dovrò mai giudicare la persona, per il semplice fatto che sono incompetente visto che non conosco quanto accade nel suo intimo, nella sua intelligenza e nella sua volontà. E poi, non ti ricordi il caso di un peccatore pubblico, un malfattore notorio, condannato alla stessa pena di Gesù? Che dice: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». E Gesù gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso» (Luca 23,43).
Mio nonno, Luigi, che non aveva simpatie né mafiose, né camorristiche, quando moriva qualcuno era solito dire in napoletano: "S'è imparavisato", che tradotto suona: è entrato in paradiso.
Davanti a slogan avventati e alla rincorsa del politicamente conveniente, questa è la speranza che ci deriva dalla fede in Gesù Cristo.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 18/11/2017

2 - IN FRANCIA UN MAESTRO VIENE SOSPESO E TRASFERITO PER AVER LETTO LA BIBBIA IN CLASSE
A vicende come queste si ispira il film capolavoro God's not dead 2 (appena uscito in dvd e di cui nel 2018 sarà proiettato nei cinema americani il terzo episodio)
Fonte Tempi, 24/10/2017

Un insegnante francese di una scuola elementare, Matthieu Faucher, 37 anni, è stato multato e trasferito per aver osato leggere in classe alcuni passi della Bibbia e aver mostrato il capolavoro di Pier Paolo Pasolini Il Vangelo secondo Matteo.
Accade in Francia, a Malicornay, 300 chilometri a sud di Parigi. La vicenda risale a gennaio, quando un ispettore dell'Educazione nazionale, dopo una segnalazione anonima di un comitato di genitori, inizia a indagare sul maestro. Al fianco dell'insegnante si schierano altri genitori che invece ne apprezzano la passione e l'inventiva: in classe legge sì la Bibbia, ma anche Sherlock Holmes e Harry Potter e coinvolge gli alunni in attività extra scolastiche come il canto. Tutto ciò che si viene a scoprire su Faucher è questo. Oltre al fatto che non è cattolico, è padre di tre figli che non ha fatto battezzare
Eppure il 29 maggio la commissione disciplinare, che lo aveva temporaneamente sospeso, lo trasferisce in un altro paese dove da l'anno prossimo lavorerà come supplente. La sua colpa è aver utilizzato «testi di studio inadeguati a bambini di 9-10 anni». A lui, come ha dichiarato, pareva solo importante far capire ai suoi studenti chi è quel signore con la barba appeso alle croci che si vedono spesso nelle chiese.

Nota di BastaBugie: a vicende come queste si ispira il film capolavoro "God's not dead 2" nel quale una insegnante di storia preferisce stare con Dio ed essere giudicata dal mondo, piuttosto che stare con il mondo ed essere giudicata da Dio. Aveva citato in classe una frase di Gesù riportata dal vangelo e per questo rischia il posto di insegnante.

Per informazioni su "God's not dead 2" e per acquistare il dvd clicca nel link qui sotto:
http://www.filmgarantiti.it/it/articoli.php?id=235

Ecco il video della canzone ''Guilty'' dei Newsboys che fa da colonna sonora al film "God's not dead 2". Sotto il video trovi il testo della canzone con traduzione in italiano pubblicati dal sito FilmGarantiti.it


https://www.youtube.com/watch?v=7_wmrwnYdYI

GUILTY (Colpevole)

When did it become breaking a rule
to say your name out loud in school,
when your name's the only one that sets us free?
When did it become incorrect
to speak the truth about life and death,
when your life gave us all eternity?

Even if it gets me convicted
I'll be on my knees with my hands lifted.
If serving you's against the law of man,
if living out my faith in you is banned,
then I'll stand right before the jury.
If saying "I believe" is out of line,
if I'm judged 'cause I'm gonna give my life
to show the world the love that fills me
then I wanna be guilty!


I'll rise up and honor you,
I'll testify to the good you do,
'cause your grace and your mercy
have overtaken me.

Then I wanna be guilty
by association.
Guilty of being a voice proclaiming
your ways, your truth, your life.
I'll pay the price to be your light.

TRADUZIONE IN ITALIANO

Quando è diventato violare la legge
dire il tuo nome ad alta voce a scuola,
se il tuo nome è l'unico che ci rende liberi?
Quando è diventato scorretto
dire la verità sulla vita e sulla morte,
se la tua vita ci ha donato tutta l'eternità?

Anche se questo portasse alla mia condanna
starò in ginocchio con le mie mani alzate.
Se servire Te è contro la legge dell'uomo,
se vivere la mia fede in te è proibito,
allora mi alzerò in piedi davanti al tribunale.
Se dire "io credo" è controcorrente,
se sarò giudicato perché darò la mia vita
per mostrare al mondo l'amore che mi riempie
allora voglio essere giudicato colpevole!


Mi alzerò e Ti onorerò,
testimonierò il bene che fai,
perché la Tua grazia e la tua misericordia
mi hanno raggiunto.

Allora voglio essere colpevole
per favoreggiamento.
Colpevole di essere una voce che proclama
le Tue vie, la Tua verità, la Tua vita.
Pagherò il prezzo per riflettere la Tua luce.

Fonte: Tempi, 24/10/2017

3 - TRUMP ISTITUISCE IL GIORNO PER LE VITTIME DEL COMUNISMO
Inoltre, per aiutare i cristiani in Medio Oriente, gli USA finanzieranno direttamente le organizzazioni religiose che agiscono sul territorio, anziché le agenzie ONU (come faceva invece Obama)
Autore: Luca Romano - Fonte: Il Giornale, 08/11/2017

Più chiaro di così non poteva essere: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso di istituire una giornata nazionale in ricordo delle vittime del comunismo. E come data ha scelto proprio il 7 novembre, giorno in cui, nel 1917, i bolscevichi hanno dato il via alla rivoluzione russa.
Per rimarcare ulteriormente il valore simbolico del proprio gesto, l'inquilino della Casa Bianca ha scelto di farlo proprio nel centesimo anniversario di quell'avvenimento storico foriero di sviluppi così decisivi per la storia della Russia e di tutto il mondo. Storia di lutti e di morte, come dovunque il comunismo è andato al potere con la violenza.
Durante il viaggio in Asia - e precisamente alla vigilia della visita in Cina - Trump ha dichiarato che "durante il secolo scorso, i regimi totalitari comunisti nel mondo hanno ucciso più di 100 milioni di persone e ne hanno sottomesse molte di più a sfruttamento, violenza e devastazione indicibile".
"Oggi noi ricordiamo quanti sono morti e quelli che continuano a soffrire sotto il comunismo - ha aggiunto il presidente senza timore di conseguenze diplomatiche con gli strategici interlocutori cinesi - Dobbiamo far brillare la luce della libertà per tutti quelli che aspirano a un futuro più libero e più radioso".

Nota di BastaBugie: Benedetta Frigerio nell'articolo sottostante dal titolo "Aiuti per i perseguitati: Trump cambia rotta" racconta la fine dei finanziamenti USA alle Nazioni Unite per aiutare i cristiani in Medio Oriente che da ora in poi li destinerà direttamente alle organizzazioni religiose che agiscono sul territorio. Si ritorna alla politica sussidiaria di Bush, apprezzata anche dalla Santa Sede.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 30 ottobre 2017:
Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha annunciato ai leader cristiani del Medio Oriente la decisione del presidente Trump di cambiare completamente le politiche di aiuto alle popolazioni mediorientali colpite dal fondamentalismo islamico. Un cambio importante, che ha smascherato anche le strategie di facciata dell'amministrazione Obama.
A fine settembre, infatti, Nina Shea, membro per 12 anni della U.S. International Commission on International Religious Freedom, aveva denunciato che sebbene l'America abbia 1,4 miliardi di dollari in aiuti umanitari per l'Iraq e oltre 250 milioni per la ricostruzione del paese, solo una minima parte di questi è stata usata per aiutare i cristiani e le minoranze perseguitate. Tutto ciò dipende dal fatto che l'ex presidente americano, Barack Obama, aveva scelto di usare come tramite di distribuzione dei fondi le Nazioni Unite e i campi profughi dove spesso i cristiani subiscono ulteriori discriminazioni da parte dei musulmani.
Una politica fallimentare, dato che Shea aveva spiegato che le Nazioni Unite di fatto hanno fornito pochi aiuti necessari a ripristinare le città cristiane, attuando solo alcuni piccoli progetti "di facciata" nelle città cristiane. Progetti che però non sono in grado di aiutare i cristiani a tornare nelle loro terre. Oltre tutto i leader cristiani rimasti sul posto, e coscienti delle necessità reali della popolazione, non sono stati per nulla coinvolti nei progetti, mentre al contrario "l'Iran dà soldi alla maggioranza sciita per comprare le terre cristiane" istituendo "scuole, moschee, biblioteche e altre strutture nelle principali città cristiane", aveva sottolineato Shea.
La risposta è arrivata settimana scorsa, durante il discorso tenuto in apertura della cena annuale sponsorizzata dall'organizzazione In Defense of Christian, dove Pence ha spiegato quanto il presidente ha ordinato di fare al Dipartimento di Stato affinché finanzi direttamente le organizzazioni religiose attive sul territorio per aiutare i cristiani o altre minoranze perseguitate dagli islamisti: "I nostri amici cristiani e tutti coloro che sono perseguitati in Medio Oriente non dovrebbero essere costretti ad avere come interlocutori le istituzioni multinazionali quando l'America può aiutarli direttamente", ha affermato Pence. "E stasera - ha continuato - è mio privilegio annunciare che il presidente Trump ha ordinato al Dipartimento di Stato di smettere di finanziare le iniziative inefficaci di soccorso delle Nazioni Unite. Da questo momento in avanti l'America fornirà il sostegno direttamente alle comunità perseguitate attraverso l'Agenzia di Aiuti degli Stati Uniti".
Le parole di Pence hanno rubato 25 secondi di applausi ad una platea entusiasta di una politica già stata sperimentata da Bush con buoni risultati. Tanto che, come disse la Santa Sede in una nota del 2008, su "finanza e sviluppo alla vigilia della conferenza promossa dall'assemblea generale delle Nazioni unite a Doha", la tendenza "preponderante è quella di considerare il canale "da Stato a Stato", il cosiddetto budget support, come la via più efficace per far arrivare risorse ai Paesi a basso reddito. Questa tendenza va guardata con una qualche preoccupazione, perché porta con sé il rischio di una "burocratizzazione" delle politiche nazionali di lotta alla povertà e di un ridimensionamento delle risorse disponibili per le varie forme di iniziativa sociale locale". Mentre sono le "faith based organization... le vere protagoniste dello sviluppo inteso come percorso da tracciare giorno per giorno",
Esattamente come aveva denunciato Shea, i finanziamenti agli Stati finiscono per alimentare la corruzione o comunque per essere mal gestiti. In effetti, i risultati della politica di Bush furono dimostrati dalla maggior propensione delle "faith based organization" nel dare stabilità e una capacità organizzativa e produttiva alle comunità. Queste erano più efficienti nel costruire villaggi e abitazioni, "data la loro concezione di persona come capace di raggiungere la pienezza delle proprie potenzialità solo in comunità" (U.S. Department of Housing and Urban Development of the U.S. Government 2001, "Faith-Based Organizations In Community Development").
Al contrario, Pence ha confermato che gli attuali "progetti, che dovrebbero essere presumibilmente terminati, hanno poco più di una bandiera delle Nazioni Unite appesa fuori da un edificio inutilizzabile, in molti casi una scuola". Le faith-based orgaization, diversamente, "con radici profonde in queste comunità, sono più che disposte ad assisterle", mentre "le Nazioni Unite spesso rifiutano le loro richieste di finanziamento".
Perciò, dopo l'intervento di Pence, Carl Anderson, cavaliere supremo dei Cavalieri di Malta, ha parlato della "speranza che questa decisione darà ai cristiani in Medio Oriente" e dell'"impatto reale che avrà sui sopravvissuti delle comunità delle minoranze perseguitate" che "non può essere sottovalutata".

Fonte: Il Giornale, 08/11/2017

4 - LA RIVOLUZIONE SESSUALE GLOBALE
La rivoluzione più riuscita e con conseguenze disastrose sotto gli occhi di tutti
Autore: Enrico Maria Romano - Fonte: Libertà e Persona, 28 ottobre 2017

Ci sono degli argomenti che è più difficile trattare di altri, poiché risultano più delicati, sensibili ed equivocabili. Un argomento secondo me difficilissimo tra tutti è quello della sessualità umana.
Un tempo, senza alcun dubbio, tra la gente e gli stessi intellettuali si parlava molto meno di sessualità e di educazione sessuale, di erotismo e di pornografia, di sesso libero e di malattie sessualmente trasmissibili, delle deviazioni e delle perversioni sessuali, etc. etc.
Ma, che io sappia, i bambini nascevano lo stesso... E quasi tutte le coppie, solitamente dopo il matrimonio, riuscivano facilmente ad avere almeno un figlio, e molto spesso anche 2-3-4 o più.

LA RIVOLUZIONE SESSUALE
La rivoluzione sessuale, i cui prodromi potremmo ravvisare nel libertinismo francese sei-settecentesco e in figure orripilanti come il Marchese de Sade (1740-1814), inizia a cambiare il mondo solo nel 1968. Ed in meno di mezzo secolo di storia può dirsi, probabilmente, la rivoluzione più riuscita e meglio diffusa nelle viscere dell'umanità.
Perché più riuscita e meglio diffusa? Perché le altre rivoluzioni, come la rivoluzione luterana (1517), la rivoluzione francese (1789) e la rivoluzione sovietica (1917), non furono mai totalmente condivise dalle masse e dalle élite, e soprattutto non soggiogarono mai completamente l'uomo in quanto uomo, ma lo snaturano in quanto credente, in quanto politico e in quanto cittadino.
E' stata da poco tradotta in italiano la più vasta e documentata indagine sulla genesi, sui contenuti e gli effetti di questa pericolosissima rivoluzione epocale (cf. Gabriele Kuby, Rivoluzione sessuale globale. Distruzione della libertà nel nome della libertà, Sugarco, Milano 2017, pp. 350, € 25).
Frau Gabriele (Gabriella) Kuby è una sociologa tedesca, madre di tre figli, che da decenni studia con acume e impegno la natura della cosiddetta sessualizzazione delle masse: sessualizzazione che all'inizio fu vissuta come un ideale rivoluzionario da parte dei giovani sessantottini di sinistra, ma che poi è dilagata (specie negli anni 70) come moda eterodiretta dall'alto, con la chiara volontà di sovvertire la morale cristiana e scardinare la famiglia, in nome della tolleranza, del progresso e della assoluta libertà.
La Kuby mostra bene come la sessualità umana abbia un senso profondo ed un ruolo specifico voluto dal Creatore, con il duplice fine di moltiplicare la specie (aumentando il numero degli eletti) e favorire altresì l'unione intima e indissolubile degli sposi. Parole queste ultime che debbono parere medioevali ai lettori di più avanzata sensibilità...

LA DECADENZA DELLA CIVILTÀ: C'È CHI DICE NO!
Ora, la rivoluzione sessuale globale descritta e denunciata dall'Autrice, tende ad erotizzare tutti i rapporti sociali (sabotando così il nobile sentimento dell'amicizia...) e parallelamente a giustificare tutte le aberrazioni morali, possibili ed immaginabili, in nome della libertà. Se l'unicità del matrimonio tradizionale eterosessuale è contestata in nome del sentimento amoroso, cosa dire alle coppie poligame? Anche un uomo e tre donne in teoria sono capaci di amarsi. E se due fratelli si amano, in nome di cosa vietargli il diritto al "matrimonio per tutti"? E se io amo il mio gattino, e ciò non può essere messo in dubbio da alcuno, perché volermi discriminare e non inserire nei pubblici registri questo mio nobile sentimento? D'altra parte, come insegna il Maestro, "chi fa il peccato è (diviene) schiavo del peccato" (Gv 8,34).
In nome della libertà (assoluta), l'essere umano tende oggi a divenire meno libero e più schiavo: delle passioni malsane, della sessualità sregolata (che lo porta spesso ad abbandonare i figli), della prostituzione, della pornografia e di tutte le diavolerie usate dal Sistema per fiaccare lo spirito dei popoli.
Ma a fronte di questa decadenza della civiltà, c'è chi dice NO!
Il libro della Kuby, che va tenuto in prima fila nelle biblioteche domestiche, si avvale di una introduzione del card. Carlo Caffarra, da poco scomparso, e da sempre in prima linea nella difesa della famiglia, della morale evangelica e del vero bene delle nuove generazioni.
Noi non disponiamo dello spazio per recensire come meriterebbe questa mina di informazioni che però è bene conoscere e far conoscere attorno a sé. Forse il punto più importante e più dolente del libro è quello sul ruolo a dir poco nefasto delle pubbliche istituzioni in questa Rivoluzioni globale, meticolosamente diffusa a base di teoria del gender, omosessualismo sbandierato e propagandato per ogni dove, transessualismo, aborto, divorzio sprint, etc.
L'Onu e le sue agenzie stanno caricandosi, davanti alla storia e allo sguardo attento del Signore, di atroci responsabilità. Ma tutti devono sapere come la pensa Gesù: "Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino, e fosse gettato negli abissi del mare" (Mt 18,6).
Sarebbe meglio quindi che il fautore di perversione subisse una pena mortale (e transitoria) qui in terra, piuttosto che le pene eterne rigorosamente meritate.

Fonte: Libertà e Persona, 28 ottobre 2017

5 - MARIO MIELI E GLI INTELLETTUALI GAY INNEGGIANO ALLA COPROFAGIA
Se non sapete cosa sia la coprofagia, non leggete questo articolo... si vive meglio nell'ignoranza
Autore: Silvana De Mari - Fonte: Blog di Silvana De Mari, 21/01/2017

Dopo avere passato giornate a parlare di lesioni anali e infezioni, oggi parliamo di escrementi.
Il tema di oggi è la coprofagia. Moltissimi intellettuali gay inneggiano alla coprofagia. Tra i più famosi Mario Mieli e la/il filosofa/o ex Beatrice Preciado, attualmente Paul Preciado.
A Mario Mieli è intitolato il circolo lgbt di Roma. Mario Mieli, definito da Liberazione il più grande intellettuale queer italiano. Autore del testo "Elementi di critica omosessuale", dove parla della sublime bellezza di pedofilia, necrofilia e coprofagia.
Riporto alcune righe: «Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l'Edipo, o il futuro Edipo, bensì l'essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l'amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica» (Elementi di critica omosessuale, pag. 62, Feltrinelli 2002 oppure v. Google Books)
Per coloro che abbiano difficoltà a capire la astrusa prosa, c'è scritto che è giusto desiderare eroticamente i bambini e chi lo fa vuole bene ai bambini perché loro lo vogliono.
Quindi Mario Mieli riconosceva di avere desideri erotici nei confronti di bambini: questo lo classifica come pedofilo: come spiegato nell'ultimo dsm il desiderio semplice senza passare all'atto dà la classificazione di pedofilia. Poi discutiamo se sia un normale orientamento sessuale (teoria DSM) o la più orrenda e nauseante delle perversioni sessuali (teoria nostra). Possiamo definirla filopedofilia così tronchiamo le discussioni.
Della filopedofilia di Mario Mieli e, quindi, di tutti gli iscritti di un circolo intitolato a lui, parleremo un'altra volta. Ora parliamo della coprofagia: Mario Mieli faceva spettacoli teatrali dove mangiava gli escrementi suoi e del suo cane, crudi e sconditi. E' famosa la sua esibizione pubblica all'Ompo's, durante la quale si esercitò in questi atti (anche con gli escrementi del suo cane). Il poeta gay Dario Bellezza (morto di AIDS) ironizzò così: «A Mario è rimasto altro che mangiar la m..., per far parlare di sé». Uno non mangia gli escrementi suoi e del suo cane per far parlare di sé: uno mangia gli escrementi suoi e del suo cane solo se il suo odio per l'uomo che vuol profanare profanando se stesso ha raggiunto livelli totali.
Un altro esempio di intellettuale gay, cioè di odio di se e dell'umanità, lo troviamo nella filosofa Beatrix Preciado, che da qualche tempo si è fatta castrare, ha subito un intervento ai genitali e sta prendendo testosterone e si fa chiamare Paul, ma le sue cellule, tutte, continuano a essere XX. Madre natura è un'arcigna megera, e sta ottusamente arpionata alla realtà.
Riporto un brano di Beatrix, un'autrice gay famosa e importante, pubblicato il 17 gennaio 2014 su Liberation, che riassume il suo pensiero: sciopero dell'utero totale e definitivo per tutte le donne, sostituzione della dualità vagina / pene, con la dualità ano/ vibratore: "Da questa modesta tribuna, io invito tutti i corpi (delle donne) allo sciopero dell'utero. Affermiamoci come cittadine intere e non come uteri riproduttivi. Attraverso l'astinenza, attraverso la omosessualità, ma anche attraverso la masturbazione, la sodomia, il feticismo, la coprofagia, la zoofilia (non vuol dire avere il micetto e mettere la foto su fb, ma vuol dire avere rapporti erotici con gli animali) e l'aborto. Non lasciamo penetrare nelle nostre vagine una sola goccia di sperma nazionale cattolico."
L'omosessualismo odia la vita. E ama la coprofagia. Le feci sono morte. Questa roba è cultura di morte. Non sono quattro tizi che campano come gli pare, a te cosa ti cambia. Questa è cultura di morte. In una nazione libera qualcuno talmente problematico da mangiare escrementi deve essere libero di farlo, ma che il denaro pubblico finanzi il circolo intitolato a Mario Mieli, mangiatore di escrementi (crudi e sconditi) è un pericoloso incitamento a pratiche coprofaghe che stanno aumentando l'incidenza dell'epatite A. Possiamo dire che la coprofagia fa schifo senza essere inquisiti di razzismo? [...]

Nota di BastaBugie: il filmato dove la Dott.ssa Silvana De Mari spiegava cosa siano questi famigerati circoli culturali, ai quali vanno fior fiore di denari pubblici per finanziare attività ricreative e culturali, è stato cancellato da YouTube perché la lobby omosessualista non ammette critiche (pur lei sì criticando tutti, anche violentemente). In particolare la Dott.ssa parlava del Circolo LGBT "Mario Mieli" e della figura del filosofo gay morto suicida alla quale il circolo a lui intitolato rende onore.

Fonte: Blog di Silvana De Mari, 21/01/2017

6 - LA SCONFITTA DELLO STATO ISLAMICO E DEL PARTITO DELLA GUERRA DI OBAMA/CLINTON
Mentre gli ''addetti ai livori'' spargono odio su Trump e Putin, i due, col cinese Xi, stanno cercando di pacificare i tanti conflitti del globo
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 13/11/2017

Non dico che sia scoppiata la pace, ma quantomeno lo Stato islamico è sconfitto e sta ormai per essere sepolto fra Siria e Iraq.
Inoltre la Siria intravede all'orizzonte una possibile normalizzazione che mette fine a una guerra terrificante e ad essere sconfitta da questo esito è la passata amministrazione Usa, quella di Obama e della Clinton che avevano sostenuto la guerra ad Assad.
Sebbene non sia affatto finito il terrorismo islamico nel mondo, dell'eliminazione del Califfato, con i suoi crimini disumani, non si può che rallegrarsi (oltretutto questo dovrebbe anche ridurre i flussi migratori verso l'Europa).

GLI ADDETTI AI LIVORI
Gli addetti ai "livori" dei giornali italiani sono troppo impegnati, da due anni, a spargere odio e veleni contro Trump e contro Putin per accorgersi che - nel frattempo - il presidente americano e quello russo, insieme con il leader cinese Xi, stanno cercando di dare una sistemata a un pianeta dissestato, allontanando e fermando altre guerre e conflitti.
Dei tre leader il solo vero tiranno sarebbe quello cinese, ma - guarda caso - è l'unico che viene trattato in guanti bianchi dai media (per Trump e Putin valanghe di disprezzo e di accuse).
Questo accordo a tre dovrebbe disinnescare senza traumi la "mina vagante Kim", cioè la Corea del Nord e dovrebbe dare un assetto finalmente pacificato (per quanto è possibile dopo quella carneficina) alla Siria, come pure alla Libia (dissestata al tempo di Obama, Sarkozy e Cameron: un altro capolavoro...). Ambisce pure a risolvere le tensioni nel Mar Cinese meridionale tra Cina, Vietnam e Filippine.
Certo, ci sono anche altre aree di crisi a livello internazionale. Per esempio, lo scontro fra Iran e Arabia Saudita. Ma se la guerra civile interna all'Islam fra sciti e sunniti rischia ora di infiammare altre parti del Medio Oriente, l'unico modo per arginarla e scongiurare nuovi sanguinosi conflitti - che avrebbero pure pesanti ripercussioni economiche a causa del petrolio - è proprio l'accordo fra Stati Uniti e Russia (le due potenze che stanno alle spalle dei due stati islamici).
E' anche su questo - in prospettiva - l'accordo che Trump e Putin stanno faticosamente cercando di mettere in piedi.
Proprio per scongiurare il dialogo e la pacificazione fra Usa e Russia da più di un anno l'establishment americano anti-Trump aveva disseminato di mine il cammino verso Putin, demonizzando il leader russo.

IL PARTITO DELLA GUERRA
E' il "partito della guerra" che faceva riferimento a Hillary Clinton e puntava sulla sua elezione.
Tutti i migliori osservatori internazionali, durante la campagna elettorale americana, sapevano e dicevano che tra la Clinton e Trump, il vero partito "bellico" era quello della Clinton.
Infatti la sua strategia, come Segretario di Stato, con Obama, era stata quella di alzare sempre più la tensione contro la Russia (ricordate le mega esercitazioni militari della Nato ai confini russi?).
Tutta la crisi Ucraina veniva usata con questo scopo da Washington (che soffiarono anche sul fuoco delle devastanti "primavere arabe) e l'Ucraina, con la questione della Crimea, sarebbe stata la miccia che probabilmente avrebbe acceso la guerra, una guerra dalle conseguenze imprevedibili, ma sicuramente tragiche, proprio nel cuore dell'Europa.
E' uno scenario folle? No. Lo scenario è quello che si sarebbe presentato con la vittoria della Clinton.
Folle semmai era questa politica dello scontro, la politica intrapresa dagli Stati Uniti, fin dagli anni Novanta, e condivisa sia dai neocon repubblicani di George Bush sia dai liberal della Clinton: crollata l'Urss l'establishment bipartitico statunitense ha abbracciato l'utopia ideologica di un mondo unipolare, totalmente egemonizzato dagli Stati Uniti tramite il potere finanziario e la forza militare.
C'era già il canovaccio uscito dai soliti pensatoi: "Project for The New American Century". Un nuovo secolo americano.
La crisi finanziaria del 2007-2008 è stato il primo crollo di quell'establishment, che ha mostrato i costi di quella globalizzazione, anche per le ricadute sociali della crisi dentro gli Stati Uniti.

FALLIMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE OBAMA/CLINTON
Il fallimento internazionale dell'amministrazione Obama/Clinton - apprendisti stregoni che hanno dato fuoco al pianeta senza saper governare l'incendio - il secondo motivo di crisi.
Per questo ha vinto Trump. Il nuovo presidente ha fatto saltare quella bellicosa e devastante utopia neocon/liberal del mondo unipolare, a dominio "amerikano".
Con Trump è tornato in scena il tradizionale pragmatismo repubblicano secondo cui Putin non è un nemico, ma un interlocutore da coinvolgere nella lotta al terrorismo. E la Cina è un gigante con cui trattare.
Perciò Trump rappresenta la fine dell'ideologia unipolare. Con lui gli Usa prendono atto, con intelligente realismo, che il mondo è di fatto multipolare e che gli Stati Uniti devono collaborare con gli altri protagonisti anziché esportare guerre, provocare disordine internazionale e suscitare conflitti (cosa che è disastrosa per lo stesso popolo americano).
In questo nuovo scenario mondiale spicca per totale assenza e afasia l'Unione Europea che è rimasta orfana di Obama, della Gran Bretagna e che ancora detesta e demonizza Putin e Trump.
Lo smarrimento delle élite europee è palpabile. Nei giorni scorsi "Der Spiegel" ha dato notizia di un documento segreto del governo tedesco (anzi del ministero della Difesa, cosa ancora più preoccupante) intitolato "Prospettiva strategica 2040".
Delinea diversi scenari, ma quello più concreto, che più colpisce, considera il collasso e la disintegrazione dell'Unione europea.
I fattori di crisi elencati, già oggi, sono tantissimi: la Brexit, la marea migratoria, lo scontro tra i paesi dell'est (Polonia, Ungheria) e la Commissione europea, il crollo del consenso fra i popoli europei verso la disastrosa impostazione economica della Ue a guida tedesca, il caso Grecia.
In Germania nessuno se la sente di abbracciare il rilancio di Macron, che prevede più mercato e più Europa, perché prevedono che ci sarebbe la sollevazione popolare.

RUSSIA E CINA
Nel frattempo Russia e Cina sono entrate nel "grande gioco", anche quello del Mediterraneo dove la Ue è del tutto assente.
Così la Germania cerca piani di emergenza in vista del crollo dell'Unione europea e non è tranquillizzante che a occuparsene sia il ministero della Difesa tedesco.
Questi problemi che si annunciano sono del tutto assenti dal dibattito politico italiano pre-elettorale.
Se l'Europa è fuori dai giochi del riordino planetario, ancora più esclusa e insignificante è l'Italia a guida Pd.
La quale si è comportata da suddito servile verso la Germania, la Francia, gli Stati Uniti e la Ue, facendosi umiliare anche economicamente e così - come dice l'analista americano Andrew Spannaus - ha dato al mondo la sensazione di essere "un paese poco orgoglioso di se stesso e poco deciso nel perseguire i suoi interessi legittimi. Per questo (l'Italia) è destinata a rimanere un Paese subalterno".
Come si è visto clamorosamente anche quando la Ue ha risolto la crisi dei migranti lasciando sola l'Italia, chiudendo le sue frontiere e trasformandola in un gigantesco "Centro per migranti".
Che in questo quadro, che ci vede come lo zerbino di tutti, ieri il presidente del Consiglio Gentiloni abbia ritenuto di dichiarare che "l'Italia è l'unico paese che ha una politica decente sui temi migratori in Europa" è del tutto inspiegabile. E' un autogol disastroso, una dichiarazione surreale che può suscitare solo ilarità e pena.

Fonte: Libero, 13/11/2017

7 - IL CONSENSO INFORMATO NON FERMERA' IL GENDER NELLE SCUOLE
Una legge cattiva non diventa buona se permette l'obiezione di coscienza perché intanto i corsi gender si fanno e con il tempo si crea assuefazione e conformismo
Autore: Stefano Fontana - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 11/11/2017

E' in corso una campagna per ottenere dal ministro Valeria Fedeli l'obbligatorietà del consenso informato preventivo dei genitori rispetto ai progetti scolastici di educazione all'affettività e a temi altrettanto sensibili. Le Linee Guida emanate dal Ministro qualche giorno fa non convincono e quindi molte associazioni hanno lanciato questa campagna di pressione a garanzia dei diritti dei genitori a tutela del bene dei figli.
La cosa è giusta e doverosa come contrasto verso una diseducazione di Stato di cui abbiamo avuto - e abbiamo - tanti esempi. Proprio nel giorno stesso dell'emanazione delle suddette Linee Guida ministeriali, in una scuola si davano istruzioni di sesso spinto ai ragazzi delle medie. Tuttavia, bisogna anche tenere presente un aspetto strategico della questione, rispetto al quale questa richiesta dell'obbligatorietà del consenso informato va intesa solo come una tappa. In altri termini: non risolve il problema ed è bene che chi la promuove ne tenga conto.

UNA SITUAZIONE LIMITE
Possiamo spiegarci prefigurando una situazione limite ma non completamente irrealistica. Ammettiamo che oggi o nel prossimo futuro, i genitori, interpellati dalla scuola su un progetto scolastico omosessualista, o pansessualista, o genderista diano parere favorevole e tutti gli alunni di una classe lo frequentino non perché imposto dall'alto ma perché scelto dal basso. Con ciò vorrebbe forse dire che quel corso sarebbe giusto, moralmente legittimo e positivamente educativo?
Un progetto educativo non è legittimato dal fatto che sia stato deciso dal Ministro o da un dirigente scolastico o da un collegio dei docenti. In questo caso potrà essere legale ma non legittimo. Ma per lo stesso motivo nemmeno un progetto didattico scelto dai genitori e da essi approvato è da considerarsi legittimo solo per questo. Il principio è lo stesso e consiste nel prescindere dai contenuti e affidare la legittimazione a delle decisioni, ora dell'Istituzione scolastica ora dei genitori.
La validità di qualcosa non può essere determinata dalla scelta che qualcuno ha fatto nei suoi confronti, bensì dal bene intrinseco che essa apporta alla persona. Il bene non è mai tale in quanto scelto, al contrario è scelto in quanto è bene. La scelta infatti è, in quanto scelta, immotivata e irragionevole. Il bene, invece, è espressione della verità.
Si badi bene, allora, di non inciampare in quegli stessi inciampi in cui si cerca di fare inciampare il decisionismo omosessualista e genderista delle istituzioni scolastiche ideologizzate. Il pur auspicabile consenso informato non renderà buono un progetto educativo che non lo è, permetterà solo di opporvisi. E' importante, ma non è tutto. Con un certo rischio - sullo sfondo - di confortare involontariamente l'idea che a decidere il bene e il male siano le opinioni umane.

UNA LEGGE CATTIVA NON DIVENTA BUONA SE PERMETTE L'OBIEZIONE DI COSCIENZA
E' quanto avviene anche nel campo della richiesta dell'obiezione di coscienza: una legge cattiva non diventa buona e accettabile se permette l'obiezione di coscienza. Si dovrà quindi pretendere il rispetto del diritto all'obiezione di coscienza davanti ad una legge iniqua ma non ci si fermerà lì. Accontentarsi di poter obiettare e accontentarsi di poter dissentire negando il consenso informato non rende buone né le leggi né i progetti che non lo sono.
Non dovrebbe passare il seguente ragionamento: cosa mi interessa se la legge è sbagliata, tanto io posso fare obiezione di coscienza; cosa mi interessa se nella scuola di mio figlio fanno progetti diseducativi, tanto io posso non firmare il consenso informato. Una simile mentalità sarebbe già caratterizzata dal relativismo e potrebbe indebolire la posizione più radicale di chi invece vuole uscire da questo sistema che "concede" il consenso informato per potersi permettere di continuare ad essere diseducativo. Perché ti lamenti se nella scuola ci sono corsi genderisti? Tanto si fanno in altre classi e non in quella di tuo figlio e, comunque, se si facesse in quella di tuo figlio, potresti negare il consenso. Ed intanto i corsi si fanno, col tempo si crea assuefazione e il rifiuto del consenso diminuirà. Lo abbiamo visto in tanti altri campi.
Il discorso è importane perché riguarda il principio di sussidiarietà, tanto caro alla Dottrina sociale della Chiesa. Si dice: la scuola è sussidiaria rispetto ai genitori e quindi deve chiedere il consenso informato. Ma ciò non esime la scuola dall'assolvere al proprio dovere verso il bene e non toglie che i genitori abbiano sì un diritto ma da intendersi come il diritto di assolvere un dovere. Il principio di sussidiarietà va inteso nel quadro di un sistema di diritti che sono preceduti da dei doveri che li legittimano.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 11/11/2017

8 - LA DITTATURA CHE AVANZA: INTERROGATORIO PER CHI DIFENDE LA VITA E LA FAMIGLIA
A Roma la polizia interroga gli organizzatori e ferma per due ore il camion con il manifesto che ricorda il cardinal Caffarra a 3 mesi dalla sua morte
Fonte Libertà e Persona, 06/11/2017

Oggi, a Roma, è partita la campagna per ricordare il cardinal Carlo Caffarra, a 3 mesi dalla sua morte: camion vele e manifesti, con l'immagine sopra riportata.
Un ricordo di un grande cardinale, che ha destato grande preoccupazione: la polizia ha fermato il camion per 2 ore, per motivi di sicurezza e per comprendere il motivo dell'iniziativa!
Una vicenda surreale, con una motivazione solo sussurrata: "Caffarra non era sulla linea di Bergoglio".
Damnatio memoriae: mentre si celebra il protestante Lutero, morto da 500 anni, e non più pericoloso per il papato e per le mura leonine, si teme un cardinale defunto da poco, per i suoi moderatissimi Dubia! I papi del passato possono essere tutti condannati, "figli del demonio", come voleva Lutero, ma a quello attuale neppure una domanda...
Qui il comunicato di Vita è, per descrivere il senso dell'iniziativa e del ricordo di un cardinale che è stato molto amico dell'associazione:
Oggi, 6 novembre 2017 vogliamo ricordare, a 3 mesi dalla sua morte, il cardinale di Bologna Carlo Caffarra: servitore fedele di Cristo e della Chiesa, fu intimo collaboratore di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, con i quali condivise l'attenzione verso la famiglia, immagine della Trinità, voluta da Dio per il bene degli uomini.
Il 13 maggio del 1981, nel giorno in cui si festeggiava l'anniversario della I apparizione di Fatima (13 maggio 1917) e Giovanni Paolo II veniva ferito quasi mortalmente con un colpo di pistola, nasceva il Pontificio Istituto per gli studi su Matrimonio e Famiglia di cui Caffarra fu, per volere del papa, primo preside.
Anni più tardi, sempre coraggiosamente impegnato nella difesa della vita e della famiglia contro l'aborto, la fecondazione artificiale, l'utero in affitto e ogni altra aberrazione, Caffarra ricorderà una lettera speditagli da suor Lucia di Fatima, in cui la veggente diceva: "Verrà un momento in cui la battaglia decisiva tra il regno di Cristo e Satana sarà sul matrimonio e sulla famiglia".
Nell'ultima parte della sua vita Caffarra ha combattutto, con la sua sapienza, la sua umiltà e mite fermezza, per la "sana dottrina" di cui parla l'apostolo san Paolo: "sana dottrina" che sola può permettere, insiema alla Carità vera, la fine della profonda "divisione" in cui versa oggi il mondo cattolico. Perchè, come ebbe a dire il cardinal Caffarra in un'intervista al Foglio, "solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione". Grazie cardinale!

Nota di BastaBugie: Benedetta Frigerio nell'articolo sottostante dal titolo "Così la Polizia interroga chi celebra la morte di Caffarra" intervista Toni Brandi di ProVita sull'incredibile interrogatorio subito per l'iniziativa di cui parlava l'articolo.
Ecco dunque l'intervista completa pubblicata su La Nuova Bussola Quotidiana l'8 novembre 2017:
Al di là dell'opportunità di celebrare l'anniversario del secondo mese della morte del cardinal Carlo Caffarra con questa iniziativa, sconcerta quanto accaduto lunedì 6 novembre in piazza san Pietro a Roma, quando un camion vela con affissa sopra la foto del cardinale e di san Giovanni Paolo II è stato fermato per due ore dalla Polizia italiana. La notizia del fermo del mezzo ha fatto il giro del web e dei giornali cattolici che non capivano se si fosse trattato di uno scherzo, ma "invece è tutto vero", spiega alla Nuovabq.it Toni Brandi di ProVita, fra i responsabili dell'iniziativa.
Brandi, ci spieghi precisamente che cosa è accaduto lunedì?
Eravamo in via della Conciliazione a Roma e un commissario di polizia mi ha raggiunto telefonicamente bloccando il camion per due ore circa e chiedendomi quale fosse lo scopo dell'iniziativa visto che il cardinale raffigurato era un eretico non in linea con papa Francesco.
La Polizia ha affermato questo? Che cosa avete risposto?
Sì la polizia ha pronunciato queste parole ma noi abbiamo risposto che Caffarra era un principe della Chiesa morto per servirla e per difendere gli uomini e gli innocenti. È finita con un appuntamento in commissariato per il giorno successivo. Così ieri mi sono recato al commissariato di Borgo in Piazza Cavour.
Cosa le hanno domandato?
Premetto che il dirigente di Polizia e gli altri quattro poliziotti presenti sono stati cordiali. Mi hanno trattenuto circa 45 minuti chiedendomi se avevamo avuto l'autorizzazione a girare con il camion vela, così gli ho mostrato il documento di autorizzazione. Poi però hanno voluto sapere il motivo della nostra azione: chi ha organizzato il gesto? Chi c'è dietro l'iniziativa? Perché è stata fatta? Ne sono al corrente le autorità vaticane?
Non vi hanno spiegato cosa ci fosse di sospetto nel girare con la foto di una persona sopra ad un camion, azione assolutamente legale per lo Stato italiano e che cosa c'entrassero con questa vicenda le autorità vaticane?
Ci hanno fatto capire che erano domande che dovevano farci. Ho risposto informandoli sulle associazioni che hanno appoggiato il gesto commemorativo: Vita è, Pro Vita e Fede e Cultura. Poi ho aggiunto che non credevo che le autorità vaticane fossero state informate e che non vedevo il perché avremmo dovuto rendere conto ad esse di un'azione pacifica svolta da liberi cittadini e da laici fedeli.
Come hanno reagito a tale riguardo?
Non hanno risposto, ma hanno proseguito con l'interrogatorio chiedendomi di nuovo se avevo contatti con le autorità vaticane e ho confermato che conosco monsignor Paglia, il cardinal Antonelli e Ruini. Poi ho ricordato ai presenti che Giovanni Paolo II e il cardinal Caffarra (a cui il primo affidò l'Istituto pontificio per la difesa della famiglia e della vita, successivamente intitolato a Giovanni Paolo II), come noi, hanno difeso la vita. Quindi abbiamo voluto abbinare queste due grandi personalità e ricordare l'anniversario della morte del cardinale così.
A quel punto vi hanno lasciati andare?
No. Hanno continuato chiedendoci di nuovo se era una campagna di sensibilizzazione, una protesta o solo una commemorazione. Ho ripetuto che la nostra non era una protesta, ma una commemorazione di un grande cardinale morto due mesi fa, voluta anche per ricordare ai romani queste due grandi personalità. Ma loro insistevano su quale fosse il vero scopo dell'iniziativa. Così ho dovuto ripetere almeno due volte quanto già detto.
Brandi, ha capito come facesse la Polizia a pensare che la figura del cardinale potesse rappresentare qualcosa di sovversivo per lo Stato italiano?

No, ma aggiungo che sapevano persino che era un cardinale di Bologna. Hanno usato anche questa come obiezione. Ho detto loro che volevamo ricordarlo a Roma perché è la sede della cristianità e che volevamo anche celebrare la difesa della vita.
Come è proseguito l'"interrogatorio"?
Il dirigente ha obiettato che la vita non è più un argomento di cui la Chiesa parla di questi tempi.
Brandi, lei scherza?

No, non scherzo. E ho risposto loro che se non ora la Chiesa si è espressa numerose volte in difesa della vita umana dal concepimento alla nascita. Infine la Polizia ha cominciato a fare domande su di me, sulla mia vita e il mio lavoro. Hanno voluto i miei documenti e le mie carte da visita con i miei contatti. Alla fine il dirigente pareva soddisfatto, ma mi ha avvertito di stare attento alle foto che avremmo pubblicato sul nostro sito facendo attenzione alle didascalie.
Cosa pensa di quanto avvenuto?

La Polizia è stata gentile ma abbiamo capito che dovevano fare questo brutto lavoro.

Fonte: Libertà e Persona, 06/11/2017

9 - OMELIA SOLENNITA' CRISTO RE - ANNO A (Mt 25,31-46)
Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 26 novembre 2017)

Siamo ormai giunti al termine dell'Anno liturgico e, quest'oggi, ultima domenica prima dell'Avvento, si celebra la festa di Cristo Re dell'universo. Questa celebrazione ci ricorda che noi apparteniamo a Gesù, apparteniamo a Lui completamente. Siamo suoi per creazione, perché tutto è stato creato per la sua gloria; e siamo suoi per redenzione, in quanto Lui ci ha salvati a prezzo del suo Sangue.
San Paolo, nella seconda lettura di oggi, afferma che «come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita» (1Cor 15,22). Per la Redenzione da Lui operata, tutto è a Lui sottomesso e, attraverso Lui, tutto è sottomesso al Padre.
La prima lettura, per bocca del profeta Ezechiele, ci presenta questo re come un buon pastore che va in cerca delle sue pecorelle. Egli dice: «Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata» (Ez 34,16).
Questo buon Pastore sarà anche il nostro Giudice. Già il profeta Ezechiele ce lo fa comprendere con queste parole: «Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri» (Ez 34,17). Ma è soprattutto nel Vangelo di oggi che comprendiamo questa verità. La pagina dell'evangelista Matteo ci presenta la scena del Giudizio: «Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra» (Mt 25,32-33).
Su questa terra, il Regno di Dio è caratterizzato dalla compresenza dei buoni e dei cattivi, simboleggiati dalle pecore e dalle capre. Ma, con la morte, vi sarà la netta separazione: i buoni saranno tratti salvi, mentre i malvagi saranno condannati.
Il verdetto sarà inappellabile. Ai buoni, Gesù dirà: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo» (Mt 25,34); mentre ai malvagi, Egli dichiarerà: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Mt 25,42). Di fronte a queste parole così chiare, voler negare l'esistenza dell'inferno eterno è come volersi arrampicare sugli specchi.
Colpisce un particolare, il più importante: saremo giudicati sulla carità. Gesù enuncia le opere di misericordia corporale: dar da magiare e da bere, dare ospitalità ai forestieri, vestire gli indigenti, visitare i malati e i carcerati. Questa non vuole essere certamente una lista completa. Quello che il Signore vuole farci comprendere è che Lui ricerca l'amore delle sue creature. Da parte nostra noi dobbiamo riconoscere Lui, presente nella persona del prossimo, soprattutto nei più bisognosi. Chi ama Dio non può disinteressarsi del suo prossimo. Quanto più ama Dio, tanto più egli riuscirà ad amare i propri fratelli.
Oltre alle opere di misericordia corporale vi sono anche le opere di misericordia spirituale, che sono molto più importanti, come quelle di pregare per i peccatori, di consigliare i dubbiosi, di richiamare gli erranti, ecc. Se queste opere sono più importanti, per quale motivo Gesù, nel brano del Vangelo di oggi, parla solo delle opere di misericordia corporale? Per farci comprendere che, anche praticando le opere spirituali di carità, noi, nella misura delle nostre possibilità, non possiamo disinteressarci dei bisogni materiali del prossimo. Per meglio dire, il cristiano deve portare Dio alle anime per mezzo della carità materiale. Così si proponeva di fare Madre Teresa di Calcutta. Ella certamente voleva sollevare i poveri dalle loro miserie, ma era soprattutto preoccupata per la loro sorte eterna. Ella voleva portare Gesù ai poveri, e si prefiggeva di farlo facendo loro pregare il Rosario. Queste due carità, quella materiale e quella spirituale, devono sempre andare insieme.
Dio non ci premierà per le opere buone che compiremo, ma per l'amore che avremo avuto nel compiere queste opere buone. Un'opera esternamente buona potrebbe essere svolta anche con sprezzante superbia, in tal caso essa sarebbe un'umiliazione che daremo al prossimo e non certamente un'opera di carità. La carità cristiana è quella che ci fa riconoscere Gesù nel prossimo, per amarlo e servirlo.
Per quale motivo, in questa festa di Cristo Re, la Chiesa ha scelto questo brano del Vangelo? Per farci comprendere che il Regno di Dio è un Regno d'amore e che in noi deve regnare la carità. Se, al contrario, ci faremo dominare dall'egoismo, e quindi dai vizi, ci allontaneremo sempre di più dall'eterna salvezza. Scriveva un antico autore: «Se vogliamo che Dio regni in noi, in nessun modo regni il peccato nel nostro corpo mortale».
Faremo regnare in noi il Signore con il pentimento e confessando sinceramente i nostri peccati al sacerdote. Sia questo il nostro proposito.

Nota di BastaBugie: per integrare l'omelia della solennità di Cristo Re va approfondito il tema della Regalità sociale di Cristo, principio cardine della Dottrina Sociale della Chiesa.
Molto utile al riguardo il seguente articolo da noi pubblicato in passato:

TUTTI I POPOLI DEVONO RICONOSCERE LA SOVRANITA' DI GESU' CRISTO
La dottrina della regalità sociale di Cristo, fissata da Pio XI nel 1925, stabilisce che ogni società umana non raggiunge i propri fini naturali senza essere ordinata a Cristo Re
di Stefano Fontana
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3537

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 26 novembre 2017)

Stampa ArticoloStampa


BastaBugie è una selezione di articoli per difendersi dalle bugie della cultura dominante: televisioni, giornali, internet, scuola, ecc. Non dipendiamo da partiti politici, né da lobby di potere. Soltanto vogliamo pensare con la nostra testa, senza paraocchi e senza pregiudizi! I titoli di tutti gli articoli sono redazionali, cioè ideati dalla redazione di BastaBugie per rendere più semplice e immediata la comprensione dell'argomento trattato. Possono essere copiati, ma è necessario citare BastaBugie come fonte. Il materiale che si trova in questo sito è pubblicato senza fini di lucro e a solo scopo di studio, commento didattico e ricerca. Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse.