BastaBugie n°534 del 29 novembre 2017

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1 ELIMINARE LE FIABE PER DISTRUGGERE DEFINITIVAMENTE L'OCCIDENTE
Dopo l'annullamento del cristianesimo e le calunnie sulla Chiesa vogliono eliminare le fiabe a partire dalla bella addormentata nel bosco (infine sarà proibita la Bibbia)
Autore: Silvana De Mari - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
2 ADOLF HITLER ANIMALISTA E VEGETARIANO
Pro-memoria per Michela Brambilla (VIDEO: Cruciani contro i ''fasciovegani'' a Porta a Porta)
Fonte: Libertà e Persona
3 L'EVOLUZIONISMO NON E' SCIENZA, MA FEDE CIECA
Chi segue Darwin lo fa con convinzione ''religiosa'' creando dogmi ''religiosi'' intoccabili... anche se ben il 40% degli americani non crede all'evoluzionismo (VIDEO: L'inganno di Darwin)
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana
4 CONTR'ORDINE COMPAGNI: INTERNET NON E' PIU' UN'OPPORTUNITA', MA UNA MINACCIA (PER I PADRONI DEL PENSIERO UNICO)
Prima hanno inventato internet per controllarci tutti, ma dopo Trump e la Brexit lo demonizzano (vedi la lotta alle fake news) perché la gente lo usa per una informazione libera e contro chi detiene il potere
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
5 FARE FIGLI COME CONIGLI: LO SPOT DEL GOVERNO POLACCO SPIAZZA LA CULTURA DELLA MORTE
In Polonia c'è stata un'impennata di consumi per la famiglia con aumento delle gravidanze (merito anche del programma 500+ che dà 500 euro al mese per ogni figlio)
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
6 IL PIANO PER DISTRUGGERE L'UOMO
La campagna contro la violenza sulle donne in realtà ha come obiettivo la messa all'indice dell'uomo (preferibilmente bianco e occidentale, infatti le femministe davanti all'islam si zittiscono)
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Il Foglio
7 IL CAVALLO CHE SI SENTE CANE E IL CASALINGO: IL NUOVO LIBRO PER INSEGNARE AI BAMBINI DA UNO A TRE ANNI CHE SI PUO' CAMBIARE SESSO
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): una coppia gay si fidanza con una donna, i luterani di Svezia adottano il Dio gender neutral, Metro di New York niente ''Signore e signori'' ma solo ''passeggeri''
Autore: Leone Grotti - Fonte: Tempi
8 IL VATICANO NON DEVE LASCIARSI INGANNARE DAL GOVERNO CINESE
Intervista al cardinale di Hong Kong: i comunisti cinesi sono intelligenti e maestri nell'uso delle mezze parole
Fonte: Tradizione Famiglia Proprietà
9 OMELIA I DOMENICA AVVENTO - ANNO B (Mc 13,33-37)
Non sapete quando il padrone di casa ritornerà
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - ELIMINARE LE FIABE PER DISTRUGGERE DEFINITIVAMENTE L'OCCIDENTE
Dopo l'annullamento del cristianesimo e le calunnie sulla Chiesa vogliono eliminare le fiabe a partire dalla bella addormentata nel bosco (infine sarà proibita la Bibbia)
Autore: Silvana De Mari - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 26-11-2017

Si definisce genocidio lo sterminio di un popolo, l'assassinio fisico e sistematico, i corpi buttati a marcire nelle fosse comuni, sotto le mosche, con gli occhi mangiati dai vermi. Si definisce etnocidio un sistema di annientamento più aggraziato ed elegante: distruggere l'anima di quel popolo, deridendone la religione, la storia, la cultura. Una volta che la loro anima è stata annientata i popoli si annientano da soli con la denatalità, e così risparmiamo sulle mosche e sui vermi. Le storie sono uno dei costituenti, uno dei pilastri dell'immaginario collettivo.
Per poter annientare la civiltà occidentale non basta distruggerne la religione, calunniarne la storia. È indispensabile eliminare le fiabe. Le fiabe devono essere feroci e atroci, perché la loro funzione è proprio quella di contenere e raccontare il dolore, di preparare ad affrontarlo. La narrazione fantastica è il luogo dove teniamo i mostri. Quando qualcosa è troppo atroce per poterlo guardare negli occhi direttamente lo nascondiamo tra le volute d'argento delle fiabe.

PENULTIMA BATTAGLIA: L'ABOLIZIONE DELLE FIABE
La penultima notizia sul fronte della distruzione del nostro violento e straordinario patrimonio di fiabe e storie fantastiche è la decisione del 2015 del ministro della cultura francese signora Najat Vallaud-Belkacem di eliminare le fiabe classiche da qualsiasi testo scolastico, in quanto troppo violente e sessiste. A oggi risale l'ultima notizia che ci auguriamo tanto che sia falsa: una gentile signora inglese, Sarah Hall di Northumberland Park ha vivamente consigliato di mettere al bando La Bella Addormentata in quanto rappresenta una molestia sessuale: un bacio dato senza consenso. Le fiabe devono essere atroci e feroci, perché devono raccontare la realtà: le realtà più crude e tremende, e dato che la raccontano ai bambini questa realtà, la tengono nascosta tra volute d'oro e d'argento, ma resta feroce.
Le nostre congratulazioni alla signora inglese: ha ragione lei. La Bella Addormentata è una fiaba che ha antenati illustri e riconoscibili, per esempio la fiaba Sole Luna e Talia di Basile: il principe che trova la principessa, questo corpo tiepido e abbandonato nel sonno, si unisce con lei, che concepisce due bimbi, due gemelli, e sarà il movimento del maschietto nel suo ventre che finalmente la risveglia. Questa fiaba contiene allusioni alla deflorazione e alla violenza del desiderio maschile, proprio perché le fiabe contengono la realtà, non la edulcorano, la contengono. E contiene anche la dolcezza della vita che nasce e germoglia e risveglia una madre addormentata, persa nell'incoscienza.
Questa è la nostra storia, la storia di quasi ogni donna: noi eravamo perse nell'incoscienza della nostre vite sterili, il peso, la bilancia, l'esame, lo stipendio. Quando finalmente siamo rimaste incinte, allora il figlio che portavamo ci ha svegliate dall'incoscienza, ci ha riportato alla vita. E una delle fiabe con cui si prepara il bambino alla realtà. Nella versione di Perrault il principe si limita a baciare la principessa, dopo averla raggiunta mediante la magia, o forse la grazia, che fa diradare davanti a lui la selva di rovi che la custodiva.

IL BACIO CHE RISVEGLIA
Ci sono molti significati in questo bacio che risveglia: è anche il bacio dell'uomo, il contatto dell'uomo, che risveglia la bella addormentata: la ragazzina rinchiusa dentro l'anoressia, oppure nel perfezionismo scolastico, prigioniera dei rovi, che improvvisamente si apre alla vita. C'è addirittura un significato religioso, dato che nella letteratura fantastica, nella metafora, non ci sono contraddizioni: i significati sono sempre molteplici e non si escludono gli uni con gli altri: una creatura nata con tutte le doti, ma con la maledizione della morte, che viene riportata la vita da un salvatore.
E qui si arriva la seconda parte della storia, che evidentemente la signora Sarah Hall di Northumberland ignora. Il principe sposa la principessa, e poi si parte per un lunghissimo viaggio, ignorando, o dimenticando, che la propria madre è un'orchessa. In sua assenza la simpatica nonna cercherà di mangiarsi i nipotini, nati nel frattempo, salvati solo dall'accortezza del fuoco che sostituisce le loro carni con quelle di animali della foresta. E anche questa parte della fiaba è importantissima: quanti matrimoni sono stati annientati, quante vite distrutte dall'acrimonia di una madre che non riesce diventare suocera, che non riesce a perdonare la donna che ha portato il figlio. Nella vita vera, in quelle di tutti i giorni, quanto spesso questo successo.
E poi, di nuovo, eccolo qui, il terrificante fantasma del cannibalismo, spessissimo presente nelle fiabe. Il cannibalismo è veramente accaduto sul suolo europeo, durante le grandi carestie, soprattutto quelle legate alle guerre molto prolungate. Il cannibalismo è esistito, e i bambini muoiono per primi, sono più facili da acchiappare. I bambini sono stati mangiati. Ma questo è un tabù assoluto. Dopo che ci siamo mangiati i morti, non possiamo guardarci in faccia gli uni con gli altri. Quindi il cannibalismo è stato negato, non è stato raccontato, però rimasto incastonato nelle fiabe.

ULTIMA BATTAGLIA: L'ABOLIZIONE DELLA BIBBIA
E noi abbiamo questa straordinaria fiaba, La Bella Addormentata, carica di dolore e di ferocia, di arcaica potenza di amore e tenerezza, che qualcuno vuole annientare per una qualche insulsa e annacquata storia politicamente corretta. Non ci facciamo illusioni. Da un momento all'altro anche le nostre grandi fiabe saranno vietate. Sarà il penultimo gradino. L'ultimo sarà la Bibbia, che è violenta, sessista, e anche parecchio omofoba. Le nostre straordinarie fiabe piene di dolore e stupore, di atrocità e meraviglia saranno vietate da questo branco di sciacquine e sostituite con le insulse fiabe gender: «Specchio specchio delle mie brame chi è la più politicamente corretta del reame». Fondiamo le Brigate Fratelli Green: ci consegneremo ciclostilati di Biancaneve riparati negli angoli dei vicoli bui. Salviamo questo straordinario patrimonio dei nostri figli.

Nota di BastaBugie: un'altra fiaba da salvare è senz'altro Cenerentola, soprattutto per i contenuti cristiani impliciti nella storia.
Per approfondire questa stupenda fiaba:

IL PRINCIPE CHE TI CERCA... ESISTE DAVVERO E VUOLE PROPRIO TE!
Non siamo solo polvere, cenere, anzi il Figlio del Re viene per donarci, senza nostro merito, dignità regale. La sua potenza è il non rivendicare alcun potere, la sua compagnia è desiderabile perché ha come unica preoccupazione il tuo bene
http://www.filmgarantiti.it/it/articoli.php?id=211


https://www.youtube.com/watch?v=uPARjcBLi6w

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 26-11-2017

2 - ADOLF HITLER ANIMALISTA E VEGETARIANO
Pro-memoria per Michela Brambilla (VIDEO: Cruciani contro i ''fasciovegani'' a Porta a Porta)
Fonte Libertà e Persona, 16/09/2017

Come è noto, il nazismo si richiamava al paganesimo, e quindi ad una concezione dell'Universo come unica realtà, eterna e increata.
La negazione di un Dio Creatore andava di pari passo con la divinizzazione dell'Universo, inteso come un Tutto indistinto, cioè un tutto in cui non vi è differenza tra materiale e spirituale, tra materia inorganica e materia organica, tra uomini e animali.
Per Hitler, nei suoi Discorsi a tavola, un sasso, una pianta, un cane, un uomo, non sono altro che espressioni solo apparentemente diverse dell'unica natura, perché "non esiste alcuna frontiera tra l'organico e l'inorganico".

L'UOMO È ADDIRITTURA INFERIORE AGLI ANIMALI
All'interno di questa visione, che in linea teorica non distingue tra uomini (superiori) e animali (inferiori), accade in verità un ribaltamento. Per Hitler e per molti gerarchi nazisti, eredi di un pensiero ecologico panteista a loro precedente, in verità l'uomo non solo non è superiore, come nella stolta visione biblica, ebraica e cristiana, ma è addirittura inferiore agli altri animali: "L'uomo è indubbiamente il microbo più pericoloso che si possa immaginare".

REINCARNAZIONE E VEGETARIANESIMO
Di qui la sua credenza nella reincarnazione, la sua alimentazione vegetariana, le sue leggi contro la vivisezione degli animali (mentre permetterà gli esprimenti mortali su uomini, donne incinte, bambini e condannerà a morte, con l'eutanasia, malformati e disabili). La legge sulla vivisezione del 16 agosto 1933 fu presentata proprio come una risposta alla posizione della Chiesa e dell'ebraismo, colpevoli, a detta del regime, di voler "approfondire ed allargare l'abisso tra l'uomo che ha l'anima e gli animali senza anima".
Come Hitler, anche il terribile Himmler, capo delle SS, che autorizzò sempre gli esperimenti sui prigionieri vivi, si professava adoratore della natura, e ripudiava non solo la caccia degli animali per mangiare, ma, richiamandosi agli antichi popoli indogermanici e ai monaci buddisti, condannava persino l'uccisione, involontaria, di lumache e vermi schiacciati per errore dai piedi dei viandanti (J. Fest, Il volto del Terzo Reich, Mursia, p. 192-193). [...]

Nota di BastaBugie: Giuseppe Cruciani, autore del libro "I fasciovegani. Libertà di cibo e di pensiero" ospite di Porta a Porta il 21 settembre 2017 (video di 20 minuti)


https://www.youtube.com/watch?v=LGAwoiKBDSQ

Fonte: Libertà e Persona, 16/09/2017

3 - L'EVOLUZIONISMO NON E' SCIENZA, MA FEDE CIECA
Chi segue Darwin lo fa con convinzione ''religiosa'' creando dogmi ''religiosi'' intoccabili... anche se ben il 40% degli americani non crede all'evoluzionismo (VIDEO: L'inganno di Darwin)
Autore: Mauro Faverzani - Fonte: Corrispondenza Romana, 05/11/2017

È non solo mistificante, ma falso definire l'evoluzionismo darwiniano una scienza.
Eppure il mensile Le Scienze ci prova e, nel numero in edicola, definisce tale teoria «sostenuta da prove sperimentali». Che non sia così lo ha, però, ammesso persino uno scientista doc come il matematico Piergiorgio Odifreddi, presidente onorario dell'Uaar-Unione Atei Agnostici Razionalisti: «Non esiste una teoria condivisa, che spieghi il passaggio dalla materia inorganica a quella organica», ha dichiarato.
L'evoluzionismo darwiniano è privo di qualsiasi connotazione scientifica: si basa, in realtà, su una semplice teoria filosofica, peraltro smentita dalle recenti conoscenze genetiche, che hanno sposato invece la teoria della «permanenza della specie».

IL 40% DEGLI AMERICANI NON CREDE ALL'EVOLUZIONISMO
Eppure, il periodico, edizione italiana de Scientific American, con un articolo e con un libro di prossima uscita, si chiede esterrefatto come sia possibile che l'universo e la vita «siano considerati i frutti di un creatore [così, con la minuscola... - NdR] da milioni e milioni di persone in tutto il mondo? Negli Stati Uniti, forse il Paese più avanzato dal punto di vista scientifico e tecnologico, i sondaggi stimano che circa il 40% della popolazione maggiorenne ritiene falsa la teoria darwiniana».
Certo, anche Le Scienze giunge ad ammettere che non sia «facilmente comprensibile come il caso e la contingenza possano influire in modo decisivo sulla teoria della vita». Ma attribuisce tutto ciò ad una sorta di "inganno" del cervello e della sua «irresistibile tensione a credere nel soprannaturale» e «nella superstizione», poste in modo del tutto arbitrario e fuorviante sullo stesso piano: «Non sono un sintomo di immaturità mentale - scrive, bontà sua, la rivista - sono invece un sottoprodotto della nostra mente, evolutasi per ragionare in termini di obiettivi e intenzioni in appositi contesti culturali». E qui scadiamo veramente nel comico: in pratica, si dice che la stessa evoluzione indurrebbe il nostro cervello a non credere nell'evoluzione... Davvero bizzarro!

IL DOGMA EVOLUZIONISTA
Cosa contrapporvi? Nuove formule scientifiche, che dimostrino finalmente all'uomo il suo abbaglio? Prove tanto convincenti, da aprirgli finalmente gli occhi? No, niente di tutto questo. Si preferisce la scorciatoia ovvero inculcar fin da bambini che l'evoluzionismo è scienza, intervenire «fin dalla piccola età sul tipo di esposizione culturale e di pensiero, per favorire lo sviluppo di visioni meno intuitive del mondo». È ciò che la stessa scienza definirebbe propriamente «condizionamento». E che, finora, non ha evidentemente funzionato, nonostante tutto.
Più volte un altro scienziato, il prof. Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, membro di diverse Accademie delle Scienze, plurilaureato e pluripremiato, ha dichiarato: «Non esiste nemmeno un'equazione dell'evoluzionismo e come faccio io a dire che quella è scienza? L'evoluzionismo biologico della specie umana non ha né una formulazione matematica, né prove di laboratorio», mostrando come l'uomo, da centomila anni a questa parte, sia «sempre lo stesso», senza evolvere mai: «Come mai non cambia?», si è chiesto. Già, come mai?

Nota di BastaBugie: consigliamo la visione del seguente video dal titolo "L'INGANNO DI DARWIN" con la conferenza del prof. Roberto De Mattei tenuta in occasione del 4° Giorno del Timone della Toscana nella quale si dimostra il tramonto di questa ipotesi fantasiosa per la quale l'uomo discenderebbe dalla scimmia.


https://www.youtube.com/watch?v=CjwM3ApKtVA

Fonte: Corrispondenza Romana, 05/11/2017

4 - CONTR'ORDINE COMPAGNI: INTERNET NON E' PIU' UN'OPPORTUNITA', MA UNA MINACCIA (PER I PADRONI DEL PENSIERO UNICO)
Prima hanno inventato internet per controllarci tutti, ma dopo Trump e la Brexit lo demonizzano (vedi la lotta alle fake news) perché la gente lo usa per una informazione libera e contro chi detiene il potere
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 12/11/2017

E' cambiato il vento. D'improvviso la mano invisibile dei padroni del pensiero ha capovolto il pollice su internet e sui i social.
Lorsignori del mainstream hanno deciso che la Rete - fino a ieri simbolo delle magnifiche sorti e progressive dell'umanità - è diventata la terribile minaccia che incombe su di noi, "il lato oscuro della forza" che può distruggerci.
Addirittura Sean Parker, inventore di Napster, uno che fu tra i primi collaboratori di Mark Zuckerberg a Facebook, spara a zero sui social media: "approfittano delle vulnerabilità della psicologia umana" producendo dipendenza dalla rete e "Dio solo sa cosa sta facendo alla mente dei bimbi".
Ci va pesante: "si sta sfruttando una vulnerabilità della psicologia umana. I creatori, gli inventori, come me, Mark, Kevin Systrom di Instagram, lo capivamo perfettamente. Ma l'abbiamo fatto lo stesso".

CONTR'ORDINE COMPAGNI
Non è il primo. Da un anno a questa parte nei Palazzi del potere soffia quest'aria qua. E' tutto un bau bau, tutto un puntare l'indice sulla rete, tutto un fare piani di guerra. Lo si vede sui media. D'improvviso sono apparsi nuovi bersagli polemici e vengono ripetute nuove parole d'ordine. Basta passare in rassegna i giornali.
C'è per esempio da alcuni mesi l'isterica campagna sulla "minaccia" delle fake news che suscita nei Palazzi del potere progetti di bavagli e censure e alimenta una propaganda allarmistica perfino nelle scuole (come se tutti i poteri e i regimi non avessero da sempre sguazzato nelle fake news).
Poi c'è l'enfatica e lacrimevole crociata contro l'hate speech, le parole di odio, cioè gli insulti via web di cui nel Palazzo si accorgono solo adesso perché qualcuno insulta loro (dimenticando che per decenni si è professata un'ideologia sinistra che è stata egemone e che dell'insulto, della demonizzazione e dell'odio di classe aveva fatto una pratica politica di massa).
Altri temi del nuovo bau bau mediatico: si va dalla mitologica resurrezione della Spectre chiamata "hacker russi" fino dalla comica denuncia delle "interferenze" del Cremlino sulle elezioni Usa (se non lo sapete ci stanno dicendo che dei post "russi" su Facebook avrebbero determinato la vittoria di Trump, roba da scompisciarsi dal ridere).
E ancora: c'è l'invenzione della Web Tax. [...]
I giornali da un po' sono pieni di guru dell'aria fritta che criminalizzano gli smartphone e mi dispiace annoverare nell'ovvio dei popoli anche il libro "Metti via quel cellulare" di Aldo Cazzullo (il cui talento abbiamo apprezzato in libri un po' più significativi).
Solo la ministra Fedeli, fuori tempo massimo, non ha capito che c'era stato un "contrordine compagni" e a settembre se n'è uscita con l'idea di autorizzare l'uso dei telefonini a scuola: naturalmente è stata seppellita dai fischi e si è ritirata in buon ordine.

UNA DIPENDENZA DI MASSA
Mi direte: ma non ti rendi conto che si è creata ormai una dipendenza di massa da quegli aggeggi elettronici che portiamo sempre con noi? Certo, me ne rendo conto così bene che queste cose le ho scritte in tempi non sospetti, proprio su queste colonne, cercando di capire il bisogno profondo di "essere connessi", cioè di esserci, che si agita nell'anima.
Potete controllare: l'articolo uscì il 5 giugno 2016. Ma a quel tempo, circa un anno e mezzo fa, non era ancora scattato il pollice verso su telefonini, social e rete. Si era ancora nell'età dell'oro di internet.
Cosa è accaduto da un anno e mezzo a questa parte per capovolgere il sentimento dominante dei Palazzi su internet? La risposta è molto semplice: la Brexit a Londra e la vittoria di Trump negli Stati Uniti (in Italia forse si potrebbe aggiungere anche il fenomeno M5S).
La Brexit e la vittoria Trump - due svolte storiche totalmente impreviste e inaccettabili per l'establishment - di colpo hanno fatto aprire gli occhi al potere: avevano creato la rete come Grande Fratello globale e funzionava magnificamente per l'omologazione, l'appiattimento e il controllo.
Ma poi d'improvviso la gente ha cominciato a usare la rete in proprio per lo scopo opposto: sottrarsi al pensiero unico, eludere le narrazioni ufficiali, cercare notizie e spiegazioni "diverse" e più esaurienti che possono circolare a costo zero.
Da qui viene fuori Trump. E questo ha scatenato il panico nei palazzi e la demonizzazione della rete.

IL NUOVO PAESE DEI BALOCCHI
Avevano creato "la rete" come il nuovo paese dei balocchi prospettandolo come il mondo del futuro. Con essa è decollato il turbocapitalismo - quello che in un batter d'occhio - sposta capitali da un capo all'altro del pianeta decretando la vita o la morte di popoli e stati.
Sono nate le nuove multinazionali di internet, nababbi dell'immateriale che dominano sul pianeta con guadagni stratosferici che magari cercano di pagare meno tasse possibile, però fanno i paladini dell'ideologia "politically correct" che è il nuovo imperialismo ideologico.
Si è imposto così il nuovo modello antropologico: essere globali e digitali, connessi e cosmopoliti. Insomma omologarsi al pensiero unico.
La rete ha messo ko interi settori, dai giornali a certe aree del commercio, ma - ci dicevano - è il progresso, bellezza, è il futuro.
Non è certo scattato l'allarme per questo, anzi: era la new economy, era tutto business. Anche l'uso censorio e ideologico dei social ha trovato d'accordo i padroni del pensiero e delle "ferriere".
Il loro terrore è scattato invece quando si sono accorti di non controllare più il giocattolo. E' arrivato Trump, la Brexit e c'è perfino Putin.
Orrore! Così ora tutti gridano "al lupo! Al lupo!".

Nota di BastaBugie: ecco alcuni articoli da noi già rilanciati che parlano del rischio dittatura connesso alla (falsa) lotta alle fake-news:

LA LEGGE SULLE FAKE NEWS? PROVE TECNICHE DI REGIME (POTREBBERO CHIUDERE ANCHE BASTABUGIE)
Fino a 10 mila euro di multa e due anni di reclusione per i siti liberi (come BastaBugie) che contrastano la cultura dominante
di Raffaella Frullone
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4598

LE FAKE-NEWS CON CUI VUOLE INGANNARCI LA BOLDRINI
La presidentA si indigna alla notizia di sua sorella che gestisce 340 cooperative per i migranti: peccato che la fake-news non era una fake-news (cioè non veniva da un sito complottista, ma era una battuta per prendere in giro i siti complottisti)
di Roberto Marchesini
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4724

LE FAKE NEWS SONO QUELLE DELLA CULTURA DOMINANTE: ECCO UN CLAMOROSO ESEMPIO
Il Corriere della Sera, il Fatto Quotidiano, Repubblica, Uno mattina e tutti i tg danno la notizia di una donna che ha ''dovuto'' bussare a 23 ospedali prima di trovarne uno che la facesse abortire... ma la notizia è totalmente falsa (purtroppo)
di Costanza Miriano
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4661

Fonte: Libero, 12/11/2017

5 - FARE FIGLI COME CONIGLI: LO SPOT DEL GOVERNO POLACCO SPIAZZA LA CULTURA DELLA MORTE
In Polonia c'è stata un'impennata di consumi per la famiglia con aumento delle gravidanze (merito anche del programma 500+ che dà 500 euro al mese per ogni figlio)
Autore: Roberto Marchesini - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 16-11-2017

I cristiani fanno figli come conigli. Questo slogan sbertuccia da anni i cattolici e la loro propensione a favore della vita. Bisognerebbe mettere al mondo dei figli solo se si è assolutamente certi di potergli garantire uno stile di vita dignitoso: le scuole migliori, vacanze all'estero, lezioni private di musica, vestiti firmati, il BMW a diciott'anni e una casa in montagna per divertirsi con gli amici.
Se non si può garantire tale «dignità» (fatta di denaro e oggetti) si è «irresponsabili». A parte il fatto che questa definizione di «dignità» rende inopportuna l'esistenza di quasi tutta l'umanità, mi sta stretta anche perché io sono un fautore della maternità e paternità «irresponsabile», che confida in Dio più che nel fido bancario. Ma io sono un tipo strano, si sa.
Più invecchio, più mi sento estraneo a questa società. Viceversa, sono sempre più convinto che potrei trovarmi bene in Polonia. Si, quello strano paese che recita rosari ai propri confini facendo infuriare tutto il mondo civile.
L'ultima che hanno combinato è la seguente. Il Ministero della Salute ha prodotto un (divertentissimo) video per promuovere uno stile di vita sano e ha scelto come protagonisti... proprio i conigli! Anziché indignarsi per il perfido abbinamento cattolici-conigli, i polacchi hanno utilizzato il tenero animaletto (e la sua propensione generativa) per invitare alla cura della propria salute (e a prolificare). Hanno cioè ribaltato l'accusa di prolificare irresponsabilmente in un invito alla responsabilità.
Ecco la traduzione del testo dello spot: Noi conigli sappiamo come allevare una prole numerosa. Vuoi conoscere il nostro segreto? Primo: ci muoviamo molto; secondo: mangiamo sano; terzo: non ci stressiamo se non è necessario e quarto, non beviamo alcolici. Quindi, se vuoi diventare un genitore, prendi esempio dai conigli. So cosa dico: nostro padre ha avuto 63 figli... Sosteniamo un sano stile di vita. Ministero della Salute.


https://www.youtube.com/watch?v=Rixb93zvfFM

Lo spot - divertente, pro-life e pro-salute - merita qualche riga di contestualizzazione. Il governo polacco ha varato, più di un anno fa, il programma 500+ che consiste nel dare ad ogni famiglia un buono da 500 złoty per ogni figlio a partire dal secondo, fino al compimento del diciottesimo anno.
Il programma si è rivelato un successo non solo in termini di miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie polacche, ma anche in termini demografici: ha infatti contribuito ad aumentare le nascite. Una delle critiche avanzate dalle opposizioni a questo programma era la seguente: 500+ aumenterà la patologia sociale. I genitori useranno questi soldi per ubriacarsi, non per i figli.
Ovviamente i fatti - l'analisi degli acquisti, ad esempio - ha smentito questa fosca previsione. Ma probabilmente il governo ha voluto togliersi uno sfizio utilizzando questo spot: chi fa figli (come conigli) conduce uno stile di vita sano. Altro che irresponsabile...

Nota di BastaBugie: Roberto Marchesini nell'articolo sottostante dal titolo "La Polonia che fa figli in uno Stato che la aiuta" racconta i passi del governo polacco che già dall'anno scorso hanno dato risultati sorprendenti: impennata di consumi per la famiglia e aumento delle gravidanze. Merito del programma 500+, che dà l'equivalente di 500 euro al mese per ogni figlio. La copertura economica? Più tasse alle banche straniere.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 17-09-2016:
Il problema della decrescita demografica occidentale (a quanto pare ignorato dalle menti più brillanti della nostra nazione) pare aver trovato una soluzione in Polonia, grazie al governo guidato da Beata Szydlo (PiS). Le cause del calo delle nascita in Polonia sono infatti ben chiare. Da una parte le condizioni difficili in cui versano le famiglie polacche dal punto di vista economico: stipendi bassi, costo della vita elevato, elevata disoccupazione, scarse o nulle tutele sindacali e ammortizzatori sociali. Dall'altro – e di conseguenza – la forte emigrazione, soprattutto da parte di coppie giovani e ben istruite. Questo tipo di emigrazione ha ovviamente sottratto alla Polonia le nascite da parte di queste famiglie.
Il governo polacco, mantenendo fede ad una promessa fatta in campagna elettorale, ha varato il progetto «Rodzina 500+» (Famiglia cinquecento plus), che consiste nel dare alle famiglie 500 zloty al mese per ogni figlio, a partire dal secondo, fino ai 18 anni. Nel caso di figli con disabilità, o di situazioni particolarmente disagiate, questo denaro sarà elargito a partire dal primo figlio. Per capire dell'entità del progetto 500 zloty, in Polonia, hanno più o meno il potere d'acquisto di 500 euro in Italia.
Ovviamente le opposizioni (PO in primis) sono insorte. Lo slogan che i media (ancora fedeli al regime precedente) hanno diffuso è «Questi soldi aumenteranno la patologia sociale!», sostenendo che le famiglie numerose sono famiglie patologiche, che sfornano figli per poi ubriacarsi con il denaro del governo.
Il progetto 500+ è stata avviato a giugno e sta già dando i primi frutti che, com'era prevedibile, hanno un effetto che va oltre il tasso di fertilità. Innanzitutto si è osservato un aumento immediato e rilevante di gravidanze rispetto al periodo precedente (vedremo se sarà confermato nel tempo).
Secondariamente si è avuta un'impennata di acquisti di elettrodomestici (non di alcolici...), segno che le famiglie hanno finalmente potuto acquistare beni dei quali rimandavano l'acquisto. In terzo luogo molte madri di famiglia hanno abbandonato lavori malpagati (e non sono pochi, nella liberista Polonia) preferendo restare a casa ad occuparsi dei propri figli.
Le finanziarie (aziende che concedono finanziamenti) hanno registrato un recesso, mentre quest'estate si sono moltiplicati i lai di «quelli di Capalbio» polacchi: intellettuali e VIP che sui media si lamentavano per la disturbante presenza di bambini sulle spiagge perché finalmente le famiglie hanno potuto portare i bambini al mare.
La copertura fiscale per questo importante provvedimento è garantita da un'altra misura che il governo ha parzialmente mutuato dalla «Orbanomic», il nuovo corso economico ungherese che ha portato quel paese alla crescita maggiore in Europa. Si tratta della decisione di far pagare in Polonia le tasse a banche straniere e alla grande distribuzione (costituita praticamente da supermercati stranieri). Banche e supermercati stranieri, in sostanza, dovranno versare in Polonia le tasse dovute ai guadagni ottenuti in Polonia.
In sostanza, l'attuale governo rema contro il verbo liberista («Let the rich get richer», recitava uno slogan Thatcheriano), prendendo ai ricchi per dare ai poveri. Non si tratta di misure estemporanee, o ideologiche, ma di un vero e proprio nuovo corso economico. Il governo ha infatti aumentato la retribuzione minima oraria e si appresta ad aumentare il salario mensile minimo. Non più darwinismo economico, ma tutela statale per la famiglia, per i più deboli e per gli interessi nazionali europei. Lo stesso programma europeo di Orban.

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 16-11-2017

6 - IL PIANO PER DISTRUGGERE L'UOMO
La campagna contro la violenza sulle donne in realtà ha come obiettivo la messa all'indice dell'uomo (preferibilmente bianco e occidentale, infatti le femministe davanti all'islam si zittiscono)
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Il Foglio, 25/11/2017

Il senso di questo proliferare di giornate mondiali per, contro, del, è di far palare di qualcosa di cui si tace, far emergere un aspetto in ombra, ricordare una verità dimenticata. Il senso della giornata contro la violenza sulle donne qual è? Esiste forse qualcuno al mondo, in questo mondo occidentale in cui si celebra, che non la condanni? Che la giustifichi? Esiste qualcuno che passando davanti al Campidoglio illuminato di rosa venga alfine fulminato da una sorta di agnizione e decida di non essere più violento?

L'OBIETTIVO È LA MESSA ALL'INDICE DELL'UOMO
Per me è evidente che l'obiettivo vero di questa martellante, iperbolica campagna contro la violenza sulle donne - fenomeno non in aumento ma in flessione - sia la messa all'indice dell'uomo, del maschio bianco, occidentale, eterosessuale. Perché se è sacrosanto e indiscutibile condannare senza appello la violenza (e magari agire nelle sedi consone, prima di tutto quella penale, non sui social), se, forse, è necessario ampliare lo sguardo (c'è un'altra Asia, che è donna anche lei, e che sta in carcere da sette anni perché cristiana), allora forse sarebbe utile guardare alla vera condizione delle donne da queste parti.
Alle donne che conosco io, per dire, a procurare la vera sofferenza nella stragrande maggioranza dei casi non è stata una violenza o un abuso. Se guardo alla mia storia e a quelle reali di cui so, l'unica vera violenza che ho subito io, per esempio, è stata quella di dover lasciare i figli a quattro mesi di età per non perdere il giro dei contratti da precaria. E già io sono una privilegiata, perché era per fare la giornalista. Ci sono milioni di donne nel mondo che invece che crescere i propri figli devono per necessità stare otto ore al giorno alla cassa di un negozio, anche quando i bambini hanno disperato bisogno di loro perché la legge non considera un diritto della donna obbedire alla propria carne. E' un diritto uccidere il figlio, non è un diritto allattarlo: a tre mesi il bambino si nutre solo così, e costringere una donna a lavorare - prendere o lasciare - vuol dire interrompere un processo naturale. Anche questa è violenza sulle donne.

I FIGLI E GLI AFFETTI SONO CONSIDERATI UN PESO
E' violenta la mentalità aggressivamente emancipatoria di cui è imbevuta l'industria dell'intrattenimento, pensata affinché da quando vedi i cartoni a tre anni tu venga convinta che devi liberarti di chissà quali retaggi, che i figli e gli affetti sono un peso, e che prima devi affermarti nel mondo, poi casomai pensare al resto. Le ragazze oggi la ciucciano col biberon questa mentalità. Poi magari a 45 anni sono infelici perché per la maggior parte di loro la vita non è stata una scelta consapevole, ma molto, molto condizionata.
E' violenta la disapplicazione della 194, che dovrebbe prevedere l'aborto come extrema ratio dopo che si è tentato in ogni modo di salvare il bambino. È violento lasciare una donna sola col suo "problema", e non fare una cordata intorno a lei che le dica che salvare quella vita è la cosa più importante che una comunità possa fare. E' violenza sulle donne aver tolto l'obbligo di prescrizione per la contraccezione di emergenza: così oggi si vendono 600mila confezioni all'anno di pillole del giorno dopo, o dei tre giorni, senza ricetta (ma per l'Aulin serve): è violenza lasciare le donne a sbrigarsela da sole, senza assistenza, senza nessuno con cui parlare.
E' violenza usare l'indignazione contro la violenza per incentivare una mentalità che è contro la profonda natura e quindi contro la felicità delle donne, che poi è esattamente la stessa tecnica che si usa per silenziare i sostenitori dell'antropologia maschio femmina accusandoli di bullismo omofobico.

Nota di BastaBugie: l'articolo sottostante dal titolo "L'obiettivo dell'iperbolica campagna social sulle molestie è la scomparsa dell'uomo" spiega che accusare senza prove è un regresso della civiltà. Le femministe si zittiscono solo davanti all'islam.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su Tempi il 22 novembre 2017:
Anche in Francia impazza la campagna social che, sulla scorta del caso Weinstein, spinge le donne a mettere sulla piazza digitale abusi, molestie e violenze subiti dagli uomini, accusandoli non nelle sedi appropriate ma su Twitter e Facebook. L'hashtag coniato, l'equivalente dell'inglese #MeToo e dell'italiano #Quellavoltache, è #BalanceTonPorc, fai il nome del tuo maiale. L'obiettivo, più che la denuncia formale, è la gogna.
Intervistato dal Figaro, Alain Finkielkraut commenta preoccupato la nuova moda: «Mi è venuto un colpo quando ho visto l'hashtag. Il fine non giustifica i mezzi, l'emancipazione non può passare dalla delazione, questo va contro ai valori della civiltà. Un avvocato, Marie Dosé, l'ha detto chiaramente: "La colpevolezza non si stabilisce sui social, ma attraverso la giustizia". Sgravare la parola dalle difficoltà del contraddittorio non è un progresso ma una regressione pericolosa». Secondo l'intellettuale, pur non potendo screditare tutte le testimonianze che appaiono sui social solo perché «non rispettano la forma», e pur ammettendo che «il sessismo evidentemente non è morto», «è assurdo dire che la giustizia resta passiva quando un terzo dei detenuti nelle prigioni francesi sono condannati per crimini e delitti sessuali».
La Francia punisce già dal punto di vista civile e penale le molestie sul luogo di lavoro ma ora si vogliono «gonfiare le cifre abolendo ogni distinzione tra seduzione fallita e aggressione fisica», alimentando la «bulimia del penale». Per Finkielkraut la campagna contro le molestie non è che l'ultimo passaggio di un percorso cominciato con aborto e divorzio, proseguito con la lotta sulla pari dignità salariale fino alla filiazione senza padre garantita dalla fecondazione assistita per lesbiche e donne single (che Macron vuole approvare), che mira in ultima istanza alla scomparsa dell'uomo: «Quando la scomparsa dell'uomo diventa un diritto della donna, si può ancora parlare seriamente di ordine patriarcale?».
L'unica cosa strana per l'"immortale" dell'Academie Française è che le femministe, sempre pronte a denunciare qualsiasi abuso da parte dei maschi bianchi e cristiani, si zittiscono improvvisamente quando si tratta di musulmani, come nel caso di Colonia: «Uno degli obiettivi della campagna #balancetonporc era quello di affogare il pesce dell'islam: nascondere Colonia, nascondere la Chapelle Pajol, i bar vietati alle donne a Sevran o a Rillieux-la-Pape».

Fonte: Il Foglio, 25/11/2017

7 - IL CAVALLO CHE SI SENTE CANE E IL CASALINGO: IL NUOVO LIBRO PER INSEGNARE AI BAMBINI DA UNO A TRE ANNI CHE SI PUO' CAMBIARE SESSO
Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): una coppia gay si fidanza con una donna, i luterani di Svezia adottano il Dio gender neutral, Metro di New York niente ''Signore e signori'' ma solo ''passeggeri''
Autore: Leone Grotti - Fonte: Tempi, 23/11/2017

«Il tema delle coppie omosessuali è diventato ormai mainstream mentre quello dei bambini transgender è ancora tabù nella società». È per questo che l'autrice e docente universitaria svedese Susanne Pelger ha deciso di realizzare un nuovo libro per bambini dagli uno ai tre anni, molto in voga in Svezia, intitolato Hästen & Husse (Il cavallo e la casalinga).
I personaggi non sono quello che sembrano. L'animale infatti è un cavallo che si identifica come un cane e vuole agire di conseguenza, rosicchiando gli ossi, inseguendo i gatti e giocando con la palla. La casalinga invece è un uomo che quando torna a casa si abbiglia come una donna, indossando la gonna, mettendosi il rossetto e lavorando a maglia. L'obiettivo è introdurre i neonati fin dalla più tenera età al tema della transessualità e del transgenderismo per spiegare loro che «possono essere ciò che vogliono» a prescindere dal sesso di appartenenza.
«Ci sono molte varianti del gender, non è determinato», ha dichiarato l'autrice in un servizio della televisione di Stato svedese, Svt. Parlando della reazione di alcuni bambini di due anni dopo la lettura guidata del libro, spiega: «Quando ho chiesto se gli uomini possono mettersi il rossetto e portare la gonna, mi hanno risposto: "Sì". Ognuno è come si sente di essere. Questa è la cosa migliore».
Contrariamente a quanto sostiene l'autrice, il tema non è affatto tabù in Svezia. Secondo la psichiatra Louise Frisén, nell'ultimo anno i casi di bambini che vogliono cambiare sesso sono aumentati del 100 per cento. Ed è anche per questo che a giugno il governo svedese ha annunciato di voler introdurre una legge che punisca con sanzioni e ammende chi non si rivolge a una persona usando il suo pronome preferito, a prescindere dal sesso di nascita. Molti asili in Svezia, inoltre, hanno cominciato a eliminare di rivolgersi ai bambini come "maschi" o "femmine", preferendo invece il pronome neutro "hen", per permettere ai bambini di diventare ciò che vorranno da grandi senza influenzarli.
Sul sito della case editrice del libro Hästen & Husse le recensioni sono entusiaste: «Il testo è davvero cool. Il cavallo si comporta come un cane ed è molto divertente. I disegni sono allegri e il messaggio è l'ideale per bambini di questa età: sii ciò che senti. Lo raccomando a tutti!».

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio).

UNA COPPIA GAY SI FIDANZA CON UNA DONNA
Chris e Matt sono una coppia omosessuale di New York. Tramite un'app di incontri conoscono Cait e decidono di coinvolgerla nella loro relazione, anche sessuale. Tutti e tre sono bisessuali, anche se Matt si definisce semplicemente "omoflessibile". Per Matt Cait è stata la prima donna della sua vita. Non sappiamo se ridere o piangere, se rallegrarci per la sua esperienza etero oppure avvilirci. Propendiamo per le seconde opzioni.
Cait ha dichiarato: "Prima di allora non ero mai stata con due persone contemporaneamente. Adesso quando incontriamo qualcuno spesso dico 'ciao sono Cait e questi sono i miei due fidanzati'". I due "fidanzati" poi si sono "sposati" e il loro "matrimonio" è stato celebrato proprio da Cait.
Il terzetto pensa di avere un figlio. Lecito domandarsi: per il tramite di Cris? Avuto con il seme di Matt o di Chris? Oppure per evitare invidie si prenderà a nolo una seconda donna e lo sperma di un terzo uomo? Significativo cosa ha detto Matt a riguardo: "Per quanto riguarda i bambini, penso che ogni bambino sarebbe fortunato ad avere tre genitori, ma per ora abbiamo due cani e basta". Se, come recita uno slogan dell'ideologia LGBT, l'importante è l'amore, è certo che più amore c'è - anche in senso quantitativo - meglio è. Che poi i bambini per le coppie omosessuali - e non solo loro - siano spesso considerati graziose figure di compagnia lo dimostra l'equivalenza tra bambini e cani indicata da Matt.
Una storia emblematica per capire cosa sia la fluidità di genere, il poliamore (cioè le orge sessuali) e la follia umana.
(Gender Watch News, 23 novembre 2017)

I LUTERANI DI SVEZIA ADOTTANO IL DIO GENDER NEUTRAL
La Chiesa Evangelica Luterana di Svezia, la principale religione professata nel paese che con i suoi circa 6 milioni di fedeli rappresenta la Chiesa luterana più numerosa al mondo, ha invitato i propri seguaci ad utilizzare un linguaggio neutro quando ci si riferisce a Dio.
Il suo primate, la sacerdotessa Antje Jackelén, intervistata dall'agenzia di stampa svedese TT, ha motivato la rivoluzionaria decisione sottolineando la necessità di adattarsi al nuovo verbo globale del gender per il quale rappresenterebbe una discriminazione, nei confronti delle donne, rivolgersi al "Signore" in termini unicamente maschili: «Dal punto di vista teologico, ad esempio, sappiamo che Dio va ben oltre qualsiasi determinazione di genere. Dio va al di là del concetto di genere, Dio non è umano».
La risoluzione, presa giovedì 23 novembre nel corso di un lungo meeting di 8 giorni al quale hanno preso parte le massime autorità luterane, diventerà effettiva a partire dal prossimo 20 maggio 2018, in occasione nel giorno di Pentecoste. Da quella data la Chiesa svedese "bandirà" dunque la connotazione maschile e liturgie, preghiere, inni e canti si rivolgeranno ad un generico e politically correct Dio gender-free.
La Chiesa luterana di Svezia, che nell'ottobre 2009 ha registrato il triste primato di essere la prima chiesa cristiana al mondo a riconoscere e celebrare ufficialmente i matrimoni tra persone dello stesso sesso, con la folle e ridicola decisione di adottare il linguaggio gender neutral all'interno delle proprie celebrazioni liturgiche, s'inchina dunque al "gender diktat" del mondo contemporaneo, sempre più inebetito dal pensiero unico relativista il cui germe originario è da ricercarsi proprio nella riforma protestante di 500 anni fa.
I principi luterani di una chiesa senza dogmi, del primato della coscienza e del primato della prassi sono infatti gli assunti teorici alle base del relativismo soggettivo e della società secolarizzata e nichilista di oggi che è, si può dire, figlia delle idee di Lutero. Il primato del pensiero sull'essere e della coscienza, intesa come percezione soggettiva, sulla realtà, costituiscono infatti il nocciolo ideologico della filosofia del gender e della rivendicazione di ogni presunto "diritto", in nome dell'infinita e illimitata autodeterminazione individuale, al di là del bene e del male.
(Rodolfo De Mattei, Osservatorio Gender, 25 novembre 2017)

METRO DI NEW YORK, NIENTE "SIGNORE E SIGNORI", MA SOLO "PASSEGGERI"
Il gayamente corretto è arrivato sin nelle viscere della terra. Infatti l'ente per i trasporti di New York (MTA) ha deciso che gli annunci audio da diffondersi in metropolitana d'ora in poi dovranno cambiare. Occorrerà rivolgersi agli utenti non con la solita espressione "Signore e signori", bensì con il sessualmente neutro "passeggeri". Una moda questa degli annunci "gender" che sta iniziando a diffondersi anche in altri paesi del mondo e che sta interessando soprattutto i trasporti pubblici.
Questo ovviamente, fanno sapere dalla MTA, per non discriminare quanti non si riconoscono né nel sesso maschile né in quello femminile. E coloro i quali non condivideranno questa decisione non potrebbero sentirsi essi stessi discriminati, non rispettati nel loro desiderio di essere riconosciuti come maschi e femmine?
(Gender Watch News, 26 novembre 2017)

Fonte: Tempi, 23/11/2017

8 - IL VATICANO NON DEVE LASCIARSI INGANNARE DAL GOVERNO CINESE
Intervista al cardinale di Hong Kong: i comunisti cinesi sono intelligenti e maestri nell'uso delle mezze parole
Fonte Tradizione Famiglia Proprietà, novembre 2017

Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong, è convinto che se Papa Francesco conoscesse meglio il regime comunista cinese e le persecuzioni che muove contro i cattolici, non favorirebbe i negoziati con Pechino. Il cardinale Zen è stato intervistato da Krystian Kratiuk.
Perché il Vaticano vuole firmare l'accordo col governo comunista della Cina?
È ovvio che il Santo Padre non abbia molta conoscenza diretta dei comunisti cinesi. In America Latina, i perseguitati ed esclusi sono i comunisti. Capisco, quindi, che egli possa avere una simpatia naturale per i comunisti. Ma non conosce i comunisti quando sono al potere. Molte persone in Vaticano conoscono teoricamente il comunismo, ma non so quante ne abbiano un'esperienza diretta, personale. Sono dunque preoccupato che possano essere raggirati dai comunisti cinesi. I comunisti cinesi sono intelligenti, sono maestri nell'uso delle mezze parole.
Che cos'è in realtà il comunismo?
Il comunismo è un regime totalitario. Soltanto chi ha avuto un'esperienza personale può capire cosa significhi vivere in un regime totalitario, sia esso nazista o comunista. Papa Giovanni Paolo II lo sapeva. Pure Papa Benedetto. Credo che gli italiani non conoscano veramente il totalitarismo, perché Mussolini non fu un totalitario molto duro. Il governo totalitario vuole tutto. Vuole controllare tutto. Non accetta compromessi. Vuole la resa di qualsiasi opposizione. Vuole fare tutti schiavi. È terribile! Quante persone in Vaticano hanno questa percezione dei comunisti cinesi? Ecco dunque che vanno a negoziare. Quando si negozia, tutti sono gentili e usano belle parole. La realtà, però, è molto diversa.
Nel caso in cui sia firmato un accordo, come inciderà questo sulla libertà della Chiesa?
 Nella Lettera ai cattolici cinesi, Papa Benedetto spiegò molto bene la dottrina cattolica sulla Chiesa. Certamente Papa Francesco e altre persone in Vaticano concordano con tale posizione. Quando si negozia, però, bisogna anche conoscere come la pensa l'altra parte. Scrivendo sugli accordi fra l'Ungheria comunista e il Vaticano, negli anni '50, un autore hegeliano scrisse: "A volte, formalmente, sulla carta, si rispetta l'autorità del Papa. Nella pratica, però, si concede un potere eccessivo al governo". Noi, cinesi, non conosciamo il testo integrale degli accordi. Certe informazioni le conosciamo appena per "sentito dire", un pezzo di qua un altro di là.
Ciò che possiamo dire è che si tratta di un accordo simile a quello commentato dall'autore sopra citato. In superficie sembrerebbe che l'autorità del Papa sia rispettata, poiché dicono "Il Papa ha l'ultima parola". In realtà questo non succederà. Il governo avrà sempre in mano il potere di decisione finale. Ecco che, sulla carta, loro accettano l'elezione di nuovi vescovi, che chiamano "elezione democratica", accettano che la Conferenza Episcopale scelga i candidati e li proponga al Papa, che avrebbe dunque l'ultima parola. In realtà né l'elezione sarà libera né la Conferenza Episcopale avrà libertà di proporre candidati. Nella Cina comunista nessuna elezione è autentica, nemmeno la più solenne, quella per i deputati del Congresso del Popolo. È tutto pianificato a priori.
Vorrei parlare della Conferenza Episcopale. Non posso credere che in Vaticano nessuno sappia che non esista una Conferenza Episcopale Cinese. Esiste sulla carta, di nome, ma non realizza mai incontri, conferenze, discussioni. I vescovi cinesi si riuniscono solo quando sono convocati dal governo comunista. Il governo dà loro le istruzioni, e loro ubbidiscono. Papa Benedetto disse che questa Conferenza non è legittima. Essa annovera vescovi illegittimi. I vescovi della chiesa clandestina non ne fanno parte. Non può, dunque, essere chiamata Conferenza Episcopale Cinese. La verità è che non vi è una Conferenza Episcopale in Cina. Che cosa esiste?
I vescovi della Chiesa detta Patriottica, ufficiale, scelti dal governo comunista, entrano a far parte della Conferenza Episcopale. Come funziona? Prima di tutto, non è autonoma. Deve lavorare sempre insieme alla cosiddetta Associazione Patriottica. Chi convoca le riunioni? Il governo comunista. Chi le presiede? La persona indicata dal governo comunista. Loro nemmeno si preoccupano di nascondere questo. È tutto fatto alla luce del sole.
Possiamo vedere le foto, per esempio, del sig. Wang Zuoan, capo della Segreteria degli Affari religiosi del Partito Comunista, presiedere la riunione della Conferenza Episcopale mentre il presidente della Conferenza, insieme a tutti gli altri vescovi, sono seduti ad ascoltarlo. Tutto è stato già deciso dal governo. Il sig. Zuoan sta semplicemente impartendo gli ordini. Ricordatevi, dunque: quando si parla di Conferenza Episcopale, stiamo parlando in realtà del governo comunista. Ogni iniziativa, dalla nomina dei vescovi alle decisioni, proviene dal governo.
Qualcuno dirà: "Il Papa, però, avrà l'ultima parola". Non è sufficiente. Ritengo, dunque, che questo sia un accordo inadeguato. Come possiamo lasciare l'iniziativa di scegliere i vescovi a un governo ateo? È incredibile! Qualcuno potrebbe obiettare: "Ma durante la storia il potere di indicare i vescovi è stato dato a re e imperatori". Sì, ma almeno erano re e imperatori cristiani, non comunisti atei. Costoro vogliono distruggere la Chiesa. Se non ci riescono, vogliono almeno indebolirla.
I comunisti, però, dicono che il rifiuto del dialogo ci allontanerebbe dalla Chiesa.
Il dialogo è necessario, è importante, ma va orientato da solidi principi. Non possiamo abbandonare i principi per dialogare. Nel messaggio ai vescovi asiatici, Papa Francesco parlò del dialogo. Disse due cose. La prima, nel dialogo dobbiamo essere fedeli alla propria identità e coerenti con essa. Non possiamo negare la propria identità solo per piacere all'interlocutore. Se siamo cattolici, allora siamo cattolici!
La seconda, dobbiamo aprire il cuore per sentire l'altra parte. Quindi, nel dialogo nessuna parte può tirare una conclusione unilaterale. Se l'altra parte ci propone di diventare schiavi, non possiamo rispondere semplicemente "OK". L'autorità del Papa è data a lui come Papa. Non è un attributo personale. In nome del dialogo, un Papa non può rinunciare alla propria autorità. Credo che, in alcuni casi, dobbiamo avere la fermezza di dire: "Scusate, ma non possiamo accettare questa conclusione. Quindi, arrivederci. La prossima volta, quando avrete qualcosa di nuovo da dire, forse potremmo riprendere il dialogo".
La Cina vuole avvicinarsi al Vaticano per mostrare che è un Paese aperto?
Nel corso dei negoziati, i comunisti cinesi non hanno mostrato nessuna cordialità, né buona volontà. Non dimostrano nessuna apertura. Vogliono appena dimostrare chi è il capo.
Per esempio, i vescovi illegittimi, scomunicati, vogliono essere perdonati dal Vaticano. Ma stanno facendo cose terribili contro la disciplina della Chiesa. Sono illegittimi, scomunicati, e si permettono di ordinare sacerdoti. Incredibile! Loro si riuniscono ogni cinque anni nell'Assemblea dei rappresentanti dei cattolici cinesi, la più palese manifestazione del carattere scismatico di questa chiesa. Sono più di trecento rappresentanti, tra cui i vescovi.
È da anni che chiediamo al Vaticano di proibire ai vescovi la partecipazione a questa Assemblea. Purtroppo, il Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione afferma: "Possiamo benissimo capire che voi partecipiate, poiché siete costretti". E si esime dall'esternare un giudizio negativo. Come possiamo negoziare se loro si ostinano a seguire questa linea scismatica? Noi insistiamo perché rientrino sotto l'autorità di Roma. Ed essi si ostinano nel volere una Chiesa "indipendente". Possiamo chiamare questo "dialogo"?
È vero che i comunisti temono la Madonna di Fatima?
È vero. È molto curioso. In principio accettano la devozione alla Madonna, ma non alla Madonna di Fatima. Perché? Dicono che Lei sia anticomunista... Perché dichiarò che il comunismo sarebbe crollato in Russia. Si può portare in Cina un'immagine della Madonna, ma non quella di Fatima. È curioso, perché la Madonna è una. Una volta raccontai questo a Papa Benedetto. Egli rispose: "Ma non conoscono Maria Ausilio dei Cristiani? Lei è ancora più terribile perché è andata in guerra!". L'invocazione Ausilio dei Cristiani ha origini nella battaglia di Lepanto (1571) e in quella di Vienna (1683). È la Madonna guerriera!
I cattolici cinesi sono ancora perseguitati, arrestati e uccisi per la loro Fede?
Ci sono stati dei cambiamenti rispetto all'inizio del regime comunista. Dopo aver preso il potere nel 1949, i comunisti cominciarono a espellere i missionari e a chiudere le scuole cattoliche. Molti sacerdoti finirono in prigione, dove non pochi perirono. Nel 1955 ci fu una grande persecuzione. Vari vescovi finirono in carcere, compreso quello di Shangai, dove morirono. Fu ancora peggiore dopo il 1967, con la Rivoluzione culturale. Perfino molti comunisti furono perseguitati e uccisi dalle Guardie Rosse. Fu un tempo durissimo.
Passata la Rivoluzione culturale, i comunisti cambiarono strategia. Alcuni seminari furono riaperti. Dopo aver aspettato quattro anni la risposta alla mia domanda, io stesso potei insegnare in vari seminari, compreso quello di Shangai. Sono stato professore per sette anni, dal 1990 al 1996. Era una cosa totalmente nuova. Fui trattato con molta gentilezza, per un motivo.
Poco prima, nel 1989, era successa la protesta della Piazza Tienanmen. Mentre molti cinesi fuggirono all'estero, io, al contrario, sono rimasto perché credo nella Cina. Perciò mi hanno trattato bene. A quell'epoca io trascorrevo sei mesi a Hong Kong e sei in Cina, insegnando nei seminari della Chiesa ufficiale. Era molto triste vedere come il governo trattava i nostri vescovi. Senza nessun rispetto. Li prendevano letteralmente per il naso. Erano schiavi! Era un'esperienza terribile. Chi non l'ha vissuta non sa com'è il governo comunista.
Quindi, qualche cambiamento c'è stato. Ci sono meno vescovi e sacerdoti in prigione. Ma ce ne sono ancora. Alcuni muoiono in prigione. I comunisti, però, hanno sempre il controllo totale. Da un certo punto di vista la situazione è ancora peggiore, perché la Chiesa si è indebolita.
Mi rattrista dirlo, ma nell'essenza il governo comunista cinese non è cambiato. La Santa Sede sta facendo una politica sbagliata. I vertici del Vaticano vogliono dialogare ad ogni costo. E allora ci chiedono di restare zitti, di fare compromessi, di obbedire al governo. Di conseguenza, le cose vanno sempre più giù.
I cattolici cinesi si oppongono al dialogo con i comunisti?
Alcuni giornalisti vengono in Cina e tornano strombazzando che qui esiste libertà di espressione. Non è vero. In Cina non esiste libertà di parola. Alcuni sacerdoti possono venire a Hong Kong a parlare con me in privato. Possono parlare con le autorità vaticane. Ma non possono esprimersi pubblicamente. Se parlano pubblicamente, sono immediatamente arrestati. Perfino gli avvocati dei diritti umani sono imprigionati dai comunisti quando difendono gli oppressi. In altri casi, la persona è costretta a presentarsi in televisione per fare un pubblico mea culpa. Sono umiliati davanti a tutti! Di conseguenza le persone hanno paura di parlare. A volte, lo stesso Vaticano ci chiede di non parlare.
Sua Eminenza crede che la situazione del laicato cambierà dopo la firma degli accordi col Vaticano?
I rapporti fra laici e clero funzionano in due modi. Spesso, è il clero a dirigere il popolo. Ma, a volte, è il popolo a dirigere il clero. Nella Chiesa ufficiale vi sono bravi vescovi. Ma non possono fare nulla a livello nazionale, nella Conferenza Episcopale. Nelle loro diocesi, però, riescono a fare tante cose. I fedeli apprezzano e li seguono. Altri vescovi non sono buoni, e molti cattolici più anziani sono scontenti di loro. I cattolici più giovani, però, nulla capiscono di certe cose. Non sanno, per esempio, la differenza fra la Chiesa ufficiale, legata al governo comunista, e la Chiesa sotterranea, fedele a Roma. Semplicemente vanno in chiesa per pregare e cantare.
Prima i sacerdoti clandestini erano più severi. Per esempio proibivano, sotto pena di peccato mortale, di frequentare le chiese patriottiche. E i fedeli più anziani obbedivano. Oggi, però, il Papa dice: "Non c'è nessun problema. Tu puoi frequentare qualsiasi chiesa perché i fedeli hanno il diritto di ricevere i Sacramenti". Siccome nelle catacombe c'è sempre un rischio, allora un crescente numero di fedeli sta andando nelle chiese patriottiche, anche se poi tornano.
Nella Chiesa ufficiale, molto spesso i fedeli agiscono meglio dei sacerdoti, e anche meglio dei vescovi. I vescovi sono più sottomessi dei laici alle pressioni del governo. In questo caso, sono i fedeli ad avere una buona influenza sui vescovi, richiamandoli a una maggiore fedeltà alla Chiesa.
D'altronde, a causa della Lettera del Papa, vi sono sacerdoti clandestini che vorrebbero regolarizzare la propria situazione unendosi alla Chiesa ufficiale. La situazione è molto complicata. Oggi c'è più confusione, più divisione.
C'è speranza per i cattolici cinesi di riacquistare la libertà?
Veda ciò che è successo nell'Europa centrale. All'epoca del dominio comunista, nessuno poteva pensare a un crollo repentino del regime, pacificamente. Quando le persone mi chiedono: "Lei ha speranza?", io rispondo: "Forse dovremo aspettare cinquanta anni, forse cinque settimane. Ma, perché non sperare?". Siamo nelle mani di Dio. Occorre pregare per la conversione.

[N.d.r. Il dialogo fra il Vaticano e la Cina comunista, per tentare di risolvere il problema dei rapporti con la "Chiesa Patriottica", si è accelerato in questi ultimi mesi. A luglio, la "Civiltà Cattolica" ha pubblicato un lungo testo di Papa Francesco, che conterrebbe le basi per un accordo.
La "Chiesa Patriottica", ossia l'Associazione Patriottica Cattolica Cinese, è stata creata dal Governo di Mao Tse Tung nel 1957 con lo scopo di controllare le attività dei cattolici in Cina. Si tratta di una Chiesa ufficiale, sottomessa allo Stato. I cattolici - clero e laici - che hanno preferito rimanere fedeli a Roma, hanno formato, invece, una "Chiesa clandestina". Perseguitati, molti di loro sono morti martiri. Ancor oggi, molti cattolici, compresi vescovi, languiscono nelle prigioni cinesi.
Col tempo, la linea divisoria fra le due Chiese si è un po' assottigliata e confusa. Resta, comunque, il fatto che tutte le attività religiose in Cina sono controllate direttamente dal Partito Comunista].

Fonte: Tradizione Famiglia Proprietà, novembre 2017

9 - OMELIA I DOMENICA AVVENTO - ANNO B (Mc 13,33-37)
Non sapete quando il padrone di casa ritornerà
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 3 dicembre 2017)

Con questa domenica inizia il tempo dell'Avvento e, con esso, un nuovo Anno liturgico. L'Avvento è quel periodo di quattro settimane che precede il Natale. Durante questo periodo dobbiamo preparare i nostri cuori all'incontro con Dio. In noi si deve ridestare quel desiderio di fervida attesa e di speranza che caratterizzò il lungo tempo di preparazione del popolo ebreo alla venuta del Messia.
Il profeta Isaia, nella prima lettura, esprime il desiderio che ogni uomo ha di Dio: «Se Tu squarciassi i cieli e scendessi» (Is 63,19). Ogni uomo, anche se non se ne rende pienamente conto, avverte questo desiderio. L'uomo è stato creato per Dio e non troverà pace se non quando riposerà in Lui. Questo desiderio sarebbe rimasto per sempre inappagato se Dio stesso non avesse preso l'iniziativa e non fosse disceso su questa terra. L'umanità senza Dio vaga nelle tenebre, pertanto il profeta così si rivolge al Signore: «Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore? [...] Ritorna per amore dei tuoi servi» (Is 63,17-18). Questa deve diventare anche la nostra preghiera, per noi e per il mondo intero, smarrito e lontano da Dio. La preghiera dei buoni attira la misericordia su tutto il mondo.
Il profeta sentiva tutta la miseria dell'umanità e così parlava a Dio: «Ecco, Tu sei adirato perché abbiamo peccato contro di Te da lungo tempo e siamo stati ribelli. Siamo divenuti tutti come una cosa impura [...] tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità ci hanno portato via come il vento» (Is 64,4-5). Oggi come allora ci siamo ribellati a Dio, i nostri peccati si sono moltiplicati e abbiamo offeso molto il Signore. «Nessuno invocava il tuo nome» (Is 64,6), continua il profeta Isaia, facendoci comprendere quanto sia necessaria la preghiera per ottenere la Misericordia. La lettura si conclude con un atto di fiducia in Dio, che è nostro Padre e che non ci lascerà in balia di noi stessi.
Il Salmista invoca l'intervento di Dio a salvezza del suo popolo con queste parole: «Risveglia la tua potenza e vieni a salvarci [...] guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna [...] Da Te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome» (Sal 79).
Il Signore è venuto, si è fatto uomo per la nostra salvezza, e tornerà alla fine dei tempi per giudicare i vivi e i morti.
Di questa seconda venuta parla il Vangelo di oggi. Gesù, invitandoci alla vigilanza, ci rivolge queste parole: «Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà» (Mc 13,35). Egli ci invita a stare attenti, a rimanere desti: «Fate in modo che, giungendo all'improvviso, non vi trovi addormentati» (Mc 13,36). Gesù ci ha lasciati nella sua casa, ovvero la Chiesa, dando «a ciascuno il suo compito» (Mc 13,34), una missione particolare da compiere. Anche noi ci lasceremo sorprendere addormentati se non realizzeremo questo progetto d'amore che Dio ha su di noi, se non porteremo a termine questo compito a noi affidato. Ci addormenteremo anche noi se allenteremo la nostra preghiera e ci lasceremo dominare dagli affanni, dalle preoccupazioni e dalle lusinghe di questo mondo, e non presteremo attenzione alla cosa più importante: la salvezza dell'anima.
Consapevole di tutto questo, san Francesco d'Assisi così pregava all'inizio della sua conversione: «Signore, cosa vuoi che io faccia?». La risposta non tardò ad arrivare e san Francesco svolse nella Chiesa un compito importantissimo, quello di restaurare la casa di Dio, la Chiesa, che, per opera di tanti uomini, stava andando in rovina.
Ognuno di noi ha un compito affidato dalla Provvidenza di Dio. Se riusciremo a realizzarlo arrecheremo un grandissimo bene alla Chiesa e al mondo intero. Preghiamo per tanti giovani, generosi quanto distratti, i quali non si accorgono di aver ricevuto una particolare vocazione, come quella di san Francesco, e sprecano i loro anni migliori in cose inutili.
Come abbiamo pregato all'inizio della Messa, dobbiamo andare incontro a Gesù che viene, che vuole entrare nel nostro cuore. Andremo incontro al Signore con la preghiera, che deve essere sempre assidua e fervente. Non ci sarà vita cristiana senza la preghiera. Oltre a ciò, l'orazione iniziale della Messa ci indica le buone opere: per mezzo di esse noi ci avvicineremo sempre di più a Dio e avvicineremo tutti quelli che da noi saranno beneficati.
In questo periodo di Avvento prendiamo anche noi questi due propositi: quello della preghiera e quello delle opere di misericordia. Facendo così ci prepareremo nel modo migliore a celebrare il Natale del Signore.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 3 dicembre 2017)

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