BastaBugie n°535 del 06 dicembre 2017

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1 LE BUFALE (O FAKE NEWS) DELL'IRRUZIONE SQUADRISTA IN UN'ASSEMBLEA PRO-MIGRANTI E DEL CARABINIERE CON LA BANDIERA NAZISTA
L'irruzione ha il sapore sessantottino e la bandiera del carabiniere è solo un pretesto per gridare al nazismo (che però non c'entra nulla con quella bandiera!)
Autore: Marcello Veneziani - Fonte: Il Tempo
2 QUELLO CHE LE TV NON HANNO DETTO SUL PRINCIPE INGLESE HARRY E LA FIDANZATA CATTOLICA (DIVORZIATA)
Il secondo figlio di Carlo e Diana diventando cattolico perderebbe il diritto di successione al trono (fino al 2015 non avrebbe nemmeno potuto sposare una cattolica), ma nessuno parla di questa discriminazione
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
3 QUANDO LA SINISTRA NON ERA ACCOGLIENTE CON GLI IMMIGRATI
300mila profughi italiani che scappavano dal comunismo titino furono accolti con manifestazioni ostili, insulti e sputi; stessa cosa con i boat people vietnamiti e cambogiani
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero
4 LA CHIESA CHE DICE LA VERITA' SULL'UOMO E' MAESTRA D'UMANITA' (AD ESEMPIO SUI GAY...)
Fa bene il parroco in provincia di Gorizia a dire che l'uomo che si è unito civilmente a un altro uomo non può continuare a essere una guida scout
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano
5 IL VOLTO OSCURO DELL'ECOLOGIA
Come i movimenti animalisti e vegetariani, vogliono estirpare la razza umana dalla faccia della terra
Fonte: Libertà e Persona
6 A ROMA LE STRUTTURE DI ACCOGLIENZA SONO AL COLLASSO, ALLORA I 5 STELLE OFFRONO 1000 EURO AL MESE ALLE FAMIGLIE CHE SI ACCOLLANO UN IMMIGRATO (...MA POCHISSIMI ADERISCONO)
Intanto nel resto d'Europa la conquista islamica è ormai completata: in Germania, ad esempio, la fede cattolica è già evaporata (sostituita dalla costruzione di moschee)
Autore: Marco Guerra - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana
7 IL MIO NOME E' GIUDA: IL NUOVO LIBRO DI RINO CAMMILLERI
L'apologeta, giornalista e scrittore, propone affascinanti ipotesi sul perché Giuda abbia consegnato Gesù al Sinedrio dopo averlo seguito per tre anni
Autore: Giuseppe Brienza - Fonte: La Verità
8 TRUMP HA PROCLAMATO IL MESE DELLE ADOZIONI (E HA RIDOTTO, DAVVERO, LE TASSE)
Ogni figlio che nasce è una vera benedizione e in caso di gravi motivi è meglio far nascere il bambino e darlo in adozione, invece di ucciderlo con l'aborto
Autore: Lorenza Perfori - Fonte: Libertà e Persona
9 OMELIA DELL'IMMACOLATA - ANNO B (Lc 1,26-38)
Rallégrati, piena di grazia
Autore: Benedetto XVI - Fonte: Sito del Vaticano
10 OMELIA II DOMENICA DI AVVENTO - ANNO B (Mc 1,1-8)
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri
Fonte: Il settimanale di Padre Pio

1 - LE BUFALE (O FAKE NEWS) DELL'IRRUZIONE SQUADRISTA IN UN'ASSEMBLEA PRO-MIGRANTI E DEL CARABINIERE CON LA BANDIERA NAZISTA
L'irruzione ha il sapore sessantottino e la bandiera del carabiniere è solo un pretesto per gridare al nazismo (che però non c'entra nulla con quella bandiera!)
Autore: Marcello Veneziani - Fonte: Il Tempo, 03/12/2017

Siamo alla paranoia ideologica virale. Una bandiera del Secondo Reich, che era una monarchia costituzionale ottocentesca, tenuta in caserma da un ragazzo carabiniere di vent'anni, diventa il pretesto del giorno per gridare al Nazismo risorgente, che non c'entra un tubo con la bandiera e con la storia del secondo Reich.
L'uso fake della storia sconfina nel delirio persecutorio.
Ma non basta. In pieno autunno del 2017, un benemerito compagno ha scoperto una cosa tremenda: il 20 maggio del 1924, la città di Crema conferì su proposta della giunta locale la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.
L'orrenda scoperta ha subito compattato il valoroso popolo de sinistra - enti, associazioni, partiti e sindaca, oltre l'ineffabile Anpi - che ha intimato di provvedere subito a ritirare l'atto osceno in luogo pubblico.
Togliendo la cittadinanza onoraria di Crema a Mussolini avremo finalmente un Duce scremato. Tempestivo, non c'è che dire, se ne sentiva l'urgenza, 93 anni dopo.
Ma come dice un proverbio politicamente corretto, Chi va piano va Fiano e va lontano. E' tutta una gara in Italia per scoprire e revocare la cittadinanza onoraria al Duce in un sacco di comuni.

AZIONE SQUADRISTA GRAVISSIMA (?!)
Pensavo a questo eroico atto di ribellione al fascismo da parte della città cremosa mentre leggevo per il terzo giorno consecutivo commenti, anatemi e mobilitazioni contro il pericolo fascista dopo la sconcertante "azione squadrista" compiuta a pochi chilometri da Crema, a Como.
La Repubblica, per esempio, ha schierato il suo episcopato per condannare il fascismo risorgente e chiamare a raccolta l'antifascismo eterno. Sui tg c'è stato un tripudio di demenza militante a reti unificate. Non avevo intenzione di scriverne, mi pareva immeritevole d'attenzione, ma la paranoia mediatico-politica non accenna a scemare.
1) Ora, per cominciare, quell'irruzione in un'assemblea pro-migranti non è di stampo squadrista semmai di stampo sessantottino. Gli squadristi, come i loro dirimpettai rossi, non irrompevano per leggere comunicati e andarsene senza sfiorare nessuno.
L'abitudine di interrompere lezioni, assemblee, lavori è invece tipicamente sessantottina e poi entrò negli usi degli anarco-situazionisti, della sinistra rivoluzionaria, dei centri sociali, ecc. Gli "skin" in questione ne sono la copia tardiva, l'imitazione grottesca.
2) Secondo, i comunicati. Trovate pure demente e mal recitato, quel comunicato che gli impavidi neofascisti hanno letto interrompendo la riunione filo-migranti. A me fa sorridere, se penso ai comunicati degli anni di piombo.
Vi ricordate? Davano notizie o annunci di assassini, accompagnavano attentati ed erano a firma Br, Primalinea e gruppi affini. Quando penso a quei comunicati, deliranti ma corrispondenti ad azioni deliranti e sanguinose, trovo farsesco il remake a viso aperto di quattro fasci e l'allarme mediatico che ne è seguito.
3) Terzo, la violenza di irrompere e interrompere. Succede ancora, nelle università, in luoghi pubblici, verso chi non piace ai movimenti di sinistra radicale, lgbt, centri sociali o affini. È capitato anche a me, girando l'Italia, di trovare aule universitarie e luoghi pubblici in cui non riesci a parlare o parli sotto scorta, tra interruzioni, proclami e incursioni.
Di questo teppismo i giornali e i tg non ne parlano mai. E nessuna di queste anime belle che gridano indignate al pericolo fascista, ha mai espresso una parola di solidarietà e di condanna.

L'INDIGNAZIONE DI RENZI
Lo dico anche al pinocchietto fiorentino che esorta la comunità nazionale a indignarsi tutta e non solo la sua parte politica, per l'episodio di Como, anzi per la strage virtuale: lui non ha mai speso una parola per stigmatizzare episodi di segno opposto, assai più numerosi e più violenti e pretende che l'Italia insorga compatta per una robetta del genere?
Diamine, ci sono ogni giorno storie di violenza e di morti, aggressioni in casa, e la comunità nazionale intera deve mobilitarsi unita di fronte a un episodio verbale così irrilevante?
In realtà, voi informazione pubblica, voi governativi, voi giornaloni e associati, siete i primi spacciatori di bufale o fake news. Perché prendete una minchiata qualsiasi e la fate diventare La Notizia della Settimana, ci imbastite teoremi, prediche, rieducazioni ideologiche, campagne e mobilitazioni antifasciste.
Se il pericolo che corrono le nostre istituzioni ha tratti così farseschi, allora il primo pericolo è la ridicolizzazione della storia e della democrazia da voi operata quando sostenete che sono messe a repentaglio da episodi così fatui e marginali.
Non sapete distinguere tra una bomba e una pernacchia. E finirete spernacchiati.

Nota di BastaBugie: Gianandrea Gaiani nell'articolo sottostante dal titolo "Chi sono i veri nazisti e perché ce li tiriamo dentro" riflette sul fatto che mentre politici, giornali e televisioni danno la caccia al neonazista per una bandiera appesa in camera (che tra l'altro col nazismo non c'entra nulla), poi però si aprono le porte ai "nazisti" islamici che stanno mettendo in fuga gli ebrei dall'Europa e applicano la sharia nelle nostre città.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 6 dicembre 2017:
Non bastava l’onorevole Fiano che, con livore degno dei Talebani nei confronti dei Buddha di Bamyan, o dei miliziani dell’Isis con le statue assiro-babilonesi e romane nelle città archeologiche di Ninive e Palmyra, vorrebbe abbattere ogni edificio o monumento costruiti nel Ventennio.
Una Sinistra ormai allo sbando al punto da fare mezzi scioperi della fame per regalare altre cittadinanze a stranieri che spesso nemmeno l’hanno chiesta e che in molti casi non la meritano; che nella foga di dare la caccia a fascisti e nazisti inventandosi un nemico che non c’è, prende di mira anche il Kaiser Guglielmo e la bandiera della Germania Imperiale tramontata con la fine della Prima guerra mondiale.
I fatti sono noti: la bandiera dello scandalo appartiene a un carabiniere 23enne del 6° Battaglione Toscana, che l’ha appesa al muro nella camerata della caserma Baldissera di Firenze. Una bandiera del Secondo Reich (non del Terzo) subito diventata “nazista” per la gran parte dei media, inclusi quelli sempre pronti ad accusare altri di produrre fake news (quelle che chiamavamo “bufale” quando ancora sapevamo parlare italiano).
Eppure sarebbe stato facile non cadere nell’errore. Il drappo non mostra svastiche né altri simboli nazisti che del resto sarebbero ante littteram su un vessillo dell’impero caduto 15 anni prima della salita al potere di Adolf Hitler.
Alla procura di Firenze, non sembrano infatti esserci fascicoli aperti sulla vicenda anche perché non è chiaro quale potrebbe essere il reato contestabile.
La stessa legge Scelba sull'apologia del fascismo parla esplicitamente di reato doloso, un reato difficilmente contestabile in questo caso poiché il carabiniere non ha esposto alla finestra della caserma ma solo nella sua stanza il vessillo del Kaiser. Certo la stessa bandiera viene ostentata in Germania da gruppi di estrema destra, inclusi quelli dichiaratamente neonazisti, perché i vessilli del Terzo Reich sono vietati per legge. In ogni caso si tratta di un appiglio di scarso spessore. I neonazisti americani e il Ku Klux Klan portano in bella mostra bandiere degli Stati Uniti che non per questo sono divenute simboli nazisti o razzisti.
Del resto la bandiera di guerra dell'Impero Germanico, acquistabile on line con 5,50 euro, è legale anche in Germania. Tanto rumore per nulla quindi? Pare di sì anche se fatti come questo dimostrano chiaramente il distacco dalla realtà raggiunto dall’attuale classe politica e soprattutto dalla maggioranza di governo.
Inseguono bandiere che vorrebbero bruciare e pensano a leggi illiberali che censurino ironia e ogni forma di libera espressione in rete come fanno in Cina e nel mondo islamico.
Si curano di accogliere chiunque paghi criminali per giungere in Italia (spesso a delinquere) ma molto meno dei 5 milioni di poveri assoluti censiti in Italia dall’Istat. La caccia ai simboli nazisti (inclusi quelli veri) costituisce un approccio paradossale per un centro-sinistra che in 4 anni ha fatto entrare in Italia 700 mila immigrati illegali che per oltre due terzi vagano fuori controllo per la Penisola.
Da un lato si dà la caccia a quattro ultras della Lazio che colorano con la maglia della Roma l’effige di Anna Frank e si vietano le bandiere del Kaiser, ma dall’altro si tollerano violenze domestiche, soprusi, persino mutilazioni genitali inflitte in Italia a migliaia di bambine figlie di immigrati per lo più islamici.
Pronti ad aprire le porte della cittadinanza e del voto all’islam, Pd e ambienti cattocom non fanno che gridare alla deriva razzista, fascista e nazista ma dovrebbero sapere che l’antisemitismo che spaventa davvero tutti (e soprattutto gli ebrei) è quello musulmano, non quello di qualche ultras della Lazio.
Da tutta Europa gli ebrei fuggono per le violenze subite ogni giorno dai “nazisti” islamici di fronte ai quali i governi europei chiudono anche tutte e due gli occhi. Qualcuno spieghi all’onorevole Fiano e ai suoi “compagni” che la nuova diaspora ebraica dall’Europa è dovuta all’islam, non a chi appende in camera da letto le bandiere del Kaiser.
Quando, dopo l’attentato islamico alla rambla, il rabbino capo di Barcellona ha esortato i fedeli ad andare in Israele perché “l’Europa è perduta” si riferiva alle violenze degli islamici contro sinagoghe, cimiteri e cittadini ebrei compiute da musulmani non dai tifosi della Lazio né dei militanti di Casa Pound.
A quanto sembra però contro il razzismo e le discriminazioni di un islam foraggiato dai petrodollari delle monarchie del Golfo Persico né il governo italiano né quelli di molti Paesi europei sembrano ansiosi di mobilitarsi con la lodevole eccezione dei Paesi della Mitteleuropa.
Per ignoranza, codardia o interesse preferiscono perseguire minacce e nemici inesistenti invece di affrontare le sfide di un’immigrazione islamica che sta già distruggendo l’Europa e rappresenta la più grave minaccia alla sicurezza, libertà, diritti e democrazia nel Vecchio Continente.
Nelle ormai centinaia di “no go area” istituite arbitrariamente nei centri urbani europei non si trova una sola bandiera nazista o del Kaiser, ma cartelli che avvertono che in quei quartieri è in vigore (illegalmente) la sharia.

Fonte: Il Tempo, 03/12/2017

2 - QUELLO CHE LE TV NON HANNO DETTO SUL PRINCIPE INGLESE HARRY E LA FIDANZATA CATTOLICA (DIVORZIATA)
Il secondo figlio di Carlo e Diana diventando cattolico perderebbe il diritto di successione al trono (fino al 2015 non avrebbe nemmeno potuto sposare una cattolica), ma nessuno parla di questa discriminazione
Autore: Rino Cammilleri - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30/11/2017

Il principe inglese Harry Windsor si sposa. Sì, l'altro figlio di Carlo principe di Galles e Diana, quello rosso di capelli. Tra parentesi, i due figli di Diana Spencer assomigliano entrambi alla defunta mamma, cosa che aumenta l'interesse per il royal wedding: infatti, tutto quel che concerne la «principessa triste», annessi e connessi compresi, nutre l'immaginario collettivo, e c'è semmai da stupirsi che Diana non sia ancora diventata un'«icona» come Marylin e Audrey.
Dicevamo che il principe Harry si sposa. Qualcuno dirà tra sé: ecchissenefrega. In effetti, non è che la cosa sia interessante in sé, ma la stampa - è il caso dirlo - ci è andata a nozze, soprattutto per la fortunata. Meghan Markle, modella e attrice statunitense, con in più un particolare atto a intrigare i media: è mulatta. Wow. E tutti a buttarsi sul colore della pelle, tanto da provocare risposte infastidite e talvolta stizzite da parte della stessa: sì, sono di colore, embè? Comunque è un bel contrasto: lui, bianchissimo d'incarnato e rosso di capelli (ricci), lei scura di pelle e di chioma (liscia). Nessuno che abbia fatto caso a due altri particolari non meno intriganti. La nubenda è di fede cattolica e divorziata. Il fatto che sia divorziata dice quanto flebile sia la sua fede. Ma dice anche che il principe Harry ha preso il vizio del padre, il quale, vedovo, ha sposato una divorziata, Camilla Parker Bowles. Ma ha ereditato anche l'attitudine dell'avo Edoardo VIII, che dovette abdicare per poter sposare una divorziata (americana pure lei) Wallis Simpson.
E veniamo al cattolicesimo (Roman Catholic, come si specifica nel Regno Unito) di Meghan Markle. Il suo fidanzato è quarto o quinto nella linea di successione al trono. Può sposare una cattolica senza dover rinunciare ai diritti di successione? In base all'Act of Settlement del 1701 no. Questa legge dice che ti puoi sposare con chi ti pare, contento tu, ma non un cattolico. Ebrei osservanti, buddisti, musulmani, induisti e perfino atei militanti vanno bene, ma nisba i cattolici. Vecchia storia, risalente a Enrico VIII e lo scisma. Carlo, padre di Henry, qualche anno fa dichiarò che era ora di finirla con questo anacronismo, tant'è nel 2015 (cioè, l'altro ieri) la legge fu emendata e adesso i membri della famiglia reale inglese possono sposare cattolici. Ma guai a diventare cattolici loro; in questo caso perderebbero ogni diritto al trono e perfino il trono nel caso ci stessero seduti sopra.
Permane il dubbio giuridico: gli eventuali figli di Harry e Meghan, in quale religione è permesso siano allevati? Bella domanda. Forse la futura sposa risolverebbe ogni problema se si convertisse all'anglicanesimo, tenendo conto dell'aggravante: colà il capo della Chiesa nazionale è il re (o la regina), perciò il legame fra trono e altare è strettissimo, inestricabile. Molte regine, nella storia, hanno dovuto abbracciare la religione del marito all'atto delle nozze, compresa la lontana parente di Harry, Alexandra, che dovette farsi ortodossa per poter sposare lo zar Nicola II. Insomma, adesso che il bando contro i cattolici è stato tolto (dal 1536 al 2015, notare la distanza di tempo), a corte arriva una cattolica (tiepidina e divorziata, ma tant'è). I giornali che fanno? Si occupano del colore della sua pelle. E' un segno dei tempi, tempi politicamente corretti: la mente (dei giornalisti) corre non alla religione ma al razzismo. [...] Mah.

Nota di BastaBugie: la linea di successione al trono britannico è regolata dall'Act of Settlement del 1701, dalla Succession to the Crown Act del 2013 (che ha abrogato il Royal Marriages Act del 1772) e dalla Common law.
La linea di successione è limitata agli eredi di Sofia del Palatinato, norma stabilita nel 1701 per evitare che salisse al trono un sovrano cattolico discendente dalla famiglia Stuart. Chi è cattolico, o lo diventa, è escluso dalla successione.
Sono elencate le prime 56 persone della linea di successione al trono britannico:
1. Sua altezza reale Carlo, principe di Galles, nato nel 1948, primo figlio della regina Elisabetta II
2. Sua altezza reale il principe William, duca di Cambridge, nato nel 1982, primo figlio del principe Carlo
3. Sua altezza reale il principe George di Cambridge, nato nel 2013, primo figlio del principe William
4. Sua altezza reale la principessa Charlotte di Cambridge, nata nel 2015, figlia del principe William
5. Sua altezza reale il principe Henry del Galles, nato nel 1984, secondo figlio del principe Carlo
6. Sua altezza reale il principe Andrea, duca di York, nato nel 1960, secondo figlio maschio della regina Elisabetta II
7. Sua altezza reale la principessa Beatrice di York, nata nel 1988, prima figlia del principe Andrea
8. Sua altezza reale la principessa Eugenia di York, nata nel 1990, seconda figlia del principe Andrea
9. Sua altezza reale il principe Edoardo, conte di Wessex, nato nel 1964, terzo figlio maschio della regina Elisabetta II
10. James, visconte Severn, nato nel 2007, figlio del principe Edoardo
11. Lady Louise Windsor, nata nel 2003, figlia del principe Edoardo
12. Sua altezza reale Anna, Principessa Reale, nata nel 1950, figlia della regina Elisabetta II
13. Peter Phillips, nato nel 1977, figlio della principessa Anna
14. Savannah Phillips, nata nel 2010, prima figlia di Peter
15. Isla Phillips, nata nel 2012, seconda figlia di Peter
16. Zara Phillips, nata nel 1981, figlia della principessa Anna
17. Mia Tindall, nata nel 2014, figlia di Zara
(Sua altezza reale la principessa Margaret, contessa di Snowdon (1930-2002), seconda figlia di re Giorgio VI)
18. David Armstrong-Jones, II conte di Snowdon, nato nel 1961, figlio della principessa Margaret
19. Charles Armstrong-Jones, Visconte Linley, nato nel 1999, figlio di David
20. Lady Margarita Armstrong-Jones, nata nel 2002, figlia di David
21. Lady Sarah Chatto, nata nel 1964, figlia della principessa Margaret
22. Samuel Chatto, nato nel 1996, primo figlio di Lady Sarah
23. Arthur Chatto, nato nel 1999, secondo figlio di Lady Sarah
(Sua altezza reale il principe Henry, duca di Gloucester (1900-1974), terzo figlio maschio di re Giorgio V)
(Sua altezza reale il principe William di Gloucester (1941-1972), primo figlio del principe Henry)
24. Sua altezza reale il principe Richard, duca di Gloucester, nato nel 1944, secondo figlio del principe Henry
25. Alexander Windsor, conte di Ulster, nato nel 1974, figlio del principe Richard
26. Xan Windsor, barone Culloden, nato nel 2007, figlio di Alexander
27. Lady Cosima Windsor, nata nel 2010, figlia di Alexander
28. Lady Davina Lewis, nata nel 1977, prima figlia del principe Richard
29. Tane Lewis, nato nel 2012, figlio di Lady Davina
30. Senna Lewis, nata nel 2010, figlia di Lady Davina
31. Lady Rose Gilman, nata nel 1980, seconda figlia del principe Richard
32. Rufus Gilman, nato nel 2012, figlio di Lady Rose
33. Lyla Gilman, nata nel 2010, figlia di Lady Rose
(Sua altezza reale il principe George, duca di Kent (1902-1942), quarto figlio maschio di re Giorgio V)
34. Sua altezza reale il principe Edward, duca di Kent, nato nel 1935, primo figlio del principe George
35. Giorgio, conte di Sant'Andrea, nato nel 1962, primo figlio del principe Edward
- Edward, Lord Downpatrick, nato nel 1988, figlio di Giorgio (ESCLUSO DALLA LINEA DI SUCCESSIONE PERCHÉ CATTOLICO)
- Lady Marina Windsor, nata nel 1992, prima figlia di Giorgio (ESCLUSA DALLA LINEA DI SUCCESSIONE PERCHÉ CATTOLICA)

36. Lady Amelia Windsor, nata nel 1995, seconda figlia di Giorgio
- Lord Nicholas Windsor, nato nel 1970, secondo figlio maschio del principe Edward (ESCLUSO DALLA LINEA DI SUCCESSIONE PERCHÉ CATTOLICO)
37. Onorevole Albert Windsor, nato nel 2007, primo figlio di Lord Nicholas
38. Onorevole Leopold Windsor, nato nel 2009, secondo figlio di Lord Nicholas
39. Onorevole Louis Windsor, nato nel 2014, terzo figlio di Lord Nicholas
40. Lady Helen Taylor, nata nel 1964, figlia del principe Edward
41. Columbus Taylor, nato nel 1994, primo figlio di Lady Helen
42. Cassius Taylor, nato nel 1996, secondo figlio di Lady Helen
43. Eloise Taylor, nata nel 2003, prima figlia di Lady Helen
44. Estella Taylor, nata nel 2004, seconda figlia di Lady Helen
45. Sua altezza reale il principe Michael di Kent, nato nel 1942, secondo figlio maschio del principe George
46. Lord Frederick Windsor, nato nel 1979, figlio del principe Michael
47. Onorevole Maud Windsor, nata nel 2013, figlia di Lord Frederick
48. Onorevole Isabella Windsor, nata nel 2016, figlia di Lord Frederick
49. Lady Gabriella Windsor, nata nel 1981, figlia del principe Micheal
50. Sua altezza reale la principessa Alexandra, onorevole Lady Ogilvy, nata nel 1936, figlia del principe George
51. James Ogilvy, nato nel 1964, figlio della principessa Alexandra
52. Alexander Ogilvy, nato nel 1996, figlio di James
53. Flora Ogilvy, nata nel 1994, figlia di James
54. Marina Ogilvy, nata nel 1966, figlia della principessa Alexandra
55 Christian Mowatt, nato nel 1993, figlio di Marina
56. Zenouska Mowatt, nata nel 1990, figlia di Marina
[Fonte: Wikipedia]

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30/11/2017

3 - QUANDO LA SINISTRA NON ERA ACCOGLIENTE CON GLI IMMIGRATI
300mila profughi italiani che scappavano dal comunismo titino furono accolti con manifestazioni ostili, insulti e sputi; stessa cosa con i boat people vietnamiti e cambogiani
Autore: Antonio Socci - Fonte: Libero, 27/11/2017

E' curioso lo slancio umanitario che ha colto d'improvviso la Sinistra italiana di fronte all'inedita marea migratoria di questi mesi. Perché storicamente non ha proprio le carte in regola in tema di "accoglienza".
Su queste colonne più volte è stato ricordato l'atteggiamento comunista nei confronti dei profughi di Istria e Dalmazia, nel dopoguerra.
La vicenda - quasi assente dalla storiografia ufficiale - riguarda 300 mila profughi italiani che dovettero fuggire dalle loro case, dalla terra dei loro padri, perdendo tutto.
Verso di loro - che scappavano dal comunismo titino - avevamo un doppio dovere di accoglienza e di solidarietà perché erano italiani e pagavano loro per tutti noi, per la guerra persa.
Eppure la sinistra comunista non accolse questi nostri connazionali come fratelli, ma come avversari, con manifestazioni ostili, insulti e sputi. Una vergogna.
C'è poi un'altra vicenda, più vicina nel tempo, che io stesso ricordo di aver vissuto personalmente: la tragedia dei cosiddetti "boat people" vietnamiti e cambogiani che scappavano dal "paradiso comunista" fra il 1975 e il 1980.
La Sinistra italiana, dal '68, per anni aveva manifestato nelle piazze in favore dei Vietcong e della guerriglia comunista indocinese. Quando costoro trionfarono in Vietnam e in Cambogia, imponendo la loro disumana tirannia, centinaia di migliaia di disperati scapparono dai "liberatori" comunisti o via terra o sulle barche. Molti finirono annegati, ammazzati dai pirati o mangiati dagli squali. Ci furono anche tanti bambini tra le vittime.
Secondo il professor Le Van Mao (d'origine vietnamita, docente alla Concordia University di Montreall e responsabile del canadese 'Programma di patronato dei rifugiati vietnamiti') i profughi morti in mare furono "almeno trecentomila".
Alcuni dei fuggitivi furono salvati, fra l'altro, anche da tre navi della Marina militare italiana spedite là dal governo Andreotti: in Italia furono assistiti e ospitati dal volontariato cattolico circa 3.500 profughi.
Non erano migranti economici, come la gran parte di quelli di oggi, ma erano profughi che fuggivano da dittature sanguinarie e dalla morte, quindi avevano uno status internazionale che dava loro il diritto di essere accolti. Inoltre erano anche un numero molto esiguo e non creavano alcun rischio. Il costo economico per l'Italia era trascurabile, perlopiù sostenuto dalla Chiesa. Ma ciò non bastò per attirare su di loro la simpatia e l'accoglienza della Sinistra che - di fronte alla loro tragedia - avrebbe dovuto fare un'autocritica troppo spietata e devastante.
Io, che a quel tempo ero un giovane studente cattolico e mi impegnavo nell'opera di accoglienza coordinata dalla Caritas, ricordo ancora bene gli insulti e gli sputi che - nelle piazze - ci prendevamo dai compagni, quando distribuivamo volantini in quelle stesse piazze dove per anni si era manifestato a sostegno dei tiranni comunisti (indocinesi e non solo).
A quel tempo, a far conoscere gli orrori del comunismo indocinese - come ricorda padre Piero Gheddo - "si veniva bollati, come minimo, da provocatori 'finanziati dalla Cia' ".
Sugli esuli intellettuali stessa storia. Nel 1974 era uscito "Arcipelago Gulag" di Solzenicyn (che venne subito esiliato dal regime). Fu una bomba in tutto il mondo, ma da noi la cultura, ovviamente allineata a Sinistra, accolse quel libro "con freddezza, magari" ha scritto Pigi Battista "accompagnando la gelida accoglienza con la divulgazione (come è accaduto) della leggenda nera di un Solzenicyn nientemeno che al soldo del dittatore Pinochet".
In seguito al caso Solzenicyn nel 1977 Carlo Ripa di Meana - in armonia col nuovo Psi di Craxi - organizzò a Venezia la "Biennale del dissenso" dove furono invitati gli intellettuali perseguitati dei paesi comunisti che vivevano esuli.
Successe il finimondo (la Cgil arrivò a organizzare uno sciopero contro la Biennale). Hanno rievocato quei fatti Gabriella Mecucci e Ripa di Meana nel libro "L'ordine di Mosca: fermate la Biennale del dissenso".
Eppure c'era il Pci di Berlinguer e si parlava di eurocomunismo. Ma gli esuli dell'Est, gli intellettuali perseguitati, erano molto sgraditi. Accoglienza, questa sconosciuta.

Fonte: Libero, 27/11/2017

4 - LA CHIESA CHE DICE LA VERITA' SULL'UOMO E' MAESTRA D'UMANITA' (AD ESEMPIO SUI GAY...)
Fa bene il parroco in provincia di Gorizia a dire che l'uomo che si è unito civilmente a un altro uomo non può continuare a essere una guida scout
Autore: Costanza Miriano - Fonte: Blog di Costanza Miriano, 14/11/2017

La lobby omosessuale che sta dentro la Chiesa, anche tra le sue gerarchie, come denunciato da Papa Francesco, deve avere lavorato alacremente negli ultimi tempi, se ormai anche la stampa cattolica usa parole impostaci da quella lobby, come gay - parola ideologicamente connotata, nata dopo il '68 per convincerci del fatto che le persone con tendenza omosessuale che la vivano liberamente sono più gaie, cioè allegre di noi (sottinteso, noi bacchettoni, noi repressi, noi non liberati) - ma anche persone omosessuali, espressione che trovo offensiva, perché appiattisce la persona sulla sua tendenza sessuale, come se quello dicesse tutto di lui, o di lei. Mi riferisco alla pagina uscita domenica, ancora sul caso del capo scout della provincia di Gorizia che dopo essersi unito civilmente e pubblicamente con gran festeggiamenti a un uomo vorrebbe continuare a fare da guida scout, nonostante il parere contrario del parroco don Francesco Fragiacomo, che però pare sia stato abbandonato da tutti.
La paginata di Avvenire di domenica scorsa, per esempio, è tutta un invito all'accoglienza, ancora sulla scorta di Amoris Laetitia, che però, a meno che non mi sia persa qualche capitolo, parla solo di accogliere le famiglie che hanno al loro interno una persona con tendenze omosessuali, cosa che credo nessuno si sia mai sognato di mettere in discussione.

COSA INTENDIAMO PER ACCOGLIENZA?
Io vorrei capire cosa intendiamo per accoglienza. Secondo me la questione è molto semplice. O il Catechismo è da cambiare (e nella nuova edizione non ci sono cambiamenti, ma magari chissà, l'hanno deciso sabato sera e lo hanno saputo solo alcuni colleghi che ne hanno scritto domenica), o non lo è. Se il Catechismo non è da cambiare gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati, e chi decide di vivere programmaticamente e pubblicamente il suo disordine (tutti ne abbiamo qualcuno, ma si presume che li combattiamo) non può fare da guida agli altri. Non è un concetto difficile.
E se gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati, è evidente che la condizione di chi li vive in pienezza non è voluta da Dio, altrimenti sarebbe un sadico che mette nel cuore desideri che fanno il nostro male. Come ipotizzano diversi psichiatri, queste tendenze nascono per riparare delle ferite - e qui nessuno colpevolizza nessuno, tutti abbiamo delle ferite, per il peccato originale e perché anche i nostri genitori ne sono feriti a loro volta, e noi come genitori inevitabilmente sbagliamo, sempre per quello stesso noiosissimo peccato originale. Se davvero è così - e non trovo altra spiegazione per qualcosa che il Catechismo definisce disordinato (che il Papa lo sottolinei o meno, è irrilevante, è la sua sensibilità che però non mette in discussione le basi, altrimenti lo direbbe apertamente, no?) - che vuol dire esattamente accogliere? Vuol dire aiutare a guarire le ferite, non incoraggiare le persone a starci sempre più dentro, la loro ferita. Vuol dire essere capaci di guardare una persona con tendenza omosessuale negli occhi e dirle "tu per me sei più grande della tua attrazione, ti voglio più bene di così, vedo oltre, vedo la tua bellezza e grandezza, e sei prezioso ai miei occhi".

ANDARE DIETRO AL MONDO?
Trovo questa voglia della Chiesa di andare dietro al mondo davvero insana. Già nel mondo la lobby ha le leve del comando, non ha bisogno della nostra tardiva ininfluente approvazione (quando la Chiesa scimmiotta il mondo diventa insipida e non serve più): non solo in Occidente da tempo non ci sono discriminazioni, ma al contrario si tenta di imporre con una violenza e arroganza mai viste una visione del mondo e della sessualità attraverso le scuole, i mezzi di comunicazione (anche a noi giornalisti fanno dei corsi di riprogrammazione mentale), i grandi organismi finanziari internazionali.
Perché la Chiesa che finora era stata maestra di umanità non continua a dire la verità all'uomo e alla donna? Di che ha paura? C'è una lobby, lo ha detto il Papa, ma ci saranno dentro tutti? O gli altri seguono per paura di essere fuori moda? Perché accanto a pastori che sanno fare i padri, accanto a quelli di Courage e tante altre brave guide, ci sono alcuni pastori che non hanno più il testosterone che serve a dire: "se hai un'attrazione verso persone del tuo stesso sesso questo non ti fa stare bene, e quindi io combatterò al tuo fianco, perché tu sei prezioso per me, ma non ti dirò mai che ti devi arrendere, né tanto meno che puoi insegnare ad altri a farlo".

Fonte: Blog di Costanza Miriano, 14/11/2017

5 - IL VOLTO OSCURO DELL'ECOLOGIA
Come i movimenti animalisti e vegetariani, vogliono estirpare la razza umana dalla faccia della terra
Fonte Libertà e Persona, 16/09/2017

Nel suo Il volto oscuro dell'ecologia, Laurent Larcher fa ben capire come la visione cristiana di amore e rispetto per il Creato, sia ben diversa da buona parte dell'ecologia contemporanea, quando professa un feroce odio verso l'uomo, sia predicando l'esistenza di un inesistente sovraffollamento del pianeta, sia invitando, come fa anche il partito radicale italiano, all'estinzione dell'uomo (tramite aborto, eutanasia, sodomia).

SBARAZZARSI DELL'UOMO
L'ecologismo non si limita a prendere di mira l'umanesimo classico occidentale. Esso è permeato di una mortifera antropofobia. Dal momento che l'uomo è il nemico, non sarebbe il caso di sbarazzarsene?'. Negli ambienti animalisti si può segnalare il Movimento per l'Estinzione Volontaria della Specie Umana (The Voluntary Human Extinction Movement - VHEMT), i cui militanti sono attivisti antispecisti vegani vicini al Fronte di Liberazione Animale. Per Les U. Knight, loro principale animatore, «l'alternativa ottimale all'estinzione di milioni, se non di miliardi di specie di piante e animali è l'estinzione volontaria di una sola di tali specie: l'Homo sapiens, cioè noi».
La guerra, l'attacco terroristico, non sono abbastanza efficaci. La soluzione durevole consiste nel non fare figli. Ma come? Coltivando l'edonismo, in modo che il desiderio di avere figli sia sostituito da altri piaceri; favorendo le adozioni e il sistema dei bambini in comune; attaccando il modello genitoriale classico. Naturalmente, il VHEMT sostiene le campagne a favore dell'aborto, della riduzione delle nascite, dell'eutanasia. I suoi militanti, per parte loro, si impegnano a non procreare; sono liberi di suicidarsi o di «diventare vecchi e perire». La sede del VHEMT è a Portland (USA). Dal 1992 il movimento pubblica un periodico dal titolo «These EXIT Times (The Vehement Voice of the Voluntary Human Extinction Movement)» e vende adesivi che propagandano le sue tesi con slogan come «Grazie per non riprodurvi! Viviamo a lungo e poi moriamo!». Il sito internet del VHEMT è tradotto in dodici lingue.

LA CHIESA DELL'EUTANASIA
Tra gli altri attivisti vegani, occorre segnalare la Chiesa dell'Eutanasia (The Church of Eutanasia - COE). La fondatrice, la «reverenda» Chrissy Lorda, afferma di essere stata visitata da un'entità extraterrestre, l'«Essere», che le avrebbe rivelato lo stato reale dell'ecosistema, ordinandole di fondare un nuovo culto per annunciare il seguente messaggio: «Economizzate il pianeta, distruggetevi». Il suo unico comandamento è: «Tu non procreerai!». Questa «Chiesa» è stata riconosciuta ufficialmente dallo Stato del Delaware il 25 marzo 1994, mentre il 22 agosto 1995 è giunto il riconoscimento da parte dell'amministrazione federale americana.
Come ogni istituzione religiosa, essa beneficia dunque delle agevolazioni fiscali previste per le opere di carità. La Chiesa dell'Eutanasia è oggi presente in Germania, in Belgio e nel Regno Unito. Per giungere all'estinzione della specie umana senza minacciare la Natura si possono utilizzare quattro mezzi: il suicidio, l'aborto, il cannibalismo (per coloro che si nutrono di carne) e la sodomia. Forte dell'illuminazione ricevuta dagli extraterrestri, Chrissv Lorda denuncia anche un complotto giudaico-cristiano contro la Natura.
Il VHEMT e la Chiesa dell'Eutanasìa provengono dalla galassia dei movimenti «pro-animali», mentre da una scissione di Earth First! è nato un nuovo gruppo, il Fronte di Liberazione di Gaia. Esso predica l'inutilità degli attacchi contro i simboli e gli effetti della società industriale. Poiché il genere umano è malvagio per natura e rappresenta un pericolo per il pianeta, esiste soltanto un modo di risolvere il problema: sbarazzarsi dell'uomo.
Il Fronte di Liberazione di Gaia intende liberare la Terra dalla specie umana. I suoi sostenitori non si accontentano di militare in favore di tutte le misure contro la natalità e per l'eutanasia: alcuni di loro accarezzano l'idea di contaminare il genere umano con un virus mortale e prospettano un'operazione terroristica su scala planetaria: «Riserveremo una buona accoglienza all'immissione di nuovi virus antiumani», afferma il loro portavoce, Geophilus. Il Fronte di Liberazione di Gaia ha sedi in Canada (a Toronto), negli Stati Uniti (a Pittsburgh) e in Europa, per la precisione nel Belgio fiammingo.
Questi fanatici sono personaggi marginali senza futuro? Non è affatto detto, se abbandoniamo l'umanesimo per abbracciare l'ecologismo.

Nota di BastaBugie: la premessa di questo articolo (con un interessante video) si può leggere al seguente link

ADOLF HITLER ANIMALISTA E VEGETARIANO
Pro-memoria per Michela Brambilla (VIDEO: Cruciani contro i ''fasciovegani'' a Porta a Porta)
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4945

Fonte: Libertà e Persona, 16/09/2017

6 - A ROMA LE STRUTTURE DI ACCOGLIENZA SONO AL COLLASSO, ALLORA I 5 STELLE OFFRONO 1000 EURO AL MESE ALLE FAMIGLIE CHE SI ACCOLLANO UN IMMIGRATO (...MA POCHISSIMI ADERISCONO)
Intanto nel resto d'Europa la conquista islamica è ormai completata: in Germania, ad esempio, la fede cattolica è già evaporata (sostituita dalla costruzione di moschee)
Autore: Marco Guerra - Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30/11/2017

1000 euro la mese alle famiglie che ospitano un richiedente asilo. È la nuova ricetta annunciata dall'amministrazione capitolina a guida Cinque Stelle per far fronte un'emergenza immigrazione che, malgrado i proclami del governo, non conosce fine. L'annuncio è stato dato martedì mendiate un'intervista al Messaggero dall'assessore alla Politiche sociali Laura Baldassarre che ha parlato di "accoglienza diffusa" e di "modello" già sperimentato in "Nord Europa".
La cifra corrisposta alle famiglie equivale ai 35 euro al giorno che vengono elargiti ai centri di accoglienza che partecipano ai bandi Sprar delle prefetture, messi a punto per dare vitto e alloggio ai migranti che fanno richiesta dello status di rifugiato. "Il traffico di droga rende meno", disse il ras delle cooperative rosse Salvatore Buzzi parlando di questo business legato ai posti letto che ora il Comune di Roma vuole allargare a tutta la popolazione della città eterna.

STRUTTURE AL COLLASSO E PROBLEMI CON LA POPOLAZIONE LOCALE
L'iniziativa rientra nel progetto più ampio di ricollocazione di 1655 persone già presenti nelle gradi strutture al collasso che hanno creato diversi problemi di coesistenza con la popolazione locale, come quelle del Tiburtino III e di Tor Sapienza; poi secondo la Baldassarre ci sarà un altro bando per "altri 780 posti". Sempre dalle pagine del Messaggero, l'assessore della giunta Raggi spiega che le famiglie che accoglieranno i migranti non saranno lasciate sole. Associazioni e università cureranno progetti di inserimento lavorativo che, fra le altre cose, prevedono protocolli con la Croce Rossa e con le Biblioteche comunali. "In generale, saranno censite le competenze professionali di tutti gli ospiti dei centri, ci sono molti informatici", fa sapere ancora la Baldassarre.
L'obiettivo del piano è evidente, si cerca di parcellizzare la presenza sul territorio dei migranti per evitare il carico su alcuni quartieri. Peccato che sperimentazioni del genere si siano già dimostrate un flop in numerosi comuni che hanno provato ad incentivare l'accoglienza nelle famiglie. Tuttavia, quest'ultime, anche se ridotte alla canna del gas dalla crisi economica, non sembrano intenzionate ad aprire la porta a sconosciuti la cui domanda di asilo, ricordiamo, viene respinta in oltre in 90% dei casi.

UN PROCLAMA SCELLERATO CHE ATTIRA NUOVI IMMIGRATI
La misura pensata dal Campidoglio appare poi come un beffa poiché arriva all'indomani della pubblicazione della classifica sulla qualità della vita nei capoluoghi di provincia italiani stilata dal Sole 24 Ore. Secondo i parametri analizzati dal quotidiano, Roma scende al 24° posto e arranca proprio sugli indicatori dell'occupazione, con un giovane su tre sotto i trent'anni senza lavoro. Di questi giorni anche i dati Istat che confermano il crollo della natalità, con oltre 100mila bambini in meno in otto anni, e un numero crescente di ragazzi che vanno all'estero per farsi una vita. Insomma, senza fare una lettura forzata, si può dire che le culle vuote e le camere lasciate libere dai giovani, che intanto hanno preso la strada di Londra e Berlino, saranno riempite da ragazzi dell'Africa sub sahariana che saranno formati dai nostri centri per l'impiego.
Un vero lavoro per i sedicenti profughi spesso però non arriva e resta solo un proclama scellerato che attira nuovi immigrati interessati ad ottenere una regolarizzazione. I Cinque Stelle si rivelano così in linea sia con il governo sia con la tradizione della Sinistra romana che ha gonfiato la capitale di emergenze sociali. Alla controversa questione dei nuovi arrivi nella capitale si sommano anche le oltre 6000 presenze nelle grandi occupazioni di stabili pubblici, animate da rifugiati e irregolari. Nessun nuovo sgombero senza una soluzione alternativa, aveva detto il ministro dell'Interno Marco Minniti dopo gli scontri di via Curtatone dello scorso agosto. Scaricare sulle famiglie la gestione dell'accoglienza ha quindi il sapore di un fallimento annunciato.

Nota di BastaBugie: Marco Tosatti nell'articolo sottostante dal titolo "Conquista islamica in atto: i dati che confermano Wojtyla" parla di un'inchiesta che svela i drammatici dati tedeschi mostrando che la conquista è già in atto: la fede cattolica è evaporata, sostituita dalla massiccia costruzione di moschee.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 22 novembre 2017:
La visione di Giovanni Paolo II relativa alla conquista islamica dell'Europa è realistica? Un dibattito sembra aprirsi su questo tema fra chi vede la concreta possibilità dell'avverarsi di questo messaggio e chi invece sembra più preoccupato delle ricadute - sul breve termine - di carattere politico, in Italia e altrove; e probabilmente non può non percepire l'incongruenza fra questo messaggio, e questo rischio, con la politica di immigrazione ossessiva praticata, e predicata da alcun settori della Chiesa contemporanea.
E mentre si discute, il sito spagnolo Actuall entra, involontariamente, nella discussione pubblicando un'interessante inchiesta sullo stato della Chiesa cattolica tedesca, e sulla sua progressiva sostituzione da parte dell'islam.
"I dati dell'indebolimento cattolico pubblicati dalla Conferenza episcopale tedesca mostrano che 'la fede si è svaporata', come ha detto il cardinale Friedrich Wetter", scrive Actuall. I dati sono drammatici: centinaia di migliaia di fedeli abbandonano la Chiesa cattolica, mentre solo qualche migliaio chiede di entrare a farne parte. Non dimentichiamo che in Germania la dichiarazione di appartenenza a una fede si paga nella cartella delle tasse, e quindi certamente anche questo elemento ha un suo ruolo; però... Le vocazioni sacerdotali stanno scomparendo (e questo spiega l'interesse dei vescovi tedeschi per la questione dei Viri Probati). A Monaco di Baviera, una volta la sorgente del cattolicesimo tedesco, ci sono 37 seminaristi a fronte di un milione e settecentomila cattolici. Negli Stati Uniti, per fare un paragone, la proporzione è di 49 seminaristi ogni 96 mila cattolici.
I dati resi noti si riferiscono all'anno scorso, al 2016. E in quei dodici mesi 162.093 persone hanno abbandonato. Sono state chiuse 537 parrocchie. È un'emorragia che non sembra volersi fermare: dal 1996 ad oggi un quarto delle comunità cattoliche hanno chiuso i battenti. Ci sono esempi drammatici. Nella diocesi di Trier, culla della comunità cattolica più antica, e città in cui ha avuto i suoi natali Karl Marx (non il cardinale, il filosofo), nel giro di tre anni le parrocchie passeranno da 903 a 35. A Essen su 259 parrocchie ne sono rimaste aperte 43.
Del fenomeno si è occupato anche Die Welt, e le previsioni del giornale sono queste: nei prossimi venti anni i cristiani - cattolici e di altre confessioni - si trasformeranno in una minoranza. Attualmente il 60 per cento della popolazione è nominalmente cristiano; ma questa cifra diminuisce in maniera rapida. I 24 milioni di cattolici e i 23 milioni di protestanti perdono, per varie ragioni, ogni anno circa 500 mila unità. Die Zeit ha reso noto che nel 2016 sono venuti a mancare 340mila protestanti, e ci sono stati solo 180mila battesimi. Le uscite volontarie dalle confessioni protestanti tradizionali sono arrivate a 190mila, in quel periodo, contro 25mila nuovi adepti.
Il panorama religioso tedesco vedrà dunque nell'immediato futuro una maggioranza di atei o agnostici, e due religioni minoritarie, cristianesimo e islam, di cui la seconda però, a differenza della prima è in rapida espansione, ed è determinata a far sentire la sua voce e a cercare di stabilire, per le sue caratteristiche, qualche forma di supremazia. La demografia c'entra, e non poco. Secondo Conrad Hackett, che ha guidato per il PEW Forum un'inchiesta qualche mese fa, "Il cristianesimo sta letteralmente morendo in Europa". Dal 2010 al 2015 i cristiani morti hanno superato di sei milioni le nuove nascite. Un milione e 400 mila solo in Germania.
Un architetto tedesco, Joaquim Renig, ha detto al giornale cattolico Tagespost che per integrare la comunità islamica bisognerebbe demolire le chiese e sostituirle con "moschee più visibili". Negli anni '80 moschee e sale di orazione erano circa 700; adesso sono più di 2500. La Turchia finanziato la costruzione di una mega-moschea a Colonia, capace di ospitare milleduecento fedeli; e ha il minareto più alto d'Europa. Che ormai gareggia nel panorama con le torri campanarie della famosissima cattedrale. La Turchia controlla 900 moschee nel Paese. Ma tutto questo sta creando una reazione: secondo il Gatestone Institute, il 57 per cento dei tedeschi teme la crescita dell'islam. Secondo quanto ha dichiarato Erdogan, "I nostri minareti sono le nostre baionette, le nostre cupole sono i nostri caschi, le nostre moschee sono le nostre caserme". E anche l'Arabia Saudita si è fatta avanti, proponendo di costruire 200 nuove moschee. Però ci sono nella Chiesa quelli che accusano di essere i nuovi crociati coloro che segnalano il problema...
D'altronde anche nel campo progressista della Chiesa di tanto in tanto si leva quale voce preoccupata. Non più tardi dell'11 settembre scorso il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, e uno dei porporati più ammirati dal Pontefice regnante, ha ammonito l'Europa perché rischia di perdere la sua "eredità cristiana" e ha ipotizzato il pericolo che nel suo futuro ci possa essere "una conquista islamica".
Il cardinale, che certamente non può essere definito un jihadista cattolico, parlava nella cattedrale di Vienna, in occasione della festa che commemora la vittoria decisiva della coalizione cristiana sull'esercito dell'Impero ottomano nell'assedio della città nel 1683.
"In questo giorno, 333 anni fa, Vienna fu salvata", ha detto. "Ci sarà adesso un terzo tentativo di una conquista islamica dell'Europa? Molti musulmani pensano così, e lo desiderano, e dicono: questa Europa è alla fine".
Christoph Schönborn ha poi continuato: "Credo che dobbiamo chiedere per l'Europa quello che Mosè ha fatto, nella lettura di oggi, per il suo figlio più giovane: Signore, dacci un'altra possibilità! Non dimenticare che siamo il tuo popolo, come Mosè Gli ricorda: Essi sono il tuo popolo, li hai guidati tu fuori, li hai santificati, sono il tuo popolo".
Ha poi concluso la sua omelia con parole certamente commoventi: "...abbi pietà dei tuoi eredi, abbi pietà del tuo popolo, dell'Europa che è sul punto di abbandonare la sua eredità cristiana! Abbi pietà di noi e innalzaci di nuovo, per la gloria del tuo nome e come una benedizione per il mondo".
L'11 settembre 1683 il re polacco Giovanni Sobieski III, comandante supremo della coalizione, guidò una carica famosa di diciottomila uomini, gli "ussari alati" contro le linee turche, in quella che è considerata da alcuni la più grande carica di cavalleria della storia. La vittoria della coalizione sugli assedianti turchi da parte di polacchi, austriaci, bavaresi, sassoni veneziani e altri segnò la fine dell'espansione dell'Impero ottomano verso occidente. Sobieski, prima della battaglia, affidò il suo regno alla Madonna di Czestochowa.
E ci sono voci pessimiste anche in Francia. Nell'arco di quaranta anni, in base alle tendenze demografiche attuali, la popolazione originaria in Francia e in altri Paesi d'Europa diminuirà in maniera così consistente che si avrà una maggioranza musulmana. È la conclusione - naturalmente passibile di dibattito e di dissenso, come sempre in questi casi di proiezioni a lungo termine - di uno studioso ed economista francese, Charles Gave, che l'ha pubblicata sul sito del suo think tank, Libertés. Gave parla di una graduale "sparizione delle popolazioni europee", a fronte di un robusto tasso di nascite dei musulmani. Secondo lo studioso "La grande, immensa notizia dei prossimi trenta o quaranta anni sarà così la sparizione delle popolazioni europee, i cui antenati hanno creato il mondo moderno. E con queste popolazioni spariranno le diverse e complementari nazioni europee che hanno permesso l'immenso successo del vecchio continente per almeno cinque secoli".

Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 30/11/2017

7 - IL MIO NOME E' GIUDA: IL NUOVO LIBRO DI RINO CAMMILLERI
L'apologeta, giornalista e scrittore, propone affascinanti ipotesi sul perché Giuda abbia consegnato Gesù al Sinedrio dopo averlo seguito per tre anni
Autore: Giuseppe Brienza - Fonte: La Verità, 18/11/2017

Rino Cammilleri dedica il suo nuovo romanzo storico, "Il mio nome è Giuda" (La fontana di Siloe, Torino 2017, pp. 270, € 19,50), alla vita e alla personalità di quell'"uomo di Keriot" che tradì Gesù. Nel libro, che uscirà a livello nazionale il prossimo giovedì 23 novembre, sulla base delle testimonianze evangeliche e di altre attendibili documentazioni storiche dell'epoca, il noto giornalista e scrittore cattolico siciliano, cerca di rispondere fondamentalmente a una domanda: perché Giuda consegna Gesù al Sinedrio dopo averlo seguito per tre anni?
Si tratta, in effetti, di uno degli interrogativi più appassionanti del Nuovo Testamento ed è, appunto, al centro di questo romanzo sorprendente che, in maniera originale, racconta le vicende di Gesù dal punto di vista e con la voce dell'apostolo rinnegato il cui nome è diventato sinonimo di tradimento e falsità. «Non sono stato io a scegliervi? Eppure uno di voi è un diavolo!», disse in effetti di lui in uno dei momenti più difficili della sua esistenza terrena il Figlio di Dio.
La storia parte da Giovanni il Battista, di cui Giuda è discepolo. Unico apostolo giudeo (tutti gli altri sono galilei), l'uomo di Keriot è anche il solo ad aver studiato e a non essere stato «chiamato» (almeno inizialmente). Per tutta la vita Giuda insomma non ha fatto altro che aspettare il Messia per mettersi al suo servizio. «Mio padre, uomo facoltoso e vero israelita - gli fa dire Cammilleri nel primo capitolo del libro -, mi aveva fatto studiare ai piedi dei migliori maestri perché fossi pronto per la venuta del Messia».
Di falsi profeti ne ha incontrati tanti, ma Gesù gli sembra quello autentico e, così, decide di seguirlo con un entusiasmo che, però, va via via scemando. Ai suoi occhi il Salvatore non si comporta come il "re glorioso", il Messia sperato, anche se compie miracoli inauditi. Per questo Giuda rimane spiazzato. Osserva attentamente ciò che vede e sente intorno a sé ma, invece di mettersi alla scuola del Maestro, rimugina, tentenna, è diviso tra ansie e incertezze, dubbi e tormenti, tanto comprensibili in un "uomo carnale" ma inammissibili in uno degli Apostoli in cui Gesù ha riposto una fiducia così grande.
Anche se "Il mio nome è Giuda" è scritto con stile agile e avvincente, alla sua base vi è una ricerca storica e un rigore documentale non comuni. Del resto Rino Cammilleri è autore, da quarant'anni ormai, di una trentina di libri pubblicati dai maggiori editori nazionali, alcuni dei quali tradotti in più lingue. Nel genere romanzesco-storico eccelle poi nelle pennellate d'ambiente e nella ricostruzione psicologica dei vari personaggi. La sua produzione spazia dalla narrativa alla saggistica con volumi che troviamo ancora nelle migliori librerie cattoliche come "Gli occhi di Maria", scritto con Vittorio Messori e, editi dalla Lindau di Torino (di cui "La fontana di Siloe" dipende), "Dio è cattolico?" "Antidoti", "Denaro e paradiso. I cattolici e l'economia globale" (con Ettore Gotti Tedeschi); "Come fu che divenni CCP (cattolico credente e praticante)", "Io e il diavolo. Il romanzo di Sant'Antonio da Padova". Rino Cammilleri da molti anni collabora e cura regolarmente rubriche sul quotidiano «Il Giornale», sul mensile «Il Timone» e sulla testata d'informazione online «La Nuova Bussola Quotidiana».

Nota di BastaBugie: nel seguente video Rino Cammilleri presenta "Il cattolicesimo spiegato a mio nipote Nicola che fa il liceo", un altro suo libro anch'esso uscito nel 2017.


https://www.youtube.com/watch?v=OhovlefLKqg

Fonte: La Verità, 18/11/2017

8 - TRUMP HA PROCLAMATO IL MESE DELLE ADOZIONI (E HA RIDOTTO, DAVVERO, LE TASSE)
Ogni figlio che nasce è una vera benedizione e in caso di gravi motivi è meglio far nascere il bambino e darlo in adozione, invece di ucciderlo con l'aborto
Autore: Lorenza Perfori - Fonte: Libertà e Persona, 17/11/2017

Il 31 ottobre 2017, il presidente americano Donald Trump ha dedicato il mese di novembre 2017 alla promozione delle adozioni nazionali.
Nel messaggio che nell'occasione è stato diffuso, Trump afferma che la scelta di adottare un figlio rappresenta una ricchezza sia per le famiglie che per i bambini. "Ogni anno - afferma il presidente americano -, famiglie generose e amorevoli adottano migliaia di bambini e danno loro l'affetto, le attenzioni e le opportunità che meritano. L'adozione è una vera benedizione che arricchisce notevolmente sia la vita dei genitori che quella dei bambini. Durante il mese dell'Adozione Nazionale, celebriamo le migliaia di famiglie che si sono ampliate grazie all'adozione e riconosciamo la resistenza e la resilienza dei bambini che stanno ancora aspettando di trovare la loro casa definitiva".

L'ADOZIONE RIGUARDA ANCHE I BAMBINI NON NATI
Trump prosegue specificando che l'adozione riguarda anche i bambini non nati, esiste infatti la possibilità, per coloro che si trovino ad affrontare una gravidanza indesiderata, di far nascere il bambino e darlo in adozione, invece di ucciderlo con l'aborto. "La mia amministrazione - continua Trump -, riconosce la profonda importanza dell'adozione per la famiglia americana. L'adozione è un atto che cambia e afferma l'importanza della vita, e indica che nessun figlio in America - nato o non nato - sia indesiderato e non amato. I genitori adottivi sono, per i loro futuri figli, una parte altruista e amorevole del progetto di Dio. Come Nazione, comunichiamo sincero apprezzamento e gratitudine a quelle famiglie che hanno accolto un minore nel loro cuore e nelle loro case, condividendo il dono prezioso della famiglia e un sostegno per tutta la vita". Per questi motivi, aggiunge il presidente, "dobbiamo continuare a rimuovere gli ostacoli all'adozione ogni volta che possiamo, affinché l'amore e la cura degli aspiranti genitori adottivi possano raggiungere i bambini che sono in attesa della loro sistemazione definitiva".
Ma l'adozione, afferma Trump, non deve essere esercitata solo nei confronti dei bambini piccoli, vi sono infatti anche i bambini più grandi, gli adolescenti e i giovani che hanno bisogno e aspettano una famiglia per sempre, i quali, oltre a ricevere le cure e l'affetto dei genitori adottivi, potrebbero ottenere anche altri benefici per le loro vite, per esempio a livello di profitti scolastici e futuro lavorativo. "In questo mese dell'Adozione Nazionale - afferma in proposito Trump -, dedichiamo il nostro impegno affinché anche i giovani possano sperimentare il valore trasformativo della stabilità e dell'amore. Un bambino non è mai troppo grande per l'adozione. Una famiglia di supporto può costituire quella guida fondamentale di cui i figli più grandi hanno bisogno quando entrano nell'età adulta, aiutandoli a raggiungere gli obiettivi scolastici e lavorativi, ed evitando, in alcuni casi, che diventino dei senzatetto o finiscano in prigione. Non dobbiamo sottovalutare la necessità di una famiglia e il fatto che i giovani che sono stati adottati hanno più probabilità di finire gli studi e sentirsi affettivamente più sicuri di coloro che sono stati affidati ai servizi sociali e non hanno avuto una famiglia adottiva".

CELEBRIAMO IL DONO DELL'ADOZIONE
"Questo mese - conclude il presidente americano -, celebriamo il dono dell'adozione, un atto di amore che offre ai giovani l'aiuto per gettare le fondamenta necessarie a raggiungere il proprio potenziale e a perseguire il sogno americano", perciò "incoraggio tutti gli americani a ottemperare a questo mese aiutando i bambini che hanno bisogno di una casa definitiva, garantendo loro un futuro più promettente con una famiglia definitiva, in modo che possano entrare nell'età adulta con l'amore che noi tutti meritiamo".
In questo tempo di provette e uteri in affitto, in cui le coppie che hanno difficoltà a concepire preferiscono fabbricarsi un figlio su misura piuttosto che adottarne uno; in cui i figli sono perciò diventati cose da produrre e comprare per la soddisfazione dei propri desideri, o, se indesiderati, da buttare via eliminandoli con l'aborto, piuttosto che dare loro una possibilità di vita in un'altra famiglia; in cui tutti i dati ci parlano di calo delle adozioni nazionali e, addirittura, di crollo di quelle internazionali, sentire il presidente americano rilanciare e promuovere la bontà dell'adozione, incoraggiando la gratuità e il dono, scalda il cuore. Applausi al presidente Trump!

Nota di BastaBugie: Stefano Magni nell'articolo sottostante dal titolo "La riforma fiscale di Trump, lezioni per l'Italia" spiega come Trump metterà in atto lo slogan pagare meno, pagare tutti. Innanzitutto in pratica vuol dire: pagare meno per ciò che guadagno, avere più soldi per spendere dove voglio, senza necessariamente chiedere sconti alla collettività.
Ecco dunque l'articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 20 novembre 2017:
Da cosa si distinguono i Repubblicani dai Democratici? Su tutto c'è dibattito, ma su un punto la distinzione è sempre stata netta, almeno dal secondo dopoguerra ad oggi: le tasse. Trump ha promesso un drastico taglio delle tasse. Dalla settimana scorsa, i Repubblicani del Congresso hanno iniziato a discutere la legge per metterlo in pratica. Il risultato, almeno per ora, può dare lezioni anche alla politica italiana.
Senza scendere nei dettagli più tecnici, i Repubblicani propongono un piano di riduzione della fiscalità generale pari a 5.900 miliardi di dollari. Per cercare di colmare il vuoto che si crea da questo minor gettito, propongono di far pagare le tasse a più persone, eliminando una serie di deduzioni fiscali finora accettate, prevedendo di raccogliere 4.500 miliardi di dollari in più. Il piano è dunque sempre in deficit, perché 5.900 miliardi di dollari di minor gettito fiscale meno 4.500 miliardi di dollari in più dovuti alle deduzioni cancellate, danno comunque un disavanzo di 1.400 miliardi. Il piano è decennale, dunque tutte queste cifre astronomiche vanno lette nel medio periodo: spalmate da qui al 2027.
Per colmare il disavanzo, i Repubblicani promettono di tagliare la spesa pubblica. Il primo di questi tagli, presentato in Congresso assieme alla legge di riforma fiscale, è la cancellazione dell'obbligatorietà di assicurazione sanitaria che era stata introdotta (fra mille polemiche) con l'Obamacare, la riforma sanitaria voluta da Obama. La fine dell'obbligatorietà, in sé, non genererà un risparmio dello Stato, ma, indirettamente, potrebbe portare a un minor ricorso, da parte degli utenti, di assicurazioni sussidiate e pubbliche: più di 300 miliardi di dollari. Non sufficienti per colmare il deficit dovuto al minor gettito fiscale. Dunque i Repubblicani al Congresso stanno pensando anche ad altri tagli, fra cui diversi sussidi, ma si preparano a sostenere un aumento del debito pubblico fino a 1500 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Questo modo di procedere, come possiamo ben vedere, è l'opposto rispetto a quello seguito nella cosiddetta "austerity" italiana: nel nostro caso, il taglio delle tasse non viene neppure preso in considerazione, finché non viene coperto da un analogo taglio della spesa. Visto che, in Italia, la spesa pubblica continua ad aumentare, anche negli anni di "austerity", per pareggiare il bilancio aumentano le tasse. I Repubblicani, al contrario, si apprestano a tagliare le tasse, prima di tutto. Il taglio delle tasse stesso dovrebbe incoraggiare tagli più seri, perché a molti programmi statali verrebbe a mancare l'ossigeno. E' il modo di "affamare la bestia" (il governo) come si diceva ai tempi di Ronald Reagan.
Detto questo, dove si taglia di più? Le aliquote per i redditi personali saranno quattro: 12% (per un reddito annuale fino a 45mila dollari), 25% (da 45mila a 200mila), 35% (da 200mila a 500mila) e 39,6% (sopra i 500mila dollari annui). Ad oggi le aliquote sono otto (il doppio) e penalizzano maggiormente le fasce media e medio-bassa della società americana, perché, ad esempio, chi ha un reddito superiore ai 9mila dollari all'anno, già subisce uno scatto di aliquota al 15%, mentre nella fascia media, chi ha un reddito superiore a 92mila dollari annui paga il 28%. Con la riforma della tassa sui redditi, si otterrà un taglio delle tasse pari a 4.100 miliardi di dollari in dieci anni. Al reddito da dichiarare, gli americani hanno già oggi diritto a una deduzione standard. Attualmente la deduzione standard è pari a 6.350 dollari, con la riforma verrebbe quasi raddoppiata a 12.200 dollari. A questo si aggiungerà un credito di imposta speciale per chi ha famiglia pari a 300 dollari e il credito di imposta per i figli verrà aumentato (per la prima volta dal 2001) da 1.000 a 1.600 dollari. L'impresa sarà la maggior beneficiaria della riforma, perché la tassa sugli utili sarà portata al 20% (rispetto all'attuale 35%), pari a un taglio di 1.500 miliardi di dollari. Questa è un'altra lezione per il fisco italiano: meno aliquote ci avvicinerebbero alla logica della tassa piatta (unica aliquota uguale per tutti) e incoraggiano chi guadagna di più. Chi ha famiglia non viene penalizzato dal fisco, come in Italia, ma incoraggiato.
Chi sarà penalizzato da questa riforma? Come abbiamo visto prima, la riforma compensa, parzialmente, il minor gettito previsto riducendo le esenzioni. Il maggior cambiamento sarà l'abolizione della "esenzione personale" (compensata ampiamente, comunque, dal raddoppio della deduzione standard). L'esenzione personale, attualmente pari a 4.050 dollari da dedurre dal proprio reddito da dichiarare, si basa sul calcolo del "minimo necessario per vivere", adeguato di volta in volta al costo della vita. Ad essere interrotte, poi, saranno anche una serie di deduzioni motivate da scelte personali, che vanno dalla deduzione delle imposte locali, a quelle sul mutuo, quelle sulla proprietà della casa e quelle per le spese mediche. In pratica, se vivi in uno Stato dove paghi tasse alte, questa è una tua scelta e non puoi scaricare le tasse locali dal reddito a spese della fiscalità generale. E' un modo per responsabilizzare i singoli governi statali di fronte ai loro contribuenti. Stessa cosa vale per gli interessi sui mutui e quelle per la tassa sulla proprietà della casa: non saranno più dedotte. Molto più problematica sarà invece la fine della deduzione per le spese mediche, a cui ricorrono soprattutto molti americani della classe media. Sarà una riforma molto impopolare (anche se i Repubblicani assicurano che riguardi "solo" 8 milioni di cittadini) e anche ingiustamente penalizzante per chi intraprende spese che non ha certamente voluto.
In ogni caso, anche qui si può trarre una lezione molto chiara: pagare meno, pagare tutti. Soprattutto: pagare meno per ciò che guadagno, avere più soldi per spendere dove voglio, senza necessariamente chiedere sconti alla collettività. Tutto questo sembra assolutamente alieno alla mentalità del nostro paese e c'è da scommettere che, non appena il dibattito entrerà nel vivo, i nostri commentatori economici si stracceranno le vesti contro una riforma "che punisce i poveri per aiutare i ricchi". Mentre è una riforma che mira a incoraggiare chi genera: chi genera reddito, utile e vita. Una filosofia economica che, quanto meno, dovremmo rispettare.

Fonte: Libertà e Persona, 17/11/2017

9 - OMELIA DELL'IMMACOLATA - ANNO B (Lc 1,26-38)
Rallégrati, piena di grazia
Autore: Benedetto XVI - Fonte: Sito del Vaticano, 8 dicembre 2005

Cari Fratelli e Sorelle, [...]
Che cosa significa "Maria, l'Immacolata"? Questo titolo ha qualcosa da dirci? La liturgia di oggi ci chiarisce il contenuto di questa parola. [...]
Questa metafora tratta dal Libro della Genesi parla a noi da una grande distanza storica, e solo a fatica può essere chiarita; soltanto nel corso della storia è stato possibile sviluppare una comprensione più profonda di ciò che lì viene riferito. Viene predetto che durante tutta la storia continuerà la lotta tra l'uomo e il serpente, cioè tra l'uomo e le potenze del male e della morte. Viene però anche preannunciato che "la stirpe" della donna un giorno vincerà e schiaccerà la testa al serpente, alla morte; è preannunciato che la stirpe della donna - e in essa la donna e la madre stessa - vincerà e che così, mediante l'uomo, Dio vincerà. Se insieme con la Chiesa credente ed orante ci mettiamo in ascolto davanti a questo testo, allora possiamo cominciare a capire che cosa sia il peccato originale, il peccato ereditario, e anche che cosa sia la tutela da questo peccato ereditario, che cosa sia la redenzione.

L'UOMO NON SI FIDA DI DIO
Qual è il quadro che in questa pagina ci vien posto davanti? L'uomo non si fida di Dio. Egli, tentato dalle parole del serpente, cova il sospetto che Dio, in fin dei conti, gli tolga qualcosa della sua vita, che Dio sia un concorrente che limita la nostra libertà e che noi saremo pienamente esseri umani soltanto quando l'avremo accantonato; insomma, che solo in questo modo possiamo realizzare in pienezza la nostra libertà. L'uomo vive nel sospetto che l'amore di Dio crei una dipendenza e che gli sia necessario sbarazzarsi di questa dipendenza per essere pienamente se stesso. L'uomo non vuole ricevere da Dio la sua esistenza e la pienezza della sua vita. Vuole attingere egli stesso dall'albero della conoscenza il potere di plasmare il mondo, di farsi dio elevandosi al livello di Lui, e di vincere con le proprie forze la morte e le tenebre. Non vuole contare sull'amore che non gli sembra affidabile; egli conta unicamente sulla conoscenza, in quanto essa gli conferisce il potere. Piuttosto che sull'amore punta sul potere col quale vuole prendere in mano in modo autonomo la propria vita. E nel fare questo, egli si fida della menzogna piuttosto che della verità e con ciò sprofonda con la sua vita nel vuoto, nella morte. Amore non è dipendenza, ma dono che ci fa vivere. La libertà di un essere umano è la libertà di un essere limitato ed è quindi limitata essa stessa. Possiamo possederla soltanto come libertà condivisa, nella comunione delle libertà: solo se viviamo nel modo giusto l'uno con l'altro e l'uno per l'altro, la libertà può svilupparsi. Noi viviamo nel modo giusto, se viviamo secondo la verità del nostro essere e cioè secondo la volontà di Dio. Perché la volontà di Dio non è per l'uomo una legge imposta dall'esterno che lo costringe, ma la misura intrinseca della sua natura, una misura che è iscritta in lui e lo rende immagine di Dio e così creatura libera. Se noi viviamo contro l'amore e contro la verità - contro Dio -, allora ci distruggiamo a vicenda e distruggiamo il mondo. Allora non troviamo la vita, ma facciamo l'interesse della morte. Tutto questo è raccontato con immagini immortali nella storia della caduta originale e della cacciata dell'uomo dal Paradiso terrestre.

LA STORIA DI TUTTI I TEMPI
Cari fratelli e sorelle! Se riflettiamo sinceramente su di noi e sulla nostra storia, dobbiamo dire che con questo racconto è descritta non solo la storia dell'inizio, ma la storia di tutti i tempi, e che tutti portiamo dentro di noi una goccia del veleno di quel modo di pensare illustrato nelle immagini del Libro della Genesi. Questa goccia di veleno la chiamiamo peccato originale. Proprio nella festa dell'Immacolata Concezione emerge in noi il sospetto che una persona che non pecchi affatto sia in fondo noiosa; che manchi qualcosa nella sua vita: la dimensione drammatica dell'essere autonomi; che faccia parte del vero essere uomini la libertà del dire di no, lo scendere giù nelle tenebre del peccato e del voler fare da sé; che solo allora si possa sfruttare fino in fondo tutta la vastità e la profondità del nostro essere uomini, dell'essere veramente noi stessi; che dobbiamo mettere a prova questa libertà anche contro Dio per diventare in realtà pienamente noi stessi. Con una parola, noi pensiamo che il male in fondo sia buono, che di esso, almeno un po', noi abbiamo bisogno per sperimentare la pienezza dell'essere. Pensiamo che Mefistofele - il tentatore - abbia ragione quando dice di essere la forza "che sempre vuole il male e sempre opera il bene" (J.W. v. Goethe, Faust I, 3). Pensiamo che patteggiare un po' col male, riservarsi un po' di libertà contro Dio, in fondo, sia bene, forse sia addirittura necessario.
Guardando però il mondo intorno a noi, possiamo vedere che non è così, che cioè il male avvelena sempre, non innalza l'uomo, ma lo abbassa e lo umilia, non lo rende più grande, più puro e più ricco, ma lo danneggia e lo fa diventare più piccolo. Questo dobbiamo piuttosto imparare nel giorno dell'Immacolata: l'uomo che si abbandona totalmente nelle mani di Dio non diventa un burattino di Dio, una noiosa persona consenziente; egli non perde la sua libertà. Solo l'uomo che si affida totalmente a Dio trova la vera libertà, la vastità grande e creativa della libertà del bene. L'uomo che si volge verso Dio non diventa più piccolo, ma più grande, perché grazie a Dio e insieme con Lui diventa grande, diventa divino, diventa veramente se stesso. L'uomo che si mette nelle mani di Dio non si allontana dagli altri, ritirandosi nella sua salvezza privata; al contrario, solo allora il suo cuore si desta veramente ed egli diventa una persona sensibile e perciò benevola ed aperta.

L'ESEMPIO DI MARIA IMMACOLATA
Più l'uomo è vicino a Dio, più vicino è agli uomini. Lo vediamo in Maria. Il fatto che ella sia totalmente presso Dio è la ragione per cui è anche così vicina agli uomini. Per questo può essere la Madre di ogni consolazione e di ogni aiuto, una Madre alla quale in qualsiasi necessità chiunque può osare rivolgersi nella propria debolezza e nel proprio peccato, perché ella ha comprensione per tutto ed è per tutti la forza aperta della bontà creativa. È in lei che Dio imprime la propria immagine, l'immagine di Colui che segue la pecorella smarrita fin nelle montagne e fin tra gli spini e i pruni dei peccati di questo mondo, lasciandosi ferire dalla corona di spine di questi peccati, per prendere la pecorella sulle sue spalle e portarla a casa. Come Madre che compatisce, Maria è la figura anticipata e il ritratto permanente del Figlio. E così vediamo che anche l'immagine dell'Addolorata, della Madre che condivide la sofferenza e l'amore, è una vera immagine dell'Immacolata. Il suo cuore, mediante l'essere e il sentire insieme con Dio, si è allargato. In lei la bontà di Dio si è avvicinata e si avvicina molto a noi. Così Maria sta davanti a noi come segno di consolazione, di incoraggiamento, di speranza. Ella si rivolge a noi dicendo: "Abbi il coraggio di osare con Dio! Provaci! Non aver paura di Lui! Abbi il coraggio di rischiare con la fede! Abbi il coraggio di rischiare con la bontà! Abbi il coraggio di rischiare con il cuore puro! Compromettiti con Dio, allora vedrai che proprio con ciò la tua vita diventa ampia ed illuminata, non noiosa, ma piena di infinite sorprese, perché la bontà infinita di Dio non si esaurisce mai!".
Vogliamo, in questo giorno di festa, ringraziare il Signore per il grande segno della Sua bontà che ci ha donato in Maria, Sua Madre e Madre della Chiesa. Vogliamo pregarlo di porre Maria sul nostro cammino come luce che ci aiuta a diventare anche noi luce e a portare questa luce nelle notti della storia. Amen.

Fonte: Sito del Vaticano, 8 dicembre 2005

10 - OMELIA II DOMENICA DI AVVENTO - ANNO B (Mc 1,1-8)
Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri
Fonte Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 10 dicembre 2017)

In questa seconda domenica d'Avvento siamo invitati a preparare le vie per il Signore che deve venire. Il profeta Isaia grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati» (Is 40,3-4). Queste parole erano dirette al popolo d'Israele e preannunziavano il suo ritorno dall'esilio. Inoltre, queste parole sono rivolte anche a noi e si riferiscono alla liberazione dalla schiavitù del peccato. È Lui, il nostro Salvatore, «che fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno, e conduce dolcemente le pecore madri» (Is 40,11). Gesù è questo Buon Pastore che ama le sue pecorelle fino a dare la vita per loro.
Il Profeta Isaia invita a diffondere il lieto annunzio della salvezza con queste ispirate parole: «Consolate, consolate il mio popolo [...] parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta» (Is 40,1). Con la venuta del Messia su questa terra è finita la schiavitù del peccato e noi siamo finalmente liberi. Questa realtà è motivo di grande consolazione. Da parte nostra, tuttavia, dobbiamo accogliere questo dono della salvezza, preparando le vie al Signore. L'amore ci deve spingere a migliorare la nostra vita, a diventare più buoni. Se davvero ameremo il Signore, sentiremo il desiderio di vivere secondo i suoi insegnamenti, evitando il male e compiendo sempre il bene.
Questo proposito, per quanto forte, non potrà mai essere messo in pratica con le sole nostre forze. Da parte nostra sentiremo la necessità di evitare il peccato, ma avvertiremo anche tutta la nostra fragilità e incostanza. Dovremo pertanto invocare l'aiuto di Dio, senza il quale non riusciremo di certo a riordinare la nostra vita. Il profeta Isaia dice: «Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati» (Is 40,4). Siamo noi quel terreno accidentato, di cui parla il Profeta, che si deve trasformare in pianura (cf Is 40,4).
Nel Vangelo di oggi il grido di Isaia è ripetuto da Giovanni Battista. Egli rivolge a noi questo appello: «Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri» (Mc 1,3). Le folle rimanevano incantate dal Precursore di Gesù, e facevano penitenza. San Giovanni Battista «proclamava un battesimo di conversione» (Mc 1,4), «accorrevano da tutta la regione» (Mc 1,5), «e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati» (ivi).
Il Battesimo amministrato da san Giovanni Battista non era come quello istituito da Gesù Cristo, era un invito alla conversione, una esortazione a riconoscere i propri peccati, un incitamento a cambiare radicalmente vita. Questo invito vale anche per noi. In questo tempo d'Avvento dobbiamo trovare la forza di rivedere la nostra vita e di conformarla al Vangelo. La base di questo cambiamento è un atto d'umiltà: il riconoscimento del nostro peccato. Ecco perché, in questo periodo, sarà una cosa molto bella ricorrere al sacramento della Confessione, in modo da purificarci interiormente.
San Giovanni Battista viveva in prima persona ciò che predicava agli altri. Innanzitutto conduceva una vita penitente, nel deserto; il suo vestito era fatto di peli di cammello, e il suo cibo era costituito da «cavallette e miele selvatico» (Mc 1,6). La sua condotta di vita confermava molto bene le infuocate parole che rivolgeva alle folle. San Giovanni Battista ci dà soprattutto un esempio di umiltà. Egli poteva approfittare facilmente della notorietà raggiunta, lasciando pensare alla gente che era lui il Messia atteso. Al contrario, egli proclama: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi e slegare i lacci dei suoi sandali» (Mc 1,7).
Se vogliamo avvicinarci a Gesù, dobbiamo abbassarci con l'umiltà. Insegnava san Bonaventura che, come l'acqua tende al basso e confluisce alle valli, così la grazia divina si riversa sulle anime umili che si fanno piccole. Come san Giovanni Battista anche noi dobbiamo "diminuire", affinché "cresca" sempre di più in noi Gesù.
Il tempo di Avvento è tempo di preparazione e di attesa. In questa attesa dobbiamo essere vigilanti, perché, come dice san Pietro nella seconda lettura, «il giorno del Signore verrà come un ladro» (2Pt 3,10). Il Principe degli Apostoli ci invita a vivere in santità, assidui nella preghiera; solo così, in quel giorno, saremo trovati preparati.
L'Avvento è tempo anche di penitenza. San Francesco insegnava ai suoi frati di prepararsi al Natale con una speciale Quaresima che va dalla festa di Tutti i Santi fino alla Natività del Signore. Il Santo di Assisi trascorreva questa Quaresima nel digiuno e nella preghiera. San Francesco prese alla lettera l'invito di san Giovanni Battista e scrisse nel suo Testamento: «Il Signore concesse a me, frate Francesco, d'incominciare così a fare penitenza [...] e ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo» (FF 110). Tutto cominciò per lui con la penitenza e, grazie ad essa, tutto quello che prima era per lui causa di disgusto, come l'incontro con i lebbrosi, divenne poi amabile.
La penitenza è come una medicina per l'anima. Impegniamoci anche noi, cerchiamo di essere generosi, offrendo qualche sacrificio, soprattutto se unito ad un'opera di carità. Così ci prepareremo nel modo migliore a celebrare il Natale ormai vicino.

Fonte: Il settimanale di Padre Pio, (omelia per il 10 dicembre 2017)

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